Grazie Ornella Grazie anche a Franca Grazie per questo invito Allora intanto mi piacerebbe dare una notizia in anteprima assoluta direi perché finora abbiamo dec la prima volta che che abbiamo deciso di uscire allo scoperto il 7 maggio sabato 7 maggio ci sarà una grande manifestazione di piazza la prima manifestazione di piazza Nazionale per l'articolo 9 della Costituzione si chiamerà emergenza cultura Salviamo l'articolo 9 e inviteremo a breve ci sarà sarà del tutto pubblica questa è un'anteprima assoluta inviteremo tutti a scendere in piazza a partire da chi ci vive ci lavora ma poi a tutti i
cittadini Perché in tanti singoli in tante associazioni in tanti in tanti cittadini pensiamo che dalla guerra in poi finita la guerra in poi il patrimonio culturale italiano non è mai stato tanto in pericolo quanto lo è oggi anche se questa volta i nemici sono dentro e non sono fuori i confini della Repubblica questo è Intanto una cosa per far capire diciamo a che punto secondo me e secondo cosa di l'articolo l'articolo 9 dice così la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e istico
della nazione è un articolo che abbiamo solo noi così al mondo solo noi ce l'abbiamo fra i principi fondamentali È un articolo che affonda le sue radici a Firenze perché fu fortemente voluto tra gli altri da Piero Calamandrei un uomo che alla indomani della guerra Fondò una rivista che si chiamava il ponte in cui nel cui primo numero Bernard berenson che era uno storico dell'arte molto importante che aveva deciso di trascorrere la sua vita a Firenze spiegò perché bisognava ricostruire Firenze comera il dovere a partire dal ponte a Santa Trinità ricostruire il patrimonio voleva dire
ricostruire la democrazia oggi ed è da qui che volevo partire chi vuole a mio giudizio distruggere il patrimonio distruggerlo materialmente indirettamente Ma certamente Senza fallo direi ma prima distruggerne la funzione Costituzionale ha nel mirino qualcosa di più grosso che è per l'appunto la democrazia simul Stab SIM cadent si potrebbe dire la democrazia e il patrimonio o stanno insieme in piedi o rischiano di cadere insieme in Italia sono legati davvero fortemente Allora se io dovessi dire come si fa a capire questa riforma eh chiamiamola riforma perché è pesante chiamarla per tutto il tempo de forma ma
così Bisognerebbe chiamarla eh bisognerebbe fare come facevano i pittori abbiamo tanti esempi negli autoritratti in cui si ritraggono dietro i cavalletti fare un passo indietro per vedere bene cosa si sta dipingendo Allora fare un passo indietro per vedere questa riforma in un contesto più ampio se dovessi dire qual è il contesto più ampio per capire questa riforma non avrei non potrei trovare un testo più efficace di un documento che leggerò molto molto brevemente non vi preoccupate un documento che dice che la che il nostro problema principale è la Costituzione sapete che all'ultima Leopold alla penultima
Leopolda il presidente del consiglio ha fatto scrivere su un muro lo stato non è la soluzione è il problema ed è una citazione dal discorso di Reagan il primo discorso di insediamento alla Casa Bianca nello stesso modo C'è chi pensa che la Costituzione non sia la soluzione Magari applicandola magari per la prima volta ma il problema da eliminare a ottobre saremo tutti chiamati a votare su 55 articoli della Costituzione Cambiati come diciamo invitandoci a pensare che se questo cambiamento passerà avremo risolto i nostri problemi questo documento dice che il nostro problema principale è la Costituzione
nata dall'antifascismo Cito questa Costituzione Mostra una forte influenza socialista riflesso della forza politica che le sinistre conquistarono dopo la sconfitta del Fascismo perciò questi sistemi politici periferici si parla della periferia meridionale dell'Europa hanno tipicamente caratteristiche come governi deboli rispetto ai parlamenti stati centrali deboli rispetto alle regioni tutela istituzionale del diritto al lavoro diritto di protestare contro ogni cambiamento la crisi che viviamo è la conseguenza di questi diritti ma qualcosa sta cambiando il test essenziale per il mondo sarà l'Italia dove il nuovo governo può chiaramente impegnarsi in importanti riforme politiche Questo è un documento del maggio
del 2013 della banca d'affari americana jp Morgan che è piuttosto impressionante rileggerlo oggi perché c'è per in il programma di governo del governo Renzi un programma di governo dettato per filo e per segno verticalizzazione della dei rapporti politici contrazione dei diritti dei Lavoratori stop al diritto di sciopero e di manifestazione qualcosa che sembra che ci viene richiesto dal mercato internazionale per sostituire a quella sovranità dei cittadini a quella sovranità del Popolo e questo è l'articolo 1 della Costituzione un una sovranità per l'appunto dei mercati cioè di chi ci sta dettando l'agenda uscì poco dopo questo
documento un articolo sul Corriere della Sera scritto da Marzio Breda che era il costituzionalista che seguiva Giorgio Napolitano che disse che nell'agenda del presidente Napolitano il documento della jp Morgan aveva un posto importante Nel senso che era vero secondo lui che bisognava eliminare ridurre rottamare per dirla come la dicono loro i diritti Nati dalla Resistenza il nostro problema è la Costituzione Allora è questo il quadro in cui anche la l'articolo 9 viene colpito non lo si capirebbe se senza ricordare che sotto attacco C'è l'articolo 1 C'è l'articolo 3 quello che dice che siamo tutti uguali
è questo il progetto è smantellare ciò che fu costruito dalla generazione dei Calamandrei Mh allora in questo senso Eh se diciamo dal Generale ci vogliamo avvicinare ci sono altri dettagli che sono interessanti Anzi necessari per capire quello di cui stiamo parlando cioè la riforma del Ministero per i Beni Culturali pensate allo sblocco Italia una delle leggi più importanti fatte da questo governo una legge fatta quando Ministro delle Infrastrutture si chiamava ancora Maurizio Lupi che aveva ricoperto questo ruolo anche consiglio Berlusconi lupi vicinissimo alle grandi lobbies della cementificazione che in buona parte hanno un contatto stabile
con Comunione e Liberazione l'ambiente da cui proveniva Maurizio Lupi lo sblocca Italia era una legge che è stata reclamizzata dal governo Renzi con il claim con il lo slogan padroni in casa propria e l'idea era quella di diminuire le tutele dell'ambiente del paesaggio Per consentire a tutti alle imprese ai singoli cittadini di fare sostanzialmente ciò che vogliono ciò che volevano del territorio come si faceva a ottenere questo risultato smontando semplificando nella retorica del governo deburocratizzazione tutti quei luoghi di cui noi cittadini spesso sappiamo molto poco in cui prendono corpo le decisioni Come si fa a
decidere che in questa Vallata incontaminata si fa o non si fa un'autostrada per dirne una Come si fa a decidere se si trivella o no a un certo numero di Miglia dalla costa lo si fa attraverso una dinamica complessa per fortuna complessa a garanzia del fatto che dovremmo lasciare qualcosa ai nostri cittadini ai nostri successori ai nostri discendenti ai nostri nipoti che però una questa dinamica complessa e a garanzia è stata per l'appunto semplificata dicendoci d'ora in poi basta burocrazie Questa retorica dello sblocca Italia è molto importante per capire cosa è successo Poi nei musei
perché ce ne dimentichiamo spesso le sovrintendenze questi istituti così invisi al nostro presidente del consiglio ricordo che nel suo libro da Dante a Twitter la rivoluzione della bellezza memorabile testo letterario ehm Renzi scrive sovrintendente è la parola più brutta del vocabolario italiano smorza ogni entusiasmo fin dalla seconda sillaba sovrintendente de che e Cito fra virgolette Eh Le sovrintendenze Sono un nemico da abbattere non perché come io ho scritto tante volte non hanno fatto fino in fondo il loro dovere di dire di no ricordo che negli anni 60 un giornalista certamente non di sinistra come Montanelli
scriveva sul Corriere che le sovrintendenze sono state fondate per dire di no e che non si possono criticare quando dicono di no lo diceva un liberale m che sperava che questo paese rimanesse quello che era stato le sovrintendenze non sono state attaccate per aver detto troppi Sì ma per aver detto troppi no a uno sviluppo evidentemente insostenibile da un punto di vista ambientale e quando si parla di ambiente si parla anche del diritto alla salute dei singoli cittadini Perché la nostra salute la nostra speranza di sopravvivere è legata strettamente la qualità dell'ambiente basta leggere in
questi giorni cosa cosa si sta scoprendo e lo si sapeva bene a Taranto si può parlare dell'inceneritore fiorentino si può parlare delle conseguenze dell'aeroporto di Firenze Si può parlare di molte cose che ci riguarderebbero da vicino l'idea è che l'ostacolo verso uno sviluppo industriale fosse questa casta di burocrati che impediva la modernizzazione La retorica è quella del nuovo del moderno dello sviluppo è una retorica vecchia è una retorica anni 5060 di uno sviluppo senza controllo che però ha fatto presa e ha ottenuto un certo consenso e naturalmente poi io spero che ci sia un dibattito
sarà istruttivo anche parlare delle colpe che hanno avuto le sovrintendenze e noi storici dell'ar universitari nel far sì che una grossa percentuale dei nostri concittadini Quando mi capita di andare in televisione ci sono poi questi sondaggi magari Malfatti Certamente non rappresentativi alla fine una maggioranza degli italiani comunque com dice che in fondo possiamo fare benissimo al meno delle sovrintendenze al fondo c'era l'idea che il sapere tecnico cioè la competenza degli architetti degli storici dell'arte degli archeologi degli esperti di paesaggio non fosse utile che la decisione dovesse essere una decisione puramente politica cioè basata sul consenso
ora questa visione con lead va a sbattere contro un'idea diversa contro l'idea che non tutto possa essere sottoposto al senso per una banale ragione che non votano tutti gli italiani che hanno contribuito a rendere questo paese bello per generazioni che sono morti e soprattutto non votano coloro che non sono ancora nati come facciamo a prendere decisioni irreversibili che impegnano la vita di chi ancora non c'è 1 m quadrato cementificato ricomincerà a essere terreno fertile e vivo fra 2000 anni tra oggi e 2000 anni ci sono molte generazioni che non possono votare Allora non tutto è
sottoponibile al consenso ma nel modello della tutela italiana dell'ambiente e del patrimonio culturale Il sapere tecnico il fatto che qualcuno che studia e che fa ricerca e che conosce le cose potesse prendere parte in maniera decisiva alla decisione alla alla a ciò che si sarebbe poi fatto era un cardine centrale dall'attacco all'ambiente dall'attacco al paesaggio si è passati velocemente all'attacco dell'altra parte del secondo comma dell'articolo 9 La Repubblica tutela del paesaggio si dice paesaggio non per ragioni estetizzanti se la Costituzione fosse scritta oggi lì ci sarebbe scritto ambiente o addirittura biosfera era un modo di
dire si difende diciamo l'ambiente naturale in cui viviamo si è passati al patrimonio storico e artistico Qui l'idea qual è È la stessa forse avrete sentito dire Immagino molte volte nella vostra vita che il patrimonio culturale è il petrolio d'Italia questa metafora è stata così infelice il petrolio È una cosa che non conos che quando la bruciamo produce inquinamento che produce Monopoli che produce molte cose cattive questa metafora è stata coniata dal secondo Ministro dei Beni Culturali di questo paese Mario Pedini quello che venne dopo Spadolini noto soprattutto per essere uscito nelle liste della P2
l'idea che il patrimonio fosse il petrolio d'Italia è stata poi rilanciata molto grandemente all ferma quando sono troppo lungo da Gianni De Michelis alla metà degli anni 80 i giacimenti culturali Allora La retorica è la stessa uno sfruttamento senza freni insostenibile così come può voglio trivellare al largo delle Tremiti così penso che gli Uffizi siano un pozzo di petrolio che va messo a reddito quando De Michelis espose questo suo punto di vista a un convegno che Si tenne a Firenze organizzato dal Partito Comunista nel 1985 un grande storico dell'arte e grande comunista presente si chiamava
Giovanni Previtali disse è partito oggi il treno della mercificazione del patrimonio culturale e la profezia fu azzeccatissima quel treno ha passato tante tappe e bisogna riconoscere che una delle tappe fondamentali dello sfascio è stata voluta fortemente da un soprintendente fiorentino Antonio Paolucci quando è stato ministro del governo Dini Cosa fa Paolucci Ministro dei beni culturali del governo Dini prende la legge ronke la legge fatta dal ministro ronke del governo amato il governo Amato è quello che comincia le grandi privatizzazioni L'Italia ha venduto beni pubblici in una misura seconda solo al Regno Unito della toucher e
di Blair V bene da dai primi anni 90 in poi e ronke ministro del governo amato fa una legge che comincia a f entrare i privati che non sono i benefattori non sono diciamo il terzo settore non sono i mecenati che portano soldi ma i privati for profit dentro il patrimonio culturale Antonio Paolucci ministro del governo Dini amplia questo confine e dà al ai privati la possibilità di organizzare per esempio le mostre perché in Italia facciamo 10.000 mostre l'anno un numero spaventoso perché gli studenti del mio corso a Napoli quando io G chiedo se hanno
visto un Donatello in una a Napoli mi rispondono no anche se stai in una chiesa gratuita aperta gratuitamente Sant'Angelo a Nilo a pochi passi dall'aula Ma hanno visto tutte le orrende mostre sugli impressionisti su Van Gog in cui non ci sono negli impressionisti del Van Gog perché c'è un sistema economico che ha Convenienza a fare continuamente mostre a staccare continuamente biglietti perché si fanno le mostre agli Uffizi che sono sempre le più visitate per aumentare il biglietto e avere la certezza che di fare dei soldi che vanno in grandissima parte al concessionario Chi sono questi
concessionari il più grande d'Italia è il gruppo Civita che con tipica diciamo una tipica ipocrisia italiana è un'azienda for profit nascosta dentro un'associazione no profit il cui presidente quello di tutta la Matri Osca grande si chiama Gianni Letta Gianni Letta era il Sottosegretario della Presidenza del Consiglio del governo Berlusconi che in una notte del 2008 ministro Mondi e ministro Tremonti dimezzò il bilancio del patrimonio culturale pubblico Allora l'ingresso del privato for profit dentro il patrimonio è stato strettamente collegato all'idea di definanziamento clienti spettatori consumatori come in tutto il resto allora quella idea alta dell'articolo 9
per cui il patrimonio culturale era collegato strettamente all'articolo 3 che dice che il senso vero Lo scopo della Repubblica è il pieno sviluppo della persona umana attraverso l'eguaglianza e in Italia abbiamo detto Come si fa a diventare eguali veramente abbiamo detto più che in ogni altro paese del mondo attraverso la conoscenza attraverso la cultura c'era l'idea che la cultura non fosse un fine non fosse uno svago non fosse un divertimento S quello che don Sceva della ricreazione contro la ricreazione prendendosela anche col Giro d'Italia oggi ci sembra molto ingenuo e coi biliardini dicendo il padrone
vuole che tu segua il Giro d'Italia e non studi Allora oggi le cose sono cambiate ma potremmo dire che quando la mostra più visitata del 2015 è stato Caravaggio tutankamon Van Gog il cui diciamo il cui valore culturale è evidente fin da al titolo e si è svolta in un luogo pubblico come la Basilica Palladiana di Vicenza eh dando 4 milioni di euro in mano all'organizzatore che si è preso anche i soldi del biglietto e facendolo con opere pubbliche quando apprendiamo che ancora oggi il Bacco di Mich di Caravaggio degli Uffizi sta a Tokyo in
una mostra senza alcun valore scientifico Capiamo che cosa è successo al nostro patrimonio culturale la riforma Franceschini è la ciliegina velenosa su questa torta non la capiremmo se la prendessimo senza questo retroterra siamo arrivati al compimento del progetto che non è un progetto originale di Renzo e di Franceschini è un progetto che prende le mosse la metà degli anni 80 dall'epoca della toucher all'epoca di rean all'epoca di kra in Italia e poi di Berlusconi che da lì viene ma è una come dire conclusione molto velenosa Che cosa fa sostanzialmente questa riforma da una parte espropria
le sovrintendenze degli ultimi fragili strumenti che rimanevano alle sovrintendenze stesse prima sono state massacrate nel turnover non si sono più assunti giovani si sono tolti i mezzi le macchine i telefonini si sono lasciati a combattere a mani nude contro la cementificazione del paese ora si arriva al colpo di grazia la legge Madia di cui stanno per uscire i decreti attuativi prevede che tutti gli uffici periferici dello Stato si del governo si riuniscano in un unico ufficio coordinato e diretto dai Prefetti il prefetto è il rappresentante del potere esecutivo rappresenta il governo quando i decreti attuativi
saranno scritti le sovrintendenze saranno sottoposte direttamente al prefetto e quindi il governo dirà in questa valle voglio fare un'autostrada a chi lo chiedo al prefetto cioè lo chiedo allo specchio a me stesso e che cosa vi rispondo sì Fallo Naturalmente in questo quadro tre sovrintendenti uno storico dell'arte un archeologo e un architetto erano tre test che erano molto più difficili da far piegare o meglio da tagliare che una testa sola da qui parte il treno dell'unificazione delle sovrintendenze alcuni diciamo Chierici traditori alcuni intellettuali sul mercato hanno prontamente inventato l'idea della tutela olistica del fatto che
bisogna stare tutti insieme perché facciamo miglior tutela sappiamo perfettamente che si potrebbe discutere a lungo se una sovrintendenza si sola sia meglio di tre in teoria forse sì forse sarebbe bello che un unico ufficio riuscisse a tutelare ciò che che c'è sepolto Sotto il muro l'archeologia quel muro l'architettura e l'affresco su quel muro ma fatto in queste condizioni col definanziamento con la legge Madia che incombe con i Prefetti che incombono con il silenzio a senso che incombe perché una delle altre norme introdotte Da questo governo è se un'amministrazione pubblica un comune ma anche il Ministero
per le infrastrutture chiede alla sovrintendenza posso fare quell'autostrada se la sovrintendenza non mi risponde entro un certo numero di giorni e non è che mi risponde perché sono dei fannulloni statali Ma perché non c'è più nessuno in quell'ufficio che abbia meno di 58 anni e la media e non ha nemmeno il telefono per rispondermi il la risposta Sarà la risposta mancata il silenzio sarà un assenso Cioè tu mi hai detto di sì allora in queste condizioni la riforma della delle sovrintendenze è diciamo la loro distruzione e lo si capisce anche dal modo con cui è
stato fatto una metafora con metafora evangelica si potrebbe dire che questa riforma è venuta come ladro nella notte l'ultimo pezzo cioè la la soppressione delle sovrintendenze archeologiche è arrivato con un articolo non mi ricordo più il numero mi sembra 374 bis della legge finanziaria che ha delegato il Ministro dei Beni Culturali a fare un decreto ministeriale cancellando le sovrintendenze archeologiche ed è quello che che viene fatto in queste in queste ore La Corte dei Conti ha appena bollinato il il decreto che tra poco diventerà operativo quindi tra poco spariranno anche le S intendenze archeologiche dentro
tutte queste dentro questa matriosca avvelenata l'ultima bambolina quella più piccola rappresenta la riforma dei musei e poi cedo la parola a a Franca ma voglio solo dire e poi lei che ha vissuto in un museo la diretto ci dirà quali sono le conseguenze interne Voglio solo dire una una cosa diciamo più esterna che cosa prevede questa riforma prevede che si prendano alcuni musei li si sfilo dal tessuto delle sovrintendenze dicendo la sovrintendenza deve fare tutela naturalmente nel Mod che ho appena detto senza mezzi né giuridici né quindi di fatto senza strumenti la deve fare ma
ma noi sappiamo che non la farà il museo deve fare valorizzazione questa parola ambigua che purtroppo per colpa del centro sinistra è stata infilata anche nel titolo Quinto della Costituzione che è una traduzione italiana di un'espressione francese la misan valer la messa in valore che i francesi intendono in modo culturale anche da noi la si intenderebbe legalmente giuridicamente in modo culturale l'articolo 6 del codice dei beni culturali dice che la valorizzazione Che cos'è è l'aumento della cultura in realtà Nei fatti e nella retorica ministeriale per valorizzazione si è inteso l'unico valore che ormai riconosciamo tutti
i soldi valorizzazione uguale messa a reddito vuol dire spremere il valore monetario gli Uffizi devono diventare disser Enzi e Cito fra virgolette una macchina da soldi Come si fa a far diventare gli uffizio una macchina da soldi cambio la dirigenza e ci metto qualcuno che non risponda più alla scienza e alla coscienza ma risponda alla politica faccio un concorso internazionale organizzato in modo devastante da un punto di vista della qualità hanno avuto 9 minuti per leggere ogni curriculum e il colloquio che hanno fatto di fronte a una commissione Internazionale è stata di un quarto d'ora
per uno qualcuno anche meno di un quarto d'ora Come si fa a scegliere il direttore degli Uffizi con 9 minuti di lettura di curriculum e un colloquio di un quarto d'ora nessuno di coloro che sono stati presi era stato mai direttore di un museo veramente o quasi nessuno al massimo conservatore di una sezione e soprattutto questa la missione che gli è stata assegnata è stata una missione di valorizzazione selvaggia il ministro Franceschini ha detto ma io in fondo sto applicando la Costituzione perché nel primo comma dell'articolo 9 c'è scritto La Repubblica promuove lo sviluppo della
cultura sviluppo detto Franceschini è una parola economica e quindi è chiaro che sviluppo della cultura vuol dire messa a reddito e uno si chiede come interpreti Franceschini l'articolo 3 della Costituzione in cui si parla di pieno sviluppo della persona umana cos'è la tratta degli schiavi sostan sviluppo si può intendere solo in senso economico e qui bisognerebbe riflettere molto sulla diciamo deriva marcusi dell'uomo ha una sola dimensione quella economica Questa è la situazione finale ultimo accenno i musei hanno direttore Ma hanno anche i consigli di amministrazione e i consigli scientifici che dovrebbero aiutare a condurre il
museo a chi sono state date queste posizioni in parte a coloro che hanno appoggiato direttamente il ministro il suo entourage più stretto e coloro che si sono espressi positivamente c'è una lettera che è stata resa nota al Cora del mezzogiorno-mediocredito a chi agli enti locali e il ministro ha detto mi accusate di togliere il rapporto fra territorio e museo Ma come Io faccio nominare consigli scientifici e ai sindaci Ci sono state delle ci sono delle eccezioni presenti si è dato alla Lega la possibilità di nominare i consigli scientifici in parte dell'accademia di Venezia o di
Brera per dirne una ma sotto c'è un'altra cosa cioè il fatto di di dare nella disponibilità degli enti locali il patrimonio dello stato in Costituente si fa una grande battaglia per dire che il patrimonio è una rappresentazione visibile dell'Unità Nazionale la parola nazione alla fine dellarticolo 9 non c'è per caso e non c'è in quasi nessun altro articolo della Costituzione sotto c'è una consapevolezza secolare che affonda le sue radici fino a Dante e fino a Raffaello dopo Dante in cui per secoli ci siamo detti che siamo italiani non per il sangue non per la fede
Cattolica in fondo neanche per la lingua delle parole perché i dialetti hanno sempre avuto un grande peso ma per questa appartenenza all'arte al patrimonio artistico questo patrimonio ci appartiene Ma noi apparteniamo al patrimonio Allora l'idea di una balcanizzazione di una di un leghismo del patrimonio culturale per cui capod di Monte dei napoletani l'accademia dei veneziani l'Accademia di Venezia dei veneziani e gli uffici dei fiorentini è un colpo mortale al progetto unitario al progetto culturale e naturalmente prefigura che cosa la trasformazione dei musei in fondazione di partecipazione Franceschini cita sempre un esempio il museo egizio il
museo egizio è un museo che era un museo pubblico Tra l'altro la sede della sovrintendenza egittologica nazionale a un certo punto è stato privatizzato Dandolo a una fondazione nel cui consiglio siede le grandi fondazioni bancarie e i privati questo ha comportato l'uscita dell'egiziano più fatto ricerca solo ora ma come dire è un caso dobbiamo siamo tornati all'antico regime in cui dobbiamo confidare nella nella bontà e nelle nell'illuminazione del sovrano solo ora hanno nominato un ottimo direttore che sta facendo delle buone cose però il modello è quello affidiamoci da una parte agli enti locali dall'altra ai
privati Franceschini ha detto chiedo a 20 grandi imprese di adottare i 20 musei autonomi italiani è molto interessante perché nelle parole nel nel nel dettaglio si nascondono Dio e il diavolo se si chiede di adottare qualcosa vuol dire che non ha più genitori vuol dire che la Repubblica ha come dire abbandonato questi suoi figli che sono i musei naturalmente ha detto daremo in cambio ai privati un posto nella governance Questo è il modello della fondazione di partecipazione un consiglio amministrazione cui in futuro siederanno gli enti locali e i privati Credo che dovremmo aspettare meno di
10 anni per vedere gli Uffizi con un consiglio di amministrazione in cui siederanno il sindaco il Presidente della Regione e poi non so i padroni di Gucci Ferragamo i grandi ricchi Fiorentini sarà la fine del costituzionale sul patrimonio culturale c'è molto di più degli Uffizi in gioco c'è molto di più del patrimonio culturale in gioco che non sarebbe poco comunque c'è la nostra possibilità di continuare a essere cittadini di una democrazia e non sudditi di una dittatura del mercato