Empedocle è il primo dei cosiddetti filosofi pluralisti e in parte pre-socratica; sostiene che la materia sia eterna e immutabile, ma composta da più forme. Le forme della materia sono, per impulso, i quattro elementi che il filosofo chiamò anche "radici": l'acqua, l'aria, la terra e il fuoco. Queste radici si mescolano fra di loro, ma non mutano mai nella loro essenza e, per questo motivo, le cose nel mondo nascono, cambiano e muoiono quando le radici si separano.
Ma la materia, di per sé, rimane eterna. Secondo Empedocle, questa composizione e scomposizione delle cose avviene perché sulla materia agiscono due forze in contrapposizione fra di loro: Eros e Thanatos, ovvero l'amore e l'odio. Eros fa sì che le cose si uniscano; Thanatos, invece, fa sì che le cose si disuniscano.
La lotta fra Eros e Thanatos è eterna, tale da generare un ciclo cosmico costante. Questo ciclo è composto da quattro momenti: nella prima fase abbiamo il dominio dell'amore, dunque esiste solo il puro ordine e, di conseguenza, non c'è vita perché tutto è unito. Nella seconda fase abbiamo le due forze, amore e odio, che lottano fra di loro alla pari; l'entrata di Thanatos rispetto allo stato precedente permette proprio la separazione degli elementi, da cui prende forma la vita della natura così come la conosciamo.
In una terza fase, invece, vediamo il dominio di Thanatos, per cui tutto è disunito e, dunque, regna il caos e non esiste la vita. Abbiamo poi una quarta fase in cui torna l'amore: le due forze riprendono a lottare; l'amore torna a contrastare l'odio e, solo dopo questo contrasto, riprende il ciclo cosmico, che ricomincia da capo. Un'ultima riflessione di Empedocle, legata al funzionamento della materia, riguarda poi la conoscenza.
Con Empedocle, la filosofia inizia l'indagine epistemologica, ovvero la ricerca su come si sviluppa il processo della conoscenza scientifica. Per questo motivo, l'epistemologia è una branca della zoologia, ovvero di quel ramo della filosofia che studia i meccanismi della conoscenza. Secondo Empedocle, la conoscenza nasce dal contatto fra elementi simili.
Infatti, gli elementi girano fra di loro e, quando questi si incontrano, il simile riconosce il simile. Per farla più semplice: dal momento che l'uomo è composto di quattro elementi, può riconoscere attraverso i sensi gli eventi esterni, perché questi incontrano in lui elementi simili. L'importanza di questa rappresentazione sarà il fatto che Empedocle afferma che i nostri sensi non ci ingannano nella conoscenza, in quanto riconoscono nella realtà esterna elementi effettivamente reali.