Ed eccoci al ripassone di Giacomo Leopardi ti propongo come al solito uno schema ti propongo di copiarlo mentre mi ascolti per memorizzare più rapidamente e più con più efficacia i contenuti è uno schema su Tre Colonne a destra vedi la vita al centro gli scritti di pensieri e poetica e a sinistra la colonna delle opere nasce nel 1798 il nostro Giacomo Leopardi AR Recanati e non avendo di meglio da fare eh si dedica allo studio nella biblioteca del padre mentre la madre de antici è una donna anaffettiva perfino crudele nella sua severità e nella sua
insensibilità il giovane Giacomo dai 10 a 17 anni quindi si Dedica a uno studio matto e disperatissimo ben presto non ha bisogno del precettore e da solo impara l'ebraico il greco traduce Omero è veramente un bambino prodigio e questo è l'unic cosa di cui il padre va orgoglioso si stringe amicizia con Pietro Giordani Infatti il suo obiettivo è quello di diventare un traduttore un traduttore dal greco e dal latino e grazie a questo poter in qualche modo Fuggire da questa periferia contadina che è il paesino di Recanati dove Ben presto si rende conto di essere
una specie di zimbello lui è un saccenti è un sapiente è deforme perché nell'età dello sviluppo viene fuori la sua malattia la tubercolosi ossea e quindi è quasi una delusione per il padre che vorrebbe lui l'erede il primogenito E invece lo vede eh votato Insomma alla malattia e quindi può soltanto essere orgoglioso della sua memoria della sua erudizione prodigiosa insomma lui comincia a mandare le sue traduzioni e un po' in giro agli intellettuali che le legge firmare gli articoli delle riviste letterarie e stringe amicizia con Pietro Giordani che va anche a Recanati ospite dal padre
ehm ecco sono gli anni in cui egli comincia a scrivere 1815 vediamo ehm comincia a scrivere alcuni articoli di cui il più famoso è il discorso di un italiano intorno alla poesia romantica Egli ha solo 17 anni ma fa un discorso di una brillantezza geniale Infatti ehm in risposta alla moda romantica promossa anche da Madame de Style cioè quella di ehm una poesia sepolcrale fantasiosa un po' macabra ricorderete il preromanticismo tedesco anglosassone i canti di Ossan Mc Peron Ecco questa era un po' la moda questo si intendeva per romantico Ecco il nostro giovane Leopardi sostiene
che questo fascino un po' del dell'orrore della folklore nordico se da un lato sicuramente può essere interessante per un tedesco per un inglese perché fa riferimento alle tradizioni al folklore allo spirito di quel popolo non ha nulla a che fare con la cultura italiana e dunque per essere romantico cioè interpretare appieno il proprio folklore la propria tradizione la propria cultura la propria storia la propria identità uno che appartiene al popolo italiano deve essere classico Cioè per essere romantici Gli Italiani devono essere classici certo Leopardi rimprovera a un certo classicismo di fine 700 inizio 800 una
pedantesca tecnica copiatura degli stilemi dei miti classici quindi questo sterile riproposizione del modello classico non gli piace per lui il classicismo è uno culto del bello una proprio reinterpretazione personale delle forme all'interno di uno spirito anche moderno quindi diciamo che il classicismo romantico di cui egli vorrebbe essere portatore è un po' quello dei sonetti del Foscolo no dove abbiamo sentimenti passioni inquietudini romantiche espresse però nella perfezione formale degli schemi classici Pensate ai sonetti del Foscolo Ecco un po' è quello il modello più vicino a quello che propone questo discorso di un italiano intorno alla poesia
romantica del resto ai romantici e gli rimprovera una esagerazione di pose di genio e di diciamo sregolatezza Ecco No questa questa enfasi della della passione che sembra disprezzare la lo studio e la cura formale Ecco questo non piace a Leopardi come non gli piace da italiano dover scopiazzare non so Ecco le favole nordiche ma abbiamo parlato abbastanza Dunque veniamo a sono gli anni in cui anche egli parlerà poi nello Zibaldone l'avevo messo in cima poi l'ho cancellato lo mettiamo sotto perché lo Zibaldone gegli comincia a scriverlo nel 1817 comunque nello Zibaldone gli dice che intorno
ai 17 anni è passato dall'erudizione al bello Cioè per lui il mondo classico non è stato soltanto un terreno di studio di erudizione ma lo Haas inato Gli ha insegnato la bellezza Una bellezza che gli adesso appunto metterà anche in pratica in una poesia di natura che sono appunto gli Dilli Infatti egli nel 1000 817 appunto comincia a parlare di questo culto del bello che viene dalla natura che viene dai classici che lo che lo innamora e intanto spera di poter fuggire nel 1819 e gli tenta di fuggire da Recanati viene ripreso alla stazione la
fuga fallisce e lui cade in molti mesi di disperazione veramente di noia anche perché una malattia agli occhi gli impedisce il suo unico diletto cioè la lettura la possibilità di leggere e studiare non ha veramente evasioni da questo carcere si dispera sono i primi ehm momenti in cui nelo Zibaldone gli scriverà che si sta aprendo gli occhi sul vero Ecco sta passando dal bello al vero il vero è eh questa presa di coscienza della impossibilità di essere felici Ma ancora in questi primi anni Sembra che il destino dell'infelicità non sia una regola generale di tutti
gli uomini sia piuttosto la condanna individuale eh di Leopardi stesso comunque ripresosi in qualche modo da questo momento terribile e gli scrive molto scrive sia diciamo elabora la sua poetica nello Zibaldone sia scrive Nella prima fase creativa vedete numero uno in verde i primi testi poetici le canzoni di cui le più importanti le canzoni del cosiddette del suicidio il Bruto minore l'ultimo canto di Saffo e i Piccoli Idilli cosiddetti Piccoli Idilli parliamo di questa prima fase e poi interrompiamo questa prima lezione dello del nostro ripassone Dunque Zibaldone dicevamo nel Zibaldone viene elaborata la poetica di
questa prima fase della sua produzione intanto Eh pessimismo storico ehm Leopardi eh spiega che l'uomo primitivo gli antichi avevano un rapporto con la vita con la natura molto diretto e essi Dunque avevano una vita più felice poiché immaginavano come fossero Fanciulli di parlare con le ninfe vedevano le dee vedevano la natura come Divina meravigliosa e quindi avevano un rapporto più diretto con la bellezza e e con quindi con la felicità I Moderni invece quindi la storia pessimismo storico perché la storia è negativa il progresso è negativo eh in questo senso gli uomini moderni che sono
progrediti e civilizzati si sono staccati dalla natura e quindi si sono staccati dalla principale fonte della bellezza e del diletto sono diventati freddi incapaci di illudersi di vedere la bellezza e di gioirne Ecco in questi idea del selvaggio fanciullo si vede un'influenza delle letture di Leopardi di quegli anni per esempio Russo la teoria del piacere è molto importante viene elaborata intorno al luglio del 1820 Allora Leopardi ha studiato nella biblioteca paterna che è una biblioteca un po' Antica perché siamo in una periferia quindi Ess pur essendo un intellettuale che ha comperato un sacco di libri
il nostro Conte monaldo ha comprato dei libri settecenteschi Leopardi dunque ha una formazione materialistica sensis illuminista razionale insomma per lui la felicità coincide con il piacere il cioè uno stato di benessere fisico o psicologico ma comunque la felicità ha a che fare col piacere da dove viene il piacere viene dal bello e da dove viene il bello dalla natura egli però dice Siccome però l'uomo è dotato di un infinito desiderio di piacere nessuna sensazione pur bella pur piacevole che può venire dalla realtà dalla natura da un oggetto bello da un qualunque bene e non non
sarà una soddisfazione duratura cioè ogni cosa limitata esperienza pur piacevole oggetto pur piacevole è limitato nel tempo e anche nella nella sua nell'esperienza stessa facciamo un esempio per capirci quando voi immaginate la vacanza una vacanza che l'aspettate da tanto tempo un viaggio ve l' immaginate perfetto ma poi nella realtà quella vacanza non sarà mai come la siete immaginata sarà comunque diciamo deludente perché intanto perché non sarà perfetta come ve la siete immaginata E poi perché fin finirà finirà anche molto rapidamente e quindi noi ci troveremo in un un piacere un desiderio di piacere che vuole
essere infinito noi vogliamo essere sempre felici vogliamo un piacere infinito e una realtà che invece al massimo ci darà dei piaceri limitati nel tempo e nella fruizione e dunque Come si può ovviare a questo ma dice Leopardi intanto la natura non è che abbia sbagliato eh a darci questo desiderio infinito di piacere perché ha a che fare col nostro istinto di conservazione e di sopravvivenza cioè l'essere tutte le creature cercano continuamente ciò che fa loro bene che che a loro fa piacere e e cercano di fuggire il dolore in questo modo si mantengono vive Non
è una questione ancora che accusa la natura della nostra felicità eh il piacere Dunque è infinito il nostro desiderio di piacere è infinito La realtà è limitata E allora che cosa anche ci può dare piacere più della realtà limitata l'immaginazione quando noi immaginiamo un piacere già ce lo godiamo e ce lo possiamo immaginare perfetto senza limiti poi invece quando lo viviamo magari ne rimaniamo delusi anche il ricordo è piacevole sommamente piacevole più della realtà perché ancora una volta perché nel ricordo noi tendiamo a sfumare o cancellare ciò che di poco piacevole difettoso c'è stato nell'esperienza
la idealizziamo e ce la godiamo in questo modo dunque la teoria del piacere ha a che fare con l'immaginazione e perciò con la poetica dell'indefinito Leopardi dopo aver riflettuto su che cosa generi piacere Dunque abbiamo detto i sensi la natura il bello ma poi di più l'immaginazione o il ricordo e ci dice che la poesia può dunque stimolare il piacere perché può stimolare l'immaginazione o il ricordo in che modo ma chiaramente proponendo suggerendo situazioni indefinite creando suggestioni suggerendo la realtà ma con una apertura all'immaginazione insomma la poesia deve stuzzicare l'immaginazione suscitare l'immaginazione e la o
il ricordo proporre il ricordo attraverso un linguaggio che non descriva la realtà in maniera troppo Netta e precisa ma che sia indefinito egli proprio Scrive molto nello Zibaldone facendo anche un elenco di Termini che possono essere indefiniti e quindi poetici contrapponendo a termini che secondo lui sono troppo precisi e quindi non poetici facciamo un esempio e qui è un po' romantico Eh il nostro Leopardi facciamo un esempio il tramonto o l'alba o la notte notturno con la luna in cui i contorni sono sfumati sono come circondati da un alone dove si vede ma non tutto
molto si Immagina sono sicuramente molto più poetici di un paesaggio netto scolpito sotto la luce del è grande la ragione È piccola si ricollega il discorso del pessimismo Dunque storico L'uomo primitivo a contatto con la natura è molto felice l'uomo moderno staccato dalla natura è sicuramente più raziocinante più filosofo meno ingenuo meno spontaneo e meno felice e la natura è benigna perché è fonte di ogni piacere e di ogni bellezza anche nelle lettere abbiamo queste riflessioni ma lo Zibaldone è il nostro testo guida eh per la poetica e gli parla anche come aveva già accennato
nel discorso sulla poesia moderna contemporane il discorso di di un italiano sulla poesia romantica accenna anche alla distinzione tra una poesia ingenua e la poesia sentimentale la poesia ingenua è quella degli antichi quella dei classici lì la poesia nasceva direttamente dall'immaginario dall'immaginazione era una poesia di natura una poesia di immaginazione come quella di un fanciull la poesia moderna quella dell'uomo civilizzato dell'uomo raziocinante dell'uomo staccato dalle proprie emozioni non può che essere poesia sentimentale una poesia in cui ancora sentiamo vagamente o addirittura suscitiamo in noi stessi il senso della grandezza e della bellezza della natura ma
nello stesso tempo riflettiamo sul senso delle nostre emozioni sul senso di quelle esperienza e di quella bellezza ci facciamo domande filosofiche e dunque non riusciamo a vivere Viv in pieno la magia Ma in questa contemplazione del bello Ci facciamo rovinare la festa dalla domanda di senso dalla riflessione e dunque la poesia sentimentale egli in realtà si riferiva anche a un testo tedesco di shelling che è proprio intitolato la poesia sentimentale bene Ci fermiamo qui e alla prossima lezione del ripassone analizzeremo le prime produzioni