[Musica] Bentrovati anche questa sera al prato degli scrigni di quale ci propone un'altra parola racchiusa in un altro Scrigno la parola di questa sera è peiras e ateiron che in realtà non sono due parole ma una parola unica peras e aperon con l'Alfa privativo che conosciamo già che leva il significato alla parola precedente lo traduciamo in italiano con limite peras e illimitato ateiron sono due parole le prendiamo insieme e vediamo perché sono due parole estremamente importanti per la cultura e la filosofia greche vediamo un po' In quale contesto e a cosa servono queste parole Qual
è l'espressione cui si riferiscono il significato che esse esprimono [Musica] cominciamo senz'altro dalla parola ateiron quindi la seconda parola l'illimitato è una concetto che abbiamo già trovato espresso per esempio nella Teogonia di Esiodo quando parlavamo di caos in relazione alla coppia caos Cosmos quindi ordine mancanza di ordine mancanza di ordine e ordine l'illimitato ciò che non ha limite più che dare dei contenuti specifici a questa parola adesso così come alla parola limite mi piaceva cercare di capire il funzionamento di queste parole e dei relativi dei relativi concetti quindi in qualche modo formalizzandole certo guardandole all'interno
degli autori in cui questa espressione compaiono ma senza fissarci troppo sui contenuti il concetto di senza limite è un concetto estremamente importante perché da questo concetto la filosofia nascente in quel particolare momento di passaggio dal mito al logos fa derivare l'universo Il cosmo lo abbiamo già visto per esempio in alcune delle cosmologie filosofiche delle origini Anassimandro per citarne uno il secondo dei grandi maestri della scuola di Mileto per Anassimandro per esempio il l'arché il principio di tutte le cose ciò che fa sì che le cose siano quelle che sono è precisamente la parola è sua
sembra che sia sua e questo perché è precisamente la peiron leggiamo nel nella testimonianza Di Simplicio queste parole riferite all'arte di Anassimandro il principio il principio di tutte le cose non è né l'acqua né come invece voleva Talete il principio non è né l'acqua né un altro dei cosiddetti elementi quindi aria fuoco terra ma un'altra natura infinita in greco c'è a Peyron dalla quale tutti i cieli provengono e i mondi che in essi esistono Che cos'è questo apeiron questa natura infinita questo senza limite per Anassimandro e una mescolanza originaria però intendiamoci mescolanza non nel senso
che io prendo tanti elementi li mescolo tutti assieme come in un minestrone e il minestrone è minestrone Cioè è un è una accozzaglia di verdure dove ciascuna verdura però mantiene la sua identità la carota e carota la patata e patata la cipolla e cipolla No non è questo l'ape Iron di Anassimandro è una mescolanza Nel senso che all'origine più che un minestrone c'è una vellutata passatemi queste metafore culinarie Cioè non c'è ancora nulla di distinto di definito Ecco perché sarebbe meglio tradurre a Peyron con indefinito non limitato nel senso di ciò che non è ancora
delle definizioni dei Confini nella vellutata la carota non è ancora carota la patata non è ancora patata la cipolla non è ancora cipolla Facciamo finta che dalla vellutata vengano poi fuori la carota la patata e la cipolla questo infinito nel senso di indefinito sta all'origine della formazione dell'universo è il suo principio perché come è possibile che da una cosa che non ha nessuna forma avevamo parlato di materia in forme in un video precedente materia amorfa come possibile che da ciò che non ha forma da ciò che non ha limite da ciò che non ha confine
venga fuori il nostro universo il nostro Cosmos cioè il nostro ordine è possibile per via di un eterno movimento che poco per volta separa separa gli opposti nel momento stesso in cui li genera come opposti Quindi è un movimento che muovendosi da forma all'informe dal limite all'illimitato perché richiamarsi con Anassimandro a questo aperona questo illimitato E beh per via di una necessità di tipo ancora in parte mitologico ma già molto più razionale e speculativo cioè spiegare la grande formazione di tutti gli enti del mondo ciascuno con la sua forma con i suoi limiti con i
suoi confini a partire da un unico principio per esempio se prendiamo l'acqua di Talete non si capisce come dall'acqua possa venir fuori ciò che acqua non è mentre nell'ottica di Anassimandro si capisce da come Possono venir fuori l'acqua l'aria la terra il fuoco tutto ciò che ha forma da ciò che non ha forma da ciò che non ha limite proprio perché è illimitato nel senso di indefinito l'arché può generare tutto ciò che invece ha limite e forma dicendo questo siamo anche impercettibilmente passati a parlare del limite del Piras l'importanza di questo concetto del limite importantissimo
per lo spirito greco e avere la corretta precisa misura degli enti del mondo da dove comincia una cosa dove finisce quella medesima cosa il fatto che le cose per essere cose per essere enti per essere gestibili misurabili anche concettualmente oltre che praticamente debbano avere dei limiti dei Confini questi limiti Sono esattamente ciò che determina una cosa essere quella che è e non un'altra cosa Quindi in realtà qui quando parliamo di archeccio è ciò che fa sì che le cose siano quelle che sono parliamo Sì di una provenienza da una dimensione illimitata indefinita ma a patto
che questa questo il limite questa in definizione venga poi circoscritta e definita dal limite ora al di là di Anassimandro possiamo prendere per esempio Pitagora Empedocle e gli altri rappresentanti della scuola fisica pluralista del filosofia greca Ebbene in tutti questi personaggi all'interno del loro archè che è diverso di volta in volta c'è sempre una dimensione di indefinitezza di illimitatezza che viene elaborata viene circoscritta da dal limite prendiamo per esempio la scuola pitagorica di cui arché come sappiamo è il numero a cui dedicheremo un un video successivo Ben inteso non il numero 2 il numero 4
il numero 7 il numero 10 ma il concetto di numero il fatto che il numero sia numero ora Che cos'è il numero all'interno di questo ambito Ne parleremo in un prossimo video chiaramente ma una cosa possiamo già dirla in relazione al nostro argomento di questa sera cioè limite e illimitato il numero come concetto di numero ripeto quindi nome il numero uno il numero 3 il numero 7 ma il concetto di numero è un insieme di due cose di due parti di due elementi per la scuola pitagorica questi due elementi sono il pari e il dispari
ovvio che il numero 2 è pari e non è dispari e il numero 7 è dispari e non è pari Ma ripeto Qui stiamo parlando del concetto di numero e il concetto perdiamo pure il numero 2 se ci piace se aggiungiamo una unità diventa il numero 3 cioè da Pari diventa dispari e poi di nuovo da dispari torna a pari quindi nel concetto di numero c'è questo movimento continuo della trasformazione del pari in dispari e del dispari impari Ebbene questi due elementi che sono presenti all'interno stesso del numero del concetto di numero della realtà di
numero sono definiti l'elemento illimitato e l'elemento del limite che limita quindi è limitante che limita l'illimitato leggiamo per esempio in Filolao la natura del cosmo è composta di elementi illimitati e di elementi limitati sia Il cosmo nel suo insieme che tutte le sue parti ora per i pitagorici Il cosmo è numero quindi dire che la natura del Cosmo è composta di elementi illimitati e di elementi limitati significa dire che il suo archeccio è il numero è composto di elementi limitati illimitati e di elementi limitati il pari e il dispari questa precisazione è estremamente importante perché
sembra proprio che la scuola pitagorica sia sensibile all'aspetto della indefinizione della illimitatezza e sia sensibile altresì al fatto che questo elemento l'indefinizione l'illimitatezza debba però essere limitato quindi il pari debba essere limitato dal dispari per generare quello che Filolao Chiama Il cosmo cioè l'ordine da questo punto di vista il Cosmos cioè l'ordine che cos'è è l'insieme di un caos il limite l'infinito nel senso di indefinito e di un limite che circoscrive questo caos questo indefinito originario ancora potremmo fare riferimento ad Empedocle una volta di più come abbiamo già fatto in video precedenti cioè la visione
di Empedocle le 4 radici acqua Aria Terra e Fuoco che si compongono si attraggono e si respingono in virtù delle due forze cosmiche che sono l'odio e l'amore bene anche in Empedocle esiste questa dimensione della limitatezza della indefinizione dove quando all'inizio e a metà del processo cosmico prevale l'amore e non c'è odio oppure prevare l'odio e non c'è l'amore quando prevale l'amore e vedo che lo chiama lo sfero cioè questa unità perfetta assolutamente armonica in cui tutte e quattro le radici sono così meravigliosamente unite tra di loro che non è possibile distinguere nulla l'indistinzione della
perfezione è una specie di apeiron e una specie di indefinito perché lì dentro non è possibile tracciare confini non è possibile tracciare limiti non nel senso che le quattro radici acqua Ariete e fuoco perdano la loro identità l'acqua rimane acqua l'aria rimane L'aria eccetera eccetera ma la loro combinazione così stretta e così perfette così divinamente autosufficiente che Non riusciremmo a dire dove comincia luna e dove finisce l'altra o dove finisce l'una Dove comincia l'altra allo stesso modo all'altro opposto quando prevale l'odio senza alcun tipo di aggregazione Beh lì abbiamo la dispersione massima Cioè abbiamo il
ritorno al caos laddove non è possibile distinguere alcun ordine alcun Cosmos perché non c'è per via dell'odio che tutto distrugge e quindi in quella situazione lì non abbiamo la possibilità di tracciare limiti di tracciare confini di vivere Gli enti del mondo nella loro definizione nella loro circoscrizione all'interno dei loro limiti Ecco quindi al di là dei contenuti adesso al di là degli esempi che ho fatto questi due concetti di limite e di illimitato concorrono entrambi come elementi intrinseci a far funzionare l'arché il principio di tutte le cose che quindi come capite non è affatto un
Arche semplice è un arché che al suo interno Alberga un dinamismo una dialettica un indefinito che deve essere limitato dal concetto di limite quale che poi sia il contenuto che diamo a queste parole testimonianze importanti in un'epoca in cui ormai la filosofia della Fi della Natura dei fisici fisiologi hanno fatto il loro tempo ed è l'epoca di Platone l'epoca di Aristotele l'epoca in cui la filosofia ha già maturato un percorso abbandonando una strada e aprendone altre bene una testimonianza importante di questa tematica che rimane e rimane e rimarrà a lungo fino ai giorni nostri direi
sia in Platone per esempio in un dialogo che è il filebo laddove Platone scrive gli antichi che erano superiori a noi e risiedevano più vicini agli dei ci trasmisero questa rivelazione sentiamo un po' qual è questa rivelazione che ciò di cui si dice sempre che è cioè ciò che è eternamente l'arca di tutte le cose ciò che rimane e non muta e bene è costituito di uno e di molti cioè di una di una unità e di una molteplicità e ha connaturati in se stesso Questo archè questo principio questo questo ciò che è sempre rimane
uguale e ha connaturati in se stesso limite e illimitatezza quindi ancora Platone nel filebo riconosce non solo riconosce Ma addirittura per Platone Platone delfilebo il peras il limite e l'apeiron l'illimitato rappresentano i generi supremi della realtà dell'essere della Costituzione ontologica e metafisica del mondo e dell'universo [Musica] discorso astratto questo discorso evanescente fumoso Ma mica puoi tanto Naturalmente la filosofia parla in maniera formalizzata anche in maniera formalizzata l'impressione di astrattezza e di fumosità probabilmente può derivare da questa formazzazione del linguaggio ma ma noi non facciamo fatica a tradurre con parole nostre più concrete o con problematiche
più attuali questo discorso sul limite e sulla illimitatezza lo hanno già fatto I filosofi successivi per esempio il riferimento è quasi d'obbligo a Friedrich Nietzsche laddove nella nascita della tragedia ma anche nelle opere giovanili parla di apollineo e dionisiaco Ecco Se volessimo dare un simbolo un simbolo mitologico lo spirito greco a questi due concetti a queste due parole per apeiron Allora diremmo che pera si limite È il Dio Apollo il dio della forma della bella forma per dirla con Nietzsche il dio delle del limite della Armonia della proporzione del Cosmos il dio dell'Ape Iron è
invece Dioniso il dio terribile il Dio che proviene dalla traccia che proviene dall'Oriente il Dio che porta scompiglio l'ebbrezza L'estasi ma anche la distruzione il diasparagos dionisiaco cioè lo smembramento il l'allontanamento delle dei Confini e dei limiti dal loro ordine naturale la pollina e il dionisiaco il Nietzsche sarebbero le due grandi anime di tutto quanto lo spirito Greco quello filosofico e quello tragico cioè la tragedia greca ma Nietzsche legge la presenza di un elemento tragico all'interno stesso della filosofia e sarebbe precisamente questa lotta continua infinita eterna tra il limite e l'illimitato tra il caos e
il Cosmos detto così È già un po' meno fumoso ma rendiamolo ancora meno fumoso cioè più concreto per la nostra esistenza e la nostra attualità che dire per esempio della della nostra stessa esistenza della nostra vita in quanto esistenza vissuta da noi personalmente Non è forse vero che all'interno della nostra dimensione esistenziale esistono potenti dei conflitti che sono conflitti tra un fondo oscuro la psicanalisi lo chiamerebbe l'inconscio e il tentativo sempre risorgente e mai definitivo di mettere ordine di rendere vivibile queste potenze Oscure all'interno di noi stessi dei nostri rapporti con noi stessi e con
gli altri dare limiti non nel senso di castrare di frustrare Ma nel senso di rendere rendere vivibili dare forma a ciò che forma non ha vi faccio un altro esempio che tra l'altro è un esempio che richiama ancora una volta Nietzsche Ma che cos'è l'arte l'arte e dare forma ad un impulso antico nascosto la chiamiamo ispirazione la chiamiamo creatività ma è una cosa terribilmente difficile da afferrare da definire difficile da parlarne in se stessa e un impulso oscuro nella più parte dei casi caotico apeiron illimitato a cui l'arte attraverso le sue tecniche attraverso la sua
capacità costruttiva e formativa da forma rende contemplabile tutta l'estetica da Schopenhauer Alice Questo filone dell'estetica cioè dare forma alla forza laddove la forma è il limite e la forza e l'impulso caotico illimitato l'ape Iron dell'origine che alberghiamo dentro di noi Ecco ancora una volta registriamo questa mossa fondamentale della filosofia greca al suo stato nascente in fondo potremmo anche dire così perché la filosofia Beh una spinta esistenziale in questa direzione che poi viene formalizzata a livello di Concetto ma rimane spinta esistenziale il buio l'informe caotico del fondo della nostra esistenza che deve essere in qualche modo
reso vivibile ed è un grande gesto di amore nei confronti di noi stessi e del cosmo in cui viviamo [Musica] questa sera abbiamo imparato un'altra cosa dal nostro palato degli scrigni con la parola peras e diciamo anche apero e cioè che il nostro Prato degli scrigni non è qualcosa di dato una volta per sempre di fisso e distabile è un organismo vivente al suo interno dialettico fatto di spinte e di controspinte il buio in forme dei rizomi e delle radici che lavorano l'elementoctonio l'elemento caotico da un lato e il la presenza del limite che rende
produttivo questo elemento ateiron caotico ctonio lo porta alla luce in qualche modo lo trasforma in filosofia o in arte i nostri scrigni [Musica]