[Applauso] ecco buonasera sono molto contento di essere nuovamente in questa sala dove già sono stato ospite in passato qualche volta è dunque il tema di questa sera si potrebbe anche definire così perché i romani non hanno mai avuto una cosmogonia e non hanno mai avuto un ateo gonia mi spiego per arrivare infatti a parlare della fondazione della città di roma io volevo appunto fare una breve tappa che sembrerebbe forse eccentrica ma non lo è all'interno del problema delle cosmogonie cioè di quelle teorie di quei miti che narrano raccontano spiegano come è nato l'universo l'esempio classico
di questo tipo di miti di racconti diciamo cosmogonici è dato dal libro della genesi in cui si racconta come è nato il mondo e quando è stato creato da dio un certo lasso di tempo sette giorni eccetera secondo queste tappe naturalmente non c'è solo questa la mesopotamia aveva altre cosmogonie simili ma che ma anche in parte diverse molte popolazioni di quelle che interessano gli studi degli antropologi dall'africa all'america hanno dei miti di origine del mondo in pratica a cosa serve una cosmogonia per essere un po più diretti una cosmogonia serve a spiegare come diavolo sia
potuto accadere che le cose ci siano cioè come mai esiste il mondo 5 che cos'è allora si crea una storia che dice ecco in effetti c'è stato un momento in cui il mondo non c'era poi ha cominciato ad esserci e le cose sono andate così e così sono stati degli dei che dovranno creato è stato un dio che lo ha fatto nascere oppure le cose sono da sole secondo un certo processo è come si dice un mito di quelli che umberto eco chiamava i controfattuali cioè quelle quei racconti che raccontano l'impossibile in qualche modo perché
è chiaro il mondo c'è uno strano che si chieda ma ma com'era il mondo prima prima di esserci no è abbastanza inquietante come domande e crei cosmogonia rispondono proprio a questo l'origine delle cose che ci circonda ora i romani questo mito non ce l'hanno o meglio a un certo punto cominciano ad averci anche l'ora delle cosmogonie nel poema di lucrezio c'è una spiegazione nel quinto libro di come si è creato il mondo le metamorfosi di ovidio cominciano raccontando un poco ad origini del mondo anche nella sesta epoca di virgilio c'è una piccola cosmogonia però se
ci fate caso è molto tardi uno si aspetterebbe che le cosmogonie ci fossero all'inizio della tradizione culturale di un popolo invece qui troviamo delle cosmogonie il primo secolo avanti cristo massimo e e prima non ce l'abbiamo questa cosmogonia naturalmente gli studiosi sono posti il problema del perché no è la risposta diciamo più più celebre viene data da uno studioso francese georges dumezil che è stato il grande studioso della religione romana della prima metà del secolo scorso e anche oltre il quale sostanzialmente senza offesa se l'è cavata in questo modo dicendo ce l'hanno avuta anche i
romani la cosmogonia solo con un certo punto se la sono dimenticata se ne sono dimenticato cioè non hanno perso memoria e quindi dov'è che si beh ci sono dice delle tracce di cosmogonia in certi piccoli racconti incerti frammenti che sembra che parlino d'altro ma in realtà sono come dire le macerie di questa cosmogonia che c'era ma che ora non ce l'abbiamo più naturalmente di mesi è stato un grandissimo studioso il suo libro la religione romana arcaica è un bellissimo libro per tanti aspetti ancora si legge con grande utilità per tutti studiosi giovani e meno giovani
però è ovvio che una risposta di questo tipo non è molto soddisfacente perché noi dovrebbe dire sì ma mi spieghi perché se la sono dimenticata cioè come è possibile che si siano incorsi in questa come dire dimenticanza in questo oblio no così catastrofico del loro passato e mitologico c'è poi chi addirittura come gli studiosi tedeschi kurt latte per esempio negli altri dicono i romani erano un popolo che non aveva fantasia che non aveva sentimento della poesia e quindi vi leggo la frase di latte kurt latte dice tra questa gente aliena dalla speculazione priva di fantasia
nessuna immaginazione creatrice di miti avvolge i propri tralci attorno agli dei che lui è davvero latte mitopoietico nessuno anche credete dell'immaginazione che dice mi rinunceranno nessuna avvolge i propri tralci attorno agli dei evidentemente dai romani cui sarebbe aspettato una fioritura limiti come dice lui simili a quelle della grecia e resta deluso da questo fatto spiegazioni poi vengo da te sono a parte all'oblio ma insomma troppo pratici gente che aveva il senso della concretezza oppure troppo impegnati a conquistare per creare dei miti e via di scorrere a coloro avevano questa mentalità giuridica macchia ma la mentalità
giuridica non può creare miti nessuno che si ponga il problema in questi termini che ci possano anche essere delle società che il mito del cosmogonico non ce l'hanno per fatti loro cioè perché organizzano la cultura in un modo differente questa mi sembra il punto centrale della questione in altre parole finisce per presupporre che tutti i popoli devono avere avuto all'origine lo stesso tipo di miti lo stesso tipo di racconti lo stile lo stesso tipo di evoluzione in realtà non è così cioè ogni popolo si organizza poi la cultura quindi anche le proprie origini propri racconti
in un modo diverso i romani l'hanno fatto in un modo diverso come vedremo cioè hanno spostato la quello che altri popoli considerano cosmogonia l'hanno spostata direttamente sulla propria città è quello che per un romano è importante mi faccio qualche qualche esempio a cominciare a cominciare da loro stessi cioè come si immaginano i romani i romani si immaginano come un popolo che discende da un gruppo di profughi troiani che sbarca sulle terre del lazio e fonda una nuova civiltà e la fonda varie tappe perché prima questi troiani fusi con i latini creano la città di lavinium
poi dalla binion creano albalonga poi l'albalonga creano roma e finalmente sul roma ci si stabilizzano è un loro si immaginano come un popolo di sopravvenuti cioè sono sempre innesti quelli dei romani perché se si torna indietro nel tempo questi popoli che c'erano prima e le i troiani chi erano erano quelli che ci aveva portato a saturno che veniva da fuori e chi è che aveva accolto saturno saturno arrivando in italia ci aveva dato giano che era janus che era arrivato da fuori anche lui con una flotta quindi andando a ritroso in realtà anche questi popoli
che i troiani trovano nell italia nel racconto mitico dei romani sono tutti i popoli venuti da fuori finalmente si arriva a una popolazione che si chiama aborigene e quelli sembrano essere quelli stabili quelli che stanno li dall'origine come dice la parola no quelli che c'erano sempre stati si trova l'etimologia di auguri genèse nel rigo gentile gentis romane che è la seguente in realtà non sono aborigene bisognerebbe dire dicono gli emo logisti ab origine cioè gli erranti cioè nemmeno gli aborigeni sono stabili per i romani e meno quelli delle origini sono anche loro dei sopravvenuti c'è
un filosofo francese si chiama rémi brague che ha dato una bella definizione dell'identità romana dice i romani hanno un'identità eccentrica la vanno sempre a mettere fuori non se la prendono mai per loro pensate per contrasto al modo in cui gli ateniesi pensano alla loro identità noel autoctonia le autonomie si dicono noi siamo figli di questa terra in cui siamo nati prima di noi qua non c'era nessuno i nostri re dell'origine degli inizi erano re serpenti cioè venuti fuori dalla terra due no ceco che il ritono sono dei serpenti rinvenuti su dalla terra quindi da un
lato se voi pensate ad atene altre città greche che hanno questa idea della origine è legata alla loro terra i romani invece si immaginano sempre come venuti da un'altra parte come arrivati lì tant'è che il rombo come poi vedremo quando fonda la città con chi la fonda con un gruppo di persone venute da ogni parte d'italia sempre sempre questa idea del venire da fuori io non so se era uno sfottò per i greci oppure no ma se voi prendete autoctoni ateniese e questa idea che gli atenei sono figli di quella terra isocrate dice noi siamo
gli unici che possiamo chiamare la nostra terra madre e nutrice perché è quella che ci nutre quelle che ci ha generato prendete questo modello diciamo ateniese e prendete la parola latina filius terre figlio della terra viene usata negli autori latini come offesa cioè uno che non sa antenati queste il film stelle cioè proprio uno che potrebbe citare nessuno antenato dei suoi quasi rovesciando no questo se per un greco essere figlio della terra è al massimo della nobiltà per un romano e se il figlio della terra non lo è anzi è l'opposto e questo è il
primo è il primo passaggio del dei romani che si quelli venuti da fuori diciamo no che e si immaginano così si immaginano che a un certo punto quand'è che cominciano essere romani e quando quando hanno fondato la loro città tanto è vero che da quella prendono il nome romani e addirittura e al momento della fondazione della città che allora diventano quirites come romolo che ha preso l'identità di cui venus essendo divinizzato e sono i cittadini romani quirites è lì che si identifica quando finalmente la città si solidifica è la cosa più interessante forse per parlare
di donne parlare di donne e molte società hanno altre culture hanno un mito di origine della donna nella scultura diciamo ebraica e poi cristiana eva nasce come certamente ricordate da una costola presa da adamo il che poi simbolicamente significa la sottomissione la donna rispetto all'uomo ad essere lei una parte dell'uomo eccetera eccetera io quando ero piccolo era quasi convinto gli uomini messo una costola in meno vista ma avevano talmente suggestionato in questa idea che ci credevo che fosse proprio invidiamo un po le bambine avevano passano in più rispetto a me e quindi è chiaro come
nasce la donna no e poi è anche chiaro che tipo è la donna è quella che produce la rovina del dell'uomo e dell'umanità che è lo stesso milito più o meno che si ritrova in grecia con la creazione di pandora c'è un momento in cui gli dei per pulire gli uomini non per vendetta sul proprio su prometeo dando vita a questa specie di non è proprio una vera donna insomma è una specie di bambola splendida animata seducente eccetera che produce anche lei da anni infiniti però c'è un mito che racconta come e qualmente prima le
donne non c'erano e poi a un certo punto cominciano a esserci un po come dicevo prima del mondo prima il cosmo non c'era poi a un certo punto comincia a esserci i romani non ce l'hanno nemmeno un mito di nascita della donna ma cosa ci hanno c'hanno il ratto delle sabine cioè subito dopo creata la città fondata dalla città romolo si preoccupa del fatto che i romani sono tutti maschi e non c'è non c'è una sola donna allora come dice livio una città che soffre di penuria mou lia rumma cioè di mancanza di donne è
destinata a morire perché non si riproduce allora però muove scoci da questo trucco indegno ti fa capire queste povere ragazze in occasione di una festa eccetera eccetera dopo di che questa venga la forza sposate dopo c'è la riconciliazione e comincia a esserci ecco cosa comincia a esserci questo è molto interessante secondo me il ratto delle sabine non è solo il momento del rapimento di queste ragazze al contrario poi nella tradizione figurativa no diventa un grande tema per cui quando si parla del ratto delle sabine si pensa solo a queste donne afferrata e trascinate via la
cosa importante il dopo una volta che si sono sposati celebrati matrimoni romolo punto per punto sancisce tutti i costumi che sono quelli fondamentali del matrimonio romano cioè il momento in cui si definisce come ci si sposa che grido si lancia al momento del matrimonio tra l'asia tra lazio eccetera come la sposa si deve accorciare come la sposa deve entrare in casa e in più i diritti della matrona la matrona deve solo fare la lana ma non deve né cucinare né macinare il grano che si è sancito sempre uno interrato disabili poi si dice alla matrona
bisogna cedere il passo non si possono pronunciare parole sconvenienti nei confronti di una matrona i figli della matrona hanno il diritto di portare la bulla aurea e di indossare la toga pretesta insomma è in realtà li quello che si definisce al solito non è come si crea una donna però come si crea la donna a roma cioè quello è il mito di fondazione per la donna romana che coincide al solito col momento di fondazione della città con gli inizi della città e interessante queste come se i romani non si fossero chiesti se com'era il mondo
prima che ci fossero le donne come invece sono questi gli ebrei greci tanti altri però si sono chiesti come era la società prima che ci fossero le matrone romane questo si è e lì il mito e anzi particolarmente ricco e particolarmente articolato la stessa cosa e forse ancora più interessante vale per gli dei scusate ma io come certamente ricordate nella cultura greca esiste un mito di origine degli dei la teogonia categoria di esiodo c'erano anche altre teogonia di questa c'è una diaconia orfica però comunque noi questa teoria di esiodo la possediamo e la leggiamo gli
dèi prendono origine al momento in cui dal caos vengano fuori urano via e poi cominciano a concepire a partorire varie generazioni vari estirpi di creature divine fino al momento in cui in cui si arriva agli dèi olimpici a zeus che poi prende il controllo della tutte le divinità e organizza l'olimpo come noi sappiamo che che che viene organizzata quindi esiste in grecia una teoria si spiega come sono venuti come sono nati gli dei di nuovo ci si pone il problema di un mondo come era prima che ci fossero gli dei il nostro è ma ci
sono idee ma prima degli dei che cosa c'è appunto c'era il vuoto e poi piano piano si sono unite queste due sostanze e sono stati generati e le varie stirpi degli dei mentre nelle in altre culture come quella ebraica questo problema non viene posto perché dio è lì da sempre e quindi non c'è bisogno di raccontare come dio è venuta essere dio c'era e poi ha dato vita a tutto cioè sono diverse come dire soluzioni diverse interpretazioni della della divinità a roma a roma non c'è come non c'è l'ha la cosmogonia non c'è neanche la
teogonia nessuno si preoccupa di raccontare come sono venuti come che originano gli dei però anche qui ci si pone il problema del dell'inizio degli dei l'inizio degli dei a roma si fa con una delibera del senato sostanzialmente cioè un una divinità comincia ad esserci al momento in cui la sua presenza viene sancito è riconosciuta nella città con un tempio e questo senso è abbastanza come dire sorprendente un esempio lei può leggere in un video l'affermazione secondo cui il 14 di febbraio mi parlano il 14 di marzo 14 di marzo in cui si celebravano i sacra
di minerva cioè si onorava la divinità minerva diceva in quella data ricevibile non è lecito né combattere nei spargere sangue perché ero dire nata minerva est quel giorno è nata minerva se si applicasse la mentalità greca direbbe ma che sta pensando forse a al momento in cui dalla testa di zeus stata partorita athena cioè una vera nascita assolutamente no il 14 di marzo commemora la data in cui è stato consacrato quel tempio di minerva e la divinità quel giorno è nata così per fare un altro esempio che viene dall'eneide un certo punto il re evandro
el arcade racconta enea che minuti a visitarlo gli racconta quello che c'è intorno a lui non gli descrive i boschi descrive le zone che su cui un giorno si svolgerà si si si come dire si verrà costruita a roma e poi li indica un punto e gli dice guarda lì c'è una presenza divina che spaventa i paesani che ne hanno terrore alcuni dicono di aver visto che che questo fantasma è jupiter perché hanno sentito la folgore però dicono che ci sia che ci si aiuti da in realtà che cosa che cosa sta dicendo virgilio sta
facendo come dire l'antefatto sta raccontando all'antefatto dello jupiter sul palatino il cui tempio verrà consacrato da tarquinio il superbo molto dopo cioè quando tarquinio consacra il tempio allora li c'e davvero jupiter sul campidoglio si sa capitolino c'è davvero limite prima c'è questa presenza che i paesani dicono deve essere gli who peter ma non siamo sicuri perché è perché non c'è stata la costruzione del tempio perché non è stato definito potrei dire legalmente non è stato religiosamente legalmente lì ancora il dio non c'è infatti questo da un punto di vista cristiano potete immaginare quale scandalo destra
cioè quasi incomprensibile risulta tertulliano dice ridendo e si chiamano ancora pagani perché la parola viene in uso molto doma insomma irridendo i romani attaccati alla loro religione dice perché presso di voi diventa dio solo quello che sono quelli che decidono gli uomini e in effetti è vero perché è così importante importante la definizione da parte dello stato dello statuto di divinità ancora più chiaramente questa è una polemica bellissima che si può leggere nel de civitate dei di agostino agostino riporta il parere l'opinione di varrone grande erudito romano il terzo gran numero ma non veniva chiamato
da da petrarca il quale varrone aveva scritto una grande opera le antichità divine antiquitates avere un divina room che è una era a in una grande storia una grande descrizione della religione romana purtroppo abbiamo perduto tutto abbiamo un sacco di testi secondo me latini noiosissimi agli utili e questo che sarebbe splendido immaginate poter leggere varrone che racconta tutti i rituali sacrifici giorni il calendario sarebbe stato bellissimo purtroppo è andata male e quindi questo non ce l'abbiamo però siccome i padri della chiesa polemizzano con varrone agostino in particolare il tratto lo rispettava molto possiamo leggere dei
brani no dei frammenti di queste opere e allora dice agostino quando varrone scrive la introduzione a quest'opera queste rare un divina rom libri insomma le storie di vita religiosa dei dei romani fa questo ragionamento io parlerò prima delle cose umane quindi farò la storia delle cose umane e poi di quelli divine perché le istituzioni divine in realtà le pongono gli uomini perché sono gli uomini che fanno le istituzioni e non il contrario agostino ovviamente fa un commento scandalizzato no dicendo no perché la vera religione un'altra cioè viene prima di tutto la televisione poi vengono le
cose umane prima vengono quelle di linee però con buona pace di agostino è questo il ragionamento da romano cioè sono le civitate se come dice lui che stabiliscono le cose divine non le cose divine stabiliscano le civitates non è come libero il contrario se volete una riflessione spicciola e contemporanea è anche una cosa di grande saggezza perché questo evita che un giorno si presenti qualcuno gridando in nome di dio d'ora in avanti le donne devono fare questo gli uomini devono fare quest'altro cioè saltando tutte le tappe come purtroppo vediamo accadere in certi paesi intorno a
noi in cui il divino prevarica sull'umano ma invece in una cultura in cui si dice da un momento il divino le discipline amo noi uomini non c'è nessuno che può venire qui a parlare in nome di dio e imporre una legge che ha deciso lui e che attribuisce al dio ecco quindi c'è una realtà se questi romani hanno tenuto un impero per tanti secoli ci sono dei motivi perché loro istituzioni hanno anche delle forme di profonda saggezza e non solo la crudeltà del dei gladiatori diciamo ecco quindi anche questo è interessante c'è come di nuovo
la città i valori della città vengono prima vengono agli inizi delle cose no un po come le donne cominciano a esserci quando quando sono le matrone romane gli dèi quando cominciano scf quando la città decide che ci sono cioè quando di da questa consacrazione in cera e ora a questo punto dopo aver fatto questa illustrazione ma che spero serva un po a chiarire qual è secondo me la cifra la tonalità di questa cultura romana possiamo passare alla fondazione cioè come in che modo questi romani e fondano la loro città che ci ritroveremo qui delle cose
che sono estremamente vicine a quelle che abbiamo detto allora il il procedimento è questo romolo deve tracciare un solco come sapete deve tracciare un solco circolare e come si chiama questo solco i romani gli danno un nome specifico quello è il circus primi gen quindi il solco genius ken essere esistere e primi primus e quindi il solco che esiste per primo che viene per primi e interessante se riflettete sulla parola noi abbiamo parlato gli cosmogonia teocoli ha quindi mettiamo questa parola agonia accanto al mondo e accanto agli dei ecco i romani ne prendono un genius
che la che la stessa radice e la mettano a cantar solco che fonda la loro città perché quella la vera origine di tutte le cose che primigenius aggettivo che definisce tutto ciò che sta all'origine di qualcosa quindi i 6000 cui nascono le piante sono i primi geni sono gli elementi più allora lui deve tracciare questo solco ma come lo traccia v vi leggo la jam alla cronaca che la fondazione di roma com'è nata plutarco è un mito naturalmente perché anche i romani hanno avuto dei miti e non da un'oretta corta latte o agli altri hanno
avuti e come questo è un mito da un tipo di mito di cui se volete poi se abbiamo il tempo parleremo anche del modo in cui romani concepisca un mito però raccontiamo questa dunque romolo fa venire dal dall'etruria alcuni auguri che gli specialisti dei segni celesti e quindi anche dei rituali della fondazione perché gli spiegassero come si doveva fare giovani hanno sempre riconosciuto agli etruschi il controllo della disciplina augurale sono loro maestri riconosciuti quindi anche in questo caso arrivano gli auguri etrusche di cena l'uomo allora scava una fossa di forma circolare nel luogo in cui
ora sta il comizio comizio anche nella roma successiva poi nel foro romano all'antico del foro più antico è considerato il centro della città quindi continua quest'idea scavano una forza circolare nel luogo ancora style comizio in cui furono deposte le offerte iniziali di tutto ciò che è bello secondo i costumi e di tutto ciò che è necessario secondo la natura si scava questa forza e ci buttano dentro evidentemente degli alimenti in cose che sono buone per la natura o attrezzi o chissà che cosa è e cosa che erano buone secondo i costumi questo è ciò che
noi chiameremo la cultura non sappiamo bene forse oggetti rituali forse non ci viene specificato però grosso modo in questo mundus vanno a finire natura e cultura si buttano detto poi ciascuno di questi uomini dell'asilo questi uomini che erano convenuti intorno alla romola da tutta l'italia per creare la città poi ciascuno gettò nella fossa una porzione della terra da cui proveniva dopodiché le mescolarono questo lo commentiamo dopo ma già si comincia a capire che aria tira se ciascuno di questi uomini è arrivato con una zolla di terra di casa sua e la getta dentro questa fossa
e poi la si mescola chiamano questa fossa con lo stesso nome che danno al cielo cioè mundus nella forza che hanno scavato loro la chiamano mundus in seguito prendendo questa forza come centro tracciarono in cerchio il perimetro della città il fondatore attacco al suo aratro un vomere di bronzo di bronzo spesso il ferro si evita in questi casi si va al metallo delle culture precedenti viaggio con toro è una vacca ed egli stesso li conduceva tracciando un solco profondo secondo la linea dei termini evidentemente avevano messo dei termini dei sassi a distanza costante rispetto al
centro in modo che romolo non si sbagliasse nel tracciare un cerchio perfetto era compito di quelli che lo seguivano spostare all'interno rispetto al solco le zolle che l'aratro sollevare sollevava e badare che nessuna restasse all'esterno di esso quindi lui traccia questo solco e le zolle vanno un po di qui è un po di là e dietro c'è qualcuno con una paletta che prende le zolle le butta dentro evidentemente perché queste zolle che venivano dal sud primigenius non potevano restare fuori dovevano far parte dello spazio nuovo qui faccio un po il pignolo ma avevo letto in
un libro sugli strumenti agricoli dei romani che l'aratro che loro usavano era simmetrico per cui il dente no per cui buttava le zolle di qui e di là sembra che invece quelli che vengono usati dopo dal medioevo in poi fino a oggi sono costruiti in modo tale che buttano le zone da una parte sola c'è stato un innovazione tecnica i fatti sono guarda un campo arato si vede che ha diciamo questo mucchio sul lato del solco molto regolare e non però siccome loro erano questo solco questo bomer e simmetrico ci voleva uno che raccoglieva le
zolle e le buttava dentro e poi con questa linea definiscono il perimetro del muro quindi la linea così diventerà il muro no quello che sarà un giorno il muro della città e la parte che sta dietro il muro viene chiamata pomerio il pomerio in effetti è a roma quella striscia di terra che corrisponde al perimetro della città e che poi avrà una grandissima importanza religiosa perché il pomerio definisce proprio la città cioè per esempio il comandante militare con imperium chi arriva da fuori quando entra attraverso il pomerium deve lasciare le armi e non ha più
il comando militare i culti nuovi che vengono da fuori non possono essere celebrati dentro il pomerium vengono installati fuori quindi è un confine anche sacro religioso no questo è molto importante pensate allora questa storia delle zolle che stasera delle zolle che ciascuno si è portato un frammento di terra e la gettano il mundus è molto interessante innanzitutto si può fare un pò un bel confronto con l'auto acton ia dei greci cioè mentre gli ateniesi hit e brani anche altre città sono convinti che è la terra che li ha fatti nascere i romani sono convinti che
loro la loro terra se la sono fatta cioè sono create a loro e l'hanno creata in un posto che si chiama mundus quindi che corrisponde al mondo cioè una creazione a modo loro cosmogonica hanno creato il mondo con queste però creare la terra con la terra degli altri non è una cosa da poco è un mito questo che parla di apertura cioè l'idea che la terra il succo io perdo i piedi in realtà è fatta di tante terre e delle terre di tutti quelli che sono venuti ad abitare qui è un mito che ha una
potenziale di apertura straordinaria tanto quanto il mito degli ateniesi con questa idea che è la terra che fa venire sugli uomini è un mito di chiusura questo corrisponde molto bene la cultura romana perché roma come sapete una società in cui si diventa cittadini si può acquisire la cittadinanza romana tantissimi line acquisito fino all editto di caracalla che aveva tutti tutti quelli che vivono sul suolo dell'impero a in atene la cittadinanza non si acquisisce sono cittadini ateniesi solo quelli che sono nati da genitori ateniesi gli altri no e non c'è niente da fare ancora a roma
uno schiavo se viene liberato dal suo padrone diventa cittadino romano lo diventa all'inizio maniera ancora parziale i suoi figli e nipoti a pieno titolo è una società in cui gli schiavi possono diventare cittadini cosa assolutamente impensabile altrove pensate una società come quella degli stati uniti c'è voluta una guerra per perché perché i neri fossero equiparati ai bianchi e soprattutto è dovuto passare oltre un secolo perché questo avesse un minimo di affettività in certi stati e ancora incerti stati non ce l'ha come si vede dai problemi per i neri per andare a votare in certi stati
del sud cioè questo come dire a roma viene risolto nel senso che un padrone dice benissimo ti sei comportato bene mi ha arricchito ma ti libero è quello diventa cittadino questo mito diciamo delle zolle mischiate corrisponde molto bene alla cultura che è caratteristica di romanica la portata della estrema apertura cioè come loro si pensano discendenti tutti di gente venuta da fuori come dicevo all'inizio continuano a a pensarsi in questo modo cioè come una popolazione che è aperta certo che se avevo messo anche nelle in doubt perché una cosa meno nota c'è anche proprio un istituzione
giuridica romana chiede a questo punto di vista è molto interessante che la spiega cicerone nella nel the legibus certamente che ha fatto la scuola diciamo che ha studiato in latino a scuola si ricorda che cicerone viene sempre chiamato l'urbinate perché come dice l'urbinate che siamo abituati all'idea quello sia mal arpinate un non si domanda mai perché c'è vabbè è utile per non ripetere semplici cerone anche nelle letterature per i manuali per non dire semplice tanto si cela arpinate però si dice le arpinate per un motivo molto preciso perché lui era di arpino e spiega che
in quanto lui proveniente dal municipio di arpino lui ha due patrie dice io ho una patria che è quella che roma cioè la parte di cittadinanza e poi ho una patria di origo che arpino questa idea dello rigo che nasce dopo la guerra e sociale per risolvere problemi di integrazione sempre con ecco gli italici questi dati delle origo non vale solo per arpino vale per un sacco dei municipi anche lontani anche remoti anche in spagna e cosa perché usa consente consente una persona di essere contemporaneamente cittadino romano ma anche affiliato a questa sua più lontana
patria che può essere stata semplicemente la patria del padre nonno dei bisnonni però si mantiene questa che è una maniera estremamente interessante per integrare i gruppi cioè lasciarli la possibilità anche proprio giuridicamente di avere due affiliazioni cosa che nei nostri diciamo statuti ci fa nostre costituzioni fondate su l'idea di nazione e quasi impensabile tutt'oggi fatichiamo moltissimo a da questo punto di vista proprio a concepire rapporti doppi di questo genere a roma il suo problema era stato affrontato e risolto per tempo ora con alcune istituzioni secondo me di estrema saggezza ecco perché non mi stanco mai
di ripetere bisognerebbe studiare il mondo antico in comparazione col moderno per capire noi stessi più che altro per per vedere come certi problemi sono già stati posti risolti oppure non risolti o anzi drammaticamente aggravati però ragionare sulla comparazione secondo me è sempre fondamentale mi avvio pian piano a concludere perché non voglio tenervi è troppo tempo questa idea del pomerium ho già parlato prima l'importanza di questa cintura no dovete immaginare una un cerchio su cui poi sorgono delle mura quindi circolari all'interno delle mura c'è una fascia che si chiama appunto pomerium vuol dire etimologicamente dietro il
muro e che coin coincide con questo confine di carattere giuridico e religioso nello stesso tempo che definisce il dentro e il fuori sostanzialmente quello che corrisponde alla città è quello che corrisponde all'esterno per cui come vi dicevo molti culti di divinità straniere sono riconosciuti a roma ma fuori dal pomerio i comizi curia t che sono nati su base militare si tengono fuori dal pomerio perché dentro il pomerium con le armi non si deve andare vedi i casi invece vere guerre civili in cui purtroppo nel pomeriggio ci vanno e come si ammazzano in piena città anche
in senato però ecco questo è un ed è e corrisponde a questo cerchio che il cerchio della città questo cerchio come lo chiamano i romani lo chiamano orbis cerchio per variare un po vi faccio vedere qualche immagine che magari è interessante questa è la fondazione di aquileia è un rilievo che viene da aquileia in cui si vede bellamente il fondatore con in mano a me sembra una paletta e forse è quella appunto che serve a gettare le zone nell'interno vedrete che sono tutti i togati e ben visibile l'aratro e la testimonianza diciamo più esplicita che
abbiamo di un rituale di fondazione perché tutti i municipi poi a roma vengono fondati secondo la regola che è stata stabilita per la fondazione di roma quindi si ripete sempre questa fondazione circolare ancora lui ecco questo è un aratro un aratro il bronzetto detto dell'oratore a ambrosetti etrusco del quinto quarto anticristo in cui si vede una parte e dico adesso ci interesserà subito vediamo se c'è qualche non sono granché beh questo perlomeno è frontale torniamo alla prima che tutto sommato ecco che la migliore e questa non è una scena di fondazione un normale scena di
aratura però mette bene in evidenza all'aratro di cui fra un momento vi parlerò allora immaginate che quindi come a ad aquileia romolo sta descrivendo questo cerchio che porta il nome di orbis e che poi corrisponderà al pomerium a questa linea importante sacrale giuridica che che vide scrivevo anche orbis è una parola molto interessante prima di tutto perché gli etimologisti la mettono subito in relazione con urbes borse orbis siccome sono a sonanti si stabilisce un legame fra le due ha poi di nuovo orbis si usa anche per indicare il mondo il tutto quanto diverse l'orbis il
mondo la terra quindi di nuovo come si dice mundus quella fossa si usa poi per il cerchio una parola che di nuovo richiama a un po l'intero pianeta l'universo e tutto quanto questo spiega perché a volte e poi che latini poi si concedono certi giochi di parole tipo video che credo aver riportato nella and out quando video dice a tutti a tutti gli altri tutte le altre città è stato dato un confine alla nostra urbes come confini è stato dato l'orbis sta giocando sul fatto che in effetti roma è nata con un orbis con un
cerchio ma ad esso corrisponde alla l intero questi non sono solo giochi di parole è un modo è un modo di pensare perché esiste un costume preciso testimoniata dal tacito secondo il quale il comandante vittorioso che è riuscito ad ammettere altri territori all'impero quindi allargato l'impero può allargare il pomerium è come se ci fosse un rapporto scalare no come quelle cose fanno gli architetti di proiezione per cui se una larga l'impero può allargare anche il pomeriggio di nuovo qui sembra che questi romani abbiano un'idea di mondo della loro città non è semplicemente il mito di
origine che chiama mundus è la forza che chiama orbis il cerchio e lo identifica con l'urss e con la città c'è proprio l'idea che la loro città corrisponde al mondo è un'idea molto imperialistica naturalmente non è certo un'idea di pace neanche nei che i romani fossero buoni ecco questo no però un popolo che ha delle caratteristiche interessanti su cui su cui riflettere l'ultimo l'ultimo punto che volevo toccare è questo allora com'è che qui sopra questo girato questo sì ecco questa è la rata lo vedete questa parte qui curva uncino questa che poi finisce con vomere
col dente i romani gli danno un un nome particolare che uboom e uboom q rvm hurum questa parola uboom prevede anche un verbo curva urlare cioè darci di ur boom che significa fare un solco a circolare questo è il termine perché c'è una parola speciale per dire fare un solco circolare perché se ci riflettete un attimo se c'è una cosa che non si deve fare quando si avrà un campo è andare storte addirittura nelle campagne italiane si facevano delle gare ne parla in un libro alfonso maria di nola nel solco dritto per forza perché harare
vuol dire andare dritti qui invece si prevede un solco circolare questo solco e circolare si fa maneggiando questo boom in in maniera particolare cioè dandogli una curvatura che permette di andare in cerchio non di andare di andare dritte si fa con quella parte lì è però di nuovo urbes etimologicamente per il timo registri antichi gioca con quest'ultimo che come si fa un hulk si fa urlando cioè si fa maneggiando l'aratro in questa in questo modo che permette di andare in tondo e lo si fa utilizzando questa parte tonda uncino dell'aratro che permette di fare deve
fare questo gioco è come dire si crea una catena etimologica tra oulx la città orbis il cerchio che anche il mondo lurgo melor varela andare in circolo con l'aratro ecco questo è un po l'idea romana della fondazione perché mi soffermo sulla retro per concludere su questa riflessione cioè noi potremmo pensare che tutte le città per che mondo è mondo nel mondo antico si siano fondate così con l'aratro esattamente il contrario cioè questo non è vero se si fa un confronto dei modi di fondazione fra culture diverse si vede che l'idea di fondazione varia moltissimo da
una cultura all'altra questa che come dire è stata imposta nel nostro immaginario dalla fondazione di roma è solo una dei modi possibili per fondare una città in grecia per esempio non si fonda con l'aratro si fonda in altro modo cioè si fonda c'è una divinità che interviene c'è un qualche con evento eccezionale ma l'aratro joe non gioca assolutamente oppure in cina nei principati kotoko del camerun è stato notato che si fonda esattamente come a roma cioè non solo si traccia un solco ma addirittura c'è un sacrificio di sangue che viene compiuto proprio come romolo uccideremo
quindi c'è un'analogia ma che non è con la grecia è con dalla cina con alcune parti alcune manifestazioni civiltà cinese e con culture africane altre volte invece tipo in giappone non si fonda ha fatto in giappone è assente l'idea che una città debba essere fondata c'è però non c'è nessun racconto che nessuna in sul rituale nessun ugualmente nell'india vedica non abbiamo testimonianze di fondazioni fate fate in questo modo quindi come vedete in realtà è tutto molto romano quello che vi ho raccontato non corrisponde ad altre civiltà nel mondo e anche questa idea che li civiltà
comincino le culture cominciano tutte allo stesso modo secondo certi rituali certi miti certi racconti è proprio una dei prodotti peggiori dell'etnocentrismo occidentale cioè che ha fatto sì che noi come dire omologasse tutte le culture alla nostra o rendendole simili o semplicemente dicendo beh sono inferiori o sono da scartare no esiste quest altra possibilità che l'alterità ci si può pensare in un altro modo e questo è appunto il modo in cui secondo me i romani hanno pensato i loro inizi quelli della punto degli uomini quella delle donne è quella del mondo tutti pensati attraverso la loro
città che è quella che poi il centro della loro vita infatti in altri interventi ho fatto tre cose che avevo scritto mi hanno inventato anche un termine con cui concludo che i romani non hanno avuto una cosmogonia ma hanno avuto una urby gonia cioè questo che loro hanno avuto un url bigonia ci hanno creato hanno dato vita al mondo attraverso la loro città grazie [Applauso]