Enciclopedia Virtuale Analisi del Discorso e aree affini Silmara Dela Silva (UFF) Evento Giornalistico L'evento giornalistico è una nozione che nel quadro teorico-metodologico dell’analisi del discorso, proposta da Michel Pêcheux, si costituisce a partire dal discorso preso come evento. Come afferma Pêcheux, nel 1983, nel libro <i>O discurso: estrutura ou acontecimento</i>, il discorso come oggetto teorico che decorre dalla lingua e dalla sua iscrizione nella storia contiene struttura ed evento. Evento che si realizza, secondo Pêcheux, nel punto d’incontro di un’attualità e una memoria.
Lo stesso Pêcheux ci mostra anche, nelle analisi che presenta dell’enunciato “On a gagné”, nello scenario francese del maggio 1981, che le pratiche giornalistico-mediatiche sono pratiche discorsive che, secondo l’autore, “fanno funzionare” l’evento proprio quando lo inscrivono in un fatto, e, citando Pêcheux, “in un contesto di attualità e nello spazio di memoria che esso evoca e che già comincia a riorganizzare”. Pêcheux sta pensando specificatamente all’esempio della vittoria di François Mitterand alle elezioni presidenziali francesi. Con questo esempio, dimostra come il discorso giornalistico costruisce l’evento che conquista spazio nei media, nei ritagli di cosa presentare in relazione a questo contesto di attualità e per la mobilitazione della memoria nella quale inscrive questo evento.
Queste pratiche discorsive e giornalistiche sono pratiche discorsive mediatiche che hanno la loro specificità nel momento in cui sono regolate da tecniche che scandiscono il fare giornalistico nel nostro contesto socio-storico. Perciò, si tratta di un modo specifico di funzionamento del discorso relazionato alla stampa in quanto istituzione e alla posizione soggetto/giornalista che questo discorso costituisce. L’evento giornalistico è inteso come una costruzione del giornalismo in quanto pratica discorsiva dai e nei media, che non si confonde con l’esistenza empirica degli eventi, qualunque essi siano.
In questo modo, ciò che proponiamo con questa nozione è un distanziamento in relazione ad una visione comunicazionale del giornalismo che ritiene che le notizie e i resoconti che circolano nei media decorrerebbero solo da un fatto di presumibile interesse giornalistico e che per questo ricevono spazio nei media. Questa visione presuppone che il fatto preesiste alla narrativa giornalistica su di esso e la comprensione dell’evento giornalistico di questa nozione è che la narrativa giornalistica, nel produrre il discorso, produce anche l’evento stesso che viene narrato. Questa considerazione si avvicina un po’ alla riflessione proposta da Eduardo Guimarães nel 2001, in merito alla pratica di enunciare nei media.
Cito un frammento di Guimarães, in cui dice che: “l’evento per il giornale, ciò che è enunciabile come notizia, non si realizza in sé come evidenza, ma è costituito dalla pratica stessa del discorso giornalistico. Enunciare nei media include una memoria dei media per i media”. Quanto all’evento giornalistico, non si tratta di un'associazione necessaria tra un fatto empirico e il suo resoconto.
Un esempio di ciò si trova in pratiche giornalistiche e mediatiche che incidono su fatti che ancora non sono accaduti empiricamente. È il caso della televisione in Brasile, per esempio, su cui ho lavorato nella mia tesi di dottorato. La televisione è costruita discorsivamente dalla stampa, essendo oggetto di resoconti in molte notizie e reportage sin dal 1948, anche se, di fatto, nel paese sia arrivata solo nel 1950 una trasmissione televisiva, cioè, l’evento giornalistico della televisione in Brasile, in quanto pratica discorsiva che costruisce sensi per la propria televisione.
Questa nozione di evento giornalistico si allinea anch’essa con la nozione di evento storico. Le Goff, per esempio, sottolinea che gli eventi che diventano parte della storia sono selezionati dagli storici, dal momento che non si realizzano come mera evidenza. Questa affermazione ci ricorda anche un po’ ciò che dice Paul Henry.
A tal proposito, faccio una citazione di Paul Henry da <i>Gestos de Leitura:</i> “Non esiste fatto o evento storico che non abbia un senso, che non richieda interpretazione, che non pretenda che troviamo le sue cause e conseguenze”. È proprio in questa direzione che considero l’evento giornalistico come una costruzione che attesta il giornalismo stesso come pratica socio-storica, come evento del discorso che presuppone soggetti e prese di posizione, come un gesto di interpretazione.