Tra tutte le case che sono state costruite per Dio nell’Antico Testamento, ce n’è una che spicca tra tutte. Nonostante il Nuovo Testamento ci mostri che Lui non abita più in case fatte dalle mani degli uomini, ma nei loro cuori, c’è n’è una tra le case che ha avuto, che Lui considera quella favorita la prediletta, quella di cui sente nostalgia. È di questo che voglio conversare con te nei prossimi minuti.
Mi trovo oggi a Castrolanda, una colonia fondata da immigrati olandesi nel decennio degli anni 50. Qui nel municipio di Castro, nel Paraná. Sto passando per portare un’altra parola al tuo cuore.
In Atti, nel capitolo 15, una conversazione che avviene durante il Concilio di Gerusalemme, nella riunione dei principali uomini della chiesa, leggiamo: "Dopo queste cose, io ritornerò e riedificherò il tabernacolo, di Davide che è caduto, restaurerò le sue rovine e lo rimetterò in piedi, affinché il resto degli uomini cerchino il Signore e tutte le genti su cui è invocato il mio nome, dice il Signore che fa tutte queste cose dall’inizio dei secoli. " Comprendiamo una dichiarazione fatta nei giorni della Nuova Alleanza a riguardo di una delle case che Dio ha avuto e posseduto durante i giorni della vecchia Alleanza. È importante fare questa distinzione tra l’Antica e la Nuova Alleanza, perché c’è un cambiamento.
Nell’Antico Testamento, vediamo Dio dare ordini a Mosè, quando toglie il popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto affinché fosse il Suo popolo. Il Signore dice: "Non voglio solo avere un popolo, voglio avere una casa e un luogo dove essere adorato e cercato. " Quindi Mosè, seguendo una direzione minuziosa di Dio, dettagliata, costruì quello che oggi chiamiamo il "tabernacolo di Mosè".
Usiamo il termine "di Mosè" come referenza, perché fu lui che lo costruì. Quando il tabernacolo fu innalzato, l’istruzione che Dio dette a Mosè durante quei 40 giorni e 40 notti che trascorse sul monte coinvolto in una esperienza straordinaria tra le nuvole della gloria di Dio, Dio gli dice: "Abbi cura di fare conforme il modello che ti è stato mostrato sul monte. " Mosè edificò e costruì tutto ciò, seguendo i dettagli fornitigli dallo stesso Dio.
Cioè, possiamo dire che la pianta, tutto il progetto della casa era di Dio. La responsabilità dell’esecuzione era di Mosè, che non solo scelse e separò le persone per questo, ma Dio disse a Mosè: "Li riempirò col Mio Spirito, affinché abbiano la condizione, l’abilità per poter fare quello che voglio che sia fatto. " Quindi, se c’è una casa che possiamo dire che soddisfaceva il desiderio di Dio era questa, fatta e costruita nel modo che Lui aveva voluto.
Ma nel corso dei tempi c’è stata una progressione e incontriamo la costruzione di un nuovo tempio invece di quella tenda che era il tabernacolo, una tenda mobile, che durante molto tempo, aveva camminato, si era mossa assieme alla nazione di Israele nei giorni del suo pellegrinaggio. Ora, che erano già stabiliti nella terra promessa, vediamo la nazione di Israele sotto la guida di Salomone, costruire ed edificare un tempio. Un tempio sontuoso, un tempio glorioso che fu molto conosciuto.
Ma, quando arriviamo nel periodo dell’esilio di Babilonia, quando la nazione di Giuda viene portata in schiavitù in Babilonia, il re Nabucodonosor, invadendo e conquistando Gerusalemme, ordinò che il templo fosse distrutto. Quindi, abbiamo ora la fine della seconda casa, per così dire. Solamente dopo il periodo dell’esilio, nel post esilio di Babilonia, sotto la guida di Esdra, verrà costruita una nuova casa per Dio.
Ufficialmente, possiamo dire che queste sono state le tre case. Ma, in realtà, ce n’è una che possiamo ritenere in un aspetto transitorio. Nei giorni di Davide, il suo tabernacolo fu innalzato e ed è di questo che Dio sta parlando.
"Riedificherò il tabernacolo di Davide che è caduto. " Cos’era questo tabernacolo caduto di Davide? Il tabernacolo di Davide, differente da quello di Mosè, che era un’opera d’arte che l’uomo da solo non poteva realizzare, aveva bisogno della qualificazione soprannaturale affinché fosse realizzato.
Il tabernacolo di Davide era solamente una tenda, non c’è nessuna citazione specifica sul fatto che qualche artista avesse fatto qualcosa di molto speciale. Non aveva nessuna struttura, differente dal tabernacolo di Mosè, che aveva tutta una mobilia, tutto un funzionamento, il tabernacolo di Davide ospitava solamente ed esclusivamente l’arca nel suo centro. Quindi, affinché la gente intenda ciò che fece Davide, dobbiamo comprendere la progressione storica che lo antecede.
Nei giorni del sommo sacerdote Eli, la nazione di Israele era in guerra contro i filistei e qualcuno ebbe l’idea di portare l’arca sul campo di battaglia, come se fosse una specie di amuleto o di talismano che potesse liberarli, perché erano già stati sconfitti nella prima battaglia. In realtà la Parola di Dio ci mostra che l’Arca di Dio era stata perduta, era stata presa dai filistei e quello che era il maggior simbolo della presenza di Dio che la nazione di Israele aveva, se n’era andato. È impressionante vedere il poco rispetto della nazione, di un’intera generazione, perché nessuno fece assolutamente niente, nessuno mosse un dito per recuperare quest’Arca.
Quando l’Arca torna, torna quasi spontaneamente, sotto la direzione e l’intervento di Dio, esce dai confini, dalla terra dei filistei ed è restituita alla nazione di Israele, ma nessuno la tocca. Durante tutti i giorni del re Saul nessuno si scomodò per riportare l’Arca al suo posto, nel tabernacolo. Ma nei giorni di Davide, quando lui assume il posto di re di tutta la nazione, lui, in uno dei suoi primi atti reali, decide di riportare a casa l’Arca, con festa, con celebrazione, con danze, in una processione indimenticabile.
Lui porta quest’Arca a Sion, la cosiddetta città di Davide. Lì, erige una tenda e vi ci mette l’Arca nel centro. Differente dal tabernacolo di Mosè, ora abbiamo solo l’Arca.
Quindi Davide introduce un elemento nuovo nell’adorazione che prima era basata solo sul sacrificio degli animali. Davide ora introduce la musica. Ordina ai leviti di fare a turno, 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, intorno all’Arca semplicemente adorando, dichiarando: "Il Signore è buono!
La Sua bontà dura per sempre. " Quando guardi tutte queste case: il tabernacolo di Mosè, il tempio di Salomone, il tempio ricostruito da Esdra e pois riformato da Erode, che era il tempio dei giorni di Gesù, comprendiamo che, nonostante siano stati ambienti sontuosi, molto ben elaborati, costruiti, decorati con un’attività e un funzionamento impressionante, Dio non ne parla con nostalgia. Anzi, dell’ultimo di essi, il tempio restaurato da Erode, Gesù dice: "Non rimarrà pietra su pietra che non sarà abbattuta.
" Gesù stava dicendo: "Questo sarà scartato. " Quando Cristo morì, il velo del tempio si strappò dall’alto al basso, perché la presenza di Dio, che normalmente rimaneva confinata in quel "luogo santissimo", non era più là. In Atti 7:48, Stefano predicando, dice che Dio non abita nei templi fatti dalle mani degli uomini.
Questo era vero in passato, non lo è più. La Bibbia dice che oggi siamo noi l’abitazione di Dio, nello Spirito. Siamo il Suo santuario, Lui abita in noi.
Ma, quando Dio guarda l’Antica Alleanza, Lui sente nostalgia di una casa. Non significa che voglia la struttura, non significa che Lui voglia confinare la Sua presenza ad un ambiente fisico, non significa che Lui stia annullando l’idea di che oggi siamo noi la Sua casa, ma Dio sta dicendo: "C’era qualcosa in una di esse, quest’unica cosa che c’era là dentro è ciò che rivoglio, è ciò che deve essere applicato in questa nuova casa che siete voi oggi. " Quando Dio guarda e i Suoi occhi sono attratti dal tabernacolo di Davide che è caduto, perché con il tempo non fu più utilizzato.
In realtà, Dio stava dicendo: "Ciò che voglio non è una struttura fisica, non è la bellezza di un palazzo", Dio stava dicendo: "Quello che voglio è lo spirito che c’era in quel luogo. " Quando Dio sta dicendo: "Ristabilirò questo tabernacolo", Lui non sta dicendo che avremo bisogno di una tenda fisica dove Dio abiti in maniera letterale, ma Dio sta dicendo che ciò che aveva mosso il cuore di Davide, un uomo affascinato da Dio, un uomo che diceva: "Una cosa ho chiesto all’Eterno e quella che cerco: di dimorare nella Sua casa tutti i giorni, per contemplare la Sua bellezza. " Davide era uno affascinato dal Signore e questa è la ragione per la quale lui è stato chiamato "uomo secondo il cuore di Dio".
Quando il Signore guarda indietro, Lui sta dicendo: "Ciò che rivoglio è lo spirito che ha fatto in modo che quella casa venisse edificata. Era il cuore dell’adorazione che c’era lì. Era l’interesse genuino che si manifestava per la Mia presenza in quel luogo.
" Anche perché, molte volte, alcuni di noi cercano Dio appena in certe occasioni in cui ne hanno bisogno. La generazione di Eli, che ha perso l’Arca nel momento del bisogno, quando avevano perso la prima battaglia ed erano nell’imminenza di perdere la guerra con i filistei, ordinarono di portare l’arca che simbolizzava la presenza. Non per adorarlo, non per venerarlo, non per cercarlo, non per conoscerlo di più, o meglio, ma semplicemente la trattarono come una specie di amuleto o di talismano.
"Chissà se risolverà il nostro problema? " Visto che non lo aveva risolto, nessuno si importò più con essa. Questo non era il cuore di Davide.
Comprendiamo che lui mette l’arca nel centro del tabernacolo. Lui dice ai leviti: "Nessuno chiederà nulla! Rimarremo in questo luogo adorando.
" Davide era un adoratore d’eccellenza, non solo a causa delle sue abilità musicali, era un adoratore d’eccellenza a causa di un cuore che amava il Signore, era affascinato da Dio, aveva il desiderio di conoscere Dio, uno che diceva: "Voglio abitare nel Tuo santuario tutti i giorni per contemplare la Tua presenza, per continuare ad ammirare la Tua bellezza, per rimanere stupito davanti della Tua straordinaria presenza! " Davide diceva: "Ciò che mi attrae a voler stare in questo luogo e in questa casa è la Tua persona, è il desiderio di conoscerti. " Quindi vediamo Dio dichiarando: "C’è una cosa in questa casa che deve ripetersi nella realtà della nuova casa che siete voi dove abito dentro di voi.
" In altre parole, Dio sta dicendo: "Continuo aspettando il desiderio, continuo aspettando che voi mi cerchiate sinceramente. Continuo aspettando che voi abbiate interesse per la Mia persona. " Nella lettera alla chiesa di Efeso, nel libro di Apocalisse, il Signore Gesù li confronta chiaramente, nonostante abbiano un’alta performance di produttività, Lui dice: "Conosco le tue opere, la tua fatica, la tua perseveranza", protesta perché c’era un basso livello di interesse per Lui e per la Sua persona quando dice: "Ma io ho questo contro di te che hai lasciato il tuo primo amore.
" Se "Amare Dio con tutto il cuore, anima, comprensione e forza" è stato detto da Dio nell’Antico Testamento con un ordine, fu ripetuto da Gesù nel Nuovo come il maggiore dei comandamenti, dobbiamo intendere quanto è importante per Dio che noi Lo amiamo, che noi Lo desideriamo e che noi vogliamo cercarlo. Che oltre a cercarlo, noi vogliamo cercarlo. Questo è lo spirito del tabernacolo di Davide.
Al di là della musica, c’era molta passione, molta devozione e fascino per Dio. Che questo possa essere nella mia e nella tua vita, una marca che si ripete come il compiersi di questo ristabilimento promesso da Dio in questo tabernacolo. Non in maniera fisica e letterale, ma riproducendo questo spirito d’amore e d’adorazione che deve esserci nel cuore di ognuno di noi.
Che il Signore ci dia la grazia di comprendere quello che sta dicendo, insegnando e la capacità di essere vulnerabili al tocco e alla presenza dello Spirito Santo, per lasciarci essere sempre più attratti da Lui in questo modo poter ridargli la Sua casa prediletta, la sua casa favorita.