[Musica] è architetto designer art director e stato direttore delle maggiori riviste del progetto fondatore di movimenti e pungolo verso il progetto in italia e all'estero andiamo a conoscere alessandro mendini presso il suo atelier mendini a milano [Musica] alessandro architetto designer direttore di riviste fondatore di movimenti però oggi ci interessa per archi start il tuo pensiero del progetto architettonico magari partendo sempre dal concerto dei tuoi elementi tagli habachi per arrivare alla composizione architettonica l'architettura della gioia qualcuno ha definito speriamo filosofica me il mio lavoro è molto scivoloso no perché scivola dal piccolo la grande dal solido
il fluido dell'oggetto industriale del getto d'artigianato materiali molto nuove sintetici fino ai materiali assolutamente antichi in questo contesto di cose diversissime che crea una specie di patch work sia di cose visibili ma anche all'interno del cervello il segno l'elemento unificatore la elaborazione di alfabeti visivi intendendo come tali dei segni studiati a tavolino in certi casi più istintivi casi più elaborati farà questo mondo di volta in volta adesso sono tutti i contenuti dentro il computer vengono estratti e usati isolatamente per oggetti semplici o usati in maniera articolata composti fra di loro per oggetti più impegnativi per
cose polimateriche anche danno luogo al progetto allora l'architettura fa parte di questo sistema visivo dove quello che comanda rispetto alla funzione e la forma per cui appena è possibile elaborati tutti i dati funzionali che sono i vincoli del progetto ci si trasferisce completamente sulla forma allora si dice questa cosa magari potrebbe essere sferica oppure potrebbe essere un cilindro spezzettato come abbiamo una piramide ecco [Musica] senti il dibattito architettonico a livello proprio divulgativo vediamo dei grandi grattacieli con superfici in vetro anche bellissime seconda dell'incidenza della luce però forse abbastanza uniformate no come superficie poi ci sono
edifici che hanno piante che concorrono a edifici alti più belli al mondo e però sembra che manchi un po questo discorso del dibattito visto da fuori è come se non si fosse costruito per tanti anni e poi siamo a milano vediamo queste questa città che risale e forse manca di connotazione di contestualizzazione o quando ce l'ha forse è un po sovrastrutturale direbbe qualcuno se tu adesso dovessi rinverdire questo dibattito architettoniche che cosa diresti allora io sono d'accordo che da un certo momento in poi architettura è diventata un formalismo school torico elaborato molto tramite la texturizzazione
delle facciate prevalentemente di vetro il crinale la linea divisoria è stata è avvenuta nel momento in cui si è smesso di disegnare si è cominciato a lavorare con computer progettare col computer perché è proprio il momento in cui si è perso il disegno fisico e il computer ha permesso una infinita articolazione di forme che è cambiato tutto perché prima esisteva comunque il prete e da un certo momento il tradizionale c'è più [Musica] prima la città era identificata dal municipio della chiesa dell'ospedale della scuola dell'abitazione con destinazione d'uso e tour la vedevi la scuola vedevi la
chiesa adesso gli edifici di macro edifici sono dei contenitori neutralizzati per cui la città si presenta come un sistema di scatole o di sculture che contengono tante funzioni perché il grande grattacielo contiene agli ultimi piani in albergo con un certo punto c'è l'ufficio delle assicurazioni poi c'è la banca poi c'è il cuore dell'inglese se queste cose mescolate allora non dico che questo sia un difetto però certamente crea un [Musica] difficoltà di identità allora siccome le persone oggi anche perché non esiste più la distinzione politica così come le persone sono ritrovate da queste cose nel cervello
altrettanto succede all'urbanistica che è lo specchio dei tempi che stai dicendo che è lo specchio dei tempi per cui diciamo che quel fenomeno che va sotto il nome di archistar de viziato dalla indifferenza morale per cui una persona progetta al fine di far bello quell'edificio e non al fine di una utilità sociale io sono all'interno di questo calderone cioè non è che posso dire che gli edifici o su tutto il comportamento del mio lavoro si è rinchiuso all'interno del della moralità estetica cioè io cerco di fare le cose esteticamente interessanti nella speranza che l'estetica abbia
un servizio e abbia un servizio la bellezza ci dovrebbe salvare la bellezza dovrebbe salvare è una specie di paradosso all'interno del quale ci siamo mi sono ficcati [Musica] avete lavorato come studio a tante tipologie alla casa privata con determinate richieste al museo alla metropolitana alla sede di una fiera che cosa ti piacerebbe veramente far se ci fossero committente ideale a livello tipologico o di riconoscibile icona come hai detto prima su cosa ti piacerebbe lavorare ma noi abbiamo fatto varie architetture di vario genere ma sempre in maniera molto umile devo dire cioè anche piccole occasioni con
un'attitudine [Musica] perché data la frammentarietà dell'approccio al lavoro come avviene qui queste architetture comunque sono considerate dei frammenti e il caleidoscopio globale è quello che è casomai ha significato il può valere l'architettura interesse decisamente più mio fratello che è me per cui io sfuggo verso misure più piccole appena una cosa un po grande mi fa un enorme ha paura tant'è vero che sono stato nei periodi delle riviste che dicevo io non farò mai di farlo allora l'edificio ideale capito cioè mackay o chi pensa al mio fratello gli piacerebbe farne grattacielo netti a me no mi
basta fare una chat è vero che anche se io dire in un grattacielo disegno piccolo così di me i miei disegni sono super piccolissimi [Musica] 7 una battuta conclusiva hai parlato di caleidoscopio globale è parlato di frammentazione se dovessi trovare una panacea uniformante non per un tessuto urbano parleresti più di una ricostruzione contestuale e partecipata oppure beni il progetto come un dialogo oppure dice è impossibile siamo comunque una frammentazione perché lo specchio dei tempi è quello di fare appunto dei soli smi e non della coralità allora a me piace il puntinismo io sono un punti
vista essere punti di vista o piacere di mosaico che la stessa cosa no significa essere interessato al piccolo dove tante cose piccole messe insieme formano un immagine e se tutto il piccolo e di qualità il grande di qualità per cui penso che la città è fatta di uomini la qualità di ogni uomo dalla qualità della città non viceversa un po come una coscienza civica e una coscienza civica tant'è che la mia poltrona proust che esprime un atmosfera più che forme è un po il manifesto del lavoro che si fa dentro questo studio [Musica] [Musica] francesco
raccontiamo allora le architetture di atelier mendini partendo dalle architetture un po più in là nel tempo per arrivare a quelle più recenti partiamo dai prodromi è una delle cose più importanti che abbiamo fatto il museo di groningen in olanda è che c'è stato commissionato da questo eccolo là dietro se lo stand e chi sia stato commissionato da questo bravissimo direttore di allora che si chiama clan sachs che ha voleva un progetto dove ci fossero vari apporti di architetti diverse di artisti diversi in questo ma e ci ha scelto per questo noi avevamo già avuto un'esperienza
di un po di architettura corale diciamo nella casa nella prima casa di alberto alessi sul lago d'orta che abbiamo fatto sulla ruota dove abbiamo avuto come architetti ospiti amici andrea branzi aldo rossi milton glaser poi luogo santuri bokov into che hanno lavorato per alessia che era proprio il periodo in cui incominciavano a lavorare per alessi sanno né un fratello allora la directory alessi quindi da lì è nato tutto questo esperimento era piaciuto moltissimo a france ax il direttore abbiamo sentito dalle gare allora ci hanno commissionato dopo molti travagli ci hanno commissionato questo museo dove abbiamo
lavorato insieme appunto altri architetti ospiti che philippe starck michele de lucchi all'inizio frank stella l'artista frac stella poi dopo il progetto di fan stella era troppo complicato e costoso e abbiamo cambiato siamo andati a finire sul pil claudio ha lavorato con noi è stato un grandissimo successo questo questo museo che ha diciamo rivitalizzato è stato prima un museo che ha rivitalizzato una città prima di freddie causa del bar s deve essere di pensare un termine per queste architetture che hai citato direi gioiose in senso filosofico ovviamente se è certo che devono essere perché la gioia
di essere patetico la canna sarà della vita e infatti sono allegri fanno piacere ea livello di citazioni o di interventi al di là dell'utilizzo di più nomi dell'architettura c'era chiamiamolo così un masterplan delle linee guida particolari rispetto ai tempi interno si è dunque era un progetto di un museo con molti temi molti padiglioni diverse e quindi fatto di chiamare diversi architetti era giustificato da questo fatto per cui per esempio quello di philippe starck a e un padiglione tutto sulla sulla ceramica olandese e sul rapporto tra l'olanda e la cina nel campo della ceramica per sé
e poi c'è il progetto di hannover siano gare abbiamo fatto due cose molto diverse una è un progettino molto piccolo che è un fermata del tram tram che oliver de c'era del vero giallo e nero è un progetto segnaletico cioè in questa città di hannover dove non ci sono degli highlights non ci sono dei punti di riferimento uno si sveglia la mattina all'albergo non capisci che città e allora abbiamo voluto mettere un segnale molto forte che è questa fermata lì vicino poi ci hanno fatto fare invece la sede di un gruppo editoriale e abbiamo fatto
un edificio molto collegato anche a un vecchio altro edificio esistente negli anni trenta molto interessante e abbiamo fatto tutte delle facciate di pietro cangianti con degli effetti strani per cui sui vetri ci sono stampate delle grafiche da una parte dall'altra che fanno un po muore per cui muovendosi il colore dell'edificio cambia un appello che le sale e poi germania mi ha fatto un altro edificio allora che ora che è vicino a basilea una cittadina vicino a basilea anche questo con del trattamento della facciata in vetro molto particolari perché è tutto colorato segrete da fare le
nostre cose sentite un po colorate e forse eccessivamente questo sta a voi giudicare a noi piace piace farlo così in generale i nostri difficile non considerati abbastanza allegri e simpatia hai parlato di allegri è appunto di gioia anche per il museo di groningen però mi viene in mente un altro progetto recente che sta ancora facendo e la metropolitana di napoli dove il colore avete portato sotto sotto terra si certo sì la metropolitana di napoli è stato un progetto molto complesso interessante anche perché ha coinvolto le antichità l'archeologia e la situazione napoletana dei quartieri degradati dove
siamo andati a violentare di questi quartieri corsi con delle cose molto forti perché non si può essere delicati e lì anche lì abbiamo lavorato molto mondo gli artisti sia dentro le stazioni quindi opere di mosaico di tutto e di più e anche sulle facciate non finite di questi quartieri assurdi e che sono diventati assurdi in un altro modo secondo me poi spero positivo da quando si lavora a napoli dalisi lo insegna c'è un po per il assurdo però è stato molto apprezzato e molto apprezzato dai cittadini sì perché ha rivitalizzato appunto parte della città ha
reso allegre cose che forse addirittura fatto salire il valore degli immobili [Musica] poi c'è la corea corea collega stiamo lavorando molto perché adesso in italia non è che avessi molto bene e abbia fatto abbiamo iniziato un sacco di tempo fa fare delle cose c'è successo di costruire una sede della triennale di milano e il ceo kay la periferia di seul ha adesso stiamo facendo dei stiamo lavorando dentro delle cliniche dei centri cerco spedalieri francesco abbiamo parlato di progetti gioiosi del vostro percorso architettonico negli anni nelle decadi se dovessi parlare di architettura oggi che cosa dovrebbe
essere e lanciarci un manifesto di speranza progettuale come una collina e ma devo dire che per parte della mia vita di architetto il sogno era quello di fare un grattacielo adesso direi proprio assolutamente no questa è la prima cosa è adesso in questo periodo storico bisogna lavorare su sull'esistente o comunque sui sulla parte esistente della città per cui forse bisogna cominciare a pensare a demolire a demolire ea demolire ricostruire oppure ristrutturare evidentemente tutto questo deve essere fatto c'è il legame con la tradizione che è molto importante voi vedete qui non so se si riesce a
inquadrare vedete degli oggetti che sono della tradizione magari indiana della della tradizione veneziana come da tradizione indiana e la tradizione evidentemente è parte della nostra cultura e ogni cosa che facciamo è profondamente inserita nella tradizione la tradizione non deve essere evidentemente palla al piede nel modo più assoluto dire essere solo una la cultura insomma come uno sa bene il latino il greco non no perché parla il nativo il greco antico che po scomoda perché questo permette di parlare meglio l'italiano o un'altra [Musica]