Ciao sono Patrick shery docente universitario di letteratura italiana e oggi Veniamo il riassunto dei significato letterale del secondo canto del Paradiso Intanto se vuoi che questa serie prosegua ti invito ad iscriverti al canale un gesto completamente gratuito che aiuta la prosecuzione di questo progetto prima di continuare Se trovi difficile Il Paradiso di Dante Ti comunico che uscito il mio libro completo di parafrasi commento riassunto e spiegazione di tutti i campi del Paradiso si tratta di una guida Chiara e schematica che ti permetterà di superare tutte le tue difficoltà legate alla Divina Commedia trovi il link
in descrizione e nel primo commento Dante paragonando attraverso una metafora il suo ingegno ad una nave ad una barca che solca in mare e si inoltra in acque sempre più profonde averti lettori che hanno scarse conoscenze di teologia a non seguirlo in quanto rischierebbero di naufragare ovvero di fraintendere le sue parole Infatti Dante è il primo assolcare tali acque ovvero a trattare tale materia poetica e per riuscire in tale impresa dice che Minerva soffia sulle sue Vele Apollo lo guida mentre le 9 Muse indicano la giusta direzione per quanto riguarda invece I lettori che sono
avvezzi a nutrirsi del pane degli angeli ovvero che hanno approfondito e conoscenze teologiche Allora costoro possono avventurarsi nella lettura della terza cantica della Divina Commedia e tali vettori seguendo la nave dell'ingegno di Dante lungo queste acque si meraviglieranno più di quanto fecero gli argonauti quando Giunti incolpide Videro Giasone trasformarsi in un contadino Dante Beatrice ascendono velocissimi verso l'alto veloci più di una freccia scagliata da un arco Beatrice rivolge il suo sguardo verso l'alto mentre Dante Guarda Beatrice poi Beatrice Guarda Dante e Lo invita a rivolgere con gratitudine la propria mente a Dio per ringraziarlo di
esser giunto nel cielo della Luna Dante ha la sensazione di essere avvolto da una nube luminosa densa compatta e lucida simile ad un diamante colpito dalla luce del sole infatti Dante e penetrato col proprio corpo mortale all'interno del cielo fisico della Luna come un raggio penetra nell'acqua ovvero senza frantumare o spezzare in due il corpo al cui interno è penetrato tale evento rappresenta un sovvertimento delle leggi fisiche e Dante dice che per questo motivo tale evento dovrebbe accendere nel lettore maggiormente il desiderio di giungere in paradiso Dove saranno rivelati tutti quei misteri che sulla terra
possono soltanto essere oggetto di Fede Dante si rivolge a Beatrice dicendo di ringraziare Dio per averlo allontanato dal mondo mortale e le chiede che cosa siano le macchie lunari la loro origine Ma che lunari che sulla terra spingono gli uomini ad immaginare guardando S la figura di Caino Beatrice dice che la ragione umana quando Segue i sensi si sbaglia così come appunto accade agli uomini sulla terra guardando le macchie lunari e chiede a Dante di dirle sinceramente che cosa pensa che siano tali macchie lunari Qual è la sua opinione sulla loro origine Dante Allora risponde
che secondo lui le macchie lunari sono dovute alla differente densità della materia materia che può essere o più densa o più rarefatta creatrice sorride e dice che tale spiegazione è sbagliata in quanto se fosse vera sarebbero possibili due spiegazioni La prima è che nella Luna siano presenti dei buchi ma tale spiegazione tale ipotesi è negata e confutata dall'eclissi solari che dimostrano che non esiste nessun buco sulla luna la seconda ipotesi che potrebbe confermare la spiegazione di Dante e che la luna sia dotata di una densità della materia maggiore o minore Ma se così fosse la
luce la luminosità riflessa dalla Luna dovrebbe essere diversa nei punti in cui la materia è più densa Ma ciò non accade come dimostra anche l'esperimento dei tre specchi Ovvero se Dante prendesse che ne mettesse due davanti a lui e collocarsi il terzo più lontano avendo una fonte di luce che proviene dalle sue spalle Dante verrebbe la propria immagine riflessa in tutti e tre gli specchi e nel terzo specchio sebbene più lontano la sua immagine apparirebbe Comunque nitida è Questo dimostra che la densità della materia non può spiegare l'origine delle macchie lunari a questo punto confutata
la tesi di Dante Beatrice spiega la vera origine delle macchie lunari le quali sono da ricondurre alla maggiore o minore capacità della Luna di recepire la virtù degli influssi celesti pertanto la differente luminosità degli Astri non è da attribuire alla libertà o alla rarefazione della materia bensì all'influenza esercitata dalle intelligenze angeliche che distribuiscono la virtù di Cielo in cielo Ed in base alla bontà di tale influenza si verifica la luminosità o l'oscurità con questo concluso ti ricordi il mio libro sul Paradiso disponibile su Amazon trovi il link in descrizione sono presenti anche su Instagram iscriviti
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