[musica] Care professoresse, cari professori, bentrovati al quinto ed ultimo appuntamento del corso Le regole della democrazia, dedicato oggi oggi all'articolo 53 della Costituzione, equità e progressività del sistema tributario. Sono Marina Teritano, responsabile della redazione giuridicoeconomica di Tramontana ed è un piacere incontrarvi anche in questo Nuovo modulo del nostro percorso di formazione. Nei moduli precedenti abbiamo approfondito i principali strumenti della partecipazione democratica e le ragioni dell'intervento pubblico in economia. Oggi facciamo un piccolo passo in avanti per comprendere come il sistema fiscale sia a tutti gli effetti uno dei pilastri della democrazia. Senza senza risorse adeguate, infatti,
non è possibile garantire diritti, servizi e Uguaglianza tra i cittadini. senza equità nel prelievo non non può esserci fiducia nelle istituzioni. È proprio su questo punto, sul legame tra fisco, giustizia sociale e funzionamento delle istituzioni che ci concentreremo oggi ripercorrendo i principali i principi fondamentali dell'articolo 53 e il modo in cui si traducono nella struttura appunto del nostro sistema tributario. Affronteremo anche le criticità che mettono in Tensione questi principi. L'evasione fiscale che mina il patto di solidarietà tra i contribuenti alle disuguaglianze nel carico tributario fino alla difficoltà di conciliare equità, efficienza e competitività. Temi questi
che aiutano a capire quanto la fiscalità sia parte integrante del funzionamento di una democrazia matura. A guidarci sarà Maria Giovanna D'Ameglio, eh docente di discipline giuridico-economiche, autrice e Relatrice per la nostra casa editrice ormai da lunga data. Eh la professoressa D'Ameglio ci accompagnerà in questo percorso e spero che anche questo incontro possa offrirvi spunti utili, strumenti chiari ed e immediatamente spendibili nella pratica eh didattica. Vi invito come sempre a porre domande o anche solo a condividere le vostre osservazioni e riflessioni nella chat. Lascio ora la parola a Maria Giovanna D'Ameglio e vi auguro buon ascolto.
Benvenuta Maria Giovanna. >> Grazie Marina. Buon pomeriggio a tutti. Eccoci qui. Allora, partiamo con questa disamina, diciamo così, di di questo tema così così importante, così di attualità, come diceva Marina, il fisco è una, o meglio la partecipazione alle spese pubbliche è una dei è uno dei pilastri del dello Stato, del funzionamento dello Stato e ancora di più quando stato è una democrazia in cui sono i cittadini, Diciamo, a stabilire le regole di funzionamento. e ci coniamo in particolare sull'articolo 53 che analizzeremo sia da un punto di vista strettamente tecnico, ma poi anche soprattutto da
un punto di vista etico per capire in che modo questo tema contribuisce, diciamo così, alla formazione dei nostri studenti, visto che è di questo che ci occupiamo. Quindi un tema che tratta sia dal punto che possiamo trattare sia Dal punto di vista del diritto, dell'economia, dell'educazione civica, quindi in un'ottica come dire interdisciplinare che noi stessi riusciamo ad attuare. Quindi dicevamo perché l'articolo 53 è stato scelto come all'interno di questo grande tema delle regole della democrazia. Ehm perché il un sistema funziona eh solo se tutti quanti noi contribuiamo a eh renderlo efficiente, diciamo così, a fare
in modo che i servizi pubblici di cui abbiamo Bisogno, di cui usufruiamo, vengono in qualche modo sostenuti e ovviamente devono essere sostenuti dalla totalità, diciamo così, dei cittadini. E quindi questo sistema, la nostra democrazia funziona se tutti partecipiamo a questo meccanismo. Ovviamente non è un principio scontato, nel senso che è messo in discussione eh per certi aspetti perché non tutti purtroppo contribuiscono ehm alla partecipazione collettiva E questa partecipazione avviene appunto attraverso il sistema tributario. Partiamo allora dal testo costituzionale che sicuramente tutti noi conosciamo, ma che serve appunto come base di partenza per sviluppare poi il
discorso successivo. Quindi nell'articolo 53 composto da due commi al primo comma abbiamo tre principi, diciamo, fondamentali e cioè il primo, intanto la la norma dice tutti sono tenuti a concorrere alle Spese pubbliche in ragione della capacità contributiva, quindi tutti sono tenuti a concorrere. Primo aspetto è l'universalità di questa concorso alla spesa pubblica, quindi nessuno si può sottrarre da questo principio ed è un obbligo, quindi c'è un'obbligatorietà della partecipazione. Terzo aspetto, la capacità contributiva. Adesso li analizzeremo eh diciamo in maniera più specifica, uno ciascuno. la capacità contributiva e poi al Secondo comma il sistema tributario è
informato a criteri di progressività. Allora, andiamo ad analizzare questi aspetti. Dicevamo, il primo punto è che eh la partecipazione alla spesa pubblica è un dovere collettivo, un dovere previsto dalla Costituzione che riguarda tutti ed è ehm un dovere, diciamo, che non è stabilito solo dall'articolo 53, ma che ritroviamo anche in altri articoli della Costituzione, per esempio nell'articolo 2, dove si parla in Maniera più generale della necessità che i cittadini rispettino alcuni doveri costituzionali ispirati ai principi di solidarietà politica, economica e sociale. Ed è questo proprio il nostro caso. E l'altro principio a cui facciamo anche
riferimento è quello dell'articolo 3, cioè dell'uguaglianza. in questo caso uguaglianza formale, poi vedremo successivamente anche con riferimento ovviamente all'uguaglianza sostanziale. Per cui eh poiché esiste questo Principio dell'uguaglianza, tutti sono tenuti allo stesso modo a partecipare a questo sforzo collettivo. Il terzo principio che abbiamo visto era la capacità contributiva, no? Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva, cioè in ragione della della propria ricchezza, no? Questa capacità contributiva è stata definita in qualche modo dalla Corte Costituzionale come la manifestazione di Forza economica effettiva del contribuente, quindi quanta ricchezza ha il
contribuente, con quella ricchezza deve partecipare alla alla spesa pubblica. ricchezza, diciamo, o meglio parte della ricchezza da destinare ai bisogni collettivi, quella parte che è in eccenza rispetto alle esigenze essenziali della vita. Nel nostro sistema questa capacità contributiva come si manifesta? Ovviamente ci possono Essere tanti criteri diversi. Noi abbiamo scelto come come Italia, diciamo così, il l'indici di capacità contributiva abbiamo le abbiamo individuato come il reddito, il patrimonio, il consumo e il trasferimento della ricchezza, no? Quindi il il reddito che è quello che noi eh percepiamo periodicamente, il patrimonio è la eh ricchezza, diciamo, che
abbiamo accumulato nel tempo. Questa stessa ricchezza, quindi il reddito Viene tassato quando io lo percepisco e poi successivamente quando lo utilizzo, quindi attraverso il consumo. E lo stesso il patrimonio quando io lo trasferisco viene tassato nuovamente. Quarto principio che abbiamo individuato nell'articolo 53, la progressività. Quindi non basta dire che tutti partecipano in relazione alla propria capacità contributiva, quindi se io ho eh più disponibilità ehconomica, diciamo, devo partecipare maggiormente Alla spesa pubblica. Ma in questo principio viene ulteriormente specificato perché il nostro sistema deve essere progressivo, quindi ehm le aliquote devono essere in qualche modo crescenti, come
possiamo vedere da questo schema, no? Se io ho un'aliquota, applico un'aliquota costante, per esempio nel caso dell'IVA, io applico l'aliquota del 22%, 22% si applica sia che la base imponibile sia €10, sia che la base impib imponibile sia €10.000 E quindi il carico tributario resta uguale. Invece se l'imposta è progressiva, l'aliquota è crescente. Nel nostro sistema questo questa progressività viene attuata soprattutto per l'IRPEF, quindi se aumenta il reddito nel caso dell'IRPEF aumenta anche l'aliquota per affermare il principio secondo cui ehm appunto chi ha una maggiore capacità contributiva ehm deve partecipare in misura superiore rispetto a
chi ne ha Una inferiore. Perché abbiamo stabilito questo principio della progressività? Intanto per attuare appunto la seconda parte dell'articolo 3 della Costituzione che è quello dell'uguaglianza sostanziale. L'articolo 3 dice che tutti sono uguali davanti alla legge, ma al secondo comma dice che bisogna rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l'uguaglianza tra i cittadini. Quindi, se noi diciamo che tutti sono uguali davanti alla legge, Però poi ehm ci sono delle condizioni, diciamo, che ci rendono diversi, lo Stato deve impegnarsi a fare in modo che questa uguaglianza invece sia effettiva. Nel caso specifico, applicare un'imposta progressiva significa
fare in modo che ehm situazioni economiche diverse, quindi chi ha un reddito più basso rispetto a chi ha un reddito più alto, in qualche modo si avvicinino garantendo maggiore Equità. E quindi ci sono motivi costituzionali per rispetto al principio dell'uguaglianza sostanziale dell'articolo 3, ma anche poi motivi di ordine sociale perché eh uno dei principi, come abbiamo visto, che è quello della solidarietà, ehm ci obbliga in qualche modo a pensare che ehm è necessario ehm sostenere anche le categorie più deboli, no? E quindi è giusto, perlomeno Secondo quello che è previsto nella nostra Costituzione, che le
persone che hanno maggiore reddito in qualche modo aiutino quelle che siano più in difficoltà. Ovviamente questo principio della progressività non è riferito a tutte le imposte, cioè non vuol dire che tutte le imposte devono essere progressive, ma che tendenzialmente il nostro sistema deve andare verso questo criterio della progressività e quindi tassare maggiormente chi ha redditi più Alti, chi ha una ricchezza, diciamo, più alta. La progressività può essere applicata in modi diversi. Se eh come possiamo vedere in questo schema, abbiamo una progressività continua per classi, per scaglioni oppure attuata attraverso deduzioni e detrazioni. Progressività continua significa
che ogni minimo aumento della base imponibile, cioè sul dell'importo su cui dobbiamo calcolare i tributi, ehm a un minimo aumento della Base imponibile corrisponde un aumento continuo dell'alicota. Eh, i due modelli più applicati sono quelli per classe e per scaglioni. Eh, in entrambi i casi la base imponibile, se parliamo dell'IRPEF, parliamo del reddito, viene suddivisa in fasce. Qual è la differenza? che nel caso delle classi, cioè se c'è una progressività per classi, si applica l'aliquota superiore all'intero importo, mentre se Applichiamo una progressività per scaglioni si applica solo alla parte eccedente la fascia precedente. Adesso lo
vedremo con un esempio. E un altro sistema per applicare la progressività è quello di applicare delle deduzioni o delle detrazioni. Quindi, in questo caso l'aliquota resta costante, però poi le situazioni vengono eh così modificate adattando a ciascuno eh deduzione o detrazione. Immaginiamo appunto l'IRPEF. Se io ho un reddito eh che supera determinati limiti, mi vengono applicate determinate detrazioni. Se il reddito è più basso, le detrazioni sono più alte. Quindi l'aliquota resta costante, ma io comunque ho un carico tributario diverso. Applicando appunto questo questo sistema. Per verificare meglio, come dicevamo, la eh progressività per classe, per
scaglioni. Ho riportato qui questo esempio. Credo di non dirvi Niente di nuovo, ma per avere giusto una panoramica complessiva, appunto, di questo tema e perché ci servirà poi per verificare anche situazioni successive. Per cui attualmente le aliquote dell'IRPEF nel 2025 sono tre, fino a €28.000 il 23%, da 28.000 a 50.000 il 35 e poi il 43%. Se io immagino di avere un reddito di €60.000, se applicasse una progressività per classi io dovrei tassare il reddito di €60.000 che rientra nella terza fascia, diciamo, Nella terza classe, in questo caso, interamente al 43%. Mentre se io applico
una progressività per scaglioni, devo frazionare quei €60.000 nelle tre fasce, per cui nella prima fascia €28.000 pago il 23%. Sui €22.000 successivi, cioè la parte che va da €28.000 fino a €50.000 applico il 35 e sulla parte eccente €50.000 pago il 43. Quindi, come vediamo in questo caso, a fronte di una imposta di €25.800 €800 se applicassi la progressività per Classi, ne calcolo una di €18.440 se la applico per scaglioni. Noi abbiamo scelto ovviamente questa progressività per scaglioni perché risulta più equa. Ehm soprattutto si potrebbero verificare, diciamo, delle ehm differenze nelle negli importi di reddito
che sono a cavallo tra le fasce. Cioè, se eh io avessi una progressività per classe, ho un reddito di 49.999, applicherei il 35%. E se invece ho un reddito di €50.000 Quindi €2 in più, dovrei applicare all'intero importo il 43%, quindi questo creerebbe grosse disparità, no, tra categorie di contribuenti. E per questo noi abbiamo scelto come sistema di progressività, appunto, questa per scaglioni. E questa progressività ci dice anche, no, in questo caso, vedete, noi all'aumentare del del reddito, come Dicevamo, aumenta la percentuale. Ehm, questo sistema è ehm equo, diciamo così, è attuabile, crea dei problemi.
è un questo sistema progressivo sicuramente garantisce maggiore equità, cioè garantisce un minore divario tra categorie di individui, tra coloro che sono più ricchi e coloro che sono più in difficoltà e quindi aumenta anche la coesione sociale, cioè evita di m conflitti, no, tra tra categorie perché tutti sono tassati, come dire, in Maniera equa, ma nello stesso tempo può rappresentare anche mh delle criticità Perché una progressività, soprattutto se molto spinta, può costituire un disincentivo al lavoro, alla produttività. Noi attualmente abbiamo una aliquota, la più alta è del 43%. E già questa scoraggia un po', no, i
cittadini a produrre redditi alti. Se immaginassi un'aliquota ancora più alta, chiaramente questo sarebbe un disincentivo alla produzione. Se io Immagino una aliquota massima del 60%, ehm le persone che a un certo punto arrivano a eh quella fascia di reddito e si vedono sottrarre dalla eh ricchezza prodotta il 60% chiaramente sono disincentivati a continuare a a guadagnare di più perché il carico tributario sarebbe troppo alto. Quindi una progressività eccessiva può provocare, appunto, come dicevamo, questo disincentivo e può provocare, chiaramente forme di evasione fiscale, Fuga di capitali all'estero, no, come vedremo anche tra poco. per cui stabilire
qual è il punto di equilibrio tra l'equità, nel senso di garantire pari opportunità o insomma quantomeno diminuire il divario tra le persone eh diciamo benestanti e quelle in difficoltà e invece poi avere l'efficienza del sistema, quindi fare in modo che il sistema funzioni, che le persone si sentano incentivate a lavorare, a produrre, non è facile E e chiaramente anche in questo caso dipende sempre anche da scelte politiche. Alla base di tutto questo del funzionamento del sistema tributario, chiaramente ci sono delle scelte politiche che vengono fatte a monte. Nella nostra Costituzione abbiamo detto, noi abbiamo inserito
un dovere di solidarietà, ma non è un dovere scontato, no? e tra l'altro e ultimamente anche un po' messo in Discussione e e quindi a seconda delle scelte politiche abbiamo conseguenze diverse e impostazioni diversi del sistema tributario. Entriamo un po' adesso nel nel merito, diciamo, tecnico della struttura del sistema fiscale. Chiaramente sto parlando a dei docenti di discipline giuridiche economiche, quindi sono concetti che, come dire, che conosciamo, ma appunto che servono un po' da base per ehm fare delle riflessioni Sull'aspetto etico, come dicevamo, no, di questa ehm situazione. Intanto, quali sono le principali imposte? Parliamo
delle imposte perché chiaramente costituiscono la parte più importante delle entrate pubbliche. Eh, ci sono anche le le tasse, i contributi, ma noi concentreremo l'attenzione su questa parte, diciamo così, più consistente. Abbiamo le imposte sul reddito, quindi IRPEF e IRES, le imposte sul patrimonio abbiamo l'IMU, le imposte Sui consumi, l'IVA e poi le accise sui prodotti che vengono realizzati, le imposte sul trasferimento di ricchezza, quindi imposte sulle successioni donazioni, imposte di registro, ipotecarie, catastali. Queste, se ricordate, erano le ehm manifestazioni di ricchezza che abbiamo detto sulle quali vengono eh viene appunto applicata la l'imposizione tributaria. Quindi
vediamole brevemente ovviamente perché non possiamo entrare nel merito di tutti Gli aspetti delle varie imposte. Eh, intanto le imposte si dividono in dirette e in dirette, come sappiamo bene, le imposte dirette colpiscono la manifestazione di ricchezza nel momento in cui si produce. Quindi, quando io guadagno un reddito, quando io eh ho un patrimonio, eh applico su questo le imposte dirette di cui la principale è l'IRPEF, che come abbiamo detto è quella progressiva, mentre eh nel momento in cui quella ricchezza che ho prodotto la Utilizzo o la trasferisco, allora vado a pagare le imposte indirette e
quindi in questo caso la principale è l'IVA ed è di solito sono imposte proporzionali. l'IVA è sicuramente proporzionale. A quanto ammonta questo totale, diciamo, delle delle imposte? prendendo in considerazione, vedete, questi dati derivano dal bollettino del 2025, no, del Ministero dell'Economia, eh sono dati milioni di euro, quindi diciamo che per il 2025 l'importo stimato era di 640 Miliardi di euro. Di questi 640 miliardi cominciamo un po' a fare qualche osservazione. Intanto le imposte dirette sono quelle più rilevanti e tra queste sicuramente il peso maggiore ce l'ha l'IRPEF. L'IRPEF da solo costituisce il 38%, come vedete
qui di lato, il 38% dell'intero ammontare dei tributi, quindi è sicuramente l'imposta più importante. E andiamo a notare anche, l'ho appuntato lì a fianco all'IRPEF, che l'82% di questo gettito deriva dal Lavoro dipendente. Mh, su questo torneremo dopo per fare una riflessione. Quindi l'IRPEF è l'imposta più importante e dopo l'IRPEF ovviamente c'è l'IVA e poi l'IRES e insomma altre imposte. Quindi il 55% 56% sono imposte dirette, reddito nel momento in cui viene prodotto, 44% imposte indirette, ricchezza, diciamo, nel momento in cui viene trasferita, viene scambiata, viene utilizzata. L'IRPEF è, abbiamo detto, l'imposta più importante, ha
delle Caratteristiche che andiamo a vedere brevemente. È generale, nel senso che colpisce tutti i redditi di qualunque categoria, è personale perché nell'IRPEF si riesce a tenere conto della situazione dei contribuenti, per esempio, attraverso il riconoscimento di detrazioni per carichi di famiglia, per spese che vengono sostenute. Se io mando i miei figli a fare attività sportiva o diritto alle detrazioni, se ho avuto delle spese funerarie e quindi Si tiene conto, insomma, della situazione di ciascun individuo e, come abbiamo detto, è progressiva. E attualmente l'abbiamo visto nell'esempio precedente gli scaglioni, perché abbiamo detto che ha una progressività
per scaglioni, sono tre: 23, 35, 43. Mh. In passato abbiamo avuto anche cinque scaglioni, adesso c'è la tendenza un po' a diminuire questo peso e addirittura a mh ad arrivare una eh cioè ci sono proposte, insomma, per Arrivare a una flat tax, cioè un'imposizione a due aliquote, ehm una per i redditi più bassi e una per i redditi più alti. Eh, su questa idea della flat tax, chiaramente le opinioni politiche sono un po' divergenti perché eh per alcuni sembra che questo possa ridurre eh come dire in qualche modo la l'aiuto che le le classi più
ricche, diciamo così, possono dare a quelle più povere. Ehm l'IRES invece è un'imposta che si Applica sul reddito delle persone giuridiche, cioè delle società, degli enti commerciali. è un'imposta proporzionale. E qui possiamo già notare una prima elemento come dire di iniquità, così la l'abbiamo definita anche nelle nella present nelle slide successive tra categorie di reddito, perché se noi torniamo indietro e lo sappiamo, vediamo che l'IRPEF, se io guadagno più di €50.000 pago un'aliquota del 43% se sono Persona fisica. Se invece sono persona giuridica, io ho un'aliquota fissa del 24%. Per cui chiaramente le persone, cioè
il reddito che deriva dalle persone giuridiche viene tassato in misura inferiore rispetto a quello delle persone fisiche. Addirittura poi nel 2025 è stata prevista una tassazione ancora più bassa del 20% se eh in presenza, insomma, di determinate condizioni che riguardano l'occupazione. Quindi disparità di tassazione, di Livello di tassazione tra persone fisiche e persone giuridiche. Poi abbiamo l'IVA che è l'imposta sul valore aggiunto. Abbiamo detto è un'imposta indiretta. Anche questa è generale perché si applica su tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi. Si applica su quella manifestazione di ricchezza che abbiamo detto sono i
consumi e ed è un'imposta infatti che grava sul consumatore finale. Per l'impresa invece che la Applica è ehm diciamo un importo neutro. Eh, in realtà noi siamo abituati a pensare, appunto, che quando si parla, per esempio, di evasione fiscale è l'imprenditore che evade, ma l'imposta effettivamente, per come è strutturato il meccanismo quello di detrazione imposta da imposta, le imposte è a carico del consumatore finale perché il prezzo finale di vendita comprende l'IVA, questa parte di IVA che l'imprenditore, il venditore incassa Dedotta la parte che ha già anticipato al suo fornitore viene versata allo lo Stato,
ma non è un onere a carico dell'impresa, cioè l'impresa non fa altro che riscuoterla dal contribuente e riversarla allo Stato. Quindi laddove il venditore, come dire, eh evada l'IVA, in parte vuol dire che non la fa pagare al consumatore finale e in parte probabilmente una quota che trattiene presso di sé per e non la versa allo Stato. L'IVA, come sappiamo, prevede aliquote differenziate che vanno da un 4% a un 22%. sono imposte è un'imposta proporzionale, ma il fatto stesso che ci siano aliquote differenziate e che ovviamente le aliquote più basse facciano riferimento ai beni di
prima necessità, in qualche modo contribuisce alla progressività del nostro sistema, cioè nel senso che la le categorie, diciamo così, meno abienti Sono quelle che spendono di più in beni di prima necessità, quindi avendo un'aliquota IVA agevolata, comunque spendono di meno rispetto a chi invece utilizza gran parte del proprio reddito per ehm oggetti, diciamo così, più costosi, per acquisti più costosi. Ehm quindi queste sono le principali imposte. Il loro carico complessivo, come abbiamo visto prima dallo schema Riepilogativo, con riferimento al PIL costituisce il 43% del PIL, per l'appunto. Che cosa significa questo dato? che noi eh
quasi la metà della ricchezza che produciamo la utilizziamo per servizi pubblici. Ehm alto questo livello? Da quello che vediamo da questo schema sembrerebbe di sì, no? Perché la l'Unione Europea ha una media del 40%, i paesi dell'Ox hanno una media del 34%. Ovviamente dire se è alto eh o più o meno basso ehm dipende dai servizi che noi utilizziamo, cioè dai servizi che rendiamo pubblici, perché potremmo dire che questa aliquota è alta, ma dovremmo fare il confronto con i servizi, appunto, che abbiamo affidato allo Stato e l'efficacia anche di questi servizi, perché eh per esempio
in America c'è una eh tassazione a livelli più bassi, ma anche i servizi Pubblici sono molto meno presenti, no, per la collettività. Noi spendiamo tanti tante risorse per la sanità pubblica e la sanità, appunto, è offerta a tutti i cittadini. Sappiamo bene che in America non funziona così. La sanità è privata. C'è stato, diciamo, un tentativo di Obama di con il professor Obama Care di estendere l'assistenza sanitaria a determinate categorie di cittadini. un principio che adesso, insomma, Trump Sta mettendo anche un po' in discussione e quindi in America questo servizio non è pubblico, ma è
affidato a compagnie assicurative, per cui è chiaro che se i costi sono inferiori anche il carico tributario sarà più basso. Per questo stabilire qual è il livello ottimale di pressione fiscale dipende dalle aspettative dai dei dei cittadini, diciamo, della collettività, dalle decisioni che si prendono in merito a quanto deve essere pubblico e Quanto deve essere privato. Chiaramente noi abbiamo attraversato una fase posterra in cui eh per garantire la ripresa abbiamo affidato moltissimo allo Stato, no, anche molta parte dell'economia. Poi progressivamente questo intervento pubblico è diminuito, ma evidentemente è rimasto ancora molto molto forte. mh potremmo
anche, come dire, avere la percezione che ehm non si tratti di servizi sempre efficienti, perché anche In merito alla sanità pubblica, se noi abbiamo avuto delle, insomma, in passato una sanità pubblica molto efficiente, diciamo così, che copriva ehm l'assistenza a tutti, anche agli stranieri, no? un'assistenza universale. Oggi, chiaramente, siamo in una situazione in cui invece c'è eh ci sono grossi disagi nella sanità, no, molti disservizi e quindi questo ci può far pensare che i nostri soldi siano in qualche modo spesi male. In realtà in parte può essere così, in parte che appunto i bisogni collettivi
sono sempre crescenti e noi invece abbiamo difficoltà a reggere tutto tutto il sistema perché per tutta una serie di motivi tra cui l'evasione fiscale, come vedremo vedremo tra poco. E un'ultima considerazione su questo aspetto, come abbiamo visto dallo schema precedente, vi dicevo, scusate, vi dicevo la il 40% ehm delle delle imposte deriva Dall'IRPEF dalle imposte dall'IRPEF e l'IRPEF per l'85% è pagato dai lavoratori dipendenti, quindi il grosso deriva dalla tassazione del lavoro. Ora noi siamo in una fase in cui anche l'apporto del dei lavoratori diciamo è un po' messo in discussione, nel senso che con
l'avvento dell'intelligenza artificiale, dell'automazione, ci sarà, almeno questa è la prospettiva che ci presentano, ci saranno sempre meno occasioni di lavoro, cioè molte Professioni, come dire, verranno sostituite dall'intelligenza artificiale. che leggevo proprio qualche giorno fa di una protesta a Los Angeles per l'utilizzo dei taxi a guida automatica e vabbè la protesta era perché era stato ucciso un gattino e insomma si erano un po' ribellati chiaramente nella sostanza invece la protesta è perché si perdono occasioni di lavoro. Ovviamente l'esempio dei taxi si può estendere a qualunque tipo di Professione in cui l'intelligenza artificiale può essere applicata. Per
cui se il l'apporto del lavoro sarà sempre più basso nella realizzazione del PIL, è è leito chiedersi chi dovrà essere tassato. Qualcuno ha fatto una proposta di inserire una robot tax, cioè di tassare le macchine. Quindi quante più macchine ci sono a disposizione delle aziende, tanto più dovranno pagare di imposte. Ovviamente la lanciamo così Come provocazione in qualche modo, ma per fare una riflessione un po' più profonda che è quella di dire appunto andiamo verso un sistema in cui la tassazione sarà sempre più difficile sia per questo motivo che per altri che vedremo tra poco.
E quindi adesso entriamo nel cuore di quella che è la riflessione di oggi, perché questi concetti che abbiamo detto fino adesso sono più o meno noti, anche Quelli che che diremo a breve, ma è un momento in cui ci vogliamo interrogare, no, su dove siamo e su quale momento sta vivendo la nostra democrazia. In questo caso ci stiamo interrogando su quello che è il cuore della della funzione dello Stato, che è appunto la partecipazione alle spese pubbliche. Quindi quali sono i problemi che nascono in relazione all'applicazione di questi principi? Vediamo, sono diversi. Qualcuno L'abbiamo già
accennato. Ecco, per esempio, in questo grafico ho evidenziato questa situazione. Ehm, questo osservatorio ha fatto una rilevazione tra i redditi fino a €29.000 e redditi superiori a €29.000. Se guardiamo questi dati, il 72%, quasi 73% dei contribuenti dichiara redditi fino a €29.000, quindi redditi molto bassi. Stiamo parlando di €29.000 lordi che significano 10005 1600 netti, insomma, al al mese. Ehm Il 73% della popolazione italiana dichiara redditi di questo tipo perché siamo tutti effettivamente poveri, perché c'è molta evasione. Sta di fatto che il 73% della popolazione ha un reddito basso e paga quindi di conseguenza il
23% delle imposte totali. Al contrario, dall'altra parte, chi ha un reddito superiore a €29.000 e sono solo il 27% della popolazione, invece contribuisce al carico tributario per il 77%. Quindi questo che cosa ci dimostra? che il carico fiscale, diciamo, eh grava soprattutto su una piccola parte della popolazione, cioè meno di un terzo della popolazione sostiene la maggior parte delle spese pubbliche e ovviamente questo è un aspetto, insomma, che ci deve far riflettere in qualche modo. Ehm, altro aspetto, eh immagino sappiate, no, stiate seguendo la l'elaborazione della manovra finanziaria per il 2026. Dentro questa manovra c'è
la proposta di modificare le aliquote IRPEF. Accennavo già prima l'idea di una flat tax e anche diciamo in questo caso si tratta di una modifica che va a agevolare in qualche modo le classi medie. Cioè fino al 2025 abbiamo visto nel calcolo precedente la fascia media che va da 28.000 a €50.000 paga il 35% di IRPEF. La proposta attuale è quella di far diminuire questa percentuale al 33%. Può sembrare cosa di poco conto. Ehm, in Realtà insomma ha sviluppato un notevole dibattito politico. Ho fatto una simulazione, no? Un reddito basso fino a €30.000. Applicando questa
nuova aliquota c'è un risparmio di €40. Se il reddito sale di 40.000 arriva a €40.000 il risparmio aumenta e diventa di €240. Se andiamo ancora oltre il risparmio arriva a €440. Quindi questo che cosa ci dimostra? che all'aumentare del reddito aumenta il Risparmio e quindi questo non fa altro che in qualche modo diminuire la progressività delle delle imposte e chiaramente, dicevamo, c'è un dibattito politico in corso perché le le opposizioni, diciamo così, ritengono che questa modifica non faccia altro che aumentare, agevolare in qualche modo le le classi benestanti. Il governo invece sostiene che si tratta
di un aiuto al ceto medio in una situazione, diciamo, di difficoltà e quindi non non accetta Questo tipo di critiche. Ehm, chiaramente anche qui si tratta sempre di di scelte politiche, di capire fin dove m principio di solidarietà, appunto, può risultare ehm giusto oppure efficiente, no? Non sempre i due concetti vanno d'accordo, nel senso che aiutare la la posizione un po', diciamo, che che viene espressa in questi ultimi anni è che aiutare troppo le persone che sono In difficoltà quasi le disincentiva a impegnarsi e a darsi da fare e quindi c'è una tendenza invece a
ehm sicuramente continuando ad a sostenere insomma le persone in difficoltà, ma anche ad aiutare chi si trova in una fascia media e questa è una scelta di questo tipo. ancora, come abbiamo visto prima, il sistema è progressivo, però ci sono tante situazioni in cui, diciamo, questa progressività poi viene un po' un po' Meno e cioè che quando le persone sono molto ricche, in realtà facendo calcoli quasi che per loro esista una regressività, cioè più aumenta il reddito e più diminuisce il carico fiscale. Abbiamo parlato prima della differenza tra l'IRPF e l'IRES, no? ricordate, abbiamo detto
che nell'IRPEF, se ho un reddito alto, pago il 43% e invece nell'IRES pago, insomma, quasi la metà. E la stessa cosa si verifica per i redditi di capitale. Chi è in possesso Di redditi di capitale? normalmente persone, diciamo, benestanti o perlomeno se il reddito di capitale costituisce una parte importante della della ricchezza totale. Redditi di capitale significa che io ho a disposizione appunto dei risparmi che possono essere più o meno importanti e li investo in qualche modo in depositi, obbligazioni, dividendi, titoli di stato. Vediamo che anche in questo caso, vedete, se io percepisco interessi dal
soggetti Privati, su questo reddito pago il 26% e addirittura se li presto allo Stato pago il 12,5%. Quindi anche in questo caso, come dire, si crea una disparità, no, tra categorie di reddito e anche questa è un po' una stortura, potremmo dire così, di questo del nostro sistema che è fatto di 1000 rivoli diversi, insomma, dentro i quali si può si possono andare a trovare, appunto, queste queste difficoltà. Ancora un altro aspetto da considerare è Quello territoriale. Vedete, riepilongando questi dati sempre tratti dal Ministero, ehm, al Nord i cittadini pagano procapite una quota di imposte
pari a €4.283, al Sud €2.240, quindi quasi la metà e i cittadini del nord rappresentano il 47% della popolazione nazionale e pagano imposte per il 57%. Quindi pagano più imposte rispetto alla composizione della popolazione. Ovviamente all'inverso succede al Sud. Al Sud ci sono 34% della popolazione che paga il 21% delle imposte e chiaramente anche questa è una questione che può essere vista sotto aspetti diversi sempre appunto politici, cioè guardare sempre questa contrapposizione tra l'efficienza e la solidarietà. Quindi, ovviamente, le regioni del Nord hanno motivo di lamentarsi del fatto di contribuire in misura superiore eh a
quelle che sono, diciamo così, le loro necessità per Aiutare le regioni del Sud che sono in difficoltà. Se lo vediamo dal punto di vista della solidarietà, se lo vediamo dal punto di vista dell'efficienza, le regioni del Nord si lamentano del fatto che, appunto, bisogna stimolare le regioni del Sud a produrre di più, a pagare di più e quindi loro non vogliono essere il traino per eh una parte del territorio che evidentemente ritengono, come dire, inefficiente e questo spinge, per esempio, verso forme di federalismo Fiscale, no, che è proposto da più parti sappiamo che è stata
già approvata una norma sull'autonomia differenziata che poi per quanto riguarda appunto la parte fiscale significherebbe che ciascun territorio deve mantenersi in qualche modo con le proprie risorse e questo, come abbiamo appena detto, insomma questo contiene degli aspetti sia positivi che negativi. positivi perché sicuramente ehm guardare al proprio territorio Consente di conoscere meglio e soddisfare meglio i bisogni locali, probabilmente di avere appunto servizi più efficienti, più rapidi, gestire meglio le risorse e rafforzare quel principio pure stabilito dalla Costituzione che è quello della sussidiarità, cioè che sono gli enti più vicini al ai cittadini, quelli a dover
gestire eh diciamo così la pubblica amministrazione, però Però al contrario ci sono anche degli aspetti Negativi e cioè c'è il rischio di ampliare ulteriormente il divario territoriale. Chiaramente se da una parte il le regioni del nord ritengono come dire di essere in credito nei confronti di quelli del Sud perché contribuiscono maggiormente alla ricchezza del paese. Se andiamo a a sentire le regioni del Sud, ovviamente io provengo da una regione del Sud, quindi conosco un po' queste dinamiche e le regioni del Sud ritengono invece di Essere state storicamente sfruttate, di non avere gli stessi le stesse
possibilità in termini di infrastrutture, insomma, di tutta una serie di elementi che non gli consentono di eh arrivare alla stessa ad avere le stesse possibilità delle regioni del Nord. Ora non entriamo ovviamente nel merito di questa ehm discussione, ma era semplicemente per dire che anche in questo caso la scelta sia attuare maggiore o minore Federalismo e quindi di come le il carico fiscale sia distribuito nel territorio è una scelta difficile ed è sempre una scelta politica, cioè una scelta che deriva dalla volontà di chi ci amministra. Eh, un altro aspetto da considerare che riguarda eh
sempre appunto il carico fiscale sono i condoni e le rottamazioni. Noi negli ultimi decenni abbiamo assistito a tutta una serie di condoni Fiscali, anche edilizi. Adesso ce ne in ballo un altro, non sappiamo ancora se verrà approvato o meno. sicuramente con doni fiscali rottamazione delle cartelle che consentono ai contribuenti di pagare senza sanzioni o con sanzioni notevolmente ridotte imposti che avrebbero dovuto pagare in precedenza e anche di pagarle in maniera diluita, no, agevolata. Ehm l'attuazione di questi continui condoni, queste continue rottamazioni non aiuta a eh definire con Chiarezza quello che è la contribuzione dei cittadini,
nel senso che c'è addirittura eh dati statistici, diciamo, eh dimostrano che si genera addirittura un effetto negativo, perché chiaramente io se devo pagare delle imposte e so che poi non le pago e tra un anno, due tre eh posso pagarle con piccole sanzioni o addirittura con una ridazione degli importi, in certi casi non ha nessun incentivo a pagarli adesso, no? Per cui eh in alcuni casi la rottamazione ha Provocato un un effetto negativo, cioè addirittura un gettito inferiore rispetto a a quello che ci si aspettava. M cioè se da un lato lo Stato incassa dei
soldi dalla rottamazione, dal lato li perde perché i contribuenti, appunto, eh finiscono per non pagare le imposte che dovrebbero pagare per competenza. Ehm e poi appunto c'è questo grande tema che abbiamo nominato in tutto queste questa disamina fatta fino a questo momento perché è il è il tema veramente Importante che è quello dell'evasione fiscale. Quindi, fino adesso abbiamo visto alcune criticità del sistema, ma quella più rilevante è sicuramente quella dell'evasione fiscale, questo tax gap, che sarebbe la quota di imposte non pagate, ehm che nel è stimata più o meno ogni anno in circa 100 miliardi
sui 640 che abbiamo visto del totale del carico delle imposte. Quindi, insomma, una cifra considerevole ehm che se fosse a disposizione dello Stato, consentirebbe Probabilmente, anzi sicuramente di realizzare in maniera molto più efficace tanti servizi a partire dalla sanità, che è una delle eh emergenze che stiamo vivendo in questi ultimi anni. Qual è sono le imposte maggiormente vase? Vedete, questo schema ce le mostra. Quella parte verdina, diciamo, è l'IVA, la parte azzurra celeste, l'Irpef. Come vedete la parte dell'IVA che era molto più rilevante a partire dagli anni 2000 adesso si sta un po' assottigliando e
Questo grazie a una serie di eh interventi normativi tra cui sicuramente l'introduzione della fattura elettronica, della digitalizzazione degli scontrini che consentono, come dire, di ehm tracciare meglio le prestazioni, le vendite, le prestazioni di servizi, per cui ehm è un po' più difficile evadere l'IVA e invece invece sta crescendo l'evasione dell'IRPEF. M le altre due imposte, IRAP e Irias, sì, c'è sempre una quota di evasione, però Non è altissimo. Ehm, come dicevamo in quella slide iniziale, chi evade di più? Se l'85% del gettito dell'IRPEF arriva dai lavoratori dipendenti e e il 15% solo dai lavoratori autonomi
e chiaramente, insomma, qualche domanda ce la dobbiamo porre. Mh. Ma perché i lavoratori dipendenti vadano di meno perché sono più onesti, più corretti? non siamo in grado di dirlo, semplicemente è più semplice in questo Caso ehm evitare l'evasione perché le trattenute IRPEF dei contributi sono effettuati a monte da parte del datore di lavoro e quindi io percepisco in busta paga direttamente il netto, non ho neanche appunto la percezione di quanto pago effettivamente di quanto mi viene trattenuto, per cui va bene così e non ho la possibilità di evadere. Chiaramente per i lavoratori autonomi, per le
imprese è molto più semplice, quindi seppure contribuiscono in grossa Parte alla produzione del PIL, tuttavia appunto la partecipazione invece al gettito fiscale è molto bassa. Inoltre nel nostro sistema c'è un 20% della popolazione che dichiara redditi pari a zero oppure molto bassi entro €7.500 e un altro 20% fino a €15.000. Quindi il 40% della popolazione, quasi la metà della popolazione dichiara di avere dei redditi fino a €15.000. Ma d'altra parte l'abbiamo visto nella slide precedente, il 75% Della popolazione dichiara redditi fino a €29.000, quindi sembra che siamo tutti molto poveri. Ehm, nello stesso tempo un
altro elemento di disuguaglianza che emerge è che lo 01% delle persone ricche possiede il 4,5% del reddito nazionale. Quindi c'è sempre uno squilibrio, vedete, tra queste percentuali. Le cause dell'evasione fiscale. Chiaramente non diciamo niente di nuovo, no? Ci sono cause economiche legate intanto sicuramente alla ricerca di un Vantaggio personale, perché io se sono un contribuente, non diciamo neanche di quale categoria, un contribuente che decide di evadere il fisco è perché voglio trattenermi una parte di quella ricchezza. Ma ci sono anche altre motivazioni perché per esempio siccome in Italia abbiamo la prevalenza delle attività economiche sono
piccole imprese, lavoratori autonomi, chiaramente diventa difficile fare controlli a tutta questa miriade, no, di Piccole attività. eh c'è un po' una tendenza, appunto, a non dichiarare anche dal punto di vista del lavoro, quindi il lavoro nero e poi ci sono comunque anche fattori culturali, fattori sociali, perché abbiamo evidentemente un senso civico, un senso della legalità, questa idea appunto del fisco come partecipazione al benessere collettivo, perché in fondo di questo stiamo parlando oggi, no? Cioè quello che e lo riconduco adesso al Discorso di noi docenti, è un po' il valore che noi dovremmo trasmettere ai nostri
studenti, cioè fare un'attività su questi temi e come facciamo anche già ehm significa far comprendere agli studenti che ehm che lo Stato che ci aiuta, ci fornisce tanti servizi, si può mantenere solo se tutti noi contribuiamo, per l'appunto. quindi fattori culturali, fattori istituzionali, perché le norme fiscali pure non sono sempre semplici da Comprendere, ci difficoltà nei controlli, appunto, ci sono i condoni, quindi insomma tutta una serie di motivazioni e sempre in tema di avazione fiscale però dobbiamo rilevare anche altri elementi che insomma di criticità e mobilità dei capitali perché l'attuale sistema economico globalizzato diventa sempre
è diventato sempre più semplice trasferirsi personalmente le aziende, i capitali da una parte all'altra del pianeta. Per cui Un contribuente che ha una certa ricchezza può spostarsi facilmente, può spostare il proprio patrimonio facilmente verso paesi che hanno una tassazione più bassa, così come lo fanno le persone fisiche che magari spostano la residenza in paesi con una tassazione più agevolata. Se pensiamo ai nostri a tanti sportivi, personaggi dello spettacolo, no, che prendono la residenza a Montecarlo e in fondo quella è una forma di eh possiamo dire elusione Fiscale, cioè formalmente loro sono in regola, però sostanzialmente
non stanno pagando le imposte nel nostro paese, soprattutto se poi vivono in Italia, no? e quindi è solo una residenza di comodo. Molte multinazionali spostano appunto la loro sede nei stati che hanno fiscalità zero. C'è un po' una rincorsa, ecco, come vediamo anche nell'ultimo punto, una rincorsa tra diversi paesi del mondo a chi stabilisce un'aliquota più bassa per Attrarre capitale, per attrarre ricchezza. E questo fenomeno ci riguarda anche da vicino, no? Potremmo eh, come dire pensare che che l'Italia esente, no? che noi abbiamo la concezione che in Italia invece noi paghiamo comunque sempre molte tasse
ed è in parte vero, però anche l'Italia ha partecipato a questa corsa ad attrarre capitali a bassa tassazione e è stata approvata già da un po' di anni la flat tax italiana, adesso ho ripreso qualche Articolo di cronaca, secondo cui chi trasferisce la residenza in Italia non ha vissuto in Italia per gli ultimi 9 anni, quindi parliamo comunque di di stranieri o di italiani che sono stati all'estero per tanto tempo possono adottare questo sistema secondo cui io pago un'imposta fissa all'anno di €200.000 invece delle aliquote progressive di cui abbiamo parlato su tutti i redditi prodotti
all'estero. Quindi chi vive all'estero e magari deve Applicare una imposta del 30%, supponiamo un milionario che deve pagare il 30%, quindi dovrebbe pagare €300.000, prende la residenza in Italia e invece di €300.000 ne paga 200.000. 2000. Se poi i milioni sono due, ovviamente capite bene quanto può essere il il risparmio. E e quindi anche noi stiamo contribuendo un po' a questa corsa, diciamo così, al ribasso sulla tassazione che crea poi tutta un'altra serie di problemi perché Questi stranieri che si trasferiscono in Italia e ce ne sono tanti, si trasferiscono, per esempio, soprattutto a Milano e
il mercato eh come dire immobiliare di Milano è schizzato alle stelle, già lo era prima, ma con l'arrivo di questi personaggi chiaramente eh diventa sempre più difficile. invece per chi vive in Italia avere eh la possibilità di comprare un un immobile, di abitare insomma in in città che sono invase da da queste Persone così ricche. Quindi anche questa è una iniquità di cui con cui dobbiamo fare i conti. Ancora un altro aspetto e mi avvio verso la parte finale. Un altro aspetto è quello della dell'economia digitale che si sta diffondendo sempre di più. Come sappiamo
bene molta parte dell'economia oggi avviene attraverso strumenti digitali. Immaginiamo la vendita dei servizi che fanno gli stessi social network, ma Anche Amazon, no? che fa da intermediario per la vendita di beni fisici, ma a volte anche di servizi. Eh, immaginiamo Spotify, per esempio, che vende la musica e che eh incassa per la pubblicità che effettua. Tutti questi i profitti di queste aziende multinazionali, chiaramente pagano le imposte nei paesi di di di provenienza, no? Quindi se Amazon realizza un certo eh volume d'affare in Italia, quindi genera una ricchezza in Italia, quella Ricchezza non viene tassata in
Italia, viene tassata in America e quindi è una parte della nostra ricchezza che viene trasferita in America e e quindi insomma anche questa è una criticità per per il nostro sistema, per la tenuta del del nostro sistema. Eh, per fronteggiare questa situazione i paesi del mondo si erano messi d'accordo. Vedete già nel 2021 140 paesi avevano sottoscritto un accordo per applicare la cosiddetta Global Minimum Tax, cioè le grandi multinazionali con un fatturato superiore a 750 milioni di euro dovrebbero pagare un'imposta su quello che guadagnano nel paese in cui operano un'imposta del 15%. Quindi a prescindere
che abbiano la sede fisica, la sede legale, diciamo così, in America. Per tornare all'esempio di prima, se io produco un reddito in Italia devo pagare il 15% come imposta su quel reddito. Quindi un principio, come dire, sacrosanto di equità, ma che In realtà poi non si riesce ad applicare perché intanto non tutti i paesi hanno ancora recepito questa questa normativa, non tutti allo stesso modo. Alcuni paesi, appunto, continuano in questa lotta invece per attrarre capitali dall'estero a ad adottare dei regimi fiscali di di favore. Poi questa norma è stata fortemente messa in discussione da Trump
e parliamo di aziende che sono soprattutto americane, ma anche cinesi, no? Anche qui c'è stato, per esempio, un Tentativo adesso di mettere una tassa sui trasporti per limitare l'arrivo di merce cinese. Dicevo, Trump nella trattativa sui dazzi ha chiesto che non venga applicata la Global Minimum Tax, quindi capite bene che anche in questo caso una ricchezza che viene prodotta, che non è legata tanto alla produzione fisica, ma alla produzione digitale, anche questa sfugge alla tassazione e quindi riduce il nostro gettito e la nostra disponibilità Per fronteggiare i servizi pubblici. Per questo abbiamo servizi pubblici, come
dire, sempre potremmo dire meno efficienti e con un carico che non riesce ad essere sostenuto dalle entrate pubbliche. Quindi l'evasione fiscale provoca tutta una serie di conseguenze, come vediamo, no? una discriminazione sia in senso orizzontale tra chi paga e chi non paga, in senso verticale, perché appunto si sta diminuendo il peso a carico delle Categorie che hanno redditi più alti, un aumento quindi di conseguenza per chi invece paga regolarmente, una distorsione della concorrenza perché ovviamente le imprese che eh che fanno evasione fiscale hanno dei vantaggi rispetto a chi si comporta correttamente, minore risorse per i
servizi pubblici, erosione del senso di fiducia, come combatte batterla ci sono tutta una serie di strumenti di contrasto tra cui ovviamente quelli più Recenti che aiutano in qualche modo è la digitalizzazione, come abbiamo visto, per la fatturazione elettronica, per gli scontrini, ma oggi anche lo strumento dell'intelligenza artificiale potrebbe essere utilizzato per fare incroci di dati e quindi scoprire con più facilità laddove ci sono le sacche di evasione. Quindi in conclusione, che cosa abbiamo detto con questa breve presentazione? Perché ovviamente i temi sono tantissimi, che l'articolo 53 che è Fondamento della democrazia garantisce il funzionamento delle
istituzioni democratiche. Quindi, poiché noi abbiamo delle istituzioni che devono funzionare, una serie di servizi che dobbiamo offrire ai cittadini, la la presenza di un sistema tributario che ci consente di realizzare delle entrate costituisce il fondamento di questo di questo sistema. La democrazia ha bisogno di eh istituzioni che funzionano e che però hanno un costo. Si realizza il principio Di uguaglianza, come abbiamo detto, perché il nostro sistema è progressivo. Eh il garantito, diciamo, la democraticità perché qualunque provvedimento venga preso può essere preso solo attraverso una legge che quindi è approvata dagli organi eletti democraticamente. Però abbiamo
detto non è di facile attuazione. abbiamo visto tutta una serie di criticità e di iniquità del nostro sistema che in qualche modo andrebbero corrette o Comunque sulle quali far riflettere i nostri studenti. E proprio per far riflettere gli studenti, appunto, ehm ho immaginato alcune attività didattiche da proporvi. Una prima molto semplice, una seconda un po' più articolata, ma magari per gli studenti più grandi, quelli del quinto anno, potrebbe essere anche più interessante e più coinvolgente. La prima è semplice, si tratta di allenarsi un po' al calcolo dell'IRPEF, ma non fino a se stesso, per capire
in Che modo la modifica delle aliquote incide, appunto, sulla progressività e incide sul peso fiscale a carico delle varie categorie di contribuenti. Per cui possiamo proporre di questo e della prossima attività ci sono anche delle schede che poi troverete in allegato in cui c'è sviluppato eh è sviluppata, diciamo, l'attività che potrete realizzare in classe. Per cui, se io propongo agli studenti una serie di fasce, cioè di di redditi, no, 15.000, 25, 35 e così via, e gli chiedo di fare dei calcoli, allora vi dico, calcolate l'IRPEF che era dovuta su €15.000 nel periodo fino al
23 2023, dove c'erano cinque scaglioni di di reddito e con cinque aliquote diverse. Poi nel 24-25, laddove ci sono tre scaglioni e il secondo è a 35%, dal 2026 il secondo scaglione al 33%. e fate i calcoli e vedete se con queste modifiche chi è stato avvantaggiato. Scopriranno i ragazzi che la prima fascia, per esempio Quella fino a €25.000, con questo cambio di aliquote non ha tratto nessun giovamento, mentre hanno tratto giovamento, appunto, le classi più alte. E su questo possiamo chiedere, appunto, a agli studenti anche di scrivere un commento sull'equità di queste scelte, cioè
se a loro parere queste scelte fatte dal legislatore sono state più o meno equ. L'altro il secondo caso invece che vi propongo è tratto appunto da una notizia Di attualità che è la l'elezione del sindaco di New York Mandani e che ha fatto tutta la sua campagna elettorale su temi politici e quindi lui ha promesso ai cittadini di ehm lottare, diciamo, di lavorare per concedere case popolari per i trasporti gratuiti, eh per asili gratuiti, tassando i ricchi, applicando delle patrimoniali ai ricchi. e su questo ha ottenuto un consenso che è del 50%, è diventato sindaco
di New York. Nella Scheda vedrete insomma delle attività divise per gruppi, quindi la classe divisa in quattro gruppi, approfondire, insomma, aspetti diversi sulla anche sulla sostenibilità di questa proposta, perché chiaramente detta così e facilmente attraente, no, soprattutto per le le fasce più deboli. bisogna vedere se poi è sostenibile e poi c'è anche un aspetto, per esempio, sull'efficacia della comunicazione social che Mandami ha fatto perché è Stata, insomma, sicuramente uno degli elementi che gli ha consentito anche di vincere. Un'altra attività è la Guardiani dei Beni Comuni, quindi chiediamo ai ragazzi di fare delle verifiche su sprechi
del della gestione pubblica, no? Quindi i tributi che noi paghiamo sono effettivamente sempre gestiti bene, per esempio, a livello locale e quindi scegliere uno spreco, una cattiva gestione dei fondi pubblici e fare Un'attività su questa. Adesso non non mi dilungo perché siamo giusto giusto nei termini di chiusura e quindi anche qui vedete fare identificare poi chi è responsabile di quel servizio, raccogliere dei dati e scrivere una lettera al sindaco oppure insomma fare video podcast per esprimere la propria opinione rispetto a questo disservizio o ancora, per esempio, chiedere ai ragazzi di lavorare su un manifesto, un
decalogo degli studenti perché con delle domande Guida, perché pagare le tasse a un dovere, come controllare se i tributi sono spesi bene, quali sono le conseguenze dell'evasione fiscale e chiedere loro, appunto, di realizzare un prodotto digitale che tanto i ragazzi sui prodotti digitali sono sempre contenti di lavorare. Bene, mi fermo qui perché credo che il nostro tempo sia terminato e vi ringrazio >> Sì, grazie Maria Giovanna, è stata veramente interessante, infatti arrivano Un sacco di complimenti. Io ti ringrazio per la chiarezza di sempre. Ringrazio anche i docenti di aver partecipato così numerosi a a questo
evento. Eh, finisce qui questo nostro corso in cinque moduli. Credo sia stata una bella esperienza e sono contenta di averla conclusa con la professoressa D'Ameglio. Un ringraziamento a tutti. Arrivederci a presto. Arrivederci. >> Grazie. Arrivederci a tutti. Grazie di esserci sempre. >> [musica]