arrivati alla terza puntata facciamo un veloce ripasso siamo sufficientemente certi che intorno al 3000 Avan Crist gruppi di pastori Nomadi si affacciarono in quella che oggi chiamiamo l'Europa Orientale cioè l'enorme area compresa fra Polonia Ucraina e Romania sappiamo che si portarono dietro varietà dialettali di una lingua comune che chiamiamo proto indoeuropeo usi e costumi molto peculiari una società individualista e patriar Ale di cui abbiamo tracce linguistiche mitologiche e archeologiche Sappiamo anche e qui aggiungiamo un pezzetto rispetto a quello che abbiamo detto nelle due precedenti puntate che l'arrivo di queste persone fu soltanto l'inizio della penetrazione delle lingue indoeuropee in Europa dal 3000 Avan Cristo in avanti moltissimi gruppi di persone continuarono a spostarsi spingendosi sempre più a ovest entro il 2800 avanti Cristo arrivarono fino alla valle del Danubio nel centro della penisola balcanica facciamo un salto di qualche secolo e intorno al 1300 a. co secondo alcuni studiosi troviamo delle persone che probabilmente parlavano una lingua indoeuropea nel nord Italia il linguista olandese Peter schriver esperto di lingue celtiche sostiene che nei territori compresi fra le province di Milano Como e la regione Svizzera del Canton Ticino in quel periodo ci vivevano delle persone che parlavano una lingua celtica cioè una lingua indoeuropea dello stesso ramo a cui appartengono lingue moderne come il bretone o l'irlandese ma anche lingue antiche ormai scomparse come il Gallico queste antiche comunità di persone lasciarono delle tracce che gli archeologi hanno definito cultura di Canegrate perché uno dei loro principali siti è stato scavato in questa cittadina di 12. 000 abitanti a ovest di Milano le loro ceramiche ricordano molto In effetti quelle di comunità che probabilmente parlavano una lingua celtica già qualche secolo prima a nord delle Alpi piccola digressione Come dicevamo nella prima puntata i linguisti hanno notato varie somiglianze fra le lingue celtiche e le lingue italiche cioè il ramo delle lingue indoeuropee a cui appartiene anche il latino la terminazione Latina che indica il superlativo issus che abbiamo conservato anche in italiano per esempio bellissimo fortissimo ha precise corrispondenze soltanto nelle lingue italiche e in quelle celtiche e non in altre lingue indoeuropee somiglianze italoc celtiche come questa hanno fatto pensare a diversi specialisti che esista un legame di parentela molto stretto fra lingue italiche e celtiche e cioè che si possa ricostruire un ipotetico antenato comune Proto italoc celtico Questa teoria però è ancora oggetto di discussione fra i linguisti e probabilmente ci vorrebbe un altro podcast Per darne conto diffusamente ma torniamo a noi qualche secolo dopo lo sviluppo della cultura di Canegrate durante il primo millennio avanti Cristo troviamo sicuramente tribù celtiche in Spagna ne abbiamo chiare tracce nelle iscrizioni della cosiddetta lingua celtiberica e anche qualche appiglio letterario per esempio nel V secolo avanti Cristo lo storico greco Erodoto parlava di celti che vivevano al di là delle colonne d'Ercole cioè probabilmente lo stretto di Gibilterra facciamo un salto in avanti ancora di qualche altro secolo i gruppi di persone che arrivarono in Europa con la cosiddetta età delle migrazioni che un po' tutti in realtà conosciamo col nome con cui si studiavano a scuola Parliamo delle cosiddette invasioni barbariche Ecco Queste persone che a partire dal I secolo dopo Crist entrarono nel territorio dell'impero romano dall'Europa orientale Parlavano lingue indoeuropee Per la precisione erano lingue indoeuropee del cosiddetto ramo Germanico a cui appartengono tutt'ora inglese tedesco olandese e tante lingue che si parlano nel nord Europa gli Angli i sassoni i vandali i Visigoti benché fossero percepiti dai Romani come distan issimi per lingua e cultura parlavano quindi lingue imparentate con il latino in cui ovviamente i Romani si esprimevano fra loro Qualcuno dice che le cosiddette invasioni barbariche furono l'ultima grande migrazione di persone che parlavano una lingua indoeuropea qualcun altro ritiene che lo sia stata invece La colonizzazione dell'America secoli dopo una presenza così costante nella storia d'Europa e la notevole estensione geografica delle lingue indoeuropee ha affascinato i linguisti europei che per primi individuar i legami di parentela fra il sanscrito il latino il greco le lingue germaniche e celtiche ne parlavamo nella prima puntata ma inebriò anche i molti pensatori nazionalisti e razzisti attivi nel mondo occidentale fra 800 e 900 Alcuni di loro ritennero che se era possibile ricostruire un'unica mitica lingua antenata della maggior parte delle lingue parlate in Europa Allora doveva essere esistito anche un popolo antenato naturalmente bianco che nella notte dei tempi aveva soggiogato tutta [Musica] l'Europa si tratta ovviamente di un'idea assurda Come notavano già Allora i linguisti più di spessore oggi come Allora i confini delle comunità linguistiche non coincidono necessariamente con le persone che condividono la stessa etnia o entità statali e nulla di ciò che ricostruiamo per il Prot Indo europeo né le parole né le formule né i miti ci suggerisce che chi lo parlava facesse parte di un unico popolo propriamente detto Eppure Ciò nonostante queste idee Si diffusero molto in Europa e nel 1883 l'antropologo austriaco Carl penca pubblicò un libro intitolato L'origine degli Ariani in cui sosteneva che le persone che parlavano proo indoeuropeo che lui chiamava Ariani e sappiamo già che in Sans sco vuol dire Nobili Ecco penca pensava che gli Ariani fossero un popolo ben definito con caratteristiche etniche precise come i capelli biondi e gli occhi azzurri e che provenissero dall'estremo Nord Europa un antropologo tedesco otto reje provò a individuare nei tedeschi un'etnia pura fra virgolette che discendeva da questi Ariani non vi stupirà sapere che reje fu uno dei principali ideologi del nazismo delle origini fra le altre cose giustificò l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale sostenendo che i polacchi appartenessero a un'etnia inferiore perché è ibridata al contrario dei tedeschi puri discendenti dagli Ariani queste Teorie pseudoscientifiche e le immani sofferenze materiali che causarono hanno avvelenato per de la reputazione della indoeuropea insomma anche i tentativi di rispondere a una delle domande più affascinanti in assoluto sulle persone che parlavano Pro Indo europeo e cioè da dove provenivano hanno subito per decenni l'influsso culturale del momento in cui furono sviluppate proviamo a inoltrarci in questo terreno scivolosissimo ma enormemente interessante [Musica] state ascoltando l'invasione un podcast del post di Luca misculin e Riccardo Ginevra Per prima cosa cerchiamo di capirci Cosa significa oggi cercare il luogo d'origine del Proto indoeuropeo cioè della lingua antenata di tutte le lingue indoeuropee parlate oggi linguista Danese Thomas olander che si è occupato molto di questo tema sostiene che la ricerca del luogo d'origine del Prot Indo europeo debba essere circoscritta dato che sarebbe impossibile Probabilmente indagare la sua nascita all'alba dei tempi dovremmo invece concentrarci sull'ultimo momento storico e sull'ultimo contesto geografico all'interno del quale le persone parlavano proind europeo Appena prima quindi che alcune di loro si allontanassero dando origine negli anni successivi poi a nuove lingue con le proprie regole e [Musica] innovazioni per tracciare un legame fra una lingua ricostruita e un certo momento storico e una certa area geografica i primi studiosi hanno Innanzitutto cercato di affidarsi al lessico del protoindoeuropeo cioè alla presenza e all'assenza di certe parole fra quelle che è possibile ricostruire ricorderete che nella seconda puntata abbiamo ricostruito attraverso le diverse lingue indoeuropee che il proind europeo cioè il loro antenato aveva molte parole che definivano i principali mammiferi domestica allevati dall'uomo e invece ne aveva pochissime per descrivere i cereali oppure certe pratiche agricole proviamo a usare un approccio simile per individuare nel protoindoeuropeo riferimenti geografici precisi e risalire al luogo di origine per esempio nel proind europeo c'è una parola per definire il mare la Rosta È probabilmente no in Prot induro è stata ricostruita la parola Mori che si è sviluppata nel lituano Mares nell'antico slavo morie e ovviamente nel latino mare che è arrivato fino a noi in italiano ma non ci sono tracce di questa parola in rami importanti delle lingue indoeuropee questa parola non c'è in indoiranico non c'è in greco non c'è nelle lingue tocari per di più in varie lingue indoeuropee Mori ha dato origine a parole che non descrivono esattamente il mare ma più In generale dei grandi bacini d'acqua in neerlandese Mer significa lago Questo ragionamento ci porta a pensare che le persone che parlavano prindo europeo non conoscessero il mare Ecco non è chiaro forse il plnd europeo ce l'aveva è una parola per descriverlo e alcune lingue l'hanno conservata e altre l'hanno persa prendendo in prestito poi una parola da un'altra lingua per esempio il greco antico talassa Che significa mare non sembra avere un'origine indoeuropea per dire oppure il protto indoeuropeo non ce l'aveva una parola per definire il mare e le lingue indoeuropee successive usarono Mori in mancanza di un termine più adeguato un altro esempio famoso di corrispondenza problematica è quello di una parola per salmone Lax che una volta si ricostruiva per il proto Indo europeo principalmente sulla base di parole in lingue germaniche baltiche e slave Fra l'altro da quella parola discende la parola inglese lox il salmone affumicato che tipicamente si mangia sui bagle a queste parole talvolta si aggiungeva una parola tocaria allax i cui suoni però hanno un'origine diversa e che comunque vuol dire semplicemente pesce Ora dato che il salmone si pesca Soltanto sulle coste del Mare del Nord dell'Oceano Atlantico Questo sembra suggerire che il luogo d'origine delle persone che parlavano protoindoeuropeo fosse l'Europa del nord ma i riflessi di questa parola sono attestati unicamente in lingue parlate sulla costa del Mare del Nord non nelle altre lingue indoeuropee nemmeno in irlandese che oggi ha sette diverse parole per salmone oggi i linguisti ritengono quindi che questa parola l'X per salmone non sia un'eredità del protoindoeuropeo Ma che si sia diffusa nell'area del Mare del Nord tra lingue vicine tra loro quelle germaniche baltiche e slave magari perché importata da un'altra lingua nonostante tutti questi ostacoli ben presto coloro che praticano la cosiddetta paleontologia linguistica cioè l'approccio che tenta di ricostruire la realtà esterna conosciuta da chi parlava Prot indoeuropeo sulla base delle parole ricostruite si resero conto che molti indizi puntavano alle steppe dell'Europa orientale il primo in assoluto a formulare questa idea fu l'indo europeista tedesco 8 schrader nel 1883 Ma come si poteva confermare questa ipotesi in assenza di fonti scritte in questo caso la ricostruzione linguistica che rimane comunque la base degli Studi di indurisca ci aiuta fino a un certo punto Come già accaduto in altri passaggi di questo Podcast per ricostruire il luogo d'origine di chi parlava Prot indoeuropeo abbiamo bisogno di un approccio interdisciplinare che tenga dentro oltre alla linguistica anche l'ar teologia il 23 gennaio del 1921 nacque a Vilnius nell'odierna Lituania una delle figure più rilevanti nella storia degli Studi indoeuropei si chiamava Maria birou alite ma oggi tutti gli studiosi la conoscono come Maria gimbutas Dal cognome del marito che sposò nel 1941 a 20 anni gimbutas era figlia di due medici che appartenevano all'alta borghesia lituana e erano amici di poeti scrittori rivoluzionari dopo un'infanzia passata soprattutto a nuotare a pattinare sul ghiaccio e andare in bicicletta kimb butas racconta che decise di diventare una studiosa a 15 anni dopo la morte di suo padre in qualche modo per celebrarne il ricordo nel giro di qualche anno si laureò in linguistica e in archeologia e nel 1946 ottenne un dottorato all'Università di Tubingen in Germania tutto questo in un periodo in cui fece due figli e visse in una Lituania occupata prima dai sovietici E poi dai nazisti gimbutas era una studiosa prodigio e già negli anni 40 si accorse che in Molte zone dell'Europa orientale Cioè in quei territori dell'estremo Ovest dell'Unione Sovietica e nei suoi paesi satelliti si trovano ancora oggi delle collinette artificiali alte qualche metro al massimo una decina sotto terra queste collinette nascondono delle tombe che secondo gimbutas hanno caratteristiche del tutto simili sono tutte tombe riservate a una sola persona seppellita in una buca profonda spesso il corpo viene sistemato in una bara di legno Oppure in un sarcofago di pietra con la schiena appoggiata alla terra e le gambe piegate ad angolo accanto al corpo spesso si trovano oggetti votivi come punte di freccia gioielli o animali d' allevamento nei suoi studi gimbutas dice di avere individuato centinaia di sepolture del genere in Russia in Ucraina Bulgaria Polonia Romania nei vari paesi dell'ex Yugoslavia in Macedonia del nord e in Grecia nell'articolo in cui ha sistematizzato più compiutamente la sua teoria su queste tombe uscito nel 1970 gimbutas pubblica immagine di quella che ritiene essere la tomba tipo di questo rituale una Collinetta artificiale rinvenuta a Costanza nell'attuale Romania alta nel suo punto più elevato un paio di metri e lunga 30 che nasconde una singola Fossa profonda 5 m in fondo a questa fossa è sistemato il corpo di un uomo solo con le gambe piegate ad angolo gimbutas sostiene che nella tradizione archeologica Sovietica questo tipo di Tomba viene chiamata yamna che in russo significa Fossa gimbutas le rinomina kurgan che è un termine che in turco significa Tumulo per sottolineare l'elemento più visibile di queste tombe gimbutas e qui arriviamo alla teoria che ha difeso fino alla sua morte avvenuta nel 1994 a Los Angeles Individua un legame fra i kurgan sotto cui venivano seppelliti uomini probabilmente guerrieri o capi militari e la l'arrivo delle persone che parlavano protoindoeuropeo in Europa furono loro sostiene gimbutas a portare con sé una società patriarcale individualista fondata sul culto della guerra e della violenza e le tombe monumentali per singoli uomini ne sono la prova più grande nella seconda parte della sua carriera gimbutas sviluppa una teoria che per la prima volta cercava di spiegare in maniera articolata perché le persone che parlavano Pro Indo europeo nel giro di qualche secolo penetrarono così profondamente in Europa portandosi dietro lingue miti e un'idea di società di cui abbiamo echi ancora oggi gimbutas sostiene che le persone che parlavano proind europeo non abbiano incontrato Resistenza perché le popolazioni che abitavano a quel tempo in Europa erano pacifiche stanziali e dedite all'agricoltura secondo gimbutas queste comunità avevano un fortissimo legame con la Terra da cui dipendeva la loro sopravvivenza e a partire da questo legame avevano sviluppato un culto molto articolato che ruotava attorno a varie divinità tutte femminili perché legata alla terra che è l'elemento fertile per eccellenza e anche una società quasi matriarcale in cui il conflitto aveva un posto estremamente marginale in uno dei suoi libri più famosi le dee viventi uscito postumo nel 1999 gimbutas scrive del Neolitico e in Asia minore nell'arco di tempo fra il 7000 e il 3000 avanco la devozione religiosa si rivolgeva alla ruota della vita e alla sua ciclica rotazione Questa è l'area geografica e la cornice cronologica che io definisco Europa Antica nell'Europa Antica il punto focale della religione comprendeva nascita nutrimento crescita morte e rigenerazione parallelamente alla coltivazione delle messi e all'allevamento degli animali i popoli di questa era ritenevano imponderabili le forze naturali come piante e cicli animali e adoravano molte dee o forse una sola Dea in molte forme la dea manifestava le sue innumerevoli forme attraverso varie fasi cicliche che vigilavano sul buon andamento di ogni cosa molti erano i modi in cui si rivelava nei mille accadimenti della vita le sue raffigurazioni Sono caratterizzate da un simbolismo molto complesso le immagini della dea possono essere approssimativamente classificate sotto i suoi aspetti di dispensatrice di vita e sostentamento e portatrice di morte e rinnovamento Nonostante anche la forza maschile sia determinante per la rigenerazione e la stimolazione della vita sia nel mondo vegetale sia in quello animale era la forza femminile a pervadere l'esistenza la dea era la creatrice dalla quale tutta la vita umana vegetale e animale deriva e alla quale tutto ritorna gimbutas sosteneva Insomma che la dea dell'Europa Antica non era soltanto una dea della fertilità ma una dea multiforme e sfaccettata le cui caratteristiche venivano rappresentate con molti animali diversi nei suoi libri racconta di aver identificato più di 100.
000 statuette di divinità femminili dell'Europa Antica fra queste rappresentazioni citate da gimbutas ci sono la Dea uccello un anim che conduce un'esistenza in moto perpetuo migrando da un posto all'altro la dea serpente che cambia muta nel corso della sua vita pensate alla Gorgone che è la dea dai capelli serpentini che nel mito greco viene uccisa dall'eroe maschio Perseo la dea rana che frequenta sia l'acqua sia la terra sempre secondo gimbutas le comunità dell'Europa Antica vennero spazzate via dall'arrivo delle persone che parlavano Pro indoeuropeo che Riuscirono a imporsi Grazie una maggiore dimestichezza con la violenza e il conflitto patriarcato classi sociali e belligeranza divennero la norma scrive sempre nelle dee viventi gimbutas insomma la sua teoria era che le comunità dell'Europa Antica avessero subito Un'invasione che aveva quasi del tutto cancellato le loro tracce nella storia ci occuperemo di nuovo di gimbutas nella quinta e ultima puntata per ora sappiate che le sue tesi sono state molto messe in discussione negli ultimi anni ma rimangono un riferimento importantissimo per via di diverse intuizioni che ebbe nella sua carriera fra cui per esempio la sua teoria sul luogo d'origine delle persone che parlavano proind europeo per tornare a noi dopo una lunga parentesi gimbutas riteneva che per individuare il luogo d'origine di queste persone bastasse seguire ritroso la costruzione dei kurgan le tombe a Collinetta di cui si è occupata per tutta la vita secondo gimbutas i primissimi kurgan risalgono circa al 4500 a. co e si trovano nella regione a nord del Mar Nero nell'odierna Ucraina in quelle terre che nel momento in cui stiamo registrando Si trova fra l'altro Il fronte sudorientale della guerra fra Russia e Ucraina che corre lungo il fiume di nipr uno dei siti più importanti studiati da gimbutas si trova a De rivka non lontano dalla città di De Nipro che negli ultimi due anni è stata molto al centro delle Cronache la tesi di gimbutas è stata sicuramente influenzata dal clima politico e culturale che si è respirato in Occidente a partire dal secondo dopoguerra lo sviluppo degli Studi femministi l'interesse per modelli di società diversi da quelli che avevano generato due guerre mondiali l'ostilità per i nazionalismi e la loro prospettiva distorta degli Studi indoeuropei la sua lettura di quello che accadde in Europa all'arrivo delle persone che parlavano proind europeo nel 3000 avanco risentì di questi stimoli così come la sua descrizione di queste persone che forse era un po' stereotipata come Vedremo Mag gimbutas non fu l'unica studiosa che costruì un immaginario di Reazione a chi negli anni precedenti Aveva voluto rifarsi a un popolo mitico di Antenati deg europei moderni come fecero per esempio i nazisti l'archeologo britannico Colin renfrew partì dagli stessi presupposti di gimbutas quindi diciamo di Reazione a tutto quel magma pseudoscientifico che spinse i nazisti a venerare I mitici Ariani ma arrivò a una conclusione esattamente opposta nonostante renfrew e gimbutas fossero molto amici e si sasser profondamente dal punto di vista professionale e questa discussione i che durò decenni ha dato inizio a una scissione fra gli studiosi interessati alle questioni indoeuropee che in parte esiste ancora [Musica] oggi renfrew è nato nel 1937 è ancora vivo e ha trascorso la quasi totalità della sua carriera accademica nella università di Cambridge cittadina inglese dove per decenni ha insegnato nella facoltà di archeologia la fama di renfrew si deve soprattutto a un libro uscito Nel 1987 intitolato Archeology and language the puzzle of indo-european Origins pubblicato in Italia dalla terza nel 1992 col titolo accorciato archeologia e linguaggio in questo libro renfrew ha sistematizzato una teoria che negli anni successivi è risultata enormemente influente soprattutto per gli archeologi interessati allo studio delle lingue indoeuropee in estrema sintesi basandosi principalmente su tracce archeologiche renfrew ipotizza che il luogo d'origine delle persone che parlavano Pro indoeuropeo fosse l'anatolia cioè l'odierna Turchia È una tesi in contraddizione non solo con quello che sosteneva gimbutas ma anche con tutta una serie di nozioni di cui abbiamo parlato nella scorsa puntata che riguardano per esempio la ricostruzione della società e della cultura di chi parlava proti indoeuropeo la tesi di renfrew mise in discussione molte delle cose che vi abbiamo raccontato e la migliore sintesi possibile Insomma di questa tesi di questo approccio l'ha fatta lo stesso renfrew in una intervista televisiva data nel 1999 Maria pensava che la patria delle persone che parlavano Proto Indo europeo fosse a nord del Mar Nero che loro fossero arrivati dalla Russia dall'ucraina intorno al 3000 avanti CR Io invece penso che questa tesi non sia per nulla corretta l'idea che queste persone fossero pastori Nomadi che avessero addomesticato il cavallo che siano arrivati a tutta velocità tronfi della loro mascolinità portandosi con sé le lingue e la cultura indoeuropea non mi torna non c'è stata alcuna invasione violenta penso che quella lingua sia arrivata in Europa insieme all'agricoltura che fu un'innovazione enorme prima di allora gli europei erano soltanto dei cacciatori raccoglitori sappiamo che l'agricoltura si è sviluppata nel Vicino Oriente inclusa l'anatolia dove coltivavano il grano orzo e allevavano pecore e mucche e quando accadde quelle popolazioni iniziarono a espandersi e questo portò a una graduale diffusione dell'Agricoltura verso l'Europa questi primi agricoltori in Anatolia Secondo me parlavano Proto Indo europeo ed è così che il proto Indo europeo sia poi sparso in tutta Europa In sostanza dice rfw la migrazione di Popoli patriarcali che parlavano Prot Indo europeo teorizzata da gimbutas non sembra aver lasciato tracce archeologiche evidenti in Europa mentre al contrario Grazie all'archeologia siamo certi del fatto che l'innovazione dell'Agricoltura arrivò in Europa intorno al 6000 avanco dall'anatolia Sappiamo anche che ovunque nel mondo l'arrivo dell'Agricoltura ha comportato trasformazioni enormi Nelle società umane perché non collegare l'arrivo dell'Agricoltura in Europa di cui abbiamo certezza archeologica a partire dal 6000 avanco Alla diffusione delle lingue indoeuropee altro che il cavallo che secondo renfrew non è mai stato così centrale nella diffusione di queste lingue nel corso della sua carriera renfrew ha poi arricchito e ampliato la sua ipotesi rispondendo alle molte critiche che gli sono arrivate ad alcune rispose in maniera preventiva nel suo libro uscito Nel 1987 per ad esempio spiegò che in Europa si trovano tracce di persone che parlano protein europeo solo molto più tardi nel 3000 Avant Crist nel 2000 a. co nel 1000 a.
co perché le società agricole Si espandono molto lentamente e spostano i propri confini di circa 1 km all'anno e quindi secondo renfrew in certe zone queste persone sono arrivate Nel 5000 a. co in zone più lontane anche molti millenni più tardi e gli agricoltori in cerca di nuove terre avrebbero quindi impiegato secoli per per colonizzare tutta l'Europa portandosi dietro molto lentamente la propria lingua riuscendo a imporla Grazie all'innovazione di cui disponevano cioè l'agricoltura fin da subito Però diversi linguisti osservarono alcune grosse incongruenze nelle tesi di renfrew per esempio fecero notare che le lingue Indo iraniche come il sanscrito o il persiano avevano molte caratteristiche in comune con altre lingue indoeuropee antiche che si parlavano in Europa di conseguenza era difficile immaginare che le persone che le parlavano dall'anatolia si fossero separate subito Fra chi si spostò a ovest verso l'Europa e chi a est verso India e Cina renfrew non aveva grande fiducia nel fatto che i grandi eventi della storia umana potessero essere ricostruiti attraverso lo studio delle lingue e in seguito a quelle critiche non cambiò Ide ma fece soltanto qualche marginale modifica al suo [Musica] modello nei primi anni 2000 la tesi di renfrew trovò un inaspettato supporto in un gruppo di ricercatori guidato da Russell Grey che è un biologo e psicologo neozelandese sulla base di complicati calcoli statistici mutuati dalle Scienze Naturali ibridati anche con considerazioni linguistiche e biologiche sull'aspettativa di vita delle persone Allora Grey e i suoi collaboratori ipotizzarono che la dissoluzione del Prot induro iniziò nel 6700 Avan CR probabilmente in Anatolia lo studio principale che conteneva quelle Stime fu pubblicato nel 2003 dalla rivista Nature e fu ripreso Dai giornali di mezzomondo è quasi troppo bello per essere vero commentò margarit finkelberg che è una classicista israeliana seguace delle ipotesi di renfrew la tesi di renfrew ha fatto breccia in tanti studiosi perché permette di collegare la diffusione delle lingue indoeuropee ha un fenomeno chiaramente attestato dall'archeologia cioè la diffusione dell'Agricoltura ma anche perché Elimina i presupposti che fra 800 e 900 avevano reso gli studi indoeuropei vulnerabili alle strumentalizzazioni in sintesi negando che i cambiamenti culturali avvengono tramite lo spostamento di persone che portando dietro una certa cultura un certo linguaggio soppiantano quelli che trovano nei luoghi in cui arrivano si taglia il legame fra lingue e popoli e si può sostenere quindi che le comunità di esseri umani siano sempre state fluide dal punto di vista etnico e culturale per renfrew Insomma lingue indoeuropee non si sono imposte Perché a un certo punto sono arrivate delle persone a cavallo che hanno ammazzato e saccheggiato e bruciato tutto quello che c'era prima ma perché il loro utilizzo era strettamente legato a quello dell'Agricoltura che nel giro di qualche millennio si è diffusa in tutto il continente senza che ci siano tracce di particolari stragi l'ipotesi di renfrew per quanto affascinante e ripresa da studi successivi non è mai tornata dal punto di vista linguistico nonostante i molti tentativi di renfrew di cercare di adattarla alle critiche e alle puntualizzazioni che per anni gli sono state rivolte abbiamo detto che con il termine protoindoeuropeo ci riferiamo alla lingua che ricostruiamo sulla base delle corrispondenze tra lingue indoeuropee protoindoeuropeo e indoeuropeo sono quindi termini linguistici qualsiasi teoria archeologica sull'origine delle lingue indoeuropee o sul luogo in cui veniva parlato il protoindoeuropeo che ignori i dati linguistici è quindi traballante in partenza e la cosiddetta teoria anatolica ha tante troppe cose che non tornano dal punto di vista linguistico Ad esempio se il proto indoeuropeo si disgregò nelle varie lingue indoeuropee a partire dal 6000 avanco quindi più di due millenni prima dell'invenzione della ruota avvenuta intorno al 4000 3500 Avan Cristo Come facciamo a ricostruire senza ombra di dubbio una parola Proto indoeuropea per ruota cucl sulla base di parole con questo significato in tante lingue indoeuropee come greco antico cucos sanscrito chakras o inglese antico hohol l'antenna nato di inglese moderno Will e ancora se il proto indoeuropeo si disgregò nelle varie lingue indoeuropee a partire dal 6000 a.