la battaglia di legnano del 29 maggio 1176 è uno dei grandi momenti nella storia d'italia così così come è stata raccontata a lungo a livello ufficiale nei manuali scolastici nella propaganda negli affreschi dei municipi questa cosa non gli storici la chiamiamo la grande narrazione cosa vuol dire vuol dire che la storia di ogni popolo di ogni paese è infinitamente complessa e comprende una marea di episodi di personaggi ma col tempo ogni popolo ha deciso un modo specifico ufficiale di raccontarsi e di raccontare agli altri la propria storia ha scelto un filo conduttore ha scelto gli
episodi ei personaggi cruciali e su quelli ha cominciato a insistere da noi questo percorso si è compiuto nell'ottocento col risorgimento con l'unità d'italia a partire da quel momento la grande narrazione della storia d'italia e la storia appunto di un popolo che deve continuamente difendersi dagli stranieri che vogliono dominarlo e la storia di un popolo e di un paese continuamente minacciato continuamente invaso dinastie straniere dominazioni straniere ero isolati ecco nei momenti peggiori ci sono solo gli eroi e isolati che tengono viva la fiamma dell'indipendenza italiana e poi se arriva invece al riscatto e al trionfo con
il risorgimento in questa grande narrazione la guerra delle città italiane o meglio delle città lombarde all'epoca si chiamava lombardia tutta la pianura padana da susa a treviso la guerra delle città lombarde contro l'imperatore federico barbarossa e ovviamente e sembrava fatto apposta ecco per occupare uno spazio importante tanto più che quella guerra era stata vinta cosa che non succede così spesso nella storia d'italia di vincerle le guerre e dunque noi come direttori tutti e magari anche se non ci crediamo però tutti abbiamo in mente una certa immagine l'immagine di un tiranno straniero di un oppressore straniero
contro cui gli italiani insorgono combattono vincono è una storia assortita di miti di tutti i generi di bt nel senso proprio di cose inventate di sana pianta il giuramento di pontida alberto da giussano tutte figure create dalla poesia e dalla retorica risorgimentale e che però sono vive ancora oggi è ancora oggi lo sappiamo benissimo possono essere riproposte e strumentalizzate dalla politica di oggi per un italiano vissuto fra otto e novecento queste cose erano come dire verità indiscussa e tutti le conoscevano fin da bambini anch'io le conoscevo fin da bambino perché io ancora studiato negli anni
sessanta sussidiari delle elementari che la storia d'italia la raccontavano così in uno dei libri che adoravo quand'ero bambino il giornalino di giamburrasca scritto appunto alla fine dell'ottocento primissimi del novecento un certo punto giamburrasca in collegio contesta il direttore la direttrice del collegio scrivendo sul muro abbasso i tiranni quando lo scoprono gli chiedono allora chi sono questi tiranni e gian burrasca comincia a enumerare l'imperatore barbarossa e il generale radeschi ecco era ovvio per un italiano di allora che l'imperatore barbarossa che noi abbiamo sconfitto a legnano era appunto un tiranno straniero e c'era anche un altro sottinteso
i comuni italiani rappresentavano la modernità comune italiani volevano dire la borghesia mercantile i nuovi ceti che si affacciavano alla ribalta della storia e invece l'imperatore barbarossa rappresentava il vecchio mondo feudale il vecchio ordine feudale che voleva soffocare le nuove energie borghesi ecco in tutto questo l'unica cosa vera è che l'imperatore era straniero era tedesco anche se il suo soprannome è anche i tedeschi lo usano in italiano naturalmente kaiser barbarossa l'imperatore straniero questa è l'unica cosa vera ma è illegittimo re d'italia non è affatto un tiranno è un sovrano che ha tutto il diritto di governare
l'italia e soprattutto una parte considerevole della società italiana almeno all'inizio sta dalla sua parte non è affatto vero che i lombardi e quindi gli italiani insorgono in massa contro una dominazione straniera il re ha il consenso di una grossa parte della società italiana come mai ma perché dobbiamo capire cosa è successo con la nascita dei comuni da circa un secolo in italia il potere del re e un potere lontano questo è il vero problema il fatto che il re uno straniero crea questa difficoltà il re uno straniero perché in quel che resta dell'impero di carlo
magno ci sono due regni in cui si articola l'impero il regno di germania e il regno d'italia e per varie ragioni storiche il re di germania che è una carica elettiva e badate non ereditaria è una carica elettiva per varie ragioni i principi ei vescovi tedeschi sono sempre stati più forti di quelli italiani e sono sempre riusciti a imporre uno di loro come imperatore in sostanza quindi il re di germania un tedesco e anche legittimamente re d'italia e imperatore ma è un tedesco e sta quasi sempre in germania nel xi xii secolo il potere dei
re in europa è arrivato al livello minimo le risorse sono poche si pagano pochissime tasse quindi non ci sono mezzi non c'è un esercito permanente le ribellioni sono continue quindi per molto tempo gli imperatori re di germania hanno passato praticamente tutto il loro tempo in germania a reprimere le rivolte di principio vescovi ribelli in italia non venivano quasi mai ma l'italia si stava arricchendo l'italia era al centro del mediterraneo da lì passavano traffici e flussi di merci e di denaro e questo denaro restava sul posto l'italia è un paese di città lo è sempre stato
e queste città erano piene di mercanti che facevano i soldi e in questa città all'interno di un regno d'italia che cominciava a sembrare una cosa un po fittizia perché perché il re non si vedeva mai e non è che ci fosse una grossa burocrazia di funzionari di giudici c'era poco e ogni città d'italia si abitua a governarsi da sola e anche a regolare con la forza le liti le controversie con le città vicine quando il caso l'imperatore esiste in teoria viene rispettato le rare volte che si fa vedere gli si rende omaggio ma di fatto
poi la vita nel regno d'italia va avanti quasi come se l'imperatore non ci fosse ora tutto questo va molto bene a tutti in italia nessuno si sogna di dire noi rifiutiamo l'imperatore no noi obbediamo all'imperatore purché non ci dia troppo fastidio e ogni città così può arricchirsi e prosperare ma non tutte le città prosperano allo stesso modo alcune sono molto più ricche molto più popolose e queste città ricche e popolose non si accontentano e vogliono come dire sopravanzare le altre e sottometterle comincia il disordine comincia la violenza le città si scontrano fra loro si combattono
fra loro le città sottomettono le campagne che vuol dire sottomettere non soltanto comunità di contadini ma anche i nobili nei loro castelli e il principi i marchesi i conti che governano una parte della campagna ea cui le città impongono di sottomettersi è tutta questa gente non è contenta in italia molti cominciano a pensare che non è una buona cosa che l'imperatore non si faccia mai vedere non è una buona cosa che le città possono fare tutto quello che vogliono principi conti nobili delle campagne cominciano a pensare che sarebbe ora di chiedere all'imperatore di farsi vedere
invece ecco e non sono solo loro a pensarlo anche nel mondo delle città ci sono molti che cominciano a pensare che questa libertà totale questa autonomia dei comuni e bela stiamo pagando un po troppo cara perché appunto non tutte le città sono uguali e le grandi città fanno paura una grande città fa paura più di tutte le altre milano milano e la grande metropoli della pianura padana e tutte le città vicine como cremona pavia novara vercelli lodi ebbene tutte queste città si accorgono che milano è un vicino ingombrante pericoloso che impone la sua politica che
pretende le esenzioni per i suoi mercanti che domina il territorio circostante non lascia spazio alle altre città in tante città della pianura padana si comincia a pensare la stessa cosa che pensano ai nobili signori delle campagne e cioè che sarebbe bene che l'imperatore tornasse a farsi vedere che il re d'italia riprendesse possesso del suo regno ricominciasse a stabilire dei giudici dei funzionari a impedire quella che ormai è diventata l'anarchia un'anarchia che permette ai grossi di mangiarsi i piccoli e dunque quando un giovane sovrano viene eletto dai principi tedeschi re di germania e quindi automaticamente ha
diritto di essere anche re d'italia e imperatore se riuscirà andare a roma a farsi incoronare dal papa quando questo giovane e sovrano federico che presto viene soprannominato barbarossa fa capire che lui che lui non è un assenteista come i suoi predecessori in germania ha rimesso un certo ordine e adesso è deciso ad ascoltare le lamentele che gli arrivano dai suoi vassalli e dai suoi fedeli sudditi italiani è deciso a venire in italia e rimettere ordine e quando dunque questo giovane sovrano fa sapere che lui verrà quasi tutta l'italia lo accoglie con entusiasmo quello che bisogna
capire che in realtà il barbarossa non viene per ristabilire un chissà quale vecchio ordine feudale non esiste niente del genere quello che esisteva in passato era il potere del sovrano il potere della monarchia al tempo di carlo magno secoli prima tutti sapevano cosa voleva dire adesso se lo sono un po dimenticato certo ma noi non vogliamo ristabilire un potere come quello un potere debole tutto sommato senza infrastrutture senza tasse quello che vuole fare il barbarossa e la stessa cosa che stanno facendo alla sua epoca gli altri re della sua generazione il re di francia e
re d'inghilterra e lady castiglia questi ray stanno costruendo un potere che una volta non c'era un potere nuovo e il potere centrale dello stato se vogliamo usare questo termine leggermente anacronistico vuol dire vuol dire che il re vogliono governare e non per mezzo soltanto di feudatari di vassalli vogliono governare per mezzo di una burocrazia vogliono avere degli uffici vogliono avere un fisco vogliono avere dei magistrati la trama cioè di quello che noi riconosciamo come uno stato moderno certo è solo l'inizio quello che questi sovrani nell'europa del xii secolo riescono a mettere in piedi e appena
un embrione di stato ma il primo passo in quella direzione voglio dire che questi re hanno in mente il futuro stanno cominciando a costruire quello che sarà poi lo stato moderno e questo è quello che il barbarossa vorrebbe fare in italia quindi non si tratta di un ritorno chissà quale vecchio ordinamento che soffocherebbe le nuove energie italiane rivolte al futuro è tutto il contrario si tratta di offrire a queste energie il quadro di una monarchia funzionante ed è un progetto innovativo anche da un altro punto di vista da un punto di vista culturale perché dal
punto di vista culturale proprio il fatto che il mondo sta cambiando ha spinto i giuristi a riscoprire l'utilità del diritto romano capite il diritto romano era caduto quasi in disuso la popolazione in italia era fatta di gente che si considerava longobarda lombardo è una contrazione di longobardo naturalmente vigevano le leggi dei longobardi ma queste leggi create tanti secoli prima non sono più sufficienti nel mondo del xii secolo nel mondo dei comuni nel mondo delle monarchie che stanno riprendendo piede e allora in queste città che sono anche città più colte dove ci sono scuole studiosi intellettuali
in queste città si riscopre l'utilità di un corpus di leggi come quelle che gli imperatori romani avevano formulato tanto tempo prima il diritto romano e il nuovo strumento moderno per rimettere ordine per regolamentare la vita collettiva e il diritto romano che quindi è popolarissimo e i suoi specialisti i giuristi i laureati in legge sono persone che contano laureato in legge perché è nata in lombardia e cioè a bologna la prima università della storia università di bologna che produce fabbrica in serie e appunto specialisti del diritto romano e tutti costoro punto sono favorevoli all'idea che l'imperatore
torni a governare il paese perché il diritto romano e il diritto di un impero e il primo principio del diritto romano e che ogni legge è valida in quanto è stata emanata dall imperatore quindi c'è anche un clima culturale intellettuale favorevole al ritorno dell'imperatore e quando il barbarossa scende in italia la prima volta prova che gli vengono incontro non soltanto i suoi vassalli marchesi conti i nobili signori ma gli vengono incontro anche le delegazioni di quasi tutte le città e quando convoca i giuristi di bologna a roncaglia per tenere una grande riunione la dieta di
roncaglia i giuristi sono disposti a andarci ea proclamare a tutti che il potere in italia spetta all'imperatore all'inizio c'è soltanto una città che è veramente ostile a questo ritorno dell'imperatore ma è la città più importante di tutte naturalmente milano milano è così potente così ricca così popolosa e così arrogante che quasi da sola decide di resistere e di ribellarsi all'imperatore ma va a finire molto male perché non è appunto una lotta nazionale degli italiani contro i tedeschi è una ribellione di una grande città italiana contro il legittimo sovrano e il legittimo sovrano trionfa nel 1162
milano viene assediata presa e rasa al suolo l'imperatore dimostra la sua clemenza lasciando salva la vita alla popolazione milanese ma tutti sono obbligati a lasciare la città e la città viene demolita sistematicamente lasciando in piedi soltanto le chiese ei monasteri a demolire la città federico barbarossa demanda i contingenti delle fedeli città italiane tutti i contingenti delle città vicine a milano partecipano con entusiasmo alla distruzione ognuno ha il suo settore i vercellesi distruggono il sobborgo di porta vercellina i pavesi quello di porta ticinese e così via l'imperatore ha trionfato ed è a partire da questo momento
che le cose cominciano ad andare male formalmente ha ottenuto tutto è stato incoronato re d'italia con la corona ferrea è stato incoronato imperatore dal papa a roma cerca di mettere in atto il suo progetto governare davvero governare davvero il regno in cui ha ristabilito il suo potere ed è lì che sbaglia certo certe cose sono inevitabili e possono anche essere accettate dalle città anche se ormai i lombardi si sono talmente abituati alla loro autonomia però l'idea che l'imperatore collochi dei giudici che in ogni città chi ha delle cause delle liti si possa rivolgere a un
giudice dell imperatore anziché affidarsi a un giudizio del vescovo oppure a un arbitrato di qualche amico comune come si era costretti a fare prima ecco il fatto che ci siano di nuovo dei giudici dell'imperatore non è in fondo una cattiva cosa il problema è che mantenere questo apparato di giudici e funzionari costa e quindi gli italiani scoprono una cosa cui non aveva pensato nessuno che se funziona di nuovo alla monarchia bisognerà pagare delle imposte la scoperta che tocca pagare delle tasse comincia a provocare i primi malumori ma poi c'è c'è l'errore forse decisivo del barbarossa
e nonostante tutto è davvero tedesco ed ai suoi sudditi italiani si fida solo fino a un certo punto perciò l'apparato di giudici di funzionari e di esattori delle tasse che colloca nel paese è composto quasi tutto di suoi uomini di fiducia tedeschi è in quel momento che per gli italiani la ricostituzione di un regno d'italia comincia a rivelarsi anche qualcosa che porta degli stranieri a comandare a casa nostra e il malumore serpeggia e i milanesi cominciano a pensare che forse è possibile ribellarsi un'altra volta milano esiste di nuovo i milanesi l'hanno ricostruita sono tornati ad
abitare dove abitavano prima c'è uno straordinario bassorilievo dell'epoca a milano che una volta stava su porta romana e che adesso ha esposto al castello sforzesco in cui si vedono appunto i milanesi che dopo la ricostruzione di milano tornano in città al seguito del loro arcivescovo i milanesi cominciano a prendere contatti con con le altre città e scoprono che gli umori son cambiati che in molte città adesso il governo dell'imperatore e dei suoi tedeschi fa più paura che non l'egemonia di milano pian piano si intesse una trama di rapporti e finalmente cinque anni dopo la distruzione
di milano nel 1167 milano riesce a convincere molte città della lombardia a stipulare un accordo un'alleanza una lega nasce la lega lombarda e in quel momento la maggior parte delle città di lombardia hanno deciso di fare questo passo di buttarsi dall'altra parte con milano contro l'imperatore di più anche il papa è d'accordo il papa che pure pochi anni prima ha incoronato imperatore federico e però è però i papi che in teoria dovrebbero collaborare con gli imperatori perché l'ideologia ufficiale del mondo cristiano e che ci sono due grandi poteri voluti da dio la chiesa e l'impero
è dio vuole che questi due poteri collaborino per il benessere di tutti ma in realtà un sistema con due poteri che devono collaborare non funziona mai bene i papi e gli imperatori in passato hanno avuto conflitti durissimi la lotta per le investiture che è finita non tanto tempo prima se la ricordano ancora tutti e allora insomma quando si viene a sapere che le città lombarde si stanno di nuovo ribellando all'imperatore il papa alessandro iii decide sottobanco di appoggiarli ed incoraggiarli a questo punto comincia a diventare possibile fare anche una guerra di propaganda in cui si
dice quello che poi la nostra storia grafia del risorgimento riprenderà esagerando lo e cioè questa è una guerra di popolo contro lo straniero comincia a essere più vero di prima beninteso alcune città rimangono fedeli all'imperatore pavia per esempio cremona queste città hanno troppa paura di milano sono troppo abituate a contare sulla protezione dell'imperatore e rimangono con l'imperatore i conti marchesi in gran parte i nobili delle campagne quindi una fetta d'italia sta ancora con l'imperatore però è vero che la maggioranza delle città e il papa ormai stan dall'altra parte e quindi e quindi c'è la propaganda
che parla i lombardi e dice ma davvero volete che comandino i tedeschi circolano le canzoni in provenzale in lingua d'oc la lingua dei trovatori questa è l'epoca dei trovatori e tutta una nuova letteratura che sta nascendo e che piace moltissimo e anche in italia dove i dialetti che la gente parla non si sono ancora ben strutturati e nessuno pensa di scrivere in quei dialetti però si scrive in provenzale si scrivono canzoni per esortare alla rivolta contro i tedeschi il nobile popolo lombardo che non deve sopportare di essere assoggettato a questi stranieri a questi barbari che
non si capisce quando parlano la canzone provenzale dice sembrano ranocchie quando dicono breve there was grano glassless embla and his brother was latrano quando si riuniscono come cani arrabbiati l'airon quants assembla con kant henry jobs è il ritornello è lombardi difendetevi guardatevi bene lombaerts bass guardate che non tornino i tedeschi a komandarv perché una volta scoppiata la ribellione ai tedeschi sono stati cacciati da tutte quelle città e l'imperatore deve decidere cosa fare l'imperatore non è più così giovane come quando era stato eletto ma è ancora abbastanza giovane e pieno di energia è un uomo formidabile
decide di sottomettere con la forza il suo regno d'italia che si sta ribellando sottometterlo con la forza vuol dire però mettere in piedi un meccanismo complesso il re passa l'inverno sempre in germania che è la sua patria il primo dei suoi regni e d'inverno non si fa la guerra la guerra si fa d'estate quando c'è pieno erba nei prati per i cavalli ci si muove liberamente nessuno è così stupido da fare la guerra anche d'inverno e questo vuol dire che ogni anno in primavera bisognerà scendere con l'esercito in italia e reclutare un esercito non è
semplice perché la costruzione dello stato moderno è ancora all'inizio non ci sono truppe permanenti fare la campagna in italia vuol dire che durante l'inverno l'imperatore deve convincere uno per uno i principi ei vescovi tedeschi a fornirgli loro contingenti di cavalieri e con quei contingenti scendere in italia e fare la guerra devono venire in italia a piedi è che ogni volta si appoggiano per fortuna quelle città che sono ancora fedeli como pavia e una volta arrivati lì si fa la guerra e fare la guerra vuol dire ogni anno decidere un obiettivo una città ad assediare un
territorio da devastare e poi si procede si devasta si bruciano i villaggi si prendono i castelli se le guarnigioni resistono si impiccano per alto tradimento contro il loro legittimo signore il re e se va bene sia sedia e si prende una città e quando invece va male la sua sedia si perdono dei mesi e poi non si prende e in ogni caso ogni anno d'autunno bisogna tornare indietro perché i cavalieri tedeschi sono disposti a stare qualche mese d'estate quando la guerra e belle ci si diverte ma poi basta poi si torna a casa e l'anno
prossimo si ricomincia ecco perché la guerra del barbarossa in italia si trascina per anni e anni e anni senza mai arrivare un risultato decisivo e finalmente si arriva al fatale 1176 in quell'anno l'imperatore decide di fare uno sforzo superiore rispetto agli anni precedenti bisogna veramente farla finita nella primavera di quell'anno si raduna nella germania meridionale un esercito di 2.500 cavalieri rispetto agli eserciti che noi abbiamo conosciuto nel novecento sembra ridicolo un esercito di 2.500 uomini bisogna tener conto che sono cavalieri ognuno di loro è un professionista coperto di ferro con cavalli da guerra ai cavalli
di ricambio ci vuole almeno un villaggio di contadini con loro lavoro per mantenere un singolo cavaliere 2.500 cavalieri e lo sforzo di un regno e con una forza del genio nel medioevo si conquista un regno perciò il barbarossa questa volta crede davvero di farcela gli alleati lombardi ricevono l'ordine anche l'oro di radunare le loro forze e prepararsi attendere l'imperatore quando ci saremo riuniti l'esercito tedesco che scende attraverso le montagne l'esercito italiano che si raduna nella pianura quando ci saremmo riuniti marceremo su milano e naturalmente si viene a sapere che l'imperatore sta radunando l'esercito più grande
che si sia mai visto è l'imperatore arriva arriva arriva a como ha passato le montagne ricordate carducci il parlamento sta federico imperatore in como ecco quando federico imperatore arrivato a como con i suoi 2500 cavalieri tedeschi a milano bisogna decidere cosa fare c'è un certo panico ogni città comincia a pensare ai propri interessi alla propria difesa e a milano a milano si trovano più o meno soli l'imperatore a como i suoi alleati italiani sono radunati a pavia bisogna immaginare come dire la carta geografica di queste zone per capire la battaglia di legnano a bisogna capire
cosa stava succedendo perché ogni battaglia e naturalmente ha uno scopo ha un motivo le battaglie raramente avvengono per caso le battaglie sono quei momenti in cui una guerra prende una certa direzione e vengono combattute con uno scopo lo scopo del barbarossa arrivato a como era di continuare verso sud e arrivare a pavia e unirsi con i suoi fedeli italiani scopo dei milanesi e di impedirglielo e per impedirglielo bisogna uscire e sbarrargli la strada perciò l'esercito milanese si arma ed esce e va a sbarrare la grande strada che scende da como verso pavia cos'è l'esercito milanese
l'abbiamo detto quello tedesco è formato di cavalieri certo ci sono sempre anche dei fanti a piedi e non l'ho neanche menzionati perché i cronisti dell'epoca gli danno pochissima importanza in realtà 2.500 cavalieri hanno i loro servitori loro domestici ci sono contingenti di fanti reclutati nelle città tedesche questi combattenti a piedi contano poco servono per mettere in piedi gli accampamenti per gestire i rifornimenti ma le battaglie le vincono i cavalieri e quindi anche i milanesi naturalmente hanno i loro cavalieri ogni città italiana a un contingente di nobili signori che assomigliano abbastanza ai nobili signori tedeschi e
che quindi sono abituati a combattere a cavallo in armatura non sono molti i tedeschi hanno molti di più però in ogni città italiana ci sono anche tanti nuovi ricchi c'è tanta gente che ha fatto i soldi con i traffici col commercio con gli appalti col prestito a usura e quelli che hanno fatto i soldi vogliono essere signori anche loro e quindi così come si costruiscono in città palazzi e torri allo stesso modo si comprano i cavalli e le armi e provano a imparare a usarli o insegnano ai loro figli da ragazzi a usarli quindi in
realtà milano può mettere in campo una grossa cavalleria che è formata soprattutto da gente che ha fatto i soldi e che si sta come dire sta facendo le prove generali per diventare nobili ma non sono solo loro che formano l'esercito perché se i comuni italiani hanno una superiorità sugli altri paesi d'europa anche nei comuni italiani ogni cittadino si considera obbligato a combattere in difesa della città e quindi al seguito della cavalleria milanese esce da milano praticamente tutta la cittadinanza praticamente ogni maschio adulto capace di portare le armi esce con l'esercito che va a sbarrare la
strada all'imperatore questi a piedi ovviamente non sono coperti di ferro hanno scudi di legno picche al massimo un elmo sono tanti però non sono dei combattenti di professione solo artigiani mercanti poveretti domestici garzoni lavoratori di tutti i tipi non sono professionisti però sono tanti e in quel po di allenamento che hanno fatto in vita loro hanno imparato soprattutto a stare tutti insieme tutti ammassati tutti serrati perchè l'unico modo in cui i fanti possono resistere su un campo di battaglia quando la cavalleri e nemica ti carica e poi i milanesi hanno anche con sé qualcosa che
ha un valore non militare ma simbolico il carroccio da molto tempo quando milano va in guerra si porta dietro questo che è diventato il simbolo della città di milano sul campo di battaglia è un banalissimo carro agricolo a volte negli affreschi dell'ottocento lo si vede immenso pieno di gente sopra non è così è un carro un grosso carro tirato da buoi dipinto a colori vivaci bianco e rosso sono i colori di milano e sopra sopra c'è un grande stendardo con lo scudo di milano la croce rossa in campo bianco a cosa serve il carroccio serve
come tutti gli stendardi le bandiere sul campo di battaglia la cavalleria tedesca che sta scendendo con l'imperatore organizzata in contingenti ogni principe ogni conte oi vescovo ai suoi cavalieri e il suo stendardo ogni compagnia di fanti che esce da milano a uno stendardo quello probabilmente del suo portiere della sua parrocchia gli stendardi in battaglia servono perché perché nel caos nel disordine nella polvere non si vede più niente e tutti i momenti un uomo vuol sapere dov'è e dove sono i suoi amici basta alzare lo sguardo dove c'è lo stendardo del tuo gruppo lì ci sono
i tuoi capi e i tuoi amici è fondamentale perché i combattenti abbiano voglia di andare avanti quando uno stendardo cade sparisce viene preso dal nemico tutti quelli che si radunavano sotto quello stendardo non sanno più dove andare e in genere scappano si arrendono ebbene lo stendardo montato sul carroccio è più grande di tutti e il centro dell'esercito milanese in qualunque momento un combattente milanese che non sa più dove e non sa più dove andare deve cercare con lo sguardo il carroccio e quando lo vede sa dove andare e dunque questo è l'esercito che esce da
milano e che il 29 maggio viene a sapere che il nemico sta arrivando quel 29 maggio esercito milanese e a legnano lì si può sbarrare la strada al nemico e quel giorno la cavalleria mandata in esplorazione avverte che il nemico sta davvero arrivando e a questo punto bisogna decidere davvero la vogliamo questa battaglia perché dovrebbero esitare abbiamo detto che sono usciti da milano ragion veduta con uno scopo preciso bisogna impedire che i tedeschi si riuniscano ai loro alleati italiani a pavia altrimenti è la fine però quando tu sai che a battaglia a questo punto sarà
oggi perché se restiamo qua la battaglia è inevitabile ebbene un uomo del medioevo aveva un ultimo ripensamento nel caso dei milanesi anzi due ripensamenti il primo è questo stiamo per dare battaglia al nostro re e certo sono tanti anni che siamo ribelli contro di lui ci sono stati già se di distruzioni e cd ma una battaglia in campo aperto non c'è mai stata una battaglia in campo aperto vuol dire che noi qui a viso aperto stiamo sfidando il nostro re e lo potremmo anche uccidere in questa battaglia è la cosa più grave che un uomo
possa fare e allora qualcuno probabilmente sta pensando forse sarebbe meglio tornare indietro e c'è anche un altro motivo di questo comune non soltanto ai milanesi che si stanno ribellando contro il loro re ma comune a qualunque uomo del medioevo la guerra la guerra è una cosa che si fa spesso facilmente dura poco a volte ci si diverte anche la guerra vuol dire saccheggiare ma la battaglia battaglia un'altra cosa la battaglia vuol dire che tutte le nostre energie tutte quelle del nemico si trovano di fronte qui ora oggi ed io ci guarda loro credono tutti in
dio dio ci guarda e dio uccide e dio farà vincere quelli che hanno ragione la battaglia è un giudizio di dio è il momento in cui in poche ore si può risolvere una guerra che è durata anni e allora per affrontare il giudizio di dio devi essere molto sicuro che hai davvero ragione tu per questo che nel medioevo in realtà di battaglia non sono e combattono molte si cerca di fare la guerra evitandolo alla battaglia chi ha il coraggio di dire sì sono sicuro i milanesi però decidono di restare e l'arrivo del nemico scatena la
battaglia la battaglia comincia con la cavalleria per forza anche milanesi pensano che la cavalleria sia la cosa decisiva i fanti i fanti sono ammassati in tono al carroccio e aspettano la cavalleria parte alla carica contro quella tedesca e il combattimento di cavalleria login con i tedeschi lo vincono rapidamente loro sono tutti professionisti nobili che fanno quello di mestiere non sanno fare molto altro ma combattere a cavallo carichi di ferro lo sanno fare molto bene la cavalleria milanese è fatta in gran parte di non professionisti di gente che magari il cavallo ha comprato da poco viene
sbaragliata e messa in fuga e a questo punto per come vanno le cose di solito nella guerra di quell'epoca l'imperatore barbarossa può dire ho vinto la battaglia rimane soltanto da spazzar via questa marmaglia a piedi e la cavalleria tedesca carica la fanteria milanese ammassata attorno al carroccio e a questo punto dobbiamo immaginare cosa succede i fanti milanesi migliaia ammassati gomito a gomito sono lì e davanti a loro a qualche centinaio di metri c'è la cavalleria nemica e la cavalleria comincia a venire avanti al passo poi al trotto poi al galoppo e i fanti sono tutti
lì con le loro picche puntate in avanti col fondo della picca piantato nel terreno con lo scudo piantato nel terreno davanti tutti ammassati lì ad aspettare l'urto e la tentazione in tutti loro è la stessa mollo tutto e scappo perché dovrei stare qui ad aspettare la tentazione di mollare tutto e scappare in quei pochi minuti quando vedi la cavalleria nemica che comincia ad avvicinarsi al passo e sai che fra poco accelera e quando accelera il terreno comincia a tremare perché sono anche solo al primo scontro centinaia di cavalieri coperti di ferro montati su cavalli enormi
che galoppano verso di te la terra trema e la tentazione di buttar via tutto e scappare guai se si cede alla tentazione perché se scappa 1 scappano tutti e se scappano tutti la cavalleria e gli arriva addosso e li fate sì l'unica speranza di sopravvivere e restare lì e i fanti restano lì i tedeschi caricano e investono questa massa di fanti e i fanti tengono duro e quando la carica sia esaurita la battaglia alla battaglia si riapre perché la cavalleria la sua forza d'urto sta tutta nella prima cari se la prima carica non mette in
rotta il nemico a questo punto si comincia a combattere i cavalieri avranno spezzato le lance nell'urto e tirano fuori la spada e si comincia a combattere gli uomini a piedi sono tanti e i cavalieri sono pochi in mezzo a loro c'è anche il loro imperatore federico e in mezzo alla mischia perché in quest'epoca ore non si può permettere di comandare da lontano vorrei se vuole farsi rispettare dai suoi uomini deve far vedere che è coraggioso quanto loro e perciò deve essere lì in mezzo a loro con la spada in pugno e questa battaglia non si
sa come andrà a finire e anzi a un certo punto si vede che sta andando a finire in un modo imprevisto perché i fanti milanesi adesso che hanno tenuto duro e hanno respinto la carica hanno preso coraggio e si accorgono che loro sono tanti tanti di più dei nemici e cominciano a prevalere e quando un cavaliere tedesco al cavallo ammazzato sotto non ha più molta speranza gli va bene se riesce a cavarsela a scappare e anche all'imperatore ammazzano il cavallo finisce per terra anche lui poi i suoi lo tirano su e lo portano via e
a questo punto non c'è più niente da fare gli stendardi della cavalleria tedesca cadono uno dopo l'altro cominciano a rinculare non si sa più dove sia l'imperatore a questo punto nessuno più voglia di continuare i tedeschi scappano e gli italiani inseguono e prendono i bagagli dell'imperatore le sue casse i suoi oggetti per un po si spera addirittura che l'imperatore sia rimasto fra i morti poi tocca a rendersi era la verità non è morto si è salvato ma il suo esercito è in rotta gli italiani hanno vinto e questa vittoria viene come dire sfruttata dai milanesi
perché io ho detto gli italiani finora ma sono solo i milanesi però il loro colpo di genio e di presentare questa vittoria come una vittoria degli italiani all'indomani della vittoria i milanesi scrivono una lettera aperta al papa in cui lo informano che hanno vinto questa grande battaglia hanno sconfitto l'imperatore hanno preso la corona lo scettro la bandiera dell imperatore si sono impadroniti del suo tesoro e tutto questo dicono i milanesi vogliamo dividerlo con il signor papa e con tutti gli italiani a questo colpo di genio propagandistico alla battaglia di legnano diventa definitivamente un momento decisivo
della storia non di milano ma d'italia ed è davvero un momento decisivo è uno di quei casi in cui una battaglia mette fine a una guerra che durava da decenni perché il barbarossa se fosse per lui continuerebbe ma i principi e i vescovi tedeschi e i cavalieri tedeschi ne hanno abbastanza queste spedizioni in italia costano un sacco di soldi e sono diventate pericolose non vale la pena di continuare e senza l'appoggio dei suoi vassalli e del suo clero un sovrano dell'epoca non può fare niente perciò la guerra continua in teoria ancora per qualche anno ma
in realtà si sta negoziando si è fatta una tregua e dopo qualche anno di negoziati si stipula la pace sono passati sette anni della battaglia di legnano nel 1183 l'imperatore ai comuni italiani firmano la pace di costanza e nella pace di costanza l'imperatore dice una cosa fondamentale io concedo alle città della lega i pieni poteri ogni città sul suo territorio è autorizzata a esercitare i pieni poteri ea governare con gli stessi poteri che avrei io si mantiene la finzione per cui l'imperatore continua a essere alla testa di tutto il regno d'italia continua a esistere gli
imperatori continueranno ancora per secoli a cercare di intromettersi nelle cose italiane nessuno nemmeno i milanesi può pensare una cosa così moderna come abolire il regno d'italia abolire l'imperatore ma ogni città d'ora in poi è sovrana sul suo territorio ed è autorizzata per legge a comportarsi come uno stato sovrano pieni poteri vuol dire poter fare la guerra pieni poteri vuol dire poter stabilire delle leggi le città cominciano a legiferare pieni poteri vuol dire poter battere moneta in pratica ogni comune italiano è diventato uno stato indipendente la battaglia di legnano ha davvero cambiato la storia di