Allora eravamo rimasti qui quindi alla spiegazione dei vari tipi tipi di attaccamento a seguito del esperimento della Strange situation di Mary ainsworth Adesso andiamo avanti con la progressione della vita di questo bambino che è arrivato quindi ai 2-3 anni è arrivato a sperimentare la separazione della madre senza avere ansia da separazione perché ha capito tramite il linguaggio che poi la mamma torna e che questa separazione non è definitiva cosa succede l'inserimento scolastico l'inserimento scolastico a partire dalla scuola dell'infanzia non è scuola dell'obbligo lo vedremo bene nella parte di legislazione Ma è veramente diciamo così auspicabile
che il bambino faccia questa esperienza per tutte le motivazioni che abbiamo visto finora e anche per molte di più che succede si inizia Iano a ad avere delle interazioni con i gruppi di pari gruppi di coetanei gruppi di persone uguali a noi Almeno in età anagrafica ma anche non in età anagrafica basta che siano persone al di fuori della famiglia perché bellissimo il legame d'attaccamento ma abbiamo visto che bisogna orientarlo all'autonomia tutto questo quindi l'interazione col gruppo di pari È un presupposto indispensabile per avere stimoli che siano diversi da quelli della mamma e dal papà
dal sentire un linguaggio diverso mangiare cose diverse giocare in modi diversi vedere ambienti diversi quante volte magari sentiamo dire a delle mamme a dei papà Ah ma a casa a scuola fa delle cose che a casa non ha mai fatto Mangia delle cose a scuola che a casa Assolutamente no perché Perché vedere i pari aiuta probabilmente a casa La mamma ha provato a farti mangiare i broccoli in tutti i modi tu arrivi a scuola vedi il tuo compagno amico del cuore che li mangia li mangi anche tu la mamma non se ne fa una ragione
è una magia No è il potere dell'interazione con i pari Quindi qual è la particolarità della scuola è che la scuola è istituzionalmente formata per fare questo quindi per educare orientando all'autonomia in realtà anche la famiglia Ovviamente ha un potere educativo Tra l'altro riconosciuto dall'articolo 30 della nostra Costituzione ma l'Agenzia con la quale la società si occupa di educazione è la scuola e far entrare il bambino all'interno di questo sistema è importantissimo perché inizierà a capire che esiste altro dalla famiglia e l'altro rispetto alla famiglia inizierà a diventare per lui una ricchezza piano piano quindi
cosa fa il bambino dentro questa scuola Beh socializza socializza come si socializza nella nella vita di un essere umano nel suo sviluppo sociale la socializzazione è anche qui suddivisa in diversi step No abbiamo la socializzazione primaria che avviene nei primi anni di vita quindi all'interno della famiglia l'ambiente primario di interazione poi abbiamo la social azione anticipataria quindi quella che prepara alle varie esperienze sociali ed è questa quella scolastica e poi abbiamo la socializzazione secondaria per cui con il lavoro con i diversi ruoli che si ricoprono ci si adegua alla vita sociale ai ruoli a ciò
che le persone si aspettano da noi a ciò che sono i nostri doveri al fatto che dobbiamo cambiare registro modo di fare di parlare in base a dove ci troviamo Non perché siamo falsi Ma perché abbiamo un ruolo diverso socializzazione che parte dalla famiglia che viene incentivata quindi con la scuola e che si finalizza poi nel nella vita sociale dell'individuo A cosa serve banale ricordarlo Però ad acquisire dei modelli di comportamento quello che io vedo in famiglia è diverso da quello che vedo a scuola è ancora diverso da quello che vedo nell'ambiente lavorativo e dai
modelli di di comportamento altrui io posso fare due cose iniziare ad imitarli che è la cosa che fa il bambino quando è immerso nella famiglia e non ha capacità di giudizio quindi non ha capacità di discernere cosa è giusto cosa è sbagliato se una cosa la fanno mamma e papà Io la imito perché mamma e papà sono il riferimento unico che ho poi quando inizio a socializzare vedo una varietà di comportamenti inizio anche a svilupparla questa benedetta capacità di giudizio a capire che tante persone si comportano in tanti modi diversi Ma c'è cosa È giusto
c'è cosa è sbagliato e poi quando divento ancora più adulto nella mia vita sociale capisco anche che ci sono dei comportamenti che io ritengo Giusti che io ritengo sbagliati e quello è tutto ciò che afferisce allo sviluppo morale etico personale poi mi scontro anche con le regole col codice penale col codice civile Capisco che non tutto si può fare la socializzazione serve al bambino ad uscire da quel bene detto egocentrismo vi ricordate Prima abbiamo detto il bambino tra i 2-3 anni è totalmente egocentrico Cioè ha gli altri intorno Ma in realtà vede solo le necessità
di se stesso la socializzazione serve piano piano a sviluppare il fatto di riconoscere l'altro le necessità dell'altro l'empatia Ok l'individuo è immerso in sistemi relazionali fin dalla nascita e deve trarre da questi sistemi relazionali la prova la propria consapevolezza quello che vi ho detto finora piano piano piano piano acquisisci la tua consapevolezza come solo se sei esposto a una varietà di modelli Quindi è una tappa veramente veramente fondamentale per lo sviluppo dell'individuo ogni società deve assicurare la propria continuità nel tempo quindi ogni società deve avere un impianto non solo un impianto scolastico quindi un impianto
improntato alla soci izzazione ma deve avere anche delle regole di base che noi dobbiamo introiettare piano piano nel nostro sviluppo è un patrimonio culturale da passare alle generazioni quindi Che cos'è il patrimonio culturale l'insieme di norme valori atteggiamenti modi di fare conoscenze linguaggi eccetera eccetera ehm attraverso cui la società modifica a volte l'ambiente esterno a volte se stessa a volte entrambe le cose ok la socializzazione serve ai nuovi nati piano piano per diventare membri della società Che significa acquisire il patrimonio culturale e anche acquisire tutta la consapevolezza di cui abbiamo parlato finora in una società
altamente differenziata come quella moderna il patrimonio culturale Deve necessariamente essere trasmesso in due momenti diversi competenze sociali di base e competenze sociali specifiche Quali sono le competenze sociali di base Allora la comunicazione perché senza comunicazione non si va da nessuna parte quindi capacità di utilizzare il linguaggio non solo per lo scopo utilitaristico di cui parlavamo in precedenza ma per scambiarsi informazioni per dirsi come ci si sente eccetera eccetera sviluppo della capacità di entrare in rapporto con gli altri scambiando affettività prestazioni risorse il legame sociale si intreccia anche con l' attività come fa attraverso il linguaggio
Ok espressione emotiva ovviamente tutto ciò queste competenze sociali di base dove devono essere trasmesse dove io vedo i primi legami affettivi dove io inizio a Sperimentare il linguaggio in famiglia quindi nel luogo della socializzazione primaria io sviluppo le competenze soci di base è tutto legato a cosa sono legati i legami affettivi Qual è il primo legame affettivo il legame principe legame materno se mi manca quello mi manca la socializzazione primaria mi mancano le competenze sociali di base mi manca la capacità di affrontare la società è tutto estremamente logico lineare e collegato poi abbiamo le competenze
sociali specifiche e Beh ognuno ha un ruolo Ognuno ha un proprio mestiere a seconda del posto in cui mi trovo Eh ho un ruolo diverso no a scuola sono l'insegnante se vado all'università sono lo studente oppure magari insegno sia a scuola che all'università ma sono due tipi di insegnamento diversi con due tipi di pubblico diversi ok Quindi ogni a Ogni ruolo corrisponde un registro linguistico a Ogni ruolo corrisponde un'aspettativa che qualcuno ha su di noi ok E questo è legato alla socializzazione secondaria quindi eh tutto ciò che Si acquisisce nell'interazione sociale che si ha quando
si è adulti o comunque quando ci si avvia una vita professionale Ehm come si Acquisiscono queste competenze sociali specifiche come tu inizi a capire che a ruoli diversi corrispondono linguaggi diversi aspettative diverse con la scuola con la scuola perché la scuola è il primo punto è il primo posto diverso con cui tu hai a che fare rispetto alla famiglia per quanto ogni percorso esperienziale sia assolutamente individuale è possibile fissare alcune fasi del processo di socializzazione primaria che succede dentro la famiglia a livello di socializzazione l'attaccamento affettivo con la madre l'abbiamo visto la reciprocità del rapporto
adulto bambino quindi l'ultimo step No dell'attaccamento dai 2 anni in poi e poi la determinazione di modelli regole di comportamento familiare sono queste delle modalità e delle fasi che condizionano fortemente gli esiti della fase successiva l'attaccamento affettivo Vabbè ne abbiamo parlato no tra la madre dispensatrice di soddisfazioni la madre che risponde alle richieste del bambino eccetera eccetera Ehm un bambino che è totalmente dipendente dalla mamma nelle prime fasi no E ne abbiamo già parlato molte richieste hanno dimostrato che se questo rapporto è positivo il bambino sviluppa fiducia nell'ambiente e in S stesso maggiori capacità di
autonomia e di apprendimento in caso contrario si ha un arresto o comunque un rallentamento delle capacità su tutti i piani la la relazione poi diventa reciproca con regole e modelli di comportamento che sono trasmessi dalla famiglia ogni famiglia si regola come può premi punizioni ti metto in castigo ogni famiglia l'abbiamo detto all'inizio ha un proprio modello di comportamento da trasferire ai figli che dipende dal livello culturale dall'educazione ricevuta dai genitori a loro volta affinché l'interiorizzazione delle norme avvenga in modo adeguato è necessario che il bambino estenda i propri termini di riferimento dalle figure dei genitori
al contesto sociale extrafamiliare Non tutto si impara in famiglia i genitori non possono insegnarti tutto ti insegnano le competenze sociali di base ma tutto il resto lo devi fare fuori Devi estendere i termini di riferimento quindi i modelli che tu vedi di comportamento Devono anche essere al di fuori della famiglia A cosa serve stare fuori dalla famiglia quindi sviluppare le competenze sociali specifiche ma anche il senso dell'altro generalizzato Che cos'è abbiamo parlato di inserimento scolastico Ok quindi man mano che il bambino cresce agisce in una cerchia di persone sempre più allargata che sono generalmente persone
della sua stessa età ok Quindi ad un certo punto capisce che c'è altro oltre ai genitori Osserva i comportamenti degli altri e li generalizza cioè inizia a capire che tutti si comportano in un determinato modo che ne so tutti salutano quando camminano per strada Beh forse allora magari lo devo fare anch'io no inizia a generalizzare i comportamenti che vede più frequentemente fare e capisce che magari anche solo per un fatto statistico visto che lo fanno tutti magari devo farlo anch'io Ok in questo modo piano piano il bambino introietta cioè porta dentro di sé le norme
sociali ed è il primo momento in cui o vengono rafforzate le norme familiari perché un di me l'aveva insegnato anche la mamma o il papà o lo zio o chi peresso oppure a un certo punto il bambino si rende conto che c'è qualcosa di diverso dalla famiglia ci sono dei casi no magari la famiglia su su certi ehm su su certi punti non non è intervenuta se tu sei abituata a casa tua che mangi e lasci le briciole Ovunque ti trovi arrivi a scuola e a scuola ti dicono picche ti dicono iu amico mio tu
qui devi pulire tutte le volte dici la mamma non me l'ha insegnato ma qui lo fanno tutti oh Allora forse è il caso che lo faccia anch'io è il primo momento in cui in qualche modo il mito di mamma e papà non è che dico crolla però inizia a vacillare perché può darsi generalmente non accade perché insomma le norme di base le insegnano tutte le famiglie però il bambino può iniziare a notare delle differenze no quando inizi a generalizzare queste norme quindi a capire che ci sono delle cose che fanno un po' tutti può cogliere
delle differenze con quello che gli è stato insegnato e capisce che a casa fa in un modo e fuori Però tutti fanno in in un altro modo e quindi deve fare in un altro modo anche lui la formazione dell'altro generalizzato e di una capacità di giudizio autonoma indica che il bambino non si identifica e si confronta più con altri concreti ma con una generalità di altri che rappresentano l'intera società quindi l'altro generalizzato è questo capire che esiste una società che interagisce in un determinato modo non esiste Pierino che fa così Ginetto che fa in un
altro modo esiste che quando si mangia non si lasciano le briciole e si raccolgono Chi lo dice l'altro generalizzato il senso comune ok Questo è un'operazione di ehm un'operazione cognitiva alla fine no che il bambino può fare solo se esce da casa solo se si stacca dalla sottana della mamma altrimenti non lo fa vedrà solo quel modello lì e ed è un momento di base questo la formazione dell'altro generalizzato per la formazione dell'identità personale perché la formazione dell'identità personale va parallelamente alla scoperta del mondo sociale e alla sua elaborazione cognitiva cioè io mi rendo conto
di alcune cose le e piano piano formo la mia identità non mi dimentico eh di quello che mi hanno insegnato in famiglia però lo rielaboro lo Analizzo da un altro punto di vista anche se sono molto piccolo l'identità ecco eh È un altro grande problema perché Che cos'è L'identità è l'immagine che l'individuo ha di S stesso ed è una cosa l'identità personale l'identità sociale invece è l'insieme dei ruoli che la persona e il soggetto vive nelle varie sfere di vita in cui interagisce Come si forma l'identità nel processo di formazione dell'identità che è un processo
molto lungo molto complesso sarebbe superfluo è perfino superfluo Insomma ribadirlo si distinguono due componenti La prima è l'identificazione quindi Cosa succede il soggetto fa riferimento alle figure rispetto alle quali si sente uguale o simile quindi il primo punto per formare L'identità è trovare qualcuno che ci somigli i pari qualcuno che vive le cose come le viviamo noi qualcuno alto come noi basso qualcuno basso come noi qualcuno a cui piacciono le nostre stesse cose qualcuno che si comporta allo stesso modo io non mi devo sentire solo mi devo identificare in qualcuno perché sennò non capisco chi
sono l'identificazione conduce alla formazione del senso di appartenenza quando io capisco che non sono da solo significa che non ci sono solo io ma ci siamo noi che abbiamo tutti la stessa età a cui non piacciono i broccoli a cui che abbiamo difficoltà ad arrivare al tavolo perché siamo bassi è l'identificazione che conduce al senso del noi ed è il primo passo e poi l'individuazione una volta che io ho capito che cos'è che mi accomuna agli altri dalle cose più banali alle cose più complesse faccio riferimento a quello che sono io come la penso come
mi comporto Ok cosa mi distingue dagli altri sia dalle altre persone che fanno parte dello stesso gruppo sia dagli altri gruppi da persone che che non interagiscono con noi quindi si parte Dalle caratteristiche fisiche dalle scelte che poi da adulti diventano scelte etiche e morali prima l'individuo è naturalmente portato a cercare dei punti in comune con gli altri una volta che si sente identificato che non si sente solo inizia a ragionare su Che cos'è che lo distingue dagli altri e inizia formare un'immagine di sé e dice ok Io faccio parte di questo gruppo ma io
sono così E ho delle cose che mi distinguono dal gruppo ma la formazione dell'identità è cosa ben lunga ben complessa cioè si arriva veramente a volte anche ben oltre la La maggior età anagrafica andiamo alla socializzazione secondaria socializzazione secondaria abbiamo detto importantissima perché l'insieme dei processi di formazione delle competenze specifiche che vengono richieste all'individuo per esercitare i vari ruoli Ok oviamente il problema della società odierna è che tutti noi interagiamo con una marea di contesti diversi perché i collegamenti sono più veloci perché possiamo essere in più posti contemporaneamente e quindi ehm ogni individuo ha una
marea di ruoli da ricoprire che sono complessi e quindi la socializzazione secondaria è molto importante perché con la socializzazione secondaria Si apprende ok Quali sono le aspettative legate ad ogni ruolo che noi abbiamo Quali sono le competenze che io devo esercitare quando sono studente quando sono insegnante quando sono a casa e sono figlio quando sono con mio marito e sono moglie quando sono con mia madre e sono figlia eh particolare ok E poi soprattutto mano a mano che si cresce si Acquisiscono sempre più ruoli prima non ero madre adesso lo sono prima non ero nonna
adesso lo sono diventata E chi me li insegna nessuno ok Non è che una volta che tu acquisisci un ruolo arrivi il manuale di istruzioni come quando compri la lavatrice la socializzazione se secondaria per questo non finisce mai agenti di socializzazione quali sono no i i contesti in cui si socializza famiglia scuola l'abbiamo detto formazione ehm Scusate gruppo di pari i mediac i media hanno un ruolo pesante e molto pericoloso se me lo permettete perché in realtà tendono ad influenzare la persona tendono ad annullare quella capacità di giudizio di cui abbiamo parlato finora che è
importantissima quella capacità per cui io interiorizzato li Analizzo li confronto con l'educazione che ho avuto e poi sviluppo un mio senso critico i media di oggi mi bombardano talmente tanto con lo stesso tipo di comportamento che io lo faccio mio e non ci ragiono più sopra pericolo assoluto Ok la socializzazione È un processo continuo e tutt'altro che lineare Perché Perché molto spesso tutti gli agenti di socializzazione la famiglia la scuola il lavoro i media non sono coerenti tra di loro e quindi l'esercizio della persona è continuo Non si finisce mai di introiettare modelli di comportamento
banalmente Anche perché i modelli della società cambiano con gli anni e quindi quello che era normale anni fa adesso non lo è più quello che era considerato quasi da pazzi anni fa adesso è considerato tipico è considerato qualcosa da fare quindi l'individuo è costantemente esposto a delle scelte Ok deve farsi carico di scelte perché non si può evitare Ok deve scegliere come comportarsi deve scegliere a cosa orientare il proprio comportamento ora affrontiamo uscendo dalla questione diciamo della funzione della socializzazione che abbiamo analizzato la questione dei gruppi perché è importante fare parte di un gruppo nella
vita Nella socializzazione eccetera tutti noi siamo portati nella maggior parte dei casi a Non distinguere no a dire Ha un gruppo di colleghi o un gruppo di amici o il gruppo del che ne so dell'or in realtà non sono tutti i gruppi ci sono gli aggregati ci sono le categorie e poi ci sono i gruppi che cos'è un aggregato è un insieme di persone che si trovano casualmente nello stesso luogo nello stesso momento sei in ascensore sei con un aggregato di persone tecnicamente La psicologia sociale quello non lo chiama gruppo lo chiama aggregato Perché non
hai niente in comune con quelle persone lì la casualità vi ha portato a prendere l'ascensore nello stesso momento e e basta ok Se rimanete bloccati rimanete lì insieme ma siete completamente frutto della casualità categoria costituita da persone con tratti comune comuni ma spesso non interagenti tutti gli insegnanti d'Italia appartengono alla stessa categoria non si conoscono tutti non parlano tutti tra di loro Ok sono una categoria hanno dei tratti comuni in questo caso la professione oppure che ne so tutte le persone bionde d'Italia tutti i parrucchieri d'Italia tutti i che ne so i produttori di latte
in Italia non è che si conoscano Per forza non interagiscono hanno un elemento un tratto in comune e poi c'è il gruppo Eh cos'è il gruppo è un costituito da persone di da soggetti che interagiscono tra di loro che hanno dei ruoli legati tra loro che hanno un senso di appartenenza ok hanno una finalità spesso Specifica e hanno delle relazioni al loro interno quindi capite che per chiamare un insieme gruppo ci vogliono Tutti questi elementi un'interazione ruoli ben precisi delle relazioni e un obiettivo comune Quali tipi di gruppi ci sono un gruppo primario gruppo secondario
gruppo primario È un numero limitato di individui che interagiscono in modo informale per un periodo di tempo abbastanza lungo con una maggiore intimità sonma è il gruppo di amici OK 4 5 6 7 un gruppo comunque limitato che ha un legame emotivo Ok che interagisce in contesti informali andiamo al cinema andiamo al bar a prendere l'aperitivo e poi c'è il gruppo secondario sono delle persone che hanno un legame che hanno un ruolo comune che hanno tutte le caratteristiche che abbiamo elencato prima che hanno un obiettivo ma non necessariamente hanno un legame affettivo cioè l'insieme degli
assessori della giunta comunale ognuno ha il proprio ruolo fanno parte tutti della giunta comunale hanno tutti l'obiettivo comune di portare a termine La legislatura non è che abbiano per forza dei legami affettivi hanno una finalità che in quel momento li fa diventare un gruppo ok caratteristiche dei gruppi sono dei sistemi molto complessi Ok Ehm possono esserci dei gruppi in cui tutti possono interagire allo stesso modo o dei gruppi in cui emerge un leader qualcuno che coordina qualcuno che gestisce qualcuno che prende le decisioni generalmente nei gruppi di amici non è così ma nel momento in
cui per esempio dobbiamo Siamo un gruppo di colleghi che devono presentare un progetto magari c'è il capoprogetto Ok che fa parte del gruppo ma è il leader e ogni leader ha uno stile Ok il leader ha un potere che si chiama leadership e poi ci sono tutti gli altri che sono i follower e in realtà anche seguire il leader richiede delle capacità Ok Ci sono persone nate diciamo nate o comunque che hanno una spiccata propensione ad essere leader e persone che sono dei follower ma non per questo valgono meno Quali sono gli stili di leader
leader autoritario leader democratico e leader lasfer quindi il leader che ti lascia fare un po' quello che vuoi e generalmente Insomma diciamo che con difficoltà quando hai un leader caotico arrivi all'obiettivo poi i gruppi secondari Quindi quali sono i gruppi ehm di cui noi facciamo parte nella nostra socializzazione secondaria le grandi organizzazione vi ho scritto qui le grandi organizzazioni sono molto estese e solitamente hanno una struttura gerarchica Quindi quando siamo eh in un ruolo lavorativo di solito sappiamo Ok qual è la struttura gerarchica in cui dobbiamo interagire sappiamo quali sono le regole sappiamo quali sono
le modalità di controllo Che inevitabilmente vengono esercitate su di noi m e i gruppi secondari di solito sono dei gruppi a cui noi o ci adeguiamo in maniera volontaria per esempio gruppo dei Testimoni di Geova se vuoi farne parte bene senò ti orienti da un'altra parte un partito politico poi abbiamo i gruppi di cui facciamo parte obbligatoriamente la scuola e poi i gruppi utilitari per cui ehm noi ne facciamo parte perché ci serve Ci serve a farne parte ci serve a raggiungere degli scopi ora entriamo negli studi teorici eh sui gruppi sulle comunità vedremo questo
concetto che è un concetto molto importante che si estende al anche all'ambiente scolastico il concetto è quello di comunità di pratica Ok Community of practice è un concetto degli anni 90 elaborato dallo studioso etien wenger Che cos'è una comunità di pratica è un sistema di persone che si auto Ok ed è formato da membri m accomunati Ovviamente da idee da interazioni possono essere anche accomunate da un legame emotivo ma non per forza che hanno una specifica visione condivisa e hanno uno specifico obiettivo si accomunano cioè diciamo si riuniscono in maniera volontaria e hanno dei compiti
socialmente apprezzati e a cosa serve questa comunità di pratica serve al miglioramento collettivo per cui il gruppo che viene identificato da eten wenger come comunità di pratica ha lo scopo di utilizzare la conoscenza la conoscenza messa in comune e messa al servizio del gruppo da queste persone per migliorare Ok la società su diversi livelli altra teoria sui gruppi sulla comunità di pratica in realtà mcan Marshall mcan anche lui teorico della comunità di pratica aveva delle idee particolari sulla società odierna riteneva nello specifico che la società odierna oscilli continuamente fortemente tra individualismo e divisione di ruoli
tra globalizzazione e collabor Ok qual è il problema della società di oggi che il modo repentino con cui si creano legami il modo repentino con cui siamo tutti abitanti del del diciamo del pianeta Terra No abbiamo la possibilità di mangiare tutti le stesse cose anche se siamo a Chilometri e chilometri di distanza abbiamo la possibilità di telefonare dall'altra parte del mondo mondo non sappiamo mai con certezza Qual è il gruppo di cui facciamo parte e non sappiamo mai con certezza a che cosa vogliamo per che cosa vogliamo mettere a servizio la nostra conoscenza okm è
difficile secondo me kwan in questa società che oscilla tra l'essere troppo soli perché appunto poi i mezzi di comunicazione portano a questo E l'essere parte del del del pianeta non non sappiamo far parte di gruppi in maniera così precisa e ordinata Come magari si poteva fare una volta ora proprio perché facciamo parte di una società complessa iniziamo a parlare di educazione di ehm individuare in una società Così complessa multirazziale multiculturale un percorso educativo Cioè tu dici ma in una società così piena di cose di persone di cose che cambiano in continuazione eccetera come educo l'individuo
no se sono un'istituzione Quindi se sono la scuola e mi devo devo trovare un percorso no lineare coerente con tutta questa pluralità di valori come faccio Eh L'idea è quella di prevedere delle attività in cui in qualche modo si integrano tutti i linguaggi presenti nella società odierna capite la complessità linguaggio lingue diverse usi e costumi diversi perché perché ci sono delle competenze che vengono ritenute universali e ci sono delle competenze che invece vengono portate dalla presenza contemporanea in un territorio di persone che vengono da altre parti del mondo persone che hanno altre religioni altri modi
di mangiare altri modi di parlare quindi l'educazione interculturale cerca di barcamenarsi tra questo macello che fondamentalmente è perché la società non è più ordinata come una volta in cui tutti si richiudeva ognuno nel proprio recinto e avevano dei punti cardine precisi ma adesso ognuno è una cosa estremamente positiva capiamoci Però ognuno arriva e in qualche modo Scardina la situazione e dice Ma come faccio a trovare un percorso coerente ci metto dentro un po' di tutto le competenze universali ma anche i linguaggi degli altri popoli delle altre persone ok Quindi questo In realtà è un diciamo
così una una consapevolezza estremamente innovativa perché negli anni passati quando si è iniziato a vedere lo straniero che arrivava c'era un po' l'idea dell'assimilazione quindi c'era un po' l'idea del Tu sei lo straniero tu ti devi adattare ce ne frega niente di quello che ci porti quello che hai nella tua cultura te lo tieni a casa tua ma ti devi assimilare alla nostra società che non si apre per niente Ok ad oggi invece il paradigma è molto diverso non è più assimilazione quindi non è più io praticamente fagocito Lo straniero che arriva ma è Lo
straniero che arriva rappresenta una ricchezza e io quella ricchezza non solo la riconosco Ma la valorizzo e la insegno anche nei percorsi educativi scolastici degli individui che stanno crescendo roba veramente importante e innovativa quindi dall'esigenza della della società multiculturale in cui siamo immersi cosa è uscito il documento linee guida sull'educazione interculturale dell'Unesco qui vedete il nome in inglese guidelines on intercultural education quindi si trovano in questo documento due approcci d'educazione che sono la multiculturale e l'intercultura la multiculturale è superata per cui io devo Sì accettare e tollerare la presenza dello straniero il nostro paradigma attuale
è quello interculturale quindi comprensione rispetto dialogo tra le culture e dal dialogo nasce un'intenzionalità pedagogica Quindi io faccio della cultura al lui un modo per insegnare cose nuove per comprendere cose nuove per capire punti di vista nuovi è una progressione sociale e culturale molto evidente perché non è più Ah sì c'è lo straniero Vabbè sta lì non è più celo straniero si deve adattare ma è Cè Lo straniero Wow Che cosa bella che Cè Lo straniero Aspetta che imparo due tre cose e magari mi arricchisco anche ok Quali sono i principi dell'educazione interculturale rispettare l'identità
culturale dell'altro Chiunque esso sia Ovviamente poi lo vedremo educazione interculturale significa anche avere un impianto legislativo che ti permette questo quindi di di rispettare Lo straniero fornire a tutte le a tutti le conoscenze abitudini e abilità necessarie per partecipare attivamente mente alla società e fornire a tutti gli studenti le conoscenze per rispettare l'altro comprendere l'altro essere solidali con l'altro essere così orientati All'altro fa sviluppare nelle persone empatia Non è roba da poco perché finché io sviluppavo semplicemente tolleranza con la tolleranza non ci fai niente rimani comunque passivo Sì puoi vedere Lo straniero come una specie
di di di virus che ti si attacca alla tua società come fosse un organismo e rimane lì passiamo adesso a linguaggio e comunicazione linguaggio e comunicazione è il secondo step importante dopo quello del della dello sviluppo sociale dell'individuo ed è importantissima la comunicazione e ha un ruolo importante nello sviluppo dell'individuo come abbiamo visto perché ci permette all'inizio di comunicare con Fini utilitaristici e poi ci permette di affermare gradualmente La nostra identità di farci capire produrre un comportamento negli altri quindi avere anche un'intenzione saperla trasmettere il messaggio che noi vogliamo comunicare è sempre un messaggio che
deve portare a un risultato io quando apro la bocca è sempre perché voglio qualcosa voglio ottenere qualcosa da qualcuno che sia un comportamento che sia una ricompensa qualsiasi cosa quindi dobbiamo capire o comunque sviluppare la capacità di capire Quale può essere la reazione dell'altro al fatto che noi vogliamo comunicargli una determinata cosa Se ci pensate tutte le volte che noi stiamo per dire qualcosa abbiamo un'idea più o meno consapevole di quale sarà la reazione dell'altro o perché conosciamo la persona e quindi in questo caso la comunicazione specifica no Che ne so eh dire a mia
madre che ho finito i soldi che mi aveva dato la paghetta settimanale che mi aveva dato eh prima dello scadere della settimana so che la farà arrabbiare Eh vabbè lo so però glielo devo dire perché Cosa voglio produrre voglio che me ne dia ancora di soldi oppure ci sono dei casi in cui la nostra comunicazione avrà delle delle conseguenze che sono socialmente diciamo individuabili se io mi cola il naso chiedo un fazzoletto so che la reazione può essere o che me lo diano o che non me lo diano punto in quel caso non è indirizzato
alla persona sono norme sociali di gentilezza di disponibilità la comunicazione altra cosa importantissima Non si limita alle le parole Questo è un punto cardine le parole in realtà sono il 20% della comunicazione dell'efficacia della comunicazione l'altro 80% è tutta la parte che sta attorno alle parole che Vedremo bene ora un certo Roman jacobson ha elaborato uno schema di comunicazione Cosa vuol dire che per comunicare secondo questo jacobson ci devono essere sei elementi un mittente un destinatario un messaggio un contesto quindi un tema di cui si parla un canale e un codice quando si vuole comunicare
ci sono sempre questi sei elementi ovvio che se vedete in questo caso manca il luogo della comunicazione e questo non c'è perché a volte il luogo si a nulla ai tempi di jacobson non esisteva WhatsApp neanche Instagram neanche Facebook ma lui c'era già arrivato Ok il luogo fisico non è importante altra cosa la pragmatica della comunicazione umana Paul vaslav ci sono degli elementi degli assiomi in realtà che sono come delle leggi assolute della comunicazione la prima legge assoluta Sapete qual è ogni comportamento è comunicazione qualsiasi cosa si faccia qualsiasi cosa si dica si vuole comunicare
un messaggio in maniera conscia in maniera inconscia in maniera verbale in maniera non verbale ogni azione comunica sempre qualcosa a ogni azione corrisponde una reazione che tu lo voglia che tu non lo voglia che tu lo sa Saia predire o che tu non lo sappia predire non si può non comunicare D'altronde ogni comportamento è comunicazione e quindi è impossibile non lanciare messaggi continui anche quando stiamo in silenzio e ci sembra di non comunicare nulla in realtà il messaggio è molto chiaro okm per esempio vedete scritto qua Se siamo sul treno un treno affollato tutti parlano
e noi invece c'abbiamo il giornale davanti il messaggio è mi voglio fare il mio viaggio tranquillo Non mi interessa parlare C'ho un mal di testa e non vedo l'ora di arrivare Figurati se mi metto a parlare con te Stop terzo assioma della comunicazione il significato della comunicazione sta nella risposta dell'interlocutore Quindi abbiamo detto che chiunque comunichi vuole generare un comportamento chiunque comunichi vuole generare una risposta come il bambino nel legame di attaccamento il risultato è che l'efficacia della comunicazione Dipende da come l'altro risponde Non ha alcuna importanza quello che noi crediamo di aver comunicato esiste
un solo significato nella nostra comunicazione ed è quello che il nostro interlocutore ha ricevuto sapete quei casi che capitano a tutti in cui uno dice magari fai una battuta no dici una cosa Ah fermiamoci prima della battuta dici una cosa l'altro si offende e tu dici no Ma io scherzavo non è così secondo vlavi il significato non è quello che tu vuoi dare ma è quello che l'altra persona coglie quindi in quel momento se quella la l'altra persona se l'interlocutore si offende vuol dire che la valenza comunicativa era questa l'unico significato è quello che l'interlocutore
attribuisce Non esiste Quello che tu gli volevi dare è quello che l'altra persona coglie L'importante poi sta a noi sulla base dei risultati ottenuti modificare il modo di comunicare se io voglio che quella persona Rida anziché che ci resti male la prossima volta gli lo dico in un altro modo quarto assioma della comunicazione Noi siamo abili dei risultati della nostra comunicazione se io ti faccio una battuta che per me era una battuta Ma tu la cogli come offesa e la valenza della mia comunicazione la determini tu che sei l'interlocutore e ti sei offeso io non
posso dire Ah ma è colpa tua che ti offendi per tutto No il risultato della comunicazione è responsabilità di chi comunica ok È una cosa molto difficile da eh da accettare Però in realtà è così non dipende da come reagisce la persona esempio troppo permaloso m mh no dipende da chi comunica chi comunica si deve modulare se quello che ottieni non è quello che volevi ottenere vuol dire che non hai trovato il modo giusto per comunicarlo se volevi fare una battuta e l'altro si è offeso vuol dire che non non l'hai detto nel modo corretto
vuol dire che c'era qualcosa in te che in qualche modo ha trasmesso all'altro Qualcosa che l'ha offeso e non è l'altro il problema sei tu che hai comunicato male ok È una roba veramente difficile da da da modulare da far entrare nella quotidianità questa Se ci pensate Questi sono i quattro assiomi della comunicazione secondo vaslav ogni volta che comunichiamo modifichiamo il il nostro modo in cui il modo in cui il nostro ascoltatore ci considera Quindi anche quando siamo di fronte a una persona che ci conosce da tanto tempo eh quando si dice Non ho mai
smesso non smetto mai di conoscere una persona è vero tutte le volte che noi apriamo bocca anche nei confronti di una persona con cui abbiamo un legame consolidato da tempo gli diamo delle informazioni nuove su di noi verbali o non ok E quel messaggio condizionerà l'interlocutore perché in qualche modo se tu parli a qualcuno e quel qualcuno non è un robot l'interlocutore avrà dei sentimenti avrà dei ricordi nella sua testa Ok che modificheranno il suo stato d'animo necessariamente se tu mi racconti una cosa triste io tendenzialmente mi rattristisce per te oppure se sono invidioso Magari
dico eh Ti sta bene amico ok ma inevitabilmente quello che qualcuno mi dice mi modifica sempre la comunicazione l'abbiamo detto Non è solo verbale ma anche non verbale e simbolica la comunicazione verbale ve l'ho detto prima è soltanto il 20% di quello che noi comunichiamo agli altri e utilizza il linguaggio orale o scritto la comunicazione non verbale è un mondo incredibile che a volte conferma quello che stiamo dicendo oralmente a volte lo contraddice a volte il nostro verbale è completamente l'opposto Il nostro non verbale è completamente l'opposto dalle parole che ci escono di bocca a
volte il nostro non verbale ci tradisce cioè lascia intendere che la pensiamo in un altro modo rispetto a quello che invece stiamo dicendo è una grande è un grande problema la comunicazione non verbale perché non si controlla molto spesso non si controlla Nonostante sia spesso sottovalutata la comunicazione non verbale è molto più primitiva molto più diretta ed è quella più carica di efficacia Questo è il motivo per cui le relazioni a distanza che si articolano in messaggi telefonate sono delle relazioni a livello comunicativo manchevoli perché io per completare la comunicazione devo poter avere quella persona
dal vivo devo poterla vedere osservare nella sua totalità devo poter Cogliere i suoi gesti il suo tono di voce la sua espressione facciale ok Molto spesso si dice no Eh ma nelle per dire nelle relazioni a distanza tutto viene ingigantito perché perché non c'è il non verbale Se ci pensate quante volte tutto si risolve perché ci si fa una smorfia ci si sorride e finisce tutto lì se voi articolate una relazione in delle chiamate in dei messaggi tutta questa componente manca ed è l' 80% perché vedete quando parliamo solo il 20% di quanto comunichiamo È
veicolato dalle parole il resto viene trasmesso con il linguaggio del corpo e se io il corpo della persona non ce l'ho davanti sono logicamente di fronte a un grande impedimento qual è il problema della comunicazione non verbale Il problema è che quando io parlo C'è sempre la componente non verbale attorno quando io parlo ho sempre una postura quando io parlo ho sempre un'espressione facciale o sempre un tono di voce Ok invece la comunicazione non verbale non può esistere senza la comunicazione verbale Quindi anche essere in silenzio è un messaggio che ha un'alta Valenza comunicativa che
cosa riguarda il non verbale il linguaggio silenzioso come il linguaggio dei segni il linguaggio dell'azione quindi movimenti e il linguaggio degli oggetti quindi sia degli oggetti che del corpo umano che è un canale è il canale prediletto della comunicazione non verbale cos'è parte del linguaggio non verbale l'apparenza fisica che ci piaccia o no la bellezza fisica l'apparenza fisica l'altezza la bassezza la magrezza sono parte del linguaggio non verbale che possono facilitare o ostacolare i rapporti sociali è comunicazione anche quella l'abbigliamento anche quello è comunicazione la postura l'orientamento spaziale dove ti metti se hai davanti a
te una stanza vuota Dove vai vai in prima fila ti vai a mettere nell'angolo cerchi il posto più nascosto possibile eh mimica facciale sguardo mentre sono gli altri a parlare cosa fai Dove guardi ti gratti il naso guardi a terra guardi in alto ti giri dall'altra parte AG Grotti le sopracciglia distanza interpersonale quanto stai vicino alle persone quando gli parli cosa Può voler dire la distanza che hai con una persona la prossemica della comunicazione è molto importante quindi vedete da una parte ehm ci sono le parole e dall'altra ci sono tutti questi elementi tono ritmo
pause enfasi volume della voce sono tutti elementi del linguaggio non verbale apparenza fisica abbigliamento gestualità postura contatto fisico visivo facciale orientamento spaziale distanza interpersonale un sacco di elementi non sempre controllabili per le persone passive va tutto bene sono tranquille e tendono a non mettersi in discussione tendono ad evitare il confronto e il conflitto nella comunicazione ci sono dei comportamenti che si adottano questo è il comportamento passivo dove andiamo Ah per me va bene tutto Cosa vuoi fare oggi decidi tu dopo un po' ti irrita comportamento aggressivo le persone aggressive tendono a intimorire gli altri tendono
a fare qualsiasi cosa per raggiungere i propri scopi se hanno un'idea in testa col cavolo che la condividono vanno dritte per la loro strada non gli interessa delle conseguenze eh Questi estremi non permettono di instaurare buoni rapporti Perché sono i due poli opposti Ok un modo di comportarsi e comunicare che porta a raggiungere contemporaneamente questi due obiettivi risiede nella l'assertività quindi c'è una via di mezzo tra essere passivi e essere aggressivi Sì la comunicazione assertiva cos'è È molto importante perché è una una delle qualità a mio avviso fondamentali di un insegnante per esempio è una
competenza relazionale che permettere di riconoscere le proprie emozioni e i propri bisogni e di comunicarli agli altri nel rispetto reciproco sembra banale ma comunicare rispettando l'altro non è facile perché abbiamo visto prima che tra le regole della comunicazione cioè il fatto che io sono responsabile delle conseguenze che la mia comunicazione ha sull'altro e non è facile ogni volta che io apro bocca modulari in modo che il risultato sia sempre quello che voglio ottenere e che non sia diciamo dannoso per l'altra persona no va considerato un modo di essere la comunicazione assertiva ed è il prodotto
di un equilibrio molto labile in realtà che nasce dall'armonia tra le abilità sociali le competenze emotive e il pensiero razionale Quindi abilità sociali quelle famose abilità che abbiamo visto che si sviluppano nell'individuo con il tempo le competenze emotive in questo caso l'empatia che vedremo e il pensiero razionale Quindi un minimo devo ragionarci sopra la comunicazione prima di aprire bocca l'assertività è una caratteristica della comunicazione che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie opinioni ma né in modo passivo né in modo aggressivo si manifesta come giusto equilibrio tra due paraliturgia rispettare
comunque emotivamente l'altro ok e cercare di ehm stimolare la comunicazione perché Cosa succede se io comunico in modo aggressivo che l'altro si chiude e la comunicazione in qualche modo non va avanti ora siccome non siamo qui solo a parlare di definizioni in astratto vi ho inserito alcune indicazioni per la comunicazione assertiva Non che siano degli argomenti da studiare di per sé ma possono essere uno stimolo visto che questi sono comunque argomenti che tutti noi viviamo sulla nostra pelle quotidianamente No operativamente cosa si può fare per favorire una comunicazione assertiva iniziare gli scambi con frasi come
dal mio punto di vista penso che se guardo le cose alla luce delle mie informazioni attuali cercare di essere un po' diplomatici Ok non imporsi sugli altri roba difficilissima ehm aiutare gli interlocutori ad esprimere il loro punto di vista e non farlo Al posto loro quindi non sparare delle sentenze sulle persone ho notato questo quel comportamento da parte tua come devo interpretarlo perché ti sei comportato così Mh e poi è importante saper aspettare in silenzio la risposta perché spesso quando facciamo queste domande alle persone non è immediato che risponda Non è non è come chiedere
due per due quindi anche dare il tempo alle persone di elaborare l'informazione che vogliono comunicarci è importante Ok quindi per questo video ci fermiamo qui terzo appuntamento vedremo le tappe di sviluppo del linguaggio