Professor Migliori, qual è la funzione del mito in Platone e come si articola il rapporto del mito con la filosofia? Su questo io farei una premessa, se possibile, cioè che qualunque rapporto, semplice o complesso, con Platone secondo me è sostanzialmente falso, nel senso che non è che una cosa così apparentemente banale non possa avere una risposta tranquilla. Perché il mito in Platone ha molte funzioni molto diverse; Platone non sceglie mai una strada semplice e diretta, da una ricchezza di produzione intellettuale e poetica infinita.
Quindi ci sono dei miti. Lei certamente sa che, nella loro bellezza, evocano degli elementi filosofici che Platone ritiene ancora maturi per il suo lettore. E quindi aspetta, però, comincia a introdurli.
In altri casi, il mito invece esprime semplicemente, perché nel Timeo, il fatto che più in là di tanto noi non possiamo arrivare quando parliamo del rito dell'anima, del destino dell'anima. Il problema, lo dice esplicitamente, fa pensare che le cose siano come le ho descritte, non è degno di un uomo intelligente. Ma grosso modo il mito ci ha fatto capire come le cose stanno; beh, questo è rischioso, ma il rischio è bello, e quindi bisogna murare.
E chiaro quindi, e quindi il rischio: la quotazione lucilla del rischio, che cosa di più filosofico di quello? Entiamo un po' nel merito di alcuni miti. Occupiamoci un po' dei miti contenuti nel "Sofista".
A questo proposito, alcuni sono deliziosi; c'è il mito dell'invenzione della scrittura, che permette a Platone di dire in modo molto forte i limiti, ma anche il valore della scrittura, e quindi di spiegare perché lui ha scritto tanto. Perché il mito, chi dice che ce lo dice in modo sempre allusivo, pieno di doppi giochi. Platone è un maestro in questo, proporci pensare.
Quindi in un po' tutte le cose di Spinoza in un certo modo, ci fa capire che il mito conserva in unito, e così l'ho scritto, conserva. E lui aveva un'esperienza precisa sul maestro, nella figura di Socrate. Allora, se noi fossimo ad Atene trent'anni dopo la morte di Socrate, e quindi come dire imperante, proprio padrone, e andassimo in una libreria di.
. . così posso parlare come se fossi in mano a oggi.
. . troveremmo un'intera scansia di dialoghi socratici, perché tutti gli allievi di Socrate hanno scritto dialoghi mettendo Socrate in ogni scena.
Ma certo, il Socrate edonista di alcuni allievi non poteva essere il Socrate di Platone, e un sovrappeso cinico, ma soprattutto ha deciso di non scrivere. E quindi si è come dire messo nei guai da solo. Da solo il ribaltone non vuole correre questo rischio, anche perché ha delle cose da dire per abolirle con lo spirito socratico.
E allora il mito serve anche a questo, ad alludere in modo che il lettore pensi, in certi casi si può dire molto esplicitamente come nel caso della scrittura, altrimenti invece sono semplicemente bellissimi. E con il mito della parola, esattamente, e dicono una cosa importante, e cioè che il disordine è presente in tutta la realtà ed è presente anche dentro di noi, perché noi siamo. .
. e ragù legis è la volta, e le pulsioni di desiderio e poi si devono trovare una loro armonia. E si controlla l'armonia; il carro gruppo verrà bene, e se parla proprio male l'auriga non riuscirà a fare la sua associazione.
E come spiegava adesso nella conferenza che terrò, se non riesce a vedere per niente le idee, non ponete incarnarsi, non può neanche incarnarsi, perché il suo compito è versione di essere il pensiero di questo essere complesso, anima e corpo, e seconda in grado di pensare a caserme, non serve assolutamente. Invito, permette di cominciare a capire queste cose, poi per arrivare al Timeo, per capire davvero l'anima, ma Liga si capisce dal. .
. poi è un essere umano e due bestie, e tutte le descrizioni mitiche sono sempre così: un essere umano e due bestie, per dire guardate che la differenza più grossa è questa. Anche perché la prima immortale della tribù, siamo mortali, e teologicamente la cosa non è di 90, e alla luce di quanto ci ha mostrato rispetto al rapporto tra mito e filosofia.
Perché, professore, ha senso anche oggi studiare Platone e studiare Prodico? Ci sono moltissime ragioni, ma la più importante, oltre alla grande ricchezza di indicazioni che dà sul piano del metodo, volta alla grande ricchezza che dà sul piano della dialettica e sul piano etico, dà dei consigli. Non puoi rispondere; riprende, approfondisce.
. . le labbra.
Quindi c'è una ricchezza di pensiero immenso. Ma io direi che la l'unità più profonda e più filosofica. .
. mi dispiace di andare un po' sud sulla strada e nei riguardi della verità, perché Platone non rinuncia mai alla verità e continuamente sottolinea la via, per quanto è possibile a noi essere umani, perché solo Dio esso fosse. Allora non devo a un teorico ricordare quanto è attuale questo discorso e come tifoso dell'attività in termini di assolutezza.
Assoluta. E così posso dire oggi estremamente difficile riproporlo, ma che questo non ci autorizza a cadere nelle forme di relativismo e di nichilismo dominanti. Noi dobbiamo uscire a esprimere un concetto di verità che direbbe Popper: fino a prova contraria rimane valido.
E Platone è esattamente su questa lunghezza d'onda. L'abilità di buttare Platone non è discutibile, salvo contraria dimostrazione; cioè data la difficoltà del tema, quindi ci sono delle verità che non possono essere negate. Posso parlare un calo al volo: il gioco, la verità più evidente è quella che non è vera, quella dei sensi.
Lo dice benissimo nella lettera settima, dove descrive tutte le forme della conoscenza, e la sensazione non c'è per l'assenza sicura; è troppo debole. Ma poi dice che, quando si fanno argomenti troppo complicati, eccetera, eccetera, vanno respinti, perché sono negati da quello che la sensazione ci testimonia. Che il nostro mondo.
. . la sensazione.
Non ci dà una conoscenza, giocare giocabile davvero; la conoscenza parte dalle parole del discorso, discorso anche per François. Lissimo, come tu sai, ma la testimonianza della realtà che ci dà la sensazione è poi un criterio ultimo che non può mai essere negato. Ha dimenticato grande complessità, grande gioco sulle particolari che mi sembra, però, credo che la sera perfettamente d'accordo difende a qualità rispetto al dibattito per gli stremo.
Oggi, come temporaneo, è sicuramente molto fuori. Grazie, persone.