Buongiorno a tutti Benvenuti alla terza lezione del nostro corso di storia medievale che sarà dedicata al regno di Giustiniano il grande imperatore d'Oriente che è un po' l'ultimo imperatore d'Oriente che dalla nostra prospettiva di storia medievale dell'Europa occidentale si studia a scuola e dedicata anche a inquadrare la situazione dell'impero bizantino in questi primi secoli del Medioevo vale a dire fra il sesto e l'ottavo secolo perché non ci dobbiamo mai dimenticare che dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente del 476 la storia dell'Impero romano d'Oriente quindi eredita la pluri millenaria storia di Roma proseguirà ancora per un
millennio cadendo quindi solamente sotto la pressione dei Turchi ottomani nel 1453 Ma la complessa vicenda del impero d'Oriente sarà una vicenda fatta più di bassiche di alti potremmo dire con alcuni significativi di ritornare di riprendersi Un posto al sole nel bacino del Mediterraneo Ma alla fine schiacciato e perdendo pezzi sotto la spinta islamica a partire dal Settimo secolo Ma andiamo con ordine e vediamo alla figura chiave dell'imperatore Giustiniano che è regnò fra i 527 e i 565 siamo quindi intorno alla parte centrale del sesto secolo e Giustiniano è così famoso e ancora studiato nelle nostre
scuole benché le strade dell'impero d'Oriente ormai di Vergano considerevolmente rispetto alla storia della civiltà occidentale perché in qualche modo Giustiniano influenza la storia dell'Occidente e della civiltà occidentale questo lo fanno tanto per la sua impresa militare che è uno dei motivi per cui ha ricordato la cosiddetta guerra greco-gotica che vedremo il tentativo dell'impero d'Oriente di riconquistare il territorio dell'Impero d'Occidente e ma anzi potremmo dire soprattutto per il lavoro che Giustiniano fa di sistemazione complessiva del diritto romano quindi il Corpus civilis di cui parleremo nella lezione che è ancora studiato oggi e che tutti gli studenti
di giurisprudenza sanno che uno dei primi esami fondamentali del corso di laurea giurisprudenza il diritto romano il diritto romano noi ne siamo a conoscenza Grazie soprattutto Oltre ovviamente alle relazioni epigrafica le fonti e altri tipi di fonti ma soprattutto per questo grandissimo lavoro di sistemazione di codificazione che è fatto da Giustiniano nel sesto secolo Ma andiamo con ordine perché Giustiniano fu un imperatore intransigente da un punto di vista anche religioso l'idea che dominava nella testa di Giustiniano era quella tradizionale dell'Impero Romano come di un dominio universale e quindi un dominio universale doveva riconquistare sicuramente i
territori perduti dall'impero per ristabilire l'unità territoriale originaria dell'Impero Romano ma doveva anche mettere in campo di Per quanto riguarda la politica interna così ricercare quindi l'unità dello stato e in epoca alto medievale come quella in cui ormai e ci siamo calati questa unità era data soprattutto da un'unità religiosa abbiamo visto già dal corso di storia romana quando l'impero si cristianizza a partire dal terzo quarto secolo sempre di più che il cristianesimo anche dopo l'intervento Imperiale di Costantino che cerca di dargli un'unità all'interno del credo Niscemi in realtà è diviso fra diverse correnti e abbiamo parlato
soprattutto di quella Ariana che non riconosceva In pratica la divinità del figlio e che comunque aveva problemi nel interpretare da un punto di vista monoteistico la trinità e invece i cadono i ceno che aveva dato una sistemazione filosofica ispirandosi anche alle Teorie e alla dottrina neoplatonica della Trinità come all'interno di una fede monoteista e quindi Giustiniano si spende in favore della chiesa e della fede dell'Unità della fede rafforzando il potere dei Vescovi in cui vennero affidate anche prerogative di controllo sulla corruzione dell'apparato burocratico quindi prerogative di amministrazione civile quindi non è solo nell'Impero d'Oriente che
i vescovi assumono questo tipo di prerogativa abbiamo detto Scusate nell'Impero d'occidente che i vescovi assumono questo tipo di prerogativa abbiamo detto nella precedente lezione che dove al posto delle autorità amministrativa esecutiva governativa dell'Impero Romano d'Occidente sono i vescovi ad ereditare queste funzioni nell'Impero Romano d'Oriente il potere politico quindi il vertice del potere politico che controlla di fatto i vescovi non sparirà mai di conseguenza avremo una chiesa d'Oriente che intraprenderà un cammino che la vedrà sempre sottoposta al potere politico lo vediamo ancora oggi Se pensate ai rapporti alle dichiarazioni del Patriarca di mosca kiril che sono
sempre in favore favorevoli alla politica di Putin anche da un punto di vista di giustificazione dell'intervento militare in Ucraina e di conseguenza questo è un chiaro segno della sottomissione della chiesa al potere governativo di un paese questo questa particolare caratteristica della chiesa d'Oriente si sviluppa proprio perché a differenza del territorio occidentale nel quale poter potere politico sparisce e quindi queste prerogative sono esercitate in modo autonomo dai Vescovi in Oriente questo non succede mai E difatti è il potere politico supremo quindi è l'imperatore che decide di rafforzare il potere dei Vescovi e gli così concede prerogative
anche da un punto di vista Amministrativo Per il resto Giustiniano si pone come garante dell'ortodossia religiosa quindi della difesa del cane del miceno da qualsiasi altro tipo di dottrina Cristiana che viene duramente attaccata vengono attaccate tutte le altre dottrine quindi che potremmo definire dottrine ereticali la parola eresia diciamolo subito capire scelta quindi scelte diverse da quelle dell'ortodossia Questo è il significato della parola eresia vengono duramente attaccate così come Giustiniano si scaglia in questo caso con vere e proprie persecuzioni contro gli ultimi residui paganesimo che ancora si potevano trovare all'interno del territorio imperiale ad esempio è
molto significativo il fatto che fu Giustiniano a chiudere definitivamente la scuola neoplatonica di Atene quindi la filosofia tutto da quel patrimonio potremmo dire filosofico pagano ormai o è confluito o confluisce all'interno della filosofia cristiana oppure non ha più uno spazio perché non è più tollerato da un punto di vista poi di amministrazione dell'impero Giustiniano tentò di porro un freno agli abusi sistematici perpetrati dei grandi proprietari terrieri che provocando La fuga dei contadini verso le città avevano alimentato un brigantaggio che era ormai endemico Quindi vedete come anche l'impero d'Oriente pur reggendo è comunque in grandissima sofferenza
da un punto di vista di amministrazione del territorio tanto per quanto riguarda la tutela delle vie di comunicazione quanto per la tutela dell'ordine pubblico giusiano quindi un po' ispirando si potremmo dire a quella stessa idea di governo che era stata di Diocleziano di Costantino Rafforzò quindi la rete dei funzionari statali per rinsaldare il controllo del governo sul terzo territorio una però abbiamo accennato in precedenza delle opere giustinianee per la quale è ricordato la principale opera per la quale Noi ricordiamo Giustiniano e per le quali la cultura giuridica occidentale è ancora oggi debitrice verso l'imperatore Giustiniano
è la sistemazione del diritto romano che portò alla redazione di un nuovo codice dal titolo Corpus Iuris civili cioè corpo del diritto civile quindi sul mandato Imperiale tra il 528 e il 534 una commissione presieduta del grandissimo giurista Triboniano selezionò e riordinò l'ingentissima massa di norme e di pareri giuridici che si erano accumulate nei secoli spesso in modo ripetitivo e talvolta contraddittorio Quindi immaginatevi questa Mole anche qua potremmo averne una certa esperienza chi di noi ha avuto a che fare con i Meandri della burocrazia delle leggi italiane è una situazione ancora più estrema quella dell'impero
d'Oriente perché si erano ormai accumulate secoli e secoli di norme e di commenti giuridici a queste leggi che ogni tanto addirittura erano in contraddizione una legge o l'altra di conseguenza era proprio una necessità quella di semplificare di nuovo per utilizzare un termine contemporaneo Il diritto è sistematizzarlo in modo che ovviamente non potessero sorgere delle controversie E tutto questo lavoro immane lavoro da il così da vita a un codice articolato in quattro collezioni Il primo era il codice giustinianus è una raccolta in latino e anche qua significativo richiamo la lingua Perché Giustiniano si vuole quindi connettere
alla tradizione alla storia dell'Impero romano perché noi sappiamo che l'impero d'Oriente che aveva ormai preso Appunto una strada tutta sua nell'Impero d'Oriente si parlava in greco non si parlava in latino soprattutto fra le persone colte di conseguenza è significativo il fatto che Giustiniano abbia ordinato di redarre questo codice invece in latino quindi si tratta del codix giustinianus di 12 libri delle leggi degli Imperatori che si erano succeduti da Adriano a Giustiniano quindi dalla metà del secondo secolo In pratica fino al sesto secolo sono quasi 400 anni di leggi Imperiali che vengono quindi sistematizzate all'interno di
questi 12 libri avevamo poi il digesto al digesta o pandette che era la raccolta invece in 50 libri sempre in latino degli urah vale a dire quindi dei pareri e delle interpretazioni dei Giuristi su quelle stesse leggi che erano state raccolte invece nel volume precedente il terzo era poi le istituziones vale a dire un trattato sempre in latino sui fondamenti del diritto romano che era destinata all'insegnamento quindi immaginate la portata e l'importanza storica di un testo del genere perché il diritto la concezione stessa del diritto della civiltà occidentale si basa sul diritto romano è il
motivo per cui si studia ancora me le facoltà di giurisprudenza quindi questo volume di Giustiniano che in cui viene spiegato il fondamento il principio del diritto assume assunto nel corso dei secoli una portata straordinaria avevamo poi in conclusione le novelle constituzioni che erano una raccolta che invece era prevalentemente in greco e le leggi emanate da Giustiniano stesso a partire dal 534 fino alla sua morte nel 564-65 Però le ultime novelle fanno riferimento al 564 questa imponente operazioni giuridica fu ispirata come abbiamo detto dall'ideale di universalità tipico della tradizione imperiale romana il Corpus rappresentò Quindi potremmo
dire l'ultimo tentativo di restaurazione della autorità giuridica Imperiale sull'oriente sull'occidente perché anche quando parzialmente l'occidente verrà riconquistato da Giustiniano questo le norme giuridiche dell'impero d'Oriente verranno estese anche all'occidente ma andiamo di nuovo con ordine perché i corrispettivo in politica estera di questa pretesa di universalità e di unità maggior parte di Giustiniano fu il tentativo di riprendere il territorio dell'impero romano d'Occidente che era ormai diviso come abbiamo visto nella relazione precedente nei diversi regni romano barbarici la campagna militare organizzata da Giustiniano si Diresse prima verso l'Africa che era giustamente considerato il regno più debole e margovernato
dai barbari e infatti i vandali vengono sconfitti e sottomessi fra il 534 e il 50035 Quindi nel primo anno di campagna Giustiniano può essere assolutamente soddisfatto degli sforzi fatti perché parliamo di sforzi da un punto di vista finanziario e militare di mettere insieme un esercito tale che potesse addirittura pretendere di riconquistare l'occidente ce lo ricordiamo per le ultime lezioni della storia romana quanto l'esercito Imperiale d'occidente era stato in balia dei Barbari ed era sia ritrovato impossibilitato a contrastarli quindi l'impresa militare tentata Giustiniano richiede realtà delle risorse notevolissime dall'Africa poi l'azione dell'esercito bizantino si sarebbe spostata
in due direzioni uno verso la penisola iberica contro i Visigoti e l'altro verso L'Italia che era in mano agli Ostrogoti ma in preda in questo momento alla confusione per la successione al potere del defunto re Teodorico siamo nel 535 Teodorico è morto nel 526 e aveva lasciato il regno ostrogoto però nella confusione dell'incertezza della successione al potere quindi era una situazione nella quale il regno era estremamente vulnerabile potremmo dire quindi il momento giusto anche in questo caso per attaccare e nella penisola iberica però il regno di sigoto che abbiamo visto nella precedente lezione essere uno
di quelli nei quali si era realizzata il maggior grado di integrazione fra l'elite romana e l'elite barbarica che era anche Benedetta Dalla Chiesa Dalla Chiesa della penisola iberica perché anche in questo caso qua c'era uno strettissimo legame fra le autorità visigota e la chiesa ed ecco che quindi in questo caso l'esercito bizantino non riesce a Riconquistare la penisola iberica se effettuiamo questa piccola parte meridionale che potrà andare dallo stretto di Gibilterra a Cartagena come potete vedere è nella cartina però il regno visigoto invece tiene botta e quindi non viene riconquistato Per quanto riguarda invece l'Italia
qui va in scena il conflitto che è chiamato dagli storici guerra greco gotica che dilangnò letteralmente la penisola per quasi un ventennio parliamo del ventennio compreso fra il 535 e il 553 sono 18 anni i quali la penisola vendesi infine riconquistata dai Bizantini e quindi tornò a far parte seppur per un breve periodo dell'epoca Romano segnando anche la contestuale fine della dominazione ostrogota Ma la società della penisola italiana e il territorio della penisola italica vennero colpiti duramente tanto nei patrimoni fondiari quanto nella popolazione stessa che venne decimata sotto i colpi della guerra delle carestie e
della pestilenza e quindi se noi andiamo a vedere l'evoluzione demografica della penisola italiana potremmo vedere con grande evidenza come questo conflitto provocò un crollo della demografia italiana che all'inizio del terzo secolo quindi parliamo del momento di Massimo fulgore del impero romano e soprattutto della parte occidentale dell'Impero Romano gli si stima i demografi stimano che la popolazione della penisola fosse più o meno intorno agli 8 milioni e mezzo di persone da qui però era iniziato un declino che abbiamo già sottolineato tante volte anche per quanto riguardava la storia romana quindi già dal III secolo e all'inizio
del quarto quindi siamo nel 300 Si contavano però ancora 8 milioni di persone che scese a 7,7 all'inizio del quinto 6,2 all'inizio del sesto vedete come una decrescita Democratica che progressivamente accelera e così Però all'inizio del sesto secolo e quindi siamo nel momento in cui la guerra greco-gotica è appena conclusa e o meglio si è conclusa Da qualche decennio e però è anche subentrata l'invasione Longobarda che vedremo in seguito che avviene Nella seconda metà del sesto secolo Ecco che il la popolazione italiana si trova ad essere intorno ai 4 milioni quindi è comunque la metà
di quando era diciamo il suo Massimo splendore l'impero romano e soprattutto è circa 3 milioni di persone in meno nell'arco di 150 anni che è il dato più significativo che fa sostenere gli storici che tanto la guerra greco-gotica quanto poi l'inizio della dominazione Longobarda abbiano rappresentato quello che alcuni considerano il vero e proprio inizio del Medioevo Per quanto riguarda la penisola italiana nel senso che nonostante l'instaurazione dei regni romano barbarici nonostante la contrazione Democratica nonostante la crisi economica nonostante la crisi militare il la popolazione No il fatto che la popolazione non fosse decrescente in modo
così drammatico fanno pensare che appunto non fosse stato questo passaggio così drammatico mentre invece è effettivamente drammatica sia la guerra greco-gotica che appunto il successivo periodo dell'invasione Longobarda Quindi ad altissimo prezzo potremmo dire Giustiniano riuscì a ristabilire il dominio Romano sulla penisola italiana che così nel 554 un anno dopo Quindi la fine di questo terribile guerra la drammatica sanzione sancì estensione la penisola italica della legislazione copertina l'Italia venne riorganizzata in circoscrizioni territoriali e venne mantenuta la separazione fra amministrazione civile e amministrazione militare il problema Però di questo programma di così ampio respiro di questa pretesa
di universalità messa in atto da Giustiniano era evidente e sarebbe stato evidente a partire dal Regno dei suoi successori che non avrebbero avuto le risorse finanziarie e demografiche per governare stabilmente l'intero spazio del Mediterraneo centro-rientale che erano riusciti nuovamente a riportare sotto il controllo Romano e così già nel 592 avvenne il primo assestamento degli slavi della popolazione degli slavi nei Balcani Balcani che erano controllati a quell'epoca dall'impero romano d'Oriente che però non riesce a impedire in alcun modo che appunto gli slavi si stabiliscano nel territorio Inoltre ogni enclave bizantine presente nel sud della penisola iberica
venne definitivamente abbandonato a partire dal 629 la conquista poi Longobarda dell'Italia anche qua di cui parleremo nella prossima lezione darà poi anche qui un colpo durissimo alla dominazione Bizantina che verrà poi semplicemente localizzata in un territorio compreso fra Lazio e la Romagna il cosiddetto esarcato però sono tutti avvenimenti questi compresi fra la fine del sesto secolo all'inizio del VII secolo che sanciscono definitivamente ormai se ce ne fosse stato ancora bisogno il definitivo spostamento delle vestigia dell'Impero Romano A oriente mentre a Occidente non ci sarà quindi più spazio per alcun tentativo di restaurazione Romana nel territorio
ma anche Oriente per rimanere sul Impero bizantino e capire un po' Quali sono le vicende di questo di questa parte del del mondo Ecco che abbiamo dei problemi seri anche qua perché le vittorie dell'imperatore Eraclio che governò all'inizio del settimo secolo fra 610 e 641 contro i Persiani fra il 626 E 630 si rivelarono effimere perché l'evento che sconvolse potremmo dire il mondo fu la fondazione Nella penisola arabica fra la Mecca e Medina della religione islamica Perché la religione islamica che lo vedremo non comportano contempla una divisione farà sfera religiosa sfera civile darà il vita
darà vita immediatamente ad un'espansione che sconvolgerà l'intero bacino del Mediterraneo Sud orientale potremmo dire con Però anche l'invasione e l'occupazione della penisola iberica e quindi a farne le spese però di questa espansione musulmana Sarà ovviamente i territori dell'Impero romano d'Oriente che a partire quindi dal Settimo secolo perderà notevoli pezzi perché già fra il 632 e 634 l'impero romano d'oriente perderà la Siria e la Palestina la Mesopotamia fra i 639 e 640 Guardate la velocità di questa espansione Mesopotamia Armenia fa il 39 e il 40 entro il 645 cadrà l'Egitto e successivamente immediatamente il nordafrica quindi
nel breve volgere di un secolo fra il governo di Giustiniano che l'avanzata araba quindi fra la metà del sesto secolo la metà del VII secolo potremmo dire che l'impero romano d'oriente si ridusse ad essere una potenza regionale gravitando ormai sul mare Egeo e sulla penisola anatolica nella prima metà del settimo secolo quindi dall'età di Eraclio avvenne il definitivo passaggio potremmo dire per così mettere una bandierina di periodizzazione che avviene quindi il definitivo passaggio fra l'età tardo Antica dell'impero e quella che definiamo proprio ovviamente Bizantina perché anche da un punto di vista di tradizione linguistica tradizione
giuridica tradizione filosofica il così pensiero sarà un pensiero Greco orientale l'imperatore ad esempio viene comincia ad essere definito con il termine di Basileus che era il termine della lingua greca con il quale si identifica in Sovrano però dobbiamo anche dire che questo aprì un periodo molto lungo nel quale l'impero venne così sconvolto da un continuo stato di guerra il quale quindi le funzioni militari un po' come era stata nella crisi dell'impero romano d'Occidente acquisirono sempre più preminenza di pari passo con un indebolimento del potere centrale e una accentuazione delle autonomie locali anche in questa parte
del mondo Quindi potremmo dire che questa è una caratteristica abbastanza comune accentuazione delle autonomie locali alla epoca medievale cioè debolezza del portale centrale e grande autonomia locali ora le due cose Però fra l'occidente e l'oriente assumeranno caratteristiche profondamente diverse perché in Oriente per quanto debole un'autorità politica fino al 1453 quindi fino alla fine quindi per tutto il medioevo comunque rimarrà Mentre in occidente vivremo diverse fasi dei quali addirittura quelle le autonomie locali diventeranno veri e propri piccoli poteri indipendenti quindi sono due storie diverse accomunate Però dalla assenza di un forte governo centrale l'Impero Bizantino verrà
poi ridefinito riorganizzato in nuove unità amministrative chiamate temata che erano comandate da uno stratego anche qua utilizzando L'Antico termine che veniva già utilizzato per designare i comandi militari nella Grecia delle poleis in questo caso nell'orbita Bizantina questo comando dello stratego è però sia militare che civile si verificò contemporaneamente una decentralizzazione dell'esercito che era sempre più composto da milizi e locali Quindi anche in questo caso vedete come debolezza del potere centrale accentuazione dell'Autonomia locali che vediamo anche nel settore militare dove queste Milizie locali venivano ricompensate per il loro servizio con piccoli appezzamenti di terra si creava
quindi la figura del Contadino soldato che cessava in qualche modo di essere un peso per lo stato perché poteva poi coltivare veniva ricompensato quindi non tanto Grazie allo stipendio il mantenimento ma con il conferimento di un piccolo Podere nei luoghi dove lui svolgeva il servizio militare con il quale quindi si poteva mantenere viene quindi creato un piccolo ceto e di proprietà literieri quindi riescono a sgravare un po' il peso finanziario dell'esercito Imperiale a fronte dello spopolamento dell'abbandono delle città crebbe poi il peso della società generale anche da questa parte quindi non sono in Occidente dove
i villaggi divennero l'unità di base per il prelievo fiscale che però ancora esiste differenze invece rispetto all'occidente dove Dal sesto secolo non parliamo più di prelievo fiscale l'unica città che rimase in qualche modo demograficamente politicamente socialmente fondamentale fu Costantinopoli che raggiunse in questo periodo il mezzo milione di abitanti quindi intorno ai 500.000 abitanti nel 678 però la stessa Costantinopoli venne assediata dagli arabi quindi pensate anche qua a che espansione repentina quando nello stesso momento riesce ad attaccare e occupare la penisola iberica è assediare Costantinopoli mentre poi nel 681 I Bulgari crearono proprio Stato indipendente nei
Balcani di cui vedete anche qua la l'evidenziatore nella cartina gli anni successivi A fronte della perdita degli ultimi avamposti Bizantini in Africa del Nord si spalancò poi per gli arabi Quindi l'avanzata verso la penisola iberica ma visto che abbiamo accennato ai Bulgari cerchiamo di spendere così due parole su gli slavi di cui Bulgari appunto fanno parte gli slavi erano quindi una popolazione barbarica che proveniva dalle pianure a nord dei Carpazi e avevano iniziato un così lungo tragitto migratorio A fronte della spinta alle spalle da parte degli Unni che abbiamo visto anche qua nelle ultime due
lezioni della storia romana che arrivano nel V secolo poi fino alle porte dell'impero scatenando tutto ciò che scatenarono Fatto sta che quindi sotto la scritta degli Unni nel corso del sesto secolo gli slavi si stabilirono si insediarono nel territorio dei Balcani erano organizzati in villaggi e quindi non in uno stato unitario ed erano però una popolazione meno bellicosa rispetto a quella dei germani nel 626 quindi all'inizio del settimo secolo erano stati comandati degli avari con i quali andarono addirittura ad insegnare Costantinopoli successivamente però l'etnia Slava venne inquadrata politicamente dalla dai Bulgari Quindi da una particolare
tribù da un aspetto un po' come avevano fatto i Franchi nell'Impero d'occidente che erano riusciti ad emergere no all'interno di un contesto etnico composito anche in questo caso dobbiamo immaginarci gli slavi come un insieme di tribù organizzati in villaggi separati che vengono possono essere così controllati politicamente dall'emergere di una particolare tribù tocca prima agli avari quindi nella prima metà del settimo secolo mentre nella seconda metà del VII secolo questa leadership del Popolo slavo sarà assunta dai Bulgari che costituiranno a partire dal 681 quindi dalla fine del VII secolo un regno indipendente nel corso del Passo
Danubio che è quello che vi ho fatto vedere nella slide precedente nel corso dell'ottavo secolo questo regno degli slavi che potremmo dire orientali si espanse verso la Pannonia riportando alcune vittorie significative contro l'esercito bizantino Costantinopoli quindi preso atto che la presenza dei bulgari era ormai e degli slavi erano ormai inevitabile diede il via ad una vasta campagna di evangelizzazione perché come Vedremo di fronte alla difficoltà all'agonia che arrivava dalla perdita di territori per l'Impero Bizantino l'unità che veniva sognata agognata da Giustiniano veniva in qualche modo mantenuta dalla chiesa di conseguenza quando Costantinopoli si rende conto
che non può sconfiggere gli slavi Ecco che dà il via ad una Intesa campagna di evangelizzazione per cristianizzare appunto gli slavi il re bulgaro Boris ad esempio si convertì nell'864-865 quindi siamo nella seconda metà del IX secolo ma decisiva in termini di cristianizzazione degli slavi fu l'opera dei monaci che giustamente vengono Ricordati Cirillo e metodio che ben tradussero la Bibbia in slavo elaborando in questo caso il nuovo alfabeto che è detto appunto l'alfabeto cirillico che viene ancora utilizzato Ad esempio in Russia che è un alfabeto che deriva i suoi caratteri dal greco e con il
quale appunto Cirillo tradusse la Bibbia in slavo per evangelizzare i barbari degli slavi occidentali che possiamo identificare con croati sloveni boemi morali slovacchi e polacchi furono invece cristianizzati da missionari legati ai Franchi alla chiesa di Roma quindi questa differenza di cristianizzazione avrebbe mantenuto gli ambientali che oltre ai Bulgari erano i serbi i macedoni gli ucraini e successivamente i russi nell'orbita nella quale si trovano ancora oggi Vale a dire nell'orbita della chiesa di Costantinopoli pensiamo invece alla Polonia come A1 degli Stati più cattolici e se no lo stato più cattolico al mondo e quindi anche qua
una differenziazione che noi con ancora tocchiamo con mano nella nostra contemporaneità che prende le mosse appunto dall'inizio dell'epoca medievale quindi in questa situazione complessiva dell'impero bizantino l'abbiamo accennato solamente il cristianesimo si dimostrò una forza sufficientemente grande per rappresentare l'unità dello stato bizantino e la centralità del Cristianesimo fu tale che una disputa dottrinale Si trasformò all'interno di all'interno di questo contesto in una disputa politica che travagliò a lungo la vita dell'impero bizantino perché nel 726 Quindi prima metà dell'ottavo secolo l'imperatore Leone III proibì la venerazione delle immagini sacre aderendo al movimento che si chiamava iconoclasta che
considerava idolatrico il culto delle immagini e predicava la sua distruzione da un punto di vista politico Perché noi dobbiamo abbiamo sempre l'obbligo di capire qual è il senso politico di una di un provvedimento religioso da un punto di vista politico si trattava di indebolire il potere dei monasteri che e quindi l'indipendenza e l'autonomia ricordate sempre quello che abbiamo detto prima Cioè il fatto che anche nel territorio dell'impero romano d'oriente La debolezza del potere centrale si dovesse confrontare con una accresciuta tasso di autonomia locali fra questa autonomia locali molto potere avevano i monasteri che sul culto
delle immagini sacre fondavano la propria presa sulla popolazione quindi l'autorità politica dell'impero e anche qua immaginate capite cercate di capire anche questo fatto è stato l'imperatore a dare il via a la lotta iconoclasta non è stato il patriarca di Costantinopoli quindi di nuovo territorio d'Oriente è l'imperatore che decide la politica religiosa e quindi la confisca delle proprietà dei monasteri avrebbe consentito all'Impero di ricavare un piccolo Tesoretto da utilizzare per ricompensare i soldati soprattutto però la lotta iconoclastica mirava compattare il fronte e l'identità Cristiana dello stato di fronte alla minaccia islamica non ci dobbiamo Dimenticare questo
fattore fondamentale la Chiesa di Roma è con lei le sedi episcopali delle regioni italiane che erano ancora controllate organizzativi l'esarcato non accettarono non aderirono a questa impostazione iconoclasta e quindi si determinò ancora di più una separazione che da questo momento potremmo definire irreversibile di allontanamento fra il cristianesimo occidentale e quello orientale la lotta iconoclasta aveva il proprio fondamento concettuale nella riproposizione sotto nuove forme delle dispute dottrinali filosofiche e teologiche tipiche dei primi secoli del Cristianesimo Perché qual era il punto Il punto è che veniva negata la possibilità di rappresentare il divino anche in conseguenza dell'influenza
esercitata in questa zona del mondo dall'ebraismo ma soprattutto dall'islam che sono che sono due religioni che negano la possibilità di rappresentare l'elemento Divino perché è l'elemento Divino eccede la capacità razionale umana di conseguenza non verbo essere rappresentato di conseguenza ogni tentativo dell'uomo di rappresentare visivamente attraverso immagini il divino è di per sé un atto di blasfemia Perché non si può fare e questo è il concetto nel quale sul quale si fonda la lotta iconoclasta dell'ottavo secolo nell'Impero bizantino e così gli iconoduli che in greco significa coloro che adorano le immagini ritenevano invece di poter compiere
le rappresentazioni Le Divine in virtù del fatto che Cristo si era incarnato di conseguenza Dio aveva stabilito per i cristiani un legame diretto Cioè se Dio può farsi carne in conseguenza di ciò noi umani abbiamo la possibilità di comprenderlo e se noi abbiamo la possibilità di comprendere abbiamo la possibilità di rappresentarlo Ed ecco che quindi Queste erano le due posizioni Tuttavia come vedete anche le immagini la distruzione di reperti che oggi definiremo anche di importanza artistica e straordinaria fu notevole nel orbita di Costantinopoli vedete anche sotto ad esempio questo affresco della chiesa nella quale sono
state portate via cancellate e cancellati i volti dei personaggi rappresentati e di conseguenza si dice fisico si conclude in questo modo questo nostro piccolo escursus sul mondo del impero d'Oriente che ritroveremo l'inizio della prossima lezione Quando si dimostrerà incapace di mantenere le conquiste tanto duramente portate a casa della penisola italica nella prima metà del sesto secolo e quando si affaccerà al territorio italiano la nuova migrazione della popolazione dei Longobardi e quindi ci vediamo alla prossima lezione Mirò Chi di voi volesse rimanere aggiornato con le prossime uscite può iscriversi al canale Un saluto ciao a tutti