il signore sia con voi dal vangelo secondo luca in quel tempo si presentarono alcuni a riferire a gesù il fatto di quei galilei il cui sangue pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici prendendo la parola gesù disse loro credete che quei galilei fossero più peccatori di tutti i galilei per aver subito tale sorte no io vi dico ma se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo o quelle 18 persone sulle quali crollò la torre di siloe e le uccisi credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di gerusalemme no io
vi dico ma se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo diceva anche questa parabola un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti ma non ne trovò allora disse al vignaiolo ecco sono tre anni che vengo a cercare i frutti su quest'albero ma non ne trovo tagliano dunque perché deve sfruttare il terreno ma quello gli rispose padrone lascialo ancora quest'anno finché gli avrò zappato attorno e ha promesso il concilio vedremo se porterà frutti per l'avvenire se no lo taglierà parola del signore e arrivata alla fine dei tempi
quello che scrive san paolo ai corinzi duemila anni fa e quello che forse anche noi cominciamo un po pensare c'è sempre nella storia qualcuno che grida questo allarme non è la fine ormai e tante volte con quello che continua a succedere attorno a noi e davanti ai nostri occhi forse anche noi cominciamo a pensare ma chissà che non sia proprio questa la fine dei tempi di cui tanto si è parlato e tanto si parla non lo sappiamo di certo prima o poi i tempi finiranno di una generazione umana sperimenterà alla fine concreta di tutte le
cose l'appello che noi però dobbiamo raccogliere in questa quaresima non sapendo quando il mondo finirà è comprendere questo invito a guardare il tempo come un tempo ultimo non per sentirci terrorizzati come spesso riusciamo a fare con le nostre informazioni ma sentirci interpellati a vivere questo tempo nel modo migliore allora l'itinerario che ci fa fare questa domenica non è un itinerario che vuole dilatare la paura anzi vuole accendere una speranza facendoci passare dalla figura di mosè che si avvicina per vedere un roveto che brucia a quell'immagine finale del vignaiolo che guardando una pianta sterile dice al
proprietario aspetta vedremo facciamo passare ancora un po di tempo questa è l'immagine che deve anche entrare nel nostro cuore e darci una fiducia però partiamo da mosè che si avvicina quando vede il roveto modesta pascolando in gregge di suo suocero quindi sta facendo qualcosa per qualcun altro li dio gli appare egli parla un quando sta pensando a se stesso e cioè questo arbusto che brucia e musei dice una cosa che è quello che capiamo tutti perché lo facciamo tutti anche noi ma che cosa interessante fammi vedere quante volte noi accendendo il televisore guardando il giornale
scorrendo qualche cosa sul telefonino curiosiamo un po nella realtà è spesso lo facciamo quando le prime notizie sono un po macabre quando c'è un po di morte un po di feriti tutti siamo molto curiosi perché è un modo per esorcizzare la paura della morte affinché la morte la vediamo negli altri stiamo un po tranquilli che a noi non ci tocca per questo la cronaca nera e va molto di più della cronaca rosa nelle brutte notizie fanno molto più notizia delle altre perché tutti abbiamo bisogno di credere che la morte sta dalle altre parti non dalle
nostre parti e allora curiosiamo guardiamo sempre a distanza e allora la voce da roveto lancia un avvertimento a mosè c'è scritto addirittura che il signore grida dal museo darou veto dicendo mosè muse aspetta togliti sun perché il luogo a cui ti stai avvicinando e santo ecco questo può essere il primo invito per noi è chiaro che quando noi stiamo guardando le notizie non è che c'è sempre dio in mezzo a quelle cose con me c'è nel roveto ma la logica che dovremmo capire è questa avvicinarci alle cose senza mai coinvolgerci è un'operazione che ci disumanizza
che non favorisce la conversione del meglio che c'è in noi stessi allora il grido che il signore rivolge a mosè fai attenzione non ci si può avvicinare alle cose soltanto per curiosità in qualche modo è quello che anche gesù cerca di dire a quelle persone che sono spaventate per l'ultimo fatto di cronaca successo pilato ha ucciso delle degli ebrei mentre stavano facendo i sacrifici al tempio una cosa bruttissima ma come le altre che abbiamo anche non l orecchio tutti i giorni la risposta di gesù sembra molto scortese credete che quelli fossero più colpevoli di tutti
voi no e addirittura cita un altro fatto di cronaca guardate che qualche giorno fa una torre è morta sola è crollata sopra alcune persone pensate che quelle fossero più colpevoli di voi la risposta forte che da gesù come mai ora quando noi vediamo dei morti nessuno pensa che gli altri sono più colpevoli di noi però forse noi la diremmo così noi siamo un po più fortunati siamo un po più fortunati di quelli che adesso sono in ucraina qui in tanti altri luoghi dove ci sono guerre da molto tempo e ci sentiamo belli tranquilli qui non
c'è la guerra ma ora che la guerra sta arrivando anche vicino a noi capiamo che la fortuna forse non esiste esiste soltanto una realtà dove il male c'è e dove sarebbe stolto e pericoloso sentirci sempre distanti da quelle cose quando gesù dice se non vi convertite perirete allo stesso modo non vuol dire fate i bravi altrimenti dio fa crollare la torre pure su di voi no vuol dire fate attenzione a non guardare le cose a distanza altrimenti fra un po quando le cose brutte arrivano da voi vi troverete molto male se avete passato la vita
pensando di poter essere immuni dal male dalla sofferenza è quello che la voce dario vecchio cerca di spiegare a mosè torniamo alla prima lettura dopo aver detto a mosè togli di sandali la voce gli dice museo ho visto un popolo che sta soffrendo il popolo di israele ne ho conosciuto la sofferenza ho ascoltato il suo grido vedete come diverso il modo di dio riguardare le cose non è per curiosità ma per coinvolgimento e allora cerca anche di coinvolgere musei dice lo fai a liberarlo e musei diciamo come faccio andare a liberarlo e sono un uomo
il cui switch e davanti l'egitto ha più grande potenza mondiale ed egli dice la voce il signore che ha mandato di rai così io sono mia mandato a voi non avere paura noi tante volte abbiamo la paura di coinvolgerci ma soprattutto tra di noi marito moglie figli parenti zii cugini amici confratelli abbiamo paura di parlare di guardare verso l'altro dopo che abbiamo litigato di riprendere il filo delle relazioni se ci ricordassimo che il motivo per coinvolgerci con gli altri e che dio ci manda continua a me piace dio in mezzo a noi non dovremo aver
paura di riprendere in mano le nostre ferite le cose che non vanno i dialoghi che ci sono interrotti non dovremmo per paura di fare pace tra di noi di chiederci scusa perdono ci manda dio a fare questa cosa qui e chiaro che più grande di noi fare l'amore tra noi ma se ci manda dio capire siamo come un postino che deve consegnare una lettera ambasciator non porta pena se magari non ci vuol guardare in faccia noi andremo a bussar mi riguarda mi mandate signore poi dopo un po dobbiamo anche smettere se l'altro non ci apre
la porta evidentemente però l'invito di oggi e non viviamo le cose e le persone a distanza ma ritroviamo la fiducia così finisce infatti il vangelo sembra che non c'entri nulla no a questa parabola di quest'uomo che che esatta attorno a un albero invece proprio la conclusione perfetta di questa liturgia perché questo invito al coinvolgimento ha bisogno unicamente di un ingrediente che noi ritroviamo la speranza che le cose potranno andare meglio altrimenti è chiaro che tutti ci chiediamo nel bunker dei nostri affari e lasciamo che tutto il resto non ci riguarda vedete nel dialogo che c'è
tra questo tra questo proprietario dell'albero e intimi o lo capiamo bene qual è la posta in gioco il padrone vede che da tre anni questo non porta frutto dice taglialo come facciamo noi con le situazioni ma quando vediamo che non si risolvono basta ci mettiamo una bella pietra sopra il vignaiolo che invece conosce che la pianta perché si è coinvolto la cura la tocca la nutre dice no aspetta aspettiamo ancora un po non è vero che sta consumando il terreno inutilmente vediamo se l'anno prossimo portafrutta guardate questo è quello che dio pensa di noi innanzitutto
perché dio ci sta lasciando ancora vivere mentre qualcuno sta morendo perché dio è sicuro che fuori da noi pur cir è qualcosa di bello di santo questa è lo sguardo che innanzitutto dovremmo avere se siamo vivi oggi e domani è perché dio vuole fare qualcosa di bello con la nostra vita e allora noi dovremmo aver visto sguardo anche verso gli altri questo vuol dire nutrirci del corpo risorto del signor ritrovare la speranza che se c'è la vita ancora tra le nostre mani e perché possiamo vivere in un modo dignitoso e bello portando qualche frutto d
amore questa è la conversione a cui siamo tutti invitati oggi smettere di stare seduti sulle poltrone guardando il mondo che ci sembra terribile finito perduto e rialzarci ed andare verso gli altri con la fiducia che il nostro cuore delle nostre mani siano capaci di offrire qualcosa di bello gli altri aspettano e anche di ricevere qualcosa di bello che gli altri ci possono dare il signore ci aiuti in questa domenica a ritrovare il filo sottile eppure molto vero di questa speranza