Tu avevi fame di fare questo mestiere qua? >> Da ragazzo tantissimo. >> Cioè, e ti sei proprio sbattuto tanto per poterlo fare? >> Moltissimo. Da ragazzo non pensavo ad altro. M 24 ore su 24. Poi col tempo, anche perché si si matura, si diventa più grandi o o e sono molto contento di questo, ho un rapporto molto più sano con il lavoro, riesco addirittura anche A fare altre cose. >> Prima eri semplicemente ossessionato. H24 >> ossessionato. Sì, sì, sì. Non rinunciavo ad andare da un medico >> su cui però ti sei impegnato. Cioè, non era
una cosa che avevi previsto. >> Ca, il cinema ha è un tipo di attività lavorativa che prevede la dissipazione, cioè si fa 1000 per ottenere due. >> Mh. >> Quindi questo lo l'ho imparato presto Che stai ore a comporre un'inquadratura e poi magari lo spettatore in quel momento si volta a parlare con sua sorella e quell'inquadratura non la guarderà mai. Smt. >> Passa dal basement. >> Basement. >> Bella raga, nuovo appuntamento, nuovo passa dal basement. Ci siamo, bentornati. Questo vuol dire nuova chiacchierata, nuovo amico che passa a Trovarci qui all'interno del basement. Nuova super mega
puntata, questa è una di quelle proprio, cioè c'è la ci metto la firma prima, ve lo dico, ve lo anticipo. Intanto ciao, piacere. Eh, io sono Gianluca Gazzoli. Se ancora non l'avete fatto e vi va, iscrivetevi a questo canale se ci state ascoltando, guardando in quel di YouTube che è una cosa che, insomma, ci fa sempre molto piacere, siamo sempre di più. Stessa cosa se ci state ascoltando, guardando In quel di Spotify, anche lì ci potete non solo ascoltare, pensa un po', ma anche vedere e poi commentare, seguire, insomma, tutte quelle cose lì che ci
fanno felici e che fanno accadere cose magiche, come spesso dico, quella che sta accadendo rientra pienamente in questa categoria perché, come vi anticipavo, attenzione sta succedendo. Paolo Sorrentino è passato dal basement. Benvenuto, benvenuto, benvenuto Paolo, come stai? >> Ciao bene, bene tu? Molto bene, molto bene, grazie. E insomma, vederti qui mi fa un sacco piacere. Insomma, sono molto molto contento di vederti anche in questo periodo, credo, della tua vita anche particolarmente intenso. Sai che non ho mai capito per i registi il periodo in cui esce un film. In realtà poi non coincide proprio con il
momento in cui quel film è finito, perché per te in realtà questo film era già finito. Questo film per me è finito se mesi fa. Tu sei già proiettato, tu vivi nel futuro praticamente. Dai, è un qualcosa che però ci permette di incontrarci, che è una cosa sempre molto bella. Tra l'altro, facendoti vedere un attimino due o tre cose del basement, ti dicevo che c'erano un paio di di maglie qui con il numero 10, ma qualche settimana fa lo chef Antonino Cannavacciolo mi ha detto "Sì, ma ti manca l'origin il 10 originale, il vero 10".
Tu hai confermato, hai confermato Assolutamente. Sì, sì, sì, sì. >> Chi chi più di te? Ti chiedevo, ma tu quindi ce l'hai anche tu una maglia? E tu più di una ne hai di Maradona? Ah, sì, ce n'è una che mi mandò lui con la sua firma dopo che vinsi l'Oscar, poi me neè data una la figlia a Buenos Aires qualche mese fa. >> Ah, quindi proprio recentemente? >> Sì. Del Boca. Quindi posso ritenermi soddisfatta. >> Quella, scusami, quella dell'Oscar te l' Cioè, scusami, quella la prima te l'ha mandata subito dopo che hai vinto l'Oscar?
>> Sì, perché io gli dedicai l'Oscar insieme ad altri, no, ad altre persone e quindi sì, sì, me l'ha mandata quella è l'Argentina. Beh, direi che adesso non so se vale come un Oscar, però devo dire che eh perché comunque ha un significato di più importante. >> Ci mancherebbe. >> Beh, tra l'altro in quella in quel Famoso discorso avevi citato insomma Fellini, avevi citato i Tinez, >> l'unico che si è fatto sentire è stato Maradona o vabbè alcuni è impossibile. Mar >> no. Martis scorsese, sì, lo st l'ho visto. Sì, >> davvero è rimasto, insomma,
felice della tua citazione nel discorso. Non male, non male. Intanto, ripeto, grazie per essere qui perché, appunto, in realtà, per quanto il film per te in Realtà sia concluso, arriva il momento in cui tutte le persone lo stanno vedendo. La graf è un bel momento. È un momento, >> sì, ma è il momento di di manifestazione anche di tutto quello che hai fatto e anche del del delle del del insomma il momento in cui tante persone lo stanno lo stanno vedendo. Poi, allora io ho avuto la fortuna, abbiamo avuto la fortuna di poterlo vedere in
anteprima e però in realtà le anteprime, insomma, Anche questo modo di vedere tuo il tuo film, l'uscita di un tuo film è sempre un po' un evento, non è sempre un momento molto atteso perché, insomma, eh di cui di cui si parla per per sempre per diversi motivi, per il contenuto, per la forma, per tante cose e però anche il modo di farlo vedere è un modo particolare, nel senso ricordo forse anche per Partena poi avevi organizzato delle anteprime prima, poi da >> Sì, da Sì, appunto. Ormai il cinema ha Bisogno degli eventi per attirare
l'attenzione. Partenope uscì con delle proiezioni anticipate a mezzanotte. Questa volta abbiamo fatto delle proiezioni al mattino >> prima dell'uscita regolare, quella tradizionale, >> cui tutti si potevano prenotare, insomma, quegli anteprime lì, cioè non è che era una cosa esclusiva per chi voleva si poteva vedere o si trov poteva andare >> e me aveva colpito molto nel caso di Partenope, perché anche in quel caso ero andato a vederlo in quelle anteprime e tipo questa era a mezzanotte, era tipo ce n'era una un po' tardi comunque erano a mezzanotte >> ed era pienissima di ragazzi giovanissimi che
sono tra i tuoi principali sostenitori. Spiegabili >> e no invece volevo chiedere se te la spiegavi questa, cioè se c'era un motivo secondo te. >> No, no, non come dire non eh forse sono ancora ben sintonizzato sulle emozioni di di quando si era ragazzi. Ecco, penso >> è un fatto di memoria. Io ricordo molto bene quando sono stato ragazzo, magari non ricordo cosa ho fatto la settimana scorsa, ma invece ricordo molto bene la mia infanzia e la mia giovinezza, quindi riies forse riesco a raccontarla in maniera vivida. Ecco. >> Beh, questo è quello che poi
cercano tutti oggi i registi, anche in altri campi, di intercettare i giovani, sti giovani, sti giovani, sti giovani. E poi >> Sì, l'importante è non intercettarli facendo i film giovanilistici. Questo è un tentativo un po', come dire, >> maldestro. di intercettare i giovani. I giovani sono molto più intelligenti di quello che crediamo, quindi non non si fanno fregare dal film fatto per i giovani. >> Mh. E quindi se ne accorgono subito. È una roba che si chiama >> si accorgono subito. Mi sembra di sì. Mi sembra di sì. insomma, nuove generazioni mi sembrano estremamente intelligenti.
E che se ne dica anche anche secondo me, anche perché poi quello che vediamo sui social è sempre molto, insomma, eh credo sempre che la la maggior parte delle persone siano molto più in gamba di quelle che vediamo di quello che emerge lì. Io non sono un esperto, però i Social poi sono una fiera delle vanità, ma la vanità non è tutto quello che caratterizza un essere umano, è una parte tra i vari temi. Vabbè, io vado subito sul film perché a me ha colpito ha colpito molto e eh fin dal titolo, no? Alla grazia,
però in generale mi ha colpito, cioè capire perché ogni tuo film ha un un grosso tema, insomma, gira intorno a sempre c'è un filo conduttore forte, no? In questo caso il titolo è la grazia, ce n'è più di uno, però in Particolare da dove dove ti nasce e in che momento? Ad esempio, in questo specifico film hai pensato "Ok, io voglio fare un film che gira intorno a La Grazia" oppure che giro intorno a La gioventù o ad altre tematiche. C'è un momento che tu proprio hai l'illuminazione? Questo film sì, è molto chiaro perché nasce
da una notizia di cronaca che avevo letto che Mattarella aveva concesso la grazia a un uomo che aveva Ucciso la moglie malata d'Alzheimer e quindi mi è sembrato subito un dilemma morale. I dilemmi morali al cinema sono dei motori narrativi meravigliosi. Ehm e quindi mi è sembrato proprio un caso, come dire, di scuola di dilemma morale. un uomo anziano cattolico che deve decidere se graziare o meno un altro uomo anziano che aveva un un enorme fardello legato alla malattia della moglie >> che è una responsabilità enorme. >> È una la grazia è una responsabilità enorme,
tant'è che è un retaggio di di di insomma di un'idea un po' antica. un uomo grazie a un altro uomo lo perdona, però è anche un istituto formidabile perché >> è è l'estrema razio quando la giustizia ha fatto il suo corso, estrema razio per poter ancora una volta avere una speranza. >> Eh beh, nel nel tuo caso, beh, forse Negli ultimi anni è un po' diverso, però com'è l'iter, cioè tra quando ti viene un'idea e quando poi si fa il film, che cosa succede? Beh, è diverso. Questo è un film che io ho scritto prima
di scrivere Partenopinato a prepararlo. Poi ho avuto un ripensamento, avevo dei dubbi sul fare questo film. Volevo fare prima Partenop che era un film molto impegnativo fisicamente e allora pensai meglio farlo Fare partenope adesso che sono ancora in forza. E ho poi finito parte ho ripreso il film anche grazie, devo dire, a Servillo che ci teneva tanto. In un c'è stato un momento in cui ci teneva lui molto più di me a fare questo film e quindi io poi l'ho seguito, però poi sono stato molto contento. >> E quindi in questo caso tu lo avevi
scritto e già lo avevi già avevi già condiviso. Scritto, l'avevo condiviso. Avevo anche cominciato a a fare dei sopralluoghi, a scegliere degli attori che poi ho confermato quando l'ho ripreso. Sì. >> Ok. Quindi saranno stati contenti loro che poi c avranno avuto paura che poi non >> Sì, ogni tanto li incontravo, li vedevo un po' demoralizzati, erano convinti che non l'avrei mai più fatto. >> Beh, direi che per un po' di anni portarsi dietro sto pensiero non è >> non è facile. E quindi Servillo anche lui l'avevi chiamato subito per questo poi anche lì come
funziona come vabbè poi su questo c ci arriviamo meglio però il rapporto ormai va avanti da tanti anni lavorativo di stima e di rispetto. Ehm quando tu hai l'idea di un film e gliela vuoi comunicare a lui, come gliela cioè lui squilla il telefono e dice "Ah, adesso questo è Paolo che mi vuole parlare di un film". No, vabbè, ci Sentiamo anche per per ragioni più, come dire, quotidiane, anche per anche per semplice divertimento reciproco, ma di solito m forse ultimamente lo chiamo e gli accenno a un film, in passato scrivevo prima il copione e
poi lo chiamavo perché mi conosco e non sono un bravo un bravo parlatore a spiegare un film, quindi se semplicemente glielo racconto magari rimane deluso. Invece se glielo faccio leggere, so che la parola scritta >> ha più forza delle mie della mia capacità verbale. >> Perché secondo te a un certo punto lui ha voluto lo voleva fare fortemente? No, lui piaceva moltissimo il personaggio, la scenareggiatura, era molto motivato. >> Io c'è stato un momento in cui avevo dei dubbi perché mi sembrava che fosse un film che somigliasse ad altri film che avevo fatto. Poi invece
ho trovato una chiave per allontanarlo da film precedenti e mi sono mi sono ampiamente Convinto a farlo. >> Mi sembra abbastanza dal mio umile punto di vista originale da questo da questo punto di vista, anche se >> però questo fa parte un po' di dei tuoi dei tuoi film, questo equilibrio tra tra finzione e e realtà perché ci sono dei riferimenti che tu quando vedi questo film dici "Ok, qua si è ispirato a questa cosa". Poi ne arriva uno dopo che smentisce subito, però poi dopo dice "Ah no, ma allora vedi là si è ispirato
a Quest'altra cosa". Ma infatti non dovrebbe essere visto così il film, ma nessun film, cioè la la magari io posso essermi anche ispirato a dei fatti reali, ma sono poi irrilevanti ai fini del della visione del film. Il film è un un oggetto coerente che >> beh, il più il più lampante forse all'inizio, dato che per chi ancora non l'avesse visto, ma lo vedrà e Tony Serviglio interpreta il presidente della Repubblica vedovo con una figlia che è Poi di fatto la First Lady in questo caso diciamo essendoci essendoci lei che un po' ricorda la figura
di di Mattarella della sua figlia, ma non >> c'è stato anche Scalfaro, ci sono stati più presidenti della Repubblica vedovi con figlie, quindi >> era una era una situazione che però ti ti ha colpito evidentemente il fatto di non condivito mi serviva perché uno dei temi del film, oltre a quello della grazia nel senso ampio, è il rapporto Fra diverse generazioni, quindi m la capacità di di comprendere il presente e il futuro limitata da parte di un uomo anziano e invece il fatto che una generazione successiva, in questo caso rappresentata dalla figlia, fosse in grado
di aprirgli gli occhi su quello che è il futuro. anche nella musica perché per me è stato un flash particolare perché ho visto l'anteprima del film e alla fine del film spunta Gu, ok? E c'è G pechegno, Già questo si sapeva, insomma, è stato anche presentato quando eravate a Venezia, giusto? No, e però io poi mezz'ora dopo ero a una festa con Gu perché lui era, insomma, usciva il suo nuovo disco e tutto quanto e cioè è stato questo corto circuito e lui, insomma, innanzitutto come come è nata questa questa collaborazione? Io ricordo che era
se n'era già parlato, forse tu l'avevi coinvolto in una delle presentazioni di Partene. >> Di Partenope, sì. qui a Milano mi aveva aveva introdotto partenope a Lanteo >> e quindi nasce in quel momento un tuo, diciamo, >> quel momento sì, quella sera andamo a cena insieme e c'era una grande simpatia reciproca. Io poi, sapendo di doverlo incontrare mi ero ascoltato attentamente la sua musica. mi era piaciuta molto. Mi sono piaciuti molto i testi, quello che ho capito dei testi, perché non sono così sveglio su quella musica, ma una Delle cose quelle più rilevanti le ho
capite. Ho capito che è anche una persona addolorata dentro quella e questo mi interessa molto. E e niente, poi e poi lui è una figura ehm insomma ha un è una figura cinematografica, ha una corporatura importante, un viso molto bello, quindi >> quindi nasce in quell'incontro la tua idea di dire "Boh, magari se faccio un film più avanti lo coinvolgo". >> Sì, sì, sì, sì, sì. Ma sì, >> ma gliel'avevi già anticipata questa cosa? No, sul momento non c'ho avevo pensato però come sarebbe interessante tenerlo in un film e poi quando si è quando ho
ripreso in mano il copione della grazia lo rimane già fatto una nuova stesura, ho inserito anche Gu. >> Sì, perché prima solo musicalmente, nel senso che si sente la sua musica di da colonna sonora in alcuni momenti del film e poi c'è proprio un momento in cui >> Sì, però non ho resistito alla tentazione, mi è sembrato irresistibile farlo nominare cavaliere del lavoro. Esatto. insieme ad attempati. >> Chissà se sai che ogni tanto i film prevedono il futuro. Ci sono stati dei film che hanno previsto cose che poi in realtà sono accadute al di là
dei Simpson, però magari hai previsto una cosa che succederà in futuro. >> Beh, tutto quello che succede di strambo nel mondo, questa mi sembrerebbe una Delle meno clamorose. >> Probabilmente. Probabilmente. E quando quand'è che gliel'hai gliel'hai detta tu a lui direttamente? Gliel'hai comunicata a Gu direttamente o gli è arrivato? >> Sì, penso di averlo chiamato, di aver Sì, sì, l'ho chiamato e gli ho chiesto >> non ti ricordi la sua reazione? >> No, era molto divertito, era molto sorpreso ovviamente. Sì, sì, sì, sì. >> Ok. Son curiosità, >> no? Perché poi l'ho rivisto, abbiamo Fatto
insieme, gli ho fatto io un'intervista per il venerdì di Repubblica e forse glielho detto là. Mi sa che gliel'ho detto là. Lui lui era molto contento. Sì, sì, ora mi ricordo. >> Anche perché, insomma, fiori di attori in tutto il mondo sognano di lavorare con Paolo Sorrentino. Tu questa è una cosa che vivi, senti, percepisci, te ne frega niente? >> Cioè no, mi fa piacere. Ogni tanto leggo di attori che che manifestano questo Interesse. Sono molto Di solito dicono due o tre registi, non dicono solo il mio nome e gli altri due o tre non
mi piacciono quasi mai. >> Quindi dici, quindi è quasi quindi è quasi un'offesa. >> Cosa c'entro io lì in mezzo? Non è vero, sono No, è una cosa lusinghiera, soprattutto quando sono grandi attori, grandi attrici. Sì, sì. >> E soprattutto internazionali anche, no, con cui tu hai anche giàì anche già Lavorato. Beh, ti sei mai chiesto, al di là magari dei di quello che è più evidente, come mai hanno questo desiderio? Bah, ma ma la verità è che spesso chiedono agli attori internazionali con chi ti piacerebbe lavorare in Italia e i registi italiani noti all'estero
siamo pochi. Quindi m pure a me quando vado che ne so in Turchia mi dicono quale regista ti piace dico quello che conosco. Magari ce ne sono altri molto Più bravi, ma io non li conosco. >> Certo. Vabbè, sì. Poi ci sarà in realtà anche qualche motivazione sicuramente molto più molto più importante. Tornando sulla cioè sulla grazia ci sono diverse tematiche all'interno, no? E e tante frasi fortissime, cioè non so se ce n'è qualcuna di cui tu sia più orgoglioso rispetto a qualcun'altra nella sceneggiatura, però anche la grazia è, insomma è la bellezza del dubbio.
Questo >> no, di solito mi piacciono le mie frasi Se riescono a far ridere. Ah, quelle che fanno >> quelle mi quelle ne divento orgoglioso. Qui ce n'è una che dove la gente ride sistematicamente, quindi mi piace. >> Quale? In quale momento? una scena in cui l'amica di del presidente della Repubblica è a cena con lui e la cena è un po', come dire, >> eh fin troppo limitata e Come si dice, non insomma e frugale. E lei dice questa non è una cena, è un'ipotesi. Questa mi fa bellissimo, sì, sì, sì. Eh, personaggio Cocovalori.
Anche il nome è un nome bellissimo per un personaggio come te. sui nomi su bravino su brain come come ti vengono questi nomi >> no di solito li rubo a amici di mio padre cognomi di amici di mio pad nomi che ho sentito, li metto insieme nomi di nomi e cognomi di persone diverse >> butti lì dentro e vedi che cosa è perfetto. Diciamo che suona sì però mi diverto mi sono sempre divertito anche con mio figlio facciamo sempre una gara una specie di gara a chi tira fuori i nomi più strambi. >> Davvero li
coinvolgi i tuoi figli nelle tue nel tuo lavoro o >> faccio leggere le cose. Sì, sì. Come no? >> Loro che feedback ti danno? Quanti anni hanno adesso i tuoi? >> 28 e 23. >> Ok. >> No, loro sono di si divertono, sono contenti di leggere le mie cose. Sì. >> Ti è mai capitato che ti dessero delle indicazioni che poi tu hai seguito? >> Sì, come no. Sono sono critici. Spesso li ho seguiti. Sì, sì, >> sì. Cioè, ma meglio fai così che fai cosà o >> Sì, sì, sì. >> È più credibile questo
e quest'altro. >> Sì, sì. No, sono molto bravi a beh, insomma, so cresciuti coi film, quindi sono smaliziati sull'argomento, hanno la loro idea sulle cose. Certo. >> Eh, tu li hai un po' indottrinati sui film o loro sono stati liberi di farsi? >> No, no, no, no. anche perché io non sono questo cinefilo così accanito, quindi è più una è più qualcosa che deriva dal fatto che in casa giravano persone che facevano cinema, gli amici, le amiche erano tutte quante inerenti a quel Mondo, spesso inerenti a quel mondo là, quindi loro si sono fatti una
un'idea. >> E in che momento lo vedono un film tuo quando esce? Mere di solito quando ho appena finito di montarlo, di solito li chiamo li li convoco, >> li convoco, invito. Sì, >> sì, sì. Quando è ancora in una fase molto arcaica del montaggio. >> E c'è un film tuo preferito secondo te per loro? Cioè, o te l'hanno mai detto? >> Devo dire la verità non glielho mai chiesto, però appena finisco di parlare con te li chiamo e gliel sono curioso di adesso, qual è il film preferito di di papà? sulla grazia. Tra le
varie frasi, a me almeno personalmente a me una cosa che è piaciuto tanto è la domanda anche che fa un po' da figlio conduttore che è di chi sono i nostri giorni che è una domanda che ti porta a delle riflessioni infinite. Queste sono domande che ti è sono capitate a te prima di tutto ti è Capitato che tutti ci facciamo questa domanda, cioè tutti in vari momenti della vita, addirittura alle volte sempre, abbiamo la percezione che ci stia sfuggendo la padronanza della nostra vita, come se i nostri giorni appartenessero di volta in volta ad
altri, perché o perché ci sono motivi di salute o perché uno non sta in uno stato d'animo positivo e pensi che i giorni stiano andando via senza che tu li abbia vissuti veramente. Quindi immagino che Stia una domanda un po' ricorrente in ciascuno di noi. Poi nel caso come nel film in cui si parla di fine vita e dove uno deve decidere cosa fare della propria vita e della propria morte, la domanda si fa ancora più impellente. >> Perché chi è che deve decidere di quei giorni lì anche poi alla fine? >> Eh, devono decidere
quelli che che decidono di morire. >> Sì, quello è un tema. Lì si entra in un tema spinoso, complicato, molto Difficile da mettere a fuoco e delicatissimo che crea anche grandi polemiche. Infatti la politica non ha ancora affrontato così di petto la faccenda, >> anche perché di fatto il il personaggio, il protagonista, appunto, il presidente della Repubblica in questo caso, oltre alla al tema del della grazia, quindi che deve decidere se concedere o meno questa >> questa grazia, questi due casi che gli Vengono proposti, c'è anche questo eh insomma questa questo trattenersi davanti alla firma
di un di un importante nuova legge. Lui lo dice dal suo punto di vista, la decisione che deve prendere è una decisione che qualunque essa sia non comporterà un bene, ma comporterà un male. Dice se non firmo una legge sul fine vita, sono un torturatore perché impedisco che le persone possano decidere dalla loro Vita, la loro morte. Se invece firmo, per molti altri sono un assassino. Quindi si trova in quel dilemma morale dove alle volte in in tono minore ci troviamo tutti quanti noi a prendere le decisioni su cose che come la come la ari
e come la metti creerai dei dei dispiaceri. >> Mh. >> E non come si fa a uscire da quelle situazioni? >> Come si fa? Eh boh, il nostro presidente Fa una cosa intelligente, si affida a alle idee della generazione successiva che è quella rappresentata alla figlia. È come se facesse un'equazione abbastanza semplice, dicesse dal momento che il futuro è vostro, non è più mio, che c'ho 70 anni e passa, faccio mia la tua idea, così >> che può essere anche un gesto però di codardia, anche di non >> può essere varie cose, di amore per
la figlia, per le di intelligenza, perché Si lascia spazio a quelle che sono le stanze delle nuove generazioni. Può essere anche un'idea un po' vigliacca, come a dire me ne lavo le mani e decide qualcuno, faccio decidere a qualcun altro. >> All'interno di tutte queste discussioni che avvengono all'interno del del film c'è anche il tema un po' della sia della burocrazia, ma che lentezza in generale, però della lentezza che da una parte viene accusata, ma che diventa anche un Valore in alcuni casi che ti permette magari di riflettere un po' di più sulle sulle cose.
Qual è il tuo rapporto con con la velocità e con la lentezza in un periodo storico invece in cui sembra che tutto ci stia un po' sfuggendo? Io sono clamorosamente a favore della lentezza. Intanto capisco le cose con un gravissimo ritardo e quindi da un lato è un limite, da un altro lato per il lavoro è stata una risorsa. sono riuscito a fare delle cose In un momento in cui non interessavano agli altri, ma interessavano a me. Questo mi ha reso in qualche maniera originale. Ma al di là di questo, in generale oggi, soprattutto in
politica, si assiste ad una velocità di decisioni quasi quotidiane. Basta vedere le le i i proclami che fanno i politici ogni giorno di invadere quel paese da un momento all'altro, di imporre tasse da un momento all'altro. E questa velocità è semplicemente avventata. Quindi la su il suo antidoto è una certa lentezza, una certa capacità di riflettere, una certa capacità di entrare nel mondo del dubbio per poi decidere. >> Questa questo è un film politico, secondo te? Non lo so, non è un fil politico nella misura in cui parla di un modo di fare politica che
secondo me dovrebbe essere il modo Attraverso il quale si dovrebbe fare la politica. Ecco, propone un modo che poi è un modo che appartiene più al passato, ma che sarebbe a mio parere cosa buona e giusta rimettere al centro della scena. >> Ed è un film che secondo te sarà usato dalla politica? Questo non lo so, non sono mai stato in grado di di prevedere. Anche le altre volte che ho fatto film sulla politica non sono Mai in grado di prevedere le reazioni dei politici perché perché spesso sono alle volte sono intelligenti, alle volte sono
strumentali, alle volte sono opportunistiche. La politica ragiona in maniera molto selvaggia rispetto a me, anche perché c'è, insomma, il tema dell'eutanasia è un tema, diciamo, abbastanza attuale in questi anni anche in Italia. Noi avevamo parlato del fine vita Punta noi e quindi eh diventa diventa sicuramente >> e invece sai se il il presidente della Repubblica, quello vero, diciamo, Mattarella ha visto questo. Non lo so, >> non lo sai? Beh, però lo vedrà, secondo meglio lo faran vedere, lo vorrà vedere anche lui. >> Forse mi arriverà qualche soffiata, ma per ora non me n'è arrivata nessuno,
quindi non si sa ancora presumere che non l'abbia visto. D'altronde ha >> come dire immagino che nella sua agenda, beh, giustamente vedere il mio film arrivi fra le cose un >> però secondo me ha saputo che c'è un film con il protagonista, il presidente della Repubblica dove c'è magari qualche piccola >> Non lo so, >> verosì. Ok, però chissà, magari arriverà perché in passato ti sono arrivati, cioè quando tu hai fatto film in cui in cui ci potevano Essere dei riferimenti ai protagonisti, ti sono arrivate notizie. Sì, ma alle volte li abbiamo anche invitati, cioè
nel caso di Andreotti lo invitammo noi e lui venne a vedere il film, quindi lo sapevo se quando lo vedeva. >> Eh, vabbè, questo son curioso, sarei curioso di poi se ti va più avanti fammi sapere se lo perché vorrei sapere perché il presidente della Repubblica ne esce benissimo da questo. >> Ah, sì, sì, non questo film, cioè nel senso ne esce una persona. Ah, prima di fare il film abbiamo parlato con varie persone, lo staff del Quirinale e le avevamo informati che che non c'era mai nulla di offensivo, anzi c'era anche un atteggiamento molto
rispettoso. >> Sì, mi mi m'ha colpito molto quando passa dal vivere in Quirinale, che però non è il Quirinale vero quello dove avete dove giratinale non si può girare. Abbiamo girato a Torino in palazzi. >> Ok. Solo l'uscita quella del Quirinale verde >> l'uscita. L'uscita eh sì. E è lì c'è a un certo punto il passaggio tra quando, diciamo, è presidente a quando poi ritorna alla sua vita vera in una casa, diciamo, normalissima e tutto. Ho immaginato davvero cosa può provare un una persona, un presidente. >> Eh, beh, sì, deve essere estraniante passare da un
palazzo storico a a a e tornare nel proprio Appartamento. Penso che penso qualche informazione ce l'ho su presidenti passati che è abbastanza una liberazione >> perché tornare alla vera propria casa è sempre un piacere. >> Sì. La il fatto che questo che che questo presidente fosse fosse vedovo, cosa ti ha permesso di raccontare in più? Ma mi ha permesso di raccontare una struggente storia d'amore che lui intrattiene a distanza con la moglie che Non c'è più e che nel film è molto raccontata attraverso la sua voce fuori campo >> che è probabilmente uno dei dei
momenti più emozionanti. >> Spero di sì perché uno dei nuclei un'idea molto antica legata a a questo film era di fare un film d'amore. Poi è entrato in gioco il dilemma morale, ma in partenza io ero molto è proprio un un un discorso ricorrente che abbiamo fatto con Tonico. Siccome ci Piacerebbe fare un film puramente strettamente comico, abbiamo sempre pensato che fosse una bella idea fare quello che una volta si chiamava il film d'amore, che adesso è un po' ovviamente superato dai tempi, ma che invece >> pensi pensi che sia superato dai tempi? >> No,
nel senso se ne fanno di meno, però poi tutti noi quando in televisione fanno il film d'amore ci fermiamo a guardarlo. >> Sì. Mh. Perché ci lascia sognare. >> Beh, quello dai, non passa di moda. Il film d'amore >> non passa di moda, ma si una volta era proprio un genere. >> Certo. >> Se ne facevano tanti. >> Qua qua la storia quasi viene sporcata dal fatto che il questo presidente è stato tradito dalla moglie tanti anni fa. dentro i lunghi amori ci può essere anche questo questo incidente qui di Percorso >> perché all'inizio non
lo pensi nel senso non immagini dato l'amore che che prova, però lui ancora questa roba qua non gli è andato non gli è andata giù. >> Eh sì, sì, sì, sì. Ma beh, insomma, come spesso accade, le storie dell'amore si rinforzano attraverso il dubbio del tradimento o la certezza del tradimento. Può capitare. Alle volte finiscono, alle volte invece rinascono. >> Come Come Come vivi il momento dell'uscita del film tu personalmente? Hai, boh, vivi delle pressioni, vivi delle >> Ma non tanto perché sono in una condizione di impotenza. Il film adesso esce, lo lo facciamo la
promozione, si fa tutto quello che si deve fare, però non è che ho che ho grandi poteri, insomma, il potere di di lo ce l'avevo quando l'ho fatto il film, di sbagliarlo. >> Però non hai non stai lì a controllare quanti lo stanno vedendo, cosa le persone dicono. >> Mi dico sempre di non farlo, però poi è una tentazione irresistibile, soprattutto i primi giorni. di vedere quante persone ci sono state, in che cinema sono andate, in quali città hanno fatto i risultati migliori. Quella poi è un gioco perverso al quale nessuno di noi si riesce
a sottrare. >> Cioè, tu sei riuscito a in tutti questi Anni a capire qual è il la il cinema in cui vengono visti maggiormente i tuoi film? Sì, perché c'è un un report serale del Cinetel che ti dice cinema per cinema le presenze >> qual è, se si può sapere insomma la >> i cinema più forti in Italia più Italia proprio. >> Il cinema Anteo di Milano è uno di quelli che incassa di più m >> sui tuoi film io dico, eh. Ah, ok, ok, ok. No, io pensavo se c'è sui tu film, No? film.
Poi ci sono per determinati tipi di film ci sono dei multiplex che fanno numeri strepitosi, ma non li fanno con un film mio, li fanno con Batman, con altri film, >> no? Però ci sono delle sale cinematografiche nel in diverse città che sono come dire, >> tanto volevo chiederti una cosa sul sul film, tra l'altro, insomma, siamo sono andato a vedere il eh quando siamo andati a vedere il film, poi c'è quel m, Insomma, bisognava scegliere il posto dove dove sedersi e io non so mai qual è. Tutte le volte ne provo uno diverso, non
riesco a capire. Dal tuo punto di vista che fai un film >> e fai il film, qual è la posizione migliore all'interno della sala per te per vedere un film? >> Al centro della sala il filmato per colui che sta seduto al centro >> pro, cioè c'è solo una solo una persona può viverlo. Due al massimo possono Viverlo proprio al 100%. >> No, lo vedono tutti bene, però chi sta al centro è la >> Quindi centro sia dall'alto che dal dai lati. Ah, al centro è concepito per lui, il primo è fatto per lui. >>
Se qu se quello occupato sto più giù o sto più su? >> Ma è impercettibile la differenza. >> Beh, se stai giù tanto i primi posti ce l'hai proprio. >> Sì. Io per esempio li guardo molto da Vicino i film, mi piace che il sonoro mi mi sovrastivol, >> quindi vado sotto perché dietro lo schermo c'è una cassa. Sì. C'ho la cassa principale, quella che ti dà il volume. Sì. Eh, in che momento stiamo attraversando per il cinema secondo dal tuo punto di vista? >> Ah, non lo so. Io non non >> Non te ne
preoccupi? No, non è che non me ne preoccupo. Ehm, >> con gli anni sono meno attento a questo Genere di cose, sono più concentrato a fare i miei film che ai film degli altri o alla situazione del cinema in generale, quindi mi cogli impreparato. Sono più sofferrato sulla formazione del Napoli che oggi scende in campo che >> però sul sul mondo cinema barra piattaforme un po' tutto quello che sta che sta succedendo. di massima sono, come dire, come tutti grande amante della sala cinematografica e rispettosissimo della grande fruizione, Però sono anche convinto che le piattaforme
abbiano reso un servizio enorme al cinema. >> M >> se non altro perché un film, grazie alle piattaforme adesso viene visto in luoghi remoti dove la sala cinematografica non è mai esistita. Già questo sicuramente è un vantaggio, però molti dicono che tutto questo stia portando lentamente alla fine del cinema, come lo abbiamo sempre inteso. >> Bah, questo l'ho già sentito dire quando c'era la televisione, poi quando uscirono i VHS, poi quando uscirono i DVD e adesso quando ci sono le piattaforme. Quindi è però il cinema tutto sommato, certo non è più come negli anni 50
che c'erano 50 sale in una città di 2000 abitanti, ma comunque il cinema c'è. Cioè, e però si è dimostrato che quando si crea, come dicevamo prima, tu insomma l'evento, come dicevi prima, le persone sono più spinte a quel punto Dire io voglio far parte di questa cosa qui. >> Sì, diciamo che le le piattaforme hanno un poco eroso il l'importanza del cinema medio in sala. Una volta esisteva un cinema medio che arrivava in sala e trovava un suo pubblico. Adesso mi sembra di capire che il pubblico quando c'è un film medio, che appartiene al
cinema medio, cioè un cinema artigianale ben fatto, eh dice "Vabbè, lo aspetto sulla piattaforma" e Tende ad andare al cinema più quando ci sono dei film che sono, tra virgolette eventi. Questo sì. Eh, nel tuo caso, oltre all'evento, c'è anche un modo di girare i film, un modo a liv cioè un'immagine che, insomma, di cui se ne gode meglio in una sala. >> Beh, questo sì, questo è indubbio. Ma questo con qualsiasi film, però con determinati film particolarmente attenti alla alla forma, all'immagine, allo stile, la sala ovviamente li li Potenzia. E te l'avranno già chiesto,
probabilmente, perché questo periodo il tuo il tuo film esce subito dopo l'uragano di Checco Zalone al al cinema e leggevo che, insomma, avevi risposto che tu faresti un po' più faresti quasi fatica a gestire tutto quel è una risposta ovvia. No, no, io sono contentissimo. Intanto il successo del film di Zalone è un success ha una ricaduta anche su tutti noi altri comuni mortali che facciamo questo lavoro. In Più lui è molto bravo e simpatico e sono contentissimo, però io non sarei in grado di misurarmi con un successo così ampio. Ormai sono tanti anni che
faccio i film, più o meno. Ho incrementato nei primi anni il successo, poi mi sono stabilizzato e sono molto contento così. >> Che poi il successo che cos'è di fatto secondo te? Perché comunque >> no, per me il successo è guadagnare il film guadagna abbastanza ripagarsi i costi e questo ti consente di fare il Film successivo perché i produttori non sono spaventati dal perdere troppo, >> quindi successo e successivo viaggiano di di questo. Tutto il resto mi fa mi mi è sempre interessato meno. mol la cornice mondana del successo mi mi però poi è no
insomma da da una parte il fatto che tu dica questo secondo me è molto bello, anche perché poi sono sempre è sempre il pubblico che si fa delle seghe mentali, perdonami il termine, attorno a queste cose, cioè Come se chi vede un tuo film non può vederne uno di Checco come non può vederne uno di un'altra persona. Cioè il credo che il cinema, andare al cinema sia bello e che uno piaccia a un film non esclude che non possa piacergli l'altro. >> Vabbè, ma cioè Sì, >> cioè c'è sempre questo dualismo tra il film d'autore
e il film più popolare, non so come dire. Sì, ma non ha ragione d'essere. Cioè la bellezza delle arti è Che c'è una molteplicità di di stili, di cose da dire, m generi. M quindi m sì, è vero, cioè c'è un po' questa di dicotomia al cinema che è del tutto insensata, non c'è nella musica, chi ascolta musica classica tranquillamente ascolta anche gu ehm e sono due mondi opposti. E poi alla fine è questo quello che conta, no? Alla fine contano i fatti, quello che poi uno fa da >> alla fine conta emozionarsi e il
film può emozionare un film di grande Successo popolare, può emozionare anche un un film complicato, magari proveniente da da un paese lontano. >> Ma tu sei al punto della tua vita che pensavi di essere quando eri quando eri piccolo? >> No, no, no, no. Io no. >> Sei oltre? Non so prima. Ma ma quando ero piccolo pensavo a sopravvivere, figurati se pensavo a ad avere successo. Sì. Cioè il fatto di di aver vinto un premio Oscar, come ha cambiato la tua vita da questo punto di vista? Tu hai hai >> Ma me me l'ha cambiata
molto sotto la l'aspetto della libertà del fare questo lavoro, quindi ho potuto fare cose con grande facilità. Poi per il resto non è che me l'ha cambiata tanto, >> cioè anche tu stesso ti senti >> me l'ha cambiata un po' perché che fino A prima dell'Osca nessuno mi riconosceva e potevo potra fare quello che so fare meglio, cioè l'osservatore della realtà e poi riportare quella realtà in un film. dopo l'Osca mi riconoscono di più e quindi alle volte ho difficoltà a fare l'osservatore la realtà perché sono osservato. >> Mh. >> Ah. E quindi fai più
fatica? ad entrante a sbirciare per du ore una coppia che litiga >> senza senza essere arrestato anche devo dire perché perché adesso succede che la coppia creditica smette di litigare e osserva. Eh sì, questo che si passa un po' meno >> e quindi è più faticoso documentarsi per il lavoro. Però a me ha sempre colpito e sono molto contento per questo che tu sia qui perché rispecchia un po' spesso alcune storie che abbiamo raccontato, che tu avevi fame di fare questo mestiere qua >> da ragazzo tantissimo. >> Cioè e ti sei proprio sbattuto tanto per
poterlo fare? >> Moltissimo. Da ragazzo non pensavo ad altro. M 24 ore su 24. Poi col tempo, anche perché si si matura, si diventa più grandi o o e sono molto contento di questo, ho un rapporto molto più sano con il lavoro, riesco addirittura anche a fare altre cose. >> Prima eri semplicemente ossessionato h24. >> Ossessionato. Sì, sì, sì. Non rinunciavo ad andare da un medico, non dico andare a fare una un'altra cosa, ma anche Sì. Ero. E >> da dove si inizia? Quali sono state le prime cose che ti hanno fatto che ti hanno
messo un po' sul sentiero giusto? di fare questo lavoro, >> di far fare questo lavoro, >> ma intanto la fortuna che ci vuole sempre nella vita e poi l'idea che cioè poi ho capito abbastanzao di avere Un talento piccolo, ma questo talento non ti porta da nessuna parte se non lo rinforzi attraverso una dedizione costante. Il talento da solo è come una candela, l'accendi e dopo un poco si spegne e finisce. Se invece la l'alimenti costantemente, allora e lo indirizzi, il talento diventa una cosa che puoi mettere al servizio di di un'attività lavorativa, creativa. >>
E questo talento il primo a riconoscerlo devi essere tu, sei anche pur piccolo, Diciamo, all'inizio. >> Bisogna essere un po' presuntuosetti all'inizio. Bisogna dire di se stessi sono bravo, sono bravo, lo posso fare, lo so fare. Se aspetti che te lo dicono gli altri non succede. >> Che questo non vuol dire però però essere dall'altra parte arroganti o anzi >> però No, non non però purtroppo c'è il rischio. Infatti molti giovani che cominciano sono arroganti. Comunque meglio che arroganti che lamentosi che Dicono "Nessuno mi mi ritiene bravo." >> E E è il primo a riconoscerlo
in te questo talento, chi è stato? >> Il primo a riconoscerlo in me è stato il mio produttore con cui ho fatto tanti film, Nicola Giuliano. >> Lui in che momento te l'ha riconosciuto? Beh, eravamo proprio ragazzi, io gli davo le cose da leggere e oppure qualche cortometraggio che facevo e lui mi ha molto stimolato. >> Perché tu parti sempre da lì, dalla scrittura, cioè dal ti viene un po' >> Sì, ma io nasco come sceneggiatore, facevo lo sceneggiatore da ragazzo per altri, per la televisione, per altri registi, vengo vengo da lì. >> Un'altra cosa
che mi colpisce è il fatto che tu abbia scritto da ragazzo una lettera a Troisi. >> No, no, mi chiamò, non mi ricordo più chi, disse, "Guarda che facciamo una musta su Troisi". Abbiamo sbirciato Nell'archivio penso di Troisi, dell'ufficio di produzione, è uscita fuori una tua lettera, ma l'hanno trovata loro e ho detto "Va bene, se la volete far vedere per me vabbè". Ehm, >> cioè in che momento della vita tu hai scritto quella quella letter? >> Ho avuto 20 anni. >> E il tuo intento qual era in quel momento? di lo dico nella lettera
molto ingenuamente, poi l'ho capito Quando sono passato dalla parte opposta di quella di dove molti ragazzi mi scrivono, ma facevo quello che fanno molti ragazzi adesso, cioè chiedevo se potevo fare l'assistente alla regia volontario. Solo che uno come Troisi riceve ne riceve 20 al giorno e alla fine ne può prendere tre o quattro, >> quindi non ti ha neanche proprio mai mai risposto. Mai risposto risposto. Però credo che, insomma, venendo alla luce questa lettera, molti a quel punto ti Hanno scritto a te la iniziando tipo come tu hai >> scritto. È stato Sì, sì. un
un continuo ancora adesso, cioè se la ricordano tutti sta lettera, >> però questa questa diciamo questa cosa oggi verrebbe tradotta in quelli appunto che scrivono nei DM di Instagram nei Sì, sì, sì, infatti molti scrivono su Instagram, chiedono, >> "Ti è mai capitato di rispondere a qualcuno? di riuscire a tempo fa risposi A una ragazza di Napoli che poi venne in ufficio, la la incontrammo io l'aiuto regia e si rivelò molto capace e intelligente. L'abbiamo presa come assistente alla regia. Penso che adesso lavori come il cinema. >> Ok. Sì, >> adesso dopo questa ti ricontinueranno
adesso a scrivere alle persone perché c'è >> però ora non ricordo, ma scrisse un qualcosa di talmente illuminante che che Dicemmo in poi fu fortunata perché eravamo in piena preparazione del film a Napoli, cercavamo persone, ci servivano persone che lavorassero a Napoli, lei era di Napoli e quindi la incontramma e ritorna anche un po' quella fortuna di cui paro pure un po' di fortuna. Se qualcuno mi scrive adesso che non sto facendo nulla, inevitabilmente me ne dimentico perché non sto cercando assistente alla regia. E con e con Tony Servillo invece quando è nato il il
Rapporto >> rapportoord Tony Servillo è nato ormai tantissimi anni fa, negli anni 90 perché lui era già un attore teatrale affermato che era socio di una compagnia eh di una società teatrale cinematografica a Napoli molto famosa che produceva Martone. Io ero un ragazzo che voleva fare i film e quindi bazzicavo, gironzolavo intorno a questa alle persone di questa società. Avevo scritto il copione dell'uomo in Più e glielo mandai tramite il produttore e da lì poi pian pianino è nato un rapporto. >> Ma in quel caso è stato lui ad aiutare te alla per portare avanti
questo film o cioè il fatto che anche lui fosse interessato? Beh, no, il fatto che a un certo punto lui abbia accettato di fare il film sicuramente ha aiutato perché era già, anche se non aveva fatto molto c era già un attore molto stiva, considerato universalmente bravissimo. Quindi sì. >> Che cos'ha lui secondo te di di speciale per il motivo per il quale anche lo lo porti con te in tantissimi progetti? Tanto è un attore bravissimo, eh, molto autorevole e carismatico, è un attore potente, anche estremamente versatile. Queste sono tutte qualità che a me piacciono,
insomma, non è un attore è un attore che sa modulare la sua esuberanza al servizio dei personaggi e questo si Confà molto alla tipologia di personaggi che io scrivo. il gli hai fatto fare ruoli diversi. Ce n'è uno >> cioè che hai adesso che ti sarebbe piaciuto fargli fare, ma che ancora non siete riusciti a fare o che lui addirittura ha detto "No, guarda Paolo, questo qua non lo posso fare o non si è mai tirato indietro". >> Ancora ancora non No, ancora non si è creato questo. >> Non si è mai ancora tirato indietro.
È Qualcosa su cui era un po' più diffidente, ma si è fidato di te secondo te? o se magari >> all'inizio era era un po' diffidente e preoccupato di fare Andreotti nel Divo, ma giustamente perché era la prima volta che si andava ad andavamo ad affrontare insieme un personaggio che si che era vivente, esistente, famosissimo, a sua volta un personaggio già molto caricaturalizzato dalla satira, dalla Televisione, no? Andreotti era imitato dal bagaglino, insomma, non era proprio facile trovare una chiave per interpretare Andreotti senza rischiare la farsa e e quindi all'inizio era un po' scettico, poi
pian pianino ci siamo messi a ragionare e ha acquistato fiducia. >> L'hai convinto tu? Cioè glihai rassicurato tu? Ah, vabbè, abbiamo ragionato. Cioè, io gli ho gli ho espresso la La mia idea che non doveva essere un'imitazione, non doveva essere un socia, ma doveva si doveva procedere per assonanze e quindi poi abbiamo fatto le prove con i parrucchieri, con i truccatori, abbiamo m cioè è un processo più o meno lungo, eh. Cosa cosa deve avere un attore secondo te oggi per essere un bravo attore? >> Ah! Ma quello che deve avere sempre, cioè, ma Carmelo
Bene diceva che mat deve Essere capace di uscire da sé più che essere bravo, che non so bene che cosa significhi, però intuisco che sia una cosa giusta, anche importante. >> Sì. >> E in Italia ce ne sono di attori bravi dal tuo punto di vista. >> Sì, ma ce ne sono dappertutto. Sì, sì, ma gli attori bravi non sono mai mancati. >> Cosa manca o se manca qualcosa? Secondo Te? >> Eh no, non manca nulla. Dagli attori bravi ci sono, quelli indimenticabili, sono pochi bravi ce ne sono. Quando ho lavorato negli Stati Uniti in
Gran Bretagna c'ero attori bravissimi proprio dovunque. Facevo il casting a Detroit, che è una città minore degli Stati Uniti, arrivavano attori formidabili ai provini che vivevano a Detroit, che avevano vissuto tutta la vita a Detroit, che quindi non vivevano Né a Los Angeles, né a New York, né a Londra. fattori bravi ce ne sono tantissimi. E insomma quando tu devi quando tu fai i provini, no, per i vari per i vari ruoli, eh come ti comporti di solito? Cioè, come vedi, anche immagino che chi si trova davanti a te, pur essendo un professionista, magari un
po' di soggezione ce l'ha, è una cosa che not >> No, ma no, perché poi alla fine è sempre il lavoro che semplifica tutto, >> ok? Non si si danno delle scene, gli attori non imparano, le si prova con una spalla che dà le battute e si si parla del personaggio e via non è m >> cioè c'è qualcosa che tu cerchi in particolare quando fai quando fai i provini, >> no? Che siano adatti alla parte. Cerco sempre degli attori con cui ho anche intravedo un una capacità di di Starmi simpatici, cioè di che poi
umanamente mi troverò bene, perché poi la vita sul set è lunga e quindi avere a che fare con persone che non ti piacciono non è il caso. >> Il Hai citato il il Divo che è per molti insomma un se non il tuo film, cioè il loro film preferito, per molti è il tuo film più bello, diciamo. è una cosa che eh ti ci ritrovi. È un qualcosa >> abbastanza. Sì. Non so se è il più bello, ma sicuramente è quello dove Tutto quello che avevo in mente riuscivo a farlo. >> Ah, >> tutto. Ero
sempre per mutuare un gergo calcistico. Ero in forma. eri eri nel prime, ti direi anche perché oggi si dice sono nel primatori attraversano questa cosa misteriosa che è il periodo di forma, cioè decidono di di tirare all'incrocio dei pali e la palla va effettivamente, poi vanno fuori forma e questa cosa non succede. >> No, magari succed in altri lì eri lì ti entrava tutto mi entrava tutto miravo l'incrocio dei pali e entrava il pallone. Esatto. E successivamente, insomma, vabbè, a parte il il Divo, prima hai detto l'avete visto praticamente avete invitato Andreotti ad una delle
proiezioni, tu osservavi per vedere come reagiva anche io paura, rimassi a casa. Ero in collegamento. No, no, io sono molto vigliacco, ero in Collegamento telefonico col mio produttore che era in sala con Andreotti. >> Ok. E lui ti aggiornava sulle varie in >> diretta mi diceva adesso si sta muovendo sulla poltrona, sembra irritato. Tutte le reazioni. >> Hai provato a fare un qualcosa di analogo o non di analogo, comunque un altro film su un altro personaggio importante e che era su Berlusconi, >> no? Lo invitamo, ma aveva da fare non Qui. Se l'ha visto, non
lo so perché se l'ha visto è accaduto malgrado me. >> Eh, che però è diventato difficile vederlo quel film oggi. >> Sì, è è diventato difficile vederlo. Sì, sì, sì. Non c'è sulle piattaforme non c'è. >> Non c'è sulle piattaforme, no? >> E ma perché ha toccato? Cioè, perché secondo te? Ecco, cioè, >> ma molto banalmente perché i diritti de di quello che si chiamava un video >> Sì. era di Medusa di di Mediaset. >> Ah, quindi erano erano loro, >> quindi li gestiscono loro e decidono loro qua se e quando venderlo a una piattaforma,
se e quando mandarlo in televisione. Quindi il film è uscito in sala. >> Cosa è una cosa che ti fa dispiacere? >> Beh, certo, mi dispiace che non venga visto su in televisione o in piattaforma, ma ho imparato a capire che Ci sono cose più importanti nella vita che dispiacersi per un film. beh, su cui però ti sei impegnato, cioè non era una cosa che avevi previsto, cioè tutte le tue previsioni di un film cinema ha è un tipo di attività lavorativa che prevede la dissipazione, cioè si fa 1000 per ottenere due >> mh. >>
Quindi questo lo l'ho imparato presto che stai ore a comporre un'inquadratura e poi magari lo spettatore in quel Momento si volta a parlare con sua sorella e quell'inquadratura non la guarderà mai. Ma adesso anche che non c'è più, diciamo, il protagonista del del di questo film a cui sono ci sono diversi riferimenti, pensi che cambierà qualcosa? Ormai quel quel film lì faremo fatica a vederlo. >> Aspettiamo. La vita è lunga, soprattutto quella degli altri. Può succedere può succedere di tutto. Una cosa sul Discorso ovviamente del del degli Oscar. Prima hai citato il discorso che hai
fatto alla fine? Mo detto due cazzate. Mi hanno pure criticato per aver detto due cazzat. Perché ha detto ha criticato qualcuno. >> Ma la gente critica se va bene. >> E lì quand la critica, invece era molto >> l'inglese maccheronico. Come doveva essere l'inglese. >> Fantastico. Che che insomma che effetto ti fa quando ricordi quel momento? E se Quello del discorso, cioè quei riferimenti lì era una cosa che avevi già pensato per scaramanzia non avevi pensato al >> No, no. Cosa dire in caso di vittoria? L'avevo già pensato perché in quei giorni eravamo dati per
favoriti, insomma, non eravamo totalmente sfigati, era nell'area che potessimo vincere, quindi un minimo. Mi ero preparato un discorso visto che c'era l'eventualità di andare su un palco davanti a tutta Quella gente. >> Certo. >> Eh, cosa ricordo? No, ma fu un periodo molto m si si, come dire, ho un ricordo, no, un ricordo molto bello, molto bello, ma le cose accadevano anche molto velocemente, le novità si susseguivano alla velocità della luce, quindi era un periodo caotico, bellissimo, caotico, unico irripetibile ed è giusto che sia così. >> Chi avevi davanti quando stavi facendo il discorso? Te
lo ricordi? Ah, beh, c s c'era Scorsese, c'era non mi ricordo, c'era c'era Spike Leì, c'era DiCaprio, c'era Jennifer Lawrence, c'era tutto, tutti i candidati di quell'anno che erano tutti tutti i registi, attori, produttori famosi di Hollywood. >> Era era un momento che avevi immaginato mai nella tua testa? >> No, no, non avevo lavorato nel cinema Per puntare all'Oscar. È inutile dire che tutti sono estremamente affascinati all'idea di vincere l'Oscar, quelli che fanno il mio lavoro. Però nella mia mente, per esempio, c'era più la il sogno di vincere la Palma d'Oro a Can. Ecco. >>
Sì, era più Come mai? Se Sì, sì. >> Beh, perché con chi cresce col mito del cinema d'autore sogna più quello che non l'Oscar. Mh. >> Ma se un tuo film che tu immagini come Film d'autore piace, finisce che poi va a piacere a tante persone e a vincere anche un Oscar, è un qualcosa che dici "Boh, ho sbagliato qualcosa" o invece No, per niente? No, no, no, sono felicissimo. Sono felicissimo. Sono molto più i vantaggi di diventare popolari che diventare famosi per una nicchia di persone. >> Sì. Eh, >> quindi dovendo adesso, dovendo scegliere
le due cose, preferisco più il successo Di Zalone che un successo di critica di 18 persone. Eh, ma è un è un pensiero che avevi anche da ragazzo o sei maturato nel tempo? >> No, nel tempo ho capito cose più importanti nella vita. >> Quindi questo è un messaggio anche a chi magari è giovane, la pensava come lo pensi tu. Sì, purché uno non si svenda e si corrompa completamente. Quello sicuramente è poi >> anche perché questo ragionamento non Funziona mai. Eh, tutte le volte che uno dice a se stesso, "Adesso faccio una cosa che
sicuramente avrà un successo commerciale", puntualmente non accade. Per questo ho sempre riso, per esempio, quando hanno detto "Eh, ma certo che ha vinto l'Oscar" perché ha messo la bellezza di Roma, un po' di Fellini, eh, si vince l'Oscar. Non è così, purtroppo, sennò l'avrei vinto anche l'anno dopo e l'anno dopo ancora. Sì. Lì che cosa c'è stato Di magico, secondo te, in quel momento che ha reso tutto perfetto? >> Ah, non lo so, è difficile da capire. si creano delle specie di di vampate collettive per cui un film diventa più irresistibile di altri. Ma sono
sono stato tanto là quando si faceva tutta questa campagna. Non è come si dice, cioè non è che perché il film ricordava l'Italia che ci piace, no? M si creano si creano delle delle proprio Dei dei movimenti d'opinione su un film piuttosto che su l'ho visto pure con con film successivi. >> Non controllabile, >> non controllabile visto Drive My Car, a un certo punto non si parlava d'altro, era tutti lo lo manificavano adducendo anche motivazioni molto diverse tra loro. L'ho visto con con altri film. Eh, tra l'altro adesso è un periodo in cui il il
cinema internazionale sta andando forte, cioè il miglior film agli Oscar Negli ultimi anni è stato vinto anche da film non americani. Potrebbe succedere anche con un film italiano. >> Sì, perché no? Perché no? Cioè, l'abbiamo visto con dei film coreani, l'abbiamo visto con dei film, cioè una una la grande bellezza oggi >> avrebbe per com'è il oggi per per questo tipo di movimento che dicevamo anche di cambiamenti, poteva anche competere al miglior film al di là del dell'internazionale >> ultimamente per ragioni che non conosco perché poi non è che sto passo il tempo a studiare
come funziona l'Oscar, però effettivamente hanno vinto anche dei film non in lingua inglese. vinto Parasite e e quindi forse c'è un'apertura maggiore anche a un cinema non di lingua inglese. >> E su che cosa siamo forti noi italiani e su cui possiamo giocarcela, ma anche di più sui sentimenti, non lo so. Ah no, secondo me secondo me su niente, ma non Perché non siamo bravi, perché perché il film è un prototipo, è un oggetto misterioso e quindi viene bene, viene male, ma non perché sia italiani o francesi o americani. Gli americani c'hanno un'industria, c'hanno un
sistema per cui, come dire, hanno una capacità di riprodurre dei film ben fatti e gli altri paesi questo sistema ce l'hanno molto meno, però, appunto, come citavi tu prima, la Corea di colpo è diventata un paese Importante per il cinema, ma non lo è stata invece per 100 anni prima, quindi non c'è una un una chiave. In questi anni sei diventato, oltre che un regista importantissimo, anche una figura molto iconica, molto riconoscibile anche in tutto in tutto il mondo, tanto che sei diventato protagonista anche di immagini diventati virali. Il tuo ingresso al cinema di Kh
di Life is now e ti capita di rivederlo ogni tanto quando tu entri al cinema? >> No, a volte mi capita perché c'è Instagram che c'è veramente, cioè lo ha avuto una viralità incredibile. Sì. Però hai avuto un ingresso in scena. >> Ero semplicemente contento di tornare al Festival di Can dopo molti anni che mancavo. Poi non mi rendevo conto di di che di come stavo camminando, di cosa facevo. >> Non non entri sempre così nei nei luoghi? >> Non direi proprio. >> No, però è stato un ingresso molto >> spesso non entro proprio nei
posti, rimango direttamente a casa. In quel caso lì ha funzionato e sei hai fatto anche diversi cameo, come si dice in questi casi, diverse apparizioni in tanti anche programmi televisivi, serie TV, sembra che quelli belli, no? Di alcuni, no, però diventate iconiche, no? Ce n'è una che ti ha nel corso degli anni, dai, ce n'è qualcuna che ti ha divertito particolarmente? Feci me stesso in una serie che si chiama Col My Agent, quella era divertente, anche perché mi ero scritto io il monologo, l'avevo scritto io da solo. >> Quello sull'immotivato entusiasmo. >> Sì, quello su
l'ossessione dei genitori con i figli sulla scuola. L'avevo scritto io sulla base delle mie esperienze come genitore quando portavo i figli a scuola e e tutti gli altri genitori erano presentissimi Che non li ho portati dappertutto a a intrattenerli 24 ore su 24 come fanno le ultime generazioni di genitor. >> Cioè ci hai giocato tu direttamente senza >> giocato a casa quando avevo tempo, però non sono mai andato a prendere un figlio a una festa. Dicevo, se vai a una festa, ti organizzi per conto tuo e torni. Non so se tu sei genitore, però però
non sono ancora livelli genitori organizzano le macchine la domenica mattina, vanno Lì, vanno là. Mi ho sempre >> e loro però le cose >> e ero anche poi intento a fare i film come abbiamo detto, >> tra l'altro, perché infatti l'altra cosa che ti volevo chiedere era >> però anche mia moglie che non faceva i film non aveva nessuna voglia di fare queste robe qua e alla fine >> non so perché, ma dicono che abbiamo fatto bene. >> Beh, i frutti spero che insomma siano Stati buoni. >> Sì, sì. No, no, quello è molto bello,
anche perché mi piace ricordarlo, era fatto anche sulla base dell'amicizia che avevo con Mattia Torre, che era un ragazzo che è morto prematuramente, che era un talento clamoroso. E ne abbiamo parlato con dei delle persone che hanno che hanno lavorato con lui. Eh, mi hai fatto venire in mente che alla fine di questo film, anche alla fine di questo film, c'è una dedica. La grazia La grazia dedicato a Claudio Vecchio che era un produttore che è morto improvvisamente pochi mesi fa che col quale io ho cominciato a lavorare e ed era forse una delle tre
persone più divertenti che abbiamo mai conosciuto nella mia vita e quando si è così divertenti da entrare nelle prime tre siia anche molto intelligenti e lui lo era >> di conseguenza e quindi la dedicherà doverosa. Sì. Perché nelle tue insomma nei tuoi ringraziamenti anche all notte degli Oscar c'è stata la ci sono c'è stata la tua famiglia. >> Come come si gestisce la famiglia di un regista? Come vi gestite tra di voi? Come tu stai via spesso, loro devono, non so, hai delle paturnie particolari ogni tanto, degli umori che cambiano? >> Sì. No, ma devo
dire che sono stato fortunato, sia mia moglie innanzitutto, ma poi successivamente Anche i miei figli crescendo sono stati sempre molto pazienti con me con Sì, perché pazienti disponibili di aiuto mi hanno semplificato la vita rendendo possibile che io mi dedicassi quasi esclusivamente a questa attività qua. E ci sono stati momenti particolari, cioè adesso sta andando tutto alla grande, mi sembra, almeno da fuori. Sei sei Paolo Sorrentino, ma ci sono stati dei momenti un po' più complicati in cui hai messo in discussione. Sì, da ragazzo, nei Primi film me la prendevo tanto, cioè è successo tante
volte i film che avevo scritto che non si non si potevano fare, che non venivano non piacevano i produttori, quindi dovevo ritornare a scrivere e quindi si uno si andava un po' in crisi. Ogni volta che finisci un film, adesso meno, pure quello ho imparato più a gestirlo, però prima quando finivi un film c'era una specie di svuotamento emotivo e confinava con la depressione e quindi Insomma come tutti i lavori che hanno che non sono di routine ci sono gli alti e i bassi e sono a volte sono molto alti i bassi e alle volte
sono molto bassi. >> Ma non hai mai pensato di rinunciare a fare questo lavoro? >> No, >> non è non ti è mai passato neanche per la testa. M no, anche perché non saprei fare altro, quindi non c'ho alternative diventerebbe sicuramente molto Complicato. Un'ultima un'ultima cosa, eh insomma in durante questo percorso ormai questo cos'è? L'und1º film. L'und1º film. Tre sono magari più politici, come abbiamo detto, altri invece hanno a che fare con altre altri aspetti della vita. Ce n'è uno forse che è stato quello più biografico, se si può dire, su quello su cui hai
messo più riferimenti, che è stato è stata la mano di Dio. >> Quanto ti è costato emotivamente fare quel quel film? Se ti è costato Qualcosa? Se l'hai fatto in quel momento per un motivo particolare? >> L'ho fatto molto perché quando raccontavo certe cose nella mia vita c'erano degli amici che dicevano "Ah, ma perché non fai un film?" Quindi l'ho fatto l'ho fatto anche perché pensavo che mi potessi liberare di certe fissazioni che avevo rispetto alla mia biografia. No, non mi è mi è costato molto scriverlo, quello m'ha molto emozionato. Poi farlo nella routine del
lavoro con 50 persone attorno è stato piuttosto è stato meno traumatico di quanto pensassi che >> più esorcizzante. >> Sì, sì, devo dire poi alla fine mi ha fatto bene farlo. Molte cose, avendole messe proprio su immagine, avendole rese così tangibili, fa sì che su delle cose ci penso meno, mentre prima erano più dei pensieri ricorrenti, quelli legati ai miei dolori Adolescenziali. >> Ti è mai capitato di commuoverti mentre scrivevi qualcosa? >> Mi capita spesso. Mi capita spesso di commuovermi mentre scrivo. >> Proprio nel momento in cui tu stai scrivendo ti stai rendendo con Sì,
sì. che di solito sarà anche qualcosa che commuoverà poi successivamente, così come mi capita di ridere molto mentre scrivi >> quello che scrivo. >> Questo meno rido alla fine poi mi mi ritrovo ad essere io solo che ho riso per quella roba. >> Dici la reaction non è la stessa per tutti? Ma scrivi dove fisicamente? C'hai tu le sceneggiature, le tue, cioè c'è un momento seduto così prob magari più poetico, vado e arriva al mare sugli scogli di Napoli, sai quelle cose. >> No, no, io fortun prevalentemente a casa, riesco a scrivere ovunque. Dove mi
metti là scrivo. >> Eh, siamo partiti. >> Basta che mi metti mi dai due cuffiette con la musica. Io >> quella colonna sonora è sempre importantissime all'interno dei due scrivo con la musica. Quindi >> a volte prima ho ho letto che scegli prima la musica della scena a volte. Sì, perché mentre scrivo, ascolto musica, alle volte sento una musica, che ne so, un po' commovente, dico "Ah, mo scrivo una scena come me, poi quella musica me Launto" e dico "Poi quando farò la scena ci metto questa musica qua." >> Perfetto. Quella di di cocciante per
in parteno per quella >> e quella sono è una canzone che amo da sempre e ho provato a metterla in ogni film, in ogni film non funzionava e questa volta funziona. >> Ma lì è proprio è un valore aggiunto, un valore. Quindi hai pezzo >> per questo e tu hai ascoltato un po' di roba rap per per mettere il pezzo di Gu O avevi ascoltato solo Gu? >> No, Guevo ascoltato perché dovevo incontrarlo. Ho detto è cosa buona e giusta prepararsi senò perché lui sapevo che lui era preparato sui miei film. Ho detto non farmi
fare brutte figure, però poi da lì mi sono interessato. >> Beh, lui è un grande appassionato di di cinema, quindi credo che tu gli abbia fatto un regalo bellissimo. E un'ultima cosa, siamo partiti, parlando di Maradona, tu hai dichiarato più volte Che Maradona ti ha letteralmente salvato la vita in tanti >> Sì, l'ho spiegato nel film quello stata di Dioanti. Ed è ed è incredibile questa cosa e ed il legame con lui e con quello che rappresenta per te Napoli in generale è così presente, importante per quel motivo, è stato potenziato da quel motivo? Che
cosa? Ma sai, cioè non è solo per me, per quelli della mia generazione napoletani, Maradona arriva quando io c'avevo 14 anni, per altri Quando c'erano 16-17 anni. Cioè, sono delle età in cui tutto viene vissuto in maniera viscerale e e tutto è indimenticabile. E quindi per me Maradona è coinciso con un momento della vita che era un ragazzo, era un ragazzetto e e quindi non si può dimenticare >> e soprattutto poi per quello anche che ti è successo a livello successo per quello che mi è successo dopo, ma anche se non fosse successo quello, cioè
Maradona, sono molti molti miei amici per i quali Maradona è stata la cosa più importante che è accaduto a loro nella giovinezza, nell'adolescenza. Non so se tu sei andato veloce con quel discorso perché avevi paura di commuoverti col discorso, diciamo, di di ringraziamento del degli Oscar, se avevi un, insomma, un trambusto anche emotivo che ti ha fatto vivere quel momento in un certo modo, però ovviamente tu tra tutti i ringraziamenti hai ringraziato anche i Tuoi genitori che è una cosa molto molto importante di tutte le cose che che hai fatto fino ad oggi nella nella
vita. Ce n'è una tra tutte che è quella che adesso dopo dopo tutti questi anni ti sarebbe piaciuto fargli vedere particolarmente, di cui tu sei particolarmente orgoglioso. >> Ai miei genitori, i miei figli. >> Sì, >> più ancora delle >> che non hanno mai visto. Sì. E e tra >> e adesso è mio nipote, hai visto che sono nonno da poco. >> È vero, è vero, è vero. Quella è di tutte tu che hai vissuto e fatto delle cose >> Sì, ma c i figli, cioè i film insomma sono quello che sono. >> Belli, divertenti,
importanti, ma so i figli so figli. E com'è la come nonno ti eri immaginato così? Pure lì non è che uno si immagina come nonno, però sono felicissimi. Mi avevano Detto che sarebbe stata una felicità nuova, in effetti lo è. >> Ma è anche quell'attitudine da nonno che dicono tutti che i nonni perdono un po' la testa per i nipoti? >> Penso proprio di sì, perché Sì, penso proprio di sì. Ah, cioè stai già un po' >> Sì, faccio di tutto per vedere continuamente i miei nipot, >> però non puoi portarli adesso, cioè non è
che poi adesso i tuoi nipoti li porti alle feste, li vendi anche questo Rischio qua. >> Eh, ma però, cioè, non è che si può, >> c'è questo rischio qua che dovrò scrivere un monologo in cui chiedo scusa per quello vecchio. >> Grazie davvero per questa chiacchierata. Un'intervista di una lunghezza infinita. Sì, anche poco. Di solito qua facciamo anche 2 ore e mezza, 3 ore, ma te le ho le ho risparmiate. Te è un >> trappolone che tra poco gioca il Napoli. Io >> Madonna, >> so da ore che le dico, ma non è che
dura tanto che non vedo il Napoli. >> Grazie Olivia, grazie. Eh, ma fai conto che oggi abbiamo un po' di pubblico. Allora, solitamente siamo sempre due o tre a fare le puntate, insomma, c'è oggi tutti i nostri filmmaker del basement ci sono, sono tutti chissà perché di solito sono stati sono sono tutti presenti oggi, quindi giusto così. Grazie Paolo Sorentino è passato dal Spero tutto bene Però.