Ciao oggi leggiamo e analizziamo lavandare di Giovanni Pascoli [Musica] questo componimento che è tutto composto in endecasillabi fa parte del più antico nucleo di mirice quindi del gruppo di poesie più più originarie più antiche appunto queste poesie che fanno parte appunto di questo nucleo originario della raccolta mirice ripercorrono nel loro insieme l'arco di una giornata autunnale in cui un soggetto li o lirico passa in rassegna la campagna amata prima di separarsene poi e andare a scuola quindi proprio il finire dell'estate e l'inizio dell'autunno è una poesia piuttosto breve che si compone dicevo in endecasillabi e
solamente di 10 versi la leggiamo nel campo mezzo grigio mezzo nero resta una aratro senza buoi che pare dimenticato tra il Vapor leggero e cadenzato dalla Gora viene lo sciabordare delle lavandare con tonfi spessi e lunghe cantilene il vento soffia e nevica La Frasca e tu non torni ancora al tuo paese quando partisti come sono rimasta come l'aratro in mezzo alla Maggese Allora torniamo indietro e vediamo di spiegare soprattutto qualche termine qualche espressione Allora il primo verso nel campo mezzo grigio mezzo nero indica i due colori del campo appunto della campagna che contrappongono la parte
Arata e la parte invece non ancora rata la parte Arata chiaramente quella nera e invece quella grigia è quella della terra secca quindi della Terra di superficie invece quella nera quella più umida appunto rivoltata dall'aratro in mezzo a questo campo Dunque arato solamente per metà resta abbandonato senza buoi appunto un aratro che appunto è lì dimenticato tra verso tre il vapore leggero quel vapore dovete immaginarlo come una nebbia dal verso 4 c'è una seconda immagine siamo nei pressi di un canale di irrigazione o forse di un mulino quella Gora da quel posto viene un rumore
che è quello dello sciabordare cioè il rumore del muovere con forza un oggetto nell'acqua che è dato dall'azione delle lavandare cioè delle donne che lavano i panni verso 6 con tonfi spessi e lunghe cantilene quindi c'è proprio un'impressione assolutamente uditiva se Infatti nei primi Traversi dal verso 1 al verso 3 avevamo elementi esclusivamente visivi invece nella seconda strofa abbiamo impressioni uditive Abbiamo infatti il cadenzare della Gora quindi questo rumore ritmico dell'acqua dello sciabordare delle lavandare che si compone diciamo di tonfi spessi quindi del rumore dei panni bagnati e delle lunghe cantilene Quindi loro per a
correre Insomma il tempo mentre lavorano cantano ultima strofa Il vento soffia e nevica La Frasca attenti all'espressione nevica Alla Frasca nevica È metaforico vuol dire cadono e La Frasca invece sono le foglie cioè le foglie che cadono dai rami appunto in autunno e tu non torni ancora al tuo paese quando partisti come sono rimasta Io Donna sotto Intendo come sono rimasta come come l'aratro in mezzo alla Maggese la Maggese è il terreno lavorato in maggio e da qui appunto il nome che viene lasciato riposare fino a novembre o all'anno successivo proprio per lasciarlo appunto riposare
e riprendere i propri ritmi Quindi questa poesia dovendola riassumere potremmo dire che è la descrizione di una scena campestre Campagnola all'alba mentre ancora dal suolo della terra sale l'umidità della notte appunto ricordate quella nebbiolina del verso 3 che dicevamo si intravede un aratro in mezzo ad un campo e si ode in lontananza il canto di alcune lavandaie la struttura del componimento segue proprio la scansione delle tre strofe Quindi potremmo dire che abbiamo una struttura divisa in tre la prima terzina presente al paesaggio attraverso la vista quindi gli elementi prettamente visivi la seconda invece inserisce l'elemento
e le impressioni uditive se Guardate totalmente giocata appunto sullo sciabordare sui tonfi sulle Cantinelle e poi invece l'ultima quartina è diciamo la definizione quasi del suono cioè la la specifica la l'approfondimento appunto del suono detto prima Cioè Pascoli sceglie infatti di riportare qui nell'ultima strofa direttamente i versi di un canto popolare Infatti l'ultima strofa la dovete proprio interpretare come una canzone che viene riportata da Pascoli quindi non è più la descrizione del paesaggio Ma è proprio come la descrizione Insomma il testo Ecco che le lavandaie stanno commentando Attenzione però perché questo canto in realtà contiene
a proprio volta l'immagine iniziale del paesaggio cioè l'aratro e quindi questa nostra poesia lavandare si chiude in una sorta di struttura perfettamente circolare Attenzione però perché è vero che la struttura è molto semplice molto intuitiva e anche comprensibile ad una prima lettura Tuttavia però questa descrizione molto Appunto Se vogliamo quasi banale cela una complessa trama di rimandi interni e appunto lavandare è potremmo dire un esempio della Tecnica impressionistica di Pascoli che a partire da immagini della realtà quotidiane e ripeto molto semplice arriva poi a evocare delle sensazioni infatti Noi siamo partiti abbiamo detto da delle
impressioni visive uditive della realtà che circonda gli o lirico siamo passati poi ad un canto però per arrivare a parlare di che cosa di sentimenti Infatti le parole del canto e quell'immagine che fa proprio da aperture e chiusura della poesia dell'aratro abbandonato ci come dire portano appunto al senso vero della poesia che è quello di parlare di sentimenti negativi cioè l'abbandono la separazione e una solitudine dolorosa Infatti pensate proprio all'aratro come è presentato fin dai primi versi abbiamo questo aratro in mezzo al campo abbandonato che al verso 3 è immerso in un vapore leggero della
nebbia che da un lato rende l'immagine più vaga proprio più appunto più sfumata e dall'altro da quasi un'impressione di come dire di atmosfera sospesa magica quasi un po' fiabesca indefinita Ecco non si capisce bene e non si vede bene la stessa sensazione proprio di solitudine di vaghezza di di abbandono è data anche accentuata dal fatto che le lavandare queste lavandaie sono presentate solamente attraverso i suoni cioè sono di fatto eh invisibili a noi come fossero celate dal loro lavoro o dal rumore dell'acqua e del loro appunto mestiere quindi non ci sono descritte ma ci sono
evocate attraverso i suoni l'atmosfera Dunque del componimento è quella proprio della solitudine di una solitudine vaga indefinita smarrita e da soprattutto da un senso di malinconia che è sostenuto poi anche dalle scelte tecniche lo vedremo tra un attimo proprio dei suoni Ecco delle parole e dei versi adottati da Pascoli sempre però parlando di temi il tema del lavandare è da un lato umile e assolutamente legato al contesto Popolare dall'altro evoca però in Pascoli anche dei riferimenti letterari alti Infatti per esempio il tema delle lavandare quindi della donna che lavora e che lava i panni rinvia
a l'Odissea quindi il poema omerico In particolare ha la scena in cui Nausica cioè la giovane fanciulla la principessa che accoglie Odisseo dopo il naufragio sulle sulla spiaggia della sua isola faceva proprio questo Cioè Nausica era lì a lavare i panni insieme alle altre sue Ancelle quindi il rimando è appunto alto in realtà letterario e ancora l'immagine del campo arato che da un lato è sicuramente un quotidiano Popolare umile contadina dall'altro però rinvia anche a un'immagine che è tradizionalmente associata alla fecondità Quindi al all'essere propensi a far nascere la vita Ecco e proprio in questo
senso Pascoli la riprende anche quest'immagine in altri Testi e quindi l'immagine della semina delle nozze della vita appunto è un un topos all'interno della poetica pascoliana concludiamo analizzando lingue e Stile a cui ho accennato poco fa il ritmo del componimento è lento scandito quasi a riprodurre il suono del canto popolare da un lato ma anche proprio delle del gesto del lavare i panni proprio del ritmo Ecco del lavare i panni Infatti è stato notato come nella poesia lavandare ci siano diverse rime interne Che vuol dire rime non a fine verso ma rime all'interno del verso
ad esempio dimenticato cadenzato ai versi 3/4 sciabordare lavandare verso 5 che creano una cadenza prolungata di cantilena cioè esaltano la ritmicità di questo testo la nota sicuramente che caratterizza questo questo testo È infatti quella della musicalità ma un po' come tutti i testi è una cifra stilistica caratteristica di Pascoli Da cosa è data questa musicalità abbiamo parlato di rime interne ma possiamo trovare anche altre strategie tecniche che Pascoli adotta ad esempio ripete gli stessi termini che in un testo così breve di soli 10 versi Diciamo che è raro o anomalo se vogliamo ad esempio ripete
al verso 1 e al verso 10 la parola mezzo peraltro andando a sottolineare anche la quel concetto di circolarità che dicevamo prima la parola Come viene ripetuta al verso 9 al verso 10 quindi anche in due versi ravvicinati ci sono parole onomatopeiche sciabordare del verso 5 tonfi del verso 6 ci sono allitterazioni ad esempio verso 8 tu non torni la t e la n Ci sono diversi inciampaman ad esempio dal verso tra il verso 4 il verso 5 o quello tra i versi 2 e 3 che ad esempio quest'ultimo tra il verso 2 e 3
si pone molto in rilievo la parola dimenticato cioè resta un aratro senza buoi che pare a capo dimenticato quel dimenticato viene esaltato perché prende la prima posizione del verso quindi insomma una posizione di rilievo Oppure ancora ad esempio al verso 7 il vento soffia e nevica La Frasca abbiamo un chiasmo perché abbiamo sostantivo verbo verbo sostantivo ora tutti questi accorgimenti cosa vanno a fare vanno proprio a rafforzare la ritmicità la musicalità del testo che appunto va messa in connessione proprio con il contenuto è un testo che ha un forte contenuto che ha giocato tematicamente sul
tema proprio delle impressioni uditive delle impressioni date dal suono