Ciao sono Patrick Sheryl e oggi Vediamo il secondo capitolo dei Promessi Sposi prima di continuare Se vuoi semplificare il tuo studio Ti informo che ho pubblicato due libri sui Promessi Sposi il libro con la copertina Azzurra ti offre i riassunti per sequenze di tutti i capitoli aiutandoti a conoscere la storia completa in maniera precisa e veloce il libro con la copertina gialla Invece ti metti a disposizione le descrizioni e le analisi di tutti i personaggi è la spiegazione dei temi di ogni capitolo aiutandoti così a preparare verifica e relazioni sull'argomento trovi i link in descrizione
e nel primo commento il capitolo si apre paragonando la notte angosciata di Don Abbondio a quella del Principe di Condé chi è questo principe non è altro che Luigi II di Borbone il quale Il 16 maggio 1643 aveva combattuto nella battaglia di Rocco che questo contrapposti l'esercito francese guidato appunto dal Principe di Condé contrapposto all'esercito spagnolo Luigi II di Borbone ovvero il principe di Condé uscirà vittorioso da questa battaglia ma la cosa più importante che ci interessa A questo riguardo è che la notte prima della Battaglia il Principe aveva trascorso una notte Tranquillissima al contrario
la notte di Don Abbondio non era per niente tranquilla la seconda cosa da dire riguarda la strategia di Don Abbondio abbiamo detto che il prete decide di rimandare il matrimonio di almeno 5 giorni perché in quel periodo a partire dal quinto giorno sarebbe stato vietato celebrare il matrimoni in quanto il Concilio di Trento ha l'epoca aveva ribadito una legge secondo cui a partire dalla prima domenica dell'Avvento fino all'epifania era vietato celebrare i matrimoni dal momento che la nostra storia è ambientata nel 1628 questo periodo tempo corrispondeva dal 12 novembre al 6 gennaio da Don Abbondio
non è certo un volpone Non è certo la persona più astuta nel mentire agli altri perché appena Renzo arriva Don Abbondio comincia facendo il finto tonto e oggi Ah era oggi cioè fa finta di non ricordarsene poi in secondo luogo dice no Oggi non sto molto bene e subito dopo accampa un ulteriore Scusa come se la prima non fosse vera infine ricorre alla strategia del latinorum ovvero utilizza dei termini lattini in modo tale da mettere una distanza e mettere in difficoltà Renzo la terza cosa da dire riguarda la figura di Renzo il cui nome per
intero è Lorenzo Tramaglino penso come professione fa il filatore di setta Sappiamo anche che il ragazzo possiedi un po' diretto e fa lavorare ad altri nel momento in cui non può lavorarci personalmente infine da quando ha conosciuto Lucia Renzi è diventato anche un massaio Per quanto riguarda invece il carattere Renzi è una persona Gaia allegra ingenua un agnello quando nessuno gli dà problemi ma quando qualcuno gli font torto non è più un agnello Ma gli va il sangue alla testa e di appunto quanto accade una volta che scopre che c'è qualcosa che non va da
Perpetua in quanto ricordiamo che Renzo torna a casa di Don Abbondio e se sequestra Don Abbondio e nel dialogo con don Abbondio mette addirittura Istintivamente la mano al coltello mi fa intendere Renzo che se non gli avesse detto la verità avrebbe anche potuto ucciderlo Tuttavia nel momento in cui l'attenzione si scioglie Renzo rimane sbigottito resta scioccato dalla propria stessa violenza in quanto Renzi in realtà è un buono non è un cattivo è per questo più volte dice posso aver fallato posso aver parlato cioè io forse ho sbagliato a comportarmi in sicurezza maniera un altro segno
da cui capiamo il carattere buono di Renzo e quando una volta scoperto che don Rodrigo il responsabile del mancato matrimonio Renzo si lascia andare ad una vera e propria vendetta immaginativa una vendetta immaginativa molto sanguinosa molto cruenta che è propria Secondo molti critici manzoniani dell'uomo buono e che però si accende diventa un vero fuoco nel momento in cui subisce un torto un'altra cosa da dire su Renzo per non cadere negli stereotipi e che Renzo non è semplicemente ingenuo buono e dunque stupido ma è anche dotato di una sottile intelligenza Infatti lui intuisce capisce subito che
don Abbondio abbia mentito che c'era qualcosa di strano dal modo in cui lo ha accolto e quando incontra Perpetua utilizza la diplomazia gli dice Ah non possiamo festeggiare insieme cioè parte della sua gioia mancata e ancora dice Ah ma è così che un prete dovrebbe trattare un povero figlio del Popolo la quarta cosa da dire riguarda Perpetua è la logica del pettegolezzo già dal primo capitolo abbiamo intuito che perpetuo una donna che ama conoscere i pettegolezzi ama sapere ma in questo capitolo scopriamo che non solo ama sapere ma ma anche far sapere diciamo subito che
Perpetua non si lascia sfuggire il segreto alludia dei prepotenti e dei Borboni però non dice mai esplicitamente Il segreto a Renzo ma ma tutte le battute di Perpetua sono un continuo spingere il Renzo verso la verità Perpetua dice voi volete che io conosca i segreti del mio padrone Allora ci sono dei segreti oppure dici Io non posso dir niente oppure voi volete farmi dire cose che io non posso dire perché puntini puntini perché non so niente vedete come sottile Volete farmi dire cose che non posso dire cioè non posso allora c'è qualcosa da dire c'è
questa continua sottolineatura su Io non so niente Io non so niente questo io non so niente significa invece io so qualcosa e c'è proprio una battuta dove queste equazione viene esplicitata quando non so niente è come se avessi giurato di tacere con questo concluso ti invito a iscriverti al canale attivare la campanella per ricevere le notifiche in bocca al lupo