eccoci a una domenica che viene definita come la domenica del buon pastore e troviamo un vangelo di soli 3 versetti ma di una intensità incredibile spesso quando pensiamo al buon pastore ci viene in mente è quello del vangelo di san luca cioè quello che lascia le 99 pecore per andare a prendere quella smarrita ed è una figura bellissima che ci fa scoprire un volto di dio pieno di tenerezza un volto di dio che accoglie i lontani anzi che li va a prendere e li porta sulle spalle un pastore che dà sollievo agli smarriti nel cammino
della vita un pastore che non vuole perdere nessuno che ama tutti specialmente i più lontani i più abbandonati ma la figura invece del buon pastore del vangelo di questa domenica non è quella di san luca ma è quella di san giovanni dove in questi pochi versetti troviamo un pastore forte autentico vigoroso combattente ed estremamente sicuro di sé un pastore che con coraggio e audacia dalla vita per le pecore e sconfigge i briganti ecco l'incontro tra i due vangeli di san luca e san giovanni ci fanno capire veramente chi è dio da una parte un dio
misericordioso tenero potremmo dire un volto materno quello di san luca e questa domenica un dio vigoroso forte protettivo un volto paterno quello di san giovanni allora voglio insieme a voi vedere due frasi del vangelo di questa domenica che possono essere due piste molto belle per il nostro cammino di fede la prima le mie pecore ascoltano la mia voce è una frase che esce dalle labbra del buon pastore e serve questa frase a dare senso alla nostra vita una vita spesso sommersa da parole vuote superficiali oggi basta che accendiamo la televisione guardiamo su internet i vari
social media e troviamo tanti leader tanti maestri del mondo che ci ricordano come fare le cose obblighi doveri consigli da guru gesù gesù ci porta a riflettere gesù si propone e non impone allora le mie pecore ascoltano la mia voce è quella ascoltare che non è un obbedire in modo incondizionato ma è un ascoltare che significa avere un cuore aperto alla parola di dio cioè mettersi in discussione sul cammino della vita nutrire la vita della parola di dio e non solo della propria sensazione di un dio che parla con il sesto senso oppure con il
sento questo dentro e il signore che mi dice qualcosa no il signore lo incontriamo in modo particolare nella parola che ci viene proclamata ammessa nell'eucaristia una parola meditata accolta è pregata questa ridona il senso alla vita ecco perché questa frase così importante le mie pecore ascoltano la mia voce ecco che allora il paragone di noi popolo di dio con le pecore è bello perché non è quell animale un po stupidino che segue in modo passivo no qua l'animale pecora è visto come un animale docile che segue il pastore che si fida di lui ascoltare la
voce di dio la parola di dio deve diventare per ognuno di noi un'oasi di pace e di consolazione allora se nella tua anima sente il bisogno di dio allora trova il tempo per ascoltare la parola di dio concretizza la tua sete di vita con un tempo di rigenerazione ascoltare il buon pastore allora e ascoltare la voce di dio un'anima che desidera accogliere il signore è un'anima che ha bisogno della parola del signore questa frase ci invita veramente a trovare un tempo di incontro con il creatore colui che desidera ricreare la nostra vita secondo la sua
vita e poi vi propongo anche un'altra frase del vangelo di oggi dove l'evangelista giovanni scrive usando appunto le labbra del buon pastore nessuno può strapparle dalle mani del padre questo soggetto sottinteso sono le pecore il gregge dei fedeli del popolo di dio mi immagino gesù che ci dice stai tranquillo io sono con te sempre che ho fatto la promessa di essere nella tua vita tutti i giorni e non andrò mai contro a questa promessa anche nella guerra nella delusione nella malattia nel peccato allora questa frase che nessuno ci può strappare dalle mani del padre ci
fa capire che non è noi che dobbiamo essere bravi ma è lui che è forte con noi nonostante le nostre fragilità e i nostri limiti qui siamo di fronte al pastore forte che veglia e protegge il suo gregge pensate san paolo nella lettera ai romani quando dice chi ci separerà da cristo niente guardiamo questo amore di questo pastore che è pronta a donare la vita per ognuno di noi non mettiamo al centro della vita la paura fidiamoci di gesù fidiamoci del buon pastore di quello vero non di quello che ci vuole proporre una vita a
buon mercato sapete quale può essere la più grande sconfitta dell'umanità scegliere volontariamente di allontanarsi da dio perché come dice questa frase nessuno può strapparle dalle mani del padre significa che nessuno si strapperà da lui ma non c'è scritto che ci trattiene contro la nostra volontà ecco la differenza scegliere volontariamente di allontanarsi da dio è una scelta che può pregiudicare tutta la nostra vita questa frase racchiude tutta la promessa di dio per l'umanità un dio pronto a combattere a difendere ogni vita sempre nonostante tutto ma questo se noi lasciamo aperta la porta della nostra vita perché
signora ci vuole dare una vita piena una vita col ma traboccante di speranza e di amore e non vuole sicuramente che viviamo una vita sterile e a riina allora bellissimo il vangelo di questa domenica che ci fa trovare incontrare scoprire il vero volto di dio il volto della tenerezza e nello stesso tempo della sicurezza mi viene da soprannominare questo buon pastore colui che usa una combattiva tenerezza cioè mani di pastore forte contro i lupi e le insidie del maligno e mani di un pastore che vive la tenerezza cioè che raccoglie le nostre paure e le
nostre lacrime concludo con una domanda che serve per interiorizzare concretizzare il vangelo di questa domenica come ascoltare concretamente la voce di dio nella nostra vita bene oggi è anche la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni e la risposta ci viene da tali ascoltare la voce di dio la si può fare tramite coloro che gesù ha chiamato ad essere annunciatori del vangelo anche se a volte queste persone possono deludere anche se sono peccatori e fragili uomini e donne anche se sono come noi non vorremmo ma il signore li ha scelti gesù non ci ha lasciato
orfani ci ha messo nelle mani della chiesa la chiesa è una barca che conduce a cristo nonostante le onde contrarie nonostante quelle fatiche cioè quelle falle che ci possono essere in questa barca fidiamoci di coloro che il signore ha chiamato a guidare il gregge vescovi preti suore monaci perché queste persone sono pecore che hanno ricevuto la chiamata ma solo rimangono parte del gregge di dio questo non dobbiamo mai dimenticarlo quindi bisogna guardare cosa indica erano in modo particolare perché coloro che sono chiamati a seguire cristo in modo più radicale devono indicare unicamente cristo ho trovato
un testo qualche settimana fa di un sacerdote di milano don ambrogio villa che scrive così amate ogni sacerdote anche chi non apprezzate perché che sarebbe il mondo senza preti e ringraziate dio se gli ha permesso di amare un suo sacerdote perché vi ha fatto un dono raro belle queste parole di questo sacerdote della diocesi di milano oggi è la giornata di preghiera per le vocazioni preghiamo per le vocazioni e nello stesso tempo ringraziamo dio per tutte quelle vocazioni che ha messo sul nostro cammino affinché noi potessimo camminare nella fede di cristo perché alla fine siamo
tutti gregge di dio e poi dio ha scelto delle pecore per farle diventare pastori di altri piccoli greggi amiamoci a vicenda amiamo quei pastori chiamati dal signore a condurre il gregge amiamo la chiesa come madre e come luogo dove le vocazioni nascono fioriscono e si donano [Musica]