grazie grazie di questo invito di questa serata sempre molto entusiasmante Qui molto bello stare con voi non lo dico eh lo dico perché lo penso Grazie a voi Grazie a voi vorrei cominciare con una considerazione generale che raramente si fa Io direi gli animali gli animali vivono nel passato o per dire meglio hanno solo il passato nel presente hanno solo il passato cioè Hanno ciò che sono diventati nel passato ciò che la natura no li ha come la natura li ha prodotti li ha trasformati li ha modificati li ha fatti scomparire poi ne sono arrivati
altri ma insomma l'animale nel presente fa quello che in passato ha sempre fatto e questo No perché questo significa che su questo pianeta Almeno su questo pianeta noi altre conoscenze in verità non le abbiamo soltanto noi solo noi umani Abbiamo anche il futuro cioè abbiamo un passato che nel presente già mi pare l'ha detto Gustavo molto bene prepara il futuro e allora Ecco io vorrei anzitutto suggerire una distinzione terminologica Ma poi Insomma senza senza impazzir memoria memoria e ricordo Allora forse potremmo dire la memoria ce l'hanno tutti gli esseri viventi tutti gli esseri viventi hanno
diciamo così un una reazione al presente in base a quello che sono stati in passato in base alla loro natura alla loro struttura alla loro conformazione quindi memoria è ciò che accompagna tutta la vita sulla terra perché il vivente deve sapersi comportare insomma no E quindi deve prendere il presente eh interpretandolo con gli strumenti che ha quindi una memoria diciamo senza Sapienza una memoria senza conoscenza una memoria che si potrebbe definire pratica Mh una memoria pratica no nell'uomo c'è qualcosa di più abbiamo detto e allora per questa versione nuova io userei di più la parola
ricordo Ma poi anche se diremo memoria ci intendiamo però ricordo è più forte la parola ricordo come tutti sanno ricordare eh Ha al centro la parola cuore no ricordare vuol dire Riportare nel cuore e quindi Che significa Riportare nel cuore ma da un certo punto di vista si può dire che voglia significare un ridare la vita ricordare ti riporto nel mio cuore nel cuore c'è la pulsazione della vita per gli antichi anzi il cuore era addirittura laa sede dell'anima no Quindi ricordare vuol dire ridare la vita e quindi avviare ad un futuro dove si è
riaccesa la fiamma del passato eh tutto questo è molto bello è anche Certamente molto vero ma nasconde un po' un altro aspetto che è un aspetto ineludibile sul quale siamo indotti a riflettere meno e lo dirò così ricordare significa che abbiamo dimenticato è questo soprattutto no che colpisce se devo ricordare è perché ho dimenticato senò non ho bisogno di ricordare non ho bisogno di ricordare adesso dove ho messo i libri sono qua è tutto presente invece se io devo ricordare come sono arrivato qui oggi eccetera devo fare uno sforzo anche un piccolissimo sforzo perché il
tempo trascorso è minimo e però non Non ricordo bene cioè ho dimenticato la vita transita e dimentica la vita accade e scompare quindi là dove c'è ricordo c'è oblio e questo è il primo grande Punto sul quale rifl E direi bisogna dire Di più non soltanto se io devo ricordare questo è segno che ho dimenticato ma c'è di più ricordando io segnalo che quel che ho da ricordare è irrecuperabile è irrecuperabile è incommensurabile è qualche cosa di immemorabile Appunto perché lo devo ricordare Appunto perché lo devo tradurre non in una memoria pratica come a quella
dell'animale quella dell'animale si consuma subito lì no a riconosciuto il padrone gli fa le salta di Mena la coda No noi nel ricordo abbiamo la sensazione di una perdita irreparabile e del bisogno di come dire recuperare qualcosa di medicare questa perdita irrecuperabile cioè lì nasce proprio una cosa fondamentale degli uomini la nostalgia cioè la consapevolezza di un passato nel quale non siamo più e quindi arrivando sino Agli estremi di questa esperienza che vi sto dipingendo qualcosa che non siamo più qualcosa che non siamo stati mai questa propriamente è la nostalgia cioè la nostalgia di un
luogo che è fantasticato nel ricordo è però incomparabile incommensurabile con ciò che il ricordo vorrebbe rivivere Perché Perché è la testimonianza che quella vita è passata e così come essa è oggi desiderata e fantasticata è là dove noi non siamo mai stati Questo è il nostos questo è il sentimento infinito della nostalgia eh non è un caso lo dico come battuta così che alleggerisce un po' la tensione sapete quando andiamo in un posto perché lì siamo stati tanto felici Ecco non è augurabile fare un'esperienza del genere di solito è una catastrofe No non si trova
più niente non c'è più niente Non non è vero niente No era meglio continuare a fantasticar diciamo così no piuttosto che realizzarlo ecco Ma allora il ricordo altra cosa che è da dire con forza non è mai una ricostruzione non può essere mai una ricostruzione oggettiva di un passato oggettivo e qui un'altra cosa vorrei dirvi importante che di solito il senso comune non contempla perché vedete propriamente il passato non esiste Voi direte professor Sini ha dato di matto No mettete con me il passato non esiste Quello che noi chiamiamo passato È esistito Certo come presente
e il presente Esiste il passato è un ricordo del presente all'indietro che parla di qualche cosa che come passato non è mai esistito e quindi c'è un vivente che scompare e che ricompare nel ricordo e il ricordo lo segnala come passato dice già questo è quello che io posso ricordare del passato è quello che io posso ricostruire e quindi è solo per il presente che esiste il passato è solo per questa retroflessione certo l'animale non fa niente di tutto ciò vive il presente come passato nel senso che agisce come ha sempre agito l'uomo no l'uomo
vive il presente come nostalgia del passato e come progetto di futuro per la semplice ragione che nel nell'animale o nella pianta le piante le trascuriamo sempre sono interessantissime anche loro nell'animale o nella pianta Il passato è incarnato non è propriamente un passato perché non è un sapere solo nell'uomo è trascritto nella voce nel ricordo nella memoria Nella fantasia nella parola solo lì diventa il passato ma diventa il passato per un presente che in quanto tale si inoltra nel futuro e questo lo Dobbiamo vedere ancora meglio come si Inoltra il passato nel futuro che già ha
detto bene Gustavo si inoltra nel futuro Beh anzitutto appunto in una forma celebrativa il ricordo come forma celebrativa del passato appunto la memoria degli amanti la memoria degli amanti che hanno i loro anniversari chi non ha i suoi anniversari insomma no Cosa sono gli anniversari e Versari sono la celebrazione del passato nel presente quindi la ripetizione illusoria naturalmente di un passato che è irrecuperabile sono rimasti segni tracce e poi la nostra stessa relazione di oggi no oggi vivente ma memore di un passato Ecco è la celebrazione del luogo Eh diciamo di che di qualcosa che
si è sottratto all'usura del tempo allora ci sono che so io i biglietti della metropolitana di Parigi no che sono stati conservati e eccetera no eccetera È inutile a farla lunga perché questo lo Comprendiamo tutto tutti ma allora ecco guardiamo questa introduzione che ho fatto di carattere molto generale E direi abbastanza filosofica No il passato non esiste ciò che Noi ricordiamo non è mai esistito nel ricordo accade un trasferimento accade un'interpretazione attraverso segni ed è così che quello che fu presente diventa passato ma in quanto viene rimem Morato così nel presente in quanto l'anniversario è
questo questo deciderà anche del futuro Comè andato l'anniversario uno dei due si è dimenticato che era l'anniversario una tragedia oppure sì si è ricordato ma si vede che è un po' freddino No e così via no ecco su questa funzione del ricordo questa funzione della memoria ha detto delle cose memorabili Nietzsche e adesso gli daremo brevemente la parola Nietzsche Si è chiesto a che cosa serve il ricordo e ha messo la la questione sotto il profilo della storia No la storia come raccontare il passato no E ha scritto nel 1874 un un sagg detto molto
bello una delle sue inattuali Come si dice che si intitola Appunto sull'utilità e il danno della storia per la vita molto interessante No perché sta dicendo che ricordare è utile che ricordare pericoloso che ricordare può essere anche un danno e allora Diamogli la parola rapidamente anzitutto questa frase dice Nietzsche ciò che è storico Quindi ogni memoria ogni ricordo e ciò che ciò che è non storico Scusate e ciò che è storico sono ugualmente necessari per la salute di un individuo di un popolo di una civiltà Beh è un un attacco Interessante no cioè ognuno di
noi il suo popolo e la sua civiltà traggono dalla storia dal ricordo dalla memoria vantaggi e svantaggi no vantaggi e svantaggi possono essere una cosa buona possono essere una cosa non buona cattiva cioè una cosa che come dire mette in pericolo l'individuo il popolo la civiltà Ma perché allora andiamo a vedere come lui argomenta no E sono argomenti abbastanza famosi dice Nietzsche nel secondo paragrafo di questo saggio al vivente la storia occorre serve in tre modi in tre riguardi primo la storia gli occorre in quanto è attivo in quanto fa delle cose ha delle aspirazioni
ha dei progetti essa gli occorre in quanto è attivo e ha aspirazioni poi in quanto preserva e Venera preserva e Venera questo orologino me l'ha regalato mia moglie quindi per carità che non si rompa lo preservo con venerazione se fosse regalato da mia mamma ancora di più non è così Vabbè in terzo in Terzo punto in quanto la storia e coli che sta nella vita storica soffre e ha bisogno di liberazione Io sto in una situazione di dolore e ho bisogno di ricordare poi andremo più a fondo su questi tre momenti a questi tre rapporti
corrispondono tre specie di storia in quanto Così ci è permesso di distinguere una specie di storia monumentale che è la primo caso una specie di storia anti quaria che è il secondo caso è una specie di storia critica che è il terzo caso ma vediamo poco oltre di in questo testo come Le viene chiarendo no Come ce le viene spiegando via via un attimo solo che prendo la pagina eccola qui 2324 allora dice È tutto molto chiaro è molto molto semplice e molto profondo Secondo me dice ciascuna delle tre specie di storia che esistono quelle
tre eh monumentale antiquaria critica e nel suo diritto cioè agisce a buon diritto potremmo dire solo su un terreno suo solo sul suo terreno e in un solo clima su ogni altro terreno cresce come erbaccia distruttiva poi questa immagine dell'erbaccia delle piante la riprenderà anche più avanti Quindi ognuna di queste tre serve ma serve in un luogo preciso in una modalità precisa e se tu la estendi fuori da questi luoghi diventa erbaccia distruttiva e quindi non è più un bene per l'individuo per un un popolo per una civiltà Se l'uomo non Se l'uomo che vuole
creare grandi cose Questi sì in generale bisogno del passato se ne impossessa per mezzo della storia monumentale che è il primo caso chi invece ama perseverare nel tradizionale e in ciò che è venerato da gran tempo coltiva il passato come storico antiquario e solo colui al quale una sofferenza presente opprime il petto e che a ogni costo vuole gettar via il peso da sé Ha bisogno della storia critica vale a dire di quella che giudica e condanna ma molto male deriva dal trapiantare sconsideratamente i vegetali ecco esempio Il critico senza sofferenza l'antiquario senza pietà Il
conoscitore della grandezza senza la capacità della grandezza sono tali piante diventate erbacce est stagnate al loro terreno naturale e perciò degenerate Allora vediamo di capire adesso abbiamo il quadro No un quadro grandioso Eh che disegna Nietzsche nella seconda in attuale non a caso molto famoso sta dicendo alcune cose molto precise che ci riguardano tutti che riguardano il nostro modo di atteggiarti Diana nel nel nel comportamento nella memoria appunto no che ci accompagna sempre noi siamo esseri della memoria come ha detto appunto bene Gustavo prima e ma anche tutto un popolo le sue istituzioni la sua
politica la sua scuola e quindi il senso di una civiltà Che cosa sta dicendo questo brav'uomo dice che una storia monumentale celebrativa Oggi è la festa della Patria m oggi si va sul sul Campidoglio oggi c'è la sfilata davanti al Presidente della Repubblica sono momenti celebrativi sono momenti nei quali dice Nietzsche l'uomo creativo l'uomo magnanimo l'uomo che ha grandi sentimenti che ha grandi propositi che ha Grande futuro o Immagina di avere Grande futuro davanti a sé si Giova della storia monumentale Noi siamo italiani Noi abbiamo una grande storia Noi abbiamo avuto tanti eroi tanti Santi
e Martiri navigatori eccetera no il ricordo di questo vivifica colui che è forte colui che ha impresa imprese forti nel suo progetto nel suo futuro vedete come sempre il futuro è decisivo per il passato il passato serve al futuro Ecco lì sta al posto suo lì sta al posto suo Come come vi sta nei momenti autentici della celebrazione no nei momenti in cui la celebrazione coincidono con qualche cosa di non formale di non come dire morto di non come dire puramente esteriore puramente così una messa in scena si deve fare l'alzabandiera no quando diventa così
diventa una degenerazione Allora la storia monumentale là dove un popolo è piccolo dove un popolo non ama la sua lingua e pensa che sia come dire sensato riempire di una lingua straniera anche le cose che dice benissimo nella sua lingua mi capite tutti di sicuro Ecco un popolo così quando si mette a celebrare Dante Petrarca la lingua del Boccaccio fa semplicemente esercizi scolastici noiosi vacui che mostrano subito la loro l'erbaccia perché i giovani se ne fregano e Hanno ragione Hanno ragione non per la cosa in sé naturalmente Ma hanno ragione perché colui che monumentalizzazione si
è stati alla memoria di quel che si è stati di quel che si è fatto eccetera eccetera E questo vale anche nell'individuo eh vale anche nell'individuo molte volte noi cadiamo nella debolezza di raccontare un po' monumentalizzazione [Musica] così Poverino sai è il nonno e è questo che sta dicendo Nietzsche è questo quindi una civiltà che pensate tutte le le parate a Mosca quando già il comunismo era diventato un orrore i cittadini non lo volevano più il blocco orientale si stava disgregando però c'erano le parate nella Piazza Rossa quelle stavano bene nel nel 18 nel 19
nel 22 quando un popolo aveva rovesciato una tirannide aveva acquistato una libertà conquistandosi rischi di vita e di morte no allora sì era importante monumentalizzazione dopo monumentalizzazione con Stalin che li mandava in Siberia era un orrore No era un'erbaccia che diventava nociva per quel popolo e infatti odiata da quel popolo ed è il primo punto adesso il secondo punto la storia antiquaria ma è ovvio che la storia antiquaria la venerazione per il passato un episodio bellissimo del nostro passato quando ci fu la piena dell'Arno a Firenze tutti questi giovanotti i nostri ragazzi le nostre ragazze
che si sono precipitati a salvare i libri a salvare i manoscritti dall'acqua dell'Arno ad asciugarli a metterli da parte la venerazione giusta del passato No una venerazione che nasce dalla consapevolezza della grandezza del passato e quindi dal fatto che il passato ha diritto a essere venerato a essere come dire curato sacralizzato già ma se questa conservazione diventa priva di qualsiasi giudizio priva di qualsiasi progetto Cioè venerazione per Vener azione cioè i negozi di antiquariato per l'antiquariato o Com'è che si dice Adesso l'antichi c'è una parola che si sono inventati per i negozi Eh quella roba
lì il modernariato Beh questi sono fenomeni decadenti non c'è niente di male per carità adesso non non vorrei Certamente prendermela con cose che non hanno nessun male in sé però indicano una moda indicano una corruzione del Gusto indicano il semplice piacere no di dire Beh questo era del 1930 chi se ne frega No dice era del 1930 hai capito io non ero ancora nato e e questo però è la degenerazione della venerazione perché Venera tutto in quanto è passato non in quanto vale viene conservato perché è vecchio no non perché in sé ha un valore
meritevole di inzione di un giudizio e questo è un punto delicatissimo delicatissimo perché qui la la memoria diventa perversione della vita alla lunga la memoria che è semplicemente antiquariato appunto è perversione della vita è amore del passato come passato e non perché trasmetta qualche cosa di meritevole di essere ricordato è una vecchiaia già evidente sono persone che che non hanno niente di meglio da fare che non hanno niente di nuovo da proporre che vanno in giro per negozi di antiquariato modernariato da esibire nel salotto alla sera ad altri faccendoni sfaccendare insomma no Beh è chiaro
che siamo di fronte ad una vecchiaia No Siamo di fronte ad una ad un personaggio che può avere anche 25 anni ma è vecchio È vecchio nella testa e ha una cultura che è vecchia Beh Questo naturalmente ha un rapporto per esempio e molto inquietante E allora diventa più seria la questione con le istituzioni scolastiche tutte le istituzioni scolastiche sono come dire in un bilico tra monumentalità e antiquariato cioè il grande Dante alieri e ma deve essere grande e tu devi essere grande perché lui sia grande per i tuoi discepoli se non sei grande tu
Sono solo parole sono chiacchiere e per di più no la erudizione scolastica si deve studiare tutto tutto tutto Perché perché è antico Ecco appunto no E questa è la grande La grande sfida che continuamente l'istituzione scolastica deve affrontare perché bisogna essere magnanimi grandi forti con progetti Vitali per poter come dire monumentalizzazione [Musica] storia che nasce dal bisogno di guardare il passato per capire come mai ora soffriamo tanto questo è sempre d'attualità si potrebbe dire perché dopo la liberazione Nel 45 dopo la guerra mondiale la terribile guerra mondiale che ha distrutto tutta l'Europa e l'occidente e
dopo tutti i propositi che noi abbiamo avuto di rinascita di nuova democrazia tutto quello che di giustizia sociale perché siamo invece in questo momento pieni di problemi mica solo noi Naturalmente tutto il mondo a modo suo Ma insomma ci sono molte buone ragioni per guardare nel passato con un atteggiamento critico con un giudizio negativo alla ricerca degli errori che si sono compiuti Quindi questo è legittimo è vitale anche questo ha il suo momento nella sofferenza Se tu davvero soffri come può capitare in una famiglia ma perché si è creata questa questa divisione i fratelli che
si odiano no quando eravamo bambini eravamo così uniti cosa ci è successo e quindi chi ha colpa o chi ha più colpa tutto questo è un modo di guardare il passato che ha una vitalità una legittimità una forza ma se è soltanto presunzione in colta presunzione barbarica cioè criticare per criticare criticare senza spirito di comprensione senza volontà di comprendere davvero e senza capacità e disponibilità ad accogliere anche se stessi come come dire correi no come coloro che hanno contribuito magari Senza voler no o che non hanno fatto abbastanza perché la situazione non fosse quella che
oggi ci induce all critica se è semplicemente selvag itudine se è semplicemente distruzione per distruzione di quanta ne abbiamo vista No il gusto di distruggere la la cosa più terribile del nostro tempo ma questa riguarda poi altre culture è quando una civiltà in base a delle credenze religiose distrugge consapevolmente i monumenti di un'altra civiltà Antica meravigliosa No fa saltare le statue del Buddha o cose di questo genere eh Questa è una storia critica degenerata naturalmente è una storia critica violenta che testimonia semplicemente non di una volontà di vita ma di una volontà di morte dove
il giudizio critico è semplicemente la barbaria Insomma se recuperiamo nella memoria questi tre passaggi che così bene Niet c ha descritto i tre modi in cui noi ci atteggiamo sempre ognuno di noi eh ognuno di noi se uno va a casa adesso Guarda cosa ha messo sul comodino vicino al letto o sul tavolo o sul mobile del del tinello vede subito in che modo Lui ha un sentimento monumentale ha un sentimento antiquario ha un sentimento critico le nostre case sono piene di questo no eh Ecco se consideriamo questo insieme di considerazioni che riguardano appunto Il
ricordare con tutti i problemi che ricordavo all'inizio e noi possiamo dire quello che già diceva nel suo esordio molto bello Gustavo cioè la cultura è memoria la cultura è sapere del passato ma non per il gusto pure semplice del passato è sapere del passato ricostruzione del passato sulla soglia del presente in funzione del futuro in funzione del futuro Quindi il valore della ura del passato del sapere che riguarda il ricordo eccetera il valore è la permanenza della metamorfosi della vita la permanenza della metamorfosi della vita si ricorda per vivere di nuovo per vivere ancora per
vivere meglio per vivere sorretti dalle memorie che magari sono fantasie ma sono come dire aiuti fondamentali un modo di intendere appunto il passato come la vivente dell'essere umano perché per l'essere umano come dicemo all'inizio il passato non è già fatto il passato non c'è il passato è quello che lui ne farà nel presente e quindi come lo realizzerà in certo modo nel futuro Ecco vi ho portato la testimonianza di un filosofo di un grande filosofo nostro contemporaneo sostanzialmente come Nietzsche Ma la cosa straordinaria alla quale vorrei dedicare questa seconda parte della mia conversazione con voi
la cosa straordinaria è che queste stesse cose che noi abbiamo detto sin qui che sono Insomma notevolmente varie ricche profonde eccetera Non hanno avuto bisogno di aspettare la filosofia non hanno avuto bisogno di aspettare la filosofia moderna il senso storico Come si dice no Erano già profondissimo totalmente comprese e intuite quando ma molti molti anni prima dell'Occidente della cultura della filosofia e qui noi ci imbattiamo all'improvviso è questo che vorrei cercare di suscitare in voi se sono capace come dire crea un sobbalzo cioè come a dire tutte queste idee di cui noi crediamo di essere
gli autori anche recenti Nietzsche appunto No no il mondo del mito le aveva capite tutte il mondo del mito e non il mondo del logos non il mondo della ragione È questo che sorprende il mondo del mito a modo suo naturalmente Ora vedremo in che modo a modo suo ma aveva già detto tutto ciò e viene anche il sospetto che questa non sia una una vicenda casuale che molto spesso sia così che molto spesso culture lontanissime da noi anche altre culture rispetto alla nostra nei loro modi espressivi che non sono i nostri naturalmente che non
sono una una conferenza che non sono una conversazione Ma altri tutt'altro tipo di cose Beh hanno visto hanno visto cos'è la vita cos'è la cultura cos'è il passato il presente il futuro Che cos'è l'animale umano che cos'è la nostalgia Che cos'è il bene il male eccetera mi riferisco Ed ora ve lo illustrerò meglio che posso a questo esempio incredibile che si va sotto il titolo di La Sapienza orfica La Sapienza degli orfici cioè di coloro che celebrano il mitico poeta Orfeo come Vedremo bene La Sapienza orfica Noi abbiamo le prime tracce di questa scienza di
questa dottrina di queste feste di questi luoghi nei quali Appunto Si celebrava la conoscenza ma non è la conoscenza non è quella di Galileo Insomma è neanche quella di Platone una parola da prendere in maniera particolare Poi vedremo Ecco le prime testimonianze di questa grande religione del passato perché era una grande religione religione dei misteri Come si dice no risalgono al set S secolo avanti Cristo pensate Settimo sesto ma sono già molto recenti cioè sono le prime tracce scritte ma questa religione dei misteri e in particolare dei misteri eleusini aveva già 1500 anni di vita
1500 signori quindi siamo di fronte ad una esperienza dell'umano che si Insomma fatti tutti i conti e sui 2000 anni come il cristianesimo ma molto prima naturalmente che ci fosse il cristianesimo quindi dobbiamo anche e perché si fa fatica no con le date antiche e dobbiamo fermarci un momento dire noi abbiamo 2000 anni ma questi già 2000 anni Prima avevano 2000 anni non so come dire No Siamo di fronte a delle entità no che si sovrappongono no anche a loro è successo unira di Dio di cose come evidente che sia in 2000 anni no E
abbiamo alcune testimonianze che sono molto più recenti perché in sostanza quando noi parliamo del set S secolo già almeno da 1000 anni esisteva questo culto esisteva questa religione che come Ovvio si tramandava oralmente si tramandava attraverso la grande poesia del mitico cantore Orfeo Orfeo probabilmente non è mai esistito ma è questa figura è un po' come Omero è questa figura no leggendaria e Orfeo raccontava Ecco il myos ilos il mito come racconto no Mitos vuol dire parola poi originariamente nient'altro che parola Siamo noi che per differenza dal logos abbiamo detto il logos razionale è diverso
dalla parola mitica ma originariamente mutos vuol dire colui che parla m Anzi colui che racconta Anzi colui che canta quindi il poeta come il patriarca dell'umanità del sapere dell'umanità colui che racconta le storie dell'umanità che racconta il passato ma non racconta solo il passato come noi banalmente potremmo immaginare il passato empirico storico no racconta il passato ancestrale il passato delle origini quando il presente divenne passato quando l'eterno divenne tempo quando l'universo divenne umano o la natura divenne umana e quindi Racconta degli Dei Racconta degli Eroi racconta delle vicende delle varie popolazioni greche delle varie città
greche e nelle feste e le usine in queste feste dove la popolazione veniva iniziata a misteri e le Usini che i Mes il Mes colui che vedeva alla fine eh che aveva l'epopée vuol dire colui che vede e che sa perché ha visto era tenuto al Segreto non doveva dire In che cosa istesse questa visione poteva dire dei processi di preparazione che erano la poesia mitica di Orfeo e i racconti infiniti di tutte le vicende degli Dei e come è nato Apollo e come è morto Dioniso e come rinato eccetera eccetera e la cosa più
singolare è che i Greci che erano un popolo di gran chiacchieroni come tutti sanno come già disse kreuzer nell'800 sono un popolo di chiaccheroni geniale chiac Oh hanno mantenuto il segreto Noi non sappiamo esattamente che cosa accadesse alla fine della del percorso Del Mes che veniva sull'ali del canto si potrebbe dire no che veniva sull'ali dei racconti dei racconti mitici veniva portato al momento della visione cosa vedeva ci sono varie ipotesi ma queste sono poco interessanti Certamente vedeva l'origine su questo ma cosa vuol dire vedere l' Cosa significa che noi vediamo l'origine E allora io
proverò Come dire ad avvicinarmi a questa visione Mistica a dare un'idea di cosa potesse essere questa visione Mistica esaminando le tre divinità fondamentali del rito orfico le tre divinità che guidavano la parola di Orfeo e sono tre divinità straordinarie vi dico Ora i nomi Una si chiama Fanes ed è per certi versi qualcosa di simile ad Apollo un'altra si chiama memosine e potrebbe essere avvicinata a Dioniso e la terza si chiama Cronos il tempo e cominciamo a orientarci Chi è Fanes il dio Fanes cantato da Orfeo Fanes lo dice la parola no Fenomenon Eh è
ciò che appare è ciò che appare quello che ancora noi chiamiamo fenomeno epifenomeno nella nostra lingua che quindi è rimasta legata a questa origine greca di 4000 5000 anni fa Fanes è la realtà tutta in quanto appare la realtà tutta in quanto dice più precisamente Orfeo in quanto riluce è l'intera realtà nel suo apparire rilucente è proprio Apollo il sole insomma no tutto il mondo perché tu vieni al mondo e Ah il mondo ti si apre intorno luci suoni colori eccetera eccetera eccetera ma questo è soltanto una prima faccia è la faccia che appare No
Appunto è la faccia di Fanes come ciò che è veritiero perché a lezea non nascosto si manifesta Mh Ma c'è anche una faccia nascosta e la faccia nascosta di Fanes Eh non siamo ingenui No cosa stiamo dicendo La sostanza del mondo che appare il segreto Il mistero del mondo che appare in quanto appare e questo mistero inanes si rivela con un sussulto dicono così i testi cioè noi siamo dei Fanciulli ingenui come Dioniso bambino e che bello il mondo che bello il dito del papà che bello il latte della mamma poi però improvvisamente il bambino
piange è successo qualcosa in un sussulto ha visto altro dietro l'apparenza qualche cosa si è improvvisamente e istantaneamente manifestato Di che si tratta Che cosa è nascosto dietro l'esistente dietro il fatto che siamo al mondo Tutti quanti no E qui bisogna ricorrere a un'altra divinità cioè mnemosine la memoria m ancora adesso diciamo mnestico no per dire memoria mnemosine Questa è una dea una dea straordinaria perché dicono i testi è la dea del ritorno Ah e già che cos'è il ricordo che cos'è la memoria se non il ritorno ma attenzione Non equivochi non pensiamo che sia
una memoria psicologica Queste sono interpretazioni moderne No è una memoria cosmica quella di mnemosyne no è una memoria che riguarda l'intero di ciò che si è rivelato inanes è un modo di andare all'indietro dicono i testi per andare avanti M si va all'indietro per andare avanti perché solo andando indietro si può produrre progressivamente nel Mes la visione le potea ho visto E ora so so l'origine so il fine della vita quindi è una memoria monumentale in certo modo no va indietro ricordando i monumenti del passato e cosi Quali sono i monumenti del passato a che
cosa torna mos e Kronos Chi è Cronos il tempo Cronos è colui che mette in fila che rende croniche le cose no perché sono una dopo l'altra Ma cos'è che mette in fine Sostanzialmente nella poesia di Orfeo nel mistero eleusino ma la parola stessa Cronos è la parola Questo è un pensiero di una profondità quasi inattingibile no Kronos è la parola stessa innanzitutto perché la parola procede per successione No io non posso dire tutto in una volta se devo raccontare della morte di Dioniso sbranato dai Titani devo devo dire Allora c'era un giovane fanciullo si
racconto no conto e racconto ma lui sta dicendo di più Kronos sta dicendo che in quanto la parola mette in fila la parola è cronica cioè mostra la morte mostra che io ho detto mostra ma è passato non c'è più quindi iscrive la parola nella Sapienza dell'uomo la conoscenza della morte che l'animale non ha perché l'animale non è cronico come diceva Hegel l'animale non muore l'animale semplicemente finisce e l'uomo che muore perché si ricorda del passato perduto e lo aspetta al varco nel futuro e quindi la parola cronica di Cronos è quella che mette in
fila gli eventi di Fanes ma soprattutto gli eventi di Fanes in quanto raccontati da Orfeo cercate di cogliere questa circolazione No perché è sublime Noi siamo naturalisti Siamo empiristi siamo molto volgar cuci insomma no Fanes è l'apparizione del mondo questa no Fanes sono i racconti è quello il mondo il mondo dell'uomo è la memoria è la memoria dei racconti infiniti della poesia è la memoria dei racconti infiniti degli Dei degli eroi dei capostipiti dei delle idee fondamentali degli archetipi E allora Cronos è colui sì che mette in in fila ma mettendo in fila mostra appunto
la natura adesso ci siamo eh abissale di Fanes è questo il sussulto che dietro la bella apparenza luminosa la schiera degli Dei perché questa bella apparenza sono i racconti di Orfeo No è questo abbiamo capito È la realtà in quanto trascritta nei nostri racconti nella nostra poesia originaria nella nostra musica originaria Eh ma appunto nel momento in cui suscita questa visione Cronos porta il mystes al sussulto dietro tutto ciò c'è la morte dietro tutto ciò c'è l'origine di nulla del tempo perché è questo che insegna memosine che se tu vuoi andare indietro Cioè come dicono
i testi risalire il filo del tempo uno per uno Quindi 1000 anni prima 2000 anni prima vai vai vai vai dove andrai infine a parare e nel luogo del senza tempo nel luogo dove il tempo non è ancora accaduto perché se fosse accaduto Dovresti andare ancora indietro Quindi vai nel sussulto originario dove l'apparizione si dà contemporaneamente come infinita storia degli Dei cioè infinita storia della realtà che noi viviamo tutti i giorni con i nostri fantasmi con i nostri miti con i nostri eroi iscritta su un circolo di nulla iscritta su una soglia del nulla che
non è da vedere negativamente è l'altra faccia della vita No è il centro della ruota è il centro della ruota Che come diceva una grande saggezza giapponese cinese Antica il centro della ruota è immobile La ruota gira ma perché c'è questa immobilità del centro il centro della ruota è l'immobile per definizione perché quella immobilità grazie alla quale tutto il resto gira e questo è esattamente quello che canta Orfeo no Orfeo coglie abissalmente un sussulto con un sussulto perché ti riporta là dove Kronos non c'è ancora e dove Kronos non potrà mai esserci perché Kronos è
l'inizio della vita cioè della morte l'inizio della morte cioè della vita e il Mes vede questa Eternità diciamo così no Quindi tra Fanes e Cronos il sapere c'è il discorso che mette in fila che temporalizacion non all'altezza di Orfeo quindi quindi mnemosine è il sussulto memorabile dell'immoralità ciò che non si può ricordare e colei che riporta là dove il tempo non è ancora accaduto perché il tempo è la continua celebrazione dell'aver perduto il ricordo no dell'aver perduto l'origine E allora non c'è futuro senza parola non c'è passato senza memoria ma vorrei dedicare gli ultimi minuti
a darvi un'esemplificazione concreta eh a non limitarmi a queste enunciazioni e vi leggerò un passo dei una pagina di un libro che spiega queste cose molto in dettaglio che è il metodo della via che ho scritto alcuni anni fa ecco qui riprendo un po' le cose che abbiamo detto in una maniera un po' più diciamo approfondita maniera più pacata se si può dire così ma Non dimenticatevi questa visione questa visione straordinaria che noi all'inizio abbiamo fatto tanta fatica no a concettualizzare e Nietzsche la storia monumentale la storia antiquaria storia critica l'uomo il popolo la civiltà
e questi con i loro miti con i loro racconti avevano detto forse meglio forse più efficacemente per chi lo capiva Non solo ma questa era una scuola pubblica sto scherzando Ma i misteri e le Usini erano aperti a tutti i greci compresi gli schiavi le donne naturalmente tutti dovevano celebrare non sappiamo se tutti arrivavano Allia Questo è un oggetto di grande discuss Tra gli studiosi perlop si pensa che no che che l'epee la raggiungessero solo pochi cosa vi vedessero poi nelle poee ci sono varie ipotesi l'unione della vita con la morte Certamente E quindi la
rinascita delle anime attraverso la reincarnazione per esempio no altri vedevano pensavano al alla Unione dell'uomo con l'animale cioè al una sorta di incestuos sità originaria Quindi al passaggio dalla natura che non è incestuosa semplicemente non ha leggi di questo tipo come abbiamo noi alla alla legge no alla norma umana quindi la legislazione della vita della comunità umana Ma insomma le ipotesi sono molte ma quello che interessa è la potenza della Io mi sono limitato a pochi tratti Eh se andate a fondo su chi è Fane non finite mai e ho trascurato una quarta divinità perché
c'è avrebbe portato troppo in là che è ananche la necessità la necessità il fatto che il tempo non si può avvolgere all'indietro che quando Orfeo comincia a cantare che quando Fanes comincia a manifestarsi e non c'è ritorno si può solo andare avanti per una necessità una ananche una divinità che governa la legge del tempo e della parola e che è più grande degli Dei è persino più grande del dio Cristiano diceva qualcuno perché anche per il dio Cristiano che è creatore eccetera però non è pensabile che non Viga la legge del factum infectum Fieri non
potest nemmeno lui può far sì che il fatto non sia stato fatto che il fatto non sia accaduto per esempio il mondo pensa dopo non non c'è rimedio non c'è niente da fare Ormai quello è accaduto e questa è ananche la faccia terribile di ananche che si inserisce nei destini degli Dei raccontati da Orfeo Allora vi leggo qualche passaggio diciamo così Cronos unisce in sé Apollo e Dioniso cioè che sono poi come avevamo detto prima molto succintamente Le due facce di Fanes no Apollo e l'apparenza dionis è il sussulto che sta sotto e l'urlo del
Toro frev originario Chissà queste cose mi capisce allora ha questi due aspetti e Cronos per così dire mette in fila e così facendo dispiega e mostra questi aspetti mostra quello che mnem musun coglie invece abissalmente con un sussulto riportando là dove Kronos non c'è ancora né potrà mai esserci l'avevamo detto no l'uno però non è mai senza l'altra nemosine non potrebbe cogliere l'origine se non attraverso la temporalizzazione di Cronos Cioè non dobbiamo sostanzialistica realtà che scorre io posso ricordare perché perché ci sono i racconti attraverso i quali posso ricordare ma ricordare vuol dire arrivare là
dove il ricordo non è più possibile e quindi scontrarmi con i limiti di Cronos le due cose si richiamano l'una non può stare senza l'altra Mune non potrebbe cogliere l'origine se non attraverso la temporalizzazione di Cronos Allora l'origine non è una cosa è quello che sta fuori dei discorsi di Orfeo è quello che nei discorsi di Orfeo resta implicito Non può essere detto perché viene detto capite Non può essere detto perché viene detto e quindi non è un detto ma è l'altro dal detto nel detto ma capite la profondità di di questo pensiero no È
incredibile no Quindi Kronos non potrebbe mettere a sua volta infila nel tempo se non prendendo a suo oggetto quella dimensione senza tempo cui mosun allude Kronos Che cosa fa prende il senzatempo e lo racconta quindi racconta quello attraverso cui mosino andran indietro Va al di là di Cronos Ma questo detto in parole molto povere ci libera da molte superstizioni no esiste l'al di là della parola L'hai appena detto hai detto esiste l'al di là della parola è questo l'al diil della parola che l'hai detto e avendolo detto non hai indicato una cosa ma l'al di
là di quello che hai detto evidentemente e questo è il grande mistero della parola è la grande opera della poesia È la grande opera di Orfeo è la grande Sapienza degli umani se la la comprendono correttamente Eh questo attraversare tutto il tempo per arrivare al senza tempo non è poi altro che lo svolgersi dei miti no attraversare tutto il tempo vuol dire tutti i racconti Ma pensate alla pregnanza di questa osservazione Che cos'è la storia universale il racconto di tutta la storia universale è evidente la storia universale non c'è più ogni momento presente è svanito
è l'immorale i racconti nel mondo del mito nel mondo della storiografia greca Tucidide m nel mondo dei nostri poeti Dante Foscolo eh oppure degli storici che scrivono libri che dicono la Rivoluzione Francese e questa è nient'altro che questa è tutta la nostra storia No tutto il tempo attraversare tutto il tempo per noi vuol dire raccontare tutto il tempo ma che cosa facciamo noi alla sera quando torniamo a casa Cosa hai fatto oggi Cosa ti è successo oggi eh Mica possiamo mettere lì nella stanza quello che ci è successo quello che ci è successo è stato
istantaneo è passato ma c'è il racconto Uh il ragionier Carletti mi ha rotto le scatole e via Di questo passo No è quello tutto Questa è la nostra sapienza è il nostro passato e quindi la preparazione del futuro le le generazioni degli Dei nei racconti di Orfeo le generazioni degli uomini le sue favole poetiche È così che l'epte la visione attraversa all'indietro tutto il tempo per raggiungere il senza tempo la visione ora che io vi guardo Questo è il senzatempo non è Chissà dov'è È qui è in questo momento che accade il senza tempo Salvo
che noi poi diremo stasera il professor Sini Che palle e questo è il racconto cronico nel tempo non è chissà quale grande mistero è la vita la vita di tutti i giorni nient'altro che questo e i racconti della vita che sono appunto la vita saputa no attraversata detto superficialmente noi sappiamo che l'ascolto dei miti della poesia orfica è la funzione preparatoria dell' epopteia cioè del mistero le usino Ma che cosa vuol dire poi l'ascolto dei miti che cosa si ascolta nei miti che gli orfici cantano Ovviamente la morte e la resurrezione di Dioniso e tutte
le saghe che costituiscono la lussureggiante sostanza dei miti greci ora questi racconti sono appunto la rilucente apparenza di Fanes Fanes che si dà a vedere attraverso la Lucente schiera degli Dei olimpici che per parafrasare un'espressione di Nietzsche sono appunto come dire la visione della luce la visione di Apollo diciamo così no non siamo lontani da questo Noi non facciamo altro Quando leggiamo il giornale alla mattina facciamo qualcosa del genere meno meno poetico certo più prosastico ma siamo ancora lì no l'essere umano è questo è questo discorso infinito intrecciato Ovviamente con gli incontri int Tempor e
non Tempor abil dizan con la vita che passa che Trita che diventa nulla che diventa morte ma resta il ricordo resta il racconto resta il segno diciamo così no a che cosa conduce questo ascolto cronologico questo farsi tempo della parola relativa agli idee agli uomini anzitutto l'ascolto cronologico accade essendo Condotti per mano da una divinità imprescindibile per gli orfici che appunto è la memoria Ecco il nostro tema no Anche qui c'è un aspetto banale e un aspetto profondo i miti indubbiamente si imparano e si ricordano a mem oralità ma MN è ben altro dalla personificazione
di una facoltà psicologica attraverso l'apparire rilucente delle narrazioni poetiche evocate sul filo della memoria mosun vuole trasmettere una conoscenza fondamentale essa vuol far comprendere che tutte queste storie sono un'unica storia che tutte le vicende sono un'unica vicenda e in certo modo che tutte le facce dei molteplici dei cosis un unico ambito del Divino tutte le individualità della narrazione uomini eroi dei nella loro cronica fragilità di apparenza poiché dietro il ripetersi di queste storie di Questi personaggi sta Cronos che le mette in fila e le dispone in circolo come per esempio nel parallelismo tra Dioniso e
coro ed demetre ed Apollo tutte queste storie Celano un fatto è un unico evento fondamentale ma questo fatto è l'evento stesso dell'accadere in queste storie dalla prima all'ultima in quanto evento che non sta in queste storie ma è il loro abissale e il loro profondo evento preistorico e precon in quanto origine che non può avere tempo né può essere misurata dal tempo o nel tempo e che quindi non può neppure essere detta nella parola poiché è l'avvento stesso della parola eh questo va aggiunto Non può essere detto nella parola poiché l'evento stesso della parola e
delle sue storie momento dell'origine è nella consapevolezza di questa terra dell'origine è qui che nemos ci riconduce E allora diciamolo Adesso invece in una maniera molto semplice Il bambino è nato il bambino a poche settimane e Che cosa fanno gli adulti parlano raccontano nominano dicono che la mamma è buona che il cibo è buono che non è niente eh Quando c'è la bua si corre subito dire ma non è niente non è niente Cioè inseriscono l'atto fondamentale del senza tempo che è la nascita che è l'origine che il venire alla vita inseriscono questo momento originario
che è di tutte le persone di tutti i popoli di tutte le civiltà nella parola che lo racconta nella parola che te lo restituisce nel sapere che in questo modo te lo fa vedere m te lo fa sperimentare In una successione cronologica e quindi accessibile alla umana comprensione alla umana ragione vi racconto di un mito che forse già altre volte ho citato in una po popolazione africana forse di oggi non più Non lo so però gli antropologi hanno hanno scoperto questo rituale di una tribù africana quando nasceva un nuovo bambino o una nuova bambina la
mettevano per terra nuda sulla nuda terra il significato simbolico evidente e l'anziano della tribù il sacerdote diciamo della della tribù di fronte a questa bambina a questo bambino appena nato raccontava cantando tutti i miti tutti i racconti di quella tribù e da dove siamo venuti noi e da dove è venuto il sole e da dove è venuta la luna e che cos'è la terra e che cosa sono gli animali e quali sono gli dei e quali sono gli dei buoni e quali sono gli dei cattivi e cosa sono le medicine buone Quali sono le medicine
cattive e che cosa deve fare un buon bambino cosa deve fare una buona bambina più chiaro di così no Più chiaro di così è evidente che questo Noi non lo facciamo in questa forma rituale ma lo facciamo anche noi no continuamente anche noi gli spieghiamo Chi siamo noi chi è lui giorno per giorno volta per volta Poi lo mandiamo a scuola poi Ecco i miti avevano questa grande efficacia no della Fantasia poetica Noi abbiamo un atteggiamento più scientifico diciamo così Ma guardate che grattata la superficie vengono fuori Fanes memosine Cronos [Musica] ananche verranno con noi
anche stasera Grazie i