Come scrivere la bibliografia finale di un elaborato curricolare, come ad esempio una Tesi, una Tesina o un Paper. Io sono Daniele Vinci, tengo corsi di Metodologia della Ricerca e ho curato il Manuale di Metodologia generale che accompagna passo passo nella ricerca accademica. Chi fosse interessato trova maggiori informazioni qui sotto.
Ricordo che in un elaborato curricolare, come ad esempio la Tesi, non può mancare la bibliografia finale, che è tra le prime cose ad essere considerate ed è anche uno degli elementi principali per la valutazione dell'elaborato stesso. In questo tutorial noi non vedremo come applicare un modello citazionale, quindi non vedremo come si cita ad esempio un articolo di rivista accademica oppure come si cita da Internet, vedremo piuttosto quali sono i principi per la stesura della bibliografia finale, per l'ultimo capitolo: il capitolo bibliografico. Innanzitutto un consiglio: costruiamo il capitolo bibliografico man mano che procede il lavoro, ovvero citiamo un testo, ad esempio, oppure utilizziamo una certa notizia bibliografica e la riportiamo anche nel nostro capitolo bibliografico.
In questo modo questa importantissima sezione del nostro lavoro crescerà piano piano. Quindi non facciamo l'errore, come spesso si fa, di lasciare questo compito alla fine, perché faremo il doppio della fatica. Il primo principio della bibliografia finale è che questa deve contenere tutti i testi citati nel corso dell'elaborato.
In altri termini, il nostro lettore deve poter ritrovare nella bibliografia finale ogni testo citato nel corso dell'elaborato. Questo principio conosce poche eccezioni: ad esempio, se in maniera occasionale, cito un verso della Divina Commedia di Dante non devo, nella bibliografia finale, riportare la Divina Commedia di Dante. L'altro principio fondamentale è che nella bibliografia finale viene applicato lo stesso modello citazionale utilizzato nel corso del testo, ovvero il modo con il quale ho citato l'autore, il titolo, la casa editrice, l'anno, il luogo e così via lo stesso identico modo viene applicato anche nella bibliografia finale, con una sola differenza, ovvero nella bibliografia finale viene messo prima il cognome e poi il nome, quindi, mentre nel corso del testo abbiamo ad esempio usato la successione Primo Levi oppure P.
puntato Levi, nella bibliografia finale sarà Levi Primo oppure Levi P. Questo perché nella bibliografia finale, nel capitolo bibliografico le notizie bibliografiche sono elencate per cognome dell'autore. C'è poi una particolarità importante da tenere presente, ovvero quando nella bibliografia finale riportiamo le notizie bibliografiche, ad esempio, di un articolo di rivista accademica, oppure di un saggio contenuto in una raccolta più ampia, allora devo indicare l'estensione delle pagine, dalla pagina iniziale alla pagina finale.
Per quel che riguarda l'ordine delle notizie bibliografiche, questo abitualmente è alfabetico per cognome dell'autore. Quando abbiamo uno stesso autore con più notizie bibliografiche, allora possiamo utilizzare o l'ordine alfabetico dei titoli delle sue opere che abbiamo utilizzato, oppure, ed è un criterio che ritengo preferibile, per cronologia, quindi dal meno recente di questi studi al più recente. Sarebbe poi importante suddividere la bibliografia in sezioni.
Ora, le suddivisioni possibili sono davvero tante, perché dipende dal tipo di elaborato, dall'argomento e soprattutto dalla bibliografia che stiamo utilizzando. Facciamo alcuni esempi orientativi. Ad esempio, se ho dedicato il mio elaborato ad un autore, allora una classica suddivisione è: Opere di quell'autore, Studi su quell'autore e Bibliografia ulteriore.
Oppure un'altra suddivisione tipica è: Fonti, Sussidi, Bibliografia ulteriore. Molto dipende dalla ricchezza della mia bibliografia, perché più è ricca, più è possibile ipotizzare delle suddivisioni, per esempio individuando dei nuclei tematici, mentre se invece è molto essenziale le suddivisioni saranno poche. Ricordo comunque che la suddivisione della bibliografia dovrebbe essere discussa con il nostro docente, con il docente che sta seguendo il nostro lavoro.
Per quel che riguarda il materiale preso da Internet, se si tratta di saggi o di articoli paragonabili a quelli cartacei, allora non c'è motivo di creare una suddivisione particolare. Quindi elencheremo insieme sia gli articoli e i saggi cartacei sia quelli tratti da Internet. Diverso invece il caso nel quale la mia ricerca ha utilizzato dei siti o dei portali specifici.
Allora, in questo caso può essere sensato creare una sezione che potremmo chiamare ad esempio, Sitografia, nella quale riportiamo i siti e i portali che abbiamo utilizzato. E di questi portali diamo anche una descrizione sommaria. Per esempio, una tesista ha da poco dedicato il proprio lavoro alla comunicazione digitale efficace e nella bibliografia finale ha riportato i siti e i portali tematici che ha utilizzato e che sono proprio specifici, dedicati a questo argomento.
Sempre riguardo al materiale tratto da Internet, ricordo che occorrerebbe sempre indicare la data di consultazione e qui abbiamo due possibilità. Per ogni notizia bibliografica indichiamo la data di consultazione. Oppure inseriamo una nota all'inizio della bibliografia in cui diciamo, ad esempio, che tutti gli Url sono aggiornati al maggio, per esempio, non so, del 2000.
. . Ricordo poi che le opere di più comune consultazione, come ad esempio voci di dizionario, di enciclopedie oppure manuali, non devono essere necessariamente riportate nella bibliografia finale.
Se ad esempio leggo una certa voce di un dizionario, di un'enciclopedia, oppure consulto un manuale per farmi un'idea generale di un certo autore, di un certo concetto, di un certo fenomeno, non devo necessariamente riportare quel materiale nella bibliografia finale. Diverso è invece il caso in cui utilizzo quel materiale in modo specifico nel corso del testo. Allora in quel caso lo riporto anche nella mia bibliografia finale.
Suggerisco poi di evitare la distinzione tra Bibliografia citata e Bibliografia consultata. Ovvero tutto ciò che consultiamo e che è utile al nostro lavoro, troviamo il modo di citarlo, ad esempio, in una nota a piè di pagina. Per quel che riguarda l'impostazione grafica del capitolo bibliografico, suggerisco di dare uno sguardo al Modello di Tesi Word.
Qui si trova proprio il capitolo bibliografico, che ha un'impostazione con le notizie bibliografiche sporgenti. Questa impostazione la si ottiene in questo modo: si va nella scheda Home, quindi nella sezione del Paragrafo, si apre qui, usando questa freccetta, la finestra del Paragrafo. Nei rientri è impostato sporgente, qui di 0,5.
Poi la spaziatura dopo è di 6 punti e l'interlinea di 1,5. Si ottiene questo effetto con le notizie bibliografiche, che sono facili da individuare proprio perché il loro inizio è sporgente. Ricordo che c'è un tutorial che mostra come scaricare e personalizzare il Modello di Tesi Word e c'è anche un altro tutorial dedicato a come modificare, come personalizzare proprio questo capitolo bibliografico.
Sono entrambi segnalati qui sotto. Ricordo che è possibile iscriversi a questo canale per essere aggiornati sulle sue novità. È possibile lasciare un commento qui sotto ed è possibile contattarmi.
Buona Tesi a tutti!