[musica] Sia lodato Gesù Cristo. È la festa del battesimo di Gesù. Il Vangelo oggi presenta ancora una volta la fatica del cammino di fede fatto da Giovanni il Battista.
il cammino e la fatica per accogliere il Messia umile e mite. Entriamo nel fatto presentato dal Vangelo e mettiamoci in umile disponibilità. Gesù va al Giordano dove Giovanni sta predicando e sta battezzando e gli ricorda a tutti la triste verità del peccato e in vita con grande forza.
Già la scura è posta la radice degli alberi. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco e gli dice cose giustissime, ma il modo è un po' aspro, è violento. Il comportamento di Giovanni parte certamente da un cuore retto.
Per questo Gesù si presenta a lui in un modo tale da rivelargli qual è la strada che Dio predilige. Così accade anche per noi. Dio ci parla con dolcezza, attraverso esempi e situazioni, soprattutto ci parla attraverso la continua proposta della vita di Gesù.
Il figlio di Dio fatto uomo ci parla attraverso di lui per aiutarci ad essere uomini secondo il cuore di Dio. Una cosa è certa, a Betlemme Dio sceglie l'umiltà e tutta la vita del Messia sarà umile. Dice Isaia, il servo di Yahè, non spezza la canna inclinata e non spegne il signolo fumigante.
Per questo Gesù si mette in fila con i peccatori e si presenta così agli occhi di Giovanni: Dio accanto ai peccatori, Dio giusto in mezzo a tanti ingiusti. Giovanni si oppone a questo comportamento di Gesù. vuole che Dio vinca sempre, che Dio sia forte, che sia sempre in alto e lontano dai peccatori.
Vorrebbe imporre a Dio il suo modo di pensare Dio. Ma Gesù risponde a Giovanni e a tutti noi: "Lascia fare, perché conviene che si adempia ogni giustizia". Adempiere ogni giustizia significa sottometterci alla volontà di Dio che non una volontà di sterminio, ma di salvezza, non di dominio, ma di amore.
Il comportamento di Gesù ci rivela la misericordia sconfinata di Dio. Questo evidentemente non significa che Dio si rassegni a perdere, tutt'altro. Cosa significa soltanto che la via del trionfo di Dio è ben diversa da quella che gli uomini scelgono per i loro effimeri trionfi.
Dio segue un'altra strada. Dio vince, ma solo quando l'amore trionfa. La croce da questo punto di vista è la massima vittoria di Dio, perché è la vetta dell'amore di Cristo per l'umanità e in mezzo all'umanità.
È bello tutto questo, ma è duro per noi. Per questo per entrare in comunione con Dio occorre la fede. Lo si capisce sempre di più seguendo Gesù e meditando le sue scelte.
Una conseguenza immediata. Oggi la Chiesa vince dove soffre, dove è perseguitata, dove porta la croce, perché lì la Chiesa ama di più. Non dimentichiamolo.
Quando vennero uccise due suore di Mare Teresa nello Yemen, tutti dissero: "Porti via le suore, madre". Lei rispose: "Lì c'è odio, lì c'è più bisogno di amore, lì resteremo, perché l'amore vince così". Nel nel gesto di Gesù che si mette in fila con i peccatori c'è anche un preciso invito rivolto a tutti noi, un invito a riconoscerci peccatori bisognosi di perdono, chiamati a continua conversione.
Infatti Gesù da una parte rivela il voto di Dio che è misericordia, dall'altra parte però rivela il voto dell'uomo. L'uomo è peccatore. L'umiltà e il pentimento sono le uniche possibilità che restano all'uomo per incrociare la strada di Dio.
È decisivo accogliere questa lezione. Spesso è facile denunciare i peccati del mondo, però non sempre vediamo i nostri. È facile aditare le cose che non vanno negli altri, ma è difficile mettere in discussione le nostre cattiverie.
Eppure possiamo cambiare il mondo soltanto partendo da noi stessi. Quante volte sulla bocca di Maria Teresa ho sentito queste parole: comincia tu, comincia tu, cominciamo noi, non aspettiamo gli altri. Per questo motivo Gesù ci invita a partire sempre da noi.
Dobbiamo rintracciare il male anni dato non nella casa del vicino, bensì nelle pieghe del nostro cuore e della nostra vita. Non serve a niente essere insoddisfatti degli altri. È decisivo essere insoddisfatti di noi per metterci in cammino verso il Giordano cercando la purificazione e il cambiamento.
Nell'umine scena del Giordano avviene un grande miracolo simile a quello che avvenne nella grotta di Betlemme. Sulla povertà, sulla mitezza di Gesù si apre il cielo e il Padre e lo Spirito Santo gioiscono riconoscendo in Gesù il volto di Dio. Noi siamo stati battezzati per vivere la vita stessa di Cristo.
Se seguiamo il maestro mito ed umile, anche sopra di noi si aprirà il cielo e Dio gioirà riconoscendosi nella nostra vita. è il miracolo dei santi, verso i quali la gente corre attratta ad una novità e da un fascino che non è più umano. Questo miracolo possiamo farlo tutti e questo è il miracolo che Dio ci chiede e che gli uomini aspettano da noi cristiani.
Oggi più che mai. Sì, la gente aspetta la santità e l'avanti i santi è ancora risposta ad inginocchiarsi. se lodato Gesù Cristo.