quella ferita, quella ferita che proprio nascondi, forse proprio da lì che Dio tirerà fuori qualcosa di bello e di meraviglioso. Allora, andiamo a vedere la ferita con questa divina consapevolezza. Tratto dal libro dell'Esodo, capitolo 4, versetti dal 6 all'8.
Il Signore gli disse ancora: "Introduci la mano nel seno". Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò. Ecco, la sua mano era diventata lebrosa, bianca come la neve.
e gli disse, "Rimetti la mano nel seno". rimise in seno la mano e la tirò fuori. Ecco, era tornata come il resto della sua carne.
Dunque, se non ti credono e non danno retta alla voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo. sorprendente, stupefacente, terribilmente, come dire, ieri abbiamo visto il serpente che viene fuori nel bastone, cioè nella vita di tutti i giorni c'è quello, ma in questa divina consapevolezza c'è qualcosa dentro. Se c'è qualcosa fuori, c'è anche qualcosa dentro di noi che forse, beh, eh non funziona perfettamente.
Difatti Dio dice, "Metti la tua mano che che è il tuo modo di agire nel mondo. " La mano nella Bibbia è segno di azione, di quello che fai, di quello che che che fai uscire da te. Ebbene, metti la mano lì nel tuo seno.
La parola seno, anche, come dicevamo nell'Ave Maria, il frutto del tuo seno sarebbe il grembo, sarebbe la nascita. Ebbene, mettere la mano lì e tirarla fuori è come vedere cosa è successo nella tua vita. La lebbra, la lebbra senza Dio.
Ecco che dice il salmo 51, nostra madre ci ha partoriti e e siamo venuti al mondo fragili. Dovremmo dire peccaminosi. Cosa significa peccaminosi?
A volte incapaci di realizzare la nostra vita con con dentro di noi fragilità e di tutto che ci porta alla lebbra. La lebbra che cos'è? e è e è qualcosa che ci distrugge piano piano, che ci isola, che ci stacca, che Ebbene, molte volte dentro di noi c'è proprio questo.
E le nostre azioni che escono sono le brose da mendicanti, contagiamo gli altri con la nostra lebbra perché la lebbra poteva essere contagiata. E quindi ecco eh cosa viene fuori da noi. Dio sta facendo vedere a Mosè cosa c'è dentro di lui.
Oddio, allora cosa faccio? Sono così ferito, sono così rimetti, rimetti la mano dentro, ripartiamo da dentro e poi la tira fuori, era guarita completamente. Che cosa significa?
che Dio vuole prendersi cura del nostro cuore, vuole farci rinascere a vita nuova in modo che potremo poi camminare in un modo nuovo per poter usare Mosè. Ecco questo segno. Poi dirà, questo è un segno della mia presenza e è un segno attraverso il quale anche gli altri ti crederanno.
Cioè Dio fa vedere a Mosè la propria lebbra, non fa finta di niente, gliela fa vedere. Per guarire Dio ci fa vedere la lebbra, porta fuori, porta galla, quello che dentro di noi è lebroso. Ma per farne che cosa?
per farci sentire sbagliati e così via, no, per guarirci. E la nostra guarigione diventerà segno per altri, segno che Dio può ogni cosa. Che Dio può ogni cosa.
E visto che lo sperimentiamo noi, crediamo che anche con gli altri Dio può fare questa cosa e molte volte lo farà attraverso di noi. Noi diventiamo il segno e aiutiamo ancora, diciamo, Dio a fare altri segni del genere perché altre persone credano. Solo quello che viene portato alla luce può essere guarito.
Solo ciò che comprendiamo, che vediamo, ne prendiamo consapevolezza. Il cammino divina consapevolezza. Solo che solo quello che comprendiamo, abbiamo consapevolezza, lo prendiamo, comprendiamo, lo prendiamo in mano e lo possiamo gestire.
Ecco che allora Dio per guarirci tira fuori, ci fa vedere quello che non ci piace, ma poi ci fa vedere quello che ci piace, che è la grazia di Dio e dice: "Ok, la mia grazia entra in voi, cambia la vostra vita e la vostra mano diventerà sana". Quindi quello che farete sarà amore, sarà bellezza, sarà sarà vita. Dio vuole fare questo.
Noi diventeremo segno di vita. L'uomo vivente, la gloria di Dio, diceva Sant Ireneo, noi diventeremo segno di vita. Dio fa un segno a lui, a Mosè, lo fa diventare segno per poter fare altri segni.
Dio vuole guarire tante altre persone, ma da chi inizia? Da me e da te. Così poi spanderemo il regno di Dio.
Le parti che noi nascondiamo. Molte volte mettiamo in atto quello che in psicologia si dice, si chiama riemozione. Facciamo finta di niente.
Nascondiamo, bypassiamo. Ecco che quello che noi nascondiamo, sensi di colpa, fragilità, fallimenti, oscurità e così via, tutto questo può diventare il luogo dove Dio manifesta la sua misericordia. L'amore più grande che possiamo sentire non è quando siamo a posto, non è sentirci a posto, ma sentirci amati quando viene fuori di tutto.
Dio ci ama quando viene fuori di tutto, ci ama sempre, ma è lì che può partire la nostra guarigione, la guarigione della lebbra, da quello che viene fuori. La guarigione non nasce dal negare la ferita, dal permettere a Dio di toccarla. E allora davanti a te, o Dio, non vogliamo più nasconderci né nascondere quello che è in noi.
Adamo ed Eva si nascosero. Mosè in qualche modo si nascondeva, nascondeva questa parte. Siamo tutti un po' ipocriti, mettiamo delle maschere, non vogliamo vedere, ma così non guariremo mai.
Così la nostra vita non si realizzerà mai. E allora come a viso scoperto, dice San Paolo, tiriamo via tutto e a viso scoperto guardiamo Dio, guardiamo noi stessi e poi così ameremo gli altri come abbiamo sperimentato l'amore. Sì.
O Dio, tu vuoi farci vedere questa lebbra per guarirci, per farci diventare un bellissimo strumento sano d'amore. Sì, i tuoi progetti ci sorpassano sempre. È meravigliosamente bello sapere che ci ami e che tu hai sempre fiducia anche in noi.
Hai fiducia, ma questa fiducia passa attraverso poi la nostra fiducia, il nostro aprire il cuore e lasciar venire a galla. Tutto. È una cosa decisiva questa.
Dio, tu non chiami persone perfette, molte volte le chiami anche ferite e la formazione avviene nella trasformazione guarendoci, liberandoci, sanandoci e salvandoci. Così saremo segno, no? segno di del cielo, perché non potremo dire io ho fatto, ma riconosceremo e faremo riconoscere che tu hai fatto e quello che abbiamo sperimentato potremmo farlo sperimentare agli altri.
E allora vogliamo solo dirti ancora il nostro amen. Disponibili alla tua opera di salvezza nella nostra vita, disponibili al tuo amore. Vogliamo lasciarci amare da te.
E l'amore fa emergere tutto questo e poi lo trasforma. Vogliamo lasciarci amare. Cari fratelli, care sorelle, abbiamo bisogno di tanto amore.
Solo l'amore ci guarisce, ma l'amore ci spaventa a volte perché sembra che che che dobbiamo metterci nelle mani dell'altro e lo dobbiamo fare. Non ci autofacciamo, non ci autoguariamo. Beh, noi siamo nati per un incontro di due persone.
Non abbiamo deciso noi un giorno di nascere. E così è questo. La nostra vita diventa segno se ci facciamo amare.
Abbiamo bisogno di Dio. Abbiamo bisogno di Dio, altrimenti c'è solo lebbra dentro di noi. E la lebbra può essere guarita solo da qualcosa più grande e potente della lebbra che è Dio con il suo amore.
Vi auguro di poter sperimentare tutto questo e di diventare segno di guarigione. scrivimelo nei commenti di voglio essere segno di guarigione, voglio lasciarmi amare. Ho scoperto la mia lebbra.
Condividi qualcosa in questo momento. Anche questo sarà vedere, vedere quello che c'è in te, permettendo così a Dio che trasformi la tua vita e tu diventerai un glorioso segno di Dio nel mondo. C'è un termine sheina.
Sheekin significa proprio che la gloria di Dio passa attraverso qualcosa e qualcuno e si mostra. Io e te diventiamo shechinà di Dio. Dimostrazione della gloria di Dio che ci ha guariti dalla lebbra e ci ha resi strumenti potenti.
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