il tributo è una delle opere più rappresentative di masaccio che tra il 1400 24 e il 1427 realizzò questo affresco lungo quasi sei metri per la cappella brancacci a firenze esso ritrae una scena è imperniata sulla figura di san pietro in cui il santo si vede tre volte e in tre momenti diversi lo si vede con gesù circondato dagli apostoli mentre un gabelliere gli chiede il tributo cioè la tassa per entrare nel tempio della città di cafarnao lo si vede sulla rive del lago dove trova una moneta nella bocca di un pesce questo momento rappresenta
il miracolo lo si vede infine mentre paga il tributo per entrare l'affresco si trova nella cappella della famiglia brancacci all'interno della chiesa del carmine a firenze un lavoro fu iniziato nel 1424 quando felice brancacci un ricco e potente commerciante di seta fiorentino incaricò masolino da panicale e masaccio di affrescare la cappella della sua famiglia sebbene masolino fosse più anziano è più conosciuto i due si divisero il lavoro fraternamente alternandosi nelle varie scene ad esempio si è scoperto che il ponteggio su cui dovevano lavorare era fatto in modo che uno potesse dipingere sulla parete centrale e
l'altro su una di quelle laterali senza intralciarsi poiché masolino grazie alla sua fama alla fine del 1400 25 fu chiamato in ungheria i lavori restarono in mano a masaccio che li condusse da solo e con grande bravura per un paio d'anni quando nel 1427 parti per roma pensava forse che le poche parti mancanti le avrebbe potute fare al ritorno ma la morte improvvisa glielo impedì tuttavia gli affreschi e realizzati e il tributo in particolare sono considerati da tutti gli studiosi come tra i più importanti della storia dell'arte per questo è necessario un buon lavoro di
analisi per capirne la grandezza partiamo dai suoi aspetti grafici notiamo come le cime dei monti non abbiano più le cime aguzze come quelle di giotto sono anche più morbide il paesaggio montuoso in alcuni punti ha quasi la modernità di forme sintetiche e astratte anche gli alberi sono ridotti a semplici linee forse per non appesantire un fondale dal quale devono emergere forme umane statuarie in queste forme le linee di contorno spariscono le figure sono costruite con precise campiture di colori saturi persino violenti nella loro intensità accurate sfumature tono su tono e ombre colorate creano volumi drappeggi
ed espressioni e sfumature più accurate però sono quelle del bellissimo viso di gesù le figure sono collocate nello spazio realistico di un paesaggio naturale definito dall'accurata prospettiva dell'edificio a destra il punto di fuga a cui convergono le linee si trova esattamente dietro la testa di gesù che diventa così il centro percettivo di tutta la rappresentazione la luce proviene da destra dove si trovava la finestra della cappella e questa determina l'inclinazione delle ombre a sinistra sempre la luce più che il contorno definisce la forma plastica delle figure facendole assomigliare a voluminose sculture colorate grazie alla luce
i mantelli degli apostoli si accendono di tinte più brillanti rendendo il colore protagonista dell'affresco la composizione è divisa in quattro zone fra le quali domina la zona centrale sia per il colpo d'occhio dei colori che per l'affollamento delle figure il centro percettivo è rappresentato dalla figura di gesù ci sono due importanti linee direttrici quella che partendo dalle mani di gesù e di pietro guida lo sguardo verso il lago l'altra che partendo dalla mano del gabelliere va verso l'entrata alla città come in tanti soggetti sacri la fonte per l'iconografia deriva dalle sacre scritture il tributo ambientato
all'esterno del tempio di cafarnao mostra tre episodi in contemporanea tratti dal vangelo di matteo il primo è la richiesta del tributo a gesù e apostoli che corrisponde all'episodio al centro vediamo infatti gesù tra gli apostoli e il gabelliere di spalle che è senza aureola che chiede la tassa per entrare nel tempio di cafarnao la mano sinistra è aperta nell'attesa del tributo mentre con la destra indica la porta cittadina nessuno a monete per pagare ma gesù ordina a pietro l'uomo vestito di verde azzurro con il mantello giallo di recarsi in riva al lago dove troverà un
pesce che nella gola alla moneta le sopracciglia aggrottate lasciano intendere che pietro è sorpreso dalla richiesta anche lui indica a sinistra come per chiedere conferma dell'ordine e per indirizzare lo sguardo dello spettatore al proseguimento della storia si giunge al secondo episodio la pesca di pietro sulla sinistra egli si reca in riva al lago si toglie il mantello per non sporcarlo e con naturalezza prende un pesce dentro la cui bocca miracolosamente trova la moneta la sua figura è altamente espressiva lo si vede piccolo e solitario in atteggiamento umile e con la disposizione estremamente realistica delle gambe
ma anche se il significato del dipinto sta tutto nel miracolo che si compie stranamente masaccio re lega questo evento in un punto del quadro secondario lontano senza attrattiva l'episodio consiste nel pagamento del tributo pietro sulla destra si reca a pagare consegnando con solennità i soldi nella mano dell'uomo il gabelliere sembra soddisfatto ma è indifferente al miracolo che si è appena compiuto osserva ora lo schema compositivo del pagamento e la centralità del tributo i momenti temporali sono quindi tre ma dal punto di vista spaziale la scena è unica sembra quasi la striscia di un moderno fumetto
ma con una sequenza diversa masaccio si stacca completamente dalla pittura gotica a campiture piatte e crea un nuovo linguaggio di forme modellate con il chiaro scuro e con la forza dei colori egli osserva la realtà non idealizza le figure ma le rende molto umane rivestendole di abiti semplici e dando ai volti espressioni dignitose e realistiche la semplicità di una pittura senza ornamenti e la solennità dei gesti comunicano un senso di religiosità autentica ed esaltano il valore dell'uomo nella sua umanità scopriamo adesso qualcosa sull'autore masaccio il cui vero nome è tommaso di giovanni nacque nel 1400
uno a san giovanni valdarno ma si trasferì a ancora adolescente a firenze qui nel 1422 inizia l'amicizia e la collaborazione con masolino da panicale un pittore già abbastanza famoso che però non gli impedi mai di esprimersi secondo le proprie idee lavorarono insieme fino al 1425 quando masolino si recò in ungheria dove ottenne un gran successo tornò quindi a roma e chiamò masaccio con l'intenzione di tornare ancora in ungheria insieme a lui masaccio accettò ma poco prima dell'estate del 1428 morì improvvisamente si sparse la voce che fosse stato avvelenato dallo stesso masolino invidioso dei suoi successi
ma questa diceria e priva di ogni fondamento ed è anche ingiusta verso l'amico che anzi aiutò masaccio in ogni modo siamo nel quattrocento secolo in cui nelle grandi città si sviluppa il fenomeno del mecenatismo il mecenate è il nobile o il ricco che dà lavoro agli artisti li sostiene economicamente e fa in modo che possano dedicarsi alla loro arte in cambio però il mecenate diventa proprietario dell'opera gli artisti cominciarono a ricevere incarichi prestigiosi non più solo dalla chiesa ma anche dalle autorità pubbliche ed alle famiglie più nobili e potenti la culla della cultura del quattrocento
fu firenze grazie a famiglie come strozzi e brancacci ma soprattutto alla famiglia dei medici in questa città artisti come donatello masaccio e brunelleschi diedero vita a una rivoluzione artistica senza uguali superando la tradizione gotica medievale altra opera famosa di masaccio la risurrezione del figlio di teofilo e san pietro in cattedra un altro affresco della cappella brancacci qui masaccio si autoritrae insieme ad altri tre grandi artisti masolino leon battista alberti e brunelleschi c'è un'altra curiosità a proposito di questo affresco guarda qui noti qualcosa le teste sono cinque ma i piedi sono solamente 8