Sapevi che Dio ha messo un indicatore nelle nostre vite? Una specie di termometro che ci rivela se Lui sta occupando o meno il posto corretto nelle nostre vite. Questo indicatore è chiamato dal profeta Aggeo "sufficienza o insufficienza".
Una cosa o l’altra. Indica se Dio ha o meno un posto di priorità nelle nostre vite. Rimani con me e nei prossimi minuti ne parleremo.
Salve! Oggi sono a Curitiba, nella piazza del Giappone, sto passando per portare un’altra parola al tuo cuore. Nel libro di Aggeo 1:5 e 6, leggiamo questa dichiarazione da parte del Signore: "Considerate bene il vostro comportamento!
Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; mangiate, ma non fino a saziarvi; bevete, ma non fino a soddisfare la sete, vi vestite, ma nessuno sta al caldo; chi guadagna un salario, lo guadagna per riporlo in una borsa forata. " Voglio analizzare principalmente quest’ultima frase: "chi guadagna un salario, lo guadagna per riporlo in una borsa forata. " Dio sta parlando di una cosa che io penso sia importante da capire in quest’ordine, Lui dice: "Osservate dove vi hanno portato le vostre vie.
" Praticamente, Dio non sta dicendo solamente: "Hei, guarda dove vi ho portato", Lui dice: "considerate il vostro passato, rivedete le vostre scelte, rivedete le vostre storie, rivedete quello che avete deciso e che conseguenza vi ha portato". Ed è qui, in questo momento che Lui parla di una borsa forata. Mi ricordo che quando ero ancora un ragazzino, fui mandato da mia madre a comprare qualcosa, in fretta, al supermercato.
Aveva bisogno di qualcosa per preparare da cucinare quel giorno. Era quel tipo di spesa che con appena un sacchetto in mano si risolve tutto. Mi ricordo che, uscendo, misi il denaro nella tasca dei pantaloni, ma quando arrivò il momento di pagare nel supermercato, il denaro non era più là.
Lo cercai in ogni tasca, lo cercai da tutte le parti e niente. Dovetti lasciare la spesa, che vergogna, tornai a casa, mia madre mi sgridò non solo per non avere portato le cose, ma anche per aver perso i soldi; tentando di capire tutto ciò, riuscii, rovistando nelle tasche, a scoprire che c’era un piccolo foro e attraverso d’esso avevo perso il denaro. Che cosa terribile, immaginare d’aver messo via qualcosa per poi scoprire d’averlo perso.
L’esempio che Gesù usa è simile. Qualcuno che nell’antichità doveva trasportare qualche tipo di guadagno in una borsa ma scopre che questa borsa era forata, scopre che non poteva ritenere, mantenere le cose. È esattamente di questo che Lui sta parlando: "Avete seminato molto, ma avete raccolto poco.
Mangiate, ma non fino a saziarvi; bevete, ma non fino a soddisfare la sete, vi vestite, ma nessuno sta al caldo. " In realtà, qualcuno mi disse, con proprietà, che la benedizione di Dio non può essere misurata dalla quantità di cose che uno ha, ma dalla sua capacità d’averne in sufficienza. L’insufficienza normalmente è un segnale dell’assenza della benedizione di Dio, molte volte di quello che possiamo chiamare e classificare usando il linguaggio biblico: "giudizio e maledizione".
Ma la sufficienza è l’espressione della benedizione di Dio. La benedizione di Dio non è definita dalla ricchezza, da quanto è grande il patrimonio, ma dalla sufficienza. Ho visto persone con dei guadagni enormi che vivono tutta la vita indebitati.
Ho visto gente che guadagna molto meno, che ha però una casa propria, che ha la sua macchina già pagata, anche se semplice, che non ha tutto, ma che è allegra e felice, che può non avere tutto quello che altri hanno da mostrare, ma che ha sufficiente. Dobbiamo capire che Dio di solito indica la Sua benedizione mediante questo termometro nelle nostre vite, e qui Lui dice che questa borsa forata ha un’origine. L’origine è basata e legata all’atteggiamento di ogni persona.
Quando guardiamo i versi precedenti, i versi 3 e 4, i due versi che precedono quelli che abbiamo letto: "Allora la parola dell’Eterno fu rivolta loro per mezzo del profeta Aggeo, dicendo: È forse questo il tempo per voi di abitare nelle vostre case ricoperte, mentre questo tempio giace in rovina? " Praticamente, la loro scelta fu quella di pensare solo a loro stessi, fu quella di dare priorità a loro stessi e non a Dio. Questa era la ragione per cui l’insufficienza era presente nella loro vita.
Anzi, dobbiamo capire che è da molto tempo che questo fattore di mettere Dio, o noi stessi, al primo posto, determina se raggiungeremo o meno il favore di Dio, se riceveremo o meno la benedizione di Dio. La Bibbia dice, là in Genesi 4, che Abele portò un’offerta al Signore, ma che anche suo fratello Caino portò un’offerta al Signore. Ma la Bibbia dice che mentre Dio non si compiacque di Caino e della sua offerta, al contrario, Dio, si compiacque di Abele e della sua offerta.
Entrambi portarono un’offerta, ma l’offerta di uno fece piacere a Dio, quella dell’altro no. Perché? Perché, in realtà, Dio non è mai stato interessato all’offerta.
O l’offerta comunica un valore corretto che compiaccia al cuore di Dio, o, se Gli offriamo o meno qualcosa, non potremo ricevere la Sua benedizione e il Suo favore. Però, qual è la differenza tra Abele e Caino? Ho visto certe persone tentare di dire: "No, è perché uno ha offerto un agnello, che raffigura il sacrificio di Cristo, che mostra la maniera come veniamo accettati davanti a Dio.
" Questo vale se parliamo della salvezza, ma quando parliamo di offerta, Dio ha istituito, per esempio, la legge delle primizie. . .
le persone dovevano portare le primizie del bestiame, degli animali come pure le primizie della terra. Le due offerte erano istituite ed attese dal Signore. Quindi, non possiamo negarlo.
La grande differenza è che la Parola del Signore ci dice che Abele portò le primizie del suo gregge. La "primizie" sono i "primi frutti". Quando nacquero i primi agnelli del gregge che aveva, invece di considerarli come un suo guadagno, invece di mettere al primo posto sé stesso, lui prende quella prima parte, il suo primo guadagno e dice: "Per primo Dio, io riceverò poi.
Onorerò Dio, io posso guadagnare per ultimo". Però, qual è il dettaglio che la Parola di Dio ci fornisce sull’offerta di Caino? La Bibbia dice: "Col passare del tempo, avvenne che Caino fece un’offerta di frutti della terra all’Eterno".
Mentre Abele mise Dio al primo posto, Caino lo lasciò per ultimo. Lui si mise al primo posto, lui si saziò dei suoi proventi, usufruì di ciò che aveva raccolto e lasciò Dio da parte. Anzi, questa è la grande differenza che incontriamo anche in Marco 12, nei versi dal 41 al 44, quando la Bibbia parla di una vedova povera che dà una piccola offerta e, al contrario, dei ricchi che offrivano grandi cifre.
Chi attirò l’attenzione di Dio non fu quello che diede più denaro nella prospettiva contabile. Gesù dice che quella donna povera diede più dei ricchi. L’affermazione di Gesù non si sostiene quando facciamo i conti con la matematica, secondo i valori umani, nella prospettiva contabile, ma si sostiene secondo i valori di Dio.
La Bibbia dice che i ricchi diedero quello che avanzava loro. Chi dà quello che avanza ha già speso per sé, ha già pensato a sé stesso, ha fatto quello che ha fatto. Alla fine, guarda indietro e chiede: "È avanzato qualcosa?
Sì? Allora diamolo a Dio. " Significa che, se non fosse avanzato nulla, Dio non sarebbe entrato nella storia.
Molta gente continua ad avere questo tipo di cuore, la differenza è che alcuni non riescono nemmeno a far avanzare l’ultima parte per Dio, Dio finisce col non ricevere nulla. Però, questa donna diede tutto il suo denaro. Lei stava dicendo: "Io rinuncio ad un ultimo pasto, muoio di fame adesso, ma onorerò Dio".
È questo atteggiamento di mettere Dio al primo posto che fa tutta la differenza. Forse l’essenza del cristianesimo sarebbe proprio comprendere cosa significa dare la priorità a Dio, cos’è metterlo al primo posto, cos’è agire e procedere in tal maniera che Lui abbia tutta la priorità. Prima di ogni scelta, prima di ogni nostra decisione, nella nostra scala di valori Lui deve venire per primo.
Mentre la nazione di Israele si trovava in condizione di considerarsi al primo posto, la sua borsa era forata, loro non avevano abbastanza, subivano delle perdite. Ma la Parola di Dio ci dice, nello stesso libro di Aggeo 2:15: "Ora considerate bene da questo giorno in avanti, in che condizioni vivevate? prima che si mettesse pietra su pietra nel tempio dell’Eterno".
Quindi facciamo una pausa. All’inizio Dio stava dicendo: "Voi date priorità alla vostra casa e la mia è abbandonata". Dio dice: "In che condizioni eravate quando nessuno non faceva nulla per la Mia casa?
Ricordatevi di questo. " Ma osserva cosa dice ora: "Quando uno veniva a un mucchio di venti misure ce n’erano solo dieci", insufficienza; "quando uno veniva al tino per cavare dal tino cinquanta bati, ce n’erano solo venti. Io vi colpii con il carbonchio con la ruggine e con la grandine in ogni lavoro delle vostre mani, ma voi non tornaste a me, dice l’Eterno".
Fino al momento del Suo giudizio, tenteremo di riorganizzare la nostra vita affinché Lui torni ad avere lo spazio che gli appartiene, che è il posto di priorità. Verso 18: "Da oggi in avanti, dal ventiquattresimo giorno del nono mese", Dio dà perfino la data del calendario, Lui dice: "dal giorno in cui si posero le fondamenta del tempio dell’Eterno". In altre parole, tornarono a dare priorità alla casa di Dio e ad edificarla.
Non misero più loro stessi al primo posto, ma ci misero il Signore. Dio dice: "Considerate questo: c’è ancora del grano nel granaio? La vite, il fico, il melograno e l’ulivo non hanno ancora dato frutto.
Ma da questo giorno in poi, io vi benedirò". Questo è il momento in cui la borsa smette d’essere forata. Questo è il momento in cui l’insufficienza inizia ad essere sostituita dalla sufficienza.
Perché? Perché Dio aveva ricevuto la priorità. Dobbiamo capire che nella sufficienza o nell’insufficienza delle nostre vite non è Dio che sta facendo una specie di patteggiamento, uno scambio: "Se vuoi ricevere devi mettermi al primo posto".
No. È un promemoria di Dio, è una specie di termometro di Dio che indica se stiamo o meno mettendolo al primo posto. Ho già visto persone lasciare Dio per ultimo, o perfino lasciarlo fuori durante anni, prosperarono ma, all’improvviso, la borsa dimostrò d’essere forata e quell’apparente prosperità di anni, a volte, in una frazione di secondo, sparisce.
Ho visto gente che, apparentemente, non stava prosperando perché sembrava dare priorità a Dio e non tanto al suo lavoro e alla sua carriera come molta gente farebbe, ma nel corso del tempo, iniziarono a ricevere il favore del Signore e ad avere un raccolto soprannaturale. Non mettiamo Dio al primo posto per ricevere benefici economici, ma misuriamo la sufficienza o l’insufficienza come un termometro della dichiarazione e del riconoscimento di Dio, se stiamo facendo o meno ciò che è certo e lo capiremo mediante una ricompensa che incoraggerà l’essere umano a fare ciò che è certo. E, col cuore disposto a dare la priorità a Dio, smettiamo d’avere la borsa forata, l’insufficienza, per vivere la benedizione del Signore.
Riassumendo: onora il Signore e Lui ti onorerà esattamente nella stessa maniera come dice la Sua Parola. Che Dio ti benedica e che tu viva Dio al primo posto.