Aerei scomparsi, navi affondate e misteriose tecnologie sepolte. Ma cosa c'è di vero nella leggenda del triangolo delle Bermuda? Quasi niente, almeno fino a prova contraria.
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Bentornati in un nuovo episodio di Fino a prova contraria, la serie nella quale andiamo ad analizzare le principali pseudoscienze e teorie del complotto per vedere cosa dice la scienza in merito, così da avere le idee un po' più chiare. Oggi vi voglio parlare del triangolo delle Bermuda. Tutti l'abbiamo sentito nominare almeno una volta nella vita.
Secondo i racconti, sarebbe un'area dell'Oceano Atlantico nella quale ogni aereo nave che passa potrebbe sparire da un momento all'altro a causa degli alieni, di mostri marini o di strane tecnologie sepolte. Come spesso accade, però la realtà è un po' diversa. Per prima cosa andiamo a vedere dove si trova il triangolo delle Bermuda.
Siamo nell'Oceano Atlantico e il triangolo è una vastissima zona di mare di oltre 1 milione di km qu, racchiusa tra tre punti. Il vertice nord è rappresentato da Bermuda, la principale isola, appunto, dell'arcipelago delle Bermuda. Il vertice sud è rappresentato dal punto più orientale dell'isola di Porto Rico nei Caraibi e poi il vertice ovest dal punto più meridionale della penisola della Florida, negli Stati Uniti.
Storicamente quest'area è importantissima per le rotte commerciali. Dalla scoperta dell'America, infatti, moltissime navi hanno solcato le acque del triangolo per raggiungere il nuovo continente e dalla prima metà del 9 la stessa area è stata sorvolata da tantissimi aerei. Attorno alla metà del vecento però iniziarono a girare delle voci su questo luogo, voci che affermavano che in questa zona avvenissero sparizioni misteriose di navi e aerei e che tutto fosse legato a qualche fenomeno oscuro e paranormale.
Ad esempio, qualcuno parlava di portali multidimensionali, altri invece citano presunte tecnologie misteriose provenienti dalla città di Atlantide che sarebbe sommersa proprio lì sotto. Ma quindi se ne parlavano anche i giornali, vuol dire che ci sono delle prove? Beh, in realtà no.
E per fare chiarezza vi racconto nel dettaglio di uno di questi incidenti, quello che accadde il 5 dicembre 1945. Quel giorno cinque bombardieri della Marina statunitense con a bordo 14 persone partirono da Fort Lauderdale in Florida per una normale esercitazione. Sarebbero dovuti rientrare qualche ora più tardi, ma invece non fecero mai ritorno.
Le cause sarebbero da far risalire molto probabilmente non a un mostro, non a una qualche tecnologia strana, quanto a una serie di errori commessi dagli istruttori in capo. il sottoten Charles Taylor che dalle trascrizioni delle comunicazioni pare non avesse con sé l'orologio. Infatti in un'epoca in cui non esisteva il GPS, bussola e orologio erano fondamentali per calcolare quanta strada si stava percorrendo per non rimanere senza carburante.
La famiglia di Taylor però si oppose a questa versione, motivo per il quale il rapporto finale sull'incidente, noto come scomparsa del volo 19, riportò, come verdetto, cause o motivi sconosciuti. Qualche anno più tardi questo incidente venne ripreso dal giornalista o pseudo giornalista Edward Van Winkle Jones. Lui pubblicò un articolo nel quale ricollegava vari incidenti del passato avvenuti nell'area a un'unica causa misteriosa.
Per molto tempo lui continuò a sostenere che lì stavano succedendo cose strane e addirittura nel 64 un altro giornale citando la notizia di Jones introdusse l'appellativo di triangolo delle Bermuda facendo nascere la leggenda che ancora oggi conosciamo. Quindi è confermato che l'origine della leggenda è legata a giornali poco attendibili, anche se resta al fatto che effettivamente nel corso dei decenni sono affondate varie navi e precipitati vari aerei. Addirittura alcune stime sostengono che si parli di 20 aerei e di 50 imbarcazioni.
Quindi, se non si tratta di mostri marini o di tecnologie sommerse, quali sono le cause di tutte queste sparizioni? Tra le varie teorie ce n'è una in particolare che merita di essere sfatata perché parte da un certo grado di base scientifica. La teoria afferma che diverse navi siano affondate a causa della risalita dal fondale oceanico di gas naturale che avrebbe reso l'acqua al di sotto delle navi meno densa.
Degli esperimenti condotti in Australia nel 2003 hanno effettivamente dimostrato che con la giusta quantità di gas è possibile far affondare una nave di piccole dimensioni. Tuttavia l'USGS, che è il servizio geologico degli Stati Uniti, ha affermato che sono almeno 15. 000 anni che non avvengono importanti risalite di gas nell'area del triangolo delle Bernuda, sfatando così questa teoria.
La vera motivazione è di tipo meteorologico. Quella del triangolo è un'area dell'Oceano Atlantico caratterizzata da eventi meteorologici particolarmente estremi, soprattutto uragani. Qui questi fenomeni trovano le condizioni climatiche ideali per alimentarsi grazie alle alte temperature della superficie dell'oceano dovute alla corrente del golfo.
Tra l'altro su come si formano gli uragani e perché si formano proprio a queste latitudini, abbiamo fatto un video doc che vi lascio in descrizione. Ad ogni modo, queste temperature e le grandi masse d'aria calda che si elevano sono anche alla micio per fenomeni temporaleschi improvvisi, soprattutto in mare aperto, con onde che possono raggiungere anche i 30 m di altezza. E dico improvvisi perché un centinaio di anni fa non esistevano certi sistemi di rilevamento meteorologici che abbiamo ora.
Oltre a questa componente geografica ne va poi aggiunta anche una storica. I primi aerei che sorvolano l'area richiedevano una sosta di rifornimento alle azzorre al largo del Portogallo, prima di un volo di oltre 3. 000 km per le isole Bermuda, che a quel tempo era il volo commerciale d'oltremare non stop più lungo del mondo.
Gli aerei dell'epoca operavano perciò spesso al limite del loro raggio d'azione, con il rischio, in caso di condizioni particolarmente avverse, di trovarsi senza carburante e con la terraferma ancora lontana, cosa che ovviamente oggi non succede, dato che gli aerei diretti verso Bermuda hanno una riserva di carburante sufficiente per cambiare rotta anche in caso di emergenza. Quindi l'unione di queste due cose fa sì che l'area ormai da molto tempo sia stata teatro di numerosissimi incidenti. Che poi, siamo davvero sicuri che erano così tanti, numeri alla mano, l'area del triangolo delle Bermuda è pericolosa tanto quanto quelle del resto del mondo per un semplice discorso di proporzioni del fenomeno.
Più navi e più aerei passano in quest'area, maggiore è il numero storico di incidenti. Cioè, se vado in autostrada a ferragosto ci sono molte più auto in circolazione e quindi è più probabile assistere ad un incidente, mentre se vado in una stradina di campagna dove non passa mai nessuno la probabilità è molto più bassa. Quindi non c'è nessuna evidenza scientifica che dimostri che quest'area sia più letale di altre.
Ma quindi oggi il triangolo delle Bermuda è un posto sicuro per passare in nave in aereo oppure no? Al giorno d'oggi, con il numero di incidenti in mare in drastico calo, si può affermare a tutti gli effetti che il mito del triangolo delle Bermuda non esiste più. Pensate che uno studio del 2013 condotto dal WWF sulle aree marittime più pericolose al mondo non lo ha inserito neanche tra le prime 10 posizioni.
Il Mediterraneo orientale o addirittura il Mar Nero sono ritenuti più pericolosi. Per quale motivo? Perché oggi uno dei fattori determinanti è rappresentato dalle regole di sicurezza.
nell'ambito della navigazione, cioè quanto sono sicure le navi che transitano in una determinata zona e queste regole possono variare non poco da un paese all'altro. Quindi possiamo dire che ad oggi se attraversate in nave e un aereo il triangolo delle Bermuda potete stare più che tranquilli. Bene ragazzi, grazie per aver guardato questo video.
Se avete altre leggende, tipo il triangolo delle Bermuda che vorreste indagare, mi raccomando fatemelo sapere nei commenti. Noi invece ci rivediamo per un prossimo video, sempre qui su Jopop, le scienze nella vita di tutti i giorni.