Ok, dicevo, quindi eh sono medico veterinario, esperto e comportamento, consulente di relazione. Sono ovviamente un veterinario clinico, quindi un medico veterinario, anche se negli ultimi anni, lo dico sempre, sto cercando di eliminare quasi del tutto per questioni proprio di mancanza di tempo, la parte clinica per effettuare soltanto le consulenze comportamentali, le visite comportamentali e ovviamente poi la Didattica e mi occupo di consulenza eh con il cliente all'interno di una parafarmacia veterinaria. Ehm, convivo, come avete presento anche la mia famiglia non umana, convivo, a parte marito e figlio, con un meticcio di golden, una cucciolona di
alano di circa un anno e un anzianotto Hitcliff, gatto di una quindicina d'anni eh che mi accompagna, mi ha accompagnato ovviamente appunto negli ultimi anni più del cane e del gatto, era di più, poi Con il tempo con l'età ovviamente subentrono le patologie e alcuni ci hanno lasciato. Vi dicevo che conosco SWAT 2011, ho seguì ai tempi CRF la primissima edizione, la primissima, quindi CRF numero 1, ma diversi anni fa, alla fine del quale entrai nel corpo docente, quindi eh è passato tanto tempo, zoantropologia didattica, zone antropologia ai tempi Assistenziali, insomma c'erano suddivisioni diversa, ma
organizzazione diversa. Ehm, e faccio fondamentalmente questo, quindi mi occupo di il mio cruzzo, mettiamola così, è è portare l'approccio eh comportamentale o comunque il rispetto etologico all'interno delle pratiche medico-veterinarie. Questo è un pochettino il mio così il mio obiettivo quotidiano, il mio obiettivo di vita attraverso formazione Del cliente, attraverso formazione del proprietario, attraverso SIA, insomma cercando di eh pian pianino, come ha detto Ilaria durante la presentazione, di scavare goccia per goccia la pietra proprio per riuscire a ehm a scalfirla e a dare nuova forma, ok? Alla nostra cultura. Sarò con voi non per tantissimo perché
per ragioni personali ho dovuto diminuire eh diciamo il tempo che vi posso dedicare, ma presente per quello che è mia Competenza. Ok? Detto questo, vedrete che questo corso sarà straordinario, come del resto qualsiasi corso Siwa, senza, diciamo così, modestia a parte, perché comunque si fa un gran lavoro dietro tutta per garantirvi una formazione delle conoscenze, ma anche proprio un una relazione umana che è alla base poi della crescita, dello scambio reciproco e dell'arricchimento. Io dico sempre, per me eh mi piace vedere le giornate Didattiche proprio come scopo, diciamo, mi piace dare come a scopo alle
giornate didattiche l'istillazione del dubbio nelle vostre teste, ma l'istilazione del dubbio anche nella mia testa, perché dal dubbio nasce la conoscenza. Quindi andare a crearsi dei punti di domanda all'inizio di un percorso è fondamentale. Questo vale per voi e vale anche per noi che siamo da quest'altra parte. Quindi lo scambio con voi è fondamentale anche per arricchire noi, Non soltanto voi, e ovviamente la convivenza con i nostri eh animali non umani. Allora, carico subito le slide, così vi do qualche momento di respiro perché oggi parliamo di un argomento molto molto importante. Ok. Allora, condividiamo prima
questa e poi le altre. Cominciamo. Se non mi se non vi sento, ovviamente se non vi vedo quando alzate La mano prendete parole. Oggi affrontiamo un eh argomento veramente che permea la nostra il nostro lavoro da consulenti, ma in realtà che permea perché è nostro proprio le relazioni. Oggi parliamo di concetti base del della relazione e ovviamente della consulenza di relazione. vi avete ricevuto le slide sulle dimensioni, Ovviamente vi sto partendo da quest'altro piccolo foglio di approfondimento che poi vi lascio che in realtà non va a fare altro che riassumere i concetti base di cui
parleremo in mattinata. Ok? Quindi vi faccio una sorta di cappello introduttivo così sappiamo sapete di che cosa stiamo che cosa stiamo affrontando stamattina. Ehm, due sono i concetti base che ci consentono di Eh lavorare in consulenza e lavorare nelle relazioni in generale. Il concetto di referenza, è il concetto di dimensionalità che poi è quello che andiamo a valutare oggi. Partiamo da presupposti importanti. la relazione e quindi l'interfacciarsi con l'altro è sempre produttiva. Ehm, anche quando vi sembra di non interagire in qualche modo con un individuo, con un Animale non umano, cane o gatto che sia,
in realtà state facendo tutt'altro. Mh, la relazione produce in qualche modo un risultato ehm anche se non vedete una forma visibilmente concreta davanti ai vostri occhi, ok? è un risultato visibile davanti ai vostri occhi. Quindi ogni volta che ci si relaziona sia in modo ehm visibile o performativo, cioè veramente in qualcosa di costruito e ben evidenziabile, sia in modo più intimo, Più ehm leggero, più lieve, più eh profondo in qualche modo, eh magari meno eclatante, in realtà il prodotto della relazione esiste e c'è. E questo prodotto in realtà, cioè che cosa succede quando si entra
in relazione con qualcuno? Questo prodotto noi lo possiamo definire come referenza. Che cos'è questa referenza? È in qualche modo il regalo, passatemi questo termine, che si fa all'altro e che riceviamo dall'altro. Regalo che però o potrei dire anche proprio pacchetto che però non sempre eh ha un aspetto beneficiale. E adesso vi vengo a spiegare anche questo. Questa referenza possiamo quindi definirla, questo pacchetto, questo regalo come un contributo di cambiamento, come una possibilità di arricchimento e di cambiamento che i due individui che entrano in relazione hanno a disposizione, reciprocamente, mettono a disposizione l'uno dell'altro. Quando io
Ho faccio formazione ai eh alle alle ambulatori alle cliniche veterinarie, soprattutto a Front Office, invito sempre loro a prestare massima attenzione al l'accoglienza del della famiglia con il cane o con il gatto. Perché dico sempre per rendere più chiara questo tutti questi concetti che di cui vi sto parlando, dico sempre che a differenza del di chi si occupa esclusivamente di persone e che quindi nella propria struttura accoglie un Individuo o una coppia di individui, ehm forse sulla coppia qualche semitrudine c'è, ma andiamo con un individuo. Noi che ci occupiamo anche di animali non umani. [Musica]
Dobbiamo tener conto di un aspetto fondamentale che quando accogliamo un uomo, una donna che sia e un gatto o un cane, noi stiamo accogliendo una un individuo in più oltre quelli che ci sono davanti, cioè abbiamo di fronte la Persona, abbiamo di fronte il gatto, ma in realtà abbiamo di fronte anche un una terza entità, passatemi il termine, che nasce dalla relazione. la relazione a delle caratteristiche uniche, ok, che non possiamo ignorare e che dipendono in parte dall'entità dei singoli individui, ma non solo. In parte dipendono da cosa viene fuori, dalla relazione, dall'interfacciarsi di questi
due individui tra loro. Ok? Quando noi ci interfacciamo con una con una persona, Con un altro o con un gato, scusatemi, o con un cane o comunque con un altro individuo, ci ehm agganciamo letteralmente a dei ganci particolari, ok? metaforicamente a seconda del tipo di aggancio che io costruisco e del gancio che va a essere in qualche modo incastrato con la mia fune. Immaginiamo di interfacciarsi con un'altra persona con una sorta di eh di lancio di una fune per creare un collegamento. A Seconda delle caratteristiche di questa fune, a seconda delle caratteristiche del calcio, a
seconda del legame che si crea, si viene a produrre qualcosa. Ecco perché bisogna fare attenzione a che cosa? a non affidare dei termini o delle caratteristiche beneficiali per forza alla relazione con l'animale. Mi spiego meglio. uno dei luoghi comuni più diffusi che ancora purtroppo ci ritroviamo a leggere, ad ascoltare, insomma, e anche A volte a pensare eh quando magari ragioniamo in maniera un pochettino più leggera, più superficiale, è che gli animali facciano bene in sé e che quindi la relazione con gli animali teoricamente dovrebbe far bene sempre. Allora, quello lo sforzo che dobbiamo fare è
questo, è che l'animale ha in qualche modo l'animale non umano ha in qualche modo la capacità di tirar fuori dei contributi, appunto, di offrire dei contributi di cambiamento. Ma se fosse Vero che la beneficialità della relazione con gli animali fosse insita, fosse una caratteristica dell'animale, del gatto, del cane stesso, cioè se fosse vero che il gatto fa bene, il cane fa bene, il maiale fa bene, la mucca fa bene, il cavallo fa bene, il coniglio fa bene, tutti quegli eventi, quegli episodi, quelli relazioni, relazioni che non sono ehm diciamo realmente benefiche, benefic ufficiali, cioè tutti
quegli episodi di Violenza, di maltrattamento, per esempio, nei confronti degli animali non esisterebbero, non avrebbero ragione di esistere, perché se l'animale facesse bene vuol dire avrebbe effettivamente la possibilità di eh tirar fuori il bene dalle persone. Significherebbe questo, no? Tiro fuori tiro fuori dall'individuo umano la meraviglia, la bellezza, la gentilezza, no? tutti aspetti magari positivi di apertura dal mondo, prociali. Purtroppo questo non è vero. Quindi non dobbiamo parlare di non dobbiamo pensare, tant'è vero, faccio un'altra parentesi, dico sempre la relazione con la con un animale o un cane, un gatto che sia, non è una
prescrizione medica, cioè non deve essere vista come qualcosa che è una chiave solutiva dei problemi, come qualcosa che produce un profitto, come purtroppo succede negli animali che vengono utilizzati letteralmente per il Perdito, quindi per la produzione di di generi elementari. Ok? In quel caso noi abbiamo ahimè una senza andare a giudicare o non giudicare, non è questa la sedia ovviamente, però abbiamo una produzione, c'abbiamo un considerare l'animale macchina che produce in qualche modo ancora nonostante stiamo andando avanti, sicuramente sta cambiando il modo di allevare sicuramente, però insomma abbiamo Abbiamo ancora tanta strada, tantissima strada da
fare, però in quel caso io quel cane, quel gatto, sì, quel cane, quell'animale, eh quella bocca, quel maiale che ha uno scopo che è quello di produrre qualcosa, ok? Quindi proprio una macchina in senso stretto, una fresazione che poi mi arricchisce da un punto di vista proprio fisiologico in qualche modo, ok? Perché mi fa mangiare, mi arricchisce, eccetera eccetera. senza commentare, vi ripeto, senza voler Giudicare. [Musica] Purtroppo si rischia di fare lo stesso e ecco anche perché la Pep Therapy vecchia maniera nominata è stata negli anni in qualche modo sta sta vivendo anche lei una
evoluzione, un'attenzione maggiore perché si rischia di passare di far passare lo stesso concetto utilizzato per gli animali in produzione animali in produzione anche nelle relazioni, anche in quelli Che sono gli interventi assistiti, che oggi chiamiamo interventi assistiti, proprio perché diamo valore a quell'identità animale, ma un tempo no. Ok? Quindi quello che voglio che voglio dire che dobbiamo smettere di cercare, almeno ci proviamo, di pensare che l'animale debba per forza produrre eh lavorare per un prodotto che mi serve, ok? che io posso usare. Quello che noi andiamo a fare anche con le terapie, con le attività
Assistite è chiedere in qualche modo l'aiuto di un animale, di un cane, di un gatto, chiedere il suo consenso. In qualche modo io devo ricordare che l'obiettivo di una relazione per essere veramente l'obiettivo, diciamo, la caratteristica di una relazione per essere beneficiale realmente dovrebbe rispettare alcune caratteristiche che adesso andiamo a vedere. Quindi, ehm, in prima battuta quello che vi posso dire, cerchiamo un Attimino di uscire, ma voi che avete questo bagaglio già secondo me siete ampiamente su questa linea, ma cerchiamo di diffondere queste informazioni facendo capire alle persone con cui ci interfacciamo che abbia che
la relazione può essere beneficiale, non per un valore benefico, perché l'animale fa sempre bene, perché se fosse così e come l'acqua fa bene, Ma ricordiamoci che anche l'acqua presa in se se ingelita, dico io, se non ingelita ma inalata Potrebbe non fare poi così bene. Quindi attenzione sempre a dare delle etichette di beneficialità ad un individuo, ad un oggetto, perché quello che rende veramente beneficiale una interazione è quello che si sviluppa, è come viene, come si esplica, come si apre, come viene vissuta quella relazione. Ma questo riguarda gli individui, riguarda anche le gli oggetti, l'interazione
proprio reale materiale con quale può Essere un computer, uno smartphone, pensiamo a quanto può essere d'aiuto un ehm l'evoluzione dell'elettronica, ma pensiamo anche a quanto può essere dannosa. Ok? Quindi assolutamente cerchiamo di non far sì che non diffondiamo, diciamo, cerchiamo di diffondere una corretta visuale e un corretto eh modo di guardare l'individuo animale, non paragonandolo a un oggetto, non paragonandolo, non togliendogli nulla che non Sia la propria identità. Ok? Quindi cerchiamo di mantenere inalterata in qualche modo inalterato il valore di questa diversità animale. Quindi non è il cane, non è il gatto che fa bene,
ma la relazione con esso può avere caratteri beneficiali eh se rispetta alcune caratteristiche. Molto spesso ancora le famiglie che hanno delle difficoltà o delle sensibilità o delle fragilità già interne eh persone magari diversamente Ambiti piuttosto che ehm anziani che hanno insomma dei deficit magari cognitivi piuttosto che bambini che hanno delle ehm vulnerabilità sotto alcuni aspetti cognitivi o comportamentali in senso stretto via dicendo. trovano come prima via assolutiva, perché purtroppo consigliata, senza andare a valutare realmente il tutto, l'adozione di un gatto, l'adozione di un cane, senza tener conto che non si Sta eh prendendo una pillola,
non si sta ehm, diciamo, semplicemente introducendo un oggetto in casa, un arredo in casa, ma ci si sta interfacciando con un individuo che ha le sue criticità. le sue vulnerabilità, le sue aspettative, i suoi bisogni, le sue anche sensibilità. E quindi potrebbe succedere se quei ganci di cui parlavo poc'anzi non fossero Idonei a tenersi bene e a costruire un legame forte forte, quello che noi otteniamo in realtà fondamentalmente è ehm un contributo tutt'altro che beneficiale, ma un problema aggiuntivo. E allora abbiamo famiglie che poi sono costrette a chiedere l'aiuto di un ennesimo professionista per risolvere
una problematica che prima non avevano, ok? Perché si è stati troppo superficiali, perché non si è probabilmente avuto L'aiuto di professionisti, ok? di chi si occupa, magari in questo caso anche di eh di interventi assistiti. Questo per farvi capire che il lavoro del consulente, in particolare il consulente di relazione in particolare in si presuppone delle in qualche modo un modo di vedere la relazione e l'altro diverso spesso da tanti altri eh modi di vedere che ci sono, che sono diffusi e che vengono pubblicizzate, che vengono in qualche modo eh diffuse anche dai Social. Eh, tutto
io dico sempre che tutto quello che tende a standardizzare e ad etichettare troppo un individuo è estremamente rischioso. Questo vale per l'uomo, vale per il cane, vale ancor più per il gatto che presenta delle caratteristiche individuali oltre che delle caratteristiche di specie di una variabilità veramente molto molto grande. Quindi la relazione produce un contributo. Questo contributo di cambiamento non si esce dalla relazione Non modificati, come dico sempre, ehm si chiama referenza. Quindi noi partiamo da un concetto che quando ci relazioniamo non possiamo non mutare la propria identità. Il la si auspica che noi la possiamo
mutare in positivo e anche il gatto in realtà. Quindi quello che dobbiamo tener conto è proprio quello che la entrare in relazione dovrebbe avere come obiettivo la beneficialità di entrambi, no, della relazione stessa e Quindi entrambi gli enti. Quindi, quando noi adottiamo un gatto, in qualche modo partiamo da uno squilibrio in questo senso, perché la scelta di adottare una scelta umana non è una scelta felina, anche quando in qualche modo ci illudiamo di essere stati scelti, poi vedremo andando avanti, è sono diverse le motivazioni che spingono un gatto ad avvicinarsi, anche quando ci illudiamo di
essere stati scelti, ma il primo passo Lo facciamo comunque noi, ok? Non significa che poi quel gatto non abbia non possa sviluppare piacere o addirittura affiliazione o affezione o un legame proprio profondissimo con noi. Questo è assolutamente possibile. I gatti fanno parte della relazione, riescono a entrare in piena relazione con le persone, a creare veramente dei legami solidi, profondi e duraturi. Ma il primissimo passo, ovviamente chi sceglie di convivere insieme siamo noi, Quindi partiamo da un livello sbilanciato in qualche modo e quindi dobbiamo essere consapevoli di dover anche non solo ottenere da questa relazione, ma
anche offrire un contributo di cambiamento positivo possibilmente all'alto, in questo caso alle gatti. questo prodotto riferenziale, quindi questo contributo, dipende da tanti fattori, cioè che cosa io sviluppa, che che mi sviluppa la relazione, che cosa Offro all'altro, che cosa attengo in qualche modo. Intanto dipende da quanto si ci sia coinvolgimento dei due per avere un prodotto, mettiamola così, ma in realtà un dono per avere un contributo ehm importante. Il livello di coinvolgimento è fondamentale. Questo penso che sia abbastanza semplice da capire. Più sono coinvolto e più posso ottenere. Ovviamente se sono troppo coinvolto a volte
nel lavoro da consulente, questo riguarda noi, potrei Avere dei anche qui degli effetti negativi. Quindi il livello di coinvolgimento deve essere ovviamente adeguato, un livello di coinvolgimento che sa significare essere aperti all'altro, essere entusiasti di entrare in relazione con l'altro e lasciarsi un certo margine di meraviglia, di stupore possibilmente. E che significa questo? Quando ci relazioniamo con l'Oro dovremmo lasciare in qualche modo essere pronti, diciamo, lasciare dei Pregiudizi, lasciare delle convinzioni che abbiamo dentro per aprirsi in modo spontaneo e a volte anche forte al alla a delle nuove acquisizioni, ok? ad una nuova luce, ad
un nuovo modo di guardare l'altro stesso che è nella relazione, ma anche noi stessi e anche il mondo che ci è attorno. Quindi apertura, entusiasmo, meraviglia sono aspetti importantissimi e che cambiano il livello, la l'entità, come mettiamola così, di contributo che scaturisce da una relazione più che di Prodotto in sé. Ovviamente ci sono altre caratteristiche che eh gestiscono un po' eh l'entità del contributo di cambiamento di cui stiamo parlando. Una delle più importanti è il rispetto della diversità, il rispetto delle caratteristiche cosiddette dell'alterità, cioè dell'individuo non umano, del l'animale diverso dall'uomo che ha valore proprio
nei suoi Aspetti di diversità. Altri luoghi comuni intorno a questo concetto sono e siamo i primi anche ad usarli perché rientra un pochettino ormai alcuni modi di pensare a diciamo sono diventati proprio linguaggio di comunicazione. Eh pensare che per esempio al cane manchi, diciamo sempre al cane manchi la parola e piuttosto che ehm al gatto ancora meno dico sempre perché al gatto si dice il gatto sembra un cane si comporta quasi fosse un cane. Tendiamo in qualche modo inconsciamente a mettere a costruirci mentalmente una piramide di così perfezione umana e di vedere alla in cima
a questa piramide il perfetto uomo. Sappiamo che ovviamente non è così perché la vita, le notizie, la cronaca nel nostro quotidiano ci mostra che non è così in realtà, ma purtroppo inconsciamente l'uomo fa questo questo ha questa diciamo inclinazione a vedersi sopra e approssimiamo le altre specie animali All'uomo, a noi. Ok? Quindi al cane manca quasi la parola. Il gatto che sta un po' sotto il cane vede questo da un punto di vista per chi pensa che sia così, eh, vede manca quasi eh, sembra quasi un cane, quindi è tutto un quasi uomo, ok? È
tutto un è quasi perfetto, ok? Questo quasi perfetto, purtroppo, è come se affidasse da desse come se sottolineasse degli aspetti mancanti nell'individuo non umano. Quello che dobbiamo, lo sforzo Che ci dobbiamo che dobbiamo provare a fare invece è capire che c'è una perfezione in ogni specie animali relativa a quello che l'evoluzione ha portato ad essere quella specie animale, che tutt'ora porta a essere quella specie animale, perfezione che riguarda però gli obiettivi evoluzionistici di quella specie animale che ovviamente risente anche risentono anche della convivenza con altre specie. Ok? Quindi anche per questa stessa Ragione, siccome l'evoluzione
non è qualcosa di statico, di fermo, che a un certo punto diciamo "Ok, il il gatto si è evoluto, siamo nel 2025, adesso possiamo cominciare a dire chi è il gatto." No, no, perché noi possiamo sapere quello che è finora, ok? l'individuo, quello che le informazioni e le conoscenze, tra l'altro, che sono comunque tarate in qualche modo da un punto di vista umano, quindi in qualche modo sempre un Po' diciamo incasellate, non cioè non visualizzate in modo effettivamente così come sono realmente ci consentono, ma non sono finite perché la convivenza con i nostri animali cambia
nel tempo. continua ad avere delle delle variazioni, noi stessi come specie umana in qualche modo attraversiamo un'evoluzione anche se anche se se solo nel modo di stare al mondo. Evoluzioni Che purtroppo non sempre viaggiano in sensi positivi. pensiamo ai danni che facciamo all'ambiente, pensiamo insomma a quanto può aver aiutato l'industrializzazione, quanto invece ha tolto al a noi anche al benessere nostro stesso, andando ad incidere negativamente sulla natura e sull'ambiente. Quindi capite bene che eh quanto sia difficile, quanto ci sia dietro il lavoro di un consulente come eh Diciamo conoscenze, ma anche proprio come valori che
che si hanno e che accompagnano questo lavoro. Quindi il rispetto dell'altro è fondamentale. Identificare il pensare all'altro come perfetto per se stesso, come specie animale, sarebbe in qualche modo d'obbligo. Quelle differenze che il gatto ha rispetto all'uomo, che il gatto ha rispetto al cane, che il gatto ha rispetto all'uomo, sono quelle differenze fondamentali che gli Consentono di essere se stesso e dovremmo iniziare a dare valori a loro proprio per quelle per quelli proprio in quanto diversi da noi. Ok? Io dico sempre che allora cominciamo a non dire "Al manca la parola, eh, ma cominciamo a
dire "Ah, guarda, mannaggia a quella a me manca la coda, poi sarei ancora perfetta nella comunicazione, potrei essere perfetta". No, cominciamo a pensarla a non dobbiamo farlo realmente, ma cominciamo a pensare in questo modo Un po' contrario. Forse a noi manca qualcosa per arrivare a quella perfezione. Anche questo modo di pensare sarebbe sbagliato. Ovviamente l'unicità di un pensiero, secondo me, un pensiero chiuso è sbagliato, però per farvi capire che perché per forza l'uomo sopra e gli altri sotto. Parliamo di un una convivenza. l'ambiente, la Terra, se non anche oltre, è abitata da diverse specie che
hanno un obiettivo Evoluzionistico individuale e in realtà in qualche modo di collaborazione, nel senso di collaborazione da un punto di vista di impatto ambientale con altre specie animali, ok? Ma è realmente l'unione che fa la forza, rispettando però alcune caratteristiche, le prime a essere a dover rispettarsi le caratteristiche dovrebbero essere quelle ambientali. Comunque questo è un altro discorso. Nel caso, se andiamo più nel dettaglio sulle Relazioni tra l'uomo e il gatto, il cane, gli animali, non umani, quello che possiamo tentare di fare è sempre evitare di considerare, come abbiamo detto prima, questi animali come un
oggetto, come un res, come una cosa, quindi evitare oriificazioni, ma evitare anche antropomorfizzazioni, quindi svestirli della loro identità non umana e dare loro delle sembianze, delle caratteristiche, delle degli obiettivi, dei bisogni, dei desideri che sono Specifici della specie umana, eh ma evitare anche altre ehm tendenze come può essere banalizzazione degli animali, eh come può essere qualsiasi altra, insomma, tendenza che vi può venire in mente che non rispetti le caratteristiche dell'identità animale non umana. Ehm, certo è vero che nella convivenza ci si può contaminare ed è giustoamo, la parola contaminazione, dal mio punto di vista, è
meravigliosa. Eh, noi la la vediamo sempre negativamente, Pensiamo alla contaminazione batterica, alle contaminazioni negative in genere, no? Ma in realtà la contaminazione è qualcosa, dovrebbe essere qualcosa di positivo perché dovrebbe è quello è in qualche modo la vedo dal mio punto di vista come proprio in qualche modo abbracciarsi l'un l'altro e la coinvolgersi nella relazione e quando ci si stacca in qualche modo si ha con sé si conserva qualcosa dell'altro e quando Si abbraccia l'individuo successivo Si, in quel caso si offre qualcosa di noi, anche qualcosa dell'individuo con cui che abbiamo abbracciato precedentemente. Ok? Io
vedo questo nelle relazioni con gli animali, mi piace di pensare che sia di pensarla in questa maniera ed è quello che [Musica] ehm mi aiuta, mi guida anche nelle relazioni ovviamente con le persone. Quindi lasciarsi in qualche modo Contaminare, non annullare se stessi, ma arricchire se stessi con quello che viene dalla relazione con l'altro e portarsi dentro questo arricchimento nelle relazioni successive. E per i nostri animali non umani dovrebbe essere la stessa cosa. Eh, il giofacciandosi con noi si contamina in qualche modo delle nostre caratteristiche. Ecco perché nascono un po' anche i rituali di relazione,
quelle quelle similitudini Che possiamo vedere a volte che osserviamo tra eh il proprietario, il partner umano e un gatto o un cane, no? A volte si vedono proprio delle coppie mh pet partner che hanno degli eclatanti aspetti eh di similitudine tra loro perché in qualche modo si viene a creare proprio una contaminazione. Non parlo di estetica, anche se a volte ci sono delle vere e proprie somiglianze, ma parlo di intenti quotidiani, di intenti comuni, quindi eh le passeggiate condivise, per Esempio, eh si crea a volte proprio una contaminazione identitaria, però di base, per far sì
che questo accada sarebbe necessario ovviamente l'intenzione e quindi il coinvolgimento di cui parlavamo prima. eh da parte di entrambi o come qui vedete scritto la complicità relazionare, cioè avere un obiettivo condiviso. Questo è fondamentale. Fondamentale per mandare avanti le relazioni di coppia, Fondamentale per mandare avanti la eh per essere dei genitori, è troppo fondamentale per mandare avanti un per un gruppo docenti nei confronti di un gruppo classe, cioè bisogna avere sempre l'obiettivo condiviso. Ok? Anche quando si collabora con dei colleghi è necessario. Quindi ogni volta che ci si relaziona eh per far fruttare al massimo
quella relazione è necessario avere una comunione di tempi. Mhissimo. è difficile. Il difficile per Noi è quello di capire che anche per il gatto, di far sì che anche il gatto in qualche modo condivida degli obiettivi. Ma perché far ovviamente non può avere gli obiettivi umani, ma ci possono essere degli obiettivi ex no che nascono da quella relazione e verso cui punta l'uomo in quella relazione, verso cui monta il gatto. Quindi non l'obiet il mio obiettivo stamattina è andare al lavoro. più che altro non avrà questo stesso obiettivo, Ma avrà i suoi obiettivi individuali. Si
svilupperanno poi nella relazione degli obiettivi comuni che nascono proprio da quella relazione e che dipendono appunto dal prodotto di quella relazione e verso quegli obiettivi condivisi viagerà poi quella relazione stessa. Ok? Ovviamente il benessere relazionale è il nostro obiettivo come consulenti. Noi come consulenti di relazione noi non dobbiamo soltanto garantire il benessere Dell'uomo, garantire del benessere del gatto, ma di quell'uomo e di quel gatto in quella relazione, in quella famiglia. Ok? Quindi il nostro occhio, il nostro sguardo deve essere uno sguardo sulla relazione, ok? quindi sugli individui facenti parte di quella relazione, non sugli individui
a sé, anche la conoscenza degli individui perché è fondamentale, forse è prioritaria prima di entrare nella relazione, ma assolutamente poi noi ci ci occupiamo di Relazione. Importante aspetto ancora da cui dipende, dal quale dipende l'identità di una di un contributo alla della relazione, contributo offerto dalla relazione è la valorizzazione quindi della relazione stessa e del referente, quindi di chi si occupa eh di chi si chi entra in relazione, chi in qualche modo ehm usufruisce anche della relazione, quindi sia del referente umano, sia del referente animale non Umano, sia di chi in quel caso viene a
ospitare quella relazione. Quindi evitiamo, abbiamo detto reificazioni, antropomorfizzazioni, banalizzazioni, pietismo e via dicendo. Ok? Ovviamente non è facile, anche quando pensiamo di essere sulla strada giusta, se noi ci analizzassimo, analizzassimo in modo più eh concreto ehm il momento che viviamo, a volte ci renderemo conto che facciamo delle in qualche modo degli errori di Valutazione. Ok? E questo a volte non è sempre facile. Mi sto da da un po' di tempo sto seguendo, sto ultimando un percorso come che mi come formatore in mindful mindfulness, scusatemi, gestione emotiva. Grazie a questi percorsi ci si rende conto, mi
rendo conto ancora più per quanto di queste cose io possa sempre aver parlato, mi rendo conto che comunque è difficilissimo rimanere ehm vivere realmente le relazioni nel momento. Noi spesso viviamo le Relazioni con la testa proiettata da un'altra parte. Anche quando rispondiamo ad una domanda o rispondiamo per esempio ad un ingaggio da parte del gatto, in qualche modo siamo oltre, in qualche modo stiamo già cercando di dare di darci di chiederci "Ma perché mi sta chiedendo questo? perché siamo sempre un po' oltre e non riusciamo mai in realtà a vedere l'altro, la relazione o ascoltare
o a rimanere concentrati su noi stessi evitando giudizi, evitando Pregiudizi, evitando pensieri, evitando pensieri che vanno oltre. È molto difficile, però effettivamente ehm è possibile. Ok? Quindi partiamo dal concetto che l'animale non fa sempre bene, ma è necessaria una sorta di eh conoscenza di tutto quello che succede quando ci si relaziona oltre che di conoscenza dell'altro per avere degli obiettivi beneficiari. Ehm, detto questo, andiamo un attimino ehm vi torno sulle slide principali, eh, E andiamo a vedere, perché adesso parliamo di dimensionalità, ehm che cosa significa. Il nostro obiettivo è evitare, diciamo, standardizzazioni o etichettature perché
ogni volta che etichettiamo una relazione in un modo preciso, in un modo unico, in qualche modo neghiamo la relazione stessa che invece ha tante sfaccettature diverse, viaggia su tanti piani di incontro, adesso andremo a vedere, diversi. Allora, vi condivido vederlo abbastanza bene, così non so se posso. Ok, fin qui diciamo tutto chiaro. Curiosità aveva detto assolutamente anche la curiosità certamente è fondamentale. Meraviglioso il termine curiosità perché rientra per esempio nei nei termini che io ogni tanto faccio questo lavoro con con la con le classi. Mi piace e l'ho fatto lo ritrovate anche in alcune slide,
mi piace capire, lo Faccio anche in consulenza. Chiedo in qualche modo alle persone di collegare, di creare un collegamento tra il gatto e dei termini per capire proprio come lo se lo dovessero descrivere in parole come lo descrivere come descriverebbbero il gatto. e vi troverete in una slide, per chi di voi l'ha l'ha già stampata, ve la ritrovate, in cui c'è un elenco di termini che io vi chiederò in qualche modo anche di ampliare ancora perché ehm Prego, Rumina, è una cosa a cui ci tengo Particolarmente questo della mindfulness ehm soprattutto in riferimento alla relazione
con gli altri è veramente importantissima. Ehm, vedrete che rispetto forse ad altri, eh il gatto ha una delle sfumature eh di personalità meravigliosamente diverse l'uno dall'altro e questo rende il nostro lavoro estremamente difficile come consulenti, eh anche il nostro lavoro, tra virgolette, lavoro come Partner umani, ma in realtà eh dovrebbe essere è anche altrettanto, diciamo, stimolante. Vedete quante diversità nel gatto. La l'unica regola, come si dice, che non ci sono delle vere regole, perlomeno ci possono essere delle ci sono delle griglie importanti, ovviamente, in cui però all'interno delle quali dei paletti forse all'interno dei quali
si aprono, però Proprio una una grandissima possibilità di diverse sfumature, dimensioni di relazione. Pensiamo al termine dimensione. Che cosa vi fa pensare? Chi vuol dire prendere parola? Vi faccio un po' parlare. Mi è importante che ci interfacciamo in modo diretto. Ehm, non esistono interventi banali, non esistono ovvietà, non esistono domande stupide. Questo io lo dico sempre. Io sono sempre stata quella che per paura, no, di dire Qualcosa magari di ehm eh di stupido, appunto, non era quella non è, insomma è stata quella che alza la mano, tipo la prima della classe che alza la mano
e dice la propria opinione. Eh ma ho sempre tenuto per me le mie considerazioni sbagliando, perché spesso e volentieri prima si parla, prima si mettono in luce dei dubbi, prima si cresce. Ok? Quindi, secondo voi, quando il termine dimensione di relazione, vi faccio la la diciamo la dicenza al Contrario, che cosa può significare? Vai Laura e Cristina. Forse tipologia, forse, scusami Laura, tipologia, etologia, no, tipologia, tipo di di relazione. Sì, in qualche modo potremmo dire che certamente un tipo Sì, un tipo un tipo in alcuni casi sì, dovremmo andare a definire anche tipo perché in
realtà è come affidare un altro termine che comunque andrebbe spiegato, però l'idea, diciamo, ci può stare. Cristina, Eh ciao. Secondo me, cioè, pensavo dimensione sia magari intesa come cioè nello spazio, magari nella nella vita domestica tra l'umano e il gatto, ma anche dimensione in termini di vicinanza, cioè quanto uno è più eh vicino e legato al proprio gatto. Cioè di dimensione, ecco, lo intendo in questi due aspetti, sia spazà che che vicinanza affettiva o emotiva o altro, appunto, perché il senso è vicinanza di o di affettiva o di altro tipo. Interessante quello che hai detto,
nel senso che nello spazio, perché sì, perché la relazione dipende anche da dove si da dove avviene, da come, da dove, da quante volte, da quando. Quindi effettivamente questo questa la dimensione di una relazione è qualcosa che abbraccia anche il mondo che circonda gli individui. Ok, questo è molto importante. Marianna e Francesca, non so chi dei due ha alzata la mano. Alzato la Mano. Sì, io rimando al concetto di forma, quindi di una forma che può essere equilibrata, piuttosto che invece una forma che ha qualche qualche spigolo, qualche angolo da smussare e poi un po'
la modalità con cui si entra in relazione mi dà proprio Assolutamente sì. Anche l'idea della forma è è è corretta. correttissima. [Musica] Ehm è è questo che poi mh diciamo nella relazione, nello sviluppo della Relazione effettivamente si ogni relazione ha una sua forma e la forma come dicevi tu ha delle caratteristiche che possono essere più o meno spigolose, più o meno eh diciamo così anche in quti in qualche modo più o meno plastiche, perché il nostro obiettivo in realtà è una in qualche qualche modo una relazione che sia plastica, nel senso che non che non
sia ehm eccessiva in alcuni punti, ok? In alcuni lati di quella forma. Francesca. Sì, io la intendo un po' come l'hanno citata un po' le colleghe, in più aggiungerei anche eh come si sviluppa nel tempo, quindi come si può modificare e come varia anche nel contatto con gli altri, quindi tra i due individui e il resto ehm delle personeali delle specie con cui si viene a contatto. Quindi assolutamente questa è una cosare, questo è un aspetto importantissimo, eh l'evolvibilità della relazione. Le relazioni viaggiano nel tempo e quello che vi dicevo all'inizio vale, cioè la contaminazione
che si ha nella relazione con un individuo poi noi ce la portiamo si modifica nel tempo con l'individuo con quell'individuo stesso, ma poi va a modificare anche le successive relazioni che noi abbiamo con gli altri individui. sapete anche banalmente quanto influenzi, no, il proprio vissuto nel relazionarsi con una persona, con un Partner, piuttosto con un con un figlio o quant'altro, insomma con un collega, con un animale non umano. Il nostro vissuto, quando parliamo di nostro vissuto, il nostro vissuto è fatto anche delle nostre relazioni, ok? La relazione stessa evolve nel tempo, quindi non c'è margine,
cioè non c'è mh potenzialmente, mettiamola così, nelle se si mette entrambi gli individui sono nelle migliori condizioni di aprirsi, la relazione potrebbe sempre migliorare. Quindi non c'è un perché può sempre migliorare perché in realtà noi gli individui gli individui singoli evolvono nel tempo perché vedrete lo farete proprio durante il corso che a mano che si vive si apprende e quindi si cambia in qualche modo. Quindi cambiando i singoli individui non può la relazione stessa non cambiare, ok? Quindi non può rimanere fissa e questo è un altro aspetto molto importante. Nella relazione con il gatto è
fondamentale Perché il gatto necessita di alcune sicurezze per mantenere viva quella relazione. Necessita di alcune ehm diciamo considerazioni da parte del partner umano per continuare ad aver voglia di entrare in relazione. Questo è molto molto importante. Grazie per il pervento. Rosaria, ehm, pensavo a al piano o quantomeno al grado di relazione che si va a stabilire con il gatto, cioè è un crescendo che va per step, va pian piano Avanti e va maturando pian piano passando da passate termine da un livello basic, quindi un inizio di relazione che si va pian piano poi a sviluppare
su altri piani, su altri livelli. Assolutamente sì. Mentre parlavi mi visualizzavo davanti a me l'immagine di questa dimensione che in realtà nasce come puntino minuscolo nello spazio e poi va pian piano ad ampliarsi appunto a crescere prendendo quello che diceva Caltra collega delle forme, quindi c'è sia questo aumento quantitativo in realtà di contenuti sia cambiamento qualitativo. Quindi questo è assolutamente delle considerazioni molto importanti. Ehm, Fabio dice: "Trovare e capire lo spazio nel nostro mondo cercando di far entrare e capire il mondo dell'animale." Assolutamente sì. Anche questa considerazione è molto importante. In realtà è il nostro
mondo, il mondo è unico ed è il mondo di tutti. È questo che noi dovremmo sempre tenere a mente. Il mondo è di tutti, tutte le specie che lo abitano. Questo dovremmo dovremmo essere un pochino più convinti in questa affermazione. Quindi non è il nostro questo mondo. Noi siamo di passaggio, quindi questo è molto importante. Eh sì, scusami, io intendevo il nostro Certo. No, no, no, io mi sono collegata conoscenza, cioè assolutamente sì. mondo nel senso conoscenza proprio. Tu parli di mondo interno, ovviamente. Certamente sì che avevo capito. Assolutamente. Mi sono legata al tuo mondo
interno per parlare del mondo esterno. Assolutamente sì. È quello che la frase che tu dici è quello che un po' quello che dicevamo sul concetto di che io definivo come contaminazione, no? Quindi questa contaminazione di due mondi, fare entrare uno nel mondo dell'altro, significa poi assolutamente questo. Sì, sì, sì. Quindi ci siamo e dimensioni di relazione anche tanto Altro quando noi andremo a fare i consulenti per chi di voi lo fa, ma in realtà questo sono concetti che vi servono anche nel vostro quotidiano, non soltanto come lavoro, come vi hanno detto anche in nella serata
conoscitiva, questo è un percorso che in qualche modo, in modo spontaneo, tirerà fuori dei cambiamenti anche in voi stessi, non soltanto nella relazione con il gatto fatto con con i gatti che avete che vivono con voi. Ehm, in qualche modo il Cambiamento di se stessi è fondamentale. Partiamo già bene, eh devo dire sono molto molto contenta di tutto quello che avete tirato fuori già adesso. Quando entravo in consulenza dicevo, ehm, noi andiamo in qualche modo a entrare all'interno di un mondo delicatissimo, appunto, che è la relazione con l'altro. A volte si entra troppo a gamba
tesa nei nei sistemi familiari pensando di avere la soluzione Ai problemi, cosa che non è assolutamente sempre vero, pensando di conoscere eh magari il gatto e si entra e non si ci si rende conto che si entra in una relazione, quindi bisognerebbe avere degli strumenti per conoscere anche le persone, non soltanto il gatto, perché io dico sempre chi eh si occupa di benessere animale non umano, Si, chianda rispetto dell'animale non umano non dovrebbe non potrebbe non propagare il rispetto anche Della identità umana ovviamente no che sono due cose per me strettamente interconnesse tra loro. Quindi
possiamo abbracciare un'altra specie. Noi comunemente diciamo preferisco gli animali alle persone perché perché ci fa capire che siamo effettivamente abbiamo delle sensibilità magari più spiccate, no? nei confronti di alcune necessità, di alcune esigenze, di alcuni bisogni degli animali non umani. Ma io dico sempre, un consulente che vuole Realmente mettere a frutto questa sua conoscenza dovrebbe in qualche modo lavorare anche sull'aspetto umano della relazione umana e della conoscenza di se stessi. Questo per me forse è prioritario, ci dà qualche punto in più per poter poi essere beneficiali, per far sì che il nostro intervento sia beneficiale
nella relazione con l'altro. Questo è fondamentale. In realtà dovrebbe farlo chiunque si relaziona con il pubblico, cosa che dico sempre non Succede mai perché nel nostro quotidiano, anzi quotidiano si vede il contrario, cioè spesso chi si chi si relaziona con il pubblico è un po' più frustrato, è un po' più stanco, un po' più nervoso, eccetera eccetera. È vero questo, ma di strada da fare ce n'è veramente tanta e siamo qui apposta per iniziare questo percorso. Guardate qui questa di queste caratteristiche della relazione. Questi sono un po' quello che è quello che succede un Pochettino
oggi nella relazione ehm con con il gatto, con il cane anche anche con altri animali. Cioè, ehm, quando noi pensiamo ad oggi alla relazione con il gatto, in particolare, concentriamoci su questa specie, eh potremmo dire che ha delle caratteristiche già forse di che poi guidano in qualche modo il modo con cui si apre la relazione. La prima caratteristica è un quella di cui vi ho parlato anche un po' prima è questo Sbilanciamento perché c'è una asimmetria in qualche modo dovuta al fatto che siamo noi l'ente decisionale spesso e volentieri, almeno in prima battuta all'inizio, siamo
noi a ahimè decidere a diciamo intanto aver bisogno del gatto, a pensare di aver bisogno o a volte a ehm pensare di essere pensare che il gatto piatto abbia bisogno di noi, ma siamo sempre noi a pensare che il piatto abbia bisogno di noi. Quindi c'è sempre un po' una Taratura, una sorta di immagino generalmente questo inizio di una relazione con il gatto sempre un po' come una un piatto della bilancia che vede l'uomo pesare un pochino di più in questo inizio della relazione e noi invece dovremmo pensare che ehm la relazione dovrebbe essere in
qualche modo ben bilanciata, diciamo sempre questi termini, no? Quindi avere un un equo livello di distribuzione di onori e Oneri, dico sempre, ok? Quindi un bilanciamento concreto della relazione. Certo, per carità l'uomo ha delle caratteristiche di specie che lo differenziano a livello evolutivo dal gatto, dal cane. Allora noi quelle caratteristiche di specie che noi oggi nostre della nostra specie umana eh che noi oggi usiamo solo a nostro vantaggio, noi potremmo utilizzarle a vantaggio del pianeta. Questo sarebbe in realtà il nostro computo compito pardon eh forse Più aureo, no? Più nobile, quindi usare quelle se è
vero che l'uomo ha sviluppato perché ha avuto ha seguito un'evoluzione diversa eh anche delle degli aspetti cognitivi diversi, non dico superiori, dico diversi. Attenzione, agli animali non umani possiamo dovremmo utilizzare quegli aspetti eh diciamo quegli aspetti cognitivi diversi come fanno il cane e il gatto, cioè integrandoli, usandoli per in qualche Modo integrarci con l'ambiente, non per abbattere l'ambiente e abbattere le diversità ambientali. Ok? Ehm, esempio, qui il primo esempio che vi faccio, mi viene venuto adesso, non lo so, io vi faccio gli esempi, non per quanto sia ovviamente l'argomento di oggi ben centrato, come sarà
sempre quando vedrete me, però poi i riferimenti mi vengono sul momento, quindi eh per esempio, in base a per questo concetto che sto dicendo, pensate Alle uscite del gatto. Gatto che esce, che esce o non esce è un altro discorso. Pensiamo ai gatti che escono di notte o quelli che escono di giorno o quelli che hanno la libera scelta di notte o di giorno. Pensate a ehm a quanto noi ci preoccupiamo, soprattutto quanto è diverso il nostro modo di preoccuparci del gatto se esce di notte o se esce di giorno. Noi tendiamo per nostra caratteristica
a sentirci insicuri al buio per nostre Caratteristiche anche sensoriali. Eh eh al buio ci sentiamo insicuri e se non siamo chiusi dentro ci sentiamo insicuri. Ehm quindi sviluppiamo sistemi di allarme perché perché ovviamente abbiamo delle invasioni, è vero, però sviluppiamo sistemi di chiusura. Per noi la sicurezza è eh protezione fisica, ok? Perché la nostra specie si è evoluta in questo modo e quindi chiusura in realtà. Mh. Io sto dentro le le mura e mi sento protetto. Io sto metto Recinzioni, eh alzo pareti, eh chiudo a chiave, mi sento protetto. Il gatto a livello di evoluzione
ha avuto un'altra storia. il gatto per per ehm sfruttare al massimo le proprie capacità di difesa nei confronti di eventuali ehm invasori, ha necessità di avrebbe come specie necessità di avere libertà di scelta su nascondersi o scappare, mimetizzarsi o fuggire, correre arrampicarsi perché e soprattutto la necessità di sfruttare al massimo quelli Che sono i suoi strumenti sia cognitivi sia sensoriali, quindi percettivi, e si troverebbe molto più a suoaggio vivendo l'esterno di notte piuttosto che di giorno. Questo perché nel tempo, nell'evoluzione di quella specie, essendo un animale, un predatore crepuscolare e notturno, la sua massima attività
fondamentalmente è notturna e crepuscolare. Attenzione, ovviamente quello che vi dico, mai, ho detto prima, Mai dare etichette certe, ovviamente parliamo di quello che è stato il gatto nella sua evoluzione, poi l'evoluzione continuerà, quindi stiamo avendo stiamo vivendo delle modifiche, il gatto stesso in qualche modo affronterà queste modifiche, ma spesso questi cambiamenti li li imponiamo noi, ad esempio, chiudendo la porta la notte Perché preferiamo far uscire il gatto di giorno perché in qualche modo abbiamo una maggior percezione di avere il Controllo, di offrirgli una maggior sicurezza. Non sempre è così. Che attenzione, io dico, non sempre
è così. Ora ci sono delle condizioni in cui è preferibile che sia così, si andare ad analizzare poi caso per caso, ma quello che io vi voglio far venire in testa è il dubbio, ok? Quindi è una cosa corretta. effettivamente sto soffrendo il massimo a questi gatti. Cioè questa convivenza sta valorizzando noi stessi, cioè sto tirando fuori educare, se Pensate anche al termine educare quello che significa che cosa significa? Non significa avere un bel vaso e metterci dentro roba nuova, significa tirare fuori, no? tirare fuori quello che tu sei e aiutarti a renderle a ad
usare al meglio gli strumenti che possiedi, a andartene magari anche di altri, cioè ad aiutarti a svilupparne anche di nuovi, ma soprattutto a far sì che gli strumenti che tu hai dentro di te possano essere ben utilizzati e possano Rivelarsi efficienti ed efficaci in questo mondo. Quindi va da sé che ci deve essere anche una coerenza tra il mondo in cui vivi e i tuoi strumenti. Se pensiamo di estraporare il gatto da un contesto di vita in cui è cresciuto da sempre, in un contesto di vita in cui si è evoluto come specie e di
portarlo immediatamente in un mondo completamente diverso, senza far niente per aiutarlo a sviluppare, alla fine questi strumenti. stiamo viaggiando verso una relazione Non beneficiale. Poi altro discorso è che il gatto abbia come caratteristiche anche un'estrema adattabilità, però cò se ha avuto modo di sviluppare alcune di effettuare alcune esperienze, di costruirsi delle esperienze particolari, ciò non toglie che però siccome siamo noi a decidere di adottare uno dei primi step o uno dei primi ehm forse delle prime considerazioni che dovremmo fare, che dovrebbe fare soprattutto chi si occupa Di adozioni e di creare di cercare una coerenza
tra gatto e quel gatto in particolare e la famiglia magari di adozione. Ok? Quindi io ho fatto questi due piccoli esempi per farvi capire la simmetria che in qualche modo c'è anche nelle uscite notturne, eh il quella diversità di nel senso di sicurezza che il gatto ha, che si sente assuato, si sente sicuro se è libero di allontanarsi, che non significa che si allontanerà, ma se se Pensa di poter avere il controllo della situazione e e invece il punto di vista nostro che mi sento al sicuro quando ti siamo tutti vicini, tutti dentro, tutti insieme,
tutti a fare un un gruppo per difenderci poi. Ok? Quindi l'unione fa la forza nel caso delle persone in qualche modo, ok? decidiamo tutto per loro senza rendercene conto. E sì, a parte da cosa assolutamente sì, vedremo di e in qualche modo è anche allora in io non Voglio nemmeno vestire di negatività quello che facciamo con i gatti perché anche io gestisco, tra virgolette determinate risorse eh da quelle di mio figlio a quelle degli animali che vivono con me, ovvio. cercando però sempre un un do, quindi io do tu dai me qualcosa, io do te
qualcosa, quindi uno scambio di in qualche modo informazioni, non solo, ma anche proprio di di riconoscenze, ok? una convivenza equilibrata. Eh, non voglio quindi vestire in modo negativo Questo, il fatto che noi ci occupiamo perché l'occuparsi del gatto rientra in una in una dimensione di relazione e ed è giustificata perché noi ci prendiamo cura del gatto, ok? ci prendiamo cura da un punto di vista fisico, ci prendiamo cura se il gatto è fortunato, anche da un punto di vista cognitivo, comportamentale. Quindi ci sta che io mi occupi del gatto che scelga, faccia delle scelte. Il
gatto non sceglierebbe da solo di andare dal veterinario, una Banalità, eh, anzi, ti farebbe un gestaccio con la mano e ti direbbe amico, ciao lo decidiamo noi. È è un prendersi cura, ok? Grazie a noi, grazie al nostro intervento, i gatti e animali hanno allungato la loro prospettiva di vita. I gatti, in particolare, ormai di gatti ultraventenni se ne vedono molti di più. Quindi i nostri interventi non sono sempre negativi, ok? Il gestire, il decidere è positivo. Qual quand'è che nasce il problema? E già stiamo entrando In modo proprio diretto nell'argomento di oggi. Il problema
è quando facciamo solo quello, quando la relazione di quel gatto vive solo quello, ok? Riceve solo quel tipo di intervento da parte nostra e quindi il gatto si limita a sottostare a orari di alimentazione, sottostare a cure o manipolazioni e basta. E non c'è più niente nella sua vita. Quello è un problema. Lì si sviluppano si potenzialmente delle problematiche o comunque purtroppo una mancata Beneficiarietà, un mancato benessere. È il concetto di benessere stesso che è diverso benessere del gatto del benessere dell'uomo. Ok? E anche i primi studi sul benessere animale, poi vedrete, in realtà hanno
avuto bisogno di modifiche perché sono nati i primi studi sul benessere animali, le cinque famose libertà, sono nati negli allevamenti, in realtà nascono come eh punti di benessere da garantire per avere una Qualità della produzione migliore di carne, di gatto, o che sia. Quindi capite bene che la simmetria comunque ci sarà, ci c'è sempre, però possiamo sfruttare le nostre consapevolezze per poter lavorare in modo diverso. Coinvolgimento intimo, impatto emotivo e carattere parentale. I gatti tirano dentro da parte nostra un aspetto di ehm intimità che altre specie non hanno, non fanno. Questo è effettivamente, ce ne
rendiamo Conto, carattere parentale inteso proprio quella aspetto di noi genitoriale che viene tirato fuori, sia che siamo genitori di anche umani, di piccoli umani, sia no, ma comunque quando ci relazioniamo con il gatto in qualche modo l'aspetto genitoriale viene tirato fuori dal gatto nei nostri confronti. Eh, perché le attività, molte delle attività che noi mettiamo in atto sono le attività, delle attività genitoriali, sono quelle di cui si è Occupata anche mamma gatta nei confronti del gattino. Sono quelli che la mamma mamma umana, mamma donna si occupa nei confronti del del proprio figlio. Quindi, effettivamente, la
relazione con il nostro gatto ha anche queste caratteristiche e beh, giusto che sia. ci sono dei rituali di relazione che hanno questo aspetto parentale, questo aspetto genitori figlio con il nostro gatto che ci può stare che è così e ci sono dei momenti che si aprono con il Nostro gatto che sono proprio eh dei momenti in qualche modo di eh materno filiale o paterno filiale. Materno filiale. Ok? Attenzione perché anche qui il problema non è questo in sé. Il problema è quando c'è unicità di questa caratteristica o quando c'è un un eccesso in queste tipi
di attività o quando io vado a trattare il gatto come fosse un figlio in maniera esclusiva, mutm diciamo m no mutando, ma limitando, mutilandolo, ecco, scusatemi il termine Un po' è così, delle sue caratteristiche feline, Ok, delle sue caratteristiche di gatto che lo diversificano da un bambino. Quindi è vero che in alcuni casi la relazione si apre in questi connotati ed è così perché ti chiedo, vengo da te, ti chiedo delle interazioni, ti chiedo del cibo, poi noi scambiamo sempre la richiesta con una richiesta di cibo, ma questo è un altro discorso, però ti chiedo
qualcosa, quindi uso uso te da parte del gatto, eh Mi sento, faccio finta di essere un gatto al momento, dico uso te, ho bisogno di te per fare questo, ho bisogno di te per fare quest'altro. questo stesso bisogno di è in qualche modo già parte di un di un rapporto di un ha un carattere parentale perché teoricamente il genitore dovrebbe in qualche modo rappresentare una guida, ok? essere un referente per l'individuo, per il bambino e quindi per l'individuo che Chiede in quel modo, in quel momento il mio intervento. Rosaria, ehm, la mia domanda più che
altro una chiarificazione è questa. possiamo dire che il gatto in definitiva cerchi più un aspetto, diciamo, cerchi ricerchi più quella che può essere definita una figura materna rispetto al cane che invece cerca una figura collaborativa nel suo bipede. Allora, io non quello che Allora io non riesco a dare Etichette, ok? Sicuramente hai parlato di cane e hai legato il termine di collaborazione al cane e questo ci può stare. Il gatto cerca in noi qualcuno che sia in grado di farlo se stesso. Io la penserei in questa maniera. Allora, io faccio questa domanda perché spesso vai
di spesso in difficoltà nello spiegare questo concetto alle persone perché quando si raffrontano con me che ormai faccio volontariato da tempo, Ehm, guardano sempre al gatto come se fosse un cane e io cerco loro di far capire che il cane è una cosa e il gatto ne è un'altra, ma nello spiegare quello che un gatto può cercare da un dal suo bipede è completamente diverso da quello che cerca un cane. È l'obiettivo che è diverso. Sì, perché il Esattamente gli obiettivi, cioè quello a cui mira il cane non è quello a cui mira il gatto,
anche se a volte sembra che lo manifestano nello stesso modo. Il Discorso di relazione tra di carattere parentale, di relazione di identificarci come genitori è perché effettivamente non è non significa che dobbiamo pensare che il gatto sia un figlio, ma che certe volte rituali di relazione si aprono così. In qualche modo in alcuni rituali effettivamente il gatto ci vede come genitori all'interno di quel rituale relazionale, però ok, quindi in qualche modo qual è il problema? che solo sempre lì, se c'è solo quello, se il gatto fa Solo quello, se facesse solo quello, e potrebbero scaturirsi
una serie di altre problematiche perché risulterebbe frustrato, risulterebbero frustrate altre sue caratteristiche, però il carattere parentale è cè, non lo possiamo negare. Non possiamo negarlo. Quindi oltre a quello, cosa potrei dire? Cioè, oltre a fargli capire, cioè come posso rendere pratica la cosa? con la conoscenza dell'etologia. Io dico sempre che nel Nei lavori di consulenza è importante anche fare proprio a volte un lavoro di conoscenza, quindi andare a parlare di etologia del gatto, di cosa di quali sono quei comportamenti che hanno portato il gatto a essere quello che è. Per esempio, io parlo sempre delle
modalità di caccia del gatto rispetto ad altri animali che cacciano in gruppo. E dico se il gatto per un'attività, questo è per cambio un esempio, ovviamente è una riduce il Concetto, bisognerebbe si potrebbe spiegare in tanto altro modo, però dico sempre se il gatto per un'attività così importante com'è l'alimentazione e quella è salvavita, no? è fondamentale e quindi la predazione. Parlo di un gatto libero, di di fare il gatto, eh in questo senso, ehm sceglie di non richiede, non vuole, non chiede l'aiuto e la collaborazione di nessuno, figuriamoci per altri tipi di Attività. il gatto
si basta, basta a se stesso. Quindi questa è un un già un esempio importante che non significa che il gatto non si lega e non crea reazioni per niente. Non significa che il gatto era sociale, assolutamente no, ma lui si relaziona con noi perché proprio ha il piacere di farlo per perché è diverso, non perché deve ottenere un per forza una mano a fare una cosa, ok? Quindi l'obiettivo dovrebbe essere è io ho piacere di stare Con te e in quel piacere si può nell'ottica di quel piacere si sviluppa si sviluppano dei rituali, una relazione
che può essere vista nell'ottica genitore e figlio, il piacere di di avere delle cure da te, il piacere di avere delle carezze da te, come un bambino richiede alla sua mamma. Ok? In quest'ottica noi possiamo vedere, dovremmo capire che il gatto poi è in grado di sviluppare questo tipo di relazione e il carattere della Relazione persona gatto ha dei caratteri parentali oltre che ovviamente degli impatti emotivi molto molto importanti. [Musica] il il poi certo diversità qui bisognerebbe fare sempre a volte bisognerebbe fare i corsi in parallelo relazione gatto, relazione cane o gestire proprio le due
cose in modo importante perché in modo contemporaneo perché in realtà sono sempre più le famiglie che hanno cane e gatti insieme, Quindi eh spesso si trova chi magari investe tanto nella conoscenza di una specie si trova carente nell'altra e rischia semplicemente di fare delle un po' di confusione. di trattare il gatto come un cane, il cane come un gatto, come qualcuno di voi anche diceva che sei dovuta cimentare nuova conoscenza del cane avendo avuto spesso gatti. Beh, succede spesso anche il contrario, ma bene che falsi miti conellati come ci sono proprio dei falsi miti che
Certo. Esatto. E noi siamo anche per questo. Siamo qui anche per questo. Romina, dimmi. Sì, ora non so se è opportuno il mio intervento e eh mi alleno a quello che ha detto Maria. Mh. Eh, io ho imparato eh posso dire in breve un'esperienza personale che mi ha insegnato? Certo. Grazie. Allora, io ovviamente eh ho iniziato a studiare i gatti quando ho Avuto dei problemi con i gatti, cioè ovviamente no, diciamo io e quando mi è scappato il gatto e da lì ho capito le la caratteristica del gatto anche aiutata dal comportamentalista. mi suscita questo
commento ovviamente Rosario, no? E la differenza, appunto, a parte che m ieri Marchesini eh l'ha detto, no? Eh, il gatto sta con noi in convivialità, no? Gli piace stare con noi a fare le cose con noi, le cose però Che piacciono a lui. Non è il cane che fa le cose con noi, anche solo per far piacere a noi, fare le cose con noi, eh. Eh, e questa cosa qui io l'ho imparata quando mi è scappato il gatto, perché io sto nel bosco e quindi diciamo eh tutto quello che hai detto te Maria io l'ho
vissuto, no? E come dici te si si migliora cioè si migliora, si cerca di migliorare. Allora, quando poi ho ritrovato il gatto e ho chiamato il comportamentalista io avevo tutta una Serie di criteri completamente errati. Eh, per esempio, di allargare progressivamente la zona di Conf e la Sì. la zona, diciamo, di di cioè la base sicura, scusa, i confini della base sicura del gatto, prima dentro casa per abituarlo perché avevo traslocato, poi un po' più là, un po' più là. E allora io a lui gli dissi, "Sono andata di notte, mi vien da ridere perché
rido di me stesso, no? Sono andata di notte e insieme a lui perché lui ha paura di Notte e lui rise, capito? Cioè lui qualunque cosa dicevo rideva perché dicevo proprio tutta una serie di cavolate. Ma lui il gatto ha paura secondo te? Eh, cioè, capito? Già te hai paura, no? che nel buio che lui nel buio. Allora lui mi disse, "Non so, confermami Maria, eh è una persona valida, insomma è un comportamentalista, secondo me, validissimo che ha fatto scuola anche in Sua e disse il gatto potrebbe benissimo Andare via un'altra volta perché sta nel
bosco, non c'è confini, non c'è niente. lui rimarrà qui se troverà qualcosa di piacevole a stare qui, perché lui potrebbe benissimo vivere da solo, cacciare da solo e se non cro andarsi a recuperare il cibo in un'altra casa da un'altra parte. Quindi torna il concetto di convivialità, cioè e da lì io ho iniziato a cercare di capire un gatto, quindi Assolutamente sì. Se Rosaria tipo scusate se sono intervenuta, ma un po' Mi prendeva anche come esperienza personale. Certo. No, ma ma è così. E vi dico anche una una cosa, ehm più il gatto si sente
appagato nella relazione con noi, più cercherà di tornare in quella relazione. È quello. Ok, questo è molto molto importante. Elisa al volo perché così and mi faceva ridere Maria che mi è venuto in mente mia sorella ha tre bambini l'ultimo che ha partorito a 4 anni adesso e lei aveva un gatto che All'arrivo a casa del terzo bambino si è trasferito, si è trasferito dai vicini, va a fargli visita ogni tanto, ma lui se n'è andato dai vicini, cioè lei è arrivata a casa col terzo bambino e detto "Basta, non ne posso più". Adesso basta.
Sì, sì. No, io dico, eh beh, guardate, cioè sì, assolutamente, ma io anche ho vissuto questa cosa nella mia vita privata, l'ho vissuta da sempre, adesso, anche adesso penso che Qualche maledizione il gatto che vive con me la sta mandando, no? fatto gli scherzi, lui c'ha un ottimo legame, però abbiamo adottato da poco da poco da pochi mesi un lano, quindi c'ha il suo già l'altro cane convivente, quindi sicuramente ogni tanto immagino i gatti nelle famiglie che si fanno lavorare il classico bastone col sacchetto e se ne vanno con il loro bagaglio e se ne
vanno. È vero, dobbiamo tenere in conte queste cose, però il nostro quotidiano è Anche questo. il nostro quotidiano ormai siamo delle famiglie multispecie proprio, quindi cos'è che possiamo fare? Perché poi, ecco, le circostanze di vita eh portano anche a questo, cioè io adesso un secondo cane non l'avrei adottato se non per alcune ragioni. Poi ho visto che è andata bene, ok, però ci sono delle noi non possiamo entrare nella nelle nelle famiglie e dire no, questo no, questo sì, questo no in modo di Schematico. Noi dobbiamo tener conto che abbiamo appunto quello che vi dicevo
all'inizio, dobbiamo essere dei facilitatori della relazione. Ok? Il nostro compito è facilitare la relazione, però la relazione ha delle caratteristiche che non possiamo distruggere. Se vogliamo in qualche modo migliorare, dobbiamo entrare in quella sempre punta di piedina della reazione e vedere i punti di forza, tirar fuori tutti i punti di forza che tutti gli Individui hanno per poter creare qualcosa di positivo, non però destabilizzando il tutto. Certo, ci sono ci saranno delle volte in cui e mi è capitato ho dovuto dire no, il gatto non è non può stare qui, non è una relazione, non
è possibile ottenere dei degli dei risultati beneficiari, sta facendo male al gatto e sta facendo male a voi questa relazione. Questo può succedere. Ok, Elisa. A me viene però un rispetto alle informazioni che ci avete Dato, per esempio, ieri parlando delle razze dei gatti, no? Questo è valido anche per quelle razze un po' più spinte dall'uomo e quindi forse meno capaci di sopravvivenza alle scatur. Eh, allora no. Og Esatto. Bravissima. Allora, m c'è una dobbiamo tenere una sorta di scaletta in qualche modo nella nostra mente. C'è la specie, c'è la razza, c'è l'individuo. Ok? Quindi
ci sono La razza da che cosa nasce? Da la selezione di alcune caratteristiche. Ok? E per quanto Sia un po' triste, secondo me, la selezione da parte dell'uomo, però comunque ci sono delle non sempre la selezione è stata, diciamo, fallimentare, quindi comunque ci sono delle degli aspetti positivi. Teniamo conto che quella razza, a seconda anche di quanto tempo aveva sviluppato delle tendenze, ok? delle tendenze comportamentali o anche, purtroppo, degli aspetti fisici ehm più o meno che Lo rendono che aprono delle aree di vulnerabilità. Ok? Anche in quel caso è necessario pensare sempre che si tratta
di un gatto, quindi gli aspetti principali gli vanno assolutamente garantiti della felinità di un gatto che ha delle caratteristiche che vanno garantite, di un individuo che ha delle caratteristiche di un gatto di una certa razza con delle caratteristiche di un individuo che eh che ha altre altre caratteristiche. È sempre anche qui L'eccesso è il problema. Ok? dire oddio, cioè un gatto X di questa razza non può nemmeno uscire sul pianerottolo di casa e cioè comincia a essere un problema. ci sono tante soluzioni per poter offrire eh un miglioramento. Vado un attimo avanti, Rosaria, perché sennò
facciamo troppo ritardo. Ricordati la segnati la la l'osservazione che vuoi fare, tanto ve la faccio fare al volo questa slide per farvi rendere conto di chi abbiamo davanti. individuo, gatto. Questi sono i Termini che le caratteristiche della di quello che lui ci in qualche modo mostra nella relazione, mostra con se stesso, mostra davanti ai nostri occhi se cosa può le caratteristiche, le parole che possono vestire una relazione con il gatto ehm e che sono frutto di il mio pensiero sul gatto, non è il mio pensiero come Maria, che è un pensiero un po' di Siua,
non il mio proprio personale, ma sicuramente c'è anche del mio qui Eh, pensate da voi se ci sono altri termini che aggiungereste che vi fanno capire quante sfumature abbiamo eh relazionali possibili con un gatto. Quindi spontaneità, impatto, mistero, riempimento, perché la vedo un po' così, riempimento che può essere, tra l'altro alcune di di queste caratteristiche danno fastidio alle persone, eh mi viene in mente ehm famiglie a cui dà hanno il gatto, però magari dà fastidio che il gatto sia Presente nelle varie ovunque, sul piano della cucina, sul tavolo, sul eh sul letto. Ma tutti sono
aperti a questo tipo di relazione, a questo tipo di eh di tendenza, indipendenza, contatto, autosufficienza, ambivalenza a volte perché abbiamo delle situazioni eh che non riusciamo nemmeno a codificare perché non sempre il gatto è chiaro per noi, perché per se stesse è chiarissimo dal suo punto di vista, per noi non sempre discrezione, eccezione, Perché dico sempre, guarda, io penso che i gatti siano più o meno questo, poi trovi il gatto che distrugge tutte le tue convinzioni perché mostra di fare tutt'altro, di volere tutt'altro, di aver bisogno di tutt'altro. Im imprevedibilità, gioia, intimità, vulnerabilità. Tutti questi
termini per me sono strettamente collegato alla relazione con il gatto. Siete collegati alla relazione con il gatto. Andiamo a Definire però quello che è appunto la dimensione della relazione. Lo avete definito in in un certo modo che va anche bene. possiamo definirlo a maggior ragione come un piano di incontro, un momento, un luogo, una tipologia di incontro che va a dare una forma alla relazione, che va a definire quella relazione in senso di ehm m aspetti che caratterizzano la relazione stessa, ecco perché parliamo di dimensione, trasformandola in un momento di crescita Ovviamente relazionale e cioè
per entrambi. E quindi in senso pratico che cos'è la dimensione, che cosa andiamo a indagare quando valutiamo una dimensione di relazione? Un modo di entrare in relazione, quindi un modale di relazione e un campo espressivo, cioè un modale cosa faccio e come lo faccio, cioè come mi relaziono, cosa faccio quando mi relaziono, quindi come interagisco, ok? Quindi cosa e come e anche proprio il contenuto, quello che di cui abbiamo Parlato all'inizio, che cosa offro, che quali sono, cosa produce questa relazione, che contenuti referenziali, che contributi di crescita io metto eh a disposizione e questa relazione
sta mettendo a disposizione ed è frammente. Ogni relazione. potremo, ovviamente, tenete sempre conto che molti concetti sono espressi in modo didattico per facilitare la comprensione, ma dobbiamo avere, Dobbiamo sviluppare per fare il consulente e per vedere l'animale in un'ottica cognitivo antropologica dobbiamo sviluppare una certa un certo grado di elasticità e di flessibilità mentale. Ok? Questo è fondamentale. La relazione possiamo visualizzarla, pardon, frammentabile in tante dimensioni di incontro. C'è tanti modi di stare con l'altro e quindi tanti tante attività che si possono fare anche quindi tanti obiettivi raggiungibili, Tanti contributi di crescita, quindi tanti cambiamenti che
io posso offrire e arricchimenti che posso offrire all'altro diversi. Ogni dimensione può offrire, quindi ogni modo di incontrare l'altro può offrire un contributo di crescita diverso, ok? e quindi può produrre realmente qualcosa di diverso. Ogni modo, ogni dimensione può presentare dei rischi se presente in modo eccessivo ed unico all'interno di una Relazione, perché teoricamente in sé gli obiettivi possono essere considerati almeno inizialmente beneficiali. o meglio i contributi, ma se per esempio in modo eccessivo, se non si è uno dei due enti non è pronto ad accogliere quel contributo di cambiamento, potremmo avere un risultato non
positivo. Quindi che cos'è? Cosa va a caratterizzare una dimensione di relazione? Cosa ci si scambia e quali sono i Ruoli di interazione? che ruoli occupiamo noi? Che ruolo occupa il gatto dal nostro punto di vista? Che ruolo occupiamo noi dal punto di vista del gatto e cosa ci si scambia nel senso proprio di attività reali. Per esempio, la dimensione che adesso andremo a vedere cosiddetta epimelettica, è una dimensione in cui si offrono cure, ok? Quindi si va in qualche modo a lavorare sui bisogni, sulle attenzioni. Ok? andremo a vedere in che Modo ehm che cos'è
che cambia quando parliamo di dimensione, che cos'è che analizziamo all'interno di quella dimensione di relazione e quindi di quell'attività, sia il tipo di attività, quindi abbiamo detto che cosa succede, cosa ci si scambia, sia i ruoli, ma in qualche modo anche m quanto investimento emotivo c'è in quel tipo di attività. che aspettative si hanno in quel tipo di attività e se quelle attività ci sono Per esempio delle attività che vengono svolte molto spesso, ma il fatto che si aprano spesso queste attività e questi modi di interazione non significa che siano beneficiali in sé perché magari
per quella persona, per esempio, quell'attività di che svolge quell'attività e quindi apre quella dimensione di cura, magari si occupa del dare da mangiare, della pulire la lettiera. quell'attività Pesa. Se quell'attività pesa non c'è un senso di soddisfazione. In realtà quello che tu stai dando in qualche modo è vestito di insoddisfazione, è vestito di negatività e in qualche modo arriva una una negatività in quello. Magari io ti do da mangiare e non perché so che ti devo dare da mangiare. Appena vieni mia io ti do da mangiare perché so che perché il mio compito è quello,
ma in realtà fino a prima lo facevi lo faceva Un'altra persona che adesso magari non c'è più. Qualsiasi può essere il motivo lo faccio io. Mi pesa per per può essere per tante ragioni questo mio peso come fa a incidere negativamente su quella cura che io sto dando? Magari non ti osservo realmente, magari non non mi accorgo che stai facendo, Vi faccio una un esempio banale, non mi accorgo che hai delle difficoltà a mangiare alcuni tipi di alimenti che stai mostrando indifferenza, non mi accorgo che in Realtà tu volevi chiedermi altro, non mi stavi chiedendo
del cibo, mi stavi chiedendo delle attenzioni di altro tipo, esempio. Eh, quindi non è importante solo quando facciamo delle domande al sistema familiare capire che cosa fare, che cosa fate insieme al gatto, quando, cosa vi aspettate, quindi qual è il vostro obiettivo, ma anche capire quanto pesa quella che ci siano, diciamo, delle attività che pesano e ci sono se ci sono Delle attività che soddiscono, che pagano e via dicendi. e dovremmo tener conto che anche il gatto può avere un peso o delle soddisfazioni dalle attività che facciamo con lui. Certo, il nostro obiettivo è far
sempre che quel peso sia quanto più sostenibile. Ci saranno delle attività che non sono così ehm facili da sopportare, fanno parte della relazione. Pensiamo alle cure veterinarie. Il gato, abbiamo detto, ha piacere a in qualche Modo ricevere delle cure genitoriali da parte nostra. Ehm, nel momento in cui deve essere sottoposto però a delle manipolazioni invasive o dolorose a livello medico, ovviamente, cioè potrebbe benissimo dire come fanno molti gatti, ma boh, cioè adesso, cioè adesso fila la relazione genitoriale, un rapporto parentale qua non c'è più, me ne vado per i fatti miei. Oppure lasciami stare gatti
che si, insomma, che impazziscono, che Scappano e via dicendo. Certo, c'è tanto dietro questo questa reazione di cui parlerete durante il corso, quindi non stiamo qui ad anticipare, però per dirvi che la in una relazione equilibrata dobbiamo valutare sempre anche il peso, la sopportazione e la soddisfazione di alcuni tipi di attività. In ogni tipo di relazione, coinvolgimento, interesse è fondamentale nelle relazioni con il gatto, in tutte le attività che Lui fa con noi e noi facciamo con lui. È necessario che siamo noi coinvolti e coinvolti e interessati e che abbia che acconsentiamo a quell'attività, ma
l'ideale sarebbe che lo facesse anche il gatto. Coinvolgimento, interesse, consenso. Ok? Queste parole ve le sentirete ripetere anche durante il curso. Allora, diciamo che vi ho ripreso, ho modificato recentemente queste slide nell'ottica anche dell'ultima dell'ultimo libro di per chi Di voi non l'ha letto o l'ha già letto di di Roberto Marcosini, l'ultimo libro Mi riferisco alla scienza del gatto. le ho modificate leggermente perché per per così che possiate essere in linea con quelle che sono anche le pubblicazioni che potete utilizzare, tra l'altro a supporto di questo corso ehm per andarvi a stilare un ehm un
diagramma, un un elenco delle principali, però sottolineate questo termine, principali dimensioni. Perché in realtà nella convivenza poi si possono nella relazione con il gatto ci possono essere diverse sfumature anche nella tipologia di dimensioni. Questo parlare di dimensioni di relazione è un è nato l'esigenza di inquadrare in qualche modo la relazione delle attività all'interno di alcune dimensioni, soprattutto è nato con la con la Papy praticamente, nel senso che si è reso necessario in qualche modo, soprattutto quando ci si relazionava con Fruitori, con individui, ehm con la vecchia e nato proprio con la vecchia Peterapy, con individui
che arrivano delle esigenze, anziani piuttosto che persone con alcune disabilità, dovevano praticamente avevano bisogno di raggiungere degli obiettivi di crescita eh personale, avendo delle difficoltà, si è reso necessario cercar di in qualche modo tutelare quello che Veniva fuori dall'interazione con l'animale. ma anche di prevedere quello che poteva venir fuori, perché abbiamo detto che relazionarsi produce qualcosa, ma non sempre è qualcosa di beneficiale. Ok? E questo è importante e lo vediamo con tut insomma abbiamo tanti esempi quotidiani della non beneficialità nel rapporto con gli animali. Si è reso quindi in qualche modo necessario individuare, riuscire a
Inquadrare, capire alcuni tipi di attività su che aspetti stavano in qualche modo che quali aspetti stavano influenzando nell'uomo, nel cane, nel gatto in questo caso e quindi che cosa stava succedendo alla relazione quando si facevano quelle attività. Ok? E allora si è cominciato in qualche modo a ehm definire eh un degli ambiti relazionali e quindi i relativi prodotti, le relative aspettative, anche le relative criticità E le aree di rischio di alcune attività, così che si potesse vestire un intervento con, diciamo, assistito con gli animali in in modo ovviamente quanto più efficace e non deletereo perlomeno,
ma ma comunque comunque efficace quello che in realtà si dovrebbe fare anche quando si fa didattica, anche quando si va nelle scuole eccetera eccetera. Poi discorso, qui vedete un elenco di dimensioni che ritroverete anche nel Testo. Dimensione epimeletica, dimensione affettiva o di attaccamento, dimensione affiliativa, ludica, comica, estetica, edonica, esplorativa e poi vedrete in realtà delle sfumature non dobbiamo essere così schematici, ma all'inizio ci serve per avere un'idea di delle criticità. relazionali quando andiamo in consulenza o anche le nostre criticità relazionali in casa con i nostri gatti. in che cosa si differenziano. Un po' il Nome
che noi diamo a queste dimensioni ehm è il modo con cui il gatto ci consente di entrare in relazione con lui. Ecco, questo fondamentalmente è ehm significa definire la dimensione, il modo con cui il gatto ci consente di di abbracciarlo, tra virgolette in senso metabolico e di accoglierlo. Se vedete i termini, dai termini già potete identificare la caratteristica delle cosa caratterizza le Attività della dimensione. Per esempio, partiamo dalla Qui è solo un elenco, adesso le andiamo a analizzare singolarmente. Dimensione epimeletica. L'epinelesi è il prendersi cura dell'altro, quindi sono tutte quelle attività con cui l'individuo umano
offre cura al gatto, quindi le attività di cura in senso ampio, quindi dalle cure mediche alle cure alimentari, alla preoccupazione per le uscite piuttosto Che altro. Quindi tutte quelle attività che sono correlate al nostro ruolo da di genitori che il gatto ci consente di in qualche modo di aprire. Quindi aspetto genitoriale, mi prendo cura di te, penso alla tua sopravvivenza e andremo a vedere come per come mai questa è un'area molto sviluppata nell'essere umano quando si relaziona con gli animali, ci sono delle motivazioni, ovviamente, le andiamo a Vedere tra poco. Dimensione affettiva o di attaccamento,
un po' il contrario. Siamo noi che in qualche modo vediamo il gatto come nostra base sicura. ci sentiamo appagati proprio come individui nella relazione con il gatto. Ok? È quasi come se fosse uno scambio in qualche modo i in questo caso è il gatto quasi fosse passato il termine un genitore. Ok? Siamo noi che ehm cerchiamo Conferme nella eh nelle attività con il gatto. Ok? Ma soprattutto è una ehm dimensione che è molto relativa a alle aspettative che abbiamo nei confronti del nostro gatto, al a come pensiamo al gatto, a quali sono le preoccupazioni, ehm
come cambia, potete vedere da una dimensione epenetica una dimensione affettiva anche proprio il tipo di investimento, nel senso che nella prima dimensione nella prima Dimensione io mi preoccupo proprio come genitore. Nella seconda io non vedo l'ora di rientrare a casa perché mi aspetta il gatto che è la mia che è il modo con cui è, diciamo, il mio collante in qualche modo con il mondo, è il mio facilitatore di anche di interazioni umane. Quindi al gatto spesso diamo anche delle responsabilità, secondo me, molto grandi, eh dei ruoli molto importanti. dimensione affiliativa, quella che È un
po' sposa l'individuo gatto, forse più di tutto, perché è la dimensione della condivisione intesa come convivialità, è quella che vi nominava anche ieri il professore, ehm della partecipazione. Anche qui andremo a è proprio del nostro quotidiano. I rituali, no, i rituali che nascono quotidiani con di relazione con il nostro gatto sono questo, in realtà rientrano un po' in una dimensione Affiliativa che potremmo definire affiliativa. Vi faccio una precisazione, non c'è un non per forza troverete un'attività in casella e la potete dire "Ok, questa attività la metterete in una dimensione affiliativa, mi dà questo prodotto, questo
e questo?" No, è una suddivisione didattica, ci serve per evitare i rischi, coprire le vulnerabilità e ampliare la beneficialità. Perché il nostro obiettivo, lo vedete nelle slide Successive, è avere un equilibrio in queste dimensioni. Non tutta la perfezione, ma comunque più modi di di interazione li ho con il mio gatto e più il gatto ha sfumature nelle interazioni con me, ovviamente più è arricchita la nostra relazione mh più equilibrata e quindi più eh potenzialmente beneficiale. la dimensione ludica, l'attività è la dimensione, adesso le andiamo a vedere in modo più dettagliato, basata sul gioco di diverso
Tipo. Andremo a vedere anche questo. La dimensione comica è quella che è un po' il gatto per sua anche fisicità, no? vamo sempre che in qualche modo alterna un modo di ehm vivere il mondo molto estremamente elegante e fine, altre volte in modo estremamente eh comico, letteralmente estremamente buffo nel fare delle cose, nel muoversi anche nell'interagire con gli oggetti, nel interagire anche tra con tra gatti oppure con le persone, quindi riesce a Questo in qualche modo modo di scatorire, di suscitare realmente la risata e vedremo anche qui attenzione perché l'eccesso e voler per forza ridere
con il gap può rischiare di diventare ridere del gap e avremo altre altri affetti negativi. La dimensione estetica, l'abbiamo detto perché va da sé che rappiude in qualche modo per le sue stesse caratteristiche ovviamente un vi ho scritto proprio uno scrigno di eleganza e di delicatezza, magari di Sinuosità. Andremo a vedere che anche qui però ci sono delle eh che cosa quali sono cos'è che apre in realtà la dimensione estetica, qual è il punto di vista umano, quand'è che possiamo definire un'attività inquadrata nella dimensione estetica. Parliamo ovviamente della dimensione del bello, ecco, il bello da
guardare, il bello la bellezza del gatto prioritaria per per dal nostro punto di vista. dimensione donica, la dimensione Del piacere, quindi i gatti che hanno questa capacità di ehm poter in alcuni tipi di relazioni eh indurre uno stato di serenità e di e di rilassamento reciproco, ovviamente in quei in quel caso, perché altrimenti non sarebbe possibile come obiettivo da raggiungere il rilassamento se il gatto in quel momento è impanicato. dimensione esplorativa è una dimensione più che apre in qualche modo alle conoscenze. È la dimensione delle Conoscenze che ci spinge ci anche qui abbiamo diversi tipi
di sfumature. ci può spingere a osservare il mondo da una prospettiva felina, quindi quelle attività che ci danno informazioni sul gatto, informazioni tecniche, informazioni sul suo sulla sua fisiologia, informazioni quindi tecniche sotto stretto, ma anche informazioni su come il gatto vive il mondo, su come vive il mondo, sulle sue esigenze, sue visioni e quant'altro. Quindi anche qui Poi avremo delle sfumature, le andiamo a vedere adesso nel trattarle in modo, diciamo, più dettagliato e nel fare degli esempi di attività. Vi faccio vedere questo schema perché chiedo sempre in questo corso eh di in questa diciamo dopo
questa lezione di fare un piccolo vi assegno una sorta di compito, ma non deve essere un compito in senso proprio scolastico del termine, quanto più un lavoro di curiosità verso se verso voi stessi che poi potrete Utilizzare come strumento nelle consulenze. per ogni singolo gatto che convive con voi, perché le dimensioni di relazioni non possono essere studiate a gruppo, mettiamola così, ma è necessario assolutamente valutare individuo con individuo come si interfacciano con loro, però ogni singolo dato, se vi va vi chiedo di stilare il vostro diagramma dimensionale complessivo, nel senso di tenete, faremo degli esempi
di attività tenendo conto di come vivete la vostra Giornata, potete scegliere un gatto, potete farlo su tutti e 10, se ne avete 10, spero di no, ma comunque qualcuno ci si avvicina perché le convivenze multigatto sono comunque diffuse, andremo a migliorare anche quelle quanto più possibile. Quindi gatto per gatto o scegliete un gatto particolare, andremo, Veronica, un attimo, tiro subito la parola, andremo a stilare il nostro diagramma. Dimmi. Allora, io non ho capito bene le Dimensioni che abbiamo elencato, visto che si parla di relazione, no? Mi sembra quasi, non lo so, me la sono immaginata
come una direzione, no? Una freccia verso il gatto, una freccia Ok. Sì. No, no, no, la dimensione non è una relazione. Le dimensioni sono luoghi di incontro, sono modi di entrare in confronto. Però nel primo caso, cioè nei primi due casi, nel primo che cos'è che cambia? le attività che si fanno, le aspettative e i ruoli. Però, ad esempio, C'è la dimensione epimeletica di prendersi cura io del gatto, il gatto non si prende cura di me, quindi quella è una mia quella dimensione la ritrovo in quella di attaccamento. Qu Allora, nella dimensione epimeletica è una
dimensione in cui io mi prendo cura del gatto, ok? Quindi quel termine pensatelo dal punto di vista, se volete, umano. E il gatto in qualche modo si lascia, ok? E chiede cura, ok? Chiede cura in quel modo, ok? In questo senso. Nella dimensione, il gatto che si prende cura di noi lo lo vedrei nella seconda dimensione. Ok. Ok. Ok. È più chiaro. Benissimo. Sono proprio che cosa ci esplica la dimensione? ci dice proprio che cosa facciamo, i ruoli che assumiamo, ehm la soddisfazione, le aspettative che gli individui hanno della relazione. È come se fosse uno
spazio, diciamo, è uno spazio virtualmente virtualmente è uno spazio Esatto. Di in cui ci si scambia Ok, contenuti. Perfetto. Grazie. Fatevi il vostro diagramma, fate il vostro cerchio, un cerchio da torta sempre partiti dalla torta, va bene mantenerla così. E eh a fronte del di quello che diremo oggi stamattina, pensate alle attività che fate con il vostro gatto, alle attività che lui fa e anche a quello che lui vi chiede e cerchiamo di inserire queste attività all'interno di una di queste aree Dimensionali, eh, costruendo delle fette più o meno ampie o piuttosto dando un numero
piuttosto colorando in modo più o meno intenso. andremo in qualche modo a aprire le nostre a distribuire le nostre attività all'interno di queste dimensioni di relazione di cui stiamo parlando e cercheremo di capire se ci sono delle aree da ampliare, delle aree da sviluppare, delle aree in cui magari siamo molto molto molto forti, mettiamola così, perché sono presenti in Modo molto importante, ma purtroppo magari quasi esclusivo. tutte le Allora, più vi ripeto, più è ampio il ventaglio di sfumature della nostra relazione, maggiori possibilità ci sono che la relazione sia beneficiale. Tant'è vero che poi potremmo
arrivare ad avere dei gatti, a convivere con quei gatti che vanno in giro. Avete visto che i gatti che proprio vanno in giro? Sono i gatti che vanno in moto, i gatti che vanno e che viaggiano con la persona. Non parlo Di quelli che sono palesemente costretti e difficoltà visiva che si vede, ma parlo di gatti che hanno il piacere di fare esperienza, il piacere di stare di condividere anche cambiam esplorazioni di ametti nuovi assieme alla persona. gatti che non hanno difficoltà a trovarsi in ambienti più o meno affollati. Vi dicendo, facendo un esempio eccessivo,
poi io ho le mie convinzioni su quello che possa far bene al gatto piuttosto che no. Ovviamente Queste convinzioni poi è il nostro dovere cercar di sfumarle sempre un po' di più per cercare per per scendere a un compromesso, però il senso è più più sfumature di interazione, più ehm attività si fanno, più è la mia flessibilità sia cognitiva, ma sia anche a livello emozionale potrebbe essere più facilmente raggiunta. La dico più facilmente perché, attenzione, non è la quantità che fa le capacità di reazione, di interazione, ma è quantità, Tipologia, ma anche momento. Quando vivete
un'esperienza, per far sì che quell'esperienza sia beneficiale, ci sono una serie di caratteristiche: il momento giusto di vivere quell'esperienza, momento la prontezza per accoglierlo, le capacità per accoglierlo, la lo stato emotivo di un certo tipo, oltre che l'esperienza giusta in entità, in quantità, in tipologia e quant'altro, insomma, eccetera eccetera eccetera. Vado un Attimo avanti e poi vi do la ovviamente parola. Ogni eh dimensione viene può essere declinata, cioè in maniera diversa. Ci sono delle sfumature. Vi vado un attimo avanti e iniziamo e poi vi torno a quella slide. Dimmi Giulia. Niente, io volevo un massimo
cogliere una mia esperienza. Io ho la fortuna eh di vivere abbastanza in campagna, quindi quando spesso io vado a fare proprio la passeggiata coi miei gatti. M loro mi Seguono, può essere che mi vedono come tipo un capo branco. Allora, ascolta, io sono refrattaria a determinati termini, scusami, eh, sono proprio refrattaria dei termini perché a me, ma non perché a volte io tieni conto che mi relaziono con delle persone che in un contesto culturale un po' arretrato da un punto di vista di relazione con gli animali perché poi sono avanzati sotto altri aspetti, quindi mi
trovo spesso a Utilizzare anche io dei termini che non condivido nemmeno io. per esempio nel senso non proprio capo branco, nel senso proprio che sono io quella che decido, però il fatto che loro proprio mi seguono sei puoi essere una referenza, sei un centro referenziale. Ok, meglio così. Potresti essere un un centro referenziale in quel momento. Capo branco, non mi piace non mi piace la parola capo a me. Ok, ok. Perdonami, Eh, seò poi sono molto, scusami, rendo conto, scusami, non è l'occasione proprio anche per fare chiarezza che non appartiene all'approccio? Sì, sì, sì, brava.
Perché Ma perché lei non può saperlo se vuoi, chiar. Sì, sì, sì, sì, sì, sì. No, hai ragione. Ma per gli stavo spiegando proprio questo perché io io anch'io mi io mi relaziono con nel mio lavoro per il contesto di vita in cui sto con con determinati termini dominanza, capobranco, sottomissione, eh Comandi, ordini eccetera eccetera, obbedienza che c'ha può avere tra l'altro anche delle dei delle conozioni positive se in un altro contesto, in un altro che non c'entra niente, l'approccio cognitivo antropologico è un approccio, ma è quello che vi stavo dicendo stamattina, che ha al
centro l'altro, la il valore dell'altro, il rispetto dell'identità dell'altro, non si ha non vede l'uomo sopra rispetto ad altri. Quindi il concetto di capo è un concetto che è fuori d'approccio, ok? relazionale cognitivo già antropologico e il capo lo possiamo inserire in altri contesti, anche se in realtà anche in contesto lavorativo per capo anche tra umani capo non significa niente. Dovrebbe essere quello magari che dà delle direttive benissimo, ma le direttive dovrebbero essere se le dai, se sono beneficiali per chi le segue anche sono giustificate. Ecco perché il concetto di Capo è fuori dal nostro
approccio. Noi valorizziamo l'identità dell'altro, ok? Quindi se l'altro mi segue non è perché io lo obbligo a seguirmi o gli dico che deve seguirmi, ma perché l'altro ha piacere a stare con me, a seguirmi, perché condivide il b lo stare bene insieme, ok? perché è coinvolto. Quindi questo è molto importante. Quindi non troveremo ehm in almeno meno in questo corso, ma in generale, in questo tipo di Approccio, una modalità di relazione che si basa su tu mi vedi come cioè io sono superiore a te. Ecco, in questo è il senso. Ok? E quindi io ti
chiedo delle cose che tu devi fare. No, non è questo. Ok? C'è una ci deve essere una condivisione di intenti, ci deve essere il piacere di stare insieme se io faccio delle cose con te e questo purtroppo viene vabbè enfatizzato nel mondo cinofico Ovviamente, ma in realtà a volte si vede anche nel gatto che il fare nel gatto cose interazioni di obbedienza si vede in tutti purtroppo ahimè insomma aggiungo purtroppo ahimè per rafforzare il concetto non è questo il senso, non è l'obbedienza, è tu mi segui perché mi stimi, hai fiducia in me, perché sai
che io rispetto te, perché in quel momento ti va di farlo, non perché ho paura, non perché tu mi hai detto che devo farlo e io non vedo non vedo la convenienza di Farlo, ma questa convenienza soprattutto non deve essere dettata dalla paura o dalla frustrazione o dalla povertà cognitiva. Questo è importante. Ok? Vado un attimo avanti, poi però in questo caso, quindi Giulia, tu se hai notato questo piacere perché hanno piacere a condividere, potrebbe essere potresti essere in quel momento un centro referenziale, quindi un ehm o anche semplicemente un compagno di avventura. In quel
caso c'è una persona, Un individuo con il quale si ha eh si vive si ha, diciamo, ci si sente bene a fare quelle cose insieme. Ok? Semplicemente questo. Cerchiamo di uscire dall'ottica di eh capo branco, ma anche un po' di branco in realtà nel gatto, però proprio di di capo dal nostro punto di vista. Il gatto ve l'ha detto anche ieri, no? Comunque fa le cose perché le fa per sé perché ha piacere di farle, può trovare nella vostra presenza un Piacere, può trovare fino anche a ricercarla. Quello sicuramente sì. Elisa sì, io ho bisogno
di un aiuto per capire meglio e dare un connotato migliore a quella parte edonica. Sì, adesso ci arriviamo a fare singolarmente. Non ti preoccupare. Quella parte lì non ho non è no ci arriviamo. L'ho lasciata così perché ne parliamo adesso. Ok. Beneficialità, questo ve lo riassumo. Il concetto di dimensione di relazione consente di dare quindi una figura, una Forma, abbiamo detto la relazione con una certa identità e che non non dipende solo da chi sono i due individui, quindi è svincolata dai profili. È una cosa in più, non è che che è separata completamente, ma
è qualcosa in più. La beneficialità dipende dalle dalla dimensione che si sceglie, soprattutto dall'equilibrio delle dimensioni, non tanto dalle caratteristiche, abbiamo detto, del cane, del gatto. Quindi questo è riportato qui, quello che prima Dicevo, eh, quando vi dicevo non è l'animale che fa bene. La beneficialità può può svilupparsi dalla relazione di un certo tipo, ok? Questo è importante. Ma quand'è che una relazione può definirsi adeguata o equilibrata? Equilibrata, pardon, se il legame è un legame che si viene a creare, quindi se la partnership è adeguata. E questi che vedete elencati sono un po' i parametri
che vengono definiti di adeguatezza di una relazione che potete ovviamente eh Spiegarvi già leggendo il termine stesso. Quindi la base eh deve essere una relazione correlata alle caratteristiche specie specifiche, quindi che che sia proprio congrua, quindi non posso relazionarmi con il gatto come mi relaziono con il cane e o con un bambino o via dicendo. perlomeno non posso pensare che gli obiettivi siano gli stessi o che gli strumenti di relazione possano essere gli stessi, che sia consapevole, quindi ovviamente io mi Assumo sia eh diciamo il carico affiliativo, quindi prendersi cura dell'altro da un punto di
vista proprio affiliativo, quindi responsabilità della relazione, sia proprio la consapevolezza di quello che sto facendo, cioè bisogna essere consapevoli e cioè presenti. nella relazione. Ok? Questo è importante perché significa dare valore alla relazione. Quando si sceglie di adottare bisognerebbe essere Consapevoli di mettersi in gioco, di doversi mettere in gioco. Ok? Questo è fondamentale, così come appunto quello che stiamo dicendo oggi, bilanciamento delle dimensioni di relazione, quindi equilibrio, quindi più sfumature, più attività che vadano a gratificare ali diverse. Questo è molto importante. Quindi, comubità, consapevolezza, equilibrio, responsabilità. L'attività è la prima dimensione. Volete Fare una piccola
pausa e poi parliamo delle dimensioni di relazioni fino al Mezzogiorno proprio di tutte, cioè andiamo a vedere l'elenco in modo più dettagliato. Facciamo così, così chiudiamo direttamente poi con le domande sulle dimensioni. Benissimo. Ehm Branco, nel senso che andiamo siamo sempre 67. Sì, sì, sì, sì, ti ho capito assolutamente, Giulia. era è che siccome ehm sono termini che trovate anche onine a volte come ancora diffusi, capobranco E quant'altro e dominanza, ancora vengono usati non nel modo con cui lo volevi intendere tu, ma in modo completamente diverso. Noi ribadiamo, ci sentiamo di dover ribadire fino all'infinito
delle precisazioni, non per te, in particolare non per voi di questo gruppo, ma perché diventi per voi anche quasi un mantra. e un modo di anche parlare che ci deve diversificare sia nel contenuto sia nella forma da altri approcci in qualche Modo, ok? Da altri da quelli che non possiamo nemmeno chiamare approcci ma che ancora si definiscono metodi di lavoro con gli animali perché sono puramente tecnici e basta. 10 minuti di pausa, ci vediamo alle 11 e 12 circa, ok? Se facciamo 11:10 è meglio, però vi lascio quei 2 minuti di tempo in più. A
tra poco. Alida, posso dirti una cosa velocissima sulla Jorge? Uni Io ci sono. Io ci sono, ragazze, ma aspettiamo ovviamente 2 minuti per correttezza, 10 minuti di pausa ovviamente ve le do. Sono andata sicuramente un pochino lunga, ma ci tenevo a a ecco chiarire dei concetti di introduzione fondamentali. Mettiamo altri due spero che sia finora sia stato tutto chiaro. Comunque la registrazione tanto ve la Ovviamente potete risentire. Posso approfittare per chiederti una cosa Maria? della torta che andiamo a comporre, ovviamente dobbiamo attenerci unicamente alle categorie che sono le inserite come perc Allora, guarda, per facilità
didattica ti dico quello, se ci sono delle attività questo questa divisione in dimensione a volte nel tempo subisce delle modifiche perché ovviamente il gatto si studia, si continua a studiare, Quindi ci sono viene l'elenco viene cambiato, viene a volte si cambia il termine perché si sente che non sia più adeguato al alla relazione con il gatto, no? Questo in Sigua succede perché è giusto che sia così, ma in chiunque si occupa di relazione con l'altro, non solo ci sono delle modifiche di forse ehm se ci sono che ho fatto m vedrete nel diagramma, nella nella
torta eh adesso tanto ve lo ripeto, un angolino, diciamola così che vi ho lasciato bianco In una ah dove c'è il punto di domanda. Hai ragione, visto? È vero. Ok, giusto. Perché ehm perché effettivamente nel si è ci sono delle attività che si fa più difficoltà magari a capire qual è che aspettative, cioè che cosa ci portano, capito? Dove dove poter in qualche modo inquadrarle, se possiamo inquadrarle magari possiamo poi lavorarci insieme se ecco, quindi se avete delle delle sfumature che non sono lì potete andare a inserirlo in quel quadratino bianco e Poi avremo modo
di confrontarci. Grazie mille. Riprendiamo, ragazzi. Allora, poi vi ripeto anche questa cosa perché tanto interessava tutte quante, non vi preoccupate. Allora, vi vado un pochettino veloci per provare a fare un pochino di esempi appunto di attività. Dimensione epimeletica, quindi l'attività connessa alle cure parentali. Qui trovate scritto la base della sopravvivenza, il più forte motore motivazionale presente nell'umano Adulto. Perché noi abbiamo questa facilità nel sentirci genitori del gatto? Perché in realtà entra nelle caratteristiche della nostra specie, caratteristiche che si sono sviluppate durante l'evoluzione. Se noi non fossimo non avessimo avuto delle tendenze a prenderci cura dell'altro
insite nella nostra specie, la nostra specie non si sarebbe voluta e si sarebbe probabilmente estinta. Perché se pensate che il bimbo, il bambino Umano quando nasce, il piccolo di uomo quando nasce rimane inetto per tanto tempo rispetto al cane, rispetto al gatto e incapace di sopravvivere senza le cure lunghe cure parentali, capite bene che noi abbiamo in qualche modo la specie uomo ha proprio sviluppato gli strumenti, le capacità non solo di prendersi cura, ma anche la sensibilità a tutti quei segnali neonatali che il nostro cervello identifica come neonatali. Ok? Quindi è Molto è presente in
noi, cioè non è una cosa brutta, è una nostra caratteristica sentirsi fare i genitori o aprire questa dimensione qui. Quindi l'affettività è intesa come connessa ed esplicitata con le cure parentali. Tutto quello che una specie animale è oggi è frutto della sua evoluzione, quindi questo vale per l'uomo e per il gatto. È quella infatti che più frequentemente apriamo come attività, come dimensioni e Soprattutto è quella che ci gratifica a volte più delle altre aree, a volte insieme ad altre dimensioni. Quali sono i rischi se io mi occupassi solo del gatto? E quali sono le attività?
per esempio, semplicemente già le attività più pratiche dal dalla pulizia, dal pulire la lettiera, al dar da mangiare, all'occuparsi del suo stato sanitario, al preoccuparsi se sta bene o no, ehm al avere un pensiero che possa appunto magari ehm non che possa avere Paura, che non che possa non sentirsi al sicuro, che possa aver bisogno di aiuto. Tutti questi sono quelle ehm attività o stati d'animo di o tipi di coinvolgimento emotivo che eh caratterizzano questa dimensione epimeletica. Quindi quando voi ritrovate una persona che vi fa queste affermazioni che vi ho detto, che fa queste attività,
che si dedica a questo e che sente a queste eh vi parla di questo modo di sentire, cioè mi Preoccupo per lui, mi preoccupo che stia bene, vorrei che stesse così, mi non farlo uscire, ho paura che esce perché poi va sotto la macchina. Se se diventa eccessivo ovviamente il rischio qual è? che si sviluppa morbosità, mancanza di decisione da parte del gatto, cioè gli viene un pochettino attorta quella che vi ho detto essere assolutamente basilare per il suo benessere, cioè la eh possibilità di scegliere mh quindi autonomia Decisionale o anche privacy, paure eccessive per
l'inconumità del gatto, mancato riconoscimento delle attività e cioè se io riconoscessi te come individuo, il tuo valore come gatto, sap, cioè dovrei sapere anche che i tuoi bisogni non sono proprio miei, che i tuoi bisogni vanno oltre le cure fisiche, vanno oltre la casa calda, vanno oltre il cibo sempre a Disposizione, vanno oltre lo stato di salute, ma che tu certo se potessi scegliere, magari sceglieresti comunque di campare 20 anni, ma soprattutto sceglieste di vivere da gatto, probabilmente non da uomo. Ok? Quindi assolutamente attenzione ai rischi di tutto quello che è di tutte quelle attività
di prendersi cura del gatto. Ovviamente l'altro rischio è anche quello che vi accennavo prima e Cioè la una sorta di vulnerabilità o di ipersensibilità verso i segnali etepetimeletici, cioè quei segnali che inducono a prendersi cura che può diventare vulnerabilità nei confronti delle pedomorfie, cioè di tutte quelle forme che ci fanno pensare al bambino o al neonato. Tutte le volte che noi vediamo un gattino, pensate alla sensazione che ricevete in voi stessi, perché le Sensazioni che provate vi possono spiegare meglio di altro. Quando vedete un gattino piccolo vi si apre proprio a livello intimo un legame
e delle tendenze e una volontà di prestare attenzione, prestare cura. A volte anche troppo. Ci sono delle forme in natura che richiamano il neonato, il bambino, e il gatto con la sua testa rotonda, con i suoi occhi molto grandi, con i suoi gnaggolì, soprattutto da bambino, con il suo in Cedere un pochino incerto, un po' buffo, quei mioli costanti che fanno, effettivamente ha tanto che richiama in noi, nel nella nostra specie quella sensazione di avere un neonato, tra virgolette, quindi di dover prenderci lì ci può anche stare anche l'allattamento che diceva Fabio prima. Sì, è
vero, dice Fabio, eh ci può anche stare come concetto, ma non deve essere enfatizzato. Il rischio, appunto, è che Non che affidiamo al gatto il ruolo di un figlio, di un bambino, meglio ancora, togliendogli la sua identità. Quindi attenzione, l'eccesso di cura inteso come solo quello, ok? Oppure tutti i gattini. Mi metto dentro tutti i gattini perché eh non i gatti adulti perché sono più sensibili ai gatti piccoli. Oppure pensate una cosa che scusatemi che un esempio che mi è venuto adesso a quanto è diversa la nostra magari non per tutto non per tutti ma
M quanto eh quante sono diverse le sensazioni che abbiamo nel guardare un gattino, nel guardare un vitello, un guardare un puledro. anche semplicemente la forma del corpo può indurre proprio una maggiore o minore tendenza ad intervenire. È importantissima questa cosa. Quindi, ovviamente rientra nelle nostre caratteristiche le pimenelesi, cioè la motivazione epimeneletica, Perché alleviamo per tanto tempo, ci allattiamo per tanto tempo, accudiamo per tanto tempo, accudiamo in realtà se pensiamo poi che le le specie i figli escono di casa veramente a xx xx anni e oltre, a volte mai, pensate a quanto si prolunghi, una cosa
che nell negli altri animali non c'è, non c'è, soprattutto come indipendenza, maatta lavora per una pronta indipendenza. Ma Magatta è un centro, è Una base sicura e quella base sicura è così eh competente quando lo è da rendere il gatto indipendente, autosufficiente, meglio in poco tempo. Quindi, ovviamente ci può possiamo capire che non può essere l'aria l'unica aria aperta, ok? Se io non faccio nient'altro con il mio gatto se non eh dargli da mangiare la mattina e pulire la lettiera, probabilmente ho una torta che è molto sbilanciata solo Su questa dimensione pimeletica. Possiamo viaggiare per
una dimensione beneficiale, relazione beneficiale? probabilmente no, perché uno di quei parametri che abbiamo leccato prima manca ed è l'equilibrio delle dimensioni di relazione. Dimensione affettiva in questo caso è il gatto che per me, come vi dicevo prima, è una base sicura. le carezze, per esempio, Ehm, qui nella dimensione affettiva è il gatto stesso che ci dà sostegno. Pensiamo a quando quanto siamo contenti quando stiamo male. E il gatto in quel momento viene a mettersi vicino a noi proprio quando stiamo male, oppure a quella sensazione che noi abbiamo del gatto che riconosce il nostro stato d'animo,
riconosce la nostra la tristezza, riconosce la rabbia, riconosce la difficoltà emotiva o anche il dolore fisico in alcuni momenti, la Difficoltà fisica in alcuni momenti, no? In quel caso è come se noi identificassimo, vedessimo nel gatto, come se fosse un genitore in senso ampio. C'è qualcuno in grado di a suo modo con i suoi strumenti, ma di prendersi cura di noi. Qualcuno di cui noi abbiamo bisogno perché ci dà quella forza, ci fornisce quella forza, quegli strumenti per essere noi stessi. È quello che fa il genitore con un figlio, no? ti do ti metto nelle
condizioni di Poter stare al mondo e in alcuni casi, appunto, per esempio, questi due esempi che vi ho fatto può essere anche questo, ma non lo ritrovate solo neg in alcune attività, lo ritroviamo anche in alcuni pensieri. Non vedo l'ora di tornare da a casa perché c'è il mio gatto che mi accoglie. Ok. No, Io mi sono sono per esempio sono eh oggi è una giornata stressante, non vedo l'ora di sedermi a coccolare il mio gatto, capito? Quindi in quel caso è proprio questo su questa Dimensione che si che si viaggia in questo caso. Ehm
rischio cioè il gatto è casa. Ecco, vedere il nostro gatto sentirsi a casa nella relazione con il nostro gatto è come sentirsi al sicuro con un genitore. In questo caso rischi è ovviamente pretendere che il gatto sia sempre a nostra disposizione e magari rimanerci male se il gatto rientriamo e va da qualcun altro e non Ci viene a salutare sempre. oppure gatto che ehm noi preferiremo accarezzarlo 3 ore sul divano la sera e lui invece alla seconda carezza poi comincia da un certo punto in poi inizia a stancarsi, cioè il rischio di chiedere troppo, chiedere
eccessiva presenza, ok? e dargli una responsabilità troppo grande rispetto a quella che lui vorrebbe avere del mondo. Ehm, quindi la conseguenza più frequente di un Eccesso è l'irritabilità del gatto, il gatto che si stanca della relazione in qualche modo di o perlomeno di quelle interazioni ed è il nostro diventare anche qui molto morbosi. Quindi attenzione anche e bellissima questa dimensione, la dimensione affettiva, cioè in qualche modo sentire che il gatto occupa per noi una un ruolo di base sicura è fondamentale, però attenzione a non essere totalizzanti in questo tipo di Attività. Vai Rosaria. Praticamente questo
del lupo sia il motivo per cui ci sia un altro falso mito e cioè quello che è il gatto, il traditore, perché il gatto ti morde dopo averlo accarezzato. Magari tu stai lì a trattarlo come il peruche che te lo spupazzi, quello si scoccia, ti agita la coda una volta, due, tre, ti morde perché non ce la fa più e allora il gatto è traditore, si vede traditore loro. Esat es corretto. Questo è questa considerazione è corretto. Le motivazioni poi non diciamo che noi ehm in questo corso ci occupiamo ovviamente di prevenzione, quindi di creare
le condizioni ideali per evitare che queste cose si verifichino. E uno dei motivi per cui si può verificare può essere questo. Poi possono esserci anche altri 1000 motivi, però effettivamente noi dobbiamo partire dal diffondere queste questa cosa, cioè nel senso che abbiamo detto che bisogna essere bisogna Che ci sia per avere un'attività beneficiale in qualche modo condivisione, no? voglia, coinvolgimento, condivisione di intenti. E se io cioè lo voglio, sono lì che 3 ore a carzare il mio gatto, il mio gatto ha i motivi possono essere vari e poi si va si si andranno a valutare
in un altro momento, in un altro contesto, ma se non è non ha quell'obiettivo, ovviamente la relazione non è beneficiale, cioè non può essere beneficiare una relazione che Dà un beneficio solo ad uno, capito? Questo è importante. Ed è il falso mito del gatto che è traditore. Il gatto non è il traditore, ma sicuramente il gatto, se possiamo dire che non è non tradirà mai se stesso, non tradirà mai l'essere gatto, questo è sicuro, non è traditore, ma sta con noi se ha piacere, perché ha piacere se ha piacere. Quello è per forza di cose.
Mh. Vado un attimo avanti, ragazzi, perché sennò siamo in ritardo. Tenetevi sempre le domande, Tanto ogni tanto vi apro il microfono. Assolutamente. dimensione affiliativa, meravigliosa, permeante del nostro quotidiano, sicuramente la cosiddetta dimensione della convivialità in in senso, diciamo, più generale, quando rispondiamo ad un ingaggio del gatto, come può essere anche la richiesta di una di un contatto. Ehm, esempio, questo un il gatto che viene a chiederci una carezza. In questo modo io sto aprendo sia una Dimensione ehm affiliativa, sia anche una dimensione però eh di tipo ehm affettivo in qualche modo. Quindi non è un'attività,
un'interazione non è per forza in una sola attività, può ovviamente in una sola dimensione, viaggia in modo diverso, dipende anche da quali sono gli intenti, da come nasce, da chi inizia l'attività, da che cosa mi aspetto, capito? Sono tanti gli aspetti che poi ci fanno capire dove poter inquadrare un'attività piuttosto Che un'altra. eh le routine quotidiane che abbiamo con i nostri gatti, tutti noi penso le abbiamo, eh routine inteso anche come la sveglia del mattino, il modo con cui eh ci sveglia piuttosto e quindi noi il modo con cui rispondiamo, eh il fatto che magari
apriamo la porta la mattina così lui ci aspetta lì che può uscire fuori piuttosto che ehm apriamo il rubinetto dell'acqua, anche se lui non è che c'ha sede in quel momento che sta morendo di sede, ma è un Rituale che ormai si è instaurato piuttosto che ehm quando ci sediamo al computer e viene e si accolia vicino a noi, piuttosto che quando stiamo a far a guardare la TV si accoppola vicino, piuttosto che ci chiede un'interazione più diretta, come può essere anche in quel momento, ehm, diciamo, la risposta di qualsiasi dalla carezza ha un piccolo
giochino, però non ha come obiettivo questa attività. Il nostro obiettivo non è produrre, fare Qualcosa di insieme per avere per creare un'attività. Non è costruita, ecco, è spontanea in qualche modo. Ok? Questa è un'area delle attività spontanee. mh [Musica] ehm possono essere possiamo, diciamo, ci sono delle attività che sono poi proprio più rilassate fisicamente, come può essere semplicemente lo stare insieme senza far nulla e ci sono delle attività sempre affiliative, convivali, un po' più attive che sono eh innescate appunto Da un ingaggio sociale che fa il gatto ovviamente, quindi non noi chiediamo al gatto, ma
il gatto in queste aree dimensionali è sempre il gatto che ci chiede a noi l'intervento ehm ci porta magari eh la pallina piuttosto che eh chiede di ehm può chiederci di aprire la finestra, può ehm qualsiasi tipo di di piccolo ingaggio di un'attività spontanea a cui noi rispondiamo spontaneamente senza avere nella testa un progetto di fare Qualcosa insieme per forza, ma è veramente l'area sono le aree le dimensioni della spontaneità e del quotidiano, le potremmo definire così. è proprio sono tutte le attività che noi facciamo, anche mentre io sistemo, non lo so, lavo i piatti,
il gatto che sale lì viene vicino a me, magari si mette a giocare con la schiuma del detersivo, piuttosto che ehm eh sto lì eh con entro con le buste della spesa, il Gatto mi viene attorno, anche viene attorno e magari si interessa nel fare si interessa di quello che io sto facendo. Quindi tutti quei piccoli rituali, tutto quelle mini attività che magari a volte di cui nemmeno ci rendiamo conto, di cui è vestito il nostro quotidiano, senza avere una volontà di creare un'interazione insieme. Qual è la differenza? Perché se ehm se io chiedo al
gatto andiamo a fare una passeggiata, magari è come nel Caso in cui chi di voi fa passeggiate con eh il gruppetto dei gatti, apro alla fine decido io, l'intento mio di andare a fare una passeggiata, quindi chiamo il gatto, gli faccio capire che è l'ora di che è il momento di quello più che conviviale è quello un altro tipo di attività che comunque possiamo inserire da un'altra parte, magari in parte m poi vediamo dove la inseriamo dopo magari in una dimensione l'attività, le Dimensioni conviviali affiliative sono quelle dimensioni in cui io non ho in mente
una cosa da fare, ma rispondo di getto ad una richiesta del gatto o una presenza del gatto. Ok? Se non mi sono spiegata ditemi, ma in realtà è proprio sono quelle dimensioni che si aprono più facilmente e quasi costantemente. Ok? C'è un negativo anche in questo. Sì, perché se non c'è altro, se io in qualche modo non dedico mai del tempo eh costruito e pensato al mio gatto in per Magari stimolare la sua vita noiosa in casa, per poter ehm conoscerlo realmente, per poter vedere come si interazione. interaziona con l'ambiente, come, scusate, come interagisce con
l'ambiente, come si relaziona eh con me o con gli individui. Io non metto mai, costruisco mai un giochino, non gli consento mai di fare percorso, non loosservo mai nell'esplorazione dell'ambiente, non mi interesso mai eh Del anche del suo stato fisico, ma semplicemente sto lì in automatico. Eh sì, condividiamo insieme il tempo, ma è un è un tempo solo appunto di condivisione, di risposta mia quando lui mi chiede qualcosa. è solo questo, quindi non sto mai lì a coinvolgerlo, mai a creare qualcosa mirata, dedicata in qualche modo a lui. Effettivamente quello che può succedere è che
la relazione Si blocca, nel senso che si rende, diventa statica, poche novità, pochi stimoli, l'ambiente diventa può rischiare di non essere specie specifico. Non costruisco mensole, non mi dedico alla conoscenza del gatto, non vado a interessarmi di cosa è giusto che mangi o cosa del tutti gli aspetti se vengono meno. E c'è in modo esclusivo questo tipo di relazione è basata sulla spontaneità ed è una bella relazione, però rischia ovviamente di impoverirci, Di impoverire. dimensione ludica, gioco. Ovviamente sono quelle attività in cui si gioca. si gioca da un punto di vista cognitivo, quindi giochi cognitivi,
percorsi olfattivi, eh profumazioni, profumi da eh da da da sentire, ehm oppure anche giochi fisici ovviamente che sono quelli in realtà caratterizzati da una ampio da un'elevata attivazione ehm mentale, da un elevato erusa, da un elevato picco Abbiamo anche più più battito cardiaco, aumento della respirazione, più fisicità e via dicendo. attività a volte possono queste attività possono essere anche molto dinamiche e oppure se sono più cognitive vanno a soddisfare quelle che possono essere le inclinazioni del gatto, questa sua tendenza di solutore, questo suo m queste sue capacità di voler risolvere di di poter risolvere e
voler risolvere ehm dei piccoli enigmi quotidiani, no? Quindi cercare, trovare, ehm, annusare, perlustrare gli ambienti, provare a tirar fuori qualcosa. Eh, m pensate a eh qualsiasi tipo di ehm anche una anche un semplice premietto, magari in cibo nascosto, eh o come il gatto cerca con la zampa di tirar fuori eh un qualche giochino. Eh qui nella dimensione ludica la fantasia può essere usata ai massimi livelli. quello che possiamo creare con il nostro gatto e per il nostro gatto è veramente tanto ed è importantissimo Perché il gioco favorisce l'apprendimento. Mh. E questo è veramente veramente fondamentale.
Il gioco nelle nostre vite con i nostri gatti di casa è veramente un motore base verso il benessere, è fondamentale. Ok? spesso si ha difficoltà perché eh ci sono dei soggetti che i proprietari definiscono mh un po' annoiati, nel senso che non gioca, non ha interesse nel gioco, ma in realtà vedrete poi perché farete anche la giornata sul Gioco che anche il gioco va impostato e teoricamente dovrebbe rispettare determinate caratteristiche per avere un ehm un successo, mettiamola così, ma soprattutto bisogna conoscere quel gatto perché che non tutti i gatti giocano allo stesso modo, non tutti
i gatti hanno piacere a giocare allo stesso modo, però certo non posso pensare che i giochi che sii possano fare con un cane abbiano le stesse gli stessi obiettivi Del gioco che con un gatto, pardon, dei giochi con un cane. Mh. Quindi deve essere sempre la specie sempre ben presente e poi l'individuo. Il rischio qual è? è che ci sono dei giochi che costruiti in modo errato errato possano frustrare il gatto. esempio banale classico, il classico appunto laser per il gatto che da una parte può essere molto utile per iniziare attività, per iniziare anche del
movimento, per incuriosire anche, però poi se non se Quell'attività diventa unica attività che fondamentalmente, se l' andiamo a descrivere è un rincorrere una preda che non si raggiungerà mai e che a un certo punto sparirà sempre, cioè che a un certo punto sparirà e questo accadrà sempre Il rischio è quello di aumentare la frustrazione anziché produrre benessere, ok? E produrre gratificazione. Quindi il gioco èor, diciamo, favorevole per l'apprendimento, oltre che proprio per La gioia, per il benessere, quando da gratificazione fino anche a pagamento. Però gratificazione è fondamentale. Ok? se è presente un certo tipo di
eh se è presente come attività esclusiva, ovviamente come tutte le altre dimensioni, anche qui se non faccio altro che lanciare le palline al gatto che di giocare con la pennetta, ma poi non mi interesso di conoscerlo, ma poi non non mi occupo del suo benessere, non lo osservo, non Non mi interesso di quale possa essere il target ideale, cioè usare le gioco con le mani, magari pensando di star giocando anziché usare i target più idonei e via dicendo, ovviamente anche qui possiamo scatenare frustrazione, disagio e quant'altro. Quindi anche questa è un'attività molto molto importante, ma
va fatta con un certo modo. Pensate a quanto giocate con il vostro gatto. Ad oggi io non vi chiedo di giudicare la Vostra tipologia di gioco, ma vi chiedo di semplicemente giochiamo con il nostro gatto, ci sono dei giochi cognitivi, quindi più mentali che vanno sul riflettere, sul eh creare seguire dei percorsi olfattivi e e via dicendo e o dei giochi più fisici, percorsi, salti, corse, agguati, giochi predatori di chi più, insomma ne ha più ne metta. Dimensione comica. La dimensione comica è una dimensione della quella che il gatto spesso apre spontaneamente perché È il
modo con cui fa rientra nel suo modo di interagire con il mondo, quindi esplora il modo in cui esplora, il modo in cui salta, il modo con cui gioca o reagisce anche alle nostre azioni spesso. È fa è divertente, fa divertire ed è molto importante la dimensione comica, soprattutto nei momenti di criticità. A volte attraversiamo dei momenti mh le famiglie anche che di cui facciamo consulenza si possono trovare eh soprattutto chi magari ha dei Problemi con il gatto, anche dei problemi personali, ma dei problemi con il gatto perché ha avuto, insomma, eh non so, il
gatto è stato poco bene, quindi si sono un po' preoccupati e quant'altro, è necessario a volte o anche perché magari è stato, pensate a questo, ehm hanno fatto persone che hanno già affrontato delle consulenze, magari non hanno non si sono trovati bene con il consulente, comunque sono vestiti da un po' di pessimismo, Mettiamola così, ehm la dimensione comica, cioè riuscire di nuovo a guardare il gatto e a ridere, a sorridere ehm con lui, perché non è un ridere di lui, ma è comunque a sorridere con lui mentre fa alcune attività, è anche un aspetto molto
molto fondamentale che non è un costruire un qualcosa per far giocare te, ma in qualche modo è sorridere il modo con in cui tu spontaneamente ti relazioni in un determinato tipo di eh di attività, per Esempio, eh il modo con cui i gatti camminano sui fili, piuttosto il No, mi viene in mente un'altra cosa, sì, anche quella, oppure il modo con cui il gatto si può ehm la faccia l'espressività del gatto quando magari eh si sente un eh anche magari un un piccolo rumore ambientale, non parlo di cose negative, eh eh che magari lo sta
sorprendendo. Allora è lo sguardo che fa in modo magari più ehm così di sorpresa. Eh però parlo Attenzione di tutte quelle cose, quelle azioni, quella fisicità, quella comunicazione spontanea e non nociva e soprattutto non appositamente costruita per farlo reagire. Ok? il gatto che ogni tanto balza. Avete visto i gattini anche eh quando eh fanno gli agguati, no? O se si spaventa di qualche cosa. Il gatto che si vede per la prima volta allo specchio, meravigliosa, no? Spesso e volentieri si hanno queste reazioni in alcuni gatti quando cominciano a Sviluppare la vista. Il gatto che si
guarda allo specchio inizia a gonfiarsi immediatamente come per dire: "Oddio, tu sei chi sei tu?" quando vedono la propria immagine nello specchio, quelle sono effettivamente sono delle interazioni buffe, comiche, ehm che ci fanno divertire e che è giusto divertirci, ma sempre va visto sempre in modo conviviale, ok? tutto in modo estremamente conviviale. È molto importante l'aspetto comico nella Relazione con il gatto, il saper anche buffo, anche il modo con cui magari noi stiamo lì bene, tutti concentrati a scrivere un documento importante, arriva lui in modo così, prende, si siene, si spavaranza letteralmente sopra. È una
cosa che ci fa spesso ridere, sorridere, ok? Ci fa ridere perché magari, ma anche quello che succede un po' a voi a volte durante le consulenze, no? Eh, è un po' in modo è quasi comico a volte il gatto che durante le conseguenze, pardon, Durante le lezioni, anche ad alcuni dei noi docenti, quando siamo al PC davanti alla telecamera arriva il gatto, a volte ci si piazza davanti, vediamo solo questi faccioni bellissimi che tutti curiosi con le orecchie, questo, ecco, è comico, è buffo, ci fa sorridere. Quante volte succede? Quante volte avete la sensazione, c'è
questa comicità nella vostra relazione, però spontanea, ok? Non vanno provocate relazioni o emozioni Negative nel gatto per suscitare risposte eanti. Quello scherzo stupido che si vedeva in giro poco tempo fa di mettere la gera del cetriolo piuttosto che una verdura dietro il gatto di sorpresa per poter scatenare il suo spavento. Tutto questo è veramente stupido. Ok? così come metterli addosso vestiti per farlo sembrare un un altro un altro animale piuttosto che non è una cosa condivisibile, ok? Non è una cosa che possiamo far rientrare in modo Leggero in questo tipo di dimensione perché perché non
dobbiamo non è è la dimensione del sorriso della risata, ma non della risata del gatto, della risata con il gatto con nella all'interno di convivialità. La dimensione estetica è una dimensione che si apre ogni volta che noi ci in qualche modo prestiamo attenzione alla alla proprio all'estetica del gatto in qualche modo quella dimensione che ci fa l'osservare Il gatto ehm ci fa sentire meglio, ci fa stare bene, ci attrae. Mi piace guardarlo. Mi quando chiedete quando per capire se si può aprire questa dimensione basta chiedere per esempio alle persone che cosa ti piace del tuo
gatto, alcune potrebbero rispondere "Mi piace, mi piace perché è bello, mi piace guardarlo, mi piace osservarlo". rientra nella dimensione estetica. Mi piace vedere come si pulisce. Mi mi piacciono I suoi occhi, mi piace il modo con cui si muove nell'ambiente. Ehm mh diciamo che è una dimensione che va a vestirsi di attenzione su quello su proprio l'impatto estetico del che il gatto ha sulla nostra presenza, quindi le sue caratteristiche fisiche, anche la osservarlo a volte, questo potete convenire assolutamente, crea un piacere quasi sensoriale. Mh, quindi la dimensione estetica è una dimensione che ehm è intesa
come piacere dei sensi. Mi Piace sentire il suo respiro, mi piace eh quando magari faccio mi metto a fare ginnastica, lui viene e lo osservo come magari si in qualche modo ehm si si contamina di quello che sto facendo. Io lo osservo in modo fluttuante, in modo elegante, in modo silenzioso. È il piafere sensoriale, quindi tutte quelle attività che ci portano a ammirarlo. Ok? Eh, il rischio è che ovviamente è solo quello che magari io non ti appunto ti Tengo tutto bello pulito, esterno perché mi piace il tuo mantello, mi piace il tuo il profumo
e allora cerco di tenerti sempre bianco. ti faccio magari cerco di limitare tutti i tuoi contatti con la natura perché altrimenti ti sporchi, perché altrimenti ti il pelo si rovina, ti continua a lavare, a lavare, a lavare, a levare, a pulire, a pulire, a pulire. Non perché magari a volte ne hai bisogno ovviamente, ma perché semplicemente è così, perché il Gatto tu devi essere sempre pulito perché mi piace quasi come fosse in realtà il rischio qual è? diventare quasi un soprammobile, ok? Se è così bello da guardare, da osservare, il rischio è che diventi quasi
inanimato per timori di rovinare l'aspetto. Ok? Quindi le cure estetiche eccessive sono un rischio molto molto importanti e anche la limitazione comunque della sua possibilità di essere se stesso. La dimensione donica. La dimensione donica È la dimensione mh che si differenzia da quella, diciamo, è la dimensione dei quella che si apre quando, per esempio, si pensate alla ehm al ai vostri battiti cardiaci. Quando accarezzate il gatto, pensate al vostro respiro, concentratevi sul vostro respiro quando ehm lo guardate. Nella dimensione donica non c'è soltanto un non è un i "Io ti guardo perché ammiro, ti ammiro".
È un il tuo stare vicino è un'attività in cui mentre io ti sto Vicino sento in qualche modo che mi rilasso fisicamente, ok? oltre che mentalmente. Il gatto in qualche modo, un po' come sono diversi studi, diversi articoli, parlano anche dei benefici che si possono sviluppare sempre con consenso del gatto, eh sempre nel rispetto del benessere del gatto, anche proprio sull'apparato cardiovascolare, no, di alcuni individui, di alcune di alcune persone, anche con la carezza Stessa del gatto, sempre con il consenso. Questo beneficio che sia tangibile a livello fisiologico rientra in realtà in una dimensione edonica.
Ok? È il rilassamento, è la leggerezza dell'animo, la dimensione donica. Ok? Quindi, mentre la dimensione conviviale è una dimensione mh che nasce da una il gatto in qualche modo eh prende un'iniziativa di contatto, io rispondo in modo spontaneo, senza riflettere Probabilmente nemmeno sulle sensazioni che sto avendo in quel momento. la dimensione e può essere, abbiamo detto più o meno attiva, la dimensione donica è la dimensione del, diciamo, del rilassamento, della consapevolezza di rilassarsi e della volontà di rilassarsi. Ok? Attenzione perché non tutti i gatti sono hanno personalità inclini e idonee per aprire questo tipo di
attività, cioè la carezza Stessa che molte persone amano stare sul divano la sera. Io ho diversi ho attraversato diverse consulenze di delusione da parte delle persone perché il gatto che avevano adottato non corrispondeva alle loro aspettative di gatto che si accoccola, si fa accarezzare perché la sera si ritorna stanchi dal lavoro e lo stare se hanno delle preoccupazioni, allora lo stare insieme rilassa, da rende più leggeri, più ehm Pacifici e invece si ritrovano il gatto che è attivo, dinamico, vuole uscire chiede qui, chiede lì. Eh, ma in realtà non tutti i gatti. Abbiamo detto che
abbiamo tanti profili, quindi anche qui certamente quel momento di condivisione ci può stare e ci dovrebbe stare, ma anche qui se è presente in modo eccessivo, cioè se il gatto per me era il gatto da accarezzare per rilassarmi, no, non va bene, non è non deve essere quello perché anche qui Ci sono delle aspettative non corrispondenti al profilo del gatto oppure un vero e proprio impoverimento di tipo relazionale. Ok? La dimensione esplorativa invece è una dimensione in cui noi impariamo, studiamo il gatto, impariamo cose in cui facciamo delle attività che ci danno informazioni e sono
delle attività anche possono essere osservative del gatto oppure proprio di studio. In realtà è un un fare un'attività cercando di guardare Quell'attività con gli occhi del gatto. Ad esempio, se io apro la porta, mi incammino e il gatto mi segue, quella è un'attività sicuramente che può rientrare, ma mi incammino non per chiedendo al gatto di venire, faccio un'attività da sola, solo in autonomia, sto aprendo la porta, esco su esco in giardino, il gatto mi segue e per un po' fa una passeggiata con me. In questo caso questa attività può essere inquadrata in modo diverso, dipende
dal Modo con cui io sono consapevole, da da che consapevolezza ho di quello che sto facendo. Se io non faccio niente durante la passeggiata, non penso, cioè vedo che il gatto sta con me, ma ma comunque penso alle mie cose, siamo effettivamente quello è convivialità, stiamo facendo un'attività insieme, ma non ci stiamo chiedendo una cosa niente all'altro, stiamo convivendo in questo caso, stiamo proprio mettendo in atto una vera convivialità, ok? Quindi Vivendo assieme un'esperienza. Ehm, se invece in quel momento io guardo il gatto, guardo il mondo e inizio a pensare, chissà che sta pensando, guarda
come si muove nell'ambiente, guarda sta esplorando, chissà che cosa ha trovato, guardo, lo guardo come annusa, mi fermo a pensare che cosa possa aver visto, mi fermo a pensare come come reagisce a determinate cose. Allora, qui siamo anche in una dimensione esplorativa Perché quell'attività mi sta aprendo delle conoscenze e non solo, perché è vero che spesso mi apre delle conoscenze sull'altro, anche quello che state facendo voi oggi qui, i vostri gatti sono in presenza magari, ma voi siete qui studiando il gatto. è una è una vostra state dando a voi, alla vostra relazione la possibilità
di aprire la vostra dimensione esplorativa nella relazione. Ok? Quindi anche eh magari Chi do da mangiare al gatto, guardo la tabella nutrizionale, mi leggo bene gli ingredienti, cerco di capire se questo alimento è adeguato o meno. Anche in questo caso abbiamo diverse dimensioni che potremo inquadrare perché c'è una dimensione di tipo epimeletica del prendersi cura dell'altro, ma c'è anche una dimensione esplorativa del conoscere in qualche modo acquisire delle conoscenze sul nostro gatto per il su nell'ottica Magari del suo benessere, nell'ottica proprio di scambiare i nostri sguardi, vedere le cose più il mondo più come lo
il gatto. Quindi è un vero e proprio cambio di prospettiva. Non solo, c'è una sfumatura che ritroverete che prima veniva inserita proprio nell'elenco nelle dimensioni, però in realtà rientra un po' nella dimensione, una sfumatura della dimensione esplorativa, perché esplorare il mondo Felino ha è un è un tipo di di attività, ma a volte l'interfacciarsi con il gatto ci consente anche di esplorare noi stessi, andando ad aprire quella che potremmo definire dimensione biografica, cioè alcune attività con il gatto mi fanno mi aprono aprono dei ricordi per la mia magari realtà, eh, delle dimensioni personali che possono
essere positive poi o negative ovviamente. Ok? Quindi mh la conoscenza del gatto, in qualche modo anche la conoscenza di se Stessi, le attività, per esempio, anche ehm questo stesso percorso in qualche modo di esplorazione del gatto che voi state iniziando con Siwa in qualche modo esplora anche un po' voi stessi, le vostre capacità, i vostri ricordi, le vostre emozioni e tirerà fuori quindi determinate ehm [Musica] prodotti, ovviamente determinati contributi di cambiamento della vostra relazione. Ok? L'obiettivo nostro quando andiamo a guardare una relazione, perché noi chiediamo che che attività fate, è proprio quello di andare a
capire se ci sono delle aree che necessitano di aiuto, di supporto. Quindi andiamo a vedere quali se le attività che vengono svolte con il gatto da quella persona sono sempre inguadrabili, sempre e solo all'interno di quindi solo occuparsi del benessere fisico, solo toletta perché deve essere bello, solo o in modo Eccessivo ovviamente, solo giochi, cioè metto sempre il mio gatto nelle condizioni per poter sviluppare, per poter avere reazioni eccessive così rido, gli faccio i filmini, faccio i filmini di pubblico sui social, insomma tutte queste piccole cose che non vanno tanto bene per individuare le differenze
anche nei diversi componenti della famiglia perché quando intervenite nella quando si parla di consulenza di relazione si intende relazione di tutto Il sistema familiare. Ok? Il nostro obiettivo è quello di valutare tutta questo DCPO è la, diciamo, è mh l'acronimo per indicare in realtà il piano complessivo delle dimensioni di relazione m tra gatto e eh persona, quindi ehm persona e sistema familiare, aggiungerei poi. Ok? Ehm perché ci consente questo? Valutare per ogni coppia che piano complessivo di sviluppo dimensionale C'è, ci permette di capire quali ruoli, quali sono le aspettative delle persone, se sono congrue, se
sono cozzoone, se possiamo lavorarci sopra, se possiamo fornire gli strumenti per migliorare quelle relazioni oppure no, insomma. Quindi ci fa capire come si vive quella relazione. Come facciamo a chiedere? Facendo domande, come facciamo ad indagare? facendo domande, cosa ti piace del tuo gatto? E fatele anche a voi queste domande. Mi fa tenerezza, è Bello, mi piace giocare con lui? È molto coccolone? Mi rilassa accanto, è buffo, mi fa ridere? Tutte queste risposte possiamo incasellarle ovviamente in alcune dimensioni, come abbiamo visto oggi. Mi fa tenerezza, è bellissimo, mi piace giocare con lui, son tutti ci fanno
capire che ruolo noi pensiamo che in quel momento il gatto occupi e vice per noi e viceversa. Cosa pensi di essere anche per lui? In modo specifico? Io lo tratto come un figlio, penso di Essere sua madre, eh io sono il suo ammiratore segreto o sono il suo compagno di giochi oppure sono la sua base sicura. Ok? O ancora cosa ti piace fare con il tuo gatto? Letteralmente chiediamo cosa quali attività sono più gradite e qui possiamo avere le risposte più varie. o quali attività pesano meno, quali attività ti pesano di più, perché ricordiamoci che
non è solo che tipo di attività, ma è anche cosa investiamo in quelli in quelle attività, cosa ci Aspettiamo e se pesano meno, se si cosa ci soddisfa nel fare quelle attività. Nutrirlo, la risposta quale potrebbe essere, per esempio, mi piace nutrirlo, mi piace spazzolarlo, eh non mi piace spazzolarlo, non mi piace quando lo devo portare al veterinario, non mi piace. Spesso vedrete che nei sistemi familiari a volte troverete delle e anche basta analizzare il vostro sistema familiare. All'interno di una famiglia spesso il padre apre con il gatto determinate Relazioni, la madre e il gatto
altre, figlio gatto altre. È normale che sia così. L'ideale sarebbe andare per ogni di a bilanciare, a creare quante più possibili possibilità di apertura anche di altri, non in modo sistematico, ma comunque dare fornire gli strumenti per poter far sì che le persone, il gatto si sentano appagati in un'attività anche diversa che viaggi su una dimensione diversa rispetto alle altre, ok? rispetto a quelle maggior Ancora già presenti, mettiamola così. Ehm, con l'ausilio di alcune domande, e questo lo potete fare con voi, eh possiamo dare possiamo anche creare una sorta di tabella di schema all'inizio, ok?
eh per cercar di capire, avete presente quei test che c'erano sui giornaletti e che a volte ci stanno ancora su alcune riviste, ma io mi ricordo i giornaletti di quando ero adolescente, perché adesso poi mi segue Meno, che ci fa capire che profilo che ci dice rispondi dimmi e ti dirò chi sei, dimmi come ti comporti, eh, non lo so, quando mangi e ti dirò chi sei, dimmi questo stile qui. Ecco, su questo stile ovviamente è un modo per cercare di iniziare a inquadrare la dimensione. possiamo, diciamo, possiamo creare la nostra tabella di domande e
per le varie risposte andiamo a dare dei punteggi. Ok, questa risposta dimensione epimetica, lo magari affidiamo un numero Ad ogni singola dimensione e così vediamo quanti uno, quanti due, quanti tre oppure quante A, quante B, quante C e via dicendo, ok? In modo da vedere qual è la dimensione prevalente. Ovvio, si si tratta di una prima impressione, non è che è per forza quella. Poi ci lavoriamo, poi conosciamo le persone, poi conosciamo quel gatto e capiremo anche in base al dialogo ovviamente quali sono le dimensioni più aperte, che aspettative e che esigenze può avere Quel
gatto rispetto a quel gattino rispetto ad un gatto adulto. un gattino, per esempio, attivo che viene magari dalla strada, è più facile che si apra a dimensioni ludiche, piuttosto che a dimensioni eh magari anche epimenetiche, perché magari si lascia sicuramente apprezzerà una persona che si occupi del suo eh della sua alimentazione, della pulizia e quant'altro, però magari più difficilmente si eh si farà starà ore a farsi accarezzare, magari potrà aver Bisogno più di attività che stimolano il gioco, l'esplorazione, dipende tanto. anche dall'età che abbiamo davanti. Ecco perché anche i bambini, magari i bambini umani intendo
tendono ad aprire con il gatto non per forza delle dimensioni sempre esplorative o soprattutto spesso mai epimeletiche e allora si può cercare di lavorare creando un appagamento anche da quel punto di vista. Assolutamente. Poi ovviamente ci sono differenze individuali, eh, però cerchiamo di dare Una linea generale di definizione, non di inquadrarlo in modo preciso, senza sgarrare, perché ricordiamo che gli schemi eccessivi sono rischiosi. Qui vi lascio questa tabellina che è un esempio, no? Cosa ti piace del tuo gatto? È bello, è buff, è tenero e partecipativo? Mi piace giocare? Che ruolo pensi di occupare? Padre,
madre? sono idee di domande. Quando ovviamente abbiamo avuto un'idea della dimensione, quello che Possiamo fare è evitare di insistere in modo esclusivo o di proporre sempre e solo attività che già sono molto frequenti e cercare di creare delle attività in cui abbiamo comunque dobbiamo sentirci comunque gratificati o le persone a cui le offriamo comunque dovranno essere gratificate, il gatto ovviamente anche abbracciano le dimensioni carenti. per chiudere, poi vi lascio spazio a 5 minuti di domande, vi lascio questo esempio di risposte. Questa è una delle consulenze. A volte mi capita di ehm ottenere queste risposte nella
nella raccolta amnestica, quindi parlando spontaneamente persone di capisci parlando con le persone qual è magari la la signora la proprietaria che ha più a cuore il benessere fisico, quella che più è attenta a conoscere il gatto, quella che più ci gioca soltanto, quello che più eh magari lo porta soltanto nelle mostre, piuttosto che quello che Quella che si prende solo cura del insomma della lettiera piuttosto che le esigenze vengono parlando. Altre volte mi capita di di consegnare proprio dei questionari, ok? E vi faccio vedere, per esempio, queste sono le risposte. Aspettate, lo devo mettere da
qua, ho sbagliato. Queste sono, eccolo le risposte ehm alle a a delle domande. Ho preso un frammento, ovviamente, riferito ad una delle persone con cui sono andata A fare la consulenza e la gattina Zoe. Ho chiesto semplicemente "Perché hai deciso di adoptarlo?" e mi ha scritto: "Desideravo avere un gatto e ho voluto prenderlo al gatti per potergli dare una casa e la possibilità di essere amato". Badate bene nell'espressione le risposte. Ho voluto prenderli a gattile per potergli dare casa e la possibilità di essere amato. Qui già si aprono alcune dimensioni che magari è diverso da
eh mi piacerebbe conoscere di più sul Gatto, mi piace conoscere, mi piace insomma m condividere delle esperienze nuove e vivere delle esperienze nuove, no? è un hai bisogno di amore. Un figlio ha bisogno di amore, solitamente, capite? In senso che lei può essere. desideravo avere un gatto, probabilmente, eh, però in questa prima parte rientra anche una area di un altro tipo, l'aria comunque, diciamo, ehm, che vede il piatto come ehm base sicura nostra, quindi è qualcosa che serve Anche a me in qualche modo per farmi stare bene. Quindi in questa prima frase ci sono entrambe
le aree che riguardano comunque il prendersi cura e ricevere cura, ok? Oppure cosa ti piace del suo gatto? Mi piace il fatto che quando sono in casa non mi lascia mai sola, mi segue dappertutto e cerca sempre la mia presenza. Questo significa che questa persona ha piacere ad avere delle conferme affettive, sentirsi importante per il gatto. Anche qui si potrebbe Inquadrare sempre in una dimensione epimetica in realtà perché il gatto ha bisogno di me. Ok? Quindi anche qui mettiamo un'altra X in quella dimensione. Cosa ti piace fare con lui? Mi piace stare a letto, però,
anzi, vi torno su da sopra. questa stessa mh diciamo dimensione, questa stessa attività vi apre anche in qualche modo la l'area conviviale, l'area affiliativa, perché queste persone si può immaginare da questa frase poi Ovviamente c'è il dialogo, c'è la conoscenza della famiglia per avere altre informazioni, trascorrono un quotidiano molto insieme in vicinanza, che poi la vicinanza è quella che ci eh la vicinanza spontanea, quindi non è la persona che chiede qualcosa al gatto, ma il gatto che in qualche modo la segue. dire, apre anche la dimensione affiliativa. Ehm, oppure cosa ti senti di rappresentare per
lui? Per lei in questo caso credo di essere un punto di Riferimento. Ha avuto modo, a causa dei traslochi fatti negli anni, dice questa signora, eh di capire quanto fosse importante per lei. Era sempre nervosa quando tornavo a casa per pochi giorni eccetera eccetera e tutte le altre tipi di eh di ehm di domande che potete fare. Questo poi eh ve lo posso lasciare come esempio in Classroom per avere una tipologia. Ok? Quindi non c'è un fine, non ci sono eh da fare solo cinque domande. Stop o le e Le risposte possono essere alcune ve
le ho inserite nella tabella di prima, altre vi possono venire spontanee perché le risposte sono le attività che noi facciamo e noi ne facciamo alcune, ci potranno potremmo avere come risposta anche delle delle attività che noi non abbiamo mai preso in considerazione da poter fare con il gatto. proveremo in qualche modo a capire che gratificazione danno e a lavorare in questo senso. Ok, fine. Vi do spazio per le Domande. Vai. Chi vuole parlare? Vedo Elisa e vede Fabio. Sì, io volevo chiederti una cosa inerente a quello che avevi detto prima, m che appunto Allora, nel
cane mi è più chiaro il fatto di magari non di tutta una serie di comportamenti che poi il cane mette in atto di malessere legati al fatto che viene trattato come un figlio, come un bambino coccolato e magari non vuole. Sul gatto mi è meno chiaro perché Mi dà più l'idea che se il gatto non vuole se ne va. Il gatto subisce un po' di più. Eh no, purtroppo no, perché lo sai perché non se ne va. Allora, purtroppo c'è una sorta di si può sviluppare nel gatto una specie di impotenza appresa nel tempo, cioè
uno uno stare lì e una non avere più perdere quelle proprio quella voglia di cioè è come un subire in qualche modo un abituarsi a tal punto da impoverirsi a livello cognitivo ed emotivo. Io sto là Perché sto là, continuo a stare perché non mi viene data l'opportunità di fare altro. Ok? Ma perché nelle nostre case il gatto in qualche modo ha bisogno anche di stimoli. Perciò vi dicevo la dimensione conviviale va benissimo, ma non deve essere nemmeno la la sola perché se solo spontaneo, ma il gatto in casa va stimolato, perché fuori il gatto,
il mondo, in ambiente esterno, il gatto verrebbe stimolato dai profumi, dagli odori, dalle luci, dai colori, Dalle prede, da purtroppo anche da altri predatori, ma nel senso verrebbe stimolato dal mondo, dalla natura. E dentro casa nostra il mondo è zitto, silenzioso, povero. Ipotizziamo un gatto di 4 anni o 5 che magari ha vissuto questa situazione qua e e magari è come dici tu m appunto giù di tono, non Sì, diciamo in Sì. Un po' si fanno dei percorsi di recupero più specifici di quello che noi impariamo in questo corso qua oppure Sì. Allora, noi allora
diciamo che noi noi in questo corso qui impareremo a mettere le basi affinché non si sviluppino, ok? Quelle problematiche, il preventivo, molto importante questo. Ok. E perché poi la chiave poi secondo me il lavoro più difficile da fare perché il nostro ottico il nostro ottico il nostro obiettivo di consulenti è quello evitare che ci siano i problemi. Ok? Questo è più difficile. Poi ci sono le figure specialistiche che si occupano di Problematiche comportamentali in senso stretto, ma se noi lavorassimo in e con le quali ovviamente il consulente può collaborare, però se noi lavorassimo in prevenzione,
secondo me c'è molto c'è anche proprio più lavoro da fare in prevenzione perché le adorno, sempre. Ok, quindi il lavoro di prevenzione è fondamentale. Fabio, io volevo chiederti un paio di cose. Ehm, la prima è tutte queste dimensioni in una relazione sana, in una relazione Con la con un benessere, devono essere tutte equilibrate? Ci dovrebbero quanto più equilibrate possibile. Poi dipende sempre dagli individui. Cioè, tu vorresti avere anche un gatto molto anziano in casa. che ha magari anche dei dolori articolari perché ha patologie non ci possiamo fare pensare che ci mettiamo a fare i salti,
percorsi dinamici, no? Lo faremo in linea, cioè il gioco ci sarà, sarà in quel caso un gioco ovviamente un Po' più cognitivo, cioè più statico, però comunque sarà magari lavorerai con l'arricchimento olfattivo, lavorerai più capito di di percezione, di pensiero, di ricordi, perché l'olfatto stimola ricordi a noi come anche il gatto, no? Eh, quindi assolutamente sì, cioè senso poi adattato, deve essere equilibrato sempre anche con tenendo conto di chi avete che avete davanti, ma è come costringere un gattino a farsi solo accarezzare, cioè un gattino di 3 mesi, 4 mesi a subire solo carezza, a
ricevere solo carezza e non fare altro non si può. nel gatto. Alcuni gatti ci danno altre altri, insomma, altri limiti, ma anche le persone. E quando io dico non possiamo pensare di far adottare un gatto che è nel pieno della sua attività esplorativa, che ha bisogno di uscire, di esplorare, di giocare in un attivo, magari lo lo pensiamo di far adottare ad una persona anziana che vive su magari ha disabilità anche fisiche, che ha Difficoltà a muoversi dentro casa, si muove col bastone, si muove col girello, il gatto che continua magari a fargli agguati ai
piedi perché cose del genere, perché ha bisogno magari di uscire. Ok? Dobbiamo cercare una corrispondenza, deve essere sempre comura l'adozione che si va a a insomma a fare, quindi anche le attività. Assolut. Quindi alla fine la torta è in base al singolo gatto e alla singola ehm sempre sulla persona e situazione. Sì, sì, sì, sì, sì. Sempre, Sempre. A volte è importante anche quando si fanno queste attività, anche è bene chiedere anche è bene chiedere cosa fai con il tuo gatto, cosa pensi di lui, quando lo fai, quanto lo fai, cioè tutto quello che possiamo
avere, tutte le informazioni che possiamo avere fare 1000 domande, sì, non 1300, alla fine imparerete a imparerete a a a snellire. All'inizio gli verranno tantissime domande, dopodiché in realtà basterà le le risposte ve le danno con Il dialogo, non con la risposta precisa. Ok? Poi troverete chi magari è curioso e chi piace eh persone a cui piace rispondere a magari dicono "Ah, ho letto che chi fa questo significa questo, ho letto che allora lì potremo valutare magari se è il caso o meno di fare domande mirate sempre comunque evitando di insistere su aree ovviamente che
sono già già presenti." Certo. L'ultima cosa, i rischi della dimensione esplorativa quali potrebbero essere? Allora, L'andiamo l'andiamo a riprendere, no? È che una forse è fredda, un'aria fredda, una dimensione senza solo di osservazione. Sì, di conoscenza. Cioè io guardi gatto, Sì, mi piacciono mi mi piacciono i gatti, però fin quando stanno lontani. Ah, ok. Perché li guardo, li studio, li vivo. È una dimensione che può essere più fredda perché manca di quella contaminazione, ok? anche materiale di soprattutto di quella condivisione in qualche modo di Intenti. Ehm quindi anche lì rischia di essere proprio più fredda,
cioè più solo distaccata, quindi non c'è quella quella vicinanza e quell'unione che invece ormai che il gatto spesso proprio ricerca. Ok, grazie. Finito. Spero di essere stata abbastanza chiara. È un questo della dimensione è proprio un è un argomento corposissimo, importantissimo. Qualsiasi dubbio avete scrivetelo, ditel possono scrivere possono scrivere in classi perché anche Romina si scrive in classe. Così vi lasciamo andare. Sì, così vi lasciamo andare perché sennò mi già sono 10 minuti fuori. Qualsiasi domanda e dubbio vi verrà chiarito se avete bisogno di esempi ulteriori di approfondimenti. Però intanto vi invito a fare voi
esempi. Ah, solo un'ultimissima precisazione. Nell'aria bianca che avete visto prima nella nella torta, in un nel primo diagramma della torta, come vi dicevo prima in pausa, l'unica aria Bianca è dovuta a quegli, tanto la potete andare a rivedere, ce l'avete, quelle attività che non eh sapete come incasellare, ok? Mettetele lì dentro, poi ci lavoreremo insieme, ok? Nel primo diagramma troverete questa fetta bianca dove c'è un punto interrogativo nella prima torta. È un esempio perché a volte quando si studia la propria relazione non si sa. Dico io poi vabbè poi facciamo questo, però boh, così per
aiutarci un po' a pensare. Mettetela lì E e noi ne possiamo poi parlare insieme. Va bene? Buona pausa. Buona pausa e buon proseguimento. Dopo Grazie mille. Un saluto a tutti. Grazie. Grazie mille. Grazie. Grazie. A dopo.