arnolfo di cambio si forma presso la bottega di nicola pisano nel quale segue lo stile classicheggiante ma con un tono di maggiore sobrietà ponendo attenzione al dato realistico e alla composizione semplice ottenuta tramite volumi compatti la sua attività si svolge prevalentemente tra la toscana l'umbria e il lazio nel 1270 è chiamato a roma dal re di sicilia carlo primo d'angiò per il quale realizza una statua del sovrano per la chiesa di santa maria in ara coeli il re è seduto col busto eretto su un seggio privo di schienale de corato nei fianchi da teste e
zampe di leone tiene in mano lo scettro nell'altra aveva un blog ha ormai perduto e sul capo la corona il volto riproduce fedelmente i tratti somatici del sovrano il cui sguardo è fisso davanti a sé originariamente la scultura era dipinta il mantello era azzurro la veste pure azzurra è decorata con gigli dorati i calzari rossi l'incarnato rosato e i capelli dorati arnold ora una tipologia di monumento funebre la cui fortuna durò fino al rinascimento ovvero quella del sepolcro poggiata una parente coniugando così architettura e scultura e quanto si evince dal monumento funebre del cardinale febbraio
nella chiesa di san domenico a orvieto purtroppo negli anni smontato smembrato e rimontato senza la cornice architettonica che unificava tutte le parti scultore sul basamento decorato da scomparti quadrangolari boccia un parallelepipedo ornato a finta galleria con colonnine dai fusti elaborati e tortili sovrastato dalla camera funebre ove sul letto di morte è rappresentato il defunto il cui volto fu ricavato dalla maschera funebre del cardinale mostrato da due chierici che ne aprono le cortine ai lati la parte superiore di forma piramidale è costituita da tre statue su livelli diversi a sinistra san marco con il cardinale inginocchiato
a destra san domenico e in alto la vergine in trono col bambino forse una scultura di giunone del ii secolo dopo cristo rielaborata dall'artista il monumento così concepito vuole sottolineare il dualismo tra la sfera terrena ovvero quella in basso caratterizzata dalla morte e la sfera spirituale ovvero quella in alto caratterizzata dalla vita ultraterrena i cui intermediari sono i salti e la vergine arnolfo utilizza questa tipologia di monumento funebre anche a roma come per esempio per il monumento di papa bonifacio viii al periodo romano sono da far risalire anche due cibo ovvero tabernacoli che sovrastano l'altare
il primo è quello della basilica di san paolo fuori le mura realizzato nel 1885 assieme allo scultore petrus con un carattere più gotico il secondo è il cibo le della chiesa di santa cecilia in trastevere realizzato nel 1293 è costituito da quattro colonne in marmo nero di linus con capitelli corinzi e pulvini decorati con medaglioni a mosaico sormontate da quattro statue che rappresentano santa cecilia valeriano divorzio a cavallo europeo ovvero protagonisti della vita della santa e pinnacoli ruotati di 45 gradi le colonne reggono archi acuti ribassati e trilobati a traforo nei cui pennacchi sono raffigurati
profeti i quattro evangelisti con il proprio simbolo iconografico e due figure femminili che rappresentano le vergini sagge con fiaccole accese nei quattro timpani anch'essi decorati a mosaico vi sono piccoli rosoni traforati sostenuti da angeli la struttura è conclusa in cima a una torretta centrale con coronamento piramidale a firenze arnolfo e arte cibo e del rinnovamento architettonico del tardo 200 lavorando ai progetti del palazzo dei priori ovvero palazzo vecchio della basilica di santa croce e nella cattedrale di santa maria del fiore realizzata e ampliata in seguito da francesco talenti