rispettare i voti, rispettare le promesse, fare quanto detto. Questo ci insegna la divina consapevolezza di oggi. Andiamo allora subito a sentire la parola che ci indica queste cose.
Tratto dal libro dell'Esodo, capitolo 2, versetto [musica] 10 a la prima parte. Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. [musica] Passa il tempo, il bambino cresce.
Quando il bambino fu cresciuto, di chi si parla ancora? Di Mosè, anche se non ancora il nome. Lo vedremo finalmente la prossima volta questo nome [musica] fantastico, profezia di passato e di futuro.
Ma andiamo alla mamma. Andiamo alla mamma di Mosè, di questo bambino. Vi ricordate?
che c'era stato un contratto fatto dalla figlia del faraone e la mamma, anche se la figlia del faraone non sapeva che era la mamma di questo bambino, c'era stato questo contratto dove eh questa mamma l'avrebbe allattato e quando fosse cresciuto l'avrebbe dato alla figlia del faraone. Ebbene, quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Non lo tiene [musica] per sé.
c'era questo contratto, doveva fare questa cosa. Anche Anna, se andate a leggere nel libro di Samuele, aveva promesso, promesso a Dio che se gli avesse dato un figlio, dopo averlo svezzato, l'avrebbe portato al tempio dedicato eh completamente a Dio, consegnato nelle mani di Dio, consegnato per il servizio a Dio, portandola al tempio e lasciandolo lì poi con Eli, che era il sacerdote del tempio di allora. Quindi Eluna e l'altra donna cosa fanno?
Eh, rispettano, rispettano il voto, rispettano la promessa, rispettano il contratto, fanno questa cosa. Ma forse io e te non abbiamo fatto delle cose del genere. Beh, c'è un tempo però che finisce dove quello che Dio ci ha dato lo dobbiamo rimettere in gioco.
Cioè, Dio ci dà, ad esempio, il dono della vita. Bene, noi cresciamo, ma a un certo punto dobbiamo ricordarci che se Dio ci ha fatto dono della vita è perché noi diventassimo dono per gli altri. Non siamo stati creati così a caso per, che ne so, una passeggiata, farci i porci comodi nostri, direbbe la Bibbia, no?
siamo stati creati per un per un progetto e quindi a un certo punto va donato tutto quello che c'è stato donato. Il tempo è finito per la mamma di quel bambino e lo dona, lo porta, lo riporta dove deve essere lì nella figlia del faraone. Per Anna, il piccolo Samuele lo porta al tempio, lo lascia lì.
per noi, beh, non è che dobbiamo staccarci da noi stessi, ma farci diventare dono. Ma non solo noi stessi, tutto quello che [musica] abbiamo, tutti i doni di Dio, se volete, tutti i doni di Dio sono per la comunità. Se noi usiamo i doni di Dio per noi stessi, per noi stessi, per accapararci soldi per persone, per poi godercela per questo, per quello, siamo messi male.
G sarà chiesta la vita questa notte in quella parabola che Gesù racconta di quello che era diventato ricco e al posto di vedere gli altri dice: "Allargherò, allargherò i miei magazzini, metterò tutto lì dentro e poi dirò goditela". E Gesù dice stolto. Gno gno stanotte tend e che rimarrà di tutto questo?
Avresti dovuto gestire bene i doni che Dio ti ha fatto con l'intelligenza, con la sapienza. Tutte le cose sapere che non sono tue. Anche i figli non sono nostri.
Anche la persona che abbiamo sposato non è nostra, nel senso che come coppia dobbiamo diventare fecondi, fruttuosi, non solo con i figli, eh dobbiamo diventare dono per il mondo. [musica] C'è chi si sposa dicendo "No, ma così sarà mio, mio, mio, mio, me lo godo, me lo certo anche quello, ma nel godere di quel dono deve diventare dono tutto quello. " Se la relazione con quel dono, in quel caso vi stavo dicendo marito e moglie, ma con qualunque cosa, con il denaro, con il lavoro che ti ha dato, le capacità di di di mettere in in campo qualcosa, bene, il tutto venendo da Dio, beh, deve tornare a Dio passando come dono attraverso gli altri.
Ma sono io che ho fatto questo, quello, che ho studiato, che Dio ti ha fatto il dono dell'intelligenza, della memoria, delle capacità, della fantasia, di questo, di quell'altro. Tu sei riuscito a studiare e sei riuscito a diventare un grande industriale, un grande imprenditore, un professionista, questo, quell'altro, grazie a Dio. Quindi, se non avevi quelle capacità, eh, ma sono io che mi sono impegnato.
[musica] Dio ha permesso che tu avessi salute, che riuscissi a arrivare fino lì. Ogni cosa va riconosciuta come dono e come dono va trattato. E come dono va trattato.
Ora rimettiamo la nostra vita nelle mani di dell'Eterno, dell'Eterno presente. [musica] Rimettiamola nelle sue mani sapendo che è dono. Anche Maria e Giuseppe portarono Gesù e lo consacrarono al Signore.
Tutto è diventato con la presentazione tutto [musica] diventa di Dio. Riconosciamo quindi che che tutto [musica] è dono. E finché riconosciamo che tutto è dono e abbiamo un cuore che sa ringraziare, che sa stupirsi, che sa vedere queste cose belle, riceveremo ancora di più, ancora di più, ancora di più.
Chi invece tenta di possedere quelle cose le chiude. Gesù dirà: "Chi cerca di tenere stretta la propria vita, la perderà". Invece chi la perde per il mio nome, non che muore, ma che sa dividere, condividere, che sa dare la propria vita per l'amore, ecco che ce l'avrà in abbondanza.
E allora non perdiamo tempo, riaffidiamo ogni cosa a Dio. Eterno creatore del cielo e della terra, di ogni cosa che sia il cielo e la terra contengono, creatore anche di noi. Sei un creatore d'amore, perché hai fatto tutto per amore, con l'amore, in vista dell'amore e tutto quello che hai creato deve servire per la vita e la vita c'è dove c'è amore.
Tu ci hai donato tutto e desideri che facciamo diventare tutto dono. Tu hai condiviso con noi. hai condiviso con noi la tua presenza, hai messo nelle nostre mani cose, persone magari a volte e ti aspetti che manteniamo queste cose come dono.
ricordandoci che è scritto che a più a chi più è stato dato, più sarà poi chiesto conto di cosa ha fatto di queste cose e che più è stato affidato qualcosa qualcuno, più bisognerà capire se se abbiamo trattato con amore quelle cose con libertà e se le abbiamo fatte crescere. Più è stato dato e più e più e più quei doni vanno vissuti come dono, vanno fatti sperimentare come dono anche agli altri. Vogliamo mettere rimettere la nostra vita nelle tue mani in questo momento, riconoscendo questa cosa che è una verità, è una divina consapevolezza questa ed è l'unica che ci insegna per poter vivere veramente bene.
Perché chi non fa diventare dono tutto, ma lo vuole possedere, perderà tutto. Diventa [musica] triste sempre nell'ansia, nell'affanno. Prima ha paura di non avere e poi ha paura di perdere.
Quindi, Signore, vogliamo essere liberi e felici, affidarti la nostra vita, tutto quello che ci hai dato, tutti i nostri cari. Lì dove teniamo maggiormente qualcosa e rischiamo di tenerlo stretto, proprio lì ti chiediamo di entrare, te lo affidiamo. Tutto è tuo.
Tutto è dono tuo e vogliamo che resti dono. E ogni dono condiviso ti permette, o Dio, di fare ancora una volta il miracolo della moltiplicazione. Ci hai fatti diventare la provvidenza per tanti altri, come altri sono diventati la tua provvidenza per noi.
Ed allora vogliamo vogliamo avere chiara questa cosa. Vogliamo diventare dono. Per questo Spirito Santo, ti invochiamo ancora in questo momento.
Vieni, illumina la nostra mente, perché se non comprenderemo questa cosa, la parte la parte oscura, la parte ferita, la parte terrena diabolica in noi, continuerà a dire io mio, mio, io dove sono io e dove tutto è mio e questo porta a soffocare, a morire, a bloccare. Donaci allora Spirito Santo, la consapevolezza [musica] che nulla è nostro e di conseguenza poi tutto è nostro. Sì, perché quando siamo distaccati da ogni cosa, quando tutto diventa dono, ecco che ci ritorna indietro molto di più.
Vogliamo vivere il Signore allora con questa consapevolezza tutte queste cose che ci hai detto oggi. Spirito Santo, soffia forte affinché si realizzi la nostra vita nell'amore, nel dono, nella condivisione e così potremo godere fino alla fine della tua presenza. Questa mamma non tenne per sé il bambino come da contratto.
Noi abbiamo un contratto con Dio. Fra l'altro, se siamo battezzati, sapete la parola nella parola [musica] battesimo, nel battesimo noi veniamo consacrati, cioè diventiamo di Dio. E allora se siamo di Dio dobbiamo vivere una vita divina.
E la vita divina è dono e diventare dono. Donarci, donare, condividere e riceveremo, gusteremo ancora il 100 [musica] volte tanto. Quale esercizio vi do come spiritual trainer?
Guarda oggi e fai dei doni. Fatti dono. Prova proprio a pensare [musica] cosa posso fare oggi.
Parole. A volte anche con le parole solo possiamo diventare dono aiutando qualcuno, facendo dei complimenti a qualcuno, incoraggiando qualcuno piuttosto che aiutare qualcuno fisicamente, piuttosto che economicamente, chi lo sa. Diventiamo dono e facciamoci dono fino alla prossima divina consapevolezza.