Buongiorno ragazzi allora come vi ho detto adesso leggeremo la prefazione all'amante di Gramigna un testo teorico scritto da Giovanni Verga proprio in accompagnamento al racconto l'amante di Gramigna che aveva inviato appunto al direttore del giornale che si chiama il giornale è rivista minima e un giorn una rivista ovviamente letteraria nel di Milano e ehm eh E questo è quello che dice appunto Verga a farina caro farina Eccoti non un racconto ma l'abbozzo di un racconto Esso almeno avrà il merito di essere brevissimo e di essere storico un documento umano come dicono oggi ed interessante Forse
per te e per tutti coloro che studiano nel Gran libro del cuore io te lo ripeterò Così come l'ho raccolto pei viottoli dei campi pressa poco con le medesime parole semplici e pittoresche della narrazione popolare e tu veramente preferirai di trovarti faccia a faccia col fatto Nudo e schietto senza stare a cercarlo fra le linee del libro attraverso la lente dello scrittore il semplice fatto umano farà pensare sempre avrà sempre l'efficacia dell'essere stato delle Lacrime vere delle febbri delle sensazioni che sono passate per la carne il misterioso processo per cui le passioni si annodano si
intrecciano maturano si svolgono nel loro cammino sotterraneo nei loro andirivieni che spesso sembrano contraddittori costituirà per lungo tempo ancora la possente attrattiva di quel fenomeno psicologico che forma l'argomento di un racconto e che l'analisi moderna si studia di seguire con scrupolo scientifico di questo che ti narro Oggi ti dirò soltanto il punto di partenza e quello di arrivo e per te basterà e un giorno Forse basterà per tutti allora questo primo questa prima sequenza quindi Verga spiega appunto che gli invia un racconto Ma che questo racconto è asciutto è breve e e non è una
opera di invenzione ma un documento umano e non racconta Appunto non il narratore non lo scrittore non non riflette non diciamo nel nei sentimenti nelle emozioni semplicemente racconta i fatti importantissima la frase che non va cercato nient'altro che non sia scritto non c'è da diciamo leggere tra le righe Ma tutto ciò che c'è da sapere è quello che è scritto la lente dello scrittore è la lente di ciò che è scritto cioè ciò che è necessario sapere ciò che viene scritto non c'è nient'altro dietro soprattutto non c'è da ricercare cosa pensa lo scrittore di quello
che sta raccontando Berga mette al centro Infatti il fatto il fatto umano è così è quello Lui è stato tutto ciò che noi diciamo sopra il fatto umano può passare non essere più importante può non essere più vero Ma il fatto è fatto il fatto è stato il fatto è vero attenzione alla lessico dice l'analisi moderna che si studia di seguire con scrupolo scientifico dico io te lo do ti dico come è iniziata la storia e come è finita questo basta È qui la scienza nel l'atten persi ai fatti proseguiamo con la lettura noi Rifacciamo
il processo artistico al quale dobbiamo tanti movimenti gloriosi con metodo diverso più minuzioso e più intimo sacrifichiamo volentieri l'effetto della catastrofe allo sviluppo logico Ario delle passioni e dei fatti verso la catastrofe stessa meno impreveduto drammatica forse ma non meno fatale siamo più Modesti e non più umili Ma la dimostrazione di codesto legame oscuro tra cause ed effetti non sarà certo Meno utile all'arte dell'avvenire si arriverà mai a tal perfezionamento nello studio delle passioni che diventerà inutile il proseguire in cesto studio dell'uomo interiore La scienza del cuore umano che sarà il frutto della Nuova Arte
svilupperà talmente e così generalmente tutte le virtù dell'immaginazione che nell'avvenire i soli romanzi che si scriveranno Saranno i fatti diversi quando nel romanzo l'affinità e la coesione di ogni sua parte sarà così completa che il processo della creazione dell'invenzione rimarrà un mistero come lo svolgersi delle passioni umane e l'armonia delle sue forme sarà così perfetta la sincerità della sua realtà così evidente il suo modo e la sua ragione di essere così necessarie che la mano dell'artista rimarrà assolutamente invisibile Allora avrà l'impronta dell'avvenimento reale l'opera d'arte sembrerà essersi fatta da sé aver maturato ed essere sorta
spontanea come un fatto naturale senza serbare alcun punto di contatto col suo autore alcuna Macchia del peccato d'origine Allora questo è Quindi quanto dice Fate attenzione perché Verga spiega cioè si capisce bene dalle sue parole che quello che lui sta facendo necessita comunque un po' di essere spiegato perché è una cosa diciamo nuova ma che è anche una cosa che secondo Verga e lui spera avrà un seguito avrà un futuro cioè dice noi raccontiamo il fatto eh ma saremo umili Cioè non staremo a rimarcare la drammaticità dei fatti Quindi sicuramente l'effetto sorpresa la presa sul
lettore potranno risultare minori ci sarà meno sensazionalismo ma raccontando tutti i fatti il legame oscuro tra cause ed effetti emergerà e quindi potremmo studiare continuare a studiare l'uomo il cuore umano studiando analizzando tutti questi fatti Quindi cause ed effetti cause ed effetti piano piano raccoglieremo dati e dice avverrà il momento in cui la scienza del cuore umano cioè la conoscenza dell'uomo sarà tale per cui non ci sarà più bisogno di raccontare certe cose è una domanda che lui si fa Dice sarà basterà raccontare i fatti di cronaca senza dover estrinsecare tutta la psicologia e tutta
la teoria e tutte le riflessioni quando diciamo sarà avvenuto questo fatto eh Cioè che il pubblico Sarà in grado No di quindi valutare i dati raccogliere cioè eh i fatti raccontati nel nel romanzo nella letteratura e poi quindi elaborare no le proprie diciamo leggi Ecco avverrà questo momento e quindi dice il processo della creazione ossia dell'invenzione appunto è Eh sarà diciamo secondario e infatti Verrà il momento in cui gli artisti narreranno racconteranno i letterati Ma la la loro mano la loro creatività in realtà il loro eh inventare non si vedrà più sembrerà che i romanzi
si creino da soli perché essi non sono altro che il susseguirsi dei fatti e che che quindi diciamo il compito del narratore non è altro che quello di appunto metterli sulla carta allora quello che dice Verga è molto importante perché Eh il è quello che fa in realtà cioè lo fa e lo ha già fatto tra l'altro non lo lo fa per la prima volta con il racconto l'amante di gramignia ma lo lo ha già fatto con Rosso Malpelo e eh ecco il l'analisi del testo vi dice che appunto Il insieme alla prefazione al ciclo
dei vinti che non leggeremo questo è l'unico testo teorico pubblicato da Verga quali sono quindi diciamo e dobbiamo saperli elencare e anche riconoscere nel nel testo del prefazione all'amante di Gramigna le caratteristiche che appunto il narratore che l'intelletto che diciamo Vabbè il letterato verista deve perseguire l'impersonalità cioè l'autore deve eclissarsi cioè NAS Come no nascondersi non deve farsi vedere la sua lente non deve saltare agli occhi del lettore Ma deve essere il tramite attraverso il quale il lettore eh viene a conoscenza del fatto ok Poi m l'impersonalità eh diciamo è quindi importantissima cioè la autore
come se non ci fosse Eh c'è la teoria Quindi della regressione del punto di vista narrativo Che vuol dire che non ci sarà una focalizzazione a livello narratologico cioè il narratore non dovrà concentrarsi sul punto di vista di questo o di quel personaggio per chiarirne le emozioni perché o i sentimenti o appunto ciò che lo muove perché questo già in è è un intervento il narratore quindi deve eclissarsi e non deve neanche abbiamo detto focalizzarsi su nessun personaggio ehm nella analisi Baldi sottolinea che in un altro testo una lettera personale però Verga chiarirà che la
psicologia dei personaggi non dovrà diciamo essere ricavata da interventi del narratore Ma dai loro semplici comportamenti dai gesti e dalle parole questo è importantissimo perché appunto Spiega ancora meglio il concetto della regressione appunto del narratore non è lui a dover mettere in evidenza eh emozioni sentimenti motivazioni dei personaggi Ma i fatti che essi stessi Compiano che quindi narratore deve limitarsi a raccontare un altro aspetto che è ricavabile Benissimo Dal dalla lettera Salvatore Farina è quello del rifiuto della facile drammaticità come la chiama Baldi dei degli effetti romanzeschi plateali quando dice sacrificherò eh la la catastrofe
dei fatti che sarà meno drammatica ma non meno fatale Cioè In realtà i fatti saranno comunque drammatici ma non verrà diciamo ehm creato nessun marching narrativo atto ad aumentare questa drammaticità dei fatti Ehm come vi ho detto questo è un gesto di umiltà del narratore secondo Verga che rinuncia ad essere in qualche modo ad essere considerato bravo nel creare effetti e così via Allora agli effetti romanzeschi agli effetti drammatici quindi è sostituita questa ricostruzione scientifica dei processi psicologici data D all consequenzialità dei fatti ripeto di nuovo come ripete il Baldi che la fiducia nelle leggi
di causa ed effetto che regolano la vita interiore è un tratto tipico sia del naturalismo ma anche del diciamo del positivismo e ehm c'è questa convinzione che tutta la realtà umana sia sociale che psicologica sia retta da Ferre regole precise e che quindi la ragione conoscendole può dominare anche modificare come vedr importantissimo questo principio verrà messo in crisi dai dagli autori successivi da Pirandello e Svevo che mettono proprio in luce invece l'imprevedibilità e la discontinuità della psiche umana