Ha risposto al citofono e poco dopo è scomparsa diceva mamma Vittoria, parlando di sua figlia, sparita a 15 anni in un giorno come tanti Mirella Gregori è un'adolescente che frequenta l'istituto tecnico È cresciuta in una famiglia umile I suoi genitori sono proprietari di un bar a due passi dalla stazione di Roma Termini Mirella, quel sabato mattina, torna a casa da scuola intorno alle 14 si cambia, aiuta ad apparecchiare All'improvviso, qualcuno suona al citofono: “No, no, se non dici chi sei riattacco” dice lei alla cornetta “Ma che sei matto? Devo ancora pranzare Facciamo alle tre e mezzo alla scalinata del Bersagliere” Il monumento del Bersagliere si trova davanti a Porta Pia a circa 300 metri da casa sua, che è a via Nomentana Quando sua madre le chiede chi è, Mirella risponde “Alessandro”, un compagno delle scuole medie per cui aveva una cotta, ma che non vedeva da un po’ Quel giorno, almeno apparentemente, hanno un appuntamento Verso le 15:25 la ragazza è pronta per uscire Torno fra e poi va via Sono le ultime parole che rivolgerà alla mamma prima di sparire In realtà quel pomeriggio, si scoprirà in seguito Alessandro era da tutt'altra parte a casa di un amico, che confermerà la sua versione Ma allora, Mirella con chi ha parlato al citofono? È caduta nella rete di un orco che si è finto Alessandro per ingannarla?
Ma soprattutto, la sua scomparsa è collegata davvero a Emanuela Orlandi, che sparì sempre a 15 anni e sempre a Roma, solo un mese dopo di lei? In questi anni, 40 lunghi anni la famiglia di Mirella ha detto più volte che il suo caso è stato trattato come una “scomparsa di serie B”, e che di lei si è parlato soprattutto perché sarebbe finita nelle mani degli stessi rapitori di Emanuela Ma se le cose non fossero andate così? La sera stessa della scomparsa la famiglia di Mirella andò in commissariato per presentare la denuncia Ha raccontato tante volte Maria Antonietta, la sorella di Mirella Proprio nei primi giorni noi non sapevamo nulla non avevamo notizie, non sapevamo neanche come muoverci Infatti mia madre andava quasi tutti i giorni al commissariato che era proprio di fronte casa e lì ci dicevano: “Signora non si preoccupi, se sappiamo qualcosa se abbiamo notizie, siamo noi i primi a dirvelo non può stare qua tutti i giorni” Ma immaginate una madre a cui scompare una figlia di 15 anni, quello che può avere nel cuore E niente, siamo stati così nell’attesa che qualcuno o qualcosa ci desse un aiuto loro insistevano con l’allontanamento volontario Quindi state tranquilli, è una bravata tornerà, non si preoccupi, anche la sera stessa della denuncia non si preoccupi, vedrà che domani mattina torna Allora Mirella.
. . oltre a essere una ragazza semplice perché era una ragazza normale non si truccava, si metteva qualcosina così Era una ragazza studiosa, tranquilla ballava, ballava a casa perché metteva la musica, all’epoca erano le canzoni degli anni ‘80, ’90 e quindi con lei magari ci mettevamo a fare qualche coreografia perché poi alla fine avevamo solo due anni di differenza Che Mirella fosse stata vittima della cosiddetta “tratta delle bianche” fu la prima ipotesi al vaglio della polizia Negli anni ‘80 giravano tante leggende metropolitane come quella di una boutique nel centro di Roma che aveva al suo interno un “camerino della morte” dove le ragazze che vi entravano per provare i vestiti venivano narcotizzate e poi sparivano nel nulla Al di là dei racconti fantasiosi, fra le forze dell'ordine si credeva davvero che potesse esistere un'organizzazione criminale che rapiva giovani donne da vendere al mercato nero, per l'espianto di organi o per lo sfruttamento sessuale Un rapporto redatto dalla polizia giudiziaria della Questura di Roma nel 1983, portò alla luce un dato allarmante: in quell'anno, soltanto nella Capitale, sparirono 321 minorenni, di cui 177 ragazze Nella maggior parte dei casi furono ritrovate entro l'anno Ma di una ventina, fra cui Mirella ed Emanuela, si perse ogni traccia Non sappiamo quanto fu battuta questa pista ma fa riflettere la testimonianza della migliore amica di Mirella Sonia De Vito Interrogata dai carabinieri di Roma, il 4 novembre 1983 riferì che Mirella, due mesi prima di scomparire, era stata avvicinata da un giovane biondo che l'aveva invitata a salire nella sua macchina Ancora, un uomo dai capelli chiari si era presentato con un altro individuo sospetto, all'inaugurazione del bar dei Gregori che riapriva dopo alcuni lavori di manutenzione In quell'occasione, l'uomo provò a scattare delle fotografie mostrandosi interessato a Mirella tant'è che sua madre fu costretta a chiedere ai due estranei di allontanarsi esattamente un giorno prima che Mirella svanisse Sono entrati questi due tizi che guardando mia sorella, questo è il racconto di mia madre, hanno fatto un cenno con la testa, come per indicarla e avevano una macchina fotografica attaccata al collo e volevano fare delle foto mia madre si è accorta di ciò e li ha allontanati dicendogli che era una festa privata e non avevamo bisogno di foto Presero le macchinette e se ne andarono perché li mandò via Abbiamo già citato Sonia De Vito ma dobbiamo inevitabilmente tornare su di lei perché il suo ruolo in questa storia è fondamentale Sonnia e Mirella erano amiche di vecchia data si frequentavano fin da piccole perché Sonia era la figlia dei gestori del bar che si trovava sotto casa di Mirella, dove insieme passavano buona parte del loro tempo libero Quel 7 maggio, dopo aver salutato sua madre, Mirella non andò direttamente all'appuntamento si fermò a parlare con Sonia Si chiusero per circa 15 minuti nel bagno del locale, parlando di “cose da donne” Agli inquirenti Sonia non ha mai rivelato altro tanto da rischiare di essere accusata di reticenza Viene da chiedersi: Sonia sapeva qualcosa che Nel 2016, il giornalista Tommaso Nelli ha pubblicato in esclusiva un appunto dell'allora SISDE, in possesso dei servizi segreti italiani In questo documento venivano riportati stralci di una conversazione intercettata il 26 ottobre 1983, cinque mesi dopo la scomparsa di Mirella, fra Sonia e un'altra ragazza, in cui Sonia diceva: La rivelazione è clamorosa sembrava che Sonia sapesse chi aveva preso Mirella L’ho saputo anche io tramite i giornali, i giornalisti eccetera che c’è stata questa intercettazione proprio nel locale di Sonia Quello che ne è seguito dopo sinceramente non lo so non so perché non sono andati più a fondo, se c’è stato un seguito Penso che sia una cosa importante e non vada sottovalutata Ma torniamo al 7 maggio: Mirella è sparita da diverse ore e a quel punto a casa sua iniziano a preoccuparsi Raccontò una volta sua madre Maria Antonietta scende a cercare la sorella e ovviamente la prima persona a cui fa domande è proprio Sonia, che a quel punto -fate attenzione- le dà un'informazione che stranisce la stessa Maria Antonietta Le dice che Mirella, dopo l’appuntamento a Porta Pia, sarebbe andata a Villa Torlonia, a suonare la chitarra con degli amici Mirella non suonava la chitarra e non frequentava amici con la chitarra quindi mi è parso un po’ strano ora non sappiamo se è una cosa inventata da lei o se è quello che ha detto mia sorella ma mia sorella era limpida, era una ragazza sincera non aveva bisogno di sotterfugi, perché siamo state abituate così mamma voleva sapere la verità da noi e voleva sapere i nostri movimenti non ci hanno mai negato niente i nostri genitori Come vi dicevo, Sonia e Mirella passavano molto tempo al bar ma non sempre da sole Mamma Vittoria raccontò che le due amiche chiacchieravano spesso con un giovane che andava lì a fare l'aperitivo: “Trenta-quaranta anni, altezza un metro e settanta, viso ovale, occhi sorridenti, accattivanti, capelli lisci bruni tagliati corti Un uomo che vestiva, quando lo vedevo seduto al bar, con abiti sportivi ma sobri” Questo l'identikit fornito da Vittoria Arzenton Dopo la scomparsa di Mirella, quell'uomo non si fece più vedere I coniugi Gregori si trovavano nella chiesa di San Giuseppe a via Nomentana, vicino casa, in attesa di avere un'udienza privata con il Papa, quando mamma Vittoria disse di riconoscere l'uomo del bar tra i membri della scorta di Giovanni Paolo II Ebbene, quell'uomo si ipotizzò fosse Raul Bonarelli, funzionario della Vigilanza Vaticana Anche se le indagini erano in pieno corso soltanto nel 1993, Bonarelli venne convocato dalla magistratura Attenzione: il giorno prima di rispondere alla convocazione Bonarelli venne intercettato in una telefonata con un suo superiore che pronunciava testuali parole, mettendo in mezzo Emanuela Orlandi: Bonarelli pensava di essere stato convocato per la Orlandi?
In realtà era stato predisposto un faccia a faccia con la madre di Mirella, la signora Arzenton Quest'ultima però, durante il confronto disse di non essere più sicura che l'uomo del bar fosse lui Quando venne chiamata mia madre, ma solo dopo 8 anni dalla deposizione, dal verbale che ha fatto mia madre ovviamente il giorno dopo mia madre stava già male purtroppo dopo pochi mesi ci ha lasciato e non lo riconobbe Il giorno che io l’ho accompagnata a fare il confronto lei era super convinta e certa che fosse lui infatti quando è uscita da lì le ho chiesto: “Ma scusa, com’è andata? ” “Eh non era lui, non era lui” “Ma come non era lui” -le ho detto- “eri super convinta” Ora cosa sia successo, non lo so non so se per paura nei miei confronti se avesse avuto magari delle minacce, o se. .
. non so che dirti, guarda Appena uscito dal tribunale, dopo il confronto, Bonarelli venne intercettato nuovamente, stavolta mentre parlava al telefono con sua moglie Lei gli domandava: Bonarelli a quel punto rispondeva: Bonarelli nominò un prete ma chi è questo prete Andiamo con ordine L’adescatore di Mirella, spacciandosi per Alessandro, in qualche modo era riuscito a raccogliere informazioni sulla sua vita privata I luoghi più frequentati dalla ragazza erano tre: la sua scuola a via dell’Olmata, il bar dei genitori di Sonia, la sua amica e appunto la chiesa di San Giuseppe al Nomentano dove Mirella aveva frequentato il catechismo e dove nel 1981 aveva ricevuto la cresima Bonarelli si riferiva al prete di questa parrocchia durante l'intercettazione? Nessuno lo sa, su quella chiesa non sono state fatte indagini Nessuno è stato interrogato Arriviamo quindi a un punto cruciale l'ipotetico collegamento fra la scomparsa di Mirella e quella di Emanuela, avvenuta il 22 giugno dell'83 I nomi delle due ragazze vengono affiancati per la prima volta in un'inchiesta di Panorama che parla della “tratta delle bianche” Siamo ad agosto La storia di Mirella non ha avuto un grande eco mediatico e sembra a un punto morto Nessuno ha contattato la famiglia, niente di niente Ma dopo qualche settimana dalla pubblicazione dell'articolo, le cose cambiano al bar dei Gregori arrivano due telefonate a distanza di pochi giorni A chiamare è un uomo dall'accento straniero “l'americano”, lo stesso personaggio che nei mesi precedenti aveva portato avanti una trattativa con il Vaticano per ottenere la liberazione dell'attentatore di Papa Wojtyla Ali Agca, in cambio di Emanuela Orlandi Ne ho parlato nel video dedicato alla scomparsa di Emanuela Orlandi che vi lascio nei commenti Insomma, l'americano contatta i Gregori e al telefono fa l'elenco dei vestiti indossati da Mirella il giorno della sua scomparsa conosce tutto, pure la marca dei suoi indumenti intimi Dopodiché dice alla famiglia che deve convincere il presidente Sandro Pertini a concedere la grazia ad Agca che si trova nel carcere romano di Rebibbia Da quel momento in poi, nelle indagini ufficiali, si parlerà di Mirella, sempre e solo in relazione a Emanuela L'ipotesi è che le due ragazze siano state rapite dallo stesso gruppo di terroristi allo scopo di liberare Agca In un primo tempo ha risposto mio padre e gli hanno chiesto di parlare con qualcun altro anche perché lui si era emozionato e non riusciva a parlare quando ha capito che potevano essere loro, i rapitori Gli hanno fatto la descrizione, e lui ha preso appunti il mio ragazzo e poi dopodiché (l’interlocutore) ha detto: “Dillo ad Antonietta” e anche lì, sapevano il mio nome “lei capirà” Diciamo che quella è l’unica prova certa che gli fossero passati tra le mani gli indumenti o mia sorella, a chi ha telefonato quantomeno hanno avuto questa informazione perché la descrizione degli indumenti la sapevamo solamente noi A me hanno descritto le etichette interne degli indumenti perché noi quando abbiamo fatto la denuncia di scomparsa non abbiamo detto la marca di quello che indossava Non so che pensare, perché a volte ti.
. . la testa ti porta a pensare che davvero ci sia qualcosa in comune a volte invece pensi che il destino delle ragazze sia stato totalmente diverso Su Mirella ed Emanuela c'è un'altra considerazione da fare Riguardo la scomparsa della Orlandi, si è parlato di un ipotetico giro di abusi all'interno del Vaticano che avrebbe potuto coinvolgere anche Mirella Sappiamo che Mirella Gregori aveva partecipato a un'udienza papale con la scuola e che in quell'occasione era stata immortalata mentre sorrideva in primo piano accanto a Papa Wojtyla Quella foto rimase esposta per mesi in una bacheca dell'Osservatore Romano, dentro la Santa Sede, dove chiunque avrebbe potuto notare Mirella Pezzi di un puzzle mai completato sembrano queste le piste e gli indizi di cui abbiamo parlato finora e che adesso dovranno essere esaminati di nuovo dalla commissione bicamerale d'inchiesta che indagherà sulle scomparse di Emanuela e Mirella Ci sarebbe tanto altro da dire, come parlare del perché, ai tempi delle prime indagini, non si sia cercato meglio nei luoghi frequentati da Mirella o nella cerchia delle sue conoscenze più strette Negli atti delle due inchieste giudiziarie che ci sono state dall'83 a oggi, per esempio, nessuno fra i fedeli della parrocchia di San Giuseppe risulta essere stato interrogato E anche tra gli amici di scuola di Mirella solo tre compagne furono sentite Vuol dire che, forse, qualcosa di più poteva essere fatto Che, forse, qualcosa può essere sfuggito O peggio, che il collegamento con Emanuela, forse, forse non ha fatto altro che confondere le acque Sono tutte supposizioni, ovviamente, di sicuro c’è solo il dramma dell’attesa l'attesa di una ragazza di 15 anni che sarebbe dovuta tornare a casa dopo 10 minuti e che 40 anni dopo non è stata ancora restituita ai suoi cari Non hai un posto dove portare un fiore non hai un posto dove piangerla e questo ti dilania proprio, il cuore La immagino a volte una vita con lei come sarebbe stata una vita che poi non ho vissuto.
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