Eccoci qua allora siamo arrivati allo sviluppo delle abilità comunicative che appunto si evolvono nella crescita e nascono dal bambino l'acquisizione del linguaggio è uno degli aspetti più significativi dello sviluppo perché Al linguaggio sono connesse tutta una serie di interazioni sociali Quindi con il linguaggio si sviluppa la socializzazione la capacità di instaurare legami la capacità di esprimere bisogni la capacità di esprimere emozioni sensazioni senza comunicazione manca una parte fondamentale eh dello sviluppo della persona ovviamente abilità comunicative non intese esclusivamente come la parola ma intese come una comunicazione nella sua totalità così come l'abbiamo analizzata fino adesso
nella parte verbale e nella parte non verbale in particolare Ovviamente i bambini i neonati hanno prima accesso ad una comunicazione non verbale o comunque ad una comunicazione eh tramite prima il pianto la lallazione Ok il primo accesso al canale comunicativo non è quello verbale quando eh Siamo nel pieno no della formazione del legame madre bambino di cui abbiamo tanto parlato ci sono quei vagiti quei piccoli versi quelle quei momenti comunicativi che si instaurano tra madre e bambino tra kerger di riferimento e bambino che costituiscono un linguaggio spesso si dice che la mamma la madre impara
No ad interpretare questi versi che sono all'apparenza tutti uguali e questo questo linguaggio viene definito dagli studiosi della psicologia Diciamo dello sviluppo Baby Talk Quindi è una sorta di linguaggio neonatale diretto principalmente alla figura elettiva quindi alla figura di riferimento il primo quindi passaggio la prima entrata nella vita comunicativa del bambino è questo Baby Talk al bambino non interessa Nella prima fase di vita comunicare con il resto del mondo perché in quel momento è la madre la figura di riferimento che gli dà tutto quello che a lui serve In definitiva tutto il resto non conta
poi tanto piano piano che il bambino si evolve abbiamo visto che poi inizia anche a eh orientare Innanzitutto allargare il suo campo visivo che è importantissimo e poi ad orientare la sua attenzione anche verso gli oggetti ehm in questo l'evoluzione dello sguardo del campo visivo è molto importante perché far entrare in questa relazione diadica di madre e bambino un uno spazio più grande un oggetto un qualcosa di inanimato è un passaggio che fa evolvere le abilità comunicative ok qua vediamo Vedete un uno schema Eh le le tappe dello sviluppo comunicativo così come sono state eh
riassunte in una estrema sintesi vedete Da dove è preso questo schema e Eh la suddivisione è tra comunicazione preintesa morfosintattico intorno ai 36 mesi c'è da dire lo diciamo adesso e lo ripeteremo tutte le volte in cui qualcuno proverà a stabilire delle fasi fisse di sviluppo che non è mai una legge prendiamo questi intervalli temporali come uno standard di riferimento ma non dobbiamo prenderli in maniera assoluta ed universale Questo significa che ci sono bambini che stanno completamente in silenzio di tomba fino Magari ai 24 mesi e poi si sbloccano e si sbloccano tutti in una
volta o magari ci sono dei bambini che iniziano a parlare molto più tardi rispetto agli altri non per questo c'è da allarmarsi Poi vedremo dedicheremo un piccolo pezzettino del tempo insieme ai disturbi del linguaggio in realtà sono delle tappe sono delle tappe standardizzate non prendiamole come leggi assolute Questo è il senso dagli 8 ai 13 mesi inizia una comunicazione intenzionale attraverso i gesti quindi siamo usciti dal Baby Talk e iniziano questi piccoli gesti questo questo approccio alla gestualità che poi si acir sempre di più specialmente nella nostra cultura noi utilizziamo molto la vedete Io anche
in questo momento sto gesticolando quindi poi il bambino introietta No quello che fa parte della cultura anche dal punto di vista comunicativo e in questa fase si dà l'oggetto si prende l'oggetto questo passaggio Qui è molto importante anche banalmente aspettare che qualcuno ti dia l'orsetto per dire ti fa capire che c'è un turno nel fare le cose Prima le faccio io poi le fai tu una volta sono io che aspetto la volta dopo sei tu che aspetti ed è molto importante perché questa cosa che viene appresa in una prima dimensione in cui le parole ancora
non ci sono poi verrà trasferita nel momento in cui si parlerà nel turno di parola Ok dai 12 mesi si inizia a denominare m si iniziano a denominare I giochi gli oggetti le persone gli animali Ecco in questo in questa fase di di crescita Tanti pensano che i bambini Sian da riempire di parole ovviamente l'abbiamo visto a seconda della famiglia del tipo di ambiente in cui si cresce c'è un linguaggio diverso una tipologia di oggetti diversi che vengono nominati in una casa o in un'altra è chiaro ehm per esempio un bambino che ne so che
viene da una famiglia di contadini saprà probabilmente Che cos'è la vendemmia eh Un bambino che ha i genitori entrambi banchieri ingegneri magari quella parola lì non la sente dire però è tutto Fa tutto parte di un bagaglio culturale che ci si porta dietro il punto in questa fase in cui i bambini cominciano No ad accumulare parole iniziano a sentirle a memorizzarle è che spesso ehm i bambini proprio tendono ad essere riempiti spesso si fanno par giochi tipo che ne so Il gioco dell'Oca delle tesserine conosci tutti gli animali del lo zoo conosci tutte le specie
possibili ok È bellissimo sapere tante parole però nel primo step di crescita il linguaggio deve essere funzionale quindi Ok che tu conosci la differenza tra cammello e dromedario conosci sai che cos'è la balena sai che cos'è il maiale Benissimo Perfetto sai cos'è il Bioparco però nella vita quotidiana a cosa ti serve sapere tutte queste parole poi va a finire che conosci le parole singole ma nel momento in cui devi comunicare effettivamente nella vita quotidiana quelle parole non ti servono perché quale bambino vede una balena nella vita quotidiana non hai bisogno di quel tipo di espressioni
almeno all'inizio nel momento in cui il linguaggio sta emergendo cosa ti serve sapere ti serve sapere prendi Dammi gioco tira la palla salta la corda sali sullo scivolo servono queste cose ai bambini perché devono capire che comunicare serve e non solo al diciamo così soddisfacimento di bisogni fisiologici perché a 12 mesi 16 mesi si inizia No ad avere anche un linguaggio che possa servire ad altro dai 16 ai 20 mesi si inizia ad arricchire questo bagaglio no quindi si inizia per esempio a distinguere un po' Quali sono gli aggettivi si inizia a distinguere un po'
tra femminile e maschile si inizia a distinguere Questo è un passaggio difficile ehm tra io e tu lui e lei Pian pianino Ok Ehm la l'insegnamento della grammatica anche qui nessuno si mette a insegnare al bambino Io tu noi egli Ok i pronomi gli articoli viene tutto trasmesso in maniera naturale e questo fa molto riflettere Anche rispetto a come noi invece insegniamo le lingue straniere cioè l'apprendimento dell'italiano come lingua madre non avviene come l'apprendimento dell'inglese in cui uno si mette lì e fa i you e She It l'italiano come lingua madre si apprende semplicemente sentendolo
parlare provando a farlo parlare ai 3 anni tipicamente si raggiunge uno stadio completo di sviluppo morfosintattico quindi a 3 anni si può dire che un bambino ha o dovrebbe avere un linguaggio che si compone in maniera totale cioè con capacità di ento spazio temporale in quello che stai raccontando più o meno sapere cosa hai fatto prima cosa farai dopo cosa stai facendo in questo momento a 3 anni sai mettere insieme una frase almeno una frase nucleare cioè un soggetto e un'azione conosci un minimo di vocabolario di parole ad alta frequenza d'uso alta frequenza d'uso significa
parole che nella vita quotidiana Ti servono ok Questo Questi sono i le le componenti diciamo così di un linguaggio che può definirsi completo Ovviamente non sto dicendo che un bambino di 3 anni debba parlare in maniera comprensibile e in maniera Così sciolta come un diciottenne però si si sta dicendo che a 3 anni si raggiungono gli elementi essenziali che compongono il linguaggio poi vanno a r vanno sviluppati Ci mancherebbe Allora abbiamo detto che acquisire il linguaggio non è per niente una questione standardizzata ma cambia da bambino a bambino quindi ci sono stati diversi studi per
esempio gli studi di Katherine Nelson che ha distinto tra due stili di acquisizione del linguaggio uno stile referenziale e uno stile espressivo ora i bambini che hanno uno stile referenziale sono portati all'accumulo di tante referenze cioè i bambini che eh o per loro interesse personale o per stile educativo vengono imbottiti di parole sanno mettere le etichette agli oggetti Cos'è questo Cos'è quell'altro eccetera e questo è il modo con cui viene loro insegnato il linguaggio O almeno il modo con cui si prova ad insegnare il loro linguaggio Cos'è questo Cos'è questo Cos'è questo non è che
funzioni tantissimo ripeto perché poi nel momento di comunicare tu le parole le devi mettere insieme l'una con l'altra e poi c'è Invece lo stile espressivo è uno stile in cui il linguaggio non è soltanto mettere un'etichetta ad un oggetto ad un animale ad una persona ma ehm riguarda mettere insieme delle frasi per comunicare quindi per fare arrivare un messaggio all'altro ed è questa l'essenza della comunicazione con questo stile di acquisizione del linguaggio i bambini prendono subito consapevolezza di tre elementi che compongono il linguaggio stesso la pragmatica quindi il fatto che il linguaggio deve arrivare te
lo dico con i gesti te lo dico con le parole te lo dico come ti pare però il linguaggio deve essere funzionale a quello che io voglio produrre in chi mi ascolta sia nell'ascolto che nella parola poi la fonologia quindi acquisizione e uso di suoni diversi e la semantica Ok quindi va bene Tu sai che questo oggetto si chiama così l'altro oggetto si chiama in un altro modo però quando tu metti tutto insieme il linguaggio la comunicazione non è un insieme di nomi è un qualcosa di più organico sono nomi sono aggettivi sono preposizioni tutto
perché il messaggio deve essere funzionale Ora ovviamente perché ci interessiamo allo sviluppo del linguaggio Questo l'abbiamo detto lungamente il linguaggio fa partire dei meccanismi mentali e a sua volta il linguaggio è regolato da una parte del cervello quindi è un duplice effetto il linguaggio è prodotto da delle reazioni neuronali e a sua volta produce delle reazioni neuronali tanti studiosi di cui vedremo hanno studiato proprio gli effetti dello sviluppo del linguaggio sul pensiero e sull'interazione sociale dell'individuo che pian piano cresce lo sviluppo del linguaggio del bambino è uno studio molto importante perché quando io capisco Ok
che il bambino è pronto a parlare è pronto a comunicare vuol dire che il suo pensiero il suo sviluppo cerebrale sta progredendo questo Indipendentemente dalle tappe che abbiamo visto prima che come già detto sono delle tappe standardizzate non tutti i bambini sono pronti a fare il salto verso il linguaggio alla stessa età Ok ora rispetto all'acquisizione del linguaggio vedremo tante posizioni diverse perché non sempre gli studiosi sono d'accordo tante teorie si somigliano tante Vanno in contrasto Piaget Jean Piaget lo vedremo lungamente in molti aspetti dei suoi studi il primo aspetto che prendiamo in considerazione è
quello del linguaggio e ha una posizione abbastanza particolare secondo lui lo sviluppo del linguaggio è indipendente dallo sviluppo sociale quindi praticamente per un bambino sviluppare il linguaggio sviluppare il pensiero sviluppare la socializzazione non sono cose legate necessariamente tra loro Ok inizialmente tutti davano ragione a questa cosa qui mh poi ci sono state delle m posizioni anche devo dire contrapposte per vigos per esempio l'acquisizione del linguaggio è correlata allo sviluppo cognitivo Cioè secondo vigoni eh lo sviluppo sociale e lo sviluppo neuronale sono collegati al linguaggio mano a mano che progredisce lo sviluppo del cervello progredisce lo
sviluppo del linguaggio e mano a mano che progredisce lo sviluppo del linguaggio le capacità comunicative Fanno aumentare l'interazione sociale della persona che se volete è una posizione perfettamente logica ok Quindi nell'interazione con gli agenti sociali si sviluppano mano a mano delle facoltà di pensiero che mano a mano aumentano lo sviluppo del linguaggio mano a mano aumenta la socializzazione Insomma pensiero linguaggio e relazioni sociali sono molto intersecate e collegate tra loro il bambino quindi segue una linea di sviluppo che vede un legame fortissimo tra questi tre elementi pensiero linguaggio e interazione sociale non come diceva Piaget
prima una cosa poi l'altra non importa Mh a differenza di piag quindi per Vigi linguaggio e pensiero sono in continua interazione e le interazioni sociali ehm sono le le interazioni tra questi tre componenti tra queste tre componenti sono molto importanti per il bambino in tutte le dimensioni dal punto di vista cognitivo dal punto di vista comunicativo dal punto di vista sociale Ora Ehm bowsky è importante per tanti concetti anche piac si tratta di due dei capisaldi della psicologia della pedagogia moderna eccetera eccetera quindi li vedremo spesse volte quando vigotski ha studiato l'acquisizione del linguaggio e
delle facoltà comunicative Ha ipotizzato che esista un livello potenziale di sviluppo quindi prendiamo ad esempio un bambino a in un determinato periodo di tempo si trova all'interno di una tappa di sviluppo che è tutta sua che potrebbe coincidere o potrebbe non coincidere con lo standard ma secondo vigoni se noi guardiamo un po' diciamo oltre la punta del naso ogni bambino può arrivare ad un livello potenziale di sviluppo se quel bambino viene diciamo accompagnato da un adulto competente Ok questo livello potenziale vigos lo chiamerà zona di sviluppo prossimale quindi esiste una zona di sviluppo attuale e
una zona di sviluppo prossimale poi in realtà tutto questo è stato fortemente messo in dubbio Però ci sono degli elementi assolutamente reali che sono incontrovertibili ovvero che quando un bambino si sviluppa quando un essere umano si sviluppa da qualsiasi punto di vista se viene accompagnato da un adulto competente Sicuramente è molto più agevolato Ok su questo penso siamo tutti d'accordo Dopodiché Vedete qui sotto riportato un altro nome importante che vedremo in maniera molto più dettagliata più avanti ovvero quello di jeron bruner anche lui ha studiato il linguaggio da una prospettiva decisamente più la potremmo definire
sociocritique [Musica] secondo Brunner Ok studiamo il modo in cui il bambino acquisisce abilità comunicative è importante il linguaggio ha tante componenti che sono correlate tra loro ha una struttura ha una certa morfosintassi va bene però per un bambino che non è ancora immerso nella socializzazione secondaria quindi che non ha ancora consapevolezza dei ruoli e tutto quanto la questione principale legata al linguaggio è la sua funzione sociale e soprattutto secondo bruner quando un bambino sviluppa le sue capacità comunicative questo non dipende soltanto dal contributo che viene dato dall'adulto Quindi da quanto l'adulto aiuta il bambino ma
dipende anche da come l'adulto trasmette questo linguaggio Ok dal modo in cui fa cogliere il linguaggio al bambino vi faccio un esempio che può sembrare sciocco se io mi metto lì e scarico un tir di parole davanti a mio figlio Eco Cosa vuoi da mangiare la carne la pasta i biscotti l' omogeneizzato treua come pretendi che un bambino ti risponda se non stai aspettando dandogli il tempo di elaborare di comprendere Cosa gli stai dicendo di ricercare le parole giuste dentro di sé di dirtele nel modo imperfetto in cui te le dirà in questo modo stai
trasmettendo ansia ok e per il bambino il il linguaggio diventerà una gran rottura di scatole Perché capirà che nel momento in cui la mamma apre bocca su davanti a lui per lui sarà un momento frustrante perché non riuscirà a parlare perché tanto quella parla sempre lei Ok quindi dipende molto dal modo in cui l'adulto fa approcci Al linguaggio poi ci sono diversi modelli psicologici sulla l'acquisizione del linguaggio in generale vedete alcune Insomma alcune parole alcune denominazioni che approfondiremo il comportamentismo di di Skinner per esempio Ok chomsky la teoria innatista chomsky ha una posizione molto particolare
secondo cui la competenza del linguaggio è un è una competenza che esiste già innata nell'individuo e che poi va ad essere arricchita prima con l'interazione con la figura materna e poi con tutto il resto poi vedete l'abbiamo già nominata la comunicazione assertiva il linguaggio giraffa di Rosenberg questi sono citati alcuni appunto alcuni studiosi che approfondiremo con le relative Teorie del linguaggio di cui sono son portatori ora Specialmente quando ci si prepara ad una prova scritta ad una preselettiva comunque a qualsiasi prova sia a risposta chiusa quindi a crocette è importante focalizzare la parola chiave collegata
all'autore di riferimento Ok quindi è per questo che trovate questa slide impostata in questo modo Dopodiché disturbi della comunicazione l'abbiamo detto che avremo fatto questa piccola la digressione che digressione in realtà non è [Musica] ehm Cosa può succedere nello sviluppo della comunicazione del bambino Innanzitutto premessa molto importante la neuropsichiatria In generale come Poi vedremo anche meglio non si allarma prima dei 3 anni quindi in generale a livello generale tutto ciò che sono i tempi del bambino prima dei 3 anni non rappresentano un problema se dopo i 3 anni anagrafici il bambino non raggiunge un certo
tipo di livello di abilità comunicative allora lì si cominciano a delineare degli aspetti da indagare prima dei 3 anni non c'è problema Se non si rispettano quelle tappe di cui abbiamo parlato perché sono tappe standard possono esserci problemi fisici Ok quindi un un una mancata per esempio sensibilità della propria lingua del proprio palato un problema di dentizione un problema psicologico e questi sono sono problematiche in netto aumento nella società odierna il cosiddetto mutismo mutismo selettivo hanno molto spesso un'origine psicosomatica Ok problematiche di tipo sociale o di tipo strumentale quindi di tipo strumentale tipicamente sei appena
arrivato in Italia non conosci il codice linguistico italiano Non parli e non ci provi neanche perché magari ti ti demoralizzi e poi ci sono degli elementi che possono ostacolare la comunicazione o comunque possono deviarla quindi la distrazione la saturazione la mancanza di un canale comune codici incompatibili quindi diversità linguistica adesso affrontiamo una parte un po' più leggera che esula Se volete da una teoria specifica Ma è importante per la professione insegnante comunicare con chi sta crescendo di certo non una passeggiata sicuramente Durante l'infanzia è tutto molto delicato perché il linguaggio sta emergendo durante la scuola
primaria si arricchisce sempre di più diventa più astratto quando si arriva alla preadolescenza all'adolescenza comunicare con che sta crescendo in questa fase qui Diventa molto molto molto delicato perché il linguaggio dall'altra parte Quindi il linguaggio del ragazzo non è per niente assertivo vi ricordate quando abbiamo parlato di assertività dell'equilibrio l'equilibrio non si raggiunge in adolescenza anzi in adolescenza hai i due poli Quindi o l'aggressività o la completa passività in generale è più probabile che ci sia aggressività o comunque tendenza all'o posizione in generale c'è questa diciamo così insicurezza e anche la tendenza a comunicare con
le persone sbagliate l'adolescente fa più fatica a comunicare con le figure che dovrebbero essere di riferimento magari prende come riferimento l'amico prende come riferimento chi non ha esperienza della vita e quindi magari consigli sbagliati E tutto quello che che volete No sono momti mti in cui la comunicazione è difficile da gestire anche perché bisogna interpretarla come Bisogna interpretare la comunicazione di un neonato che piange per qualsiasi cosa Bisogna interpretare la comunicazione di un adolescente che apparentemente Si oppone apparentemente ti aggredisce Ti urla in realtà Magari dentro sta morendo e si costruisce una corazza perché non
ha gli strumenti per fare altro a livello di un insegnante questa cosa qui è complicatissima da gestire andiamo avanti al metodo Gordon metodo Gordon che trovo molto interessante vedete delle parole chiave già evidenziate in maiuscolo è un metodo sviluppato intorno alla seconda metà del 900 quindi a livello temporale collochiamo tutti lì Ok Ehm e si basa sulla analisi tra del rapporto tra educatore e studente sempre un'analisi di un rapporto degli anni 60 del 900 okm avevano però già capito nonostante siano passati praticamente più di 80 anni quanto fosse importante la capacità di comunicare di un
educatore di una figura di riferimento che chiaramente trasmette tantissimo attraverso il non verbale Anzi è il primo canale che arriva da parte di insegnante e che comunque a tutti i livelli deve ricordarsi di una sua deontologia professionale e saper comunicare in maniera ufficiale ehm ed efficace per costruire una relazione considerate gli anni 60 del 900 in cui agli insegnanti non interessava creare una relazione educativa così come la possiamo diciamo intendere noi oggi Oggi no oggi eh l'insegnante deve cercare di Adattare il proprio metodo al tempo che passa il proprio linguaggio al alla società che progredisce
negli anni 60 non era proprio così ok però Gordon aveva già capito una cosa fondamentale che è il fulcro del suo metodo la formazione dell'identità e lo sviluppo è qualcosa che il bambino il ragazzo deve affrontare da solo Ma da solo non ce la fa e quindi chi interviene dal punto di vista della scuola interviene l'educatore come figura chiave e figura che viene definita da Gordon facilitatore è la prima volta che nomino questo termine che vedremo in tanti campi diversi Ma se ci pensate 1960 insegnante come facilitatore nello sviluppo dell'alunno è tanta roba ok come
fa l'insegnante ad essere facilitatore nello sviluppo identitario proprio del del ragazzo dell'adolescente attraverso l'empatia Ok attraverso l'ascolto attivo ascolto di chi vuole capire qual è la problematica di chi non si impone di chi non è autoritario E di chi riesce in qualche modo a dare una lettura di quello che il ragazzo sta comunicando perché molto spesso in adolescenza in preadolescenza No quello che si vuole capire è Chissà cosa gli passa per la testa Questo qui secondo Gordon l'abilità del dell'insegnante comunicatore è quella di dare una traduzione No alle emozioni che arrivano che vengono comunicate dal
ragazzo da chi sta parlando no non dare diciamo così una soluzione netta ma provare a proporre una lettura dei fatti diversa da quella che magari vede l'adolescente che è chiuso nel suo mondo e che magari sta affrontando qualcosa che per lui è enorme e irrisolvibile ma in realtà si può ridimensionare Ok Quali sono le barriere comunicative Ecco quindi Quali sono le gli elementi che possono mettere seriamente in difficoltà la comunicazione con un ragazzo con un adolescente con un bambino e che possono di conseguenza inficiare la qualità della relazione essere imperativi ordinare ed esigere qualcosa mentre
tu nell'esercizio puro della tua professione di insegnante no quando che ne so stai spiegando qualcosa puoi dire devi studiare perché quella è una comunicazione di tipo tecnico quando ci abiamo il rapporto uno a uno quindi quando stiamo parlando a quattro occhi tra insegnante e allievo qualsiasi età abbia l'allievo eh esternare rabbia non va bene far sentire sminuire le sensazioni dell'altro non va bene minacciare nemmeno fare la morale dire Ma no quello che stai provando Tu in realtà sono sciocchezze non va bene dare consigli non richiesti non va bene cercare di eh dire vabbè ma Segui
il mio ragionamento passerà tra un mese la vedrai in un altro modo in quel momento lì non gli sei utile in questo modo ok Così come per carità giudicare criticare come umiliare ok oppure che ne so tendere a diagnosticare a volte no a dire questo secondo me è sbagliato Questo è giusto oppure minimizzare eh ironizzare fare del sarcasmo peggio mi sento sono tutti comportamenti da evitare perché fanno sì che l'interlocutore si chiuda completamente e è ampliamente documentato e ampliamente studiato che se noi facciamo chiudere la persona che abbiamo davanti in quanto allievo a livello comunicativo
a livello emotivo quella persona non rende più neanche dal punto di vista degli apprendimenti quindi non ci dobbiamo curare soltanto dei contenuti della disci disciplina è questo il guaio grosso Ora Ehm abbiamo parlato di comunicare con chi sta crescendo di una comunicazione particolarmente delicata nel Appunto nel rispetto della società che si sta evolvendo perché ci sono delle nuove forme di comunicazione che poi possono portare a conseguenze spiacevoli come il cyber bullismo Vi ho messo alcuni riferimenti a tutto ciò che cos'è difficile per l'insegnante oltre che evitare tutte le barriere che abbiamo visto prima adottare uno
stile Democratico il metodo Gordon anni 60 che individua l'insegnante come facilitatore nello sviluppo che cosa dice che in realtà l'insegnante per praticare l'ascolto attivo per evitare tutte quelle barriere di cui parlavamo prima deve rinunciare alla sua autorità cioè deve rinunciare ad essere praticamente un sovrano assoluto cosa che non è molto facile perché siamo tutti esseri umani e tendenzialmente all'essere umano piace esercitare il potere ed esercitare autorità ok Non è semplice è una tentazione a cui tutti siamo portati e soprattutto a tutti gli insegnanti sono portati e A cui devono resistere ora spostiamoci sulla questione della
psicologia dello sviluppo e dell'apprendimento Finora abbiamo parlato di sviluppo sociale di sviluppo del linguaggio chiaramente ad un certo punto si ci si orienterà verso l'acquisizione di conoscenze di abilità di capacità proprie degli esseri umani tutte quelle capacità che servono per portare avanti una vita Ok uno sviluppo sociale ehm non può prescindere da uno sviluppo personale e viceversa quali sono gli obiettivi della psicologia dello sviluppo anche qui soffermiamoci dicendo che la psicologia dello sviluppo traccia delle traiettorie tipiche di sviluppo Ma le traiettorie tipiche non sono mai legge assoluta ok Ovviamente la i teorici della psicologia dello
sviluppo hanno dovuto utilizzare come riferimento l'età anagrafica per dire che tipicamente a 2 anni si fa questo a 4 anni si fa quest'altro a 6 anni si fa quest'altro però ogni persona è un mondo a parte le traiettorie tipiche non sono le traiettorie di tutti e il fatto di non seguire una traiettoria tipica non vuol dire necessariamente avere un problema perché lo sviluppo della persona è sempre caratter izzato da momenti Di Stasi da momenti di brusche interruzioni brusche accelerazioni che dipendono da tanti fattori perché lo sviluppo integrale dell'individuo è influenzato da una marea di cose
quando ci si sviluppa si cambia si cambia sotto ogni punto di vista dal punto di vista qualitativo e dal punto di vista quantitativo dal punto di vista fisiologico biologico sociale linguistico eccetera lo sviluppo viene visto in termini di trasformazione di capacità quindi la capacità che c'è si evolve la capacità che non c'era si assimila ed è un'evoluzione un'evoluzione che è dettata dalla vita biologica dell'organismo perché la crescita in realtà è invecchiamento dal punto di vista biologico questo non dobbiamo dimenticarlo ok Per noi è ha un'accezione assolutamente positiva quella di crescere di acquisire nuove capacità ma
dal punto di vista strettamente biologico quindi del nostro corpo dei nostri organi della nostra pelle più vai avanti più invecchi di fatto dal punto di vista biologico lo sviluppo è invecchiamento anche un bambino di 2 anni rispetto a quando ne aveva uno biologicamente è invecchiato Ok sembra assurdo ma è così è una sorta di maturazione che non è mai lineare e ci sono state diverse teorie inutile che ve lo dico si sprecano le vedremo rispetto alle tappe di sviluppo Ok da ogni punto di vista ora noi sappiamo che la vita dell'individuo è lunga la vita
media si allunga sempre di più e ovviamente la psicologia dello sviluppo a un certo punto si è dovuta dividere perché hanno detto ok una parte di studiosi si occupa della psicologia dello sviluppo dell'età evolutiva quindi sostanzialmente diciamo fino al momento in cui l'individuo prende parte della vita sociale quindi quando comincia a lavorare diciamo così poi la psicologia dello sviluppo del ciclo di vita e quindi dall'entrata nella società all'acquisizione di una posizione alla costruzione di unid affermata e poi la psicologia dell'arco di vita quindi cosa succede dall'affermazione dell'identità alla fine no di questo percorso di sviluppo
che possiamo chiamare in questo modo perché in senso assoluto lo sviluppo non si ferma mai si ferma nel momento in cui muori stai biologicamente invecchiando ti stai sviluppando e lo fai Fino all'ultimo respiro E c'è bisogno di un tipo di studio diverso perché diverse Sono le età diverse Sono le necessità i tipi di interazioni Per questo la psicologia dello sviluppo si divide in base all'oggetto di studio che ripeto è tendenzialmente tracciato dall'età anagrafica perché dovevano utilizzare un Eh diciamo un un riferimento standard ok Inoltre quali sono le altre le altre variabili da tenere in considerazione
Ovviamente la variabilità interindividuale e la la varietà intra individuale quindi la differenza tra soggetti diversi che hanno la stessa età e il modo in cui ciascuno vive le fasi dell'esistenza questi vedete sono riassunti in questa mappa sono tutte le sfere dello sviluppo Quindi morale sociale cognitivo emotivo della personalità fisico motorio ora Quali sono le varie prospettive dello sviluppo in generale le idee Generali la visione ambientalista qui vediamo lw secondo l' il bambino nasce come una tabula rasa Ok su questa tabula rasa facendo esperienza si costruiscono i fattori che portano allo sviluppo quindi lo che il
bambino nasca con delle capacità innate Rousseau invece dice totalmente il contrario dice Guardate il bambino in realtà per natura già dal primo vagito è buono però ehm non avrebbe bisogno di particolari guide non avrebbe bisogno dell'adulto non avrebbe bisogno di niente perché la natura lo farebbe crescere secondo una determinata legge di natura ora da queste due posizioni tendenzialmente più da quella di di di Rousseau Nascono dei dibattiti perché quando Rousseau dice sì Il bambino è buono per natura e e e la natura basterebbe per farlo crescere c'è qualcun altro da un'altra parte che dice Beh
forse no cioè forse il contributo degli adulti della cultura di riferimento è importante e poi c'è la teoria evoluzionistica il benedetto Charles Darwin quindi l'adattamento all'ambiente il fatto che il più forte sopravvive Ok le differenze individuali devono progredire insieme alla società insieme all'ambiente e se si riesce ad adattarsi si va avanti altrimenti no ovviamente Darwin ha applicato questi studi ad una sfera strettamente animalesca diciamo così no però questo era il suo il suo concetto poi l'approccio sociologico di Emil Durkheim Durkheim dà grande importanza al sistema educativo sociale Ok per cui l'individuo non può fare a
meno di far parte di gruppi sociali che lo condizionano ne condizionano il modo di fare Ne condizionano gli obiettivi di vita e quindi ne condizionano anche lo sviluppo andiamo a vedere le teorie dello sviluppo nel dettaglio Ecco è un passaggio questo importantissimo perché vedremo nell'ordine comportamentismo neocom e cognitivismo che sono tre punti veramente tre punti cardine ed è per questo che li vedremo piano piano analizzando nel dettaglio quali sono gli esponenti più importanti di ogni corrente