ecco la bellezza non ho un gran bel rapporto nel senso che la bellezza non mi incanto certo che incanta la bellezza ma non sono convinto che si debba e si possa parlare della bellezza perché quando si parla di qualcosa la si è oggettiva e soprattutto la sea concettualizza la si metta in una in un contesto di ragionamenti mentre una bellezza è qualcosa di immediato che sfugge a qualsiasi ragionamento ricorda che appena mi sono laureato il primo libro che volevo scrivere avrebbe avuto come titolo verità e bellezza ed è un libro che non ho mai scritto
e non ho mai scritto per una semplice ragione che non si può parlare della bellezza e ogni volta che si parla della bellezza la si tradisce un po perché la bellezza ci colpisce ma non possiamo fare troppe l'aggiornamento intorno a questo scenario san tommaso se la sbriga più rapidamente mano niente male sulla sua definizione dice che pulchrum est po diviso placet bello è che quello che quando lo vedi ti piace semplice è così canta ancora una frasetta intelligente ci dice del bello dice che il bello è senza concetto e senza scopo e allora non dobbiamo
dimenticare questa componente corporea della bellezza qualcosa che colpisce i sensi e i sensi nella filosofia non hanno avuto un grande successo perché i sensi ci ingannano i sensi non sono una base per costruire una verità se qui dovessimo lo sa dire che temperatura c'è ciascuno di noi daremo una temperatura diversa a seconda delle condizioni del suo corpo non arriveremo mai a una definizione univoca per arrivarci bisogna misurarla fino a procedere per numeri come diceva platone per numeri e idee non presentazioni e la sensazione è stata messa un pò a latere anzi in un certo senso
alla filosofia nasce come soppressione della sensibilità soppressione dei corpi perché non sono affidabili nel senso che i loro responsi le loro informazioni non sono assolutamente utili per costruire un discorso scientifico cioè valido per tutti costruito secondo necessità e non secondi opinioni individuali per ora definizione più bella ce l'ha da thomas mann quando dice che la bellezza dice thomas mann turkcan taken turks tekken che sa un po di tedesco sacche turquoise tecnodid e trafiggere la bellezza trafigge e ancora si ribadisce che io non sono non ho potere sul bello il bello ha potere su di me
non solo nella forma dello stupore da cui l'essere stupiti e anche stupidi stupidi non è una brutta parola nella condizione di chi è stupito e quindi incantato paralizzato dalla bellezza non dimentichiamo la sindrome di stendhal standa n'è andata una volta a firenze ha visto le opere d'arte ed è stato malissimo non portato in ospedale da allora in poi hanno studiato che cosa le era successo non c'era niente da verificare e non stabilito la sindrome di stendhal che adesso uno studio la fiorentina registrata in un anno 300 casi di sindrome di stan tar che di fronte
alla bellezza hai una sorta di paralisi di situazione di panico oppure di perdere del controllo svenimento tutte queste manifestazioni perché la bellezza trafigge dice bene opportunamente thomas mann esattamente come la rappresentazione iconografica dell'amore che viene rappresentato appunto come un punto che lancio una freccia e ti ferisce ricordo una scena di una ragazza che era venuto in treno una volta io insegnavo a venezia abitavo a milano è salita sul treno con un grosso strumento musicale giusto per questo c'è un signore che parlava con lei si interessava al mart di quello strumento e dopo che sia interessato
e ha parlato per una mezz'oretta alla fine questo signore ha chiesto a questa ragazza ma sono incantato dalle cose che le dice vede il suo entusiasmo ma mi dica dov'è il business che sta a dire quanto si guadagna con questa cosa oggi noi con questa mentalità ben trasferita dai lager secondo cui abbiamo un pensiero che capace solo di far di conto duncan alzare indice heidegger non sappiamo più che cosa è bello che cosa è vero che cosa è giusto che cosa è santo capiamo solo le cose utili la parola bellezza la prima parola che compare
nella bibbia nel senso che quando io e dio crea il mondo alla fine di ogni giornata dice la bibbia nel genesi e videro im che ciò era buono e lui va il nome aramaico di dio la corruzione giornata cristiana una cultura dell'udito l'organo privilegiato nel mondo giudaico el'udito perché attraverso l'udito tu ascolti la parola di dio che parola di verità a differenza dei greci che l'organo privilegiato la visione ecco l'udito è laddove ascolti la parola e quindi c'è una bellezza della parola una bellezza della parola che viene ben evidenziata nella tradizione giudaica ma gli ebrei
a un certo punto vorrebbero qualcosa di più della parola qualcosa di più che investisse non solo udito ma anche la vista e si costruiscono un'immagine da venerare da adorare da incantarsi che l'immagine del vitello d'oro vitello d'oro che non è tanto un feticcio non è tanto un idolo è un'immagine un bisogno di immagine qualcosa da vedere oltre che da udire ed è proibito nella tradizione giudaica la cultura dell'immagine se voi andate in una sinagoga non vedete neanche un immagine vedete solo nell'abside delle scritte contro i versetti della bibbia scritti in aramaico ma anche se andate
nell'altra religione monoteista che quella musulmana non vedete nessuna immagine perché di dio non ti fa in nessuna immagine assoluta trascendenza questa dimensione del cristianesimo passi che il cristianesimo delle tre religioni monoteiste sia l'unico che mette in scena l'arte se noi occidentali abbiamo una storia dell'arte non troviamo la chiesa perché se di ha fatto 7 sia dio diventato uomo se si è fatto corpo è rappresentabile equa in quanto rappresentarvi le nostre chiese sono piedi immagini anzi nel seicento a partire dalla seconda metà del cinquecento quando la gente cominciava a disertare le chiese per via dell'eresia protestante
che non voleva immagini furbi i cattolici che va fatta riempito le chiese di immagini che per l'epoca potevano essere anche abbastanza pornografiche no ma donne con i seni fuori san sebastiano i nudi ecco in maniera tale da attirare la gente perché l'immagine muove muove commuove ecco noi di tutta questa dimensione abbiamo perso sostanzialmente tutto come dice opportunamente padre turoldo in una delle sue considerazioni dice che le nostre chiese attuali chiese moderne fate gli architetti eccetera sono come dei garage dove parcheggiato dio e i fedeli allineati davanti a lui abbiamo perso la bellezza delle nostre chiese
un'opera ed arte quando non è il mio sguardo non lo esaurisce rimanda a ulteriori ta di significato e l'incantamento consiste nel fatto che di fronte a quella stato e io continuo a cercare con l'interiorità di significato rispetto a quello che insensibile mi offre la differenza tra gli oggetti le opere d'arte che gli oggetti si esauriscano nella nel mio sguardo che le catture il significato nell'opera d'arte il mio sguardo non riesce a catturare la totalità del significato c'è un rinvio bears l'ineffabile ineffabile un'altra parola greca fatelo vuol dire dire verso l'indicibile da sé l'invisibile quando leopardi
dc dimmi che fai tu luna in ciel dal punto di vista razionale la banalità insignificante innanzitutto non si fa la domanda la luna che non ti risponde che fa cosa vista a chiedere secondo sappiamo benissimo cosa fare a lunedì ha vinto non afferrano e cioè di fare la domanda che cosa fa quindi proprio non ha nessun senso dal punto di vista razionale perché è poetica perché per leopardi alla luna e la luna ma anche qualcos'altro ecco fin quando si smarchi dal principio di non contraddizione la luna e la luna ma anche un'interlocutrice femminile a cui
posso chiedere domande in ordine al senso della mia esistenza è il poeta era colui che quando vede non si ferma al visibile ma una vista superiore che i greci chiamano e pop dei a peep toe vuol dire guardare in greco e pop dei a vuol dire guardo al di là di ciò che si vede ecco solo se avete uno sguardo e pop tico cioè in grado di guardare al di là di quello che vedete in cominciato a capire che cosa ad arte è l'odissea è l'iliade di conto ma non c'è confluisse dicano camera fosse cieco
perché sei racconti cose cosi grandi non può esserti fermato a quello che vedi tutti i giorni qui incomincia la dimensione dell'arte della bellezza quando noi guardiamo un'opera d'arte ci comportiamo come quando guardiamo la pelle la perla di una conchiglia la perla no quasi come quando guardiamo una perla ma ogni volta che guardiamo una perla miriamo ci dimentichiamo che la perla e la malattia della conchiglia e senza la malattia non sarebbe nata la perla così come senza la schizofrenia di tanti poeti tanti scultori tanti artisti senza l'immersione nella follia non sarebbe nata maicon opera d'arte quindi
il gioco è pesante il gioco della bellezza la bellezza non è una cosa tranquilla a bellezza una cosa che inquieta una cosa che trafigge è una cosa che ti paralizza è una cosa che ti porta una dimensione del sublime ma non sei tu padrone del gioco ma è la bellezza che chi gioca