[Applauso] i ringraziamenti non saprei da che parte cominciare e quindi li vi tralascio perché sarebbero troppi sarebbero tanti a cominciare dal ministro che per la prima volta un ministro da che io memoria è venuto in una giornata come questa a tutte le autorità ma il mio ringraziamento principale va gli insegnanti gli insegnanti tanti Insegnanti che ho incontrato in questi anni a quegli insegnanti che hanno preso come una missione il loro insegnamento e che per quello oggi tanti ragazzi sono qui e tanti ragazzi son venuti altre volte sempre accompagnati da chi li guida da qui li
guida non solo per quello che è lo studio che pure molto importante ma li guida a diventare cittadine e cittadini e quindi ringrazio molto moltissimo gli insegnanti e poi invece a Voi ragazzi una volta di più mi rivolgo a voi come una nonna perché io dopo tanti tanti anni di silenzio 45 dopo i fatti di cui sono stata testimone vittime e di cui credevo che non sarei stata mai capace di parlare di trovare le parole di trovare il modo per avvicinarvi 1x1 voi di cui cerco di guardare gli occhi l'espressione l'atteggiamento e trovare le parole
la forza di completare quel pensiero che mi aveva Tormentato per anni anche con la consapevolezza di non aver fatto il mio dovere di testimone ma quando poi ho trovato questa forza per essere qui come sono state migliaia di volte centinaia di volte in questi anni davanti a voi studenti ho trovato la forza diventando non quando sono diventata non ho capito che non potevo più aspettare e che sicuramente da nonna molto più che da sopravvissuta questo da quello avrei trovato le parole per Parlare a voi che siete quando siete qui davanti a me siete miei nipoti
i miei nipoti ideali uno per uno uno per uno uno per uno e c'è una poesia di primo levi che è sempre un grande maestro e sempre lo cito che intitolata agli amici e che a modo e modo di un grande uomo come è stato primo levi in un certo senso conferma questo mio essere davanti a voi oggi uno per uno non così una massa di studenti che mi si Presentava davanti che sono in un certo senso sarebbero indistinguibili perché in un verso di questa poesia intitolata agli amici lui dice quanto sia importante anche un
incontro di un attimo scambiarsi uno sguardo e come da ognuno da ognuno verso l'altro anche per un attimo solo si scambia quella potenza estrema che è scambiarsi fra esseri uguali che si guardano in faccia e che quell'attimo di incontro sarà per sempre un incontro è Mai uno scontro così dice lui beh io non sono stata sempre così vecchia come sono come mi vedete quasi 90 anni che compierò quest'anno e quindi un'età proprio di una persona vecchissima perché io mi ricordo quello stupore mio di quando mia nonna altrettanto vecchie come sono oggi io mi faceva vedere
le sue fotografie da giovane una bambina addirittura io volevo essere buona e gentile in realtà non la riconoscevo per niente la mia Nonna che fosse stata anche lei quella bambina che voleva a tutti i costi che io vedessi col vestito di pizzo così come usava nell'ottocento e anche voi oggi dovete fare uno sforzo per capire che anch'io nonostante oggi abbia 90 anni sia stata una bambina di 8 perché io ero una bambina qualunque io ero una bambina felice ero una bambina come tante altre ed estraendo la mia è una famiglia ebraica laica però io ero
andata sempre A scuola la prima e la seconda elementare nata a milano vissuta sempre qui è una scuola di via ruffini che era la scuola di quartiere e avevo fatto la seconda elementare una luna qualunque nenè brava non brava un qualsiasi così com'ero io quando mi senti dire quell'estate del 1938 che c'erano delle leggi per cui ai cittadini italiani di religione ebraica venivano proibite un'infinità di cose quel giorno mi si parlò che non potevo Più andare a scuola e quel perché coi quali perché a non finire tormentavo i miei familiari non ha avuto mai risposta
ma perché non posso andare a scuola perché che cosa ho fatto di male sono stata espulsa e voi sapete bene cosa vuol dire essere espulsi da una scuola bisogna dire di aver fatto proprio qualcosa di male perché io non avevo fatto niente di male io ero nata ero nata ebrea e questo mi veniva mi veniva fatto questo castigo premendo di non Poter più andare nella mia scuola e di cominciare a vedere intorno a me quell'indifferenza da cui non sono mai guarita come una malattia di quelle che uno si porta accanto tutta la vita quell'indifferenza dalla
maestra dalle compagne che non notarono neanche la mia assenza ma io ero uguale a loro ma cosa c'era di diverso pera mela tre bambine io mi sentivo uguale invece quando mi incontravano per strada dopo non avermi Più invitato alle loro festicciole ai loro alle loro vacanze condivise e vedevo segnare adito e questo bambino è così pettegoli né come se a quell'età facevano quella liena segre non può più venire a scuola perché ebrea e io in realtà sono rimasta sempre quella segre in quella bambina che non può più andare a scuola perché ebrea perché anche adesso
che ho 90 anni molte molte amiche conoscenti mi è che non mi vogliono male sono delle vecchie signore come quando Parlano di me dicono sì la segre sai quella mia amica ebrea cioè viene sempre aggiunta questa parola per segnare la diversità per segnare un confine un confine difficile da superare cominciò una vita una vita diversa leggeva negli occhi di mio papà e dei miei nonni una sofferenza enorme la paura del futuro certe limitazioni che escludevano dalla vita civile la maggior parte di questi cittadini una minoranza assoluta circa 40.000 italiane Di religione ebraica quindi una vera
minoranza in un popolo di circa 50 milioni com'era allora io leggevo nei loro occhi questa questo silenzio che ci avevamo intorno a noi questi questa soddisfazione dei pochissimi amici quelli con la maiuscola gli amici che nell'etimologia della parola amico c'è anche l'etimologia della parola amore e che sono sempre i pochissimi questi amici quelli veri non sono quelli della baldoria della stupidaggine sono gli Amici che ti stanno vicino quando si è ammalato quando sei povero quando non sei di successo quando non sei nessuno ma sei amato da loro e questi furono pochissimi ma eroici perché nello
sviluppo di quegli anni pericolosi per arrivare alla vera e propria persecuzione che seguì l'emarginazione che seguì le prese in giro che seguì le barzellette che seguì quell'atteggiamento di prepotenza nei confronti di quello che In disgrazia fino a vedere cose miserabili di grandi professori super laureati delle università che si espressero allora con dei concetti che furono poi verificati insistenti tipo la diversità delle razze umane quando sappiamo benissimo il dna che non ci sono razze ma ce n'è solo una che è quella umana ma allora la parola razza veniva declinata in vari modi e questo razzismo strisciante
questo razzismo che in italia era cominciato con le guerre D'africa si era poi sviluppato è diventato un antisemitismo che dopo aver emarginato questa minoranza accetta imposizioni condivise con l'alleato tedesco nazista e cominciò per noi un periodo di grande pericolosità in cui gli amici quelli di cui avevo accennato con la maiuscola furono necessari necessari per poter avere dei ricordi che non fossero tutti i tragici furono necessari per continuare a sperare per poter capire che l'essere umano e Variegato in mille modi e che l'amicizia è una cosa importantissima nella vita perché era proibito a un certo punto
nascondere un ebreo anche un neonato anche un vecchio malatissimo si si era potevamo potevano anche essere questi ospiti meravigliosi che avremmo poi in varie occasioni potevano essere fucilati per aver tenuto nascosto un ebreo quindi era un pericolo che queste persone eroi che correvano non solo per Loro ma per la loro famiglia io fui in due famiglie nascosta due famiglie indimenticabili e mentre ero nascosta avendo lasciato con disperazione la mia di famiglia ha già subito disperata per aver lasciato quei visi adorati per aver lasciato la mia camera per aver lasciato le mie cose i miei libri
le mie fotografie perché importante in quel momento trovo importantissimo il libro la fotografia il tuo oggetto ma davanti poi Alle grandi tragedie non bisogna mai essere attaccati alle cose agli oggetti che ti sembrano importantissimi in realtà non sono importantissime sono importantissime solo le persone gli oggetti sono oggetti non hanno nessun senso anche quando ti sembrano importantissimi e stavo nascosta a casa di questi amici non ero neanche gentile non avevo capito ero stupida io né lavora mia casa volevo tornare a casa mia E quando mio papà con mille pericoli con le carte false mi veniva a
trovare io l'ho supplicavo papa non stiamo più qui andiamo in svizzera scappiamo io non voglio più stare separata da te e mio papà povero disgraziato perdente e sensibile meraviglioso era un padre fantastico ma era anche un figlio straordinario per i suoi genitori malati il nonno malatissimo col morbo di parkinson non sapeva come fare a lasciarle era Dilaniato tra portare in salvo me e abbandonare i due vecchi che dopo tanto tanto darsi da fare per far avere loro una sistemazione un permesso dal questore di como che potevano rimanere nella loro casa perché troppo vecchi non potevano
nuocere al grande era il tedesco furono poi deportati nel maggio dell'anno successivo per essere poi gasati e bruciati ad auschwitz per la colpa di alternativa noi non sapevamo tutto questo eravamo delle persone tutto Sommato piccole piccole non avevamo capito l'urgenza della fuga neanche quando erano venuti i parenti più ricchi più evoluti quelli che sapevano le lingue gianni prima a dire scappiamo andiamo in america qui non è più aria per noi e miei li guardavano questi parenti che lasciavano tutto e andavano in america e quando erano andati via dalla visita che avevano fatto insistendo perché noi
partissimo con loro e mi dicevano ma noi siamo italiani Ma non ci pensiamo neanche di andare in america sarà un momento così ma poi tutto passerà invece non solo non passo ma diventò sempre peggio e una delle volte cui mio papà mi venne a trovare a mi disse sono riuscito a sistemare i nonni e adesso io te andiamo in svizzera io ero felice io mi ricordo quel giorno in cui mi trovai dietro dei contrabbandieri senza scrupoli in pieno inverno sulle montagne dietro a varese con la mano Sanno di mio papà trascinando una valigia ci sono
stati dei ragazzi di una media non mi ricordo lombardia in un paese fuori milano che mi ha mandato perché voi fate delle cose che sono straordinari anche uno e non si aspetta neanche mi ha mandato un album con tutti i loro lavori in ogni pagina c'era una disegnata una valigia ti abbiamo sentito tutto cosa avevi messo nella valigia per scappare e ognuno scriveva disegnava cosa lui avrebbe messo nella sua valigia È un album bellissimo che però molto caro e che cosa avevo messo io nella valigia per scappare cosa cosa cosa si sceglie del tuo della
tua vita precedente per mettere in una valigia piccola per scappare è un è un dramma è un dramma in cui non hai ancora capito che è inutile quella valigia che scappi a mani nude perché sei tu quella che deve essere salvata nulla valigia noi invece eravamo sciocchi avevamo una valigia e dietro ai contrabbandieri Trascinavamo questa valigia che era tutto quello che avevamo della vita precedente ma io ero felice si andava in svizzera un'eroina ero fantastica che cammina vola sulle montagne non sportivi inadatti borghesi piccoli piccoli ma con quella forza della disperazione correvamo in montagna verso
la svizzera verso la terra della libertà era fantastico e quando passammo quel passaggio famoso in cui c'è una rete che divide gli stati in questo caso c'era Una cava di sassi di grossi sassi saltare giu da un sasso all'altro fu una grande fatica ma di là c'era la svizzera e poi aprile questi squarci di rete dove passano animali e contrabbandieri clandestini noi clandestini nadati ma felici nella terra della libertà siamo riusciti noi nella nostra incapacità nella nostra essere piccoli borghesi mai pensando di essere clandestini con le carte false dei fuggiaschi dalla propria città dalla Propria
patria e ce l'avevamo fatta eravamo arrivati in svizzera baci abbracci siamo felici siamo liberi ben o non fu così fu una fuga grottesca segnata io credo ripensata negli anni dal tremendo pessimismo di mio papà il quale fin dall'inizio si sarebbe addirittura consegnato ai fascisti perché la tensione il suo era tale di avere me in pericolo i suoi genitori in pericolo che mi diceva se non ci fossi Tu io andrei andrei a consegnarmi perché non reggo divento pazzo con questa tensione che possono farti del male che può succedere qualcosa e quindi arrivati in svizzera era tutto
dietro le spalle ma non fu così l'ufficiale svizzero tedesco ci accolse con una freddezza spaventosa in quel primo locale o della polizia e decise che ci avrebbe respinto cosa io quando capì che la mia felicità l'amiu foria la mia sicurezza che ormai non c'era più pericolo venivano Calpestate venivano ignorate venivano punite addirittura da questo personaggio indimenticabile di cui però io non ho mai voluto sapere il nome assassino che ha condannato a morte queste quattro persone c'erano due vecchi cugini che si erano uniti a noi due vecchi sulla montagna solo io sono tornato a raccontare non
mi importa di sapere il nome di costui questo non vuole sentire ragioni né Suppliche né pianti io mi buttavo i suoi piedi stringevo le gambe lo pregavo piangevo ma lui rimane immobile disse non è vero siete degli impostori non è vero quello che succede in italia siete qui perché qui non c'è la guerra vela volete passare tranquilli ci rimanda indietro con le guardie somiglianti verso quella rete dalla quale eravamo passati alla mattina pomeriggio d'inverno era dicembre freddo la pioggerellina cercano di ripassare io Toccai un cancello di quella rete sperando che fosse sovrapposto e non chiuso
sono tutta la suoneria di quella di quella valle oscura e quel campanello tremendo che amo i finanzieri questi arrivarono li arrestarono e come si passa la prima notte in una camera di sicurezza di una caserma la sola montagna cosa si fa cosa si dice cosa si pensa cosa si piange cosa ci si dispera c'era un silenzio di che ormai non c'era piu niente da dire e stavamo che stavamo Aspettando la mattina per vedere che cosa ci sarebbe successo e fumo internati nella prigione nel carcere di varese ci volle una macchina che ci portò e io
mi ricordo quel tragitto breve in cui ammanettarono mio papà mio padre aveva mani e polsi bellissimi era un uomo sensibile un uomo che non avrebbe mai fatto male a nessuno e vederlo con le manette vicino a me c'era qualche cosa al di fuori Dell'immaginabile era qualche cosa di di straziante di non nostro di un'avventura di quei filmetti sciocchi che avevo visto io da ragazzina capitava a me e quando entrammo nel carcere di varese como separati così come fumo separati nel carcere di como io con le donne lui con gli uomini e come si fa a
13 anni per la colpa dei fernati non per aver fatto qualche cosa animale essere dentro una prigione in cui si è trattato da delinquente in cui Ti prendono le impronte digitali ti fanno la fotografia davanti di fianco e nessuno nessuno di quei carcerieri fa un atto di pietà la pietà è una cosa importantissima perché la pietà è fantastica la pietà sconosciuta ai più la pietà e meravigliosa perché era pietas latina e quella che fa essere buono una persona verso un'altra anche sconosciuta e e non so se sia più importante chi riceve la pietà o chi
è capace di essere pietoso bellino nera Nessuno pietoso erano tutti impietosi e vedere questo mondo intorno a te e di gente come te di gente che non è diversa che parla italiano ma che ti considera diversa e ti considera non degna di pietà anche se ai 13 anni e 6 in prigione e piani quanto pianto quanto pianto e non mi potevo persuadere di essere in un posto separata da mio papà infatti quando poi ci portarono a milano san vittore ed è strano questo san vittore nella mia vita Perché io ero nata all'ospedale san giuseppe che
in via san vittore e ho sempre abitato lì vicino e avevo sempre visto il carcere da fuori andando in bicicletta in piazza qui lei ma il avevo guardato il carcere non me interessava assolutamente invece mi trovai dentro quel carcere che non avevo mai guardato ma con mio papà perché san vittore fatto a stella e ogni braccio era diverso dall'altro ce n'era uno tutto gli ebrei gente che era già stata arrestata prima Di noi purtroppo incontriamo dei conoscenti perché era tragico voleva dire avere lo stesso destino e passammo 40 giorni indimenticabili a san vittore nella stessa
cella era terribile era terribile la gestapo diventata padrona chiamava gli uomini due tre volte la settimana degli interrogatori feroci dovesti veniva torturati picchiati volevano sapere dove erano i nostri soldi dove erano nascosti i parenti dove erano nascosti gli amici e io restavo Sola nella cella e diventavo vecchia quelle ore aspettando che tornasse mio papà erano terribili erano non avevo nulla non avevo nulla per sollevare leggermente lo spirito eroso la aspettavo un'ora due ore tre ore e lo dico sempre anche quando lui tornava che ci abbracciavamo in silenzio non mi voleva raccontare niente non ero più
la sua bambina io ero io la sua sorella io l'ho sua Madre e mio padre che si chiamava alberto e questo nome amatissimo per me l'ho dato al mio primo figlio ed è stato è dettata un certo senso una seconda maternità quando ho avuto il mio primo figlio l'ho chiamato come lui perché avevo già provato questo senso di maternità di protezione nei confronti di un padre e lo dico sempre ai ragazzi voi siete adolescenti e c'è una cultura oggi per cui gli adolescenti devono essere tenuti in una teca perché Sono adolescenti con i problemi dell'adolescenza
e io da nonna mi voglio dire ragazzi voi siete fortissimi voi siete fortissimi avete tutta quella forza che la gioventù che sta prorompendo in voi non ve la darà mai più nella vita e siete più forti dei vostri genitori non aggrappatevi a loro siate voi forti per i vostri genitori che possono avere mille problemi perdere il lavoro litigare con qualcuno qualche famiglia e Sfacciata non importa voi siete fortissimi voi siete portatori della vita e quindi siate voi forti per i vostri genitori dite basta questa storia dell'adolescenza che deve essere protetta perché voi invece dovreste essere
preparati alla vita e la vita non troverete nella vita non troverete più i genitori che vi proteggono diventa all genitori capirete come importante questo cammino della vita e quindi siate forti prima di tutto per voi stessi e Poi per gli altri che avete intorno che abbiano un appoggio in voi dunque ti poveri ragazzi da proteggere accontentare in tutto immediatamente perché non si può aspettare domani si può aspettare domani e si può aspettando domani guardarti intorno e volere bene agli altri io lo guardavo questo mio padre meraviglioso che mi chiedeva scusa di avermi messo al mondo
mi sentivo dire questo da lui è umano papa sono con te Voglio essere conte così passarono 40 giorni poi intron tedesco un giorno disse che dovevamo tutti prepararci a partire per ignota destinazione il giorno dopo per ignota destinazione il giorno dopo erano delle parole erano delle parole insopportabili come si faceva sentire che per la colpa di essere nati non per essere portati via dalla propria casa dalla propria terra dalla propria città verso ignota destinazione Così avvenne uscimmo dal carcere di san vittore passando in un reparto oggi è fatto diversamente carcere di san vittore in un
altro raggio dei detenuti comuni indimenticabili loro furono umani capaci di pietà loro che erano assassini ladri malviventi non so che cosa fossero loro affacciati fuori dal balconata che allora era fatta come carceri americane che si vedeva giu loro ci buttarono chi una sciarpa chi un Arancio una benedizione era la ma era una manna lamanna del deserto di persone che ci dicevano coraggio avete fatto niente di male perché radiocarcere funziona in modo straordinario li sanno che è innocente che colpevole più dei giudici e degli avvocati erano straordinari detenuti di san vittore uscimmo a calci pugni e
bastonate fumo caricati su camion attraversando la città indifferente Bhutan silente nessuno si mise davanti a quel camion per dire no no no no no no no nessuno fece la scelta di combattere una cosa di quel genere perché era più facile essere indifferenti dire non so non c'ero io non c'ero quel giorno a milano non ho visto la finestra era chiusa la finestra di ognuno era chiusa la mente era chiusa il cuore era chiuso arrivammo alla stazione centrale la da quei sotterranei dove oggi c'è il memoriale della shoah con la stessa Violenza fumo caricati in una
confusione di fischi latrati luci negli occhi comandi in tedesco noi che pochi di noi quasi nessuno capiva che cosa venisse detto aiutati dai nostri vicini di casa dai fascisti che volevano farsi vedere zelanti caricati i calci pugni su quei vagoni di cui avrete visto come erano nel tempo di allora come si sta dentro un vagone bestiame 40 50 persone senza luce senza acqua un po di paglia per terra Il secchio il secchio indimenticabile perché non bisogna dimenticare queste cose 50 60 persone hanno un secchio per fare i loro bisogni in un viaggio che ignota destinazione
e sai poi che durerà una settimana come ci si comincia a perdere la dignità si comincia a diventare quelli che i nostri assassini vogliono che noi diventiamo accucciano io mio papa appoggiati alla parete del vagone il treno si muove e c'è una prima fase in Cui tutti piangono jovanotti uomini grandi e grossi che forse le lacrime era da quando erano piccoli che non riuscivano dagli occhi tutti tutti piangevano erano grida verso il cielo muto erano pianti e grida che si fermarono al tetto del vagone che nessuno ascolta poi ci fu la seconda fase di quel
viaggio che mentre vedevamo da quelli finestrini cambiare il paesaggio vedevamo che prima in italia che poi fu austria che poi fu germania i Pianti al passaggio del confine furono enormi e la seconda fase ci fu la fase più straordinaria più incredibile in cui gli uomini religiosi i più fortunati pregavano dio e si riunivano nel centro del vagone dondolandosi così come una tradizione ebraica e lo davano dio muto silente lo lo davano anche in quella situazione erano i più fortunati privilegiati quelli che credono poi ci fu l'ultima fase quando ormai era La foresta nera quando mai
il vecchio si era votato già due tre volte che fu la fase del silenzio importantissimo silenzio troviamo sempre un minuto un minuto è lungo ed è corto ma io lo raccomando sempre ai ragazzi che incontro troviamo nella giornata un minuto per stare con noi stessi noi siamo importantissimi la nostra coscienza è importantissima perché quella che decide tutti i nostri atti tutte le nostre scelte tutti i nostri Gusti e nel grande rumore di oggi che c'è musica dappertutto dentro mentre fai la spesa che dovresti già pensare se vuoi il miele o la marmellata però c'è una
musica e quando va in metropolitana c'è la musica e poi se non c'è nelle orecchie di tutti c'è la musica invece quel silenzio del vagone era importantissimo e un minuto di silenzio per ognuno di noi di solito alla sera è molto importante quando è finita la giornata era un silenzio di morte era il Silenzio di quando si sta per morire infatti morirono quasi tutti di quel trasporto siamo su 600 cinque persone deportate siamo tornati 22 il che vuol dire sottraendo i 22 che tutti gli altri sono morti in vari modi uccisi arrivammo ad ash località
mai sentita neanche nominare alta slesia confine con la polonia per i primi paesi della polonia buttati giù da quei vagoni con grande violenza ci trovammo sbalorditi Intorpiditi dal viaggio in creti miti da tutti i pensieri che erano stati fissi dentro le nostre teste in quella comunità di disgrazia ancora non condivisa ancora ognuno pensava se uno buttati su questa spianata di never al 6 di febbraio del 44 e fumo divisi gli uomini di qui le donne di là ma ci fu detto tradotto a seconda di che trasporta arrivava perché arrivavano trasporti da tutta l'europa occupata quindi
dalla francia dall ungheria dal Belgio dall'olanda dall'italia dalla grecia e c'era sempre un interprete dal match che in italiano o seconda del trasporto diceva calmi tutti calmi tranquilli vi dobbiamo solo registrare uomini di qui donne di là poi a stasera sarete riuniti nei campi gli uomini lavoreranno le donne faranno i lavori di casa verranno pulite le baracche eccetera noi volevamo crederci era una realtà a cui nessuno aveva pensato era una Stazione fantasma era questa juve non rampe preparata apposta per questi treni che arrivavano in continuazione addirittura c'erano binari morti con dei treni vuoti che tornavano
vuoti però nessun ferroviere di tutta europa si è mai chiesto come mai questi treni sono partiti per mesi mesi mesi forse più di un anno pieni e sono tornati sempre vuoti non interessava indifferenza assoluta non fu così donne di qui uomini di la Più fu strappata praticamente la mano di mio papà che mi teneva stretta però volevamo credere a quel fatto che dovevamo essere solo registrati e poi alla sera ci saremmo ritrovati era tutto pazzesco era era tutto come un film dell'orrore che impartivano riguardo mai film dell'orrore perché ci può essere un richiamo a quell'orrore
e non fu così perché le donne di qui e gli uomini di là ma poi le Donne furono salvate 31 quel giorno di tutte le donne che c'erano in quel trasporto di più di 600 persone e 70 80 uomini in campi in lager diversi quello maschile e quello femminile io salutavo mio papà che lo vedevo da lontano nella fila con una faccia disperata e cercavo di di essere quella che che che volevo è il 3 volevo fargli dei sorrisini volevo far vedere che non piangevo valeo quando l'ho visto più e non l'ho visto mai più
Ero sola 13 anni per quello vi dico che siamo fortissimi a 13 anni possiamo essere fortissimi ma voi ricordatevi di questo adolescenti fortissimi una gamba davanti all'altra scegli la vita non vuoi morire ti trovi in un inferno che non conosci gli odiatori ma non sono quelli della tastiera non sono gli odiatori seriali sono quelli che sono stati educati all'odio sono quelli che hanno seguito teorie di morte che la che la storia ha poi bocciato ma che al Momento erano di un successo eccezionale stavano vincendo in tutta europa erano i vincitori entrata nel lager femminile di
birkenau auschwitz ma cos'è questo posto ma io sto sognando solo sono sono in preda a un allucinazione perché io venivo dall'abbraccio di mio papà che fino a un'ora prima mi aveva detto tesoro amore e io lo avevo detto a lui venivo da gente normale che si salutava che è questo luogo perché lo sterminio e Il genocidio degli ebrei non per paragonare i numeri le cose perché genocidi sono tutti orribili spaventosi anche la morte di un uomo solo lo è ma questo era stato preparato e questa la diversità con altri genocidi perché questo era stato preparato
a tavolino anni prima si erano riuniti generali politici grandi industriali che avevano visto anche l'affare e avevano deciso che queste aree paludose orribile allora non abitate diventavano campi campi di Sterminio campi dell'orrore dove c'erano le camere a gas dove c'erano i forni crematori dove c'era tutta una preparazione alla tortura al castigo all'orrore allo sterminio ma perché un uomo normale perché non erano pazzi sulla teoria della pazzia hitler era pazzo questi erano passo lutamente heathrow era un uomo molto intelligente che se non avesse perso la guerra chissà cosa avrebbe potuto fare del mondo del mondo che
lui sognava non era Pazzo nessuno erano persone o grandi odiatori nei confronti di quelli secondo loro che erano inferiori razza superiore capaci di ogni cosa ritenendosi superiori così come sono i bulli che bisogna arrivare a qom piangerli perché sono dei finti forti i bulli è più forte la vittima del bullo stesso bisogna che questo per esempio nelle scuole venga capito perché il bullo che va curato non la vittima e la vittima deve essere più coraggiosa del bullo lo deve denunciare Non essere indifferenti tutti quelli intorno al bullo e anzi star col bullo perché vincente questi
erano i bulli di allora odiatori come si fa a sopravvivere cosa si decide dentro un corpo e una mente di un tredicenne rimasto solo in terra straniera senza capire la lingua piangendo piangendo con tutte le sue forze i primi giorni dopo che ti hanno portato via tutte quelle povere cose a cui tenevi dopo che ti hanno vestito a Righe dopo che ti hanno attuato il numero sul braccio il tuo numero di venti quel numero devi essere quel numero lo devi imparare a memoria rasata con gli zoccoli nei piedi che ti faranno subito le piaghe vestita
righe di cotone rigenerato in quella in quella temperatura ti guardi intorno ma chi sono non conosci nessuno cos'è questo posto spaventoso in cui il triplo filo spinato elettrificato con ogni pochi metri la torretta con quello Che ti spara teti se ti muovi se non obbedisci se non fai non capisci l'ordine se non fai quello che ti dicono comincia questa vita e piangiamo tutte morte di nostalgia queste ragazze italiane che abbiamo per fortuna la lingua in comune quei primi giorni prima di essere divisi separate nei vari comandi sai cosa cosa pensi cosa cosa guardi io mi
ricordo non so perché mi venne in mente adesso la prima notte che passa in quella Baracca erano quei giacigli a tre piani che avrete visto nei film o nelle fiction io ero a metà ero c'era una finestrina c'era una piccola finestra guardava fuori c'era la neve si vedeva solo una neve ecco guardavo questa finestrina e pensavo ma io io io io io e e avrei detto perché perché perché io io io se la stanchezza spaventosa di quella giornata scioccante in cui avevo perso tutto e ancora non lo sapevo e ho così stanca che ho dormito
In altre cinque donne in quello spazio e giorno dopo giorno quelle che erano lì già da tempo ci spiegarono che cos'era quel posto cos'era lo sterminio cose erano le camere a gas cos'era quella ciminiera col fuoco o col fumo ci dissero non sperate di rivedere mai più quelle che avete lasciato alla stazione cosa si sono già subito lo stesso giorno passati dalla camera a gas bruciati erano delle cose talmente incredibili talmente assurde talmente Spaventose che noi non lo vogliamo credere è veramente volevamo pensare di essere arrivati in un manicomio di donne e che questo i
nostri compagni di sventura fossero delle pazze delle pazze che raccontavano una realtà che era impossibile da credere i primi giorni poi diventano lupi affamati egoiste così come erano già loro dopo 15 giorni non piangevo più scegliamo la vita questa parola vita importantissima che non va sprecata mai che non va dimenticata mai Nessun minuto perché non si torna mai dentro quel tic tac tic tac tic e già tac e non bisogna perdere neanche un minuto di questo straordinario emozione che la nostra vita e noi lasceremo subito a tante volte dei ragazzi mi hanno chiesto signora ma
come ha fatto come avete fatto a sopportare a non scegliere di morire di lasciarsi morire di attaccarsi a quei fili spinati elettrificati che in un attimo era la morte Pochissimi erano scelta la morte così come pochissimi negli ospedali quelli che sono vivi ancora ma attaccati ai fili alle prese a quella speranza di vita quanti sono i malati terminali di cancro che decidono loro di staccare la spina no c'è la speranza fino in fondo perché abbandonare la vita a me per esempio dispiace da matti di avere 90 anni che sono così pochi ditte di anni davanti
sicuramente anche se ciò gli odiatori Che augurano tutti i giorni di morire mi dispiace molto di morire perché a me la vita mi piace moltissimo mi interessano tantissime cose e tutte anche in quell'occasione terribile in cui la morte era lì a un passo ogni attimo uno sguardo bastava per essere uccisi sceglievano la vita fumo scelte un gruppo di italiane fra cui io per diventare operai e schiave nella fabbrica di munizioni union è una fabbrica che c'è tuttora che credo Faccia automobili e che allora faceva bossoli per mitragliatrice era una fabbrica che lavorava per la guerra
fu una fortuna enorme io che ero così stupida così nei ben capace di qualunque cosa diventai operaio a schiava ma che al contrario delle altre che erano più intelligenti più grandi quindi mi facevano veramente le operaie io invece puoi sempre inserviente a portare pesi che poi vabbè mi segnarono Tutta la vita la schiena portava un inserviente che portava a questi bossoli di mitragliatrici alle operaie che poi li lavoravano e tra il campo e la fabbrica c'erano 23 km erano 700 donne di tutte le nazionalità se giorno 700 lavoravano di notte camminavamo dal campo alla fabbrica
obbligate a cantare i piedi piagati dovevamo camminare in fretta e l'ici c'era sempre un incontro che per me fu molto importante nella vita di un Incontro quasi decisivo noi orribile ragazze scheletrite pelate ferite nell'anima e nel corpo camminavamo per andare a lavorare incontravamo quasi tutti i giorni un gruppetto di ragazzi nostri coetanei della hitler jugend erano quei ragazzi con la croce uncinata al braccio con le bellissime biciclette ci vedevano si fermavano ridevano ci sputavano addosso e ci dicevano delle parolacce talmente spaventose che io imparai tutte e io li Guardavo e li odiavo con tutte le
mie forze sognavo di vendicarmi come questi i cui padri loro stessi ci avevano già torturato imprigionato ci avevano già tolto tutto mancava la vita e ancora il loro odio era tale da declinare una sfilza di parole talmente orribili nei nostri confronti che eravamo delle vittime prigioniere che non potevamo neanche alzare la testa e io sognavo Solo di vendicarmi dopo tanti anni della mia vita quando già la vita mi aveva molto ricompensato di questi dolori a 60 anni sono diventata nonna e quei ragazzi della strada non li avevo mai dimenticati allora erano miei coetanei ai miei
sessant'anni avrebbero potuto essere miei nipoti e io che da anni non parlava mai di questo argomento ripensando a quei ragazzi scoprì che da nonna come ero diventata dei miei nipoti Non li odiavo più io avevo pena per questi ragazzi figli del nazismo che avevano vissuto bevuto il latte delle loro madri col nazismo e che erano diventati carnefici loro malgrado perché questo gli era stato insegnato che le parole bontà pietà fratellanza sconosciute picchiatori odiatori di quelli cosiddetti di razze inferiori io mi scoprii da nonna a essere diversa da quello che ero stata come ragazzina averne pena
mi sono scoperto che ero Stata più fortunata io a essere vittima di loro che quando avranno capito se lo avranno capito che cosa era stata la loro educazione come avranno fatto a guardare in faccia i loro padri perché c'è un libro molto importante che è uscito anni fa che era intitolato 6 milioni di nazisti non titolo era diverso di goldhagen 6 milioni di torturatori una frase di questo genere perché sei milioni sono stati ritenuti i nazisti capaci di Atrocità e questi come avranno fatto a guardare in faccia i loro padri loro nonni non saranno stati
i loro martiri come sono stati per me mio padre i miei nonni persone che non avevano fatto niente di male che per questo uccisi e che quando io mi resi conto che non provavo più odio e sete di vendetta ma provavo pietà provavo pena per questi capi che ero pronta a fare il mio dovere di testimone di quella che può raccontare una pagina di storia in prima Persona perché io c'ero ma senza usare mai la parola odio e la parola vendetta solo così potevo diventare testimone utile a chi mi ascolta perché predicare odio e vendetta
non si è degli educatori non siede le nonne non si è del padre delle madri e quei ragazzi che io incontravo tutti i giorni non sanno che importanza hanno avuto nella mia vita e poi proseguivo e andavamo in fabbrica dove lavoravamo tutto il giorno come schiave erano anche lì c'erano degli Incontri importanti primi giorni a tutti gli operai uomini o chiedevo di mio papà chiedevo chiedevo chiedevo anche i finn core mio io sapevo che non avrei mai più rivisto che mio padre era un soggetto che non avrebbe potuto sopravvivere ma chiedevo chiedevo continuamente era come
una litania appena incontravo un operaio uomo che lavorava con noi a quelle mani e passavano i giorni e le ore lavorando al coperto fu la nostra fortuna di noi che lavoravamo in fabbrica perché quelle Che lavorarono fuori con quella temperatura e diventate man mano sempre più scheletri non ce l'hanno fatta anche se non sono stati uccise sono morte alla sera si tornava al campo c'era quella visione entrando nel campo di quella fiamma o di quel fumo per cui sapevamo quel giorno che cosa era successo ma non la volevamo guardare eravamo delle lupe affamate egoiste noi
non ci guardavamo intorno non volevamo guardare le compagne in punizione non volevamo Guardare non volevamo vedere quelle che venivano picchiate quelli che venivano umiliate da sorveglianti donne da naziste donne che sarebbero state pari grado nella vita che avevano costo potere enorme di umiliare quell'altra prigioniera fino a farla sanguinare o piangere disperata e poi c'era la distribuzione di quel pane quel pezzo di pane alla sera accompagnato cucchiaino di una marmellata insopportabile o di una fetta Di salsiccia di cui nessuno si doveva chiedere di che cosa fosse fatto beh quel pane era estremamente importante era divorato fino
all'ultima briciola nel giro di tre minuti e quando io so vengo a sapere che tutti i giorni nella città di milano si buttano via tonnellate di pane ma il pane è un cibo sacro il pane il pane quando uno ha fame cerca un pezzo di pane non va a cercare un'ostrica allora non buttiamo via non scegliamo dentro al frigorifero Lasciando scadere il surgelato che non ci piace non buttiamo via la roba da mangiare ma non perché allora noi abbiamo avuto fame ma perché oggi c'è un miliardo e mezzo di persone che bussa alle nostre porte
che ci fa capire che noi buttiamo via la roba da mangiare c'è un miliardo e mezzo di persone che hanno fame coi bambini scheletriti che vediamo alla televisione che subito cambiamo canale si lo sappiamo cerchiamo una cosa diversa Non buttiamo via la roba da mangiare abbiamo rispetto per il cibo perché se uno ha provato la fame non se lo dimentica mai più se c'è solo un giorno che uno va a fare le analisi del sangue e deve stare digiuno la mattina a mano fatto fare una gran fila fino alle 10 non ho potuto fare colazione
è un piccolo assaggio e quando approfitto di questo momento per dire che quando genitori e insegnanti e decidono che i ragazzi soprattutto quelle del liceo mi Sembrano i più adatti andranno a fare un viaggio della memoria sarebbe molto bello decidere di avere un po fame quel giorno e 6 inverno decidere di avere un po freddo perché il viaggio della memoria per essere un piave per carità che non sia mai un agitata per casa assolutamente ma se il viaggio della memoria è fatto con lo spirito giusto del viaggio della memoria per cercare di partecipare un pochino
quel giorno due ore a quello che Può essere stato bisognerebbe avere un po fame magari quella mattina non mangiare si mangerà di più all'ora di pranzo non aggiungere un cappuccio un gol fu una sciarpa se si va d'inverno cercare di avere un po freddo mangiavamo quel pane con una voracità spaventosa e poi c'era la notte i ragazzi mi chiedono signora ma dormivate alla notte si noi dormivamo stravolte dalla stanchezza della giornata Noi dormivamo vestite sia per il freddo sia perché le compagnie ci avrebbero rubato i vestiti con gli zoccoli sotto la testa perché se il
compagno e ci avessero rubato gli zoccoli nessuno ce ne avrebbe dato un altro paio ed erano le notti del lager in cui sentivamo i fischi i latrati dei cani i pianti dei gruppi che arrivavano di deportati perché poi negli anni nei mesi in cui fui li ha aggiunto un groove una serie di binari che dalla più del rampe Arrivarono proprio fino alla porte delle camere a gas e arrivavano dei gruppi sentivamo mamma e che chiamavano i bambini noi avevamo le dita nelle orecchie non volevamo sapere diventavamo ogni giorno più dure più egoiste poi dopo mesi
di questa vita in cui avevamo visto di tutto e avevamo anche passato le selezioni io ancora adesso quando leggo sul corriere della sera che ci sono delle ricerche di personale con la parola Selezione non riesco mai a prescindere sempre mi colpisce tutti i giorni perché venivamo chiamate dalle capo obbligate a presentarci nude con i nostri poveri corpi orribile in cui le vestigia di un seno di una femminilità era ormai dimenticata da mesi in gruppi di 30 o 40 per volta nude dovevamo attraversare la sala delle docce e in fila indiana a presentarci la sulla porta
dove c'erano un medico che seppi poi a essere quel dottor mengele Di cui si parla e si favoleggiò era un medico spietato medico che fece una serie di esperimenti sui prigionieri sulle prigioniere diventati poi solo una grande cattiveria perchè risultate inutili nel tempo e che forse non aveva fatto il giuramento d'ippocrate che devono fare i medici laureati perché invece di proteggere e curare faceva il contrario spietato e due ufficiali per cui noi donne giovani per lo più in fila indiana Nude dovevamo passare fermarci davanti a questi tre ci guardavano davanti dietro in bocca se avevamo
ancora i denti e poi facevano quel gesto fantastico fantastico perché era come nascere un'altra volta così che potevamo ancora lavorare oppure il contrario e la scrivana appellava al numero di quella che era talmente conciata che andava al gas beh io fui orribile loop affamata egoista non avevo più le proporzioni di Quell'umanità di cui ero stata per fortuna nella mia vita precedente educata e avevo ereditato nei geni della mia famiglia io ero un altra e lavoravo alla macchina da mesi con una ragazza francese che fu fermata quando io ero appena passata e godevo della mia felicità
di essere rimasta viva grata al mio assassino che mi ha lasciato viva e lei che aveva perso due falangi di due dita nella macchina e che quindi aveva messo Uno straccio sulla mano ferita fu fermata e mandata al gas io non mi voltai io non mi voltai a salutarla io non mi voltai a dirle come i detenuti di san vittore coraggio non hai fatto niente di male ti voglio bene non mi voltai a chiamarla per nome jenin jenin jenin jenin che nessuno sapeva neanche come lei si chiamasse cui orribile era troppo io non accettavo più
distacchi dopo che avevo lasciato quella mano santa di mio papà e sono stata Orribile mi sono rivestita nei miei stracci non mi sono voltata lei andata al gas non è diventata sposa mamma nonna non è diventata è rimasta lì per la colpa da esternata un giorno del 1944 ad auschwitz ma tutta la vita io lo ricordate da quando ho cominciato a testimoniare ho sempre voluto parlare di come ero diventata io che avendo sempre tenuto in grande onore l'amicizia e la radice etimologica amore ed essendo stata sua amica non mi sono voltata mi Sono rivestita ha
ricominciato alla mia vita da schiava il giorno dopo alla macchina c'era un'altra prigioniera di cui non so il nome eravamo ormai prigioniere da un anno eravamo molto diverse da quelle che eravamo state eravamo delle amebe eravamo degli ice e indistinguibili bruttissimo senza uno specchio senza la possibilità neanche lontana di guardarci nella nostra bruttezza ci ci guardavamo specchiandoci nella compagna che avevamo Vicino che anche vero ridotta così quando cominciamo a sentire rumori di aerei sopra di noi perché le isole le isole dell'orrore fatte dai campi tantissimi venuto fuori che erano centinaia non tutti di sterminio ma
campi di concentramento fra polonia germania austria sapete che qualcuno c'è stato anche in italia nell'indifferenza nel silenzio di tutto il mondo anche gli alleati non bombardarono mai Nelle le ferrovie negli stabilimenti che servirono poi nelle fabbriche né meno che meno i campi noi speravamo di morire sotto una bomba perché il tormento lì tutti i giorni era qualcosa di terribile ma nessuno si occupa nessuno vuole sapere nessuno nessuno accetta di sapere la verità di quei campi anche quando uno riuscì fuggendo in modo che lo sa come fu un difficilissimo arrivo in inghilterra e addirittura credo che
parlo col primo Ministro churchill di allora raccontando cosa stava succedendo in europa nessuno si interessò cominciamo a sentire i rumori di aeree sopra di noi e cambiò completamente la situazione perché i nostri carcerieri divennero estremamente nervosi ancora più cattivi sarà possibile e c'era un nervosismo generale l'idea che qualche cosa stesse succedendo ma noi che non avevamo Non ne parliamo dell'orologio che è già stato rubato il primo interrogatorio ma non avevamo un giornale non avevamo mai sentito la radio non sapevamo nulla per noi i tedeschi stavano vincendo la guerra in tutta europa e i trasporti che
arrivavano da altri stati non facevano che confermare gli orrori che avvenivano in tutta l'europa occupata dai nazisti cambiò qualche cosa di colpo sentimmo degli scoppi di Dinamite qualche cosa che saltava per aria noi che eravamo in fabbrica nella città di auschwitz vedemmo lontano dei dei roghi vedremo lontano qualche cosa che stava succedendo fecero saltare crematori camera a gas segreterie a birkenau come infatti che ha fatto i viaggi della memoria visto che ci sono solo rovine che sono state molto molto utile per i negazionisti ma che invece avevano funzionato in modo orribile per un anno Due
boe cosa stava succedendo i russi avevano finalmente rotto il fronte dell'est che i tedeschi avevano tenuto saldo fino all'ultimo uomo perchè veramente avevano l'ordine da hitler di rimanere di non arretrare e a un certo punto i russi con una forza enorme avevano rotto questo fronte delle liste stavano arrivando ad auschwitz era il gennaio del 1945 era un anno che il raw prigioniera e mentre eravamo in fabbrica arrivò il comando di uscire dalla Fabbrica senza nessun avvertimento prima così abbiamo interrotto il lavoro in quel momento e siamo state avviate per quella che fu chiamata la marcia
della morte quando io dopo la guerra vidi a carta geografica perché io ero molto ignorante moltissimo ignoranti in geografia poi non ne parliamo e non mire non mi ero resa conto di quanto avevo camminato e da dove eravamo partiti e dove eravamo arrivati quando vidi la carta geografica Cui veramente sbalordita perché se voi l'ha guardata e la carta geografica e vedete dove auschwitz anche se oggi sulle carte geografiche c'è scritto o spie cime il nome polacco io mi trovai dopo mesi sulle rive dell'elba nel nord della germania e questo cosa aveva voluto dire che migliaia
di prigionieri non erano stati uccisi non c'era stato il tempo evidentemente per i nostri assassini di ucciderci così migliaia di persone per Non far trovare un cimitero così enorme di morti all'aria aperta ai russi che stavano arrivando e verso proprio una giornata come oggi molto prima del 27 di gennaio intorno al 20 al 18 al 20 noi cominciamo questa marcia chiamata della morte era una marcia incredibile scheletri sballo isolanti sugli zoccoli nelle strade piene di neve con i cani e le guardie le guardie venivano sostituite forse anche i cani quando erano stanchi noi no La
gamba davanti all'altra non puoi cadere chi cade su quelle strade innevate sconosciute viene ucciso dalle guardie della scorta perché non può rimanere nessuno su quelle strade né uno perché stanco né uno perché sta male viene ucciso e tu vedi i bordi della strada con la neve rossa non vuoi guardare non ti puoi appoggiare a nessuno perché sei uno scheletro non mangi da più di un anno e capisci che devi camminare se vuoi Vivere la gamba davanti all'altra con una forza enorme non ti puoi appoggiare nessuno e nessuno può appoggiarsi ottey perché lo rimanderei tv ha
come fai a una gamba davanti all'altra ti fermi ti fermi quando puoi nella notte in una stazione abbandonata in un grande fienile dorme all'aperto la fai ad ossola fi per strada non ti importa niente sei senza mutande chi ti guarda sei un ameba sei un essere che ancora vivo per caso tributi sui letamai ruby Alla tua vicina se puoi veramente io ero molto stupida me li facevo rubare ma avrei rubato si constata capace un torsolo di cavolo marcio un osso già spolpato qualunque cosa ma e per in bocca e la guardi la tua vicine con
la faccia sporca di terra cerchi lo stesso come un maiale di mangiare qualche cosa mangi la neve lì dove non è sporca di sangue una gamba davanti all'altra e ci sono altri lager sulla strada ogni tanto se obbligato età i quindici giorni in un Campo che si chiama ravensburg dove sono morte molte antifasciste italiane fra cui la figlia di nenni che diventò poi ministro un altro campo orribile in cui c'erano molti italiani in cui io 6p da un'italiana che erano stati deportati i miei nonni li a ravensbruck lo seppe e poi di nuovo partire partire
senza una valigia partire tenta niente partire più più magra più più lupa più egoista più affamata più spaventata e di nuovo su strade sconosciute in cui nessuno apre Una finestra in cui nessuno sa o vuole sapere che dopo la guerra di toma io non ho mai visto come siamo passati centinaia per quella strada per quel paese abbiamo attraversato la via a via dove c'era anche la chiesa nessuno si è affacciato nessuno ti ha dato una buccia di patata nessuno tra dato un osso da succhiare nessuno tra detto poverine e attraversiamo altri lager dove c'erano altri
altri orrori altre persone peggio Di noi altri malati altre persone che non parlavano più altre persone che erano diventati diventati degli esteri senza volontà che si trascinavano sperando di morire e io e altre ragazze volevamo vivere una gamba davanti all'altra come si fa come si fa a trasformare la marcia della morte in marcia della vita si può perché siamo fortissimi uomini e donne donne soprattutto siamo fortissimi dobbiamo avere questa sicurezza dentro di noi Della nostra forza che viene dal nostro essere persone non non oggetti anche se siamo ritenute stick e pezzi col nostro numero tatuato
sul braccio e poi 6 nell'ultimo campo che si chiama march of nel nord della germania dove non lavori dove non hai niente da fare tutto il giorno dove siamo quasi tutte malate delle malattie del campo la diarrea le croste siamo degli esteri ancora vivi per caso che aspettiamo solo di ormai morire Naturalmente perché lì non era un campo di sterminio nessuno si curava di noi ogni tanto ci buttavano addosso delle cose orribili delle radici coppe delle cose che sui quali ci buttavamo come pace e aspettavamo con una specie di inedia di media ormai neanche più
triste consiglio un senso di attività del nostro essere ancora vive ma facciamo un incontro straordinario fuori dal campo che era piccolo c'era Una strada e ogni giorno ma certo ora era primavera era aprile del 1945 anche lì era arrivata la primavera e vedevamo l'erba che era cresciuta con quel miracolo della natura di quando dalla terra brulla escono quei figli verdi manca meraviglia lira tutto grigio le nostre facce le divise degli assassini e fuori cominciava la primavera c'erano le foglie sugli alberi l'erba speravamo di uscire raccogliere quell'erba e metterla in bocca succhiar la passarono dei Soldati
francesi prigionieri di guerra e vedendo questo gruppo di di esseri che potevamo essere qualunque cosa uomini donne vecchi urlarono da lontano e ci domandavano in francese ma chi siete e noi poco fiato pochissimo che avevamo siamo delle ragazze italiane e bree ragazze questi erano stupefatti loro erano dei giovanotti in carne perché erano prigionieri ma lavoravano nelle fattorie come contadini avevano sempre mangiato e vedendo ebbero pietà di noi Furono i primi i primi dopo un anno e mezzo furono i primi a dirci poverini fine a questa parola poverine era una rugiada celeste era qualcosa che nessuno
aveva avuto pietà di noi mai più poverine non morite adesso la guerra sta per finire i tedeschi la stanno perdendo stanno arrivando i russi da una parte gli americani dall'altra e noi così debole così deboli con fatica a stare in piedi infatti eravamo fra le pochissime Che ancora stessero in piedi beh la gioia non la potevamo sopportare non eravamo in grado di sopportare la gioia ci veniva male ci veniva amaral qualcosa i tedeschi stanno perdendo la guerra non è possibile ma veramente silo morite ci dissero loro non morita e proprio adesso ditelo le vostre compagne
che non si alzano più da quei lei ti schifosi pieni di insetti e luciana sacerdote di genova che sopravvissuta come me aveva la sorella la sorella che era non si alzava Più malata di cuore era uno scheletro con le gambe gonfie la faccia gonfia entravamo la e nella bara cali dicevamo laura alzati alzati guarda che stanno perdendo la guerra tra pochi giorni sarà finita e lei non riuscì alzarsi non riuscì alzarsi e morì pochi giorni dopo la fine della guerra e io luciana supplicarla alzati non stare lì vieni con noi ti viene era un momento
incredibile e vedendo di nuovo un po la stessa scena Che avevamo già visto ad auschwitz ecco i nostri carceri e ridiventare nervosissimi portare via scrivanie portare via dossier e portare via tutto quello che potevano portar via da quel campo di concentramento e di colpo in quei giorni che era proprio tre o quattro da quando i francesi ci avevano detto così ecco che arriva l'ordine di uscire dal campo ma noi non eravamo più quelli della marcia della morte di gennaio noi non stavamo più Veramente in piedi asi aprico il cancello se aprico il cancello che avevano
sognato perché quando non si conosce la libertà quando non si conosce la prigionia si dà per normale che noi adesso finito l'incontro con me si apriranno quelle porte usciremo andremo dove vorremmo ma se quelle porte non si aprissero più e fossimo obbligati a stare qui allora dopo un anno e mezzo e quando quelle porte si riaprono tu capisci che cosa Non hai avuto cosa non hai avuto la libertà per la libertà bisogna battersi bisogna sceglierla sempre la libertà ma la prima libertà e la libertà di pensiero perché io dico sempre che il mio corpo è
stato prigioniero ma mai la mia mente la mia mente è volato è volata via da quelli che mi tenevano prigioniere io ho sempre pensato con la mia testa quella non l'hanno potuta tenere prigioniere così dovete essere voi che avete la scelta Avete la libertà di pensare non come quello che grida più forte ma con la vostra festa e si apre quella porta si apre quel cancello che hai sognato di vedere aperto essi trascinandoti quasi come un animale ferito raccogli quell'erba la mette in bocca ma i denti dondolano per la piorrea e non la riesce masticare
ma la su chi è quel sapore della clorofilla che hai sognato e fai un po di passiti trash fini ma vedi che qualche cosa sta Cambiando che le guardie scappano che i cani scattano che le guardie si mettono in borghese che tu assisti 6 testimone della storia che cambia una storia che è cambiata in quei giorni in tutta l'europa occupata dai nazisti sia perché loro hanno ceduto sia perché in certi paesi in certe città sono stati i partigiani che hanno cooperato a ritrovare la libertà e tu sei lì se ancora vertità riga e sei sempre
quella stessa di cinque minuti prima massai che Sta succedendo qualche cosa che era insperabile fino al giorno prima che ve di queste persone che hai temuto che avevano potere di vita e di morte su di te su migliaia milioni di persone che buttano via i vestiti le divise che hanno spaventato non noi disperate ragazze ma gli eserciti di tutta europa che se non intervenivano i russi e gli americani avrebbero vinto tutti gli altri eserciti schierati bene era un momento eccezionale era un momento in Cui la storia stava cambiando in cui io con i miei 14
anni spauriti di una ragazza di una ragazza ancora viva per miracolo per caso vide il suo carceriere il capo di quell'ultimo campo mettersi in mutande faceva caldo era il primo di maggio buttava via la divisa andava via il cane si metteva in borghese si tornava a casa dai suoi figli padre amoroso che sarà sicuramente è stato beh fu un momento particolare della mia vita Io mi ero nutrita di odio e di vendetta avevo messo tutto nel cervello quello che avevo visto e sofferto sognavo la vendetta quando lui buttò la pistola lui non mi vedeva neanche
perché chi ero io nessuno come buttò la pistola praticamente ai miei piedi e io la vidi con la pistola e pensai adesso lo uccido mi sembrava proprio il giusto perfetto finale di quello che avevo visto e Sofferto fu un attimo fu un attimo straordinario della mia vita un attimo irripetibile perché io nonostante la mia età 14 anni capi che io non ero come il mio assassino che non avrei mai potuto uccidere nessuno per nessun motivo e mentre la tentazione era fortissima e la tentazione più grande che abbia mai avuto nella mia lunga vita non raccolse
quella pistola e Da quel momento sono diventata quella donna libera quella donna di pace che sono anche adesso [Applauso]