[Musica] dimostra di essere un uomo quante volte ce l'hanno detto sin da piccoli non essere una femminuccia si uomo e con questa idea di dimostrare di essere uomini passiamo tutta la vita a sfidarci tra uomini a litigare per un parcheggio a non accettare uno sgarbo a non accettare che sia possibile che una donna ci dica di no che una donna c contraddica che una donna ci lasci anche usando la violenza per difendere il nostro onore di uomini il nostro la nostra immagine la chiamano mascolinità tossica tossica non solo perché appunto produce violenza contro gli altri
contro le donne ma anche perché produce una miseria nella vita degli uomini perché in gabbia gli uomini in una necessità di mantenere sempre la faccia di stare dentro un ruolo molto rigido e soprattutto di pensare che la nostra identità dipenda dal nostro potere dalla nostra capacità di controllo di noi stessi dell'altro e del mondo attorno a noi insomma una vita sempre sotto l'ansia della prestazione e del controllo ma se invece provassimo a cercare il coraggio di rompere questa gabbia di rompere l'idea di dover essere un monumento di se stessi di dover corrispondere al proprio onore
alla propria immagine pubblica insomma l'idea anche di sfidare un po l'imbarazzo la difficoltà il ridicolo quando a tre anni ci si dice non piangere se non sei una femminuccia se ci pensate ci stanno dando due messaggi le femmine sono ridicole perché sono emotive instabili ma gli uomini non hanno diritto ad esprimere a riconoscere ad essere in contatto con le proprie emozioni quindi una gerarchia che produce anche una miseria invece forse l'imbarazzo è importante perché l'imbarazzo è quell esperienza quella sensazione che ci dice che stiamo toccando i confini della identità che la società ci autorizza a
percepire è appreso quando ci sentiamo in imbarazzo sappiamo che stiamo per fare qualcosa a cui non siamo autorizzati io per esempio sono come tanti degli uomini forse anche qui presenti sono sempre stato un ciocco di legno a ballare perché mi vergognavo a ballare oggi non so ballare lo stesso però accetto l'imbarazzo che vivo nel mettere in movimento il mio corpo che invece aveva sempre tenuto sotto controllo ecco provare a lavorare su questa esperienza in cui il coraggio non è la sfida contro l'altro ma il coraggio e la sfida contro quella regola invisibile che mi dice
sempre di salvare la faccia e un modo per rompere uno stereotipo lo stereotipo della donna debole ed emotiva e del uomo tutto d'un pezzo però ecco quando si parla di stereotipi cominciano subito qualcuno comincia a sbuffare dicendo ecco adesso ci verrete a fare la predica io vado molto nelle scuole i ragazzi dicono ecco adesso verrete cdc di rete questo si può dire questo non si può dire questo si può fare insomma la dittatura del politicamente corretto quello che è giusto dire quello che è rispettoso dire e su questo la reazione è io sono trasgressivo non
sto a queste regole io me ne infischio di queste regole in realtà se ci pensate cosa c'è di trasgressivo in quella battuta sessista in quella battuta omofoba nella barzelletta un po misogino nella battuta sulla propria collega d'ufficio in realtà non c'è lui nessuna trasgressione sono comportamenti molto conformisti molto vecchi che potremmo aver visto già 50 anni fa e che si riproducono sempre uguali a se stessi ecco una delle trappole del discorso pubblico oggi è proprio una forma di conformismo che si maschera di da trasgressione che ci dice che i ruoli tradizionali e naturali di donne
e uomini sempre uguali a se stessi nel tempo sono la naturalità e la spontaneità in realtà è perfettamente il contrario quando noi li mettiamo in discussione cerchiamo di svelare di rendere visibili quelle regole invisibili che imprigionano i nostri comportamenti che appunto ci dicono questo si può fare e questo non si può fare se fai questa cosa non sei un uomo se fai questa cosa non sei una donna e attenzione non solo questo produce un conformismo c'è qualcosa di più questi comportamenti falsamente trasgressivi in realtà impongono delle regole le impongono a me quando in una classe
noi prendiamo in giro ragazzino dicendogli sei una se è un finocchio non stiamo semplicemente insultando quel ragazzino non lo stiamo isolando non stiamo stigmatizzando chi ha un orientamento sessuale diverso dalla norma stiamo avvisando tutti i maschi presenti in questa sala che se non si comporteranno rispetto a quello che il mondo si aspetta se usciranno dal recinto della viabilità tradizionale precipiteranno nel ridicolo nelle femmina toe appunto in quell'immagine che va stigmatizzata e marginalizzata allora il tema è che quella comportamento apparentemente trasgressivo la parolaccia volgare in realtà è un dispositivo che impone una regola molto rigida così
come a una ragazza quando le diciamo che comporti come una poco di buono ti vesti come una poco di buono in realtà le stiamo dicendo una cosa precisa devi essere carina e piacere agli uomini ma la tua libertà sessuale non è la stessa che ho io come maschio maschio posso vantarmi di aver avuto un sacco di donne tu se lo farai sarei considerata appunto una poco di buono e quindi il tema è riconoscere come esistono modelli naturalizzati cioè resi naturali per quanto sono introiettati da noi e capire come su questo si produce continuamente una pressione
su di noi anche su di me maschio bianco eterosessuale che continuamente sono sotto la minaccia di una perdita d'identità se non starò dentro i canoni che mi sono stati imposti socialmente e non a caso oggi da cambiare tutto viene raccontato per gli uomini come una minaccia gli uomini sono femminilizzati ormai anche la moda non ci si capisce più niente gli uomini hanno perso la loro virilità ancor di più gli uomini hanno perso non solo la virilità perché effemminati si truccano si vestono da donne ma gli uomini hanno perso anche quella virtù virile dell'autocontrollo anche la
violenza contro le donne viene raccontata con l'idea che gli uomini sono confusi che non hanno più quella legge dei padri che gli insegnava a rispettare le donne insomma un po una nostalgia di quando i mulini erano bianchi gli uomini arrow virilmente capaci di dominarci e le donne stavano al loro posto ecco questa idea la raccontava un po mia zia ma oggi poi viene vestita in modo molto più elegante da illustri psicanalisti che dicono l'uomo è la norma la donna el emozione senza la norma paterna la nostra società perde le proprie regole e cade nel disordine
ecco questo è uno degli elementi che dice il cambiamento è una minaccia ma c'è un ragionamento più generale che dice il cambiamento è una minaccia per gli uomini perché gli uomini sono discriminati pensate a chi contesta le pari opportunità dicendo ma perché devono passare avanti le donne e non gli uomini che se lo meritano oppure gli uomini sono discriminati nelle separazioni familiari gli uomini sono oggetto di un pregiudizio ce l'avete sempre con gli uomini di te che gli uomini sono violenti c'è come un ribaltamento dei ruoli per cui io da una posizione di potere mi
racconto come vittima e spesso gli uomini violenti si raccontano come vittime come vittime di una situazione che ha fatto come dire entrare in crisi la loro idea di se stessi perché si sono sentiti minacciati ecco qui c'è un elemento in più che secondo me non va liquidato c'è una vera sofferenza maschile c'è un vero disagio maschile nella nostra società ed è il disagio che deriva dal fatto che quei ruoli tradizionali l'essere l'uomo che porta i soldi a casa l'uomo che sul lavoro costruisce la propria identità si sono infranti essere l'uomo rispettato dalla propria compagna che
lo assiste e che lo rispetta ecco la verità è che dietro questo c'è una storia che ci dice che se gli uomini continueranno a vivere il cambiamento inseguendo quel mito tradizionale io basto a me stesso io sono padroni di me stesso io mi sono costruito da solo e poi magari arriva una pandemia che ti dice che non serve a niente invulnerabile che non siete niente autosufficiente oppure arriva la crisi economica e ti dice che non è vero che tu basse a te stesso e che sei padrone del tuo futuro ma devi fare i conti con
la tua vulnerabilità ecco allora quel mito virile dell'uomo padrone di sé artefici del proprio futuro che controlla la propria compagna se stesso le emozioni che un mito che produce un vicolo cieco perché condanna gli uomini a inseguire un impossibile rappresentazione di se stessi e questo produce anche una violenza perché produce la violenza frustrata che vi ha neanche strumentalizzata nella nostra società oggi uomini che si sentono privi di potere privi di ruolo privi di identità hanno qualcuno che gli dice ecco la colpa è delle femministe la colpa è delle pari opportunità alla colpa è degli stranieri
la colpa di qualcun altro perché devi dare un senso alla perdita proprio di senso della tua vita perché quell idea iniziale non funziona più e allora non basta chiedere agli uomini di essere buoni responsabili rispettosi delle donne di essere democratici di fare spazio il tema è provare a spostare il modello non più cavalieri salvatori di donne che stanno ad aspettare addormentate che qualcuno vada a salvarle ma uomini che vivono in un mondo in cui le donne mettono in gioco il loro desiderio la loro libertà la loro autonomia e uomini che scoprono che questa cosa arricchisce
la loro vita non le impoverisce però noi non abbiamo ancora le parole per raccontare tutto questo oggi un uomo che si prende cura dei figli viene chiamato mamma cioè un uomo che fa le veci di una madre un uomo femminilizzato david beckham bian è preso in giro sui social perché si prende cura dei figli allora il tema è se non abbiamo le parole per nominare il cambiamento per riconoscerlo per dargli una visibilità sociale quel cambiamento non riesce ad avere spazio non riesce a realizzarsi non esiste se tu non riesci a nominarlo e così la retorica
dei padri che si prendono cura dei figli diventa solo ironia sui padri che si prendono cura dei figli ecco io penso che invece noi dovremmo provare anche qui a darla in positivo gli uomini possono restare uomini e nel santo essere capace di prendersi cura dei propri figli essere capaci di intimità e di relazione di cura allora la domanda che ci dobbiamo chiedere domandare come uomini e ma vorremmo tornare indietro vorremmo tornare al ruolo di nostro nonno avere una donna muta e disponibile e avere dei figli rispettosi che ci temono oppure invece ci piace di più
una vita in cui come uomini possiamo essere dei padri accudenti presenti in relazione con i nostri figli e magari vi è una un mondo in cui incontriamo il desiderio il piacere l'autonomia la libertà delle donne e scoprire che questo arricchisce le nostre vite non le impoverisce perché non viviamo in un mondo autistico con donne e mute a nostra disposizione ma donne che ci rimandano invece il loro desiderio ecco io sono un maschio bianco eterosessuale normodotato sano produttivo il mondo in genere mi chiede di farmi carico delle responsabilità del mio ruolo e io penso che questo
sia importante che gli uomini riconoscano il loro privilegio il loro potere ma nello stesso tempo non basta riconoscere i diritti e la dignità di chi è fuori da questa norma il tema per me è riconoscere come questo mio potere questo mio privilegio abbia anche costruito una gabbia mia vita e allora quello che voglio fare non è un percorso in cui rinuncio semplicemente a un potere per una scelta volontaristica ma perché penso che mettere in discussione quel potere è l'unica occasione che ho per costruire la mia libertà grazie [Musica]