caro aristotele poterti intervistare per me una grande occasione perché da più di cinquant'anni in studio le tue opere ma ancora non risolto alcuni problemi riguardanti il tuo pensiero del resto 6 forse il filosofo che ha avuto la più grande fortuna da più di due millenni si discute sul tuo pensiero ma probabilmente sei anche quello che più di tutti è stato frainteso questa può essere perciò l'occasione per chiarire alcuni dubbi innanzitutto quale è stato veramente il tuo rapporto con platone e quale valore hanno le sue testimonianze sulla sua dottrina alle quali non sempre corrispondono ai suoi
dialoghi come ho scritto nella mia elegia dell'altare platone e l'uomo che ai malvagi non è neppure lecito lodare alla cui altezza nessuno è capace di giungere ma proprio per questo e gli permetteva agli altri di criticarlo e io l'ho effettivamente criticato più che sui suoi dialoghi che pure ho letto ma che per sua stessa ammissione non sono l'espressione più completa e più chiaro del suo pensiero mi sono basato sul suo insegnamento orale cioè ciò che egli diceva nelle discussioni che spesso intratterà vamo nell'accademia o è che io ho cercato di riportare nelle mie lezioni sulla
filosofia prima del suo pensiero ho cercato di valorizzare soprattutto la spiegazione della realtà mediante due principi opposti cioè la forma che spiega l'essenza vale dire la struttura e la funzione di tutte le cose è la materia che spiega la loro molteplicità la loro mutevolezza e a volte anche la loro imperfezione questa è secondo me una scoperta di immenso valore di cui la filosofia dovrà sempre essere grata a platone platone io penso ha sbagliato nel voler ricondurre tutte le forme da lui chiamate idee a una sola il pene all 1 e tutte le materie ugualmente a
una sola la diade del grande e del piccolo mentre ogni cosa la sua forma la sua materia che sono le stesse solo per analogia ciò è dovuto al fatto che gli ha voluto ricondurre le forme o idee ai numeri sia pure ideali e i numeri hanno effettivamente come principi l'uno e la diade ma in tal modo platone ha posto le premesse per ridurre la filosofia a matematica come poi hanno fatto psicosi pò e senocrate il punto tuttavia in cui maggiormente dissento da platone una separazione che egli ha ammesso tra le idee e le cose sensibili
la quale ha come conseguenza che per lui il vero essere la vera realtà non è questo mondo in cui viviamo ma un altro mondo il mondo delle idee costituito dagli esemplari universali e terni e immutabili delle cose io questo non lo posso accettare perché per me il vero mondo è questo questo in cui noi viviamo questo che noi percepiamo fatto di cose particolari anzi individuali soggette ai mutamenti di ogni genere esso comprende anzitutto i ceri gli astri che sono gli essere più nobili dvd di cui però conosciamo pochissimi qui la matematica può servire come ha
mostrato eudosso anche se quel poco che conosciamo è per noi fonte di grande gioia come una visione pur parziale fuggitiva di una persona amata è più dolce di un esatta conoscenza di molte altre cose ma poi il mondo comprende le realtà terrestri cioè le piante gli animali e gli uomini e anche la conoscenza di queste è causa di grandissime gioie a chi sia autenticamente filosofo in tutte le realtà naturali c'è qualcosa di meraviglioso tuttavia con platone ho passato i migliori anni della mia vita per vent'anni sono rimasto nell'accademia e vi sarei rimasto anche più a
lungo se platone non fosse morto no