è stato tante cose insieme naturalmente e tante cose diverse a seconda dei punti di vista e a seconda di come si collocavano i contemporanei nei suoi confronti è stato tante cose è stato tante cose anche nell'arco della sua vita e su questo la prima cosa che mi sembra importante che ci chiariamo è questa Noi guardiamo al passato in particolare noi che lo studiamo di mestiere noi storici ma tutti noi adesso che siamo qua a parlare di Napoleone e noi siamo qua a parlare di Napoleone e sappiamo che lo stesso giovanotto che ha sbaragliato i piemontesi
e gli austriaci durante la campagna d'Italia e ha costretto l'imperatore d'Austria a chiedere la pace e ha creato le repubbliche in Italia e poi noi sappiamo che è lo stesso Jovanotti e ha battuto a quel direttorio che invece serviva qualche anno prima e si è proclamato primo console poi sappiamo che si è proclamato imperatore che ha creato un sistema europeo e sappiamo che ha vinto grandi battaglie e che ha perso l'ultima è che come dire avendo cominciato la sua vita in un'isola e avendo fatto poi un intervallo Toscano in un'altra isola la concluse in un'altra
isola ancora un personaggio gigantesco da tutti i punti di vista Ma sapere com'è andata a finire Ecco è anche un danno per noi che lo guardiamo da oggi perché noi non riusciamo più a vedere quello che vedevano gli italiani del 1796 non era Napoleone era il Generale buona parte per l'appunto Anche se devo dire la grafia buona parte o Bonaparte si dice sempre che lui alla fine preferisce Bonaparte perché è più facile da pronunciare per i francesi ma in realtà già nei documenti corsi della famiglia La grafia oscilla all'epoca non riportava niente a nessuno dell'ortografia
e quindi il nome si trovava scrittore entrambi i modi ma era un giovane generale alla testa delle Armate della rivoluzione prima ancora di essere le armate francesi erano le armate della rivoluzione poi Passeranno gli anni e ci saranno popoli in Europa che decideranno che quelle non sono Armate che portano la libertà ai diritti sono Armate straniere e contro di loro Il popolo deve insorgere succederà così in Spagna succederà così in Russia succederà così in Germania ma Nel 1796 Certo sono le armate francesi però miracolo il loro generale parla italiano ed è venuto in Italia proclamando
di portare la libertà all'Italia è una bella cosa dipende ci sono come dire giovani i quali cominciavano a patire dopo aver studiato la storia della grandezza dell'Italia nel passato e facendo il paragone con quello che era l'Italia in quel momento un'Italia di piccoli stati tirannici o addirittura di dinastie straniere Ecco ci sono giovani ai quali non sembra vero che stia succedendo questo Ecco noi dobbiamo anche tener presente l'altro problema che noi abbiamo quando studiamo il passato sappiamo già che è successo tutto Certo la Campagna d'Italia tutte quelle vittorie Arcole Rivoli E certo non ci stupiamo
più Invece noi dobbiamo conservare la capacità di stupirci la capacità di vedere le cose come le vedevano loro E allora come le vedevano loro non tutti allo stesso modo ma vi pare che in Italia possa succedere qualcosa di grandioso e che tutti gli italiani lo vedono allo stesso modo Ma quando mai neanche negli altri paesi succederebbe Ma figuriamoci in Italia ecco E allora Ecco io credo che la maggioranza dei giovani nell'Italia di Allora è standal ha colto benissimo Quali erano i loro umori i loro sentimenti quando ha inventato Fabrizio del Dongo nella Certosa di Parma
per la maggior parte dei giovani è ovviamente sto parlando dei giovani della classe dirigente dei giovani che erano andati a scuola dei giovani che sapevano leggere e scrivere per la maggior parte di quei giovani La rivoluzione è qualche cosa di grandioso a scuola i frati e i preti che gli insegnano gli dicono che invece è una cosa terribile la rivoluzione una cosa Diabolica infernale che è rivoluzionari sono la freccia e l'idea che questa cosa stia arrivando in Italia spaventa tantissimo spaventa una gran parte del clero spaventa tanti contadini i quali non hanno una visione del
mondo molto più ampia di quello che il parroco gli può spiegare durante la predica spaventa Nobili che temono di perdere i loro privilegi Sì ma in realtà la maggior parte dei Nobili sono maturi per dire purché il paese cambi noi potremmo anche rinunciare ai nostri privilegi anche in Francia la rivoluzione l'hanno fatta i nobili non solo i Borghesi eh Robespierre era nobile e Napoleone è nobile per l'appunto Allora quello la prima cosa da chiarire è questa per l'Italia è un avvenimento Folgorante sconvolgente spaventoso per molti grandioso per moltissimi altri noi poi non siamo tenuti a
schierarci da una parte o dall'altra è però col senno di poi sappiamo che la Storia d'Italia è andata più nella direzione di quelli che come dire hanno accolto le armate francesi come dei liberatori e invece quelli che hanno cercato di impedire che i francesi arrivassero e con loro la libertà legalità hanno poi cercato di impedire anche l'Italia unita e la libera Chiesa in libero stato e insomma Erano dalla parte si trema sempre un po' a dire queste cose ma in fondo Dopo secoli lo possiamo dire c'era chi stava dalla parte giusta della storia e chi
stava dalla parte sbagliata della storia nel senso che la storia Poi andate in una certa direzione e nell'insieme noi che veniamo dopo siamo contenti che sia andata in quella direzione siamo contenti di vivere in un paese dove gli ebrei o i protestanti non sono gente senza diritti Ma dove diritti sono uguali per tutti siamo contenti di vivere in un paese dove sono arrivate la libertà di stampa e la democrazia parlamentare e così via ora tutte queste cose non le ha portate tutte insieme immediatamente l'armedita lì Ecco Ma quelli che combattevano contro la Medita lì hanno
poi combattuto anche contro tutte queste cose che invece hanno vinto e ci sono state Dopodiché naturalmente nulla è senza macchie nulla e senza contraddizioni e quando noi vediamo appunto dei contadini che spinti dai loro preti si ribellano sono gli stessi contadini che al sud nel Regno di Napoli arriveranno fino a Milano condotti dal Cardinale Ruffo e l'idrocideranno i Patrioti della Rivoluzione Napoletana e quegli stessi contadini si ribellano anche in Piemonte anche in Lombardia anche in Veneto e sanno cosa stanno facendo Forse sì loro a loro hanno spiegato che quelli sono stranieri che è la cosa
più importante e quei contadini vengono repressi e fucilati e a noi che poi abbiamo visto Il Novecento vedere succedere quelle cose già già alla fine del Settecento un po' di brivido lo mette naturalmente e ci aiuta a capire che non è che appunto noi possiamo dire mi schiero da quella parte o da quell'altra senza se e senza mano no ogni cosa ogni cosa è complessa però le forze migliori dell'Italia di Allora hanno accolto l'arrivo di buona parte a Milano come l'annuncio di un mondo nuovo che si stava manifestando in un paese che ne aveva un
gran bisogno no poi e poi Però noi dobbiamo anche chiederci cosa è stato tutto questo per lui perché sarebbe molto bello se Quando lui parlava in italiano a Milano noi potessimo dire perché in fondo si sentiva ancora italiano e all'Italia ci teneva Io non credo che questo si possa dire più di tanto In altre parole Noi Dobbiamo distinguere ciò che Napoleone ha rappresentato agli occhi della gente e ciò che di fatto lui e le forze che lo sostenevano hanno realizzato dobbiamo distinguerlo da una valutazione di lui come uomo che potremmo anche dire al limite ci
porta fino a un certo punto Se non fosse che è Napoleone e quindi magari invece ci porta effettivamente e sono lui come uomo bisogna dirlo Lui ovviamente è un ambizioso è una rivista è uno che pensa a costruire la propria carriera e la propria immagine senza scrupoli e lui e lui non vuole essere italiano in realtà può essere una cosa utile per gli italiani ecco Ma lui lui vuole essere un francese tutta la sua carriera è costruita sulla Francia E allora E allora lui incarna questa grande contraddizione della Rivoluzione francese che che si che continua
durante l'Impero Ecco l'impero Ne parleremo cambia tante cose rispetto alla rivoluzione descrizione in alcuni casi torna proprio indietro in altri invece prosegue la spinta della rivoluzione ma in particolare rimane sempre vittima di questa contraddizione da un lato un ideale di libertà di eguaglianza per tutti i popoli tutti i popoli fratelli un Europa dei popoli fratelli però uno dei popoli fratelli e il fratello maggiore e conta più degli altri e questo Napoleone lo dice proprio espressamente quando negli anni dovrà appunto fare i conti con chi A suo nome governa il Regno d'Italia con Eugenio il Vicerè
Ecco Napoleone sarà spietato nel dire l'Italia deve tutto alla grande nazione e quindi deve ripagarla deve venire a rimorchio gli interessi della grondanazione della Francia vengono prima di quelli dell'Italia e questo lo farà come dire in tutti gli ambiti anche in quello economico anche nel campo dice anche in quei territori sempre più vasti si arriverà anche la Toscana che vengono annessi direttamente alla Francia però le nuove province italiane saranno sacrificate e per sostenere la seta di Lione si rovinerà la seta piemontese Lombarda non importa ecco in piccolo succede anche in Italia quello che succederà in
modo molto più drammatico appunto in Spagna in Germania in Russia dove la contraddizione esploderà perché mentre tanti Sono felici di vedere arrivare la libertà e legalità e lo Stato moderno l'amministrazione efficiente i diritti uguali l'uguaglianza davanti alla legge e così via però il fatto che queste cose siano portate da baionette straniere a un certo punto si rivela intollerabile L'Italia fa in parte eccezione Nel senso che una storia di opposizione di insurrezioni di delusioni ovviamente c'è ma niente di paragonabile a quello che succede in altri paesi in Italia la delusione è forte e tuttavia Napoleone rimane
l'unica alternativa pensiamo a Foscolo Foscolo che è entusiasta di Bonaparte Liberatore e scrive Lode a buona parte Liberatore e poi però quando c'è il Trattato di Campoformio e Venezia regalata all'austria la delusione è immensa e Foscolo pubblica delle pagine amarissime sul fatto che non si può far sventolare la Libertà davanti al naso di un popolo e poi riportargliela via fa suicidare Jacopo Ortis per una delusione che sarà anche amorosa ma in realtà quello che vuole esprimere la tragedia di quei giovani che in Napoleone hanno creduto e che adesso sono delusi Sì sono delusi però poi
Foscolo sarà un ufficiale dell'Esercito del Regno d'Italia e parteciperà alle campagne della grande armata e nessuno lo obbligava Il fatto è che dovendo scegliere sei deluso hai constatato i limiti hai visto che ci sono tante cose che speravi e che non Arriveranno ma comunque quella parte lì è meglio dell'altra per un giovane italiano che spera che il suo paese rinasca Ecco e questa cosa rimarrà fino alla fine in Italia non ci sarà una guerra di popolo per cacciare i francesi come c'è negli altri paesi che ho citato Ecco e e in Italia non c'è da
nessuna parte una via waterlo in nessuna città italiana c'è via waterlo e in lingua italiana una waterlo vuol dire un disastro una catastrofe mentre in Inghilterra è un nome no che squilla Vittoria noi la vediamo dal punto di vista di Napoleone quindi per chiudere appunto Secondo me Napoleone è stato più importante per l'Italia e di quanto non sia stata l'Italia per Napoleone per Napoleone all'Italia è stato un pezzo del suo mosaico di potere un pezzo dove lui poteva giocare questo gioco spudorato di passare per italiano e di parlare italiano cosa che però a Parigi non
avrebbe mai fatto Ecco ma per l'Italia quell'esperienza è stata un'esperienza da cui il paese è uscito cambiato per sempre anche se nel 1814 I Savoia e i Borboni tornando nelle loro capitali hanno creduto di poterlo riportare indietro non c'è voluto molto tempo perché capissero che saranno sbagliati già nel 20 e nel 21 i giovani ufficiali alcuni dei quali avevano fatto in tempo a servire sotto Napoleone hanno fatto capire ai loro re che il paese non poteva tornare indietro Sì tu dici ha portato l'ideale della Rivoluzione francese vorrei introdurre un bemolle su questo nel senso che
appunto lui arriva nel maggio del 1796 come generale del direttorio Apro e chiudo parentesi Come generale di se stesso perché lui cercava di sfuggire e sfuggiva di fatto Alle direttive del direttorio quando non andavano esattamente nel senso che lui desiderava quindi ha avuto sempre una certa latitudine di interpretazione degli ordini ma soprattutto tra il 93 e il 96 gli ideali della Rivoluzione francese avevano subito qualche colpo Insomma c'era stato il termitolo di mezzo e quindi c'è questo paradosso da una parte c'è la borghesia illuminata l'aristocrazia più colta e progressista di Milano che vede in lui
appunto il portatore dei valori della Libertà della rivoluzione delle uguaglianza e quant'altro della fraternità dall'altra lui era diciamo anche un figlio del Termi quindi diciamo non era esattamente uno scatenato giacobino non era un radicale non era un estremista non era un babuista insomma lui si appoggia a Milano Non a caso su personaggi come Melzi D'Eril piuttosto che Serbelloni eccetera che rappresentavano noi potremmo dire da queste parti una specie di centro-sinistra Insomma quindi c'è questa diciamo questa discrasia temporale tra una borghesia e una classe protorrisorgimentale italiana che si nutriva dell'ideale giacobino e dell'ideali rivoluzionari dell'89 che
si vede arrivare questo generale che poi chiama Repubblica Italiana quello che di fatto protettorato francese in termini geopolitici come tu giustamente ricordavi e qui introdurre il secondo elemento parte nella conversazione precedente l'abbiamo già toccato e cioè che insomma può piacere non può piacere ma Napoleone porta lo stato in Italia porta una costruzione fondamentale che ha una sua struttura culturale ai suoi codici ai Insomma un lascito che va anche molto al di là di quelle strutture statali relativamente simile ma che ha creato ma che poi serviranno da modello in qualche misura anche per lo stato italiano
unitario che lui nelle suoi momenti più deliranti Immaginava di poter federare in un impero europeo Ecco che cosa vuol dire lo Stato Napoleonico in quella fase storica che cosa ci ha lasciato oppure non ci ha lasciato quell'esperienza dal punto di vista della nostra cultura statuario Diciamo che è un'esperienza che è stranamente poco parte della nostra memoria Nazionale direi soprattutto per il fatto che alla fine è stato riconosciuto che si trattava di stati sia la Repubblica sia poi il regno subalterni a una potenza straniera e quindi non sono entrati diciamo così poi per esempio nel grande
dibattito risorgimentale sulle origini della nazione italiana e della statalità italiana voglio dire nel Medioevo ma nel Medioevo più lontano nel decimo secolo c'erano dei re d'Italia siamo stati dei momenti in cui il Regno Italico riusciva a staccarsi dall'autorità degli Imperatori tedeschi e ad avere una sua indipendenza statale l'ultimo di quei re Arduino d'Ivrea vive all'inizio dell'undicesimo secolo durante il Risorgimento Questi personaggi vengono riscoperti io giurerei che Arduino Andrea se ci pensate bene con i vostri ricordi scolastici da qualche parte affiora sono stati riscoperti perché diamine ho l'idea che nel Medioevo c'era stati dei re d'Italia
ora c'era stato un re d'Italia anche 50 anni prima per l'appunto Napoleone che scriveva sui suoi Marenghi d'oro Dio salvi l'Italia Ecco però non mi pare che sia stato riscoperto nel momento in cui si creava una mitologia nazionale per l'appunto no quindi in questo senso è un'esperienza in gran parte dimenticata Quando è stata costruita la grande storia dell'Italia unita è stata dimenticata anche l'esperienza militare l'esercito del Regno Italico ha partecipato alle campagne di Napoleone per anni coprendosi di Gloria ha partecipato alla campagna di Russia c'è una grande battaglia Durante la ritirata di Russia la battaglia
di malayalaslavis dove i francesi in ritirata riescono a passare perché le forze dell'avanguardia sfondano i russi che cercavano di bloccarli e quella avanguardia era il corpo italiano ma chi se le ricorda queste cose sia non si è evoluto in nessun modo dare uno spazio a questa storia Quando è stata creata un'Italia unita che invece doveva essere come dire tutte legata alla storia dei Savoia dovevano essere i Savoia che nei secoli avevano pian piano costruito l'Italia I Savoia che secondo la storiografia sabaudista naturalmente cortigiana già dal Medioevo sognavano di unificare L'Italia non c'era spazio per l'esperienza
Napoleonica in questa mitologia nazionale dopodiché noi possiamo andare a vedere che cosa ha invece concretamente lasciato no Beh vi faccio un esempio noi in Italia Abbiamo dei corpi di cui si sa da sempre che sono stati fondati a un certo momento e di cui si celebrano gli anniversari no c'è il centenario della fondazione del Corpo degli Alpini la fondazione dei Bersaglieri da parte di Alessandro Lamarmora la nascita dei Carabinieri i carabinieri nascono alla restaurazione con i Savoia quando i Savoia ritornano in Piemonte e riprendono il potere una delle prime cose che fanno è creare il
corpo dei Carabinieri che già allora come adesso è concepito come un corpo di Polizia presente sul territorio che presidia il territorio perché Vittorio Emanuele I appena tornato a Torino crea il corpo dei Carabinieri perché se ne sono andato il corpo dei gendarmi che Napoleone aveva diffuso su tutto il territorio del suo impero e quindi anche nell'Italia del nord ovest annessa alla Francia il corpo dei gendarmi che era una forma una forma e una forza di polizia appunto di tipo nuovo che non esisteva in nessun modo sotto L'Antico regime capillarmente distribuito sul territorio e che si
era rivelato indispensabile per il funzionamento del nuovo stato oggi si parla molto di Briganti nel Settecento il Piemonte era pieno di Briganti i luoghi dove adesso si producono vini costosissimi e americani e tedeschi comprano ville le Langhe era un territorio dove tutti avevano l'archibugge dove le bande sparoneggiavano era pieno di Briganti fin quando fin quando il Piemonte non viene annesso alla Francia e viene esteso al territorio piemontese la presenza del corpo della gendarmeria la presenza della gendarmeria sul territorio Elimina per sempre la presenza dei briganti e e il re Vittorio quando torna Ovviamente la gendarmeria
se n'è andata insieme con tutta l'amministrazione francese con l'uso della lingua francese negli uffici e Nella corrispondenza ufficiale che tutti avevano sempre odiato in Piemonte che ovviamente è un paese italiano dove nessuno sapeva il francese tranne pochi aristocratici se ne vanno se ne vanno le amministrazioni con il meteo Ecco si torna indietro in tante cose ma in tante altre non si torna indietro la restaurazione che pure viene fatta Appunto nel Piemonte Sabaudo con estrema ottusità in molti ambiti ma in altri ambiti non può tornare indietro i Carabinieri sono proprio diciamo l'esempio plateale per cui non
gli diamo lo stesso nome li chiamiamo in un altro modo ma quella cosa lì che hanno portato i francesi c'è la teniamo ecco e in realtà poi Diciamo che nel nella vita politica italiana l'esperienza francese rimarrà radicata Nel senso che il modello sarà quello in Francia la rivoluzione Ha introdotto e Napoleone a consolidato un regime amministrativo ipercentralista Iper centralista burocratico con una rete diciamo di trasmissione molto strutturata sul territorio i Prefetti i sotto Prefetti i ministeri nella capitale che controllano tutto danno ordini a tutti e ricevono continuamente rapporti e leggi uguali per tutti sistemi di
misura uguali per tutti Una Ecco questa cosa questa cosa Rimane io non so non sono uno studioso di queste cose eh non so se alcune parti di una cosa consapevole o su cui ci sia stato un grosso dibattito Ma di fatto di fatto l'amministrazione dei Savoia erediterà e conserverà in pieno questa idea centralista unificata al massimo gerarchica piramidale dell'amministrazione e la imporrà all'Italia unita al momento dell'unificazione invece non c'è bisogno di essere uno studioso per saperlo li il dibattito c'è stato c'è stato eccome E perché dobbiamo estendere le stesse leggi piemontesi oltretutto a tutti quanti
quando per esempio sotto molti aspetti il codice napoletano è migliore di quello piemontese perché comunque bisogna unificare e l'Italia nasce come un paese appunto fortemente centralista con la sua rete di Prefetti neanche il nome viene cambiato no ecco che rispondono al governo e quando ce n'è bisogno come succederà sotto Giolitti come dire truccano anche un po' le elezioni sono cose che succedevano già al tempo dei Plebisciti napoleonici e continuano a succedere Quindi io direi su questo che possiamo dire che in buona sostanza io adesso sottolineato di più Un aspetto che si presta anche alla critica
Naturalmente perché appunto L'idea dello Stato centralista anziché federale già Allora già al momento dell'Unità d'Italia è stata discussa e ha lasciato molti insoddisfatti non c'è dubbio Però al di là di questo è comunque un modello di Stato moderno e il modello l'hanno portato l'ha portato la romedita lì e l'ha portato alla rivoluzione e poi la consolidato la consolidato Napoleone insomma ecco non so se non so se in sala c'è il prefetto di Lucca ma comunque credo che sappiamo tutti che uno dei compiti diciamo non ufficiali quelli dei prefetto e quello di quando c'è un'elezione c'è
uno stato incerto di farlo pesare da una parte o dall'altra questo non l'ha inventato Napoleone è sempre stato così in tutti i regimi un aspetto che mi pare interessante sottolineare di quello che tu dicevi è il paradosso per cui un piccolo Ducato di passo come era la Savoia su cui tu hai scritto un libro giovanile Se non ricordo male in cui la classe dirigente la famiglia in qualche modo dominante parlava francese non è esattamente esperta di italiano e quando poi i Savoia diventano re d'Italia lo diventano in una forma peculiare Cioè in modo dinastico cioè
è la Sardegna che si allarga da un punto di vista savoiardo e poi diventa Regno d'Italia Infatti Vittorio Emanuele II e non primo quindi si mantiene la numerazione savoiarda e così via ci ho detto credo che bisogna anche ricordare un aspetto che nelle commemorazioni napoleoniche di questi tempi soprattutto in chi non ama Napoleone viene spesso ricordato ho detto del 18002 cioè della nascita della Repubblica Napoleone I primo presidente su questo fra l'altro nel volume di Limes che abbiamo appena pubblicato cioè un bell'articolo di Marco Magnani e c'è anche una carta di Laura canali che rappresenta
fisicamente questa Repubblica Nord italiana che si chiamava appunto Repubblica Italiana dicevo nasce questa questa Repubblica e in qualche modo proprio per una curiosa coincidenza cronologica nel 182 Napoleone Bonaparte ristabilisce la schiavitù quella che era stata abolita dalla convenzione nel 17 294 e su questo una pioggia di polemiche e di accuse allo schiavista eccetera Questo sappiamo che a quell'epoca diciamo non è che fossero tutti particolarmente antirazzisti e liberali anche i padri fondatori degli Stati Uniti d'America tanto per citare il caso più clamoroso qualche dimestichezza con lo schiavismo ce l'avevano ma quello che colpisce oggi è questa
incapacità di leggere la storia nel contesto cioè immaginare che si possa trasferire il presente sul passato e quindi giudicare il passato sulle categorie del presente che quanto di meno storico o meglio di perfettamente antistorico uno possa concepire questo per ragioni di pura polemica o di puro esibizionismo Ecco io avendo a che fare anche con dei manuali scolastici di mio figlio in cui per esempio si parla di Caracalla e lo si associa al dibattito sullo ius soli mi preoccupo cioè che tipo di approccio alla storia sta maturando non solamente in questo paese anche in paesi molto
più importanti del nostro Penso agli Stati Uniti d'America cioè la incapacità di considerare appunto che i personaggi vivono in un periodo in un contesto storico e culturale e non vivono nel tempo nostro e che quindi non possiamo giudicarli con i parametri nostri o sbaglio Qui c'è un problema di base del nostro rapporto con la storia del nostro dico da sempre in realtà della nostra civiltà ma forse anche dell'umanità ma non voglio allargarmi troppo Certamente da noi c'è sempre stata questa confusione i grandi avvenimenti storici I grandi uomini li dobbiamo ricordare perché sapere quello che è
successo Allora e sapere quello che hanno fatto ci aiuta a capire come è nato il nostro mondo o li Dobbiamo celebrare perché sono stati dei grandi e per noi sono un modello Voi capite se noi fossimo stati capaci sempre no i nostri antenati tutti quelli che han tirato su delle statue a qualcuno se avessimo sempre avuto la lucidità di dire noi facciamo una statua a quel personaggio perché indubbiamente Ha rappresentato una svolta nella storia ha spinto il mondo un po' più nella direzione in cui ci troviamo adesso vale la pena di ricordarlo basta Fine ma
invece automaticamente noi abbiamo sempre dato per sfidarci sempre dato per scontato che quando fai una statua o un personaggio è perché quello è un gran Duomo e a scuola devi dire ai ragazzini prendete esempio da lui Ecco tutti i padri no a cui appunto i padri fondatori i padri pellegrini padri tutti i padri Allora quando scopri che un padre ha fatto anche qualcosa che a te invece dà fastidio e non te lo immaginavi non te l'aveva detto nessuno e ci rimani male allora la tentazione ovviamente di dire ma allora non ti voglio più non ti
voglio più come padre questo secondo me è una tentazione diciamo così ci stiamo un po' lontano da Napoleone poi possiamo ancora parlare di come Napoleone è stato come dire amato e odiato per i motivi più opposti in realtà ma fermandoci questo discorso un po' più generale Io credo io credo che si possa dire non si può dire niente di sicuro è perché io stesso discuto di queste cose con persone care e trovo spesso persone care che hanno idee diverse dalle mie A me personalmente sembra che bisognerebbe appunto mettersi d'accordo sul fatto che quando abbiamo tirato
su un monumento a Cristoforo Colombo lo abbiamo fatto perché Cristoforo Colombo ha cambiato il mondo e il nostro mondo viene da lui e dopo di che non c'è nessuna cosa sgradevole che possiamo pensare di Colombo che giustifichi il fatto di tirare giù quella statua Questo però è la mia opinione Eh c'è anche chi dice no ogni generazione ha diritto di scegliersi le sue statue e i suoi personaggi perché non puoi se c'è la statua non puoi eliminare il fatto che è anche in qualche modo additato a modello La cosa curiosa nel caso di Napoleone che
noi oggi Appunto Lo critichiamo e magari abbiamo addirittura voglia di non parlare più di lui di non celebrarlo di demolire la sua immagine per cose di cui alla sua epoca non importava niente a nessuno in Europa fra le classi dirigenti e colte europee mentre per mille altri motivi c'era Chi pensava che Napoleone fosse un mostro non semplicemente un personaggio negativo un nemico ma proprio un mostro se voi andate a vedere ed è un esercizio molto interessante cercare in internet le stampe satiriche inglesi dell'epoca di Napoleone Napoleone raffigurato in modi ripugnanti unanerottolo Sanguinario che balla fra
i cadaveri che impugna coltellacci sanguinanti Napoleone Era considerato da alcuni un grande e da altri un mostro e da cosa straordinaria è che come dire non c'era una logica sola ma c'erano due logiche contrapposte in questo mi spiego l'ho detto in modo un po' complicato mi spiego con un esempio Napoleone primo console comincia a subire degli attentati in particolare ce n'è uno terribile la vigilia di Natale dell'anno 1800 che è passato alla storia come la macchina infernale e la vigilia di Natale Napoleone deve andare all'opera con Giuseppina Giuseppina non è ancora pronta Napoleone parte prima
impaziente in carrozza mentre la carrozza attraversa una viuzza stretta che oggi non esiste più la community case si sapeva che l'itinerario era quello nella quindiceso un po' di tempo prima è arrivato un tizio con un carretto si è fermato lì Poi ha chiamato una bambina una mendicante l'ha detto guarda ti do un soldo tu resta qua vicino al carretto e stai attenta che nessuno lo tocchi La bambina è rimasta lì arrivava gente perché si sapeva che doveva passare il primo console arriva la gente per vederlo passare È passato un attimo dopo il carretto è esploso
era carico di esplosivo ha falciato decine di persone Napoleone è Furioso è convinto che sono stati i Giacobini a mettere la bomba cioè in rivoluzionare tu dicevi prima giustamente Napoleone che pure è stato un giacobino e ha cominciato a fare carriera sotto i Robespierre Grazie all'amicizia del fratello di Robespierre però poi dopo termina d'oro si è adattato rapidamente al nuovo sistema Napoleone non è mai stato un ideologo ha sempre navigato a vista ecco e sa benissimo di avere come dire fermato certi aspetti della rivoluzione riportato dietro la Francia sotto certi aspetti docente Non mi ricordo
più forse non ha ancora fatto il concordato con la chiesa Ma si sa che quella è la linea la tendenza e Napoleone sente che i vecchi rivoluzionari Puri e duri gli estremisti i terroristi lo odiano e fa capire rapidamente che lui è sicuro che sono i Giacobini che hanno fatto questo attentato e fuché il capo della polizia gliele trova immediatamente Dopodiché vengono processati e ghigliottinati Dopodiché fu scelto continua a indagare è abbastanza presto scopre che invece sono stati monarchici Cioè mentre i Giacobini secondo Napoleone lo odiavano per aver tradito la rivoluzione La realtà è che
lo ha tentato lo fanno i monarchici che odiano Napoleone come simbolo della rivoluzione E questa idea dei suoi nemici che fanno fatica a distinguere a noi sembra così chiaro che Napoleone è tornato indietro su tante cose no ma quando Napoleone attraversa l'Austria e la Germania nel 1805 diretto verso il campo di battaglia di Austerlitz ci sono testimonianze di persone che dicono è l'apocalisse Robespierre cavallo attraversa la Germania Ecco non per tanti tutta quella che a noi sembra le norme differenza fra Robespierre Napoleone non conta niente perché comunque in un mondo ideologicamente spaccato per i nemici
della rivoluzione lui è ancora un rivoluzionario e invece per rivoluzionari estremisti lui è il traditore Ecco avevano Dunque tanti motivi per amarlo per odiarlo e io non credo che ci sia stato nessun particolare dibattito nel momento in cui gli interessi dei piantatori di Haiti di Santo Domingo hanno spinto perché perché questa Repubblica creata dagli schiavi forse soppressa e perché si tornasse al vecchio sistema insomma ecco ovviamente delle voci che riflettevano criticamente sulla schiavitù c'erano già nell'Europa del Settecento c'erano già delle leggi che mettevano dei limiti c'erano già stati i processi in Inghilterra in Scozia quando
arrivava un piantatore dalle colonie E si portava dietro lo schiavo nero e e le associazioni per l'abolizione della schiavitù contattavano lo schiavo nero e lo convincevano a far causa al padrone Perché secondo la legge britannica nessuno può essere schiavo sul suolo britannico non è che il problema non si ponesse però la nettissima sensazione che rispetto alle norme importanza anche emotiva che noi oggi diamo a questi problemi ecco nel dibattito di Allora le cose che dominavano erano ben altre Ecco Dopodiché Appunto hanno ragione i miei amici che dicono ogni epoca ha diritto di scegliersi i suoi
esempi e se per noi una delle cose attraverso cui vogliamo leggere la storia è il problema della schiavitù della supremazia bianca e allora Certo allora certo di Napoleone Non sappiamo più cosa farci neanche naturalmente del Marco Aurelio che a questo punto toglieremo dal Campidoglio perché Marco Aurelio è stato imperatore di un impero schiavista Ecco non parliamo di Giulio Cesare di Cicerone e così via cioè vedete come è facile arrivare all'assurdo con queste cose però una cosa la stiamo imparando e cioè che appunto celebrare celebrare un anniversario Come stiamo facendo Noi adesso non può mai essere
creare delle manifestazioni per dire che gran Duomo è stato e quanto gli Dobbiamo celebrare perché la parola va bene celebriamo un anniversario celebriamo un grande personaggio di cui noi adesso ci sembra di dire qualcosa di nuovo abbiamo già detto tutto Manzoni ha già detto tutto Manzoni dicendo c'era chi lo adorava e c'era chi lo odiava è stato l'arbitro di un mondo spaccato due secoli lui contro l'altro armato è stato idolatrato e adulato vergognosamente quando era il potere e poi gli hanno sputato tutti addosso quando è caduto io dice Manzoni non ho fatto né una cosa
né l'altra Però una cosa la so che è stato un uomo enorme per quello che ha rappresentato non per chi era lui poi alla fine Manzoni però si sbilancia anche eh non è andato all'inferno Napoleone Dio Comunque lo ha salvato e il che vuol dire che per uno che appunto era uno di quei ragazzini che erano bambini quando è scoppiata la rivoluzione e chissà cosa si sentivano dire nelle scuole dove andavano dai buoni padri a Milano Ecco e poi sono hanno potuto vivere nell'Italia e nella Francia di Napoleone Napoleone Manzoni ha vissuto cinque anni nella
Parigi di Napoleone come sapete e poi l'hanno visto crollare e hanno avuto modo di soppesare appunto il bene e il male le adulazioni e le critiche gli insulti alla fine Manzoni dice Dio ha creato un uomo così grande Dio Certamente alla fine lo ha salvato Ecco e questo vuol dire qualcosa secondo me forse possiamo salvarlo anche noi sapendo che appunto ha commesso enormi errori ha fatto tante cose che a noi non piacciono ma è uno dei momenti diciamo che non si possono aggirare della nostra storia passata Guai se dovessimo dire Siccome ha fatto delle cose
che non ci piacciono Allora parliamo meno di lui parliamo nel meno possibile censuriamo lo Ecco questo sarebbe secondo me uno sbaglio ma mi viene in mente mi viene in mente adesso dobbiamo avviarci la conclusione che forse l'atto più importante che fece il primo presidente della Repubblica italiana fu la cessione della Louisiana che avvenne nel 1803 Io ricordo ero in America in quel periodo e mi ha colpito l'inconsapevolezza nel dibattito pubblico americano del ruolo fondamentale che Napoleone ebbe nella grandezza degli Stati Uniti d'America un ruolo da quello che abbiamo appena finito di ascoltare probabilmente superiore a
quello che ha avuto nella costruzione dello Stato Italiano fatta ogni differenza di Potenza Fra Questi paesi Insomma è stato diciamo molto molto più importante fuori dalla Francia forse anche che non nella Francia stessa Infatti anche il modo un po' ambiguo e Soft con cui è stato ricordato in questi giorni in Francia con un misto di ammirazione ma comunque fa un grande discorso e conclude dicendo il sole di Austerlitz brilla ancora Però dall'altra parte tutta una intellettualità di sinistra chiamiamoli così che lo presenta appunto come un retrogrado schiavista e quant'altro Insomma è un personaggio ancora contestato
Però c'è un punto che non riguarda la persona di Napoleone che riguarda la Francia e cioè noi forse non siamo abbastanza consapevoli ammesso che di qualcosa lo siamo dell’importanza che la Francia ha avuto nella costruzione di questo paese qualcosa che abbiamo sempre un po' rimosso tu dicevi prima la nostra classe dirigente risorgimentale non aveva particolari sentimento in questo primo grande romantico francese va bene però Anche successivamente non è così cioè per esempio il ruolo di un altro Napoleone perché in Francia si dice sempre Napoleone I non si dice Napoleone Napoleone I Napoleone III sappiamo che
il secondo fece una fine piuttosto rapida e sfortunata ecco quando nel 1959 gennaio Golf fece una grandiosa visita in Italia con un enorme successo di pubblico era il mi pare il giugno del 1959 lui va a Milano c'è una messa celebrata dalla loro non capisco Montini e poi alla fine di questa messa ha un gruppo di Donatori di Sangue Lombardi si avvicina al presidente francese gli dona un ampolla non l'ampolla del po ma un'ampolla con sangue Lombardo in memoria del sacrificio francese sui campi di Marengo e di Solferino Ecco questi sono atti che oggi Sembrerebbero
impossibili Ma che vengono recuperati oggi da una certa retorica francese misura molto minore anche italiana nel momento in cui Come dicevamo prima nella conversazione precedente Italia e Francia trovano un allineamento geopolitico e di politica economica e fiscale particolare che dovrebbe essere addirittura sigillato da un trattato bilaterale Franco italiano e trattato del Quirinale Ecco questa scarsa consapevolezza del ruolo storico che il rapporto con la Francia ha avuto per il nostro paese per te che poi proviene da una regione confinante come lo spieghi Ma io credo che si possa spiegare col fatto che noi come dire veniamo
da una lunghissima esperienza di celebrazione dello Stato nazionale come l'unica forma compiuta no di vita associata e lo Stato nazionale per definizione Non può essere debitore di qualcun altro noi oggi viviamo in un'epoca in cui non è affatto chiaro Se lo Stato nazionale fosse un ferro vecchio che è bene imparare a superare se è anche in questo caso non siamo così sicuri che si sia provato nel modo giusto a farlo ma certamente diciamo è il grande problema il grande dibattito che ci aspetta questo ma fino a qualche decennio fa il discorso non era quello la
vita si svolgeva interamente all'interno dei confini nazionali l'identità qualunque cosa possa voler dire questa parola che vuol dire tante cose come sapete però era un'identità legata appunto a una grande narrazione gli storici usano questa espressione No la grande narrazione con cui specialmente nell'Ottocento ogni popolo ha deciso che cos'era che bisognava raccontare per far capire alla gente di fargli costituire una nazione no E allora per i servi e la battaglia di Kosovo popoli Supponiamo ecco per gli inglesi è il 1066 la conquista Normanna e poi e poi però il Parlamento la rivoluzione inglese ecco per noi
Per noi è stato come dire i comuni medievali Legnano la vittoria contro il Barbarossa poi la lunga decadenza di un'Italia divisa E poi finalmente l'Italia è unita e allora a questo punto Come fare a sottolineare che l'Italia non sarebbe mai riuscita a unirsi Sì lo si diceva tra le righe No la grandezza di Cavour qual'era grandezza di Cavour il grande tessitore e che ha saputo creare l'alleanza con Napoleone III Ma quello lo si diceva perché bisognava celebrare Cavour per la sua geniale politica Poi però di Napoleone III basta non se ne parlava più per niente
Naturalmente no Ecco io credo che sia normale Io credo che sia normale perché un conto è ciò che studiano gli storici che studiano di tutto qualunque cosa ciò che può finire sotto i riflettori e ciò che invece non importerà mai a nessun altro è un conto invece è appunto ciò che finisce sotto i riflettori Il che vuol dire anche nell'istruzione pubblica nei manuali scolastici e così via lì io non mi non mi sento di stupirmi Ecco del fatto che che il ruolo della Francia nella storia dell'Italia unita non sia così così evidente a tutti e
così sottolineato D'altra parte D'altra parte poi se uno percorre un po' la storia degli ultimi due secoli ce ne sono di oscillazioni e anche vertiginose perché se uno pensa a quello che si diceva nell'Italia del 1914 quello che si dice nei discorsi di D'Annunzio le sorelle latine la civiltà Latina l'Italia e la Francia che non possono non marciare insieme contro la barbaria teutonica no e l'impatto che queste cose hanno su un'opinione pubblica che si lascia si lascia influenzare da questi discorsi tanto da precipitare il paese della guerra certo le motivazioni sono tante ma la propaganda
batteva molto su quello e poi e poi una generazione dopo il fascismo potrà dare invece della Francia l'immagine di un paese decadente corrotto senza anima no ecco in mano agli ebrei Cioè come dire gli altri paesi possono l'immagine degli altri paesi può sempre essere manipolata in base agli interessi del momento c'è poco da fare quando quando l'unico Orizzonte è quello dell'identità nazionale e della storia nazionale e niente questo secondo me Grazie Grazie Alessandro e si è fatta si è fatta una certa ora è stata un'ora molto piacevole e te ne siamo credo Tutti grati ci
sarà senz'altro un'altra occasione Grazie ancora Buonasera Grazie a tutti grazie a te [Applauso]