[Musica] parlare del desiderio nel pensiero di nietzsche potrebbe sembrare inizialmente un argomento facile si pensa che nietzsche date le sue il suo modo particolare intendere la filosofia possa essersi soffermato a lungo sul tema del genere in realtà non è così il tema è presente ma è presente in una maniera un po particolare per poter capire quello che dice dice a proposito il desiderio dobbiamo cominciare proprio dal intenderci su che cosa noi pensiamo che sia il desiderio e la prima la prima la prima porta che ci apre che possiamo aprire su questo argomento e proprio intenderci
su che cosa è il termine desiderio vuol dire ora c'è una un'etimologia abbastanza accettata universalmente forse per la verità un po fantasiosa però sappiamo sempre che le le etimologie anno richiedono qualche intervento della fantasia secondo questa ricostruzione etimologica il termine desiderio è composto dalla preposizione dei e dal termine sidus sideris calatino vuol dire stella quindi sarebbe bene sideri bus cioè sarebbe la distanza ciò che viene dalle stelle e quindi anche implicitamente la distanza che ci separa dalle stelle cosa poi questo voglia dire effettivamente e cioè se no e se sia il fatto che noi guardiamo
le stelle per trarne negli auspici o per leggere il futuro o per orientarci nella navigazione oppure semplicemente per contemplare qualcosa che noi ovviamente non sereno siamo e non saremo mai in grado di raggiungere queste sono cose da vedere volta per volta senza dubbio se questo è l'origine se questa è l'origine del termine desiderio questo termine questo concetto implica come è evidente una distanza o addirittura una assenza abbiamo detto che è certo la distanza che ci separa dalle stelle è qualcosa che noi non saremo mai in grado di colmare e quindi le stelle rimarranno sempre un
obiettivo ideale da raggiungere ma che non possiamo raggiungere allora il fatto importante di questo modo di intendere il desiderio è che in effetti non lo ritroviamo pari pari nella filosofia lo ritroviamo nella filosofia a partire da platone precisamente dal simposio uno dei dialoghi più belle e anche più famose di platone il famoso discorso di eros filosofo che socrate riferisce nel contesto del dialogo come un discorso un racconto fattogli dalla sacerdotessa di mantiene a cioè dio ti ma è il discorso riguarda la natura di eros eros che un demone che amore il quale dice diotima racconta
diotima a socrate desidera la bellezza perché lui stesso ne è privo quindi eros è un demone ossia come scritto nel dialogo metà xvi vestite uteca kites network cioè qualcosa che sta a metà metà tra il dio è immortale e e desidera ciò di cui è privo quindi eros non è bello desidera la bellezza perché lei primo e dice sempre continua eros è figlio di penna e poros cioè e povertà mancanza per l'appunto e espediente questo perché dice spiega poi diotima eros si dà da fare con espedienti con talvolta anche con raggiri tendendo insidie per ottenere
il suo obiettivo cioè label quella bellezza di cui è privo e questo discorso poi viene trasferito alla filosofia sull'argomento specifico di eros filosofo perché viene trasferito la filosofia perché il filosofo spiega spiega socrate in questo caso il filosofo non è colui che possiede la sapienza ma è colui che desidera fatto la sapienza riconoscendo se ne priva e allora interlocutori che socrate chiedono a questo punto ma allora il filosofo è un sapiente o è un ignorante e socrate risponde come il demone eros che un meta xvi così anche il filosofo è un metà cioè è uno
che non è né interamente ignorante né interamente sapiente riconosce di non possedere la sapienza e per questo la desidera il corollario e c'è una di questa definizione della filosofia è che la filosofia e una sapienza che una volta che noi ci convinciamo di averla posseduta in quello vinto realtà l'abbiamo perduta perché la filosofia desiderio ricerca di qualcosa ora in tutto questo c'è naturalmente una un'allusione neanche tanto velata al tema del desiderio sessuale che è già contenuta nel riferimento a eros ma che voi poi viene esplicitata nel finale del dialogo nella vicenda di alcibiade alcibiade allievo
allievo di socrate che dice di essere proprio attratto fisicamente da socrate non certo per la sua bellezza ma per la straordinaria per il carattere avvincente seducente dei suoi discorsi e tuttavia acb a firenze di essere anche respinto da socrate e questo respingimento e appunto ciò in cui si manifesta la sapienza allora di tutto questo cosa è presente invece è presente l'aspetto è questo il punto importante che noi possiamo trovare fin dalla prima opera importante di nietzsche possiamo trovare nella nascita della tragedia l'opera che vince pubblica nel gennaio del 1872 nella nascita della tragedia noi troviamo
in realtà un solo riferimento preciso al tema del desiderio in quanto desiderio sessuale ed è quando nice parla del poeta greco archiloco archiloco è un caso importante per nice perché è ritenuto non solo da nietzsche ma da tutta la storia della letteratura greca il capostipite del genere lirico cosa vuol dire che possibile gene qual è la caratteristica che che archiloco inaugura c'è un frammento di archiloco molto noto che comincia con una parola chiave la parola chiave è co io io sono il figlio del signore e scusate io sono il servo del signore nyayo e ho
la mia pagnotta appoggiato alla lancia sono quindi servo di arese signor avio scenario e ares e faccio il soldato di ventura faccio il mercenari mi guadagno la mia pagnotta con la lancia questo e godi archiloco è diverso dall ego di esiodo dall'io di soggettività narrante camuffata attraverso le muse di omero cioè archiloco è il primo poeta della tradizione greca che parla effettivamente in prima persona allora questo pone un problema a nietzsche perché non vuole alleni già non vuole interpretare archiloco nella chiave della categoria moderna della soggettività della soggettività poetica e dice in realtà archiloco è
un poeta dionisiaco perché dice che un poeta dionisiaco perché c'è un frammento di archiloco nel quale archiloco stesso dice io ho composto versi in onore di dioniso opposto il sacro ditirambo in onore di diviso sotto l'ebrezza del vino quindi archi lo dichiara esplicitamente di essere di aver composto di ditirambi in onore di dioniso questo pernice costituisce un problema perché come può il poeta che definisce se stesso come poeta dionisiaco identificarsi con l'io cioè con individualità con quello che seguendo a schopenhauer e nietzsche chiama il principio individuazione e la risposta è che sconta che nietzsche da
è che in realtà dice archiloco parla aus den haag groom science dall'abisso dell'essere quell'abisso dell'essere che archiloco può raggiungere in quanto poeta dionisiaco e che cosa in che cosa si manifesta questo carattere dionisiaco di archiloco nei suoi de geer cioè nei suoi desideri the bird è il termine specifico che in tedesco indica il desiderio sessuale e c'è un passo della nascita della tragedia in cui dice c'è proprio questo archiloco ci spaventa col grido del suo odio e del suo scherno con libri sfoghi della sua brama tour e front man house room designer bigeard e la
sua brama quindi è il desiderio sessuale che archiloco non si fa non si perita di dimostrare nelle frammenti che sono pervenuti delle sue delle sue liriche parla spesso dell'amore per le figlie di papà li cambi parla spesso del fatto che si intrattiene con prostitute eccetera eccetera ma nietzschiano legge questo nella chiave empirica della descrizione della vita di archiloco quanto piuttosto questo questa sessualità che si manifesta apertamente nei versi di archiloco rimanda un tema fondamentale tema fondamentale che per nietzsche è il principio di un isiaco se andiamo avanti nella lettura della nascita della tragedia arriviamo a
un punto veramente fondamentale nel capitolo viii della nascita della tragedia in cui dice mette in campo una delle figure chiave di tutto il libro figura legata naturalmente a dioniso questa figura è quella del satiro barbuto che cos'è il satiro barbuto non lo sappiamo ma anche lo sappiamo dalle dalle raffigurazioni dalle pitture vascolari il satiro è quella specie di essere segni animalesco con coda katrina barba caprina eccetera e fisico umano che fa parte del caso cioè del corteo un'isola del sacro corteo di diviso e ne c'è scrive descrive questo satiro come una figura semi animalesca semi
animalesca ma guardata con rispetto dai greci dice che dice con riferimento ad armi non con il disprezzo con il quale noi invece guardiamo alla scimmia il san siro per punto per i greci non era un qualcosa di animalesco e quindi da rifiutare no quasi che noi ci vergogniamo di derivare dalle scimmie no il greco era orgoglioso di questa figura primitiva segni animalesca della sua religione la sua religiosità che era appunto il satiro per moto perché il satiro bar moto dice era il simbolo dice dell'onnipotenza sessuale della natura che il greco è abituato a considerare con
reverente stupore queste parole di nietzsche sono fondamentali perché fanno riferimento a una concezione del sacro che inizia interpreta tra l'altro cogliendo in pieno ciò che i greci intendevano in questo modo con la parola sacro con il concetto di sabbia mentre nella tradizione cristiana questo è così questa è la posizione fondamentale dice ancora non espressa nella mia nella nascita della tragedia perché questo libro ripeto nel 1972 ed iniziò a 362 ancora non si parla di cristianesimo e di religione cristiana però il termine dell'incontro del futuro contrasto sono già evidenti la religiosità dei greci è una religiosità
che non rifiuta nulla dell'umano anzi che guarda al correva era veramente stupore quelle manifestazioni animalesche che invece noi tendiamo a respingere e la cosa interessante è che a questo punto nice fa derivare da qui tutta una visione critica una critica della cultura una critica della civiltà che poi riprenderà nelle considerazioni inattuali 1873 1876 la quarta a 6 e poi riprenderà ancora nelle ombre diciamo della maturità chiamiamole così anche se in realtà il periodo in cui dice scrive le sue opere è piuttosto compatto piuttosto ristretto comunque per opere della maturità intendo soprattutto la gaia scienza in
questo caso è la scienza al di là del bene e del male e la generosi a della morale ciò che cosa si fonda questa critica della cultura o critica della civiltà ricordo che in tedesco il termine sempre col tuo noi lauryn loro lo perché per i tedeschi civilizzazione ha tutto un altro che deriva dal francese civilization attuato una sfumatura e significato molto diversa ma la cultura per i tedeschi e sia la civiltà che la cultura propriamente detta perché il satiro barbuto diventa l'elemento a partire dal quale noi possiamo operare una critica della civiltà e della
cultura perché scrive nice il satiro con questa sua manifestazione ostentata della sessualità ma questa manifestazione priva di pudore diciamolo pure della sua sessualità rivela la civiltà come mezzo e scrive anzi se vogliamo leggere proprie proprio le sue parole la poesia la poesia dionisiaca dice nice vuole essere la non truccata espressione della verità e appunto perciò deve gettar via da sé l'ornamento menzognero e quella presunta realtà dell'uomo civile il contrasto fra questa effettiva verità di natura e la menzogna della civiltà è un contrasto simile a quello che sussiste tra il nucleo eterno delle cose e la
cosa in sé qui dice usa questi termini che derivano da schopenhauer precisamente dall interpretazione che chopin ma guarda del concetto cantiano di cose in sé ma soffermiamoci sul resto la civiltà come menzogna che viene messa in scacco diciamo dal satiro barbuto che rivela senza vergogna la propria sessualità attenzione però qui bisogna veramente essere estremamente cauti ed essere soprattutto consapevoli del ruolo ontologico di re del significato ontologico che nietzsche attribuisce alla menzogna la menzogna pernice non è mai qualcosa che in quanto non vero deve essere rifiutato la menzogna è ciò che ci consente di vivere la
forma fondamentale della menzogna pernice e l'arte la superiorità dell'arte rispetto alla scienza alla morale la religione alla metafisica non sta nel fatto che quelle sono menzogne e l'arte invece verità no sta nel fatto che l'arte è quella verità che sa se stessa come le zona che è consapevole di essere menzogna è menzogna menzogna consapevole menzogna non contraddetta laddove invece la morale la scienza alla religione eccetera eccetera sono menzogna che però pretendono di essere verità quindi la superiorità ontologica dell'arte sta in questo è in generale il concetto di forma invece non un concetto che nietzsche di
deriva pari pari da grecia derain e bene cosa vuol dire forma vuole appunto civiltà vuol dire che la civiltà è una menzogna si è una menzogna necessaria è una menzogna senza la quale noi non potremmo vivere perché è perché noi siamo consapevoli che questa civiltà questa menzogna è una costruzione come ogni menzogna una costruzione dell'uomo non è qualcosa di che resta immobile nella storia che resta eterna nella storia come i valori della morale non è che nietzsche rifiuti in toto la morale non vince è un critico della morale cioè dice dimostra che i fondamenti della
morale non sono fondamenti metafisici assoluti sono fondamenti storici e quindi cambiano di epoca in epoca di momento in momento di civiltà archi cep lista lo stesso avviene dunque punto per il concetto di civiltà che è una menzogna ma è una menzogna necessaria una menzogna rispetto alla quale noi ci rendiamo conto di quanto questo questo concetto di civiltà necessiti il costruirsi rispetto a questa sessualità primigenia sessualità primordiale che altrimenti pro romperebbe distruggendoci della nascita della tragedia amici distinzione fondamentale fra il dionisiaco greco e il dionisiaco delle civiltà orientali intendendo per tali le civiltà babilonese quelle del
bacino della mesopotamia del vicino oriente che cosa aveva in più il dionisiaco greco rispetto al dionisiaco orientale aveva il fatto di essere unito di essere contaminato come dire mediato con la bollina cioè con il concetto di forma il dionisiaco è la distruzione della forma l'apollineo e la costruzione della forma solo in quanto il dionisiaco e immediato dalla forma e diventa un elemento che contribuisce alla costruzione della civiltà della morale dell'arte eccetera quindi la superiorità dei greci non sta nel fatto di essere stati dionisiaci puramente e semplicemente ma come scrive nice poi nella prefazione anzi alla
nascita alla gaia scienza d'aver saputo gettare lo sguardo in quell'abisso d'orrore che è il dolore che è il dionisiaco per poi aver saputo ritrarre lo sguardo da questo orrore e aver costruito delle forme non i greci che furono dice questo popolo che furono superficiali per profondità dice nella nascita nella nella scelta nella prefazione ragazzi scelti superficiali per profondità vuol dire rimanere aggrappate alla superficie alle forme quindi pur essendo consapevoli che queste forme si edificano su un abisso di orrore allora tutto questo discorso dicevo porta a un fondamentale mutamento nel concetto di sacro in cui concetto
di desiderio ha il suo ruolo fondamentale e noi lo ritroviamo questo concetto in un aforisma bellissimo l'aforisma 220 di un testo che si chiama opinioni e sentenze diverse che sarebbe la prima pendice camicie aveva scritto a umano troppo umano ma non troppo ma nel 1878 qui siamo nel 1879 questa appendice poi unitamente all'altra che si intitolava il viandante la sua ombra verrà poi ricompresa da nietzsche nel 1886 in un secondo volume di umano troppo umano questo aforisma 220 si intitola das ai entry c'e ai the shell cioè ciò che veramente ciò che è propriamente pagano
ai tristi e che cos'è che propriamente pagano ciò che è propriamente pagano e quello che invece definisce il troppo al suo menci al suo man ispicese le cose troppo male ciò che appartengono che appartengono alla natura umana e che in quanto tali hanno un'origine bassa invece uno dice scriverà fornendo in sostanza la spiegazione di questo concetto che troppo umano dice ai dove voi vedete cose ideali io vedo in realtà cose umane troppo umane quindi il troppo umano è proprio ciò che appartiene all'uomo è che appartiene alla natura più bassa dell'uomo quindi alla sua natura animalesca
diciamo pure questo troppo umano che nuovamente dice lei dice che ciò che è propriamente pagano ed è ciò di cui i greci non si vergognavano al punto che gli dedicavano delle feste al punto dunque che questo troppo umano ciò che era propriamente pagano è il nocciolo del concetto greco di sacro essi prendevano quel troppo umano come inevitabile e preferivano invece di ingiuriarlo implicitamente qui amici aggiunge come fa invece il cristianesimo la tradizione cristiana invece di ingiuriarlo preferivano dargli una specie di diritto di second'ordine che questo troppo umano i greci lo scrissero nel nel nelle pareti
del loro c'era questo troppo umano e la sessualità dei greci è la manifestazione diciamo pure anima certe manifestazioni animalesche della vita greca che si riflettevano nelle feste a cui veniva dato addirittura una veste istituzionale e di questo di questo dice di questo di questa operazione i grandi attori grandi soggetti protagonisti di questa operazione erano i poeti greci in questo stava anche la loro natura di poeti e nello stesso momento anche di figure quasi sacerdotale di cecina naturalmente omero già che dice proprio i poeti la cui natura non solo essere la più giusta è la più
saggia non vogliono completamente negare neanche il male come invece farà tradizione cristiana sempre aggiunge implicitamente invece a loro basta che il male si moderi e questa moderazione era in pari tempo quella delle feste e quella della visione religiosa del sahara allora tutto questo discorso deve essere inserito in uno sviluppo del pensiero di nietzsche che prenderà particolarmente piede con la scienza quindi 882 che è una rivalutazione della dell'aspetto animale della della natura umana oggi noi siamo abbastanza ormai abituati a distinguere lo chiamiamo più dal punto di vista filosoficamente corretto non parliamo più di uomini e animali
ma parliamo di animali umani e di animali non umani eccoli ci potrebbe essere considerato un po il precursore di questa distinzione che oggi c'è piuttosto familiare perché dice non rinnega nulla di ciò che nell'uomo è proprio della natura animale nel primo aforisma della gaia scienza quello che si intitola i maestri dello scopo dell'esistenza nice scriva un certo punto che l'umanità si salverà quando hai imparato a ridere e cioè quando prevarrà la massima la specie è tutto uno è sempre nessuno questa scritta frase detta in tedesco anche un aspetto quasi un suono da fila stroncano di
art is alles hainard in qatar la specie è tutto uno è sempre nessuno che tornare indietro rispetto alla soggettività umana all'individualità umana tornare allo staff animale alla condizione animale per capire che cosa è propriamente che cosa è veramente l'uomo questo spunto in realtà dice lo prende pari pari da schopenhauer e schopenhauer che nel mondo come volontà e rappresentazione in molti luoghi e scrive che appunto ciò che prevale nell'ottica umana sempre anche se l'uomo non è consapevole e l'ottica della specie ciò che noi pensiamo di fare individualmente soggettivamente a cominciare dai sentimenti amorosi nei quali invece
si prende forma il desiderio dice schopenhauer cioè l'impulso sessuale ciò che prevale è naturalmente l'istinto di conservazione della specie e questo istinto di conservazione della specie è un termine che nietzsche riprende appunto da schopenhauer naturalmente desiderio in schopenhauer e anche in nietzsche vuol dire volontà di vivere attività sessuale che comporta anche la procreazione e quindi la propagazione del genere umano la propagazione della sofferenza che è legata al vivere questo concetto quindi desiderio in schopenhauer è un qualche cosa buona sostanza di negativo perché solo abbandonando l'istinto cerco di vivere la scesi poi fondamentalmente noi possiamo recuperare
una sorta di felicità niger e spinge questa dottrina schopenhauer jana dell'ascesi ma trasforma e trasforma questo questo concetto di volontà di irrazionale cieca volontà di vivere e di schopenhauer in buona sostanza in quello che sarà poi il concetto il suo concetto della volontà di potenza volontà di potenza sulla quale è bene essere chiari perché si è molto insieme a quello di superuomo a dire che il concetto più equivocato della filosofia di nietzsche e allora diciamo subito che ne per la pronta ricorrenza né per il superuomo esiste un punto preciso soprattutto diretto la volontà di potenza
nei quali micce ci spieghi per filo e per segno che cosa è e che cosa lui intende per volontà di potenza volontà di potenza però sempre scendiamo dalle note interpretazioni di heidegger che però deve appartengono a heidegger più che amici la volontà di potenza le volontà di potenza sono le volontà di potenza perché dice parla sempre di volontà di potenza al plurale parla di quanta di volontà di potenza la volontà di potenza sono per l'appunto i desideri cioè la volontà di affermazione la nutrizione la nutrizione che è propria di ogni organismo è pernice la forma
fondamentale della volontà di potenza l'attività sessuale è in questo senso una forma dell'attività di potenza il desiderio in generale sicuramente può essere ricondotto a una sorta di volontà di potenza questa riduzione dell'uomo alla sua animalità che per nietzsche non è assolutamente una riduzione dell'importanza dell'uomo è semplicemente riportare l'uomo nella dimensione complessiva della natura in una delle ultime sue opere che l'anticristo nice lira noi non viviamo più l'uomo dalla divinità dallo spirito lo abbiamo ricollocato fra gli animali nell'aforisma 109 della gaia scienza nel finale nietzsche si chiede nietzsche si chiede quando noi potremmo liberarci di tutte
quelle ombre di dio che ancora ci offuscano dove rompere di on ice intende intende le ombre di dio che si nascondono nella scienza nella scienza moderna che torni c'è la scienza positivistica la scienza materialistica questo concetto di materia ha semplicemente preso il posto di ciò che nella visione metafisica e a dio la verità di fondo della scienza moderna e la materia che vernice è una semplice costruzione cioè si vedeva ed interpretare la natura e l'uomo attraverso la materia pernice significa ancora in qualche modo interpretare l'uomo e la natura alla luce del concetto di una divinità
di dio allora quando ci saremo liberati da queste ombre di dio quand'è che avremo divinizzato del tutto la natura quand'è che potremo iniziare a naturalizzare noi uomini insieme alla pura natura nuovamente scoperta nuovamente redenta con interventi alla natura redenta è in sostengo una sostanza alla natura liberata dall idea di provenienza religiosa in presenza divina che l'uomo sia per forza da considerare come il vertice della natura l'uomo è un animale fra gli animali e in quanto animale fra gli animali ha le sue manifestazioni è una macchina desiderante è se vogliamo se volessimo intendere in un senso
abbastanza anche che tra l'altro con un senso che credo debba molto a nietzsche pensiamo al concetto appunto di macchina desiderante che e gattari espongono base libro sull'anti edipo inizio degli anni settanta in cui parlando della schizofrenia dellese gratteri dicono parlano di questo concetto di macchina desiderante cioè di un desiderio che sta sotto il segno della produzione che si sottrae invece alla rappresentazione e per questo rifiuta edipo cioè il triangolo edipico perché triangolo editi da una forma dialettica è una forma della rappresentazione e c'è molto diciamo in questo modo di considerare il desiderio come macchina di
considerare l'uomo come macchina desiderante e tutto questo discorso però a alla alla base direi una una mediazione fondamentale nel 1929 si contro ed è scrive un libro straordinario tanti per la verità scrive la prima parte di un libro straordinario la cui seconda parte scrive poi nel 1930 il libro si intitola il disagio nella civiltà da spoon braga della cultura il disagio nella civiltà in cui freud chiaramente scrive sotto l'impressione della pittura di vincere che è la lettura della genealogia della morale perché nel disagio della civiltà si parla di senso di colpa e se la natura
in senso di colpa è uno degli argomenti fondamentali di freud del senso di colpa della natura il senso di colpa mitch aveva parlato appunto nella genealogia della morale dicendo che cola li dicendo che è nella nella civiltà evoluta gli uomini ritorcono contro se stessi quegli istinti aggressivi che nella dimensione naturale quindi alla dimensione animalesca addirittura erano utili per la conservazione in vita della specie della comunità umano quindi nella dimensione civile nella dimensione della comunità civile questi istinti che sono presenti diventano però distinti negativi che si ritorcono contro gli uomini stessi e questo corrisponde pienamente al
concetto di civiltà di freud che sembra riprendere freud forse conosce meno le pagine della nascita della tragedia corrispondono pienamente a quella quel discorso sul satiro barbuto che abbiamo visto in precedenza li nice parla di una civiltà come menzogna freud parla di una civiltà come malattia ma lo straordinario punto in comune che freud e nietzsche dimostrano in questo questo senso è che così come vernice la civiltà e menzogna ma è una menzogna indispensabile ai fini della sopravvivenza dell'uomo del genere umano così per freud anche si tratterà di di mediare fra le quali la pulsione erotica e
la pulsione di morte cioè la funzione probabilmente aggressiva distruttiva laddove invece la pulsione erotica è quella che tende a costruire una comunità umana il commercio fra gli uomini perché anche per freud così come vernice la civiltà per quanto possa essere sottoposta a critica per quanto possa essere ritenuta una malattia è tuttavia una malattia imprescindibile che serve alla conservazione in vita degli esseri umani scrive profit e in questo in questo libro straordinario che non piace agli psicoanalisti in genere perché in effetti qui nietzsche freud fa più della filosofia e della psicanalisi e lo rivendica è un
libro che esce dalla dimensione terapeutica e individualistica individuale ciò che in genere si con ali zia per diventare chiave di interpretazione di una critica della cultura o della civiltà e e scrive freud certo punto ci basterà ripetere che la parola civiltà definisce l'insieme delle opere e delle istituzioni che differenziano la nostra vita da quella dei nostri progenitori animali e che servono a due scopi a proteggere di essere uno mani dalla natura ea regolamentare i rapporti degli uomini fra loro più avanti freud scrive ancora se la civiltà impone sacrifici così cospicui non solo alla sessualità ma
anche all'inclinazione all'aggressività dell'uomo capiamo meglio perché questi faccia tanta fatica a sentirsi felice all'interno di essa l'uomo primordiale in effetti stava meglio perché ignorava qualsiasi inibizione pulsionale l'uomo civilizzato ha barattato un po della sua possibilità di essere felice per un po di sicurezza così come in nietzsche dionisiaco non può essere vissuto nella sua interezza perché perché diventa un istinto un impulso distruttivo e quindi ha bisogno della mediazione della polline o e quindi della forma e quindi della comunità e quindi della civiltà eccetera così per freud la civiltà benché sia una forma di malattia è tuttavia
una malattia dalla quale non possiamo liberarci che diventa oggetto di una critica e anche di una terapia ma è il l'esito imprescindibile dell'evoluzione umana in questo senso io credo che al di là del fatto che freud stesso prete ripensamenti riguarda questo testo ma è un testo che può essere considerato un po la testamento freudiano questo recupero della della filosofia e in particolare della filosofia di nietzsche è estremamente importante e interessante [Musica]