buonasera benvenute e benvenuti al webinar per studenti lo show dal titolo lo sviluppo sostenibile nell'antro procede le dirette dei webinar per studenti sono pensate per gli studenti e per i docenti che intendono accompagnare e osservare la classe durante la diretta questo pomeriggio interverrà cristiano giorda autore lo share di diversi testi tra cui la via della seta del 2020 per la scuola secondaria di primo grado pianeta e in nuove professioni geografo per la scuola secondaria di secondo grado il professore ha una lunga esperienza di insegnamento nella scuola e nell'università fa parte del consiglio nazionale dell'associazione italiana insegnanti di geografia i suoi maggiori interessi di ricerca si sono sviluppati intorno ai temi dell'educazione geografica e della didattica della geografia si è occupato inoltre di paesaggio cambiamento della rappresentazione e percezione dell 1 del mondo con le nuove tecnologie digitali non mi rimane che augurarvi buon webinar e lascio la parola a cristiano giorda bene buonasera e benvenuti benvenute sono molto contento di essere qua a parlare di temi che a qualcuno possono o anche spaventare qualcun altro si può trovare certamente affascinanti nella loro anche complessità ma che più di tutto sono in qualche modo temi centrali delle nostre vite nelle mie delle vostre le vite di tutti gli otto paesi miliardi di abitanti che ci sono sul pianeta questo è un po il difficile il bello della geografia quando diventa quella materiale ci parla del mondo in cui viviamo dei suoi problemi e dei possibili modi con cui affrontarlo stasera le due parole oggi può deciderlo non siamo nel pomeriggio le due parole centrali si intorno alle quali parleremo ragioneremo faremo anche delle domande delle ipotesi sono la parola antropocene e la parola sviluppo sostenibile quando dico come qua nella prima slide la sfida dell'antropocene sto proprio pensando alla sfida dello sviluppo sostenibile cercheremo quindi di capire cosa queste due parole questi due concetti nascondono ma anche a quali i problemi concreti del mondo contemporaneo e quindi delle nostre vite fanno riferimento un po queste due fotografie della prima slide riassumono quasi tutto quello che ci possiamo dire sul lato sinistro dello schermo vedete una città e intorno alla città è chiaramente un fotomontaggio questo intorno alla città c'è un'area che si sta desertificando c'è un terreno un suolo tutto tutto disseccato anche i colori dell'immagine ci fanno immaginare una situazione senza più vegetazione ecco la crescita enorme esponenziale delle città e centri urbani soprattutto in asia in africa e in america latina è una delle caratteristiche centrali del mondo contemporaneo e la desertificazione il cambiamento climatico sono i fenomeni che maggiormente accompagnano in questo momento questo questo cambiamento ma l'immagine che trovate sulla destra è già qualcosa che sposta il problema mostrandoci una possibile azione una possibile se non soluzione strada verso la soluzione quello che vedete uno scorcio di un grattacielo che esiste veramente e si trova a milano ed è una delle ultime parti della città che è stata costruita se qualcuno e di milano lo conosce come chi si occupa un po anche di architettura o di o di questi temi perché questi questi boschi verticali che sono questi grattacieli è che sono stati costruiti contengono mettete su tutti i terrazzi esterni tantissimi alberi sono una sorta di foresta verticale e lo scopo di questi alberi non è soltanto quello di abbattere le polveri migliorare l'aria in qualche modo anche produrre ossigeno ma anche quello di combattere il cambiamento climatico in tanti modi sia perché questo stabile aveva bisogno di meno energia per essere riscaldato raffreddato proprio grazie alla presenza degli alberi e che formano una specie di microclima locale intorno all'edificio e ma anche un discorso di salute e di benessere extra e del verde restare in mezzo ad elementi vegetali diciamo della natura tranquillamente anche se una natura coltivata dall'uomo è qualcosa che fa star bene fa star meglio quindi c'è un riavvicinamento della città al bosco in qualche modo no un post principato e di più un bosco verticale è qualcosa di completamente antropico costruito dall'uomo ma è anche una risposta a quel problema che ci pone la prima immagine cioè di immaginare un mondo nel quale si vive male prima di tutto non nel quale l'aria cattiva non c'è la progettazione magari sì si può abitare ma le condizioni di vita non sono belle ecco l'immagine di destra ci fa vedere anche una strada verso la speranza la via d'uscita ai problemi dell'antropocene adesso per capire come siamo arrivati alla prima e la seconda immagina riavvolgiamo un po questo nastro e lo rivolgiamo però partendo da una domanda che io mi pongo e vi pongo a questa domanda potete anche rispondere in chat e cambiare anche la risposta strada facendo man mano che vado avanti con questa presentazione ed è la domanda che tutti gli 8 miliardi di abitanti del pianeta dovrebbero porsi in questi giorni in questo momento io non so quanti anni avrete voi nel 2070 tra poco vi dirò perché ho messo questa data ma penso che chi in qualche modo nel 2000 e 78 pensa di arrivarci dovrebbe forse era questa domanda e la domanda e in che mondo voglio vivere non stiamo solo parlando di come il mondo oggi potevamo chiederci in che mondo abitiamo come il mondo attuale ma guardiamo anche al futuro in che mondo vogliamo vivere perché le decisioni che prendiamo oggi le azioni che cominceremo oggi e intraprendere sono quelle che costruiranno il mondo dei 2078 quindi quello che voi volete essere quanti anni alla rete nel 2000 78 se avete voglia scrivetelo in chat cominciate a pensare a questa a questa a questa domanda è quale sia la risposta è come mai vi ho messo 2. 078 perché sono partito da un vostro più o meno una vostra più o meno pole e tania non so quanti anni avete che questa che questa domanda se l'è posta e ha cominciato anche ad agire ad agire in modo concreto politico intervenendo facendo cambiando il suo stile di vita questa persona penso che la cosa che tutti noi gare the atom berg la quale ad una conferenza internazionale ha detto quello che ho qui anche riportato sono parole diretta nel 2000 e 78 festeggerò il mio 75esimo compleanno se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi lei si rivolgerà ovviamente una platea di adulti di una certa età forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando è ancora il tempo di agire voi dite di andare i vostri figli sopra ogni cosa ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi e con la denuncia di greta è qualcosa che ci portiamo dietro da qualche anno e che ha mosso l'opinione pubblica le idee ha cambiato gli atteggiamenti anche di molti grazie adolescenti nel mondo aumentato il numero di persone di tutte le età che agiscono difesa dell'ambiente che sono diventati attivisti in campo in campo ecologico e ha contribuito insieme all'opera di tanti altri allo sviluppo di una coscienza ecologica diversa da quella del passato molto più proiettata sul futuro è molto più proiettata anche sul bene della comunità umana perché la vecchia ecologia un po posto riva uno schema ambivalente cioè diceva la natura e buona l'uomo cattivo inquina sporca fa un sacco di danni greta ha ribaltato un po questo pensiero dicendo prima di tutto è una questione tra generazioni tra generazioni egoiste che stanno consumando la gran parte del bello del buono delle risorse del pianeta senza lasciarne le generazioni successive in in uguale in uguale misura ok questo è il primo discorso ma il secondo discorso che fa beretta e attenzione non è detto che debba finire così perché possiamo prendere decisioni per cambiare la direzione delle cose alcune di queste decisioni sono state prese alcuni movimenti di azione sono in corso e sono molto importanti tutti voi sentirete parlare ormai quotidianamente di agenda 2000 e 30 allo sviluppo sostenibile l'agenda 2030 e un'agenda che il seguito di agende precedenti diciamo un evento chiave è stata la conferenza di rio del 1982 siamo del secolo scorso sempre di più siamo andati verso la costruzione di una coscienza planetaria dei problemi ecologici e stiamo cominciando ad agire stiamo andando verso la soluzione non lo so c'è ancora certo moltissimo da fare in questo ognuno di noi e ognuno di voi può giocare un ruolo importante questo è quello che ci dice greta questo ruolo deve basarsi però non soltanto sulle idee anche sulla conoscenza è oggi cercherò di darvi anche qualche informazione in più anche se molto semplice sui temi che possono aiutare anche a decidere come orientare il proprio futuro e il futuro anche degli altri attraverso azioni decisioni e comportamenti per questo la favola antropocene importante la parola antropocene è nuova non se ne parla da molti anni abbiamo cominciato sentirla davvero la prima volta nel 2002 in un libro di un premio nobel paul crutzen il suo libro molto divulgativo si intitolava benvenuti nell'antropocene che cosa significa benvenuti nella troppo cene voi sapete che anthropos significa umano dell'uomo ecco lo trovate utilizzato in molti campi e cene ci deriva dalla geologia dove le ere geologiche spesso è anno questa desinenza o eocene olivo cene miocene pliocene pleistocene holocene l'ultima epoca geologica a un certo punto i geologi cominciano a dire qua siamo di fronte all'ipotesi della fine della era geologica cominciato a 10. 000 anni fa che abbiamo chiamato olocene e all'inizio di una nuova era geologica nella quale caratteristica nuova e la straordinaria potenza dell'azione umana una potenza così straordinaria da far sì che nelle nuove rocce sapete che i geologi studiano le rocce e fondamentalmente i geologi dicono le nuove rocce che si stanno formando sul pianeta conterranno tutte o quasi tutte delle tracce dell'attività umana e la prima volta nella storia di milioni di anni del pianeta che nella formazione addirittura della componente geologica delle rocce ci saranno tracce presenze conseguenze fisiche chimiche dell'azione umana trasformatrice del pianeta guardate questa fotografia questa immagine è un'immagine simbolica che ci fa vedere come stiamo agendo sul pianeta quella che ha una collina viene completamente sbancata ci sono blu camion altri strumenti che stanno completamente appiattendo livellando la collina alla fine di questo lavoro ci sarà un piano un lago artificiale non lo sappiamo ma la collina non ci sarà più questa condizione è proprio quella contemporanea il pianeta fisico come con le sue caratteristiche naturali si è formato nel corso di milioni di anni sta scomparendo il paesaggio è un paesaggio non solo completamente trasformato dall'azione umana ma anche irreversibilmente trasformato dell'azione umana non si può ricostruire questa collina se non è l'ago di milioni e milioni di anni ma il processo di trasformazione addirittura con lo sgretolamento lo spostamento della componente rocciosa e in qualche modo definitivo quindi andiamo ad alterare completamente le caratteristiche di un pianeta che fin qui è stato prima di tutto un pianeta naturale nel quale una specie quella umana progressivamente è diventata più importante questi sono gli schemi che fanno i geologi vedete ci fanno vedere tutte le diverse le diverse durate parecchi milioni di anni fino al antropocene che l'ho data lo stanno discutendo dei grandi convegni internazionali di teologi quando datare l'inizio dell'antropocene e in genere che sono abbastanza d'accordo sull'indicare 70 anni fa cioè praticamente con il momento in cui ci sono le grandi esplosioni nucleari a hiroshima e nagasaki della seconda guerra mondiale queste grandi esplosioni nucleari hanno lasciato delle tracce dei radionuclidi che impiegano migliaia anni a decomporsi e sono stati creati trasportati in qualche modo posizionate in certe aree del pianeta dove poi sono state fatte queste grandi esplosioni anche tutte le aree in cui sono stati fatti esperimenti nucleari come degli atolli della polinesia nel deserto americano ecco queste tracce resteranno per migliaia milioni forse di anni addirittura all'interno della formazione di nuove rocce insomma i fossili che studieranno i paleontologi i futuri i fossili del dell'antropocene saranno probabilmente beghe resti dell'attività umana e questo è qualcosa di mai successo prima nella storia geologica del nostro pianeta quali sono allora le tracce della troppo c'è cioè dell'epoca caratterizzata dall alterazione di tutti i componenti naturali da parte dell'azione umana l'atmosfera non è più naturale la terra il suolo non è più naturale è l'aria non è più naturale non è più nemmeno la roccia e tantomeno lo è l'acqua la componente idrografica in tutte queste componenti del nostro pianeta troviamo tracce in genere inquinanti dell'attività umana nell'aria troviamo un eccesso di anidride carbonica nell'acqua troviamo una grande quantità di sostanze inquinanti nel suolo la stessa cosa addirittura abbiamo visto nelle rocce cosa sta cambiando del nostro pianeta questo è un brevissimo riassunto simboleggiato da questa fotografia dove vedete il traffico in una grande città adriatica non so se sia che sia pechino ma è un po fa pan dan con quell'immagine delle città che abbiamo che abbiamo visto all'inizio della della presentazione ecco le tracce sono tante c'è l'aumento delle temperature di superficie fa più caldo l'acidificazione degli oceani cioè le acque dei mari e degli oceani sono più acide e questa la conseguenza proprio dell'aumento della anidride carbonica contenuta nell'atmosfera perché le acque marine assolvono ridete carbonica che una cosa positiva solo che ce n'è di più nell'atmosfera ce n'è di più anche nelle acque marine e questo ha un effetto negativo per tutti gli esseri gli organismi che vivono in acqua perchè ha colto acide possono diventare meno visibili o invivibili per molte specie e così abbiamo a rischio addirittura la barriera corallina come sapete lo speaker miliardi di minuscoli diventi un altro un'altra traccia e la perdita di foresta in particolare di foresta tropicale anche questa è una perdita causata dall'azione umana in particolare sentiamo parlare della foresta amazzonica o delle foreste del sudest asiatico per coltivare piantare nuovi suoli coltivati nuovi terreni agricoli si va a tagliare la foresta originaria e quindi a produrre una perdita di specie viventi di biodiversità un altro segno che vediamo intorno a noi e la diffusione di specie animali e vegetali invasivi e cambiando il clima e aumentando molto la velocità anche dei traffici nel mondo degli spostamenti dei viaggi insieme alle persone agli oggetti materiali viaggiano che gli insetti e così abbiamo specie invasive che cambia del loro habitat si spostano un po cari cambiamento climatico un po accompagnando questi viaggi in modo più o meno casuale e c'è un'alterazione di quelli che sono gli abitanti delle specie viventi è un altro problema nel mediterraneo per esempio abbiamo sempre più specie che vengono considerate invasive proprio perché arrivano da mari tropicali da altri da altri mai non erano presenti prima nel mediterraneo lo stesso vale per in tantissime varietà specie di insetti e forse vale anche naturalmente i batteri e per i virus come abbiamo visto nell'ultimo nell'ultimo anno la circolazione è molto rapida abbiamo già detto delle tracce di incidenti nucleari tracce di metalli pesanti utilizzati in conflitti bellici trasportati nell'atmosfera dei venti spesso i conflitti sono venuti in aree desertiche per esempio come in iraq in ian è proprio il vento del deserto poi trasporta queste polveri in atmosfera e queste polveri fanno il giro del mondo un certo punto c'è chi ne trova delle tracce addirittura nei ghiacci nei ghiacci polari al cambiamento globale del clima legato al riscaldamento si collega tra le cause in particolare l'aumento nell'atmosfera poi delle concentrazioni di alcuni gas che sono considerati i gas a effetto serra cioè che aumentano il riscaldamento solare trattenendo in atmosfera il calore che tutti i giorni in modo normale il sole porta sul nostro pianeta questi gas sono in particolare l'anidride carbonica che è principalmente diffusa dal consumo di combustibili fossili cioè petrolio carbone gas naturale ma ci sono anche il metano e l'ozono stratosferico il metano è in gran parte una conseguenza degli allenamenti intensivi di animali quindi di nuovo qualcosa che ha a che vedere con i nostri comportamenti allora forse un po più chiaro cosa intendiamo almeno generale per antropocene l'epoca contemporanea caratterizzata da che cosa dalla forza smisurata che hanno le attività umane sulla natura sempre meno riusciamo a intravedere la natura originaria non ho in qualche caso non la vediamo proprio più e ciò che vediamo invece l'impatto questa immagine di persone al mare qui siamo in cina e che ci comunica anche noi il problema della quantità di abitanti che ci sono oggi sul pianeta 8 miliardi non è mai stato così nella storia del pianeta e c'è bisogno di cambiare i comportamenti perché se andiamo avanti in questo modo progressivamente avremo meno risorse naturali a disposizione e avremo un pianeta più povero in tutti i sensi più inquinato con con una peggiore qualità della vita per chi vive negli anni futuri per tornare in equilibrio la prima azione da compiere proprio quella di rimettere in equilibrio la quantità di risorse naturali che utilizziamo e la quantità di risorse naturali che il pianeta è in grado quei suoi tempi coi suoi cicli di riprodurre su questo torniamo perché a che vedere con lo sviluppo sostenibile ma rischiamo qua un po sul tema dell'antropocene per qualche slide volevo dirvi due cose la prima è che se ne parla tanto nel mondo ormai qui abbiamo la copertina dell'economist un libro sull'altro pace né il titolo è molto significativo le romana e come queste a modella il vostro pianeta cioè come l'uomo sta modellando il pianeta attraverso le sue azioni anche la copertina e significativa vedete le citta che crescono le piattaforme di estrazione del petrolio offshore nei mari le grandissime città di comunicazione ma anche le api e sapete che le api sono un po il simbolo per gli equilibri ecologici che si stanno che si stanno interrompendo un po quello che ancora garantisce alla natura la sua riproducibilità l'app è quella che in pollina i fiori e quindi permette a moltissime specie viventi di di riprodursi ecco in queste riflessioni su destino del pianeta anche la copertina dell'economist e significativa no il pianeta è un pianeta artificiale vedete la terra si aprono degli squarci su questo pianeta e vediamo che sotto ci sono delle strutture metalliche non è più la terra fisica che conoscevamo ma non a terra artificiale in qualche modo quella che abbiamo di fronte a noi ecco da queste immagini di fronte poter che metaforico vedete anche simbolico rispetto al futuro voglio portar via un libro appena uscito scritto da un geografo mio collega che molto carino e significativo per riflettere su questi temi perché il libro nello scritto anche uno è vero che si intitola geografia antropocene ma il libro che voglio far vedere adesso che appena uscito e viaggio nell'italia dell'antropocene perché ve lo faccio vedere perché questo libro ha un partner un'idea molto molto curiosa molto divertente che quella di immaginare come sarà l'italia il nostro paese nel 2.
786 cioè quando secondo una delle tante previsioni le calotte glaciali continentali saranno completamente sciolte cioè quando a causa del riscaldamento climatico anche tutto il polo sud sarà soltanto più un continente di terra e non ci saranno più ghiacci perenni insomma quando tutte i ghiacci che intrappolano d'acqua dolce presente sulla terra si saranno sciolti quest'acqua sarà finita in mare la conseguenza di questo sarà un innalzamento del livello dei mari di almeno 65 metri allora cosa hanno fatto questi giochi si sono immaginati come sarà l'italia quando il mare sarà più alto di 65 metri e questa carta molto inquietante oltre che forse anche divertente ci fa vedere come sarà questa possibile italia nel 2000 786 forse anche prima quando tutti i ghiacci del pianeta si sanno si saranno sciolti non facciamo ipotesi qua sul quale sarà il clima dell'italia che evidentemente è una cosa molto difficile da prevedere anche perché quali saranno le conseguenze dello scioglimento di tutta quest'acqua sui mari aumenta la piovosità ci saranno più tempeste tropicali come sappiamo veramente una previsione complicatissime quello che possiamo sapere è fin d'opera risalendo l'acqua per il salento il livello del mare fin dove l'acqua si si innalzerà è quello che ci fa vedere molto curioso vedete questa linea che vedete leggera la linea di costa attuale questo però ne che vedete quali dove si trovano le foci del pop e il progetto attuale dunque vedete dove venezia rovigo dove ravenna dove ferrara dove bologna forlì cesena reggio emilia parma cremona mantova forse anche verona tutte sott'acqua tutte sott'acqua la gran parte della pianura padana sarà di nuovo come è successo qualche milione di anni fa invasa dal mare adriatico e lo stesso anche altre parti dell'italia è la morfologia costiera sarà tantissimo alterata abbiamo con un dettaglio che ci fa vedere che praticamente famiglia sarà una città meno dove c'è oggi pavia sarà un posto sul mare la foce del ticino e la foce del po saranno molto vicine anche lodi sarà sul mare ea testuali o dei cambi fiumi alpini e quindi in qualche modo tutta la pianura padana attuale sarà un po simile alla costa adriatica come la conosciamo oggi no io non so se ci vorranno tutti questi 700 anni che non sono tanti e ad arrivare a questo se pensate a come alitalia 700 anni fa bene dal punto di vista fisico morfologico è quasi identica a oggi 700 anni fa eravamo alla fine del medioevo era il tempo di leonardo da vinci della firenze del rinascimento e più o meno le condizioni climatiche erano quasi identiche quelle attuali mentre qua abbiamo un settecento anni in una situazione che è clamorosamente cambiata pronto dal punto di vista fisico insomma le conseguenze più forti le vedremo prima nella natura e poi naturalmente nella vita umana perché non si arriverà da un giorno all'altro a questo punto e allora la sfida più grande sarà affrontare questo questo cambiamento e come si arriva tra l'altro questo cambiamento quanta qualcosa di cui si parla moltissimo di cui sentiamo parlare da anni anni e che in qualche modo riassunta proprio anche nelle sue cause da questo grafico che ci fa vedere un andamento vedete per cui negli ultimi almeno 400. 000 anni per quello che ne sappiamo la quantità di anidride carbonica o di ossido di carbonio per usare il termine più specifico contenuta come gas nell'atmosfera terrestre è stata progressivamente anche se in modo un po altalenante costante cioè si è mantenuta entro un certo range di livelli a un certo punto in circa 150 anni fa la curva comincia a crescere arriva un certo punto superare i picchi massimi del passato e oggi si trova più o meno a questo livello cioè quasi il doppio di quanto mai c'è stato contenuto in atmosfera nelle epoche precedenti ora la presenza di indire carbonica non ha e nonni conseguenze in questo momento sulla vita umana le enormi conseguenze sulla nostra respirazione e dondi conseguenze lea sul cina perché è un gas che ha un effetto serra cioè trattiene il calore in magazzino il calo gli impedisce di tornare di diffondersi nel al di fuori dell'atmosfera nel nello spazio extra terrestre come accade quotidianamente negli equilibri più consueti qual è la conseguenza di questo è naturalmente la l'aumento delle temperature medie del nostro pianeta cioè il riscaldamento climatico il riscaldamento climatico e il calamento delle temperature è la causa poi di quello che chiamiamo cambiamento climatico perché c'è una differenza perché le riscaldamento è solo una delle componenti questo cambiamento è quella scatenante però le altre sono una conseguenza del riscaldamento e anche l'innalzamento del livello dei mari è una conseguenza di questo riscaldamento perché ecco il conseguente allo scioglimento dei grandi ghiacciai presenti sulla terraferma non non quelli alpini che hanno un'importanza locale rispetto per esempio l'agricoltura nelle pianure ma in particolare di quelli della groenlandia e del nord del canada ma sono più piccoli e poi quelli del sud america e del polo sud cioè dell'antartide dove abbiamo le più grandi riserve di acqua dolce conservata nel ghiaccio del nostro del nostro pianeta questa tabella e poi mi fermo qua con i grafici che sono sempre un po difficili da leggere però qui la lettura molto semplice questo grafico si abbina certamente a tutti questi grafici pa guardateli vanno tutti nella stessa direzione dal basso verso l'alto sono tutti i grafici che ci raccontano negli ultimi due trecento anni che cosa è successo rispetto ad alcune risorse la popolazione vedete è in aumento il consumo di fertilizzanti utilizzati in agricoltura e in aumento la deforestazione è in aumento l'inquinamento da azoto nelle zone costiere e in aumento il numero di veicoli a motore che funzionano con il petrolio la benzina è che in aumento il prodotto interno lordo anche la ricchezza è in aumento sul pianeta l'uso di acqua in aumento la rivede carbonica in atmosfera in aumento che questa stessa traffico qua ma in aumento anche la scomparsa di specie viventi la perdita di biodiversità sempre abbiamo una curva abbinata aumento della popolazione aumento dell'ambiente carbonica aumento del consumo di risorse e insieme a questo aumento dell'inquinamento aumento della deforestazione cioè perdita di foreste perdita di biodiversità questo è l'antropocene rilanciato come un treno contro una montagna noi possiamo agire per cambiare questa direzione e dobbiamo essere consapevoli che questa curva non può continuare a salire ancora più di così senza causare conseguenze estremamente negative sulla vita umana e sulla vita di tutte le specie viventi presenti sul pianeta questa è la grande consapevolezza della nostra epoca che cerca un po di riassumere attraverso alcune side è molto più semplici cioè le conseguenze di tutto questo che abbiamo fin qua visto le conseguenze di questo consumo eccessivo di risorse del nostro sistema di vita nel sistema di vita il paese più ricche e sviluppate del pianeta in particolare ma qual è la prima conseguenza è importante sul quale dobbiamo portare l'attenzione sta tutta in questa parola irreversibilità indietro non si torna ok e quindi possiamo uscire da questo guaio soltanto cambiando il futuro andando nella direzione di un cambiamento che non è un ritorno al passato ma è un pianeta nel quale le azioni umane saranno più sostenibili perché oggi dobbiamo ragionare intorno a queste due schemi e anche questi hanno una parola chiave fondamentale che adattamento nella storia dell'umanità noi come esseri umani siamo rivoluto fino a oggi adattandoci a tutte le diverse condizioni ambientali del pianeta i nostri antenati più lontani lo sapete arrivano tutti dall'africa dal ris valley e nell'arco di 40 50 mila anni hanno popolato il pianeta inter adattandosi con loro modo di utilizzare le risorse di vivere ai climi più diversi che c'erano sul pianeta le condizioni alle risorse naturali più diverse che c'erano sul pianeta e la grande potenza no che ha avuto la nostra specie ma è stata anche molto impattante questa sua capacità di adattamento è un adattamento ancora lo dobbiamo sviluppare oggi a questa situazione in cambiamento dell'antropocene non possiamo ridurre in questo momento più di tanto il riscaldamento climatico dobbiamo sbrigarci ad adattare noi e sistemi viventi alle nuove condizioni e questo è l'altro problema quello più grave l'adattamento di tutte le altre specie viventi le quali hanno spesso tempi di cambiamento di adattamento più lenti di quelli umani ecco perché la gran parte delle specie viventi viene considerata a rischio di estinzione perché vanno a scomparire loro habitat e loro molto difficilmente per i grandi mammiferi difficilissimo sono in grado di cambiare il loro modo di abitare il pianeta di spostarsi di di adattarsi ad ambienti a climi diversi o cambiati in tempi così così a pd card e problema di estinzione riguarda più le altre specie che hanno la nostra in questo in questo momento perché per che cosa succede quali sono gli altri cambiamenti oltre il riscaldamento che abbiamo visto oltre all'aumento del livello dei mari c'è un aumento di tutti quelli che sono considerati fenomeni meteorologici estremi cioè gli incendi le ondate di calore che poi sono a volte la causa della siccità della desertificazione e quindi di altri incendi e anche le conseguenze per le specie viventi di tutto questo non elasticità cioè le carestie è la mancanza di accolti che maturano e che possono quindi sfamare le persone possibili conseguenze anche quindi nel campo della fame nel mondo aumento anche di fenomeni come uragani per farli abbiamo visto quanto sono diventati più frequenti quelli distruttivi negli ultimi negli ultimi anni l'acidificazione delle acque marine oltre al livello dei mari in aumento tornando un po più vicini perché 2. 700 eta molto tempo noi non ci saremo ma la gran parte di noi ci potrà essere ora al c vicino magari a quello che sarà tra 80 anni è la previsione tra 80 anni e di un metro e mezzo due metri di aumento del livello delle acque marine che significa già per esempio mette in crisi completamente tutte le coste italiane vedere città come trieste rimini venezia napoli genova savona che possono parte finire sott'acqua la perdita di biodiversità l'altro grande tema no la morte delle specie viventi c'è un declino già misurato della differenza di specie negli ultimi 40 anni perdita del 39 per cento dell'esp declino del 39 per cento delle specie terrestri del 76 per cento delle specie d'acqua dolce questo e soprattutto in conseguenza dell'inquinamento dei fiumi dei laghi e del 39 per cento delle specie marine è la gran parte della biodiversità poco conosciuta si trova proprio sotto le acque dei mari e degli oceani questo è per farvi quando anche un po preoccupante no di quello che sta accadendo e allora la sfida dell'antropocene non può che essere questa quella che racconta questa slide cioè lo sviluppo di nuovi modelli e di idee per abitare il pianeta in modo sostenibile e questa è la seconda parola chiave di questa di questo incontro la parola sostenibilità allora abbiamo visto cose rantolo pocenia no diciamo abbiamo messo nel antropocene tutti i problemi del mondo contemporaneo causati dall'azione umana e come possiamo affrontare tutto questo l'idea migliore trovata fino a oggi è proprio quella di immaginare uno sviluppo sostenibile anche questa è una parola che non sa che non ha molti anni e che cos'è che definizione di amon tanto di sviluppo sostenibile la più semplice forse questa è la capacità di riuscire a vivere tutti e in tutto il pianeta in maniera dignitosa in maniera equa anche quindi diminuendo le disuguaglianze tra ricchi e poveri dando tutti sufficiente per vivere in modo decoroso senza distruggere i sistemi naturali dai quali otteniamo le risorse con cui riusciamo ad abitare sul pianeta ecco questo centrale lo sviluppo sostenibile è un'idea riferita non solo alla natura ma anche all'economia e alla società cioè le tre grandi strutture che in qualche modo producono i paesaggi lavoro la politica in modo con cui siamo organizzati e stiamo nel mondo e anche un tema controverso perché ci sono tanti del pianeta per sony che sul pianeta consumano molto molto di più di tante altre e la gara dei cambiamenti in peggio sono attribuibili quindi non a tutta l'umanità ma una parte minoritaria con percentualmente degli esseri degli esseri umani anche qua come nasce la parola sostenibilità da che storia nasce anche di pensiero ecco facciamo un salto più indietro della parola che si usava forse di più prima che diventasse centrale la parola sviluppo sostenibile oggi poi si parla anche di transizione ecologica dopo diremo di che cosa si tratta abbiamo addirittura un ministro nel governo per la transizione ecologica vedremo di cosa stiamo parlando ecco ma tutto questo nasce fondamentalmente da un'altra parola che si chiama ecologia ecologia è una parola nata già nell'ottocento e che si riferisce in questo caso all'abitare il pianeta da parte degli esseri umani come se fosse la loro casa infatti eco è una parola che deriva da una parola greca da e poi cos è il significato antico e proprio famiglia o addirittura a casa quindi ecologia vuol dire discorso sulla casa discorso sulla famiglia il discorso sulla terra sulla casa terra in cui noi abitiamo ecco come fa una famiglia a voi tutti stare che più o meno in una casa di una famiglia come fa ad essere sostenibile la vita di una famiglia in genere per essere sostenibili non bisogna spendere più di quanto si guadagna se non si fanno dei debiti e questo è proprio il principio della sostenibilità non fai nuovi debiti col pianeta cioè non consumare più risorse di quelle che il pianeta in grado di mettere a nostra disposizione quindi principio poi fondamentale dell'ecologia è quello di trasformare il nostro pianeta in una sorta di casa ecologica una casa ecologica nella quale non ci si può permettere di consumare più di quanto la casa non è in grado di rigenerare così come in una casa può dunque in una famiglia qualunque non si dovrebbe spendere se non vogliamo andare in rovina un periodo di tempo breve più di quanto si guadagna ok bisogna che il debito sia insostenibile anche il debito col nostro pianeta deve essere sostenibile dobbiamo immaginarci a un po in questo caso la situazione faccio degli esempi concreti il più importante forse è quello dell'acqua oggi noi utilizziamo la gran parte dell'acqua disponibile sul pianeta spesso si si costruisce un equivoco parlando di di acqua perché si dice che l'acqua una risorsa rinnovabile rinnovabile sembra confonderci un po come parola perché sembra dirci che una risorsa infinita che non finisce mai che il si rigenera costantemente questo è vero ma la quantità di acqua che abbiamo a disposizione sempre la stessa e rinnovabile nel senso che attraverso il ciclo dell'acqua abbiamo più o meno a disposizione sempre lo stesso quantitativo soprattutto di acqua dolce ma questo quantitativo intanto può peggiorare nella qualità perché quando è inquinata resta disponibile ma è inquinata quindi la sua qualità è peggiorata spesso non si può più utilizzare per il consumo l'alta un problema che ne abbiamo una certa quantità a disposizione ma questa quantità non aumenta e quindi nel momento in cui la utilizziamo oltre un certo livello la togliamo alla disponibilità di qualcun altro o di qualche altra attività vedete le dighe e canali l'irrigazione dei giardini non c'è un solo fiume sul pianeta la cui acqua non viene utilizzata sfruttata pompata deviata messa in agricoltura utilizzata nei giusti e inca nata negli acquedotti non abbiamo più sul pianeta se non i torrenti e ruscelli dei dei grandi fiumi la cui acqua non procede più in modo naturale sono stati costruiti argini sono state deviate le acque è successo un po un po di tutto un caso esemplare che conoscerete è quello del lago di aral era uno dei più grandi laghi del mondo è praticamente scomparso ci troviamo in kazakistan un tempo eravamo in unione sovietica dove negli anni sessanta del secolo scorso i due fiumi immissari del lago sono stati deviati per sviluppare l'agricoltura in un'altra parte di quelle di quelle regioni il problema è che si pensava che si i laghi si sarebbero in parte ristretti ma ci sarebbero state nuove terre da coltivare quello che non avevano pensato e sa che questi laghi avrebbero depositato dei sali che erano contenuti nell'acqua sul fondo e questi sali alla fine hanno sterilizzato i suoli quindi al posto del lago non c'è un lago più grande della lombardia è un'area molto grande non c'è un solo coltivabile ma c'è un deserto adesso è tra l'altro un deserto molto inquinante perché in acque del lago erano già inquinate da scarichi industriali e residui di questi scarichi che prima erano di lui che nell'acqua si sono depositati sul fondo l'aia deserti da quando c'è il vento il vento porta a queste polveri inquinanti in giro per l'atmosfera quindi un disastro fosse uno dei più grandi disastri ambientali della storia dell'umanità ha sempre a che vedere con l'acqua come sempre a che vedere con l'acqua hanno i ghiacci delle aree polari che non sono solo a rischio di scioglimento ma anche loro contengono degli inquinanti pensate che nei ghiacci della groenlandia hanno trovato tracce di contaminazione legata all'attività mineraria del periodo greco romano quindi non è vero che nell'antichità si inquinasse di meno si vivesse in modo più sostenibile i romani con le loro industrie minerarie già riuscivano a immettere in atmosfera una tale quantità di inquinanti che le tracce sono state trovate perfino nei ghiacci della groenlandia il problema è che naturalmente oggi ancora molto più ingigantito il l'impatto del dell'inquinamento quindi quando si sciolgono queste acque poi ancora tornano in circolazione anche questi inquinanti che ci arrivano anche da del passato o più semplicemente un altro esempio ben noto tutti è quello dei ghiacciai alpini che si vanno sciogliendo questo il ghiacciaio chiamato verde grassi il mare di ghiaccio del monte bianco vedete al 2000 1909 al 2015 è quasi quasi scomparso è una situazione locale che però ha un incidenza per esempio sui regimi fluviali dei fiumi dei torrenti alpini c'è meno acqua l'agricoltura nelle valli alpine durante l'estate perché spesso quest'acqua era data proprio dal lento scioglimento estivo e ghiacciai che poi si costituivano durante durante gli inverni cambiamola scalano cui stiamo ragionando dobbiamo vedere cosa capita da altre parti del mondo tutti sentite parlare della foresta amazzonica in questo momento ancora più minacciata che in passato per certe decisioni politiche ma perché si distrugge la foresta amazzonica che la più grande foresta vergine è rimasta al mondo perché perché si vuole aumentare la superficie coltivata cioè tagliano la foresta per mettere su degli allevamenti di animali per allevamenti di bestiame per carne che verrà poi venduta commercializzata nel resto del mondo soprattutto nei paesi più ricchi oppure la situazione simile diversa capita sulle colline e le montagne del sud est asiatico in particolare in indonesia che vengono distrutte per mettere a coltura delle palme da olio il famoso olio di palma che tra l'altro anche effetti abbastanza nocivi sull'alimento sulla salute perché è contenuto in moltissimi i moltissimi alimenti perché le foreste la scomparsa delle forest è grave e non solo per la questione dell'ossigeno e anche del microclima locale ma le foreste svolgono un ruolo ecologico di protezione di tutte le aree antropizzate da inondazioni da alluvioni anche dalle siccità perché aumenta l'umidità presente a livello locale in qualche modo tagliare la foresta significa globalmente indebolire la capacità dei sistemi naturali di proteggerci di darci riparo oltre che a dare riparo in vita tantissime specie viventi e le piante gli alberi consolidano di versanti ricaricano le falde ripuliscono è in qualche modo filtrano l'acqua e contribuendo alla sua qualità contattano le persone dei suoli combattono quindi anche la desertificazione poi forniscono anche cibo combustibili cose che gli esseri umani utilizzano purché il bosco sia coltivato in modo sostenibile sono saperi antichi questi che spesso abbiamo dimenticato pensiamo che il taglio della foresta sia qualcosa di triste nel senso romantico del termine non pensiamo all'aspetto concreto novi di quanto dal punto di vista degli equilibri ecologici questo taglio invece sia poi impattante anche sui luoghi molto lontano e poi accadono i disastri ecologici ecco che vedete questa immagine un po dal libro di scuola però riassume la situazione noi esseri umani facciamo parte della biosfera la sfera dei viventi mettiamo una parte non siamo di fuori siamo viventi come gli animali in un sistema nel quale le piante sono vantaggio della biomassa batteri funghi virus sono fondamentali con le loro relazioni per una serie di equilibri questa biosfera sta in un sistema naturale composto dall litosfera cioè dalla terra e dalle rocce dall idrosfera le acque e dall'atmosfera tutte queste sfere oggi sono trasformate per l'azione umana a l'azione umana un impatto sulla esso del pianeta questo impatto spesso irreversibile e il campo d'azione delle nostre decisioni e lo spazio l'immagine per immaginare il futuro e cioè rispondere alla nostra domanda di partenza come governare questo antropocene ecco perché centrale oggi il tema della sostenibilità dell'economia ct chiusi cioè nei quali non si producono più rifiuti della transizione ecologica soprattutto del passaggio dalle fonti fossili come il carbone e petrolio per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili come il sole il vento ma anche è il momento di proteggere la diversità culturale di governare i processi e scalo mondiale di diminuire le disuguaglianze anche tra le generazioni e tra diverse aree del pianeta tra ricchi e poveri di costruire una sostenibilità anche sociale ed economica garantendo tutti un lavoro un lavoro dignitoso e non solo la ricchezza ad alcuni ecco questa parola economia verde che in economy l'agenda 2030 mira proprio a intervenire su tutti questi livelli di problematicità che vi o che vi ho raccontato e tocca tutti tutti i livelli delle diverse sfere di cui abbiamo parlato no la sfera ambientale cioè la riduzione dell'impatto sull'ambiente pensate al tema dell'agricoltura agricoltura uno dei sistemi più importanti più inquinanti nella scala globale il livello energetico cioè il passaggio dalle fonti inquinanti alle fonti rinnovabili a livello lavorativo la produzione di nuovi posti di lavori che significa intervenire a livello geopolitico cambiare le relazioni internazionali e a livello sociale deve cessare anche le disuguaglianze lo sfruttamento anche i bambini sul lavoro per esempio no la disuguaglianza tra uomini e donne rispetto all'accesso al mondo al mondo dell'istruzione e del lavoro sono i temi dell'agenda 2030 e sono davvero i temi della mia e vostra generazione novi chi può in qualche modo oggi incidere sul suo futuro ed è giusto di battere sull'economia verde capirne i limiti e capirne anche le potenzialità produrre cambiamenti e anche idee non abbiamo ancora tutte le risposte necessarie c'è un grande spazio per la creatività per l'innovazione per l'invenzione per la vostra generazione questo tema sarà centrale siete la generazione che può cambiare il mondo inventando nuovi modi di abitare il pianeta vi faccio un solo esempio che aiuta anche a riflettere su come dobbiamo cambiare le idee su certe cose quello che vedete in questa fotografia è un campo di insalata si tratta di una coltivazione idroponica non siamo su un suolo siamo in una specie di agricoltura verticale vedete in cui tutto è prodotto artificialmente ora quello che volevo dirvi è che la produzione del cibo e tali più insostenibili oggi sul pianeta ma quello che non tutti sanno è che questo tipo di agricoltura e artificiale idroponica che vedete qua a molto meno impatto ambientale dell'agricoltura tradizionale continuando così per sfamarci noi non andiamo a tagliare alberi non defoe restiamo non facciamo sprechi perché ogni cosa prodotta a una sua collocazione ma soprattutto non andiamo a utilizzare moltissima acqua tutto è ridotto all'essenziale cala paradossalmente perché la prima idea che abbiamo sempre opposta cara l'impatto sul pianeta se impariamo a produrre in modi alternativi il futuro è ancora in gran parte da scrivere io ho provato 4 più in estrema sintesi a fare un decalogo di cose che già sappiamo che sarà necessario fare è necessario fare dobbiamo diminuire le emissioni di gas serra dobbiamo diminuire il consumo di suolo lasciare più spazio i boschi dobbiamo bloccare la deforestazione conservare i boschi che già ci sono perché guardate sì possiamo piantare nuove foreste ma una foresta piantata non aver mai la ricchezza di biodiversità che ha una foresta antica dobbiamo passare a fonti rinnovabili dobbiamo come qualcuno ha scritto in chat anche coltivare mangia in modo sostenibile che significa per esempio ridurre il consumo di carne di cane di carne animale di allevamenti intensivi in particolare ridurre la produzione di rifiuti e il consumo energetico cioè andare verso una economia circolare un'economia nella quale non ci sono più rifiuti tutto viene riutilizzato ridurre l'inquinamento e la desertificazione cioè arrivare anche a ripristinare delle aree no rinaturalizzate ma la sfida più importante io credo sia l'ultima alla quale ci ha portato gaeta all'inizio cioè sviluppare nuove mentalità ecologiche siamo davvero solo all'inizio io sono convinto che molti della vostra generazione delle generazioni che verranno sapranno davvero stupirci i nell'inventare un mondo più sostenibile e quindi torno a chiudere proprio con la domanda dalla quale sono partito quanti anni a rainer 2.