diritto del lavoro video lezione numero 14 poteri e obblighi del datore di lavoro i poteri del datore di lavoro i poteri specifici del datore di lavoro sono individuati nel potere direttivo potere di vigilanza e controllo e il potere disciplinare a tutela dei lavoratori la legge fissa precisi limiti all'esercizio dei poteri spettanti al datore di lavoro in particolare sono nulli tutti i patti e gli atti diretti a ledere in qualsiasi modo la posizione del lavoratore per motivi sindacali motivi politici religiosi di sesso di lingua di razza di handicap di età nonché basati sull'orientamento sessuale o sulle
convinzioni personali il potere direttivo e di controllo il potere direttivo comprende una serie di facoltà e poteri e precisamente il potere gerarchico che designa la posizione di supremazia del datore di lavoro quale capo dell'impresa dal quale dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori tale potere è ammissibile solo in quanto è funzionalmente necessario ai fini della prestazione lavorativa senza alcuna ingerenza nella sfera privata e personale del lavoratore e nel rispetto della sua libertà e dignità poi abbiamo il potere con formativo che indica il potere di specificazione dell'attività lavorativo l'attivita lavorativa che consiste nella concreta determinazione delle qualità di
esecuzione del lavoro una delle applicazioni più significative di tale potere e la determinazione delle mansioni cui deve essere ha detto il lavoratore poi abbiamo il potere direttivo in senso stretto che consiste nelle ma nazione delle disposizioni concernenti l'organizzazione del lavoro ad esempio orari turni eccetera e poi abbiamo il potere di vigilanza e di controllo che è diretto a verificare che l'esecuzione dell'attività lavorativa venga effettuata secondo le modalità stabilite dal datore di lavoro [Musica] le limitazioni contenute nello statuto dei lavoratori le norme dello statuto dei lavoratori pongono una serie di divieti a carico del datore di
lavoro ed i limiti all'esercizio del suo potere direttivo e di controllo l'articolo 1 dello statuto riconosce il diritto dei lavoratori di manifestare liberamente il proprio pensiero senza distinzione di opinioni politiche sindacali e di fede religiosa nei luoghi di lavoro nel rispetto dei principi della costituzione e dello statuto dei lavoratori l'articolo 8 completando il principio posto dall'articolo 1 vieta al datore di lavoro ai fini dell'assunzione nel corso del rapporto di effettuare indagine anche tramite terzi sulle opinioni politiche religiose sindacali del lavoratore nonché sui fatti non rilevanti ai fini della valutazione della sua attitudine professionale per quanto
concerne gli ulteriori limiti posti dallo statuto dei lavoratori si ricorda che l'articolo 2 fa assoluto divieto di servirsi per il controllo dell'attività lavorativa delle guardie giurate utilizzabili solo per la tutela del patrimonio biennale inoltre l'articolo 5 dello statuto vieta al datore di lavoro di effettuare accertamenti sulle infermità per malattia o infortunio del lavoratore direttamente o mediante medico di propria fiducia difatti come già detto precedentemente il controllo sull'idoneità fisica può avvenire solo attraverso i servizi pubblici competenti l'articolo 6 pone il divieto di perquisizioni sul lavoratore la violazione degli articoli 2 5 e 6 e punita con
le sanzioni penali previste dall'articolo 38 dello statuto dei lavoratori la sorveglianza a distanza dei lavoratori il decreto legislativo 151 del 2015 in attuazione del jobs act ha stabilito che è legittimo installare impianti audiovisivi o altri strumenti da cui derivi anche il controllo a distanza dei lavoratori per le seguenti causali per esigenze organizzative e produttive per la sicurezza del lavoro per la tutela del patrimonio aziendale l'installazione degli strumenti finalizzati a dette causali richiede comunque la stipulazione di un accordo sindacale con le rappresentanze sindacali aziendali rsu rsa o in mancanza deve essere autorizzato dalla direzione territoriale del
lavoro dpl è altresì necessario che il lavoratore sia adeguatamente informato e che sia rispettata la normativa in materia di riservatezza del lavoratore il potere disciplinare il potere disciplinare indica la facoltà del datore di lavoro di irrogare sanzioni al lavoratore che venga meno ai suoi doveri contrattuali e in generale agli obblighi di diligenza obbedienza e fedeltà sanciti dal codice civile la legge fissa i presupposti per l'esercizio del potere disciplinare la cui mancanza può determinare la nullità della sanzione irrogata i requisiti di legittimità della sanzione disciplinare i presupposti per il legittimo esercizio del potere disciplinare sono la
sussistenza ed imputabilità fatto l'adeguatezza della sanzione e cioè la sanzione deve essere proporzionata all'infrazione e i limiti alla rilevanza della recidiva e cioè non può tenersi conto della sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione il procedimento di irrogazione delle sanzioni l'articolo 7 dello statuto dello statuto dei lavoratori disciplina le modalità di esercizio del potere disciplinare imponendo al datore di lavoro veri e propri presupposti formali e procedimenti per la legittimità delle sanzioni da irrogare in particolare la predeterminazione del codice disciplinare che contempli le infrazioni e le relative sanzioni ciò al fine di evitare soprusi e
prevaricazioni da parte due ore di lavoro poi occorre che vi sia pubblicità del codice disciplinare la preventiva e specifica contestazione dell'addebito inoltre salva l'ipotesi del rimprovero verbale la contestazione deve essere effettuata in forma scritta poi ho poi al lavoratore deve essere assicurata il diritto di difesa infatti dopo la contestazione dell'infrazione il datore deve aspettare almeno cinque giorni per la concreta l'opzione applicazione della sanzione in modo da consentire al lavoratore di rispondere alla contestazione l'impugnativa delle sanzioni disciplinari il lavoratore che intende contestare la sanzione disciplinare può fare ricorso all'autorità giudiziaria tribunale in funzione di giudice del
lavoro oppure avvalersi di una procedura arbitrale che si può svolgere o secondo le modalità previste dai contratti collettivi o presso la direzione territoriale del lavoro gli obblighi del datore di lavoro obbligo di corrispondere il trattamento con il trattamento economico spettante è comprensivo di tfr nei tempi e con le modalità fissate dalla contrattazione collettiva l'obbligo di tutela delle condizioni di lavoro e dell'integrità psicofisica del lavoratore cosiddetto obbligo di sicurezza obbligo di tutela assicurativa evidenziare del lavoratore obbligo di assicurare indipendenti contro il rischio di responsabilità civile verso i terzi obbligo di informazione nei confronti del lavoratore al
quale devono essere comunicati qualifica mansioni periodi di ferie prospetto praga eccetera obbligo di procedere ad accertamenti sanitari prima dell'assunzione o in costanza di rapporto nei casi in cui sia obbligatoria la sorveglianza sanitaria l'obbligo di sicurezza tutti i datori di lavoro sono tenuti a garantire la sicurezza sul lavoro tale obbligo infatti trova la sua fonte in molteplici norme innanzitutto negli articoli 32 e 41 della costituzione che sanciscono rispettivamente che la salute è un diritto fondamentale degli individui è che l'iniziativa economica privata deve svolgersi in maniera tale da non arrecare danno alla sicurezza l'articolo 2087 del codice
civile stabilisce altresì che nell'esercizio dell'impresa l'imprenditore deve adottare le misure necessarie a garantire l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori adesso si aggiunge adesso si aggiunge il testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al decreto legislativo numero 81 del 2008 che contiene una disciplina organica della materia l'obbligo di sicurezza vale nei confronti di tutti i lavoratori le disposizioni del testo unico sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro trovano applicazione con riferimento a tutti i settori di attività siano esse pubbliche o privati ea tutti i tipi di rischi i soggetti
responsabili i soggetti che sono gravati dall'obbligo di sicurezza sono il datore di lavoro il dirigente e il preposto il datore di lavoro e nel privato il titolare del rapporto di lavoro e comunque il responsabile dell'organo azione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività o della singola unità produttiva nel pubblico il datore di lavoro coincide con il dirigente al quale sono affidati i poteri di gestione o con il funzionario eventualmente preposto a un ufficio con autonomia gestionale e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa il dirigente è colui che nello svolgimento dell'incarico attribuitogli
attua in concreto le direttive del datore di lavoro organizza l'attività lavorativa e vigila sull'attività lavorativa il preposto invece colui che sovraintende all'attività lavorativa controlla la corretta esecuzione da parte dei lavoratori delle direttive che questi ricevono ed esercita un potere d'iniziativa funzionale a tali soggetti si affiancano quelli che datori di lavoro ha eventualmente delegato come responsabili e come responsabili dell'obbligo di sicurezza le misure generali di tutela le misure generali sono individuate dall'articolo 15 del testo unico esse non devono comportare per i lavoratori alcun onere di tipo finanziario si tratta nel dettaglio della valutazione di tutti i
rischi per la salute e sicurezza della programmazione della prevenzione dell'eliminazione dei rischi nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione nella sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è e altre specificamente previste dal citato articolo 15 del testo unico gli obblighi e diritti dei lavoratori in tema di sicurezza il testo unico oppone anche a carico dei lavoratori una serie di obblighi se ne riportano alcuni specificamente dunque il lavoratore deve osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro dai dirigenti e dai preposti ai fini
della protezione collettiva ed individuale deve utilizzare correttamente i macchinari e apparecchiature gli utenti delle sostanze e preparati pericolosi mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro i dispositivi di sicurezza il lavoratore deve altresì utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione e inoltre laboratori deve i lavoratori i lavoratori delle sottoporsi ai controlli sanitari previsti nei loro confronti se obbligatorie poi ovviamente altri obblighi previsti sia dai contratti nazionali che anche dalla legge oltre ai a tali obblighi il test unico riconosce ai lavoratori anche specifici diritti in caso di pericolo grave ed
immediato infatti il lavoratore ha diritto di abbandonare le mansioni e di allontanarsi dal posto di lavoro cui corrisponde l'obbligo del datore di non richiamare i lavoratori fino a che persista il pericolo e il divieto di adottare misure disciplinari considerando tale allontanamento come inadempimento il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza rls e la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro le novità introdotte dal decreto legislativo 81 del 2008 hanno permesso di stabilire che all'interno di tutte
le aziende si deve garantire la presenza di un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza a questo rappresentante e va garantita dal datore di lavoro quindi a questo rappresentante deve essere garantita dal datore di lavoro la formazione necessaria per gestire i rapporti con i lavoratori per questioni che riguardano la salute e la sicurezza sul lavoro il rappresentante eletto dai lavoratori con diverse modalità a seconda del numero di dipendenti occupati nell'azienda le aziende che occupano non più di 15 lavoratori votano il rappresentante scegliendolo tra i dipendenti mentre le aziende che contano più di 15 lavoratori e lei
con il rappresentante per la sicurezza all'interno nelle rappresentanze sindacali aziendali la sorveglianza sanitaria obbligatoria la sorveglianza sanitaria dei lavoratori costituisce un preciso obbligo del datore di lavoro al fine di garantire la tutela dell'integrità psicofisica dei propri dipendenti così come previsto dall'articolo 2087 del codice civile la sorveglianza sanitaria è obbligatoria soltanto se espressamente prevista dalla legislazione vigente in relazione ad attività particolarmente rischiose per la salute dei lavoratori la sorveglianza sanitaria deve essere svolta esclusivamente tramite il medico competente ed è effettuata a cura e spese del datore di lavoro la sorveglianza sanitaria aziendale consiste pertanto nell'effettuazione di
visite mediche e gli esami clinici o biologici o indagini diagnostiche mirate al rischio cui è esposto il soggetto dal punto di vista dei tempi di effettuazione la norma prevede una visita medica preventiva intesa a constatare l'assenza di controindicazioni al lavoro qui il lavoratore destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica questa visita va effettuata dopo l'assunzione e prima di adb del lavoratore alla mansione la norma prevede la visita medica periodica che è diretta a controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica la periodicità degli
accertamenti qualora non sia specificata dalla normativa di norma viene stabilita una volta l'anno salvo diversa indicazione del medico competente o tipo di provvedimento motivato dell'organo di vigilanza poi la norma prevede una visita medica in occasione del cambio della mansione una visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro che è prevista solo nei casi specifici previsti dalla normativa e poi inoltre prevista una visita medica precedente la ripresa del lavoro che a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore a 60 giorni continuativi questa visita è mirata a verificare unita alla mansione del lavoratore l'obbligo
di tutelare la riservatezza dei lavoratori l'applicazione del codice alla partner del codice della privacy nell'ambito dei rapporti di lavoro il decreto legislativo 196 del 2003 detta specifiche disposizioni per garantire il trattamento dei dati personali per dato personale deve intendersi qualunque informazione relativa a persona fisica identificata o identificabile anche indirettamente mediante il riferimento a qualsiasi altra informazione il decreto legislativo 196 2003 si applica anche nell'ambito del rapporto di lavoro poiché il datore di lavoro entra in possesso di una serie di informazioni che riguardano la sfera personale e privata del lavoratore al fine di tutelare la riservatezza
del lavoratore perché il trattamento dei dati personali sia lecito il datore di lavoro che cosa deve fare deve limitarsi ad acquistare ad acquisire è trattare i dati strettamente necessari per adempiere a specifici obblighi obblighi cosiddetto principio di finalità del trattamento [Musica] il datore di lavoro non può effettuare operazioni su dati che non siano necessari principio di necessità inoltre il datore deve informare il lavoratore circa le finalità e le modalità del trattamento dei dati e degli eventuali soggetti ai quali dati personali possono essere comunicati o che possono venire a conoscenza in qualità di responsabile o incaricati
cosiddetto diritto di informazione quindi ricapitolando al fine di tutelare questa riservatezza del lavoratore il datore di lavoro deve sostanzialmente rispettare questi tre principi il principio di finalità del trattamento principio di necessità è il diritto di informazione il lavoratore deve manifestare il suo consenso a che i dati vengano trattati non occorre invece il consenso del lavoratore quando il trattamento dei dati è necessario per adempiere ad obblighi di legge e di regolamento della normativa europea o da lan o derivanti dal contratto di lavoro i dati personali trattati in violazione di tale disciplina non possono essere utilizzati trattamento
dei dati sensibili i dati sensibili sono definiti dal decreto legislativo 196 del 2003 e sono dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica convinzioni religiose filosofiche o di altro genere le opinioni politiche l'adesione a partiti sindacati associazioni eccetera eccetera nonché ai dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale tali dati sono in grado di svelare la sfera più personale intima di un individuo è pertanto il loro trattamento è vietato il trattamento dei dati sensibili è consentito solo se è necessario alla gestione del rapporto di lavoro e se avviene nel
rispetto delle prescrizioni rilasciate dal garante per la privacy