Salve! Oggi sono a Kansas City, negli Stati Uniti e dietro di me c’è l’Internacional House of Prayer, conosciuta con la sigla IHOP, che significa Casa Internazionale di Preghiera. Questi fratelli stanno vivendo qualcosa di singolare.
Quest’anno, si completano 18 anni che stanno pregando ed adorando ininterrottamente, proprio nel modo in cui sta scritto lì nella facciata, 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. È con questo scenario di fondo che voglio portare una parola sulla preghiera. Molti discutono se l’importanza della preghiera sia appena il compito numero 1 che ci è stato dato quando Paolo, scrivendo a Timoteo disse: "Ti esorto dunque prima di ogni cosa, che si facciano suppliche, preghiere ed intercessioni.
" Altri invece, giudicano che l’importanza della preghiera sia perché questa è il mezzo di ricevere qualcosa da parte di Dio. Quello che voglio mostrarvi oggi, per mezzo della Parola di Dio, è che la preghiera in realtà è una questione di sopravvivenza. Se ne vorrai comprendere un po’ di più, rimani con me e nei prossimi minuti lo condivideremo.
Nel libro di Giudici, nel capitolo 15 leggiamo a rispetto di come i filistei attaccarono la nazione di Giuda e chiesero che Sansone fosse loro consegnato. Sansone era molto usato da Dio e stava venendo innalzato come giudice, come un eroe e loro volevano che il popolo di Giuda consegnasse Sansone affinché non ci fosse una guerra. La Bibbia dice che questi uomini di Giuda vanno da Sansone e trattano la sua resa perché non vogliono entrare in una guerra che credono che avrebbero perso.
La Bibbia dice nel libro di Giudici 15, nel verso 14: "Quando giunse a Lehi, i filistei gli vennero incontro con grida di gioia; ma lo Spirito del Signore venne su di lui con potenza, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si dà fuoco, e i legami gli caddero dalle mani. Trovata quindi una mascella d’asino, ancora fresca, stese la mano e l’afferrò, e con essa uccise mille uomini. Allora Sansone disse: Con una mascella d’asino, mucchi su mucchi!
Con una mascella d’asino ho ucciso mille uomini. Quand’ebbe finito di parlare, gettò via di mano la mascella e chiamò quel luogo Ramath-Lehi. Poi ebbe gran sete e invocò l’Eterno, dicendo: Tu hai concesso questa grande liberazione per mano del tuo servo; ma dovrò ora morire di sete e cadere nelle mani degli incirconcisi?
Allora Dio fendé la roccia concava che è a Lehi, e ne uscì dell’acqua. Egli bevve, il suo Spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò chiamò quella fonte En-Hakkore; essa esiste a Lehi anche oggi.
" Una lezione che impariamo qui con Sansone è forse quella di riuscire a comprendere che la preghiera non solo è qualcosa di importante ma è una questione di sopravvivenza. Tentiamo di comprendere quest’immagine: Abbiamo un uomo sul quale ricade l’unzione dello Spirito di Dio, e questi manifesta una forza fuori dal comune. Questa forza non era nel corpo di Sansone.
La ragione per la quale le persone indagavano il segreto della sua forza è perché lui era un uomo normale, non era assolutamente un "armadio", un tipo "pompato". Ma quando lo Spirito di Dio si impossessava di lui, c’era una manifestazione soprannaturale di forza. Qui abbiamo un esempio di uno che sta servendo Dio, eseguendo l’opera del ministero, esisteva un proposito per il quale era venuto al mondo che era liberare la nazione di Israele dalla mano dei filistei.
Dio lo aveva qualificato per vincere il nemico, per portare la vittoria e la libertà al suo popolo. È interessante che qui comprendo una cosa che per me è stato un avviso. Voglio estenderlo, non solo a coloro che sono coinvolti in modo diretto nel ministero, perché tutti noi siamo stati chiamati a servire.
È possibile lavorare, è possibile che tu, nella tua opera per il Signore, faccia questo sotto un’unzione, sotto una qualificazione di Dio e ciò nonostante subire un livello di sfinimento forse senza precedenti. La Bibbia mostra che lui uccise più di mille uomini con una arma improvvisata, una mascella d’asino, un pezzo di osso in mano. La Parola di Dio ci mostra che avvenne una cosa soprannaturale, ma anche se Dio fosse alla fonte del processo, ciò nonostante, Sansone si sentì talmente stanco, talmente sfinito alla fine, perché nonostante la forza non fosse la sua, era il Signore che si manifestava nel suo corpo, lo sfinimento si era manifestato nel suo corpo che era stato usato per canalizzare quella forza soprannaturale.
Lui aveva uno sfinimento così grande che dice: "sono sul punto di morire di sete. " Molte volte usiamo questa espressione: "sto morendo di sete", ma è solo una forza d’espressione, nessuno sta morendo davvero. In questo caso, lui dice: "Mi hai concesso questa grande liberazione, dovrò ora morire di sete?
" Perché lo sfinimento era tale che sarebbe morto. È proprio in questo momento, dopo l’affaticamento del ministero, che la Bibbia dice che Sansone invocò il Signore, e qui abbiamo un’immagine forte della preghiera. La Bibbia dice che quando lui invocò il Signore, Dio aprì una fonte.
Esiste una fonte che può portare sollievo, esiste una fonte che può fare in modo che recuperiamo le forze, esiste una fonte che ci fa rivivere e questa fonte viene chiamata da Sansone, quando lui dà il nome a quel luogo, En-Hakkore, questa espressione significa "La fonte di colui che clama". C’è una fonte che viene aperta solo, che viene attivata solo quando clamiamo. Dio non aprì quella fonte solo perché Sansone aveva sete.
Dio non aprì quella fonte solo perché Sansone aveva compiuto la Sua opera, alla fine dei conti, lui aveva bisogno di aiuto. La fonte fu aperta solo quando lui clamò. Esiste, nella mia e nella tua vita, una fonte, una fonte che porta sollievo, una fonte che ci fa rivivere, che però non sarà aperta automaticamente solo perché ne abbiamo bisogno.
Anzi, è giusto dire che Dio non risponde alla necessità, Lui risponde alla fede. Noi dobbiamo comprendere il ruolo e l’importanza della preghiera come qualcosa che provoca una liberazione di Dio in nostro favore. Qualcuno può stare nel ministero e morire facendo l’opera di Dio, dentro la volontà di Dio, muovendosi sotto l’unzione e sotto il potere di Dio se non saprà ricorrere a questa fonte che è la vita di preghiera.
Vediamo come fu usato il profeta Elia per portare il risveglio. Scende fuoco dal cielo. La Parola del Signore ci rivela uno scenario di risveglio senza precedenti.
Una nazione cadendo sulle ginocchia e gridando: "Solo il Signore è Dio", ma subito dopo questo, vediamo lo stesso profeta Elia entrando in una caverna, chiedendo per sé la morte, completamente scoraggiato dalla vita perché nonostante venissimo usati da Dio, potremmo provare quello che io chiamerei una "sbornia ministeriale". Potremmo provare una gloria, un potere, un’unzione fuori dal comune ma noi abbiamo una struttura, tanto fisica quanto emozionale, limitate e l’unica cosa che ci può portare sollievo, l’unica cosa che può realmente produrre il risultato del quale tu ed io abbiamo realmente bisogno, non solo per continuare a fare per Dio, non solo per fare di più l’opera di Dio, ma affinché riusciamo a sopravvivere a tutto questo, alla fine dei conti è se stiamo passando del tempo con la preghiera. La Parola di Dio parla dell’unzione di Dio ricadendo su Sansone, ma la Bibbia evidenzia per lo meno due livelli distinti di unzione.
Uno è l’unzione "su", è quando lo Spirito di Dio ricade su di noi. Ogni volta che la Parola di Dio parla dell’"unzione su", è quando Dio ci porta a fare qualcosa per Lui. Gesù dice: "Lo Spirito del Signore è su di me perché mi ha unto per predicare, mi ha unto per curare, mi ha unto per liberare.
" L’"unzione su" mi porta a fare qualcosa per Dio. Tuttavia, la Parola di Dio dice, nella 1ª lettera di Giovanni, nel capitolo 2, dal verso 20 al 27 che l’unzione del Santo rimane "in noi". Esiste un’altra unzione che si trova nel lato interiore.
Quando la Bibbia enfatizza l’unzione interiore, parla di un’azione di Dio in nostro favore. Non è Dio, per mezzo del Suo Spirito che ci porta a fare qualcosa per Lui, è Dio facendo qualcosa per noi. Giovanni dice, in questo stesso testo che parla dell’unzione in noi, lui dice: "Voi non avete bisogno che alcuno v’insegni ogni cosa perché l’unzione del Santo che dimora in voi è verace, e vi insegna ogni cosa.
" Quindi, l’unzione interiore non si tratta di essere portati a compiere qualcosa per Dio, è Dio che sta facendo qualcosa per noi. Dobbiamo imparare a vivere il ministero non solo sotto l’unzione esterna, che ci porta a fare qualcosa per Dio, che produce risultati, ma dobbiamo attivare quest’unzione interna. Gesù dice: "Dal tuo interiore sgorgheranno fiumi d’acqua viva.
" C’è un’azione dello Spirito Santo in nostro favore, non per portare l’opera di Dio ad espandersi attraverso di noi, ma in nostro favore e questa viene attivata quando tu ed io ci collochiamo davanti a Dio in preghiera. Se vuoi comprendere l’importanza della preghiera basta solo che tu guardi il ministero di Gesù. Gesù passo molto tempo pregando.
Era il figlio di Dio e tuttavia non prese nessuna scorciatoia, non fece nulla di ciò che fece senza pregare, e non stiamo parlando della preghiera solo come uno strumento che qualifica, che dinamizza il ministero, ma che ci mantiene collegati con Dio in una relazione profonda con Dio. Guardo il Signore Gesù e lo capisco in modo molto chiaro, dal tanto che pregava. Il Vangelo di Luca fa citazione dopo citazione a riguardo di questa vita di preghiera di Gesù.
Il ministero sta crescendo ma la Parola di Dio dice che Lui si ritirava in luoghi deserti e pregava. La Bibbia dice che Lui passava la notte in preghiera. La Bibbia mostra continuamente queste immagini di preghiera al punto che i discepoli dissero: "Signore, insegnaci a pregare.
" Al punto di dire: "Vogliamo essere come Te. " Quando parliamo di ministero, molta gente si eccita con la possibilità di servire la casa, di servire il popolo, ma là nel libro di Ezechiele, nel capitolo 44, Dio decide di onorare una stirpe santa, separata da Lui nel ministero, che sono i figli di Zadok. Lui dice: "Agli altri che non sono stati fedeli a me, potranno servire la casa ed il popolo, ma solamente i figli di Zadok potranno ministrare davanti a me.
" Frattanto che per molta gente il maggior onore, la maggior gloria del ministero è servire la casa e le persone, Dio ci presenta una visione che è ministrare davanti a Lui, che è servire al Signore stesso. Dobbiamo intendere che la preghiera non è appena collegata al più sublime livello di ministero. Beh, basta solo pensare che nel libro di Ebrei 7:25, la Bibbia dice che Gesù vive per intercedere per noi.
Il ministero attuale di Gesù è la preghiera. Quando lo capiremo, quando lo comprenderemo, questo farà tutta la differenza nelle nostre vite corrispondendo a Dio in preghiera. Voglio incoraggiarti in questo momento a fare della preghiera non solo la priorità, non solo la cosa più importante, ma a metterla in quel posto dove tu, realmente, capisca e comprenda che è una questione di sopravvivenza.
Ossia, talmente imperativo quanto respirare possiamo riconoscere nella nostra vita spirituale, è il pregare. Non solo alimentare la comunione con Dio nel senso di quel protocollo religioso di cui parliamo, ma come l’essenza della vita. Molta gente si è persa tentando di fare la volontà di Dio perché non rispettò il punto essenziale.
Forse anche tu, ugualmente a Sansone, ti incontri in questo momento stanco, senza respiro, con quella sensazione di chi dice: "sto morendo di sete", nel vero senso spirituale, ma se ti posizionassi e ricorressi a questa fonte che è la fonte di chi clama, se tu ricorressi alla preghiera, Dio attiverebbe la fonte che ti porterà sollievo al tuo cuore, che cambierà completamente le cose nel tuo intimo, nella tua vita. Voglio lasciarti questo incoraggiamento. Quest’istruzione, in realtà, questa avvertenza biblica, affinché la preghiera sia una priorità nella tua vita e che essa garantisca la tua sopravvivenza.
Che il Signore ti benedica, nel nome di Gesù.