salve a tutti e benvenuti a questa nuova lezione sulla prima rivoluzione industriale oggi parleremo delle invenzioni delle innovazioni tecniche senza le quali questa rivoluzione non sarebbe stata possibile finora abbiamo parlato nelle elezioni precedenti di quei fattori che resero il contesto economico inglese più dinamico rispetto a quello degli altri paesi europei quindi condizioni indispensabili necessarie per lo sviluppo della rivoluzione industriale condizioni necessarie ma assolutamente non sufficienti infatti il fatto che ci fossero in gran bretagna le materie prime che ci fosse stato un aumento demografico che aveva reso quindi possibile procurarsi la manodopera per le fabbriche il
fatto che ci fossero soldi beh tutte queste appunto sono premesse ma da sole non sarebbero bastate a determinare la vera e propria cesura rispetto al passato dando inizio alla rivoluzione industriale vera e propria furono altri due fattori il progresso tecnico in primo luogo ed è questo di cui parleremo oggi e l'avvento del sistema di fabbrica di cui parleremo nella prossima video lezione che sarà anche l'ultima di questo modulo cominciamo con il dire che l'aumento demografico aveva provocato l'aumento corrispettivo della domanda di beni di consumo quindi anche la produzione doveva aumentare per raggiungere questo aumento della
produttività non bastava semplicemente assumere più personale non era possibile semplicemente assumere più personale perché in gran bretagna il costo del lavoro salariato era piuttosto alto non è che gli stipendi degli operai inglesi fossero davvero altissimi tutto il relativo il fatto è che negli altri paesi erano molto più bassi quindi in definitiva in inghilterra non si poteva risolvere il problema semplicemente aumentando il numero dei lavoratori bisognava aumentare la produttività del lavoro umano usando altri sistemi cioè individuando congegni e metodi che permettessero di produrre di più in minor tempo e senza aumentare i costi la rivoluzione industriale
infatti non sarebbe stata possibile senza innovazione tecnologica in particolare senza l'utilizzazione di macchine in grado di aumentare straordinariamente la produttività del lavoro umano ora sarebbe sbagliato pensare che queste innovazioni derivassero direttamente dalla rivoluzione scientifica del xvii secolo il vero e proprio boom di invenzioni che si produsse tra la fine del settecento l'inizio dell'ottocento infatti un fu dovuto tanto all'opera degli scienziati che erano più dediti a speculazioni teoriche quindi poco propensi a occuparsi dei vantaggi tangibili pratici pragmatici che le loro scoperte potevano procurare quanto piuttosto a quella dei tecnici uomini magari privi di cultura che non
avevano studiato ma geniali nell'individuare soluzioni pratiche in grado di migliorare la vita dell'uomo nella vita di tutti i giorni appunto solo in seguito l'esigenza di risolvere i problemi produttivi determinati proprio dall utilizzazione delle nuove macchine impose alla scienza e alla tecnica di trovare un quotidiano terreno d'intesa quindi gli scienziati entreranno in gioco sì sicuramente ma solo in una fase successiva il primo settore che venne trasformato dall avvento delle macchine fu quello tessile l'inghilterra era sempre stata molto impegnata nel settore tessile ma fino a quel momento le manifatture tessili inglesi avevano soprattutto prodotto panni di lana
infatti l'inghilterra era famosa per l'allevamento di ovini e per la produzione appunto della lana in questo periodo in si cominciò a cambiare la materia prima è invece della lana si cominciò ad usare il cotone a produrre quindi panni di cotone cotone che come abbiamo visto non veniva prodotto tanto in inghilterra dove non c'erano oggettivamente le condizioni climatiche per poterlo coltivare quanto piuttosto dalle colonie inglesi quindi arrivava dall'india e arrivava dagli stati del sud degli usa ora ricordatevi come funziona il settore tessili quali sono le fasi della produzione di un tessuto prima c'è la fase di
preparazione del materiale quindi la pulitura la pettinatura del materiale che sia esso lana o che siano fibre di cotone fibre vegetali quindi poi c'è la preparazione del filo quindi la filatura queste fibre siano vegetali o animali devono essere attorcigliate in maniera da produrre un filo infine abbiamo altre due fasi la penultima e quella della tessitura i fili vengono intrecciati in maniera da produrre la stoffa ed infine questa stoffa deve essere preparata deve essere pulita candeggiata si dice in maniera da poterla far diventare veramente bianca e poi anche tinta nel caso in cui si voglia dare
a questa stoffa un colore particolare quindi abbiamo ripeto la fase di predisposizione del materiale la fase di filatura la fase di tessitura ed infine la fase di candeggio e tintura ora l'introduzione di una nuova macchina in una fase del processo produttivo determinava un tale aumento della produzione da imporre la meccanizzazione della fase precedente e anche della fase successiva facciamo un esempio tra poco parleremo dell'invenzione della spoletta volante ora la spoletta volante è un oggetto un'invenzione un marchingegno che migliorò e aumenta la produttività della fase di tessitura questo miglioramento questo aumento di produzione della fase di
tessitura impose un miglioramento anche alla fase precedente cioè alla fase di filatura perché è ovvio che questi telai più veloci avevano bisogno di una maggiore quantità di fili ma se la fase di tessitura si velocizza e si producono più stoffe e ovvio che si dovrà velocizzare anche la fase successiva quella del candeggio e della tintura perché altrimenti rimangono delle stoffe ca te li in magazzino e questo ovviamente porterebbe ad una perdita di guadagno per l'imprenditore quindi come vedete un miglioramento in una delle fasi comporta una specie di strozzatura che costringe a migliorare anche le fasi
precedenti e seguenti abbiamo già detto come in inghilterra questo cambiamento non venne messo in atto tanto da scienziati quanto da brillanti artigiani operai quindi dei tecnici in grado di escogitare soluzioni pratiche a problemi specifici questo perché la gran bretagna ospitava un vivace dibattito pubblico sui temi della scienza e della tecnica un dibattito che coinvolgeva oltre agli specialisti anche gli imprenditori gli artigiani quindi questa cultura pragmatica questa cultura dedita alla scienza e alle invenzioni pratiche era molto importante in gran bretagna era molto diffusa e quindi grazie all'incontro tra i saperi teorici e le competenze professionali applicate
si poteva avere questa spinta per la nascita della rivoluzione industriale e cominciamo adesso a vederle una per una le più importanti di queste innovazioni partiamo dalla prima 1733 viene brevettata la spoletta volante da john key ora questa spoletta una vetta volante è un marchingegno che già era stato pensato addirittura pensare nel 1400 da leonardo da vinci però che la riprese la migliora ovviamente la rese pratica e soprattutto ne chiese il brevetto per cui ecco la spoletta volante nel mondo moderno viene introdotta nel 1733 grazie al signor kay che di mestiere faceva l'orologiaio e andiamo ora
a vedere con un video come funzionava la spoletta volante in un telaio a navetta il filo della trama e contenuto come vedete all'interno di questo oggetto che si chiama spoletta volante i fili dell'ordito invece sono disposti in verticale su questo cilindro che si chiama subbio dell'ordito i figli dispari passano negli occhielli di questo telaietto che le solleva mentre i fili pari passano negli occhielli del secondo telaietto che sarà quello appunto che li solleverà e li abbasserà i due telaietti chiamati ricci si alternano uno va su l'altro maggio ecco a cosa serve la spoletta la spoletta
passa il filo della trama questo che vedete qui invece ai pettine che batte sulla stoffa per accostare bene il filo della trama passato dalla spoletta volante ecco qua al resto della stoffa vedete il movimento daily ci consente di alternare i fili e quindi di creare proprio l'intreccio della stoffa la diffusione della spoletta volante che si verificò torna al 1760 accrebbe la domanda di filati e di conseguenza anche le fasi del lavoro che precedevano la tessitura dovettero essere velocizzate così nel giro di pochi anni videro la luce una serie di nuove macchine che consentirono la completa
meccanizzazione della filatura la prima di queste nel 1764 fu opera di james hargreaves che brevettò la spegne in jenny la somma rella che fila che adesso andiamo a vedere in un video il filatoio meccanico o spinning gianni inventato alla metà del xviii secolo in inghilterra è una macchina filatrice a più fili mossa a mano da un operatore che consentì di aumentare la produzione tessile l'operatore girando la manovella della ruota faceva ruotare simultaneamente 8 fusi collocate a un'estremità del filatoio il fili di cotone posizionati sui fusi e bloccati all'altra estremità del filatoio tra due barre orizzontali
in legno ruotavano su loro stessi attorcigliandosi venivano così preparati i fili pronti per la tessitura le due barre di blocco del filo presentavano una maniglia che consentiva all'operatore di posizionarle a distanze diverse rispetto ai fusi al fine di modificare lo spessore del filo quando le barre erano portate fino ai fusi si attorciglia va al filo sul fuso detto anche mandrino che a quel punto era pronto per essere rimosso dal filatoio in pochi anni le innovazioni tecnologiche consentirono prima di aumentare notevolmente i fusi mossi contemporaneamente dalla ruota poi di far muovere la ruota non più da
un uomo ma dalla forza idraulica attraverso la tecnologia del mulino ad acqua e infine dalla macchina a vapore dalla potenza molto maggiore e costante come abbiamo visto all'inizio la spegne in jenny era un filatoio semi meccanico a fusi multipli che permetteva ad un solo operaio di produrre contemporaneamente più fili di cotone ma dal 1769 questo filatoio venne mosso non più da un operaio bensì dalla forza dell'acqua dalla forza di un mulino ad acqua fu nel 1769 che richard arkwright realizzò per la prima volta questo suo filatoio automatico idraulico ed infine nacque la mula di crompton
l'inventore samuele crompton che era un agricoltore combinò insieme i due macchinari quello di hargreaves è quello di arkwright e creò appunto questo nuovo macchinario ancora più efficiente e veloce adatto ad ogni tipo di filato e capace di lavorare nello stesso momento pensate centinaia di fusi a questo punto fu la tessitura a doversi adeguare ai ritmi sempre più rapidi che aveva assunto la filatura e quindi fu necessario ideare telai meccanici come quello ideato nel 1785 da edmond cartwright che era facile da manovrare raggiungeva una velocità altissima e poteva sostituire il lavoro manuale di ben venti operai
tra l'altro era meccanizzata anche la spoletta volante per cui non c'era più bisogno che la larghezza della stoffa fosse quella delle braccia dell'operaio ma il telaio diventò molto più grande come vi ho detto prima la vigilia della rivoluzione industriale la gran bretagna dell'event nella produzione di panni di lana ma in seguito alla rivoluzione stessa per rispetto della meccanizzazione del settore tessile l'industria cotoniera prese il sopravvento per che permise ai produttori britannici di ottenere ottimi tessuti in grande quantità ea basso costo quindi il governo di londra prima impose dazi sempre più alti sulle stoffe provenienti dall'estero
poi stabilì che il cotone grezzo indiano dovesse essere lavorato dalle industrie britanniche questo comportò un grosso problema per le manifatture indiane casalinghe che dovettero chiudere i battenti furono rovinate perché i dominatori britannici impedivano loro di produrre in proprio panni di cotone i nuovi tessuti in cotone prodotti in inghilterra erano alla portata dei consumatori con un reddito medio basso e quindi presto furono prodotti in grande quantità perché ce n'era una grande domanda era molto conveniente esportarli in primo luogo proprio verso le colonie che fornivano le materie prime quindi in pratica dalle colonie arrivava la materia prima
e poi l'inghilterra rivendeva alle colonie stesse il prodotto finito muovere questi apparecchi si capì ben presto che la cosa migliore non era usare la forza umana ma che sarebbe stato molto più opportuno impiegare un tipo di energia diverso inizialmente si usa all energia idrica e quindi le fabbriche vennero costruite nella vicinanza di fiumi questo però comportava dei vincoli infatti i fiumi certo in inghilterra sono molto numerosi e questa era un'ottima cosa però comunque sia è divincolato a costruire la tua fabbrica in prossimità di un corso d'acqua inoltre i fiumi non hanno sempre la stessa portata
d'acqua ma a volte sono in secca a volte sono in piena invece la fabbrica avrebbe bisogno di un energia costante e continua la soluzione a questo problema si ebbe quando si trovò il modo di sfruttare una nuova fonte energetica per produrre energia mente danica il carbone che venne usato come combustibile negli apparecchi a vapore questa conquista si deve all'ingegnere scozzese james watt ora in inglese si dovrebbe pronunciare james walsh ma noi in italiano siamo molto più abituati a pronunciarlo watt anche perché il nome di questo inventore è diventato il nome dell'unità di misura della potenza
elettrica quindi perdonatemi se non userò la giusta pronuncia inglese ma continuerò a chiamarlo all'italiana james watt james watt dicevo era un ingegnere scozzese che su incarico dell'università di glasgow nel 1769 perfezionò la macchina a vapore inventata nel 1712 da thomas newman la macchina di watt iniziò a diffondersi significativamente dopo il 1785 ma nell'arco di un quarantennio si era ormai imposto in modo generalizzato voi capite l'importanza di questa invenzione consentiva intanto di liberarsi dal vincolo della località ti potevi spostare dove volevi non c'era bisogno di stare vicino al fiume e soprattutto che liberava dal vincolo della
stagionalità tu potevi avere energia in qualunque momento dell'anno senza problemi inoltre questa invenzione era così generica che poteva essere utilizzata nei più svariati settori infatti con la sua applicazione cambio tutto nelle attività minerarie poiché la macchina a vapore consentì di prosciugare l'acqua dei pozzi nell'agricoltura perché poteva muovere le macchine agricole nei trasporti con l'avvento della ferrovia del battello a vapore nell'industria con la possibilità di situare appunto la fabbrica non nei pressi dei corsi d'acqua ma nelle città cioè nei luoghi dove si poteva approfittare della vicinanza dei mercati e soprattutto si poteva approfittare di un ampia
disponibilità di manodopera prima di proseguire nel nostro itinerario di parlare dello sviluppo dell'industria siderurgica crediamo un breve filmato che ci spiega come funziona una macchina a vapore prima di cominciare però un'avvertenza sentirete pronunciare il nome del primo inventore francese papa invece non è così la corretta pronuncia ed eni papa [Musica] la storia della macchina a vapore inizia nel 1690 con gli studi del fisico francese denis papam papam intuì la possibilità di convertire l'energia termica in energia meccanica utilizzando il vapore il suo prototipo era molto semplice è piuttosto rudimentale assomigliava più a una pentola a pressione
che ha una macchina un cilindro pieno d'acqua veniva scaldato e si otteneva una forte spinta data dal vapore in espansione questa spinta sollevava un pistone e quando il pistone era arrivato a fine corsa la fonte di calore veniva tolta per farlo ridiscendere la macchina di papà era lenta e inefficiente ma fu la prima a funzionare realmente ea trovare qualche applicazione pratica soprattutto per l'attivazione di pompe idrauliche un sostanziale miglioramento all'invenzione di papà arrivò nel 1712 grazie alle intuizioni di un fabbro inglese thomas newcomen newcomen capì che la macchina di papà non era efficiente perché il
rientro del pistone era lento e laborioso penso allora due modifiche importanti aggiunse un contrappeso esterno un po come avviene oggi per gli ascensori e poi applicò una valvola di fine corsa che faceva entrare un certo d'acqua nel cilindro raffreddandolo bruscamente questa diminuzione di temperatura faceva condensare il vapore e permetteva un rapido abbassamento del pistone [Musica] quando si diffuse la macchina di newcomen lo scozzese james swat era un bambino affascinato e incuriosito dalla meccanica i suoi studi culminarono negli anni settanta del settecento quando presentò una serie di modifiche decisive alla macchina di newcomen nasceva allora la
prima vera macchina a vapore dell'era moderna per prima cosa what risolse il problema delle di espressioni di vapore che si verificavano nel continuo alternarsi di riscaldamenti e raffreddamenti le dispersioni erano un grave problema per che causavano cali di pressione all'interno del cilindro prendendo la macchina molto meno efficiente what trovò una soluzione bisognava costruire una camera di condensazione separata in secondo luogo what introduce un miglioramento per convertire il moto alternato del pistone in un moto circolare continuo l'energia cinetica rotatoria era molto più spendibile per che poteva essere facilmente trasmessa da sistemi come cinghie e ingranaggi il
meccanismo è tanto semplice quanto geniale si chiama sistema biella manovella e consiste in un braccio di collegamento tra il pistone è il volano la macchina di what si rivelò molto versatile e trovò presto applicazioni in diversi settori come quello tessile siderurgico cruciali per l'economia del tempo tanto da essere considerata il vero motore della rivoluzione industriale fu impiegate infatti a filatoi ea telai a vapore e nelle miniere per l'estrazione di materie prime per alimentare la macchina di what occorreva però molto combustibile lo si trovò nel carbone fossile i cui giacimenti erano noti all'uomo fin dall'antichità la
combustione del carbone e altamente inquinante ma all'epoca della rivoluzione industriale non si aveva nessuna coscienza dell'inquinamento la stessa macchina a vapore si rivelò fondamentale per l'estrazione del carbone perché permetteva di pompare qualche allagava le miniere e offriva l'energia per far risalire i carboni e superficie nel giro di pochi anni la macchina di water rivoluzionò anche l'ambito dei trasporti con l'invenzione dei battelli a vapore e delle prime locomotive per il trasporto ferroviario il mondo diventava così un po più piccolo raggiungere luoghi lontani incontrare persone scambiare beni di ogni tipo diventava più facile e veloce i due
settori dell'industria britannica che vennero più coinvolti nella rivoluzione industriale furono come abbiamo visto l'industria tessile ma anche l'industria siderurgica cioè quella del ferro e dei suoi derivati è di questa ultima industria che adesso parleremo in maniera un po più approfondita in gran bretagna esistevano molti giacimenti di minerali ferrosi che però non erano di ottima qualità per chi erano ricchi di scorie per questo motivo si importavano grandi quantitativi di ferro pregiato dall'estero in particolare dalla svezia tuttavia all'inizio del settecento la tecnica diffusione negli altiforni si era molto evoluta e anche dai minerali inglesi si erano potute
ottenere delle leghe migliori in precedenza per fondere il ferro si era usato il carbone di legna carbone di legna oltre a essere estremamente costoso in quel periodo stava anche diventando sempre più difficile da reperire a causa della progressiva riduzione delle foreste determinata dall'incremento demografico e dall'aumento delle terre coltivabili quindi al posto del carbone di legna si era cominciato ad utilizzare come combustibile dapprima il carbon fossile una materia prima molto abbondante nel sottosuolo dell'isola ma poi a partire dall'inizio del 1700 e precisamente dal 1709 il fonditore abraham darvi esperimento un metodo che serviva per purificare il
carbon fossile e trasformarlo in quello che viene chiamato ancora oggi il coc unendo la giusta miscela dico ai minerali ferrosi era stato così possibile produrre una ghisa di discreta qualità ora io so per esperienza che non tutti voi sapete che cosa sia la ghisa quindi adesso vi mostro alcuni oggetti che sicuramente conoscete e che sono appunto fatti di questo materiale ecco qua credo che tutti abbiate visto abbiate in qualche modo avuto contatto con questo oggetto i pesi che si mettono sui bilancieri in palestra tra questi sono fatti proprio di ghisa che è una lega di
ferro e di carbonio che si ottiene grazie all'uso degli altiforni ma torniamo al nostro libro e parliamo proprio degli altiforni infatti il procedimento per ottenere la ghisa fu perfezionato nel 1784 quando henry court mise appunto il forno di pu dell'aggio il pù dell'aggio sarebbe una tecnica di affinazione della ghisa ottenuta tramite l'eliminazione delle scorie e il rimescolamento continuo della massa fusa il forno di pur dell'aggio si usa ancora oggi ed è appunto l'ulti forno per darvi un'idea di come funzionava questo forno di pu dell'aggio adesso vi faccio vedere un altro video che appunto velo e
illustra in maniera piuttosto chiara anche se ovviamente si tratta di un altoforno moderno e non di uno del 1700 nel centro siderurgico un nastro trasportatore provvede a trasportare le materie prime costituite da minerale di ferro carbon coke e fondenti alla sommità dell'altoforno costituito da un gigantesco recipiente cilindrico alto fino a 80 metri l'esterno dell'altoforno è in acciaio l'interno è rivestito di mattoni refrattari in grado di resistere a temperature elevatissime questi materiali vengono immessi nell'altoforno tramite una valvola formata da due campane che impedisce di far uscire i gas caldissimi all'esterno una volta caricato è innescata la
combustione nel crogiolo alla base dell'altoforno che può avere un diametro di 8 metri la temperatura può raggiungere i 1900 gradi centigradi il carbon coke e i minerali di ferro all'interno fondono formando una massaferro carbonica detta ghisa madre per mantenere attiva la combustione una serie di ugelli immette aria caldissima in parte recuperata dai gas di scarico quattro volte al giorno la ghisa liquida che si raccoglie nel crogiolo viene fatta colare in un carro siluro e trasportata nella macchina per la formazione dei pani di ghisa o direttamente nella vicina acciaieria per la trasformazione in acciaio dalla zona
più alta del crogiolo in altri carri siluro a intervalli regolari vengono raccolte le scorie o lobby che galleggiano sulla massa fusa di ghisa i tubi di scarico posti sulla sommità dell'altoforno che salgono oltre 100 metri raccolgono i gas della combustione e li convogliano in un impianto per il recupero delle ceneri e in torri per il recupero del calore e del gas ancora combustibili questi gas vengono poi immessi nuovamente nel crogiolo per mantenere attiva la combustione questo processo una volta innescato dura a ciclo continuo per circa 10 anni raramente l'altoforno viene ristrutturato quando il materiale refrattario
inizia a sgretolarsi l'altoforno viene spento lasciato raffreddare e dismesso eliminate le scorie dal materiale eliminate le scorie dalla ghisa quello che rimaneva era un materiale più resistente e malleabile che si poteva anche lavorare in lamine o barre usate poi come materiale da costruzione per esempio per realizzare ponti o in seguito ferrovie oppure anche per realizzare grandi macchinari industriali bene e con questo noi abbiamo concluso io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima lezione