Ciao a tutti, eccoci qua in questo 22º video. Ho deciso di dedicare un contenuto apposito anche alle tic che rappresentano anche queste una parte della prova scritta per il concorso docenti. Eh, ci sono cinque domande previste su questi argomenti alla prova scritta e eh finora non ho mai toccato questo questo ramo, diciamo così. perché l'ho sempre ritenuto abbastanza basilare, perlomeno per gli insegnanti Che hanno una media discreta eh conoscenza di quelli che sono gli applicativi che si utilizzano in classe, però mi è stato richiesto e ovviamente per poter rendere più completa l'offerta formativa di questo
corso, ho deciso di accontentarvi. Il file che trovate nella cartella dei materiali aggiuntivi adesso è completo anche di queste slide. Allora, partiamo dal sigla TIC, tecnologie dell'informazione e della Comunicazione. Quindi non parliamo di informatica semplice, ma dell'applicazione delle tecnologie alla didattica. Per cui vedete le due dimensioni che sono evidenziate sono quelle dell'informazione e della comunicazione, per cui si andranno ad analizzare tutte quelle tecnologie, tutti quegli applicativi che a livelli diversi consentono di accedere all'informazione e di comunicare con gli altri. La comunicazione non è una comunicazione fine a se stessa molto spesso, ma ha eh uno
scopo didattico o comunque è inserita in una cornice che è progettata ad hoc dall'insegnante. Quando parliamo di tecnologie per l'informazione e la comunicazione, ci riferiamo ad applicativi che siano software o che siano hardware, che permettono di accedere da una parte ad un'informazione e dall'altra di comunicare con gli altri. Quindi abbiamo A partire da eh le prime epoche della tecnologia abbiamo avuto i CD ROM che adesso sono praticamente scomparsi nei portatili di nuove generazioni. non esiste neanche più il lettore per i CD ROM, le enciclopedie multimediali, quindi tutto ciò che non richiedeva un accesso a internet
e poi invece un accesso all'informazione con i vari motori di ricerca che è diventato sicuramente da una parte più attivo e dall'altra più immediato. D'altro canto, tutto l'accesso all'informazione che è portato da internet è un accesso in cui non c'è una selezione alla base, intendiamoci una cosa, è inserire un CD e trovarci all'interno i contenuti di un'enciclopedia che sono già stati catalogati, già stati filtrati. Un'altra cosa è accedere all'informazione tramite un motore di ricerca che ti riporta in un secondo la vastità di tutto lo scibile umano che è Disponibile. Quindi anche qui sicuramente da una
parte vantaggi, dall'altra svantaggi o comunque dolori di un accesso a internet che richiede una certa un etichette, si chiama termine specifico che vedremo più avanti. e poi la comunicazione con gli altri. L'utilizzo delle tecnologie per l'informazione nella comunicazione con gli altri è strettamente legato alle metodologie che abbiamo già visto e a quello che viene inteso come Apprendimento significativo. una comunicazione che attraverso le tecnologie può essere sincrona o asincrona, per cui abbiamo tutte le varie possibilità, dalle chat ai forum, alla posta elettronica, tutto ciò che di fatto tramite internet abbatte qualsiasi limite spazio temporale e eh
ed è una condivisione, una comunicazione con gli altri che è volta al allargare, ampliare le proprie conoscenze, allargare gli orizzonti Per giungere poi a una dimensione di apprendimento collaborativo ipoteticamente con chiunque nel mondo in qualsiasi momento della vita e della giornata. Qui vedete un piccolo schema con le competenze chiave con da una parte lo studente, dall'altra gli studenti, dall'altra il docente e le varie dimensioni su cui si può lavorare tramite le tecnologie per l'informazione e sicuramente Il docente e gli studenti possono essere avvicinati dalle tecnologie Per cui chiaramente ci sarà un gap generazionale tra chi
insegna e chi apprende. Da una parte deve esserci uno sforzo nell'utilizzo di tecnologie che magari per un docente non fanno parte del proprio eh bagaglio di studi e di qui ricordiamo sempre l'aggiornamento, la formazione continua. Dall'altra ci sono gli studenti che attraverso queste Tecnologie nelle nelle quali sono nati di fatto possono scoprire nuovi orizzonti e quindi eh utilizzarli in maniera più consapevole, più intelligente, più finalizzata. di contorno, ma non troppo di contorno, avete tutti i fattori che fanno parte delle cosiddette life skills, quindi eh le competenze che non sono valutabili, classificabili come afferenti ad un'unica
disciplina, ma che fanno parte della vita, quindi Valorizzazione delle differenze, competenza etica e prosciale, competenza metacognitiva e competenza emotiva. Come tutto questo passa dalle tecnologie adesso lo vedremo con calma. Guardate quegli insiemi, quei eh tre insiemi che avete a destra, abilitazione, compensazione, inclusione. Fondamentalmente è stato studiato più volte che l'utilizzo delle tecnologie è particolarmente efficace in un contesto di didattica inclusiva, Perché la tecnologia è di base una compensazione. La tecnologia rende più semplice l'interazione, la comunicazione, l'accesso all'informazione a chi dovesse avere una qualche difficoltà di qualunque tipo nel suo funzionamento. La tecnologia è in grado
di sfruttare ogni minima abilità posseduta da una persona e ed è in grado di cucirsi addosso a quella determinata ehm attività, quella determinata funzione Che si richiede, proprio perché un computer lo possiamo di fatto programmare come meglio ci aggrada. La tecnologia nasce come compensazione mh senza particolari problematiche, nel senso che di fatto è tecnologia perché sostituisce o rende più facile o rende più veloce o rende più agevole o rende più efficace una funzione che prima era umana. E quindi se io utilizzo le mappe concettuali eh digitali, perché mi è più Comodo averle in digitale e
così posso evitare di stampare, allo stesso modo una persona con un disturbo specifico dell'apprendimento le utilizza non solo per tutti i motivi per cui le utilizzo io, ma anche nel suo caso per compensare delle difficoltà di tipo strumentale. Ok? Quindi sono le tecnologie degli strumenti compensativi che devono essere sfruttati. Ok? Certamente sono costosi, certamente eh l'accesso a questi software, a questi Applicativi, apre un spesso anche un contenzioso a livello di eh spesa, a livello anche di trattamento privacy e di tutto quello che mano a mano vedremo e richiedono una mediazione dell'adulto a seconda del target
di età a cui ci rivolgiamo. C'è anche nell'attualità, insomma, in corso un grande dibattito sull'utilizzo delle tecnologie, sull'esposizione degli alunni al tecnologie dell'informazione. Quel che è certo è che non possono essere mai utilizzate senza la mediazione dell'adulto e soprattutto anche che diciamo spendono appieno la loro efficacia se sono calate in un contesto adeguato. utilizzare, io questo lo dico spesso nel corso che faccio poi per l'orale, per la lezione simulata, utilizzare una tecnologia per far vedere che la so usare così perché è più carino, non ha senso. Ok? A livello Didattico io devo sempre scegliere tecnologie
che abbiano una significatività nel contesto in cui le inserisco, dal punto di vista inclusivo, dal punto di vista eh dell'accessibilità, dal punto di vista delle relazioni. Tanti sono i vantaggi che mi può portare una tecnologia, ma devo sempre fare una scelta sensata per farla intervenire nel contesto didattico che sto costruendo, altrimenti è meglio lasciar perdere e rimanere Sull'analogico, riempire di di tecnologia, questo poi vale soprattutto per l'orale, insomma, ma solo e unicamente per far capire che io la so, che io le so usare non ha senso. Ok? La prassi didattica negli anni ha dimostrato che
le tecnologie facilitano l'approccio multimediale e multicanale. Abbiamo detto, ognuno di noi apprende tramite uno stile diverso, ha un canale prediletto e le tecnologie sicuramente eh sopperiscono bene a queste necessità. Mi riferisco, ad esempio, a chi ha uno stile più prettamente iconico, un'intelligenza prettamente visiva, ok? Ehm, permettono di essere anche esposti esposte le tecnologie a degli stimoli che non sono più solo necessariamente bidimensionali. Pensate al libro, ad aprire il libro da una prospettiva bidimensionale esterna. Pensate invece alle tecnologie che mi possono esporre, non lo so, al tour virtuale di un museo. Eh, a quel punto io
vengo circondato e Stimolato e motivato da una variabilità di eh fattori, da una varietà di stimoli che sarebbero impossibili da ricevere senza le tecnologie. Ok? Poi chiaramente il coinvolgimento è molto più attivo. Ripeto, soprattutto gli studenti al giorno d'oggi nati nel bel mezzo delle tecnologie, se se le vedono utilizzate a scuola si motivano sicuramente di più, oltre al fatto che scoprono veramente quanto possono essere utilizzate in modo critico, in modo Utile, sempre perché non è lo strumento il problema, ma è il modo in cui si usa. Ecco, dietro all'utilizzo delle tecnologie nella didattica c'è anche
una gran parte di etica e di metacognizione da insegnare. Cioè la prima cosa che io ti devo mostrare è che questi strumenti sono meravigliosi perché sono espressione della mente umana, ma che dipende sempre come le utilizzo perché possono avere un risvolto positivissimo quanto estremamente negativo. Noi non Possiamo scindere la parte tecnica delle tecnologie dalla parte etica. In quanto docenti dobbiamo sempre operare in questa dicotomia, cioè da una parte te le faccio usare, ti faccio capire com'è splendido lo stimolo a cui ti può esporre, non lo so, un visore di realtà aumentata. dall'altra però ti dico,
ok, bisogna bilanciare tutto questo con un utilizzo equilibrato, con un utilizzo etico e magari anche con una passeggiata all'aria aperta. Ok? Sicuramente ci dà la tecnologia una grande possibilità di adattamento a livello inclusivo, adattamento dei materiali, dei percorsi di apprendimento. Pensate alla semplificazione, anche solo la semplificazione grafica per un alunno che, per esempio, ha difficoltà nell'orientamento spaziale del foglio. Io adesso posso mettermi su Word e scegliere un carattere che non abbia fronzoli e fare il tutto con Un'interlinea maggiore, eh non avere sovraffollamento grafico, eccetera. Pensate quando questo non era possibile, come veniva inficiata la possibilità
di questi alunni di accedere ad un apprendimento per loro efficace. Ok? A proposito di tecnologie per l'informazione, due sono i termini da tenere eh presenti. Il primo è accessibilità, l'altro è usabilità. Sono entrambi i termini definiti a livello internazionale Proprio perché hanno una valenza anche e soprattutto a livello della didattica inclusiva e delle disabilità. Il termine accessibilità riguarda uno strumento qualunque, ma noi insomma soffermiamoci sulle tecnologie, uno strumento che sia un sito, un software, un computer o anche altri strumenti di uso quotidiano progettato e realizzato per essere utilizzato, fruito da una vasta gamma di utenti,
compresi quelli con disabilità. Anche i nostri cellulari, se andiamo Nella sezione informazioni, hanno nella sezione, scusate, impostazioni, hanno la voce accessibilità e alla voce accessibilità, per esempio, troviamo la sintesi vocale che può rendere utilizzabile, dico una cosa a caso, un iPhone da una persona non vedente o ipovedente. Ok? Eh, questo principio di accessibilità muove ad oggi, deve muovere per le linee guida che poi sono dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, anche chiunque sia una casa Produttrice di un PC, di un computer, di eh un assistente vocale come può essere Alexa, Google, eccetera. Ok? Poi abbiamo l'usabilità, il
grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d'uso. Questa è la definizione. L'usabilità è definita solo in relazione ad un utente, quindi quanto questa cosa è usabile per te che la vuoi sfruttare? Al fine di, non lo so, creare una presentazione PowerPoint. Quindi l'usabilità non è una caratteristica del del prodotto in sé, ma va sempre rapportata a l'utente che la utilizza. L'accessibilità invece è una caratteristica che può essere definita più universale. Torniamo alla questione delle tic e della condivisione. Dove
posso condividere contenuti e con chi? La condivisione mi può avvenire tra Studenti e quindi apprendimento collaborativo o tra docenti, scambio di informazioni, condivisione di materiali, condivisione di esperienze, progetti comuni, eccetera. Ehm, quando abbiamo parlato anche di legislazione o di pedagogia, abbiamo parlato di comunità di pratica, di come la scuola vada costruita insieme e le tecnologie possono dare una gran mano da questo punto di vista. Sappiamo, e qui ci infilo dei riferimenti che sono comunque importanti e che possono essere oggetto di domanda, che la condivisione dei materiali sensibili tra docenti deve avvenire solo con coloro che
sono nostri colleghi, ma non solo nostri colleghi, ma anche e soprattutto colleghi che siano autorizzati a prendere visione di quei contenuti. Ok? Quindi, per esempio, se io ho un pay di un alunno con disabilità della mia Classe e lo voglio far leggere alla mia collega Filomena che è in un'altra classe, non lo posso fare perché la mia collega Filomena di un'altra classe non ha nessuna ragione di servizio, nessuna ragione istituzionale per venire a conoscenza dei dati dell'alunno con disabilità della mia classe. Ok? Quindi attenzione alla condivisione da questo punto di vista. Altra questione che riguarda
la condivisione tra docenti è Attenzione a dove condividiamo i materiali. Tutte ormai le scuole sono dotate di una posta istituzionale, di canali istituzionali per eh condividere materiali che hanno dei filtri di sicurezza in più. Quindi utilizzate sempre e solo i canali istituzionali che sono comunque tracciati perché eh i trasferimenti di file o di dati avvengono sotto il dominio della scuola. Non utilizzate WhatsApp, non utilizzate Le mail personali e tutti quei canali che non siano istituzionalizzati perché le fughe di dati esistono, purtroppo, e anche la violazione della privacy esiste e dà delle punizioni molto severe. Giustamente
andiamo alla questione più ardua che è quella di internet. non si può staccare eh la conoscenza delle tic strumento di internet, eh perché chiaramente internet accelera l'accesso alle informazioni, ma come dicevo All'inizio, eh lo rende da una parte più ricco, dall'altra incredibilmente più complicato. E internet è un modo di comunicare, di socializzare e ed è un modo di sentirsi tutti abitanti del villaggio globale. la globalizzazione ci perbade, non possiamo far finta che non sia così. Ed è una comunicazione, l'abbiamo già detto prima, che può essere sincrona o asincrona. Cioè, io posso, per esempio, pubblicare un
post E lasciarlo lì a chi verrà, oppure posso intraprendere una chat con qualcuno e a quel punto ho una comunicazione sincrona, cioè nello stesso momento in cui io invio la persona riceve e legge ipoteticamente. Eccolo qua il termine chat. Il termine vuol dire chiacchierata ed è una comunicazione in tempo reale. Se facciamo un passo indietro, attorno al 2009 nascono le prime chat, c'era MSN, Per chi se lo dovesse ricordare. Ehm, poi ci sono state tutte le varie evoluzioni di chat legate ad altri social network, quindi eh Facebook, quindi poi la messaggistica istantanea di WhatsApp, eccetera.
è un collegamento a distanza sempre sincrono, però che può avvenire in modalità scritta ma anche in modalità audiov video. Poi abbiamo la modalità asincrona, quindi mail, la mailing list, le cosiddette le le Liste di discussione, no? Quindi, se io mi iscrivo alla la mailing list di un'azienda, nel momento in cui, non lo so, ci sarà l'uscita di un nuovo prodotto, riceverò la comunicazione o quando ci saranno i saldi riceverò il codice sconto, eccetera. Poi c'è il forum e il news Group Forum. Guardate, se vi se chi si dovesse ricordare eh tempo aetro c'era Google Ans,
eh scusate, Yahoo Answer, per esempio. Ok, questa sorta di forum Aperto in cui venivano fatte domande su tutto lo scibile umano. Poi andiamo avanti su m la questione che riguarda più strettamente internet, eh nel senso che internet mi può aiutare a creare delle comunità di apprendimento, comunità di apprendimento virtuali, per cui per esempio, posso pensare di fare dei gemellaggi tra classi di scuole diverse, di regioni diverse, addirittura Di parti del mondo diverse. Ok? In questo modo io annullo l'isolamento del gruppo o del singolo, entro nel pieno di quella che prima abbiamo definito eh globalizzazione e
faccio diventare l'apprendimento un'esperienza sociale, seppur virtuale. Ok? C'è una dimensione di socialità anche nel virtuale. Questi sono i cosiddetti progetti di didattica collaborativa che appunto si possono fare eh nello stesso istituto Con classi dello stesso istituto oppure ehm per la per alunni della stessa classe eccetera. Chiaramente l'aiuto, il confronto, il supporto reciproco che io posso stimolare attraverso le tecnologie dell'informazione non sarà mai l'aiuto il supporto reciproco di 2 3 4 5 o sei persone che si guardano in faccia e che hanno una vicinanza fisica tra di loro, ma sicuramente mi può aiutare la tecnologia eh
laddove ho una distanza Fisica importante, una barriera spaziale o temporale significativa. Questo perché? Perché io devo arrivare all'apprendimento collaborativo, al nessuno si salva da solo, al tutti abbiamo bisogno di qualcuno o aggiungete voi altre frasi che si sente dire che si sentono dire spesso. Questo è profondamente vero, cioè non esiste un apprendimento in cui sono io da solo al centro e nessun altro intorno a me, nessun altro può darmi aiuto. Anzi, Profondamente pericolose e anche impressionanti sono quelle classi in cui non c'è mai stato apprendimento collaborativo, non c'è abitudine al lavoro di gruppo, che quando
viene introdotto è abbastanza ostico, eh perché chi non ha mai lavorato con gli altri sicuramente fa fatica. Ok? Ehm però questo è necessario anche per sviluppare quelle famose live skills di cui dicevamo prima. Ok? anche quella competenza emotiva e perché no? La Tecnologia mi può aiutare. Ok? L'apprendimento collaborativo, lo sappiamo, affondano le sue radici nel costruttivismo sociale. Eh più sono eterogenei, più sono diversi, più sono lontani tra loro i componenti di una comunità, più sarà significativa la ricchezza che questi componenti condivideranno più il sapere che riusciranno a costruire. sarà vario, ok? E gli strumenti tecnologici
possono diventare veramente preziosi strumenti Per questo scopo, perché proprio alcuni sono concepiti nell'ottica della condivisione, della cooperazione. Attraverso le TIC si può realizzare un clima educativo che valorizza l'autonomia. Qui, attenzione, non bisogna prendere l'autonomia come concetto diametralmente opposto all'apprendimento collaborativo, perché lavorare in autonomia non vuol Dire lavorare isolati dal gruppo e avulsi dalla condivisione, ok? Anzi, la valorizzazione del singolo deve essere uno dei eh fattori principali dellaprendimento collaborativo e cooperativo. Cioè, io devo riuscire ovviamente in un mondo ideale, ovviamente non è semplice, ovviamente non riuscirò a farlo subito, ma devo riuscire a promuovere entrambe le
cose: la cooperazione e l'autonomia, La sinergia del gruppo e la valorizzazione del singolo. Le TIC mi possono aiutare perché come docente posso trovare nella multimedialità una dimensione in cui i miei alunni si sentano più motivati, una dimensione in cui anche semplicemente utilizzare, che ne so, Google Drive per la condivisione di un file e per scrivere contemporaneamente nello stesso sullo stesso documento, li possa far sentire Più uniti, più consapevoli. uno importante per il lavoro di tutti. Ok? Introdurre computer nella pratica didattica di solito, insomma, se viene fatto adeguatamente, suscita maggiore interesse e motivazione. Io vi spingerei
ad entrare in una classe e dire "Per la prima volta andiamo in aula informatica". Eh, diventerà un tripudio di sorrisi, gioia, festa e irrequietza. Chiaramente il computer è una macchina e la prima cosa da far capire è che il Computer non fa cose da solo. Nell'approccio al alla tecnologia di qualunque tipo essa sia, è bene far comprendere prima che quella tecnologia è concepita dall'uomo per rendere la sua vita più semplice e che quindi qualsiasi tecnologia è valevole nel momento in cui non si sostituisce all'uomo, ma richiede un intervento umano. Dal momento in cui sostituisce l'uomo
bisogna iniziare ad averne paura. Ok? Questo è fondamentalmente il primo passaggio, Cioè il computer, ok? È un mezzo con cui interagiamo che può essere utile a seconda di come viene usato. Ma perché? Perché sei sempre tu essere umano che ci metti del tuo. Dal momento in cui il computer prende il tuo posto, a quel punto bisogna iniziare a preoccuparsi. Ok? Quindi computer come facilitatore a livello pratico, come facilitatore relazionale, come amplificatore di conoscenze, come abbattitore di qualsiasi frontiera, spazio temporale, Ma teniamo sempre il limite del funziona perché lo utilizzo in un certo modo, funziona perché
io devo dare un mio contributo affinché la tecnologia mi porti allo scopo a cui voglio arrivare. quando non richiede più il mio intervento e io non devo fare più niente, a quel punto c'è il pericolo. E qui torno al discorso di prima, non possiamo portare la tecnologia a scuola avulsi dalla competenza etica che dobbiamo Instillare negli alunni di qualsiasi età essi siano. Non è mai troppo presto per iniziare a parlare di questi argomenti. Allora, iniziamo a parlare dei tipi di applicativi sostanzialmente. Allora, ci sono due categorie, computer assisted instruction e computer based training, ok? Sono
entrambi tipologie di programmi che servono a supportare l'insegnante o sostituire l'insegnante nel processo di apprendimento. Attenzione che quando Parlo di sostituire l'insegnante nel processo d'apprendimento mi riferisco solo ed esclusivamente al piano operativo, mai al piano relazionale. Ok? L'insegnante non è ad oggi sostituibile a 360° in tutte le sue competenze, per fortuna. Quindi da una parte abbiamo ehm dei software che sono più orientati, dicevo, sono entrambi tipologie di software che hanno una valenza di tipo eh didattico, ma tanto per farla Semplice, vi inviterei a memorizzarla così. Ehm, i Kai prevedono che sia il computer ad aiutarti
ad imparare, mentre i cosiddetti CBT, i computer vengono nei cosiddetti CBT, i computer vengono vengono utilizzati per addestrare al fare. Facciamo degli esempi, ok? I KAI sono dei software che ehm impostano il computer come strumento di supporto all'insegnamento, Dove non intendo sostituire il docente, ma rendere l'apprendimento più interattivo, più personalizzato, più motivante. Per esempio, non lo so, utilizzo per la lingua straniera duolingo, ok? Per cui mi rimane il docente che mi guida. Eh, ma il computer mi assicura una interazione, mi assicura un rinforzo, mi assicura che se dico la risposta, se scrivo la risposta giusta
viene fuori il Ticcino che sorride. Se dico la risposta sbagliata posso ritentare. È un supporto maggiore, sicuramente più accessibile. Un altro esempio può essere, non lo so, l'utilizzo di Geogebra, ok? per esercitare il calcolo, la geometria, la logica, tutto supporto all'insegnamento. Poi ci sono invece i software cosiddetti CBT che hanno meno un risvolto didattico, ma hanno più un risvolto formativo tecnico, quindi i software CBT Sono più ehm dei software che servono per formare chi forma, ok? Per esempio la formazione onine che si può svolgere sulle piattaforme indire Sofia, scuola futura, eccetera, che prevede tutti dei
percorsi strutturati con delle videolezioni, test intermedi, test finali, un certificato che viene rilasciato. Ok? Perché si tratta di CBT in questo caso? Perché stiamo parlando di ehm Applicativi o comunque software che porta che addestrano perché il computer in un corso su scuola futura, per esempio, sostituisce l'aula e guida il percorso in autonomia. Cioè, io lì non ho un tutor, faccio da solo, accedo alle risorse da solo, vado avanti da solo, faccio il test da solo, ho consapevolezza da solo se lo se ho passato il test e se posso proseguire, alla fine mi rilasciano un certificato.
E io in tutto questo non ho interagito Visivamente, sia in maniera sincrona che in maniera asincrona con nessuno, cioè mi sono fruita eh tutto il materiale da sola. Poi ci sono i vari, non lo so, a volte anche i corsi sulla sicurezza vengono svolti in questo modo. Ok? Quindi per ridirla in maniera così più immediata, nei KAI il computer entra nella lezione e collabora con il docente per rendere Quella lezione più motivante e più efficace. nei CBT il computer fa lezione da solo di fatto. Ok, questa è eh un po' la differenza a livello di
software invece che tipologie di software abbiamo? software esercitativo, software tutoriale. Allora, da una parte ehm abbiamo software che permettono di esercitarsi, sono tutti KAI, eh, questi due sono Tutti Kai, quindi per esempio argomenti sullo stesso argomento, si va avanti per livelli e ci si esercita in modo da essere sempre più padroni della situazione. Dall'altra parte invece il software tutoriale presenta delle informazioni, non lo so, dei video, delle spiegazioni che vengono somministrate. Per esempio, un video può essere riprodotto. Ok? Ehm questo serve a mostrare come una cosa Deve avvenire, mostrare che ne so, quali sono gli
animali del bosco oppure eh quali sono, non lo so, le figure geometriche solide. Il software tutoriale può essere semplicemente un video tutorial o un video didattico che si trova su YouTube, eccetera. Attraverso il software tutoriale io non mi esercito perché di fatto non è niente di attivo, ma posso fruire di informazioni che possono essere anche Compensate dal docente. Cioè io il video didattico mentre lo mostro in classe posso stopparlo ad un certo punto perché posso intervenire, posso aggiungere qualcosa, posso saltare dei pezzettini, successivamente posso integrare eccetera. Ok? Allora, ehm, dopodiché abbiamo un altro tipo di,
ehm, software, hanno sempre dei nomi inglesi perché tipicamente nascono nelle aree anglosassone oppure negli Stati Uniti Dove sono molto più all'avanguardia rispetto a noi, cosiddetti call, computed assisted learning, letteralmente sarebbe apprendimento assistito dal computer ed è un termine più ampio di quello che prima abbiamo usato e abbiamo chiamato Kai, ok? Mentre il Kai che sta per computer assisted instruction si concentra sull'insegnamento guidato. Ok? Il computed assisted learning, quindi il CAL, mette al centro l'apprendimento dell'alunno. Vi faccio un esempio. GeoGebra, ok? Utilizziamo GeoGebra per l'apprendimento della matematica. Si utilizza su su varie fasce d'età, per questo
vi faccio questo esempio, e porta gli alunni a esplorare le proprietà geometriche, eh manipolando le figure, osservando nelle relazioni, eccetera. Qui è una dimensione di apprendimento Per scoperta che fa sicuramente parte eh Geogebra dei Kai, ok? quindi delle dei computer assisted extr, ma fa parte anche del ehm cal perché il computer sta guidando l'apprendimento. L'applicativo GeoGebra, ma ce ne possono essere anche altri, guida l'alunno a fare delle scoperte, gli permette di interagire e di arrivare anche da solo ad alcune consapevolezze. Poi non lo so, ci può essere Google Earth. Ok. geografia Google Earth. Apro l'applicativo
di Google, mi trovo dei paesaggi, mi trovo dei rilievi, posso misurare le distanze, posso avere consapevolezza di alcuni ehm concetti topografici eccetera, no? ce ne possono essere eh anche tanti altri di esempi. Allora, abbiamo capito in maniera abbastanza dettagliata che le TIC racchiudono strumenti, applicazioni, metodologie che consentono di creare, condividere, archiviare materiali. Ci sono sempre quelle due dimensioni di cui Vi parlavo all'inizio, l'accesso all'informazione e la diffusione dell'informazione. Ora trovate in questa slide il cuore della questione eh che si è un po' introdotta, diciamolo, col Covid, con quello che è successo successivamente, ovvero la didattica
digitale integrata. Abbiamo già parlato del Digicomp ed EDU, del quadro di riferimento delle delle competenze digitali e di come di fatto le necessità dal punto di vista digitale Nella scuola siano cambiate radicalmente da quando c'è stato il Covid, perché ci siamo resi conto che, insomma, era il caso di darsi una mossa. Ok? Le TIC rappresentano il cuore della didattica digitale integrata. non devo insegnare con la tecnologia, ma ripensare l'insegnamento attraverso la tecnologia. Quindi, per esempio, se prima quando dovevo affrontare la geometria solida ehm mi non lo so, limitavo a a raffigurare Eh il cubo o
le altre figure solide sul quaderno dei bambini. Adesso dico bene, mettiamoci davanti a Geogebra, così queste figure solide con il mouse voi le potete prendere, le potete ruotare, potete vedere quante facce, quanti spigoli, quanti vertici, eccetera. Ok? Quindi non è la tecnologia che si insinua nella didattica, ma è la didattica che si riforma grazie alla tecnologia e diventa più personalizzata, più inclusiva, più accessibile, più Motivante, eccetera eccetera eccetera. Questo mi permette di rendere l'apprendimento più attivo, più collaborativo e anche di avere una dimensione di continuità, perché, per esempio, se io apro un progetto eh di
GeoGebra in classe, poi lo posso continuare a casa, eccetera, a seconda del dispositivo che ho non ho problemi perché il software mi permette di eh autenticarmi e di continuare il lavoro che stavo facendo a scuola a casa, anche Se il computer computer non nello stesso. Quindi l'aula non è più semplicemente lo spazio fisico in cui mi trovo, ma può essere estesa senza confini spaziotemporali. Ok? mi può portare poi l'utilizzo della tecnologia a tutta questa serie di vantaggi, tra cui coinvolgimento professionale, insegnamenti apprendimento, valutazione, empowerment degli studenti, promuovere competenze digitali, ma anche Responsabilizzare. Chiaramente la scelta
delle TIC è importante in funzione all'obiettivo didattico che mi sto ponendo. Sappiamo che con le tecnologie spesso c'è una buona componente di eh moda, quello che va, quello che non va, soprattutto magari i ragazzi un po' più grandi possono essere attenti a determinati software, che ne so, adesso va molto di moda, mi viene da dire Minecraft, l'utilizzo di Minecraft nella didattica. Sì, va bene, ma io mi posso fiondare su quello solo perché è l'ultimo arrivato. Deve avere un senso quello che io sto introducendo, altrimenti perde il significato proprio. A proposito di questo, ecco, c'è un
obiettivo che si devono porre gli insegnanti per loro stessi e per i loro alunni, che è la cosiddetta digital literacy, alfabetizzazione digitale. È una definizione dell'UNESCO del 2018 ed è la capacità di accedere, gestire, Comprendere, integrare, comunicare, valutare e creare informazioni in modo sicuro e responsabile. Vedete la dimensione etica che torna sempre, quindi non è una mera questione tecnica, ma riguarda soprattutto la metacognizione, la consapevolezza, il pensiero critico e l'avere un'etica di base nell'utilizzo di questi strumenti. Ci sono quattro dimensioni chiave nella digital literacy che sono da una parte l'accesso e l'uso, quindi l'avere Consapevolezza
di quali sono e di come si usano software, hardware, connessione a internet, reti, eccetera. Quindi, come faccio io a trasmettere a ai miei studenti questa parte qui? per esempio insegnando loro a utilizzare in maniera sicura un browser, un motore di ricerca, gestire una cartella cloud. Poi comprensione critica, mi metto davanti a motore di ricerca Google nella sezione notizie e dico bene, analizziamo Questi articoli, proviamo a vedere se sono tutte notizie vere o se c'è qualche notizia che semplicemente magari non riporta una fonte, non riporta una fonte attendibile. Ce ne sono tanti adesso che possono essere
utilizzati a scopo didattico di di siti magari che fingono di essere delle testate importanti ma non lo sono. Ok. creazione di contenuti, quindi video, podcast, mappe, testi, presentazioni. Ehm, anche qui poi vedremo degli applicativi specifici per fare questo, comunicazione e collaborazione, quindi tutti invece quei software che servono per condividere un documento, per modificare il documento tutti insieme, c'è Canva, c'è Google Drive, eh c'è SharePoint, ce ne sono tantissimi, poi li vedremo. Quindi questo significa promuovere la digital literacy, cioè l'alfabetizzazione Digitale. Rendere da una parte responsabili i ragazzi di quale sia il funzionamento e di quali
siano le potenzialità positive e negative di questi strumenti, dall'altra renderli proprio capaci a livello pratico e operativo di utilizzare. Tutto questo. non è soltanto, come sempre, una trasmissione di conoscenze, ma una costruzione di competenze trasversali. Questo è un concetto che invece ho voluto eh inserirvi per completezza, che è il concetto di on life. è un concetto filosofico abbastanza recente che però secondo me può avere un'attinenza con il concorso perché il filosofo Luciano Floridi nel 2017 ha coniato un termine che va a definire quella che è la condizione della nostra vita di oggi in cui non
esiste più la barriera spazio temporale, ma soprattutto non esiste più la distinzione tra quello che è ono che È offline. Quindi la nostra vita si articola in una dimensione ibrida tra l'essere in linea ed essere a luci spente. Di fatto, secondo lui, il sipario non si chiude mai davvero sulla nostra vita, perché viviamo ormai in una dimensione ibrida e non ci accorgiamo neanche più di quanto siamo costantemente immersi nel digitale, di quanto la nostra vita sia naturalmente protesa verso la condivisione con gli altri, il Rendere pubblici tanti aspetti nel bene e nel male. Quindi il
termine on life significa essere costantemente connessi, costantemente informati, costantemente esposti, esposti anche a rischi, esposti a questioni virtuali che da un momento all'altro potrebbero trasformarsi in questioni anche tragicamente concrete, vere. Ok? Quindi la nostra identità personale, proprio per questo principio del on life, non è più soltanto un'identità fisica tangibile, Ma è un'identità aumentata, dove ognuno di noi ha una carta d'identità che corrisponde a persona fisica, ma anche una carta diidentità virtuale. Di fatto oggi se scriviamo il nome e il cognome di una persona su Google possiamo sapere tanto di quella persona. Speriamo sempre non tutto,
ma tanto sicuramente. Chiaramente in questa dimensione ci stanno anche gli studenti e eh il docente deve, consapevole di tutto questo, di questa dimensione on life, Che ripeto è un concetto filosofico, ma è un concetto estremamente eh tangibile, il docente deve fare da mediatore perché tutti siamo colpiti da questa vita ibrida tra reale e virtuale, a maggior ragione i ragazzi. Questo è tutto in linea con l'educazione civica, con la legge 92/219 che si si fonda proprio su questa visione qui. Ricordate la definizione di on life del 2017, la legge sull'educazione civica del 2019, quindi siamo in
linea assolutamente Anche a livello cronologico. Andiamo a vedere adesso tutte le famiglie, diciamo così, di applicativi perché spesso al concorso docenti viene richiesta la funzione di un determinato applicativo. Ok? Quindi d'ora in poi vi mostrerò delle famiglie eh di software, di siti, di tipologie di applicativi che possono essere utilizzati e vi dirò a cosa servono. L'ideale sarebbe che voi andaste a vederveli anche solo a colpo d'occhio per poter Associare un nome ad una grafica, un nome ad un colore, eccetera. Magari la maggior parte di questi li avrete già utilizzati, soprattutto se avete un certo tipo
di competenza eh da questo punto di vista, ma se non ce l'avete vi consiglio di andarvi a fare un giro su queste piattaforme. Allora, le piattaforme che si chiamano LMS, Learning Management System, permettono di progettare, erogare, gestire e monitorare attività didattiche E ibride, per esempio Moodle, che viene utilizzato spesso dalle università, Google Classroom, Modo, Blackboard. servono a gestire contenuti, eh creare degli spazi virtuali per f interagire studenti e docenti, anche per la valutazione, il monitoraggio. Per esempio, Google Moduli eh serve per creare dei sondaggi o delle verifiche digitali, eccetera. Ok? Questi tipi di software non
sono solo dei contenitori digitali, ma sono Proprio degli ambienti di apprendimento strutturati. Lo detto prima, l'aula non è più solo il luogo fisico, ma è tutto il luogo virtuale in cui gli studenti costruiscono apprendimento. Quindi tutto ciò che mi può creare collaborazione, valutazione formativa e eh mi può portare alla cosiddetta didattica blended, quindi una dimensione ibrida tra didattica in presenza e didattica online che ormai è riconosciuta come buona prassi Educativa. Poi abbiamo l'altra pratica importante, oltre alla blended learning, didattica blended, abbiamo il bring home device, quindi sostanzialmente che vuol dire porta eh il tuo stesso
apparecchio. Gli studenti utilizzano a scuola i propri dispositivi personali, tablet, smartphone, adesso no, perché c'è la questione del delle scuole in cui c'è l'obbligo di di sequestrarli fondamentalmente, però tablet, notebook Possono essere utilizzati a scopo educativo. si riducono i costi per l'istituzione scolastica e si cresce a livello di responsabilità perché sto utilizzando il mio apparecchio, devo fare in modo che venga custodito nel modo migliore possibile, eccetera. Ok? Poi abbiamo l'eportfolio. Le portfolio si costruisce anche per esempio quando si fa l'anno di prova, ok? Quindi è una raccolta digitale di Lavori, di riflessioni, di prove, ha
uno scopo documentativo, valutativo, riflessivo, può sostituire o integrare, meglio se lo integra, il quaderno fisico. Ok? È una traccia di un percorso formativo che può essere costituito da diversi task, per esempio, no? Immaginate eh, non so 10 lezioni. Alla fine di ogni lezione viene richiesto al all'alunno di svolgere un task e di caricare quel task nel portfolio. Alla fine delle lezioni, un task dietro L'altro si andrà a ehm completare questo portfoglio digitale. Ok? Poi ci sono i MOC. I MOC sono i famosi corsi di cui parlavamo prima, i corsi su scuola futura, no? Quei corsi
per cui eh ci sono degli enti che possono essere università o enti formativi vari che mettono a disposizione eh delle registrazioni video su determinati argomenti con dei test intermedi, dei test finali, eccetera. Chiaramente si fa tutto in Autonomia, quindi sia la gestione che la fruizione del contenuto, la gestione del tempo, eh non non hanno un tutor che accompagna, un insegnante che segue. Poi ci sono i student response system, sono delle piattaforme o comunque delle applicazioni che consentono agli studenti di interagire in tempo reale. Ok? Quindi, per esempio, Kahut, Socrative, Mentimeter, poi li vedremo con calma,
servono spesso magari alla fine di un incontro, alla fine di una Lezione, per chiedere un feedback al all'alunno o per chiedere, non lo so, una parola chiave che ti è rimasta in mente dalla lezione di oggi, eccetera. E dall'altra parte il docente riceve i dati proprio istantaneamente. Ok? appunto quiz di verifica al termine di una lezione oppure sondaggi di opinione eccetera. Mentimeter, Socrative, spesso se avete partecipato a dei convegni formativi o magari all'università vengono utilizzati anche solo come Sondaggi di gradimento. Poi abbiamo il podcast, vabbè, adesso sono molto di moda i podcast, quindi tutti sappiamo
cosa sono. Sono dei contenuti audio. A volte a seconda delle delle piattaforme il si registra anche il video, ma per esempio viene messo su Spotify solo la parte che riguarda l'audio che si possono ascoltare, sono registrati, si possono ascoltare sulle varie piattaforme, c'è Google Podcast, Apple Podcast, Apple Music, eccetera, sono basati sul sull'ascolto, quindi sono un po' come degli audiolibri, ma sono fatti a episodi e quindi non lo so, ci sono i podcast in cui intervistano persone, i podcast di divulgazione scientifica, in cui un giorno viene ehm l'astronomo, l'altra un'altra volta viene un chimico, eccetera,
no? e sono degli strumenti che stanno andando molto di moda anche dal punto di vista della didattica, della divulgazione in Generale. Poi i software wiki di scrittura collaborativa, quindi permettono a più utenti di creare, modificare e commentare contenuti digitali. Pensate a eh Wikipedia, Google Docs, Padlet, Canva stesso che può essere collaborativo, Google Site, Mentimeter. Mentimeter è quello che vi dicevo prima per raccogliere, insomma, i feedback alla fine di un incontro. Praticamente cosa succede? ti danno un Link, ti dicono di inserire un codice che ti fa entrare in una stanza virtuale. tu in questa stanza virtuale,
non lo so, inserisci la parola chiave che ti è rimasta in mente alla fine di una lezione, alla fine di un incontro formativo e istantaneamente su un grande schermo tu vedi arrivare comparire tutte le parole chiave che tutti i partecipanti stanno inserendo e si costruisce una sorta di mosaico e il che insomma è utile per chi ha tenuto L'incontro formativo da andare a ad osservare per capire qual è poi il riscontro dell'utenza. Si può utilizzare alla fine di un incontro formativo, si può utilizzare dopo aver visto un film, eccetera. Ovviamente richiede che tutti abbiano un
dispositivo, ok? ci si può accedere tramite tablet, tramite telefono, ma l'utilizzo di Mentimeter richiede che tutti abbiano un proprio dispositivo in quel momento da poter utilizzare. Poi web semantico, eccolo qua, è l'evoluzione del web tradizionale, il cosiddetto web 2.0. Eh, chi ha studiato un po' di origini dell'informatica saprà chi è Tim Bernard Lee. È l'invenzione del World Wild Web, il cosiddetto www. Quindi, quando noi scriviamo un qualsiasi indirizzo eh internet è preceduto da www. e vuol dire questo, worldwide web e l'ha inventato questo signore qui. Ehm Dice che se il web 2.0 connette le persone,
il web 3.0 connette i significati. Quindi il web semantico eh è un web in cui le informazioni sono accompagnate anche dai metadati, quindi da dati che descrivono i dati e permettono ai computer stessi di capire le relazioni tra i concetti e rispondere in modo più pertinente alle richieste umane. Noi ce l'abbiamo. ce li abbiamo perché i nostri motori di ricerca sono incredibilmente intelligenti, si muovono A seconda dei nostri interessi, tracciano i nostri dati sulla base di quello che noi ci ci mostriamo interessati a vedere e l'ordine delle dei risultati di ricerca che ci appaiono, che
ci appare quando noi inseriamo delle parole chiave su Google, per esempio, è influenzato dal numero di visite che quel sito ha oppure oppure può essere influenzato da, non lo so, interessi che io ho manifestato, che il mio computer ha captato grazie a cose Che ho ricercato nei giorni precedenti. Non so se vi è mai capitato di andare su Amazon cercare una bicicletta e poi iniziare a vedere biciclette dappertutto. Ok? Questo fa parte del eh web intelligente, del web 2.0, cioè ogni utente è profilato, è tracciato. Loro sanno benissimo chi siamo, quali sono i nostri interessi,
dove andiamo, come ci spostiamo, ok? e costruiscono delle banche dati su questo. A volte li Rivendono anche i dati, perché i dati degli utenti servono, per esempio, ai pubblicitari per essere più mirati, per ehm avere più attrattiva verso un determinato target. Poi abbiamo la questione importante del copyright, copyright e licenze creative. Qui attenzione perché nella scuola spesso a questa cosa non si fa attenzione. Noi a scuola siamo abituati a dire "Vabbè, mi piace questa cosa, faccio una fotocopia". Ecco, in realtà le opere non sono quasi mai fotocopiabili, o meglio, nei limiti di legge e i
libri di testo sono fotocopiabili al 15%. Io non posso avere un libro e fotocopiarlo interamente e poterne fotocopiare tutte le pagine perché non è possibile questa cosa. Spesso alcuni dirigenti la ribadiscono, quelli più fiscali la ribadiscono tramite circolare, altre volte purtroppo si ignora, ma in linea Generale, uscendo dall'ambito delle fotocopie bisogna tener presente che il copyright e il diritto d'autore è molto fiscale, nel senso che riguarda tutte le norme che tutelano le opere di ingegno di qualunque tipo. anche quello che state vedendo, per esempio, è un'opera di ingegno, nel senso che è è un qualcosa
che io sto producendo e che è tutelato dal diritto d'autore, per cui testi, immagini, musica, video, qualsiasi tipo di opera che nasca dal Cervello di una persona in maniera originale oppure dalla combinazione di altre risorse è tutelato dal diritto d'autore. c'è una legge in Italia che è dal 633 del 41 e successive modifiche che sono state poi eh integrate con delle direttive europee che dobbiamo tener presenti. Per cui nel contesto educativo dobbiamo sempre fare in modo che si interagisca con dei contenuti con licenza libera, con licenza aperta, Perché altrimenti rischiamo di incorrere in problematiche, ok?
Quindi, prima di fare interagire, non lo so, un alunno con una determinata immagine che poi non si può scaricare, che è protetta, eccetera, eh o citiamo sempre la fonte, questa è la cosa fondamentale da insegnare, oppure dobbiamo spostarci su dei software o su dei siti che presentino delle risorse a licenza aperta, proprio per non aver problemi. Questa è una cosa importante per la Creazione di contenuti eh multimediali, di materiali multimediali, che è un altro punto importante delle TIC, ok? Quindi eh produrre testi, video, mappe concettuali, infografiche, giochi, simulazioni educative, sempre rispettando il diritto d'autore. Perché
devo creare tutte queste risorse? Perché mi va? No, ma perché semplicemente stimola il pensiero critico, il pensiero computazionale che vedremo dopo che cos'è e la metacognizione. I riferimenti teorici sono quelli che abbiamo già visto, quindi costruttivismo, sociocostruttivismo, universal design for learning, eccetera, l'impare facendo, fondamentalmente l'imparare attraverso la multimedialità, quindi l'uso contemporaneo e sinergico di diversi media. il mio libro di testo, le immagini, un podcast, quindi l'audio, ehm, produrre un prodotto, produrre un prodotto, scusate, eh così la la poca fluidità, ma comunque produrre alla fine Un elaborato che sia caratterizzato da una forte varietà sensoriale, cioè
che sia adatto a chi può avere uno stile uditivo, a chi può avere uno stile visivo, eccetera eccetera. stimoli percettivi diversi creano un eh prodotto multimediale e anche profondamente inclusivo. Poi la realtà aumentata, lo sappiamo. Quindi immagini, modelli 3D, audio, video che è più facile da ottenere per esempio con strumenti come i tablet perché si Possono spostare, si possono fare inquadrature, ha un forte valore educativo, chiaramente molto motivante. La realtà virtuale ehm anche qua si sta diffondendo sempre di più. Si può per esempio fare un per esempio una visita virtuale ad un museo oppure ad
un sito archeologico o per esempio alla Cappella Sistina. Ehm è visitabile in 3D. Vi consiglio di andare a vedere. Ok, la barriera corallina, eccetera. musei Virtuali. Ci sono diversi musei del mondo che concedono una visita virtuale completa o parziale dei loro spazi. Poi abbiamo software che permettono la comunicazione e collaborazione online. Questo l'abbiamo visto eh prima velocemente, Google Workspace, Microsoft 365 che permettono fondamentalmente di lavorare in tempo reale tutti sulla stessa risorsa. e di salvare le modifiche che ognuno fa. Ok? Poi ci sono I blog didattici per cui una classe può avere il suo blog,
avere il suo giornalino pubblicato sul blog. Ci sono poi tantissimi risvolti didattici di queste questioni. Altri termini importanti che possono essere eh utilizzati onine, che sono importanti per l'anet, quindi per il galateo della rete, sono spamming, flaming, cyber arasment, hacking. Vabbè, semplicemente questo può essere una domanda che magari fa riferimento ad uno Di questi termini. Vi invito a leggerveli, anche se sono abbastanza di uso comune, insomma, soprattutto se maneggiate i social e tutto quello che ci sta intorno. La questione della netichette che vi dicevo prima, è il rispetto del linguaggio adeguato, gestione dei conflitti, privacy,
gestione dati personali, eccetera. Quindi il GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati è molto importante. Equità digitale, Universal Design for learning e personalizzazione, che sono i tre principi chiave dell'utilizzo delle tecnologie nella didattica. Ovviamente software che possono fungere da strumenti compensativi, praticamente tutti quelli che abbiamo eh elencato finora, ma insomma sintesi vocali, eh software per mappe digitali, per la videoscrittura, registratori vocali che possono essere particolarmente validi per tutti, ripeto, per tutti, ma per Alunni con disturbo specifico dell'apprendimento, eccetera. Non mi piace far corrispondere il concetto di strumento compensativo con la disabilità o con il
disturbo specifico dell'apprendimento, perché credo che lo strumento compensativo possa essere utilizzato indifferentemente da tutti, giaché eh insomma tutti possiamo avere un Bisogno educativo speciale nella nostra vita, stabile o transitorio. Poi passiamo al pensiero computazionale. Anche questo può essere un nodo cruciale della, diciamo, settore tic del concorso. è un ehm approccio al pensiero che valorizza valorizza l'esperienza e la creatività, mette lo studente al centro del processo educativo, chiaramente ehm integra le tecnologie a quello che è il pensiero critico. I riferimenti Pedagogici sono sempre loro, i nostri capi saldi, quindi l'importanza di mettere lo studente al centro,
di avere un qualcosa che stimoli la metacognizione, di costruire attivamente la conoscenza, apprendere per scoperta. C'è sempre questo dietro anche a quello che è l'evoluzione della tecnologia. Pensiero computazionale, la capacità di risolvere problemi in modo sistematico e creativo, elaborando soluzioni che possono essere eseguite o da una Macchina o da un essere umano. Quindi non è imparare a programmare, ma è imparare a pensare come un programmatore. È quello che vi dicevo all'inizio, trasmettere sempre la consapevolezza per cui sono io che devo programmare la macchina. non è mai la macchina che deve avere il sopravvento su di
me. Qua ci sono le varie fasi del pensiero computazionale e che insomma a cui vi consiglio di dare una letta. È una Questione abbastanza specifica, l'ho inserita per completezza di di informazione. E quali sono i risvolti pedagogici del pensiero computazionale? aiutare a eh pianificare azioni e strategie, sviluppare logica, collaborare, quindi il cosiddetto apprendimento collaborativo cooperativo, il problem solving, lo sviluppo in tutto questo di metacognizione, cittadinanza digitale, il famoso coding, quindi la scrittura di Codici e di istruzioni per programmare di fatto un computer e per fare in modo che un computer compia determinate azioni. Ci sono
dei software che spesso vengono citati in serie di concorso per le attività di coding, ad esempio Scratch o Scratch Junior. Può essere utilizzato ovviamente nella scuola, soprattutto con i bambini più piccoli a livello ludico, ok? permettono questi software di creare storie Animate, muovere personaggi, eccetera. Poi c'è la robotica educativa. Anche qua spesso ci sono domande su cosa sono le Bbot, le cosiddette apine, no? Eh, le apine che che si muovono, oppure Lego Spike, le costruzioni con motorizzate con dei sensori che si possono programmare via app. Adesso c'è eh proprio un vero e proprio business su
queste su su questi strumenti, insomma, hanno grande valore pedagogico, favoriscono la collaborazione, il Problem solving, sono parecchio costosi a volte, ok? ehm possono essere utilizzati anche dai bambini più piccoli. C'è stato un boom nelle scuole italiane con i fondi del PNRR, tante scuole si sono dotate di questi strumenti e magari hanno promosso anche delle iniziative di formazione eh per docenti, perché ovviamente per introdurre tutto questo nella didattica io per primo devo non solo sapere come funziona, ma devo Saperne il triplo di quanto voglio che ne sappiano i miei alunni. Ok? sempre perché per insegnare devi
saperne sempre molto di più. Queste sono un po' le finalità trasversali del pensiero computazionale. Insisto sul pensiero computazionale perché spesso viene fuori, quindi teniamolo ben presente. Come vedete ci sono eh degli obiettivi più pragmatici, la logica, l'attenzione, il problem solving, ma anche tutto ciò che riguarda Le live skills, quindi autoregolazione, comunicazione, empatia, cittadinanza digitale, cittadinanza attiva. è sempre una commissione tra queste due cose. Mi serve a livello pratico, ma mi serve anche sviluppare delle competenze che posso poi spendere in tutto il resto della mia vita. Qui vi ho inserito dei delle tabelle che sono importanti
da memorizzare con un po' di software. Quindi, per esempio, partendo dal basso, vedrete eh per L'archiviazione dei dati, Drive, Dropbox, OneDrive, per la valutazione Google Forms, Socrative, per la realtà aumentata, Merge Cube, Google Heart, VR, eh per la robotica, Scratch, Bibbot, Lego Spike, per i podcast c'è Audacity, Speaker, Wii, Video. Anche qua, come ho detto, mh andateveli a vedere, andatevi a visitare questi siti se avete un po' di tempo. Comunque nella tabella trovate nomi, a cosa servono e quale può essere L'utilizzo didattico. Qui ce n'è un'altra di tabella, ce ne sono, ve ne ho inserite
diverse. Poi importante anche la questione della valutazione digitale. La valutazione digitale, come la valutazione, diciamo, analogica deve essere anche qui trasparente, quindi autentica. Ripeto ancora la questione del coding della robotica educativa che spesso viene fuori spessissimo e poi Google Workspace for Education è importante perché è una suite eh di Google che è riconosciuta dal MIM insieme a Microsoft 365, per cui adesso tutte le scuole utilizzano un dominio interno, quello che vi dicevo all'inizio, per la posta elettronica istituzionale per la condivisione dei file a livello interno, quindi o abbiamo Google Workspace o abbiamo Office, ma comunque
questi sono i due sistemi che Vengono riconosciuti dal MIM e quindi accreditati perché perché hanno dei filtri anche a livello di sicurezza che proteggono da fughe di dati. Qua ci sono eh c'è l'elenco di tutti gli strumenti di Google con le loro funzioni e i loro possibili usi didattici. Anche qua magari la maggior parte li conoscete, però dateci un occhio. altre applicazioni digitali utili nella scuola. trovate Teams, eh, SharePoint, OneNote, Word, Excel, PowerPoint, Insomma vengono utilizzati poi di concerto con le piattaforme di registri elettronici nella scuola di tutti i giorni, quindi sicuramente le conoscerete, sono
entrate in auge dal in poi tantissimo. Qua ce ne sono altri di strumenti, sempre allo stesso scopo, andateveli a leggere, cercate di memorizzarli il più possibile. L'ideale sarebbe utilizzarli per poterli memorizzare, però insomma. Poi ci sono le piattaforme ministeriali E open source, quindi Scuola Futura, Sofia, Invalsi, Inwinning, tutte le iniziative formative e i MOC, come abbiamo visto, vengono proposti anche su queste piattaforme qua. E poi ho voluto dedicare, insomma, una parte che riguardasse più software specifici per le disabilità o per i disturbi specifici dell'apprendimento. Quindi, vedete, la comunicazione aumentativa, l'accessibilità dei video, L'accessibilità visiva, la
scrittura facilitata. può capitare anche qualche domanda su questi software più specifici. Qui abbiamo ancora Canva, Genia, Book Creator, Powtune, Think Link, ehm Pixon, insomma ce ne sono diversi, ce ne sono veramente veramente tanti. Saps, Mind My Mister, Draw Ho, ce ne sono veramente tanti. leggetevi queste tabelle, cercate di memorizzare il più possibile perché può Essere utile, ok? Non è una così una carrellata a caso che vi ho inserito anche per quanto riguarda l'intelligenza artificiale. Chissà, può venir fuori una domanda. Quindi Copilot, Copilot, Chat GPT, c'è anche Meta AI, non l'ho inserito, ma c'è. Ok, magari
può venir fuori una domanda anche sull'intelligenza artificiale. Questo era tutto sulle tecnologie per l'informazione e la comunicazione. Io spero come al solito di essere stata Chiara e vi ringrazio.