i due grandi filosofi islamici musulmani che si citano sempre nello studio anche della filosofia cristiana medievale sono a vicenda da un lato e averlo ed all'altro del primo abbiamo già parlato nella scorsa puntata abbiamo visto i cardini del suo pensiero gli elementi più importanti della sua riflessione oggi invece ci dedichiamo ad averlo è un filosofo islamico ma nativo dell'europa perché era nato in spagna nella spagna musulmana che ebbe anche un certo numero di problemi con la sua stessa religione fu cacciato fu perseguitato per le sue idee ma che pensava di aver elaborato un sistema filosofico
che doveva tantissimo ad aristotele ma che secondo lui era comunque in linea con la religione musulmana oggi vedremo cosa pensava a quelli erano gli elementi più importanti della sua riflessione come in parte influì sul pensiero cristiano andiamo a cominciare [Musica] dentro la filosofia un podcast di ermanno script ferretti cento tredicesima puntata il pensiero di averroè [Musica] eccoci di nuovo insieme ben trovati per parlare per qualche minuto di filosofia e di filosofia medievale anche se per una volta non sarà la filosofia medievale a cui siamo abituati cioè i filosofi della scolastica ai pensatori cristiani ma parleremo
di un filosofo che appartiene a un altro mondo in un certo senso di averla come vi ho anticipato grande esponente della filosofia musulmana chiara questo avverrà vi ho già detto che la terra europeo di nascita anche se non apparteneva la cultura europea del tempo ma qui infatti a cordova in spagna in un momento in cui però la spagna come certo ricorderete dai vostri studi storici era appunto controllata per gran parte dai musulmani da e gli arabi era nativo di corva violetti si chiamava in realtà il rashid mai nel linguaggio nel latino dell'epoca venne europeizzato questo
nome rashid in averroè visse tra il 1100 26 e 1198 quindi pieno xii secolo durante la sua vita visse per un certo periodo in spagna ma poi come vi ho anticipato fu costretto anche all'esilio soprattutto per via delle sue idee filosofiche che però lui non rinnegò mai rimase sempre fedele alle sue idee per questo pati anche alcuni problemi in vita scrisse varie opere tra le quali bisogna secondo me segnalare soprattutto il commento grande il commento medio e poi una grande pala frasi delle opere di aristotele che secondo lui era stato il più grande filosofo di
tutti i tempi tanto è vero che averroè pensava che la voce dei ristò tele gli scritti del ris todt e lo fossero verità assoluta e che bisognasse solo commentarli appunto spiegarli illustrarli in poi in realtà come vedremo averlo è certo è strettamente legato ad aristotele ma interpreta alcuni passi aristotelici anche una certa creatività una certa innovazione quindi merita di essere studiato anche come filosofo a sé stante poi un ulteriore opera che va menzionata è la distruzione della distruzione dei filosofi di al ghazali un titolo molto particolare molto strano che deriva da una diatriba a una
discussione dell'epoca al ghazali era un altro filosofo del tempo vissuto in realtà alla fine dell'undicesimo secolo che era scritto libro intitolato la distruzione dei filosofi in cui aveva attaccato le idee di avicenna vi ricordate il filosofo di cui abbiamo parlato una volta scorsa al ghazali infatti pensava che a vicenda avesse sbagliato tutto con la dottrina della necessità del mondo su quell idea secondo cui dio non aveva creato liberamente il mondo ma il mondo era un effetto obbligato in un certo senso necessario della perfezione divina seconda al ghazali questo era completamente errato sbagliato aveva attaccato questa
dottrina in un libro chiamato appunto la distruzione dei filosofi con cui si vuole a scagliare contro a vicenda e contro tutti i suoi adepti tutti i suoi allievi ecco avverrà che invece dà ragione la vicenda scrive la distruzione della distruzione dei filosofi in modo da replicare a questo al ghazali infatti partiamo da qui partiamo proprio dalla dottrina della necessità del mondo che avevamo già visto con a vicenda averlo è di fatto la riprende la riprende e forse addirittura la potenza e alla sottolinea ancora maggiormente perché secondo averroè è vero che dio è perfetto come già
diceva a vicenda come diceva anche la religione islamica ovviamente dio perfetto ma se dio è perfetto bisogna necessariamente che tutto ciò che è stato creato da dio tutto ciò che è stato generato da dio derivi dalla sua perfezione dopo essere altro che effetto della sua perfezione ora un essere perfetto può creare il mondo in mille modi diversi la domanda che si pone averroè a un'unica risposta no un dio prefetto può che dare il mondo in un unico moro cioè perfettamente ed è chiaro che se dio è perfetto e agisce perfettamente allora agisce in maniera univoca
c'è un'unica possibilità davanti a dio c'è un unico modo di poter creare il mondo di poter fare le cose questo implica che la creazione non è un atto libero cosa vuol dire libertà vuol dire poter scegliere tra tante opzioni ma se dio è perfetto non può far altro che scegliere la perfezione non può far altro che agire secondo perfezione e quindi sia l'unica via che dio può percorrere le altre neppure esistono la creazione dunque è un atto necessario discende direttamente è necessariamente dalla perfezione divina quindi l'effetto di questa prima riflessione di averlo è è che
c'è un ordine nel mondo certo il mondo non è fatto a caso non procede a caso è ordinato ma questo ordine è uno e uno solo e non può essere né modificato una infranto non c'erano alternative non c'erano altre possibilità il mondo non poteva essere diverso da come è quello che accade nel mondo non potrebbe accadere diversamente da come accade perché perché dio ha fatto sì che il mondo accada nel migliore dei modi possibili in un certo senso pertanto tutto avviene necessariamente e pertanto anche le azioni dell'uomo anche le nostre scelte che a noi sembrano
libere in realtà sono solo illusoriamente libera non abbiamo neppure noi uomini una reale libertà di iniziativa tutto accade perché deve accadere proprio nel modo in cui accade c'è un'unica strade un'unica via un'unica necessità questa è la dottrina di averlo è che in buona parte ripresa da quell'aria vicenda ovviamente questo ha delle conseguenze direi due intanto poi amplieremo ulteriormente il discorso prima conseguenza se il mondo è retto da un ordine necessario che questo ordine necessario e deriva dalla perfezione divina allora vale la pena di studiarlo questo ordine necessario vale la pena di conoscerlo meglio in effetti
queste riflessioni di in parte a vicenda ma poi ancora di più averlo è spingeranno nel corso dei secoli successivi gli studiosi a un nuovo interesse verso anche la natura perché nel rinascimento si sente un po all'eco di queste ed è di averlo è perché nel rinascimento effettivamente con la rivoluzione scientifica in particolare si tenterà di studiare la natura cercando di capire le leggi della natura e l'idea che esistano delle leggi della natura l'idea che esista un ordine nella natura è che questo ordine meriti di essere studiato e capito deriva da vero è perché è un
ordine voluto da dio è una struttura univoca che dio ha dato il mondo e allora capiamo la questa sutura univoca comprendiamo la possediamo la perché quello che accade deve accadere quindi studiare quello che accade vuol dire studiare ciò che deve accadere quindi questo è un primo effetto che in realtà vi spiegherà le sue conseguenze nel corso dei decenni dei secoli un secondo effetto è che questa idea di averlo è in realtà non sembra andare troppo l'accordo con il corano ma sembra andare abbastanza d'accordo con aristotele mi spiego meglio parliamo di dio abbiamo detto che dio
per averlo è perfetto sicuramente questo era vero sia per il corano che per aristotele il corano come tutti i testi sacri vale anche per la bibbia in realtà ma ovviamente averroè si relaziona soprattutto col corano presente un dio che è perfetto per ogni potente e questo va benissimo in accordo con la vetrina della necessità del mondo ma anche aristotele se ci pensate aveva sostenuto qualcosa di simile perché anche aristotele aveva presentato dio comune ente perfetto un ente che era pensiero il pensiero eccetera ma chiara sostanzialmente perfetto benissimo fin qua siamo in accordo tra aristotele e
in accordo con il corano il problema arriva dopo arriva nel momento in cui noi diciamo che la creazione un atto necessario cosa che per aristotele ci può anche stare per il corano molto meno perché per aristotele ci può anche stare ricordate che per aristotele dio non plasma il mondo con le sue mani ma dio in un certo senso attira il mondo e motore immobile ricordate no è la ferma a farsi i fatti suoi ed è il mondo che si dispiega che si crea che si plasma tentando di assomigliare a lui di tendere verso di lui
lui appunto è causa finale non causa efficiente ora questo implica che il mondo se va davvero verso dio segue una sorta di legge ne aveva parlato una sorta di attrazione a suo tempo quando abbiamo presentato il dio di aristotele quasi che fosse una calamità ma una legge di attrazione vogliamo chiamarla così comunque la legge univoca e quindi il mondo si dispiega necessariamente verrebbe da dire facendo qualche passo in più rispetto ad aristotele ma non troppi passi in più nella religione invece monoteistica che sia il corano quindi l'islam o che sia la bibbia quindi il cristianesimo
le cose si complicano perché dio non crea necessariamente dio crea per libera scelta pensate se non conoscete bene nella religione musulmana al cristianesimo che invece magari padroneggiate meglio nel cristianesimo la creazione un atto d'amore c'è dio sceglie di creare poteva anche non farlo per i cristiani come potevano mandare gesù cristo sulla terra eccetera quello che accade nella terra accade non perché deve necessariamente accadere ma perché può accadere ma poteva anche non accadere in fondo dio poteva non mandare gesù l'ha fatto e questo è stato un atto d'amore l'amore implica la possibilità di scelta si annuncia
scelta non è amore ovviamente questo implica che per le religioni è molto più difficile accettare l'idea di una creazione necessaria perché farebbe cadere un po tutto il castello farebbe cadere l'idea di un dio che ci ama e che opera per noi l'opera in vista di noi facendo delle scelte che poteva anche ripeto non fare e questa è una prima conseguenza importante riguardo gli attriti tra il pensiero di averle religione faccio notare una cosa per averla in questo attrito in realtà non esisteva ciò è vero era convinto che aristotle avesse detto tutta la verità che si
poteva dire e ve la zona anticipato ma che anche il corano fosse un libro corretto che anche la religione islamica fosse una religione corretta secondo lui infatti aristotele il corano erano in realtà in accordo l'unica differenza era cari sto tele esprimeva le verità in termini complessi tramite la dimostrazione la via dimostrativa e quindi tramite il ragionamento mentre il corano esprimeva quelle stesse verità in maniera molto più semplice adatta a gli incolti ma la verità più profonde erano le stesse quindi averroè sosteneva non che ci fosse un contrasto che ci fosse una differenza da quello che
diceva il corano è quello che diceva aristotele quanto piuttosto che il corano era il messaggio reso tecnico semplificato e quindi per lui non c'era un reale disaccordo [Musica] ci sono anche delle ulteriori conseguenze su cui vale la pena di soffermarsi magari appunto vendendole un po a parte la prima riguarda l'eternità del mondo la seconda riguarda l'anima e qui sull'anima avremo cose un po calde da dire almeno per l'epoca per il momento in cui è vero l trova a dire ora parliamo intanto dell'eternità di questo mondo il mondo ti ho detto viene creato da dio ma
necessariamente senza possibilità di scelta senza libertà ma quando lo crea questo mondo dio ovviamente se il mondo è una conseguenza della natura divina se il mondo non è altro che una necessità allora il mondo venne creato immediatamente se dio non ha scelto di creare il mondo è chiaro che non ha scelto neppure il momento in cui crearlo dio era perfetto la sua perfezione ha implicato la creazione ma questa creazione avvenuta immediatamente è avvenuta nello stesso tempo in cui dio c'è stato pertanto il mondo deve essere eterno non può essere accaduto che dio sia esistito per
un certo periodo e non abbia creato il mondo e sono un certo punto abbia deciso di creare il mondo questo sarebbe possibile sì bio creasse liberamente perché prima non voleva un certo punto decide e crea ma dio non crea liberamente la creazione è un atto necessario che deriva direttamente e direi immediatamente da dio dunque se dio eterno anche il mondo eterno il mondo c'era sempre e questo vuol dire che non c'è un primo un po per il mondo e questo vuol dire ancora che aveva ragion aristotele ricordate che prairies trote della materia è eterna come
dio non c'è differenza c'è un divenire poi del mondo quello sì per la materia è eterna è il cristianesimo e poi di conseguenza è l'islam che presuppone una creazione da un certo punto in poi cosa che invece averroè rifiuta quindi il mondo e terna che questo clicker ha qualche problema ma i problemi più grossi con la religione averroè lia relativamente all'anima e soprattutto a l'immortalità dell'anima che è uno dei grandi temi di ogni religione monoteistica ricordate quello che abbiamo detto già co una vicenda e prima che ora con aristotele c'è un'ambiguità di fondo nel pensiero
aristotelico riguardo al destino dell'anima perché aristotele distingue due tipi di intelletti lui chiama intelletto attivo o attuale da un lato e intelletto passivo potenziale dall'altro l'intervento attivo arrende attive le conoscenze le idee le riflessioni perché l'interesse potenziale è solo in potenza cioè potenzialmente conoscente ma ancora non conosce ora questo intelletto attivo la parte che trasforma in atto le conoscenze secondo aristotele sopravvive alla morte del corpo mentre sembra capire che l'intelletto potenziale invece muore col corpo abbiamo anche detto che a vicenda poi va ulteriormente complicato la faccenda va introdotto un ulteriore tipo di intelletto ma somma
sostanzialmente riteneva avicenna che l'intelletto attivo effettivamente sopravvivesse ma questo intelletto attivo era di vino cio era un aspetto di dio mentre la parte umana dell'intelletto cioè anche se vogliamo dirla così la nostra personalità era contenuta negli atti intelletti che erano legati al corpo e che morivano con il corpo cioè sostanzialmente per a vicenda l'anima moriva con il corpo ora averla riprende questa diatriba questa questione e la jolie modo un po particolare un po originale lui dice questo richiamiamo c'era distorte le ma cerchiamo anche di capire quello che ristò tele non ha detto infatti dice averroè
tutti gli intelletti secondo lui sono in realtà i vini anche l'intelletto potenziale è di vino perché per potersi trasformare questo intelletto potenziale in intelletto attivo cioè per poter trasformare le conoscenze da potenziali inattive bisogna che questo intelletto potenziale sia fatto della stessa natura dell'intelletto attivo quindi se come diceva vicenda l'intelletto attivo di vino allora anche l'intelletto potenziale deve essere divino altrimenti i due intelletti non si parlerebbero non riuscirebbero a trasformarci non riuscirebbero a influenzarsi a vicenda dunque per averlo è siano intelletto attivo che l'intelletto potenziale sono di vini il che vuol dire che l'anima umana
non possiede l'intelletto questi intelletti sono qualcosa che va al di là dell'uomo e allora voi potreste dire ma come l'anima umana pensai significa che essa estrapolare dei concetti che sa ragionare sui concetti quindi significa che a dell'intelletto ecco avverrà riceva attenzione l'anima umana non possiede l'intelletto ma partecipa dell'intelletto di vino vi ricordate la partecipazione abbiamo già visto con platone poi in parte ripreso con aristotele ecco l'anima umana riesce in qualche modo a avvicinarsi a fondersi momentaneamente a prendere qualcosa di questo intervento divino e questo le consente effettivamente di formarsi concetti di creare quei principi che
poi sono alla base della conoscenza e riesce a pensare a riflettere eccetera ma questo è un atto non di possesso dell'intelletto ma di partecipazione all'intelletto l'intelletto e comunque qualcosa di estraneo all uomo a cui l'uomo si avvicina che tocca che prende momentaneamente ma che non possiede mai dunque l'intelletto tutto tutte le parti dell'intelletto sono solo divine e quindi separato dall'anima pertanto la conseguenza che nasce e discende spontaneamente era tutto questo discorso è che ovviamente l'anima muore l'intelletto e sopravvive come aver detto aristotele ma l'intelletto di vino è qualcosa a cui tutti gli uomini tendono a
cui tutti gli uomini partecipano momentaneamente durante la vita ma che non attiene ai singoli uomini è qualcosa che attiene solo a dio pertanto gli uomini hanno un'anima certo ma questa anima immortale perché legata al corpo perché partecipa dell'intelletto mai qualcosa di diverso dall'intelletto stesso quindi averroè arriva di nuovo a dire come in parte dalle travi cena con toni un po diversi che l'anima immortale e quindi che non ci può essere vita dopo la morte per come la intendiamo solitamente li terrò la morte nel senso non ci può essere la nostra personalità che sale in un
ipotetico paradisio sopravvive ovviamente anche questa dottrina è in netto contrasto con quello che invece la religione musulmana sosteneva e di rimando anche la religione cristiana sosteneva siamo davanti a un problema perché aveva appena eletto che dio non è libero appena detto che il mondo eterno e non è stato creato da un certo punto in poi come la religione appena detto che l'anima muore insomma siamo davanti ha tre grossi problemi in relazione alla religione ma ripeto averlo è rimane convinto che la religione non sia in contrasto con le sue dottrine altri lui dice il mio dottrine
sono complesse come le dottrine aristotelico ovviamente è che vuol dire che solo pochi possono arrivare a comprenderle a capirle perché questi ragionamenti sono preclusi ai più ma appunto a chi non può raggiungere questi ragionamenti diamo pure corano abbiamo pure la religione che non è altro che un insegnamento semplificato luigi addirittura un sostituto della filosofia per chi non può fare filosofia per chi non è in grado di capire la filosofia c'è la religione che da qualche chiave di lettura maniera molto semplice ha forse addirittura semplicistica non scorretta però perché in realtà le conclusioni secondo averroè sono
le stesse ma diamo alla religione come sostituto della filosofia e che implica necessariamente che la filosofia è ben più importante arriva la verità maniera più diretta anche se la religione non dice falsità questa è la dottrina di averlo è poi averroè c'è da dire che per difendersi dagli attacchi arrivo anche a sostenere che appunto la filosofia arriva una verità con la ragione la religione invece accetta la verità per fede e i cristiani medievali che si trovavano poi a leggere a commentare queste dottrine ed è vero a portarlo all'attenzione quella che loro chiamarono la cosiddetta dottrina
della doppia verità una dottrina che ritroveremo ancora soprattutto anche nel rinascimento per l'annunciata un certo punto per finora galileo galilei proverà ad usarla durante il processo intentato ha sospeso il famosissimo processo che lo vedrà anche condannato alla fine ecco questa dottrina della doppia verità avrà un certo successo nel mondo cristiano medievale e tardo medievale poi rinascimentale perché verrà usata dai filosofi cristiani come l'escamotage in un certo senso per tentare di sfuggire all'inquisizione dicendo guardate la fede mi dice che la verità è questa e io credo alla fede ma poi la regione mi porta anche su
altre strade io per tener fede la mia ragione per dare senso alla mia ragione devo anche cercare di capire cosa mi dice la ragione e quindi possono coesistere secondo i filosofi medievali mano vedremo doppie verità in realtà averlo è ve lo dico qui poi ne riparleremo averroè non la pensa esattamente così avverrà e non intende dire che esistono due verità parallele diverse intende dire che esiste un'unica verità che è quella che la filosofia ci presenta una verità che può essere presentata in termini più complessi e quindi anche più corretti dalla filosofia in termini meno complessi
quindi magari un po semplicistici dalla religione ma la verità per averlo è sempre una ed è che l'anima non è non è immortale che il mondo è eterno che dio non crea liberamente [Musica] ecco questo era quello che volevo dirvi oggi per darvi un po una panoramica veloce per forza di cose del pensiero di averlo è ma guardate bene alcuni temi che abbiamo introdotto oggi li ritroveremo anche nel mondo cristiano anche nel mondo ebraico nella filosofia soprattutto intendo dire ma anche nei secoli successivi quando parleremo di spinoza per dirne uno nel seicento vedrete che alcuni
di questi argomenti che abbiamo tirato fuori oggi con averroè ari torneranno prepotentemente però per oggi direi che possiamo terminare qui vi ricordo che il podcast potete ascoltarlo su tante piattaforme sul podcast google podcast spotify deezer cast boxart medio speaker o di bolli youtube ma su queste stesse piattaforme se volete potete ascoltare anche il podcast gemello chiamato dentro alla storia dove ci occupiamo invece di storia in più vi ricordo che si interessano filosofia e storia anche di epoche più vicine ai giorni nostri potete cercarmi su youtube come ermanno ferretti oppure come script e vi trovate centinaia
e centinaia di video spiegazioni su ogni fase del percorso di filosofia di storia in più ricordo anche se volete rimanere informati sapere quando escono i podcast quando escono i video e le varie iniziative del canale potete seguire a donarvi alla newsletter settimanale gratuita che trovate all'indirizzo internet ermanno ferretti punto it oppure seguirci social network su facebook twitter oppure instagram dove mi trovate sempre col nickname di script o concluso ci sentiamo presto per parlare ancora di filosofie altri rispetto al cristianesimo dobbiamo parlare della filosofia ebraica medievale e poi ritorneremo sul cristianesimo abbiamo tommaso da affrontare tommaso
d'aquino poi tanti altri pensatori ancora ciao alla prossima [Musica]