Buongiorno Buon pomeriggio e buonasera oggi video lezione dedicata a chi è questa Kevin che ogn la mira prima però vi ricordo di lasciare un mi piace iscrivervi al canale e seguirmi anche su Instagram mi trovate Comm mediario di [Musica] Charlotte chi è questa keven che ogn OM la mira è un sonetto di Guido Cavalcanti il poeta fa parte del movimento del dolce Steel Novo una nuova poetica che è stata inaugurata da Guido Guinizzelli che possiamo considerare l'iniziatore vi lascio qui il video dedicato al dolce stil novo Ma quali sono gli elementi di innovazione del Dolce
Stil Novo l'identità Tra l'amore e la nobiltà d'animo che non è una nobiltà di sangue la donna che è vista come una figura Angelica Quindi come una sorta di creatura Angelica divina che dona salvezza all'uomo si supera quindi la tradizione Cortese e l'amore è concepito come aristocratico anche in questa poesia troviamo la lode della donna amata Questo è un sonetto come vedete qui componimento di due quartine due terzine diversi ende decasillabi con schema AB a cd e e d c iniziamo Quindi a leggere il sonetto parafrasare analizzarne le figure retoriche chi è questa keven che
og gnom la mira che fa tremare di chiarità te lare e mena secco amore S che parlare null Pote ma ciascun sospira iniziamo Quindi la prima quartina con una interrogativa chi è questa donna che avanza viene quindi avanza lungo la via che ogni uomo la ammira che fa tremare l'aria di luminosità Notiamo questa ripetizione che che che OM in questo caso grafia latineggiante omo questa donna fa tremare l'aria di luminosità abbiamo qui latinismo are E l'anastrofe chi è questa donna che avanza e mena Seco amor e porta con sé conduce con sé l'amore personificato sicché
cosicché nessun uomo Pote da potest quindi nessun uomo può parlare ma ciascuno sospira chi è questa che ven che ognon la mira il sonetto di Cavalcanti si rifà a Io voglio del ver la mia donna laudare di Guinizzelli facciamo un confronto però in questo sonetto Io voglio del ver la mia donna laudare che abbiamo già analizzato e che vi lascio qui la donna era paragonata agli elementi della natura La Rosa al Giglio al verde Prato alla stella mattutina ai colori dei Fiori all'aria ai gioielli invece in Cavalcanti la donna è talmente bella da essere Indescrivibile
ineffabile i riferimenti quindi alla sua bellezza sono astratti e metafisici cioè vanno oltre alla fisica in Io voglio del vere la mia donna laudare l'apparizione della donna suscita negli uomini effetti concreti per esempio la conversione alla Fede la salvezza Qui invece l'apparizione della donna è olos e irraggiungibile l'inizio di questo sonetto richiama al Cantico dei Cantici uno dei libri della Bibbia i due interlocutori del Cantico dei Cantici sono sposo e sposa e l'intero cantico è dedicato all'amore Infatti troviamo qui sest iste qui venit secondo Il critico Contini sono evidenti l'ispirazione e la costruzione religiosa del
sonetto la donna infatti al suo passaggio fa addirittura tremare l'aria che diventa tutta luminosa è evidente l'influenza Stil no vista in questi versi null l'uomo Pote ma ciascuno sospira la bellezza della donna è talmente ineffabile che gli uomini non hanno le parole giuste per descriverla in futuro in un futuro lontano Leopardi dirà lingua Mortal non dice quel che io sentia in seno le figure retoriche che abbiamo trovato sono quindi l'anastrofe l'interrogativa e la personificazione oddeo che sembra quando gli occhi gira dica l'amor CH lo Savria contare Co tanto d'umiltà donna mi pare che ogni altra
Verdi lei io la chiamo ira Oddio che sembra quando gli occhi gira Oddio apostrofe invocazione a Dio cosa sembra la mia donna quando il suo sguardo abbiamo anche un anastrofe dica amore lo dica amore Anche qui un anastrofe amore sempre personificato poiché io non Savria contare poiché Io non saprei raccontarlo Questo è un sicilianismo il condizionale in ia mi pare Co tanto d'umiltà donna mi sembra a tal punto una donna umile Qui abbiamo un anastrofe e abbiamo anche uno SIM donna da latino Domina e umiltà invece umile ogni altra verso di lei Quindi al suo
confronto la chiamo ira mi sembra malvagia Vedete qui anche una sorta di antitesi di scarto tra umiltà e ira Oddio cosa sembra la mia donna quando mi guarda la sua bellezza è inesprimibile l'amato non riesce a scriverla sembra un'apparizione miracolosa anche Dante intanto gentile intanto onesta pare riprenderà proprio il tema della Bellezza ineffabile della donna Angelo di Beatrice ho dedicato una video lezione al sonetto che vi lascio qui come vi dicevo C tanto d'umiltà donna mi pare la donna dal latino Domina signora umiltà invece deriva dal latino humus la terra quindi la persona umile è
poco elevata da terra Cioè modesta non Nobile non nobile di sangue naturalmente quindi la donna padrona Domina Non può essere umile No ma questa sì che è una donna umile perché una donna angelicata ogni altra donna verso di lei la chiamo malvagia addirittura le altre donne al confronto della donna amata sembrano personificazioni della malvagità Qui abbiamo le figure retoriche per cui anche l'iperbole perché oltre ad esserci un ossimoro qui è un'esagerazione No questa donna Co tanto esempio d'umiltà Vediamo le ultime due terzine non si può Ria contare la sua piagenza che a lei si inchina
ogni gentil vertute e la beltate per sua Dea la mostra anche qui abbiamo un' Anfora intanto non non e il condizionale Inia si potrebbe contare raccontare la sua bellezza quindi descrivere la sua Piacenza bellezza piacevolezza poiché a lei ogni virtù si inchina ogni virtù gentile Nobile anche qui abbiamo un anastrofe e la beltà la bellezza la mostra per sua Dea la sceglie come sua Dea Anche qui un anastrofe potremmo dire anche un iperbole la nostra mente non fu Sì alta cioè così acuta e non fu posta in noi tanta salute che qui va parafrasata come
perfezione che adeguatamente possiamo averne conoscenza anche qui vediamo Dunque che questa donna suscita in noi delle sensazioni indescrivibili e noi non possiamo avere la conoscenza per renderle a lei Si inchina infatti ogni virtù la bellezza addirittura la considera una dea nell'ultima terzina il discorso poetico tocca Addirittura il problema della conoscenza l'intelligenza dell'uomo non può raggiungere vertici così alti non ha tanta perfezione da poter conoscere adeguatamente la donna che è qui assimilata a Dio colui di cui non è possibile per l'uomo avere conoscenza totale il tema dell'ineffabilità della donna un essere sovrannaturale torna in tutto il
sonetto che è costruito proprio su questa ineffabilità che possiamo ritrovare in più quartine e terzine Io non saprei raccontarlo non si potrebbe raccontarlo la mia mente anzi la nostra mente non fu così acuta per poter descrivere questa perché noi non ne abbiamo la perfezione a sufficienza per quanto riguarda la lingua troviamo una sintassi Piana e semplice parole dai dolci suoni lineari riprese interne amore e anche il tema dell'ineffabilità e ci sono alcuni sicilianismo Inia che vi dicevo prima Savria Poria ci vediamo al prossimo video S [Musica]