Potremmo chiederci se l'antica civiltà greca abbia ancora oggi qualcosa da insegnarci. Aggirandoci per le vie di Atene constatiamo che la moderna città di oggi è molto più grande delle tracce del suo stesso passato. Eppure non appena intravediamo i suoi antichi palazzi è tuttavia possibile cogliere un barlume delle idee che gli antichi greci ci hanno elargito.
Quasi 2500 anni fa qui nacque un filosofo il suo nome era Socrate A lui dobbiamo una delle idee più importanti della storia della filosofia l'idea secondo la quale il pensiero logico può aiutarci essere più sicuri di noi stessi più indipendenti o meno conformisti meno vincolati alle opinioni altrui sul nostro conto Il sogno di una filosofia in grado di renderci liberi Sono venuto ad Atene per capire come possa un uomo morto per le proprie convinzioni darci la sicurezza per camminare sulle nostre gambe. Socrate non ci ha lasciato nulla di scritto conosciamo le sue idee solo grazie a una serie di dialoghi scritti da uno dei suoi discepoli: Platone. Non sappiamo neanche se questa curiosa statua ritragga veramente il filosofo.
. . Sappiamo che era nato nel 469 avanti Cristo e che era sposato con una donna celebre per il suo temperamento: Santippe.
Quando gli chiedevano come mai l'avesse sposata rispondeva che i domatori di cavalli devono allenarsi con gli esemplari più focosi! Il magnete ci suggerisce un'altra caratteristica di Socrate: era particolarmente brutto! Le abitudini maniacali di Socrate ci portano verso una delle sue idee più suggestive: dobbiamo trovare il modo di costruire la sicurezza nelle nostre convinzioni ù e non lasciarci distrarre troppo dalle opinioni altrui!
Sono molte le cose che l'uomo ha in comune con la pecora. . .
noi non produciamo la lana né ci esprimiamo a belati ma spesso manifestiamo l'esigenza di seguire i nostri simili passivamente e non ridiamo al pensiero di separarci dal gregge Ma perché tendiamo a seguire come un gregge di pecore le altre persone, soprattutto quelle più importanti? Principalmente perché supponiamo che esse sappiano più cose di noi così e ci accodiamo a loro Fino al 1998 andrew miller ha lavorato in una grande azienda la british vaio tech di oxford presso la quale dirigeva il reparto delle ricerche cliniche a un certo punto ha iniziato a pensare che i suoi datori di lavoro erano troppo ottimisti riguardo ai farmaci che stavano sviluppando e che agli azionisti non veniva raccontata tutta la verità non fu costretto a porsi un'angosciosa domanda era possibile che avesse ragione nonostante tutti gli altri membri del consiglio di amministrazione gli dessero torto. Una ragione per la quale è difficile sentirsi sicuri di sé nella situazione di Andrew è che se andiamo ad accettare che chi comanda abbia sempre ragione.
È proprio questo l'assunto che Socrate voleva che sfidassimo incitandoci a pensare alle insensatezze che spesso i potenti dicono e fanno invece di lasciarci incantare dalla loro aura di potere e dalla loro soave sicurezza in se stessi Nel decidere quando seguire le persone importanti e quando dissentire da loro Socrate aveva un grande vantaggio rispetto a noi: poteva rivolgersi a loro di persona! Atene ,ai suoi tempi, aveva una popolazione di appena 150 mila abitanti di tutti i cittadini si incontravano all'agorà una grande piazza dove i cittadini si riunivano per i commerci e per discutere. Se fossimo venuti qui nel V secolo a.
C. avremmo potuto vedere un personaggio piuttosto bizzarro aggirarsi tra la folla. Socrate, infatti in genere si alzava all'alba e trascorreva le sue giornate al mercato in mezzo alla gente.
Un'altra ragione per la quale siamo restii a sfidare le altre persone è la consapevolezza del rischio di creare dei problemi per le ragioni sbagliate quando ci accaloriamo o ci intestardiamo. Socrate era un anticonformista e creava problemi agli ateniesi ma non era motivato dall'arrogante desiderio di vedere gli altri comportarsi come lui, ne' dall'eccentricità visto che girava scalzo e con una tunica che non lavava mai. .
. Il suo anticonformismo nasceva dal desiderio di trovare la verità di mettere in dubbio i luoghi comuni piuttosto che dal piacere di mettere in difficoltà il suo interlocutore. Andare da uno sconosciuto e chiedergli di spiegarci le sue convinzioni è piuttosto difficile soprattutto se si è timidi come me.
Ti guarda in modo strano immagina che se gli fai una domanda sul perché viva in un certo modo è perché tu conosci la risposta dunque la vive come una tua affermazione di superiorità rispetto a lui. Socrate non aveva tali inibizioni: preferiva essere considerato un po' troppo irruente e bizzarro piuttosto che permettere ai propri concittadini di vivere senza pensare. Voleva che tutti esaminassero le proprie convinzioni, anche tra i banchi del mercato.
Come potete immaginare, Socrate infastidiva molto gli ateniesi ma al centro del suo approccio c'è un'idea molto egualitaria: tutti abbiamo il dovere di riflettere sulla nostra vita e tutti siamo sorprendentemente capaci di fare ciò. Non capita spesso di sentirci chiedere di spiegare come mai viviamo in un certo modo: Socrate ci esorta a superare pigrizia e timidezza per capire che cosa pensiamo veramente e regolarci di conseguenza La filosofia nelle mani di Socrate invita tutti noi all'anticonformismo intelligente. Socrate non si limita a offrirci la sicurezza per sfidare le ideologie, le credenze e le tradizioni dominanti: ci offre anche un modo per sviluppare opinioni tutte nostre che possono aiutarci a emergere dalla massa Per fare ciò è necessario sottoporle a un test rigoroso da lui ideato.
Se le nostre opinioni possono sopravvivere alla prova di Socrate allora vuol dire che vale la pena difenderle. Se mettiamo alla prova le nostre opinioni in questo modo, secondo Socrate possiamo elaborare pensieri affidabili e inconfutabili proprio come un vasaio realizza vasi utili e resistenti. Il metodo di socrate ha il pregio di farci essere meno passivi meno inclini a seguire il gregge e se qualcuno è in disaccordo con noi non dobbiamo dire beh io penso di avere ragione ma non so dirti perché possiamo dimostrare logicamente perché pensiamo di avere ragione essi anche il nostro interlocutore ignorasse la logica ciò non dovrebbe snervarci eccessivamente.
Questo ci suggerisce che possiamo intrattenere una conversazione filosofica interessante ovunque anche all'angolo di una strada la filosofia non deve per forza esprimersi tra le mura di una università o in un'aula scolastica: Socrate parlava con persone di ogni genere che amava dimostrare a tutti che avevano la capacità di arrivare a opinioni ben pensate è un'idea stimolante ma in una società come la nostra nella quale imperano i gruppi di opinione i sondaggi socrate avrebbe pensato che tendiamo ad ascoltare qualsiasi opinione che sia ben meditata o meno. Sebbene socrate ritenesse che siamo tutti in teoria capaci di vivere una vita a meditata sapeva che nella pratica la maggior parte di noi non lo fa dunque non poteva accettare l'idea che qualsiasi opinione sia degna di essere ascoltata esattamente come non si può affermare che qualsiasi vaso sia adatto a contenere l'acqua. Per quanto ci possa suonare strano soprattutto da parte di un uomo vissuto nella culla della democrazia socrate nutriva serie riserve sulla democrazia stessa rifiutava di accettare che un opinione fosse giusta solo perché sostenuta dalla maggioranza e avrebbe ritenuto ridicolo che i potenti si facessero guidare da gruppi d'ascolto come questo.
Ritenere che la maggioranza abbia torto ad essere convinti del fatto di avere ragione non basta certo a farci difendere un'opinione minoritaria soprattutto quando è in gioco la propria sussistenza dunque cosa ha indotto andrew miller a opporsi ai propri datori di lavoro pur sapendo che ciò avrebbe scatenato una battaglia sui media e in tribunale? Andrew pensa di avere avuto giustizia, grazie al risarcimento avuto con la causa ma Socrate non fu tanto fortunato una cosa che tutti sappiamo di lui è che subì un processo festa e che fu condannato a morte è un'immagine potentemente evocativa ancora oggi per le strade di atene possiamo vedere quella scena raffigurata ovunque e questo perché è diventata un potentissimo simbolo del singolo che coraggiosamente e intelligentemente si oppone alla tirannia della maggioranza L'accusa mossa a Socrate era di aver corrotto la gioventù di Atene ed aver mancato di rispetto agli dei venerati dalla città: la pena prevista era la morte Socrate fu condotto fuori dal tribunale fino alla prigione; sua moglie Santippe spettando a trovarlo ma ebbe una tale crisi isterica che dovettero portarla via tubi anche molti dei suoi amici erano in lacrime addirittura il custode del carcere che aveva visto molti condannati andare verso la morte gli offrì le proprie scuse e gli disse che tra tutte le persone che aveva visto in quella cella socrate era la più nobile la più generosa e la più saggia. Quindi si presentò il boia di una tazza di infuso di cicuta la tazza fu consegnata socrate al quale fu ordinato di bere Oggi ad Atene resta ben poco della gloria dell'antica Grecia che ha ispirato il mondo intero ma le idee di Socrate sono ancora vive una volta qualcuno gli chiese da dove venisse e lui rispose "Non da Atene, ma dal mondo" Socrate lo possiamo considerare un filosofo globale nato ad Atene ma il cui messaggio è diretto a tutta l'umanità.
Naturalmente oggi è difficile che a qualcuno venga chiesto di morire per le proprie opinioni ma Socrate ci fa capire che tutti noi abbiamo la capacità e il dovere di smettere di seguire passivamente le opinioni altrui e il dovere di avere opinioni nostre e ben meditate.