anche in questo orario esotico, insomma, 17 sono un orario da, come dire, da te e quindi questa cosa mi la trovo ammirevole. Eh, quindi grazie, grazie due volte per essere qui in un orario così peculiare. Io risponderò volentieri alle domande che mi sono state così gentilmente poste.
L'idea è quella di raccontare, questo è un festival che raccoglie le idee per il futuro, ma insomma il futuro migliore, io dico sempre questa cosa, da rappresentare è il futuro più lontano possibile da noi, nel senso che ehm il mio vecchio maestro diceva se devi realizzare una previsione possibilmente falla a 70-90 anni che che è l'asso di tempo migliore, perché insomma difficilmente ne risponderai. Eh, in questo caso proverò un esercizio più scivoloso, cioè quello di immaginare futuro decisamente più prossimo. Ma in che modo?
Anzitutto rispondo alle domande che mi sono state poste perché comunque si si agganciano. Io non mi occupo di forme di governo, non sono un politologo, non le considero rilevanti, quindi sono rilevanti per la qualità della vita. Noi siamo fortunati a vivere in democrazia, ma negli elementi geopolitici no.
Non è non c'è differenza. Questo era ciò che faceva letteralmente impazzire Papa Francesco, la distinzione tra imperi buoni e cattivi in base alla forma di governo. Diceva questa storia degli imperi buoni e cattivi, cioè tra Stati Uniti e Russia, Cina, Iran, Turchia, dice "Ma dove l'avete presa?
" ce la insegnano fin da piccoli, molto banalmente, quindi esistono i buoni cattivi, veniva detto anche nella nella domanda come forma di ragionamento corretto. Allo stesso modo, io non so come come se la passo in una democrazia, appunto, non non è il mio mestiere. Io mi occupo di popoli che sono ciò che determinano le forme di governo.
Esattamente l'opposto. Sono i popoli che determinano le forme di governo, non il contrario. Non è che in base alla forma di governo viene un popolo, è l'opposto.
Ogni popolo si dà la forma di governo se può scegliere e non molti possono scegliere. Noi noi, ad esempio, non abbiamo potuto scegliere, cioè noi dobbiamo immaginare che sia chissà qua. C'è andata di lusso.
Gli americani ci hanno obbligato letteralmente ad adottare una forma di governo democratica e siamo stati molto fortunati. Non è che, se vogliamo essere proprio onesti, non è che ce la siamo dati da soli. Chi può scegliere e ce ne sono in giro per il pianeta e qualcuno è anche meno fortunato di noi, perché noi abbiamo preso senza dubbio la migliore forma che esiste, quella democratica.
Chi può scegliere si dota di questa o quella forma di governo in base alle sue tradizioni, al suo pensiero? E quindi rispondo già alla domanda, è una distinzione oltre l'occidente? Mi veniva chiesto una domanda puntuta che ha un senso?
La risposta è no. Questa distinzione esiste soltanto in Occidente, molto banalmente perché perché la democrazia che è una strepitosa conquista della quale noi occidentali dobbiamo essere orgogliosi, come ovvio, anche se ogni tanto ce lo dimentichiamo, ma la democrazia si fonda su un concetto che tutto è soltanto occidentale, il valore dell'individuo, che è allo stesso tempo un altro elemento di cui dobbiamo essere profondamente orgogliosi, una grande conquista dell'occidente. il valore centrale dell'individuo, ma molto banalmente fredcidente l'individuo non è considerato il centro della speculazione, non c'è.
Perché non c'è? Perché la grande maggioranza degli umani non è involuta rispetto a noi. Questa è una nostra forma razzista di guardare agli altri.
semplicemente guarda le cose in modo diverso, ovvero invece di porre al centro il singolo, pone al centro l'aggregazione, la comunità, che sia tribù, stato, impero, clan, eccetera eccetera. Quindi non ragiona mai per singolo. Molto banalmente, se noi chiediamo, che so a chi è parte di una tribù e la tribuna è una sofisticazione, cioè non è un elemento primitivo come lo immaginiamo noi, eh semplicemente una tradizione diversa.
I Kurdi vivono tutti in tribù, gli arabi oggi che so la provincia dell'Ambari in Iraq è costituita da tribù. Non è bisogna andare chissà quanto lontano. E se si domanda membro di una tribù, che cosa pensi?
Risponde la mia tribù pensa e considera noi involuti, noi bestiali. Perché? Chi sei tu per porre le tue ambizioni, i tuoi desideri, i tuoi particolarismi sopra la comunità?
Sei un animale. Soltanto gli animali si pongono oltre la costruzione sociale. Hanno ragione loro esattamente quanto abbiamo ragione noi.
Sono tradizioni diverse, molto semplicemente, giaché noi degli altri non sappiamo un cavolo, da bravi occidentali, lo vedete nella guerra degli Stati Uniti contro l'Iran, che è la classica guerra di chi non sa niente del mondo e infatti si ritrova nei guai, si caccia puntualmente nei guai. Cioè che noi degli atti non sappiamo niente, applichiamo a loro le nostre categorie. mondo diviso in democrazia autocrazie può reggere fino all'Europa occidentale.
Poi gli altri ovviamente non ti prendono neanche sul serio, cioè parli di cose soltanto tue e le applica agli altri e poi punti anche i piedi quando i conti non tornano. Dice perché? E perché fa tutto da solo, figlio mio e non è non è vero che abbiamo ragione.
Cioè questa è un'altra roba che ci raccontiamo. Noi non siamo l'evoluzione ultima dell'umanità. Il mondo ha 8 miliardi 150 milioni di abitanti.
Gli occidentali malcontati sono meno di un miliardo. È un po' un po' difficile che 78 dell'umanità non capiscano nulla. È molto difficile o che tutti vivano fuori dal contesto libertario come lo immaginiamo noi.
È una nostra semplificazione dovuta alla poca conoscenza degli altri. Se facciamo un giro nelle lingue, scopriremo banalmente che libertà, sostantivo per noi eccelso, noi occidentali, nella stragrande maggioranza delle lingue di questo pianeta, ha valore negativo. E com'è possibile?
disastro, dice perché gli altri sono primitivi oppure c'è l'elemento ancora più ridicolo, poverini, quindi diventiamo addirittura paternalistici, non sanno, non hanno capacità di vedere le cose, c'è la censura, c'è un cattivone, eccetera. Ecco, queste forme di ignoranza dell'altro sono tipicamente occidentali, anzi bisognerebbe dire occidentaliste, quindi nella nella sua forma negativa. In Russia, la Russia è una dittatura.
Libertà si dice svaboda. Svaboda ha un'accezione sul piano protetimologico, quindi la radice della radice della parola decisamente negativa. La particella svaboda la particella quindi siamo nell'indo di ego in latino, ego in greco.
È la stessa identica parola. Libertà vuol dire essere egoisti, porre se stessi sopra la comunità. Torniamo sempre al punto di partenza.
Lo stesso in mandarino nel calco di libertà che utilizzano i cinesi, z. Libertà vuol dire la stessa cosa. Il mio naso, per l'esattezza, al centro di me.
I bambini in Italia e nell'occidente quando devono parlare di sé si toccano il petto. No, io i cinesi quando devono parlare di sé si toccano il naso. non a caso l'espressione di libertà, che è un calco, peraltro molto recente in mandarino, a questo elemento d'egoismo di cui ovviamente noi non sappiamo niente e noi distinguiamo tra democrazia e autocrazia, sono cose che abbiamo inventato noi.
Insegnare agli altri come stare al mondo è sempre estremamente scivoloso, estremamente scivoloso. L'avverbio è decisivo. Le guerre, e andiamo un po' sull'attualità, si vincono e si perdono sempre soltanto in dimensione antropologica.
Poi vengono i campi di battaglia, i carri armati, le tattiche, risico, la tecnologia che è la parte peggiore di tutte, ma si vincono e si perdono solo in dimensione antropologica. detto in termini mangiabili, se tu non sai niente del tuo nemico è molto difficile che tu possa vincere, perché la guerra, perdonerete la crudezza, non è un videogioco, non è che la vince. Quanti carri armati hai distrutto, quante rampe di lancio, quanti missili hai intercettato, quante caserme hai distrutto?
Non si vince così la guerra. Questo è un videogioco. La guerra, senza citare un generale prussiano decisamente sopravvalutato, ma comunque puntuto, la guerra si vince quando si centrano gli obiettivi politici e geopolitici, solo in quel caso non è un punteggio.
gli Stati Uniti per il momento, vediamo poi come ne usciranno, la guerra la stanno perdendo in Iran perché non stanno centrando nessuno degli obiettivi politici che sono, non è una questione di esegesi, questo l'ha detto il nostro amico Donald Trump, rovescio del regime, non mi sembra sia accaduto, il regime è stato più volte decapitato, ma addirittura si è ringiovanito. coloro che hanno sostituito i precedenti a partire dall'improbabile figlio di Camenei, sono più giovani o coanei di coloro che sono stati ammazzati e soprattutto l'elemento d'autorità è passato già era in fieri questo fenomeno è passato dalla teocrazia alla parte paramilitare dei pasdarani, i guardiani della rivoluzione che sono paramilitari affaristi allo stesso tempo. Quindi questo obiettivo neanche di striscio.
Secondo dei tre obiettivi dichiarati dagli americani, distruggere il programma nucleare iraniano. L'Iran ha 450 kg dian arricchito, una parte nella pancia della montagna vicina alla centrale di Natanz, una parte a Ispa, una parte nella centrale di Fordo e lì sta non l'ha toccato nessuno. Prima di questa guerra l'Irana era, secondo l'Agenzia Internazionale per energia atomica, tra i 6 e i 12 mesi dalla bomba atomica.
L'Iran rimane tra i 6-1 mesi dall'ordigno non convenzionale. Terzo ed ultimo obiettivo che sono dati agli americani, distruggere l'arsenale missilistico dell'Iran e anche possibilmente quello di droni. Secondo ciò che riporta la CIA, non esattamente una fonte filoiraniana, l'Iran dispone di 2/3 dei missili tutt'ora e continua a produrre droni.
droni specialmente shah che sono di componentistica cinese e di progetto iraniano che costano, dipende dalle economie di scala tra i 20 e i25. 000 000 al pezzo e che vengono intercettati male da missili intercettori statunitensi, dai Thomok, ai Patriot che costano tra i 4 e i 6 milioni di dollari al pezzo. Così per darvi un'idea, una guerra in questo modo già sarebbe ampiamente persa.
Poi la guerra non è finita, quindi gli americani possono avere la capacità di rovesciarla. Siamo qui per questo. Sarebbe già ampiamente persa se non ci fosse anche la questione di Ormus su cui tra un po' andiamo.
Ma prima di arrivare ad Ormus perché perdono una guerra così? E per quello che dicevo, perché non hanno idea di chi sia il loro nemico. Se io ho un'azienda e produco X e ho dei concorrenti, dei competitor, per dirlo con l'inglese di Milano, dei quali non so un cavolo, non so che cosa producono, con quali materie prime, quanti sono a produrli, dove vendono, che marketing utilizzano, è molto difficile che io possa prevalere o ho inventato la formula dell'eternità e allora la vendo comunque, sennò è un po' complicato e lo stesso vale in un ambito come quello del nemico antropologico.
Gli americani vanno alla guerra contro l'Iran. Per Israele la questione è diversa e la lasciamo da parte. Gli americani vanno alla guerra contro l'Iran, come più o meno si può andare nel nostro dibattito pubblico sull'Iran, cioè senza saperne niente che noi non ne sappiamo niente può essere una barzelletta.
Se tu ci imbastisci una guerra diventa tragico. Gli americani vanno alla guerra cotto l'Iran vedendo le manifestazioni dello scorso gennaio. Ci sono migliaia di morti per le strade iraniane in una sanguinaria repressione da parte del regime e ragionano così.
Il regime è al collasso. Se noi lo decapitiamo la popolazione si solleverà. E già questo è discretamente fantascientifico.
Se non bastasse la popolazione si solleverà e creerà uno stato filo americano o filo occidentale e questo è addirittura onirico. Non sappiamo neanche quanti siano contro il regime. Una buona fetta della popolazione, ma che sia la maggioranza, non possiamo saperlo in nessuna certezza.
Ma anche se fosse la maggioranza, ripeto, non c'è certezza, ma anche se fosse la maggioranza, quando mai hanno detto di voler creare uno stato filo americano o filo occidentale? Questo proprio mai di sicuro. Da cosa nasce un pregiudizio così sbilenco?
Da quello che ci insegnano fin da piccoli, che noi siamo il fine ultimo dell'evoluzione umana, noi occidentale, quindi tutti inclinano verso di noi, quindi con professioni ridicole. Se fossero liberi. Già questa questo inizio di perito ipotetico è oltremodo razzista perché noi prevede che noi siamo liberi e gli altri no.
Abbiamo stabilito sempre noi. Ah, se fossero liberi vivrebbero come noi. E perché?
E nessuno sa dire perché. L'Iran, peraltro, non è uno stato nazionale. Che cosa vogliono gli irani?
Già questa è un'affermazione che non ha senso per due grandi ragioni. La prima, etimologicamente gli irani sono i persiani. I persiani sono il ceppo dominante dell'impero, cioè della Repubblica Islamica, che è un impero interno, esattamente come gli Stati Uniti.
Sono uguali, ma i persiani sono il 55% della popolazione, a malapena la maggioranza. in un paese che ha 93 milioni di abitanti. Il resto della popolazione sono etnie sottomesse ai persiani in ordine di importanza.
I turchi che loro chiamano azeri sono turchi shit i curdi, poi scendendo i turcomanni, i pasto, gli azzara, gli arabi, i luri. Potrei proseguire. Tutti coloro che vi ho citato con la parziale esclusione dei persiani ragionano in modo tribale, quindi hanno idee mai individuali, ma che pertengono il loro popolo e la tribù dentro il loro popolo.
Un po' complicato, eh? molto meglio il bar dello sport che vogliono gli irani vorranno vivere come noi. Tra l'altro noi siamo in una forma strepitosa.
Come non invidiarci tutta la vita ad aspettare il weekend? Noi queste cose, cioè se noi queste cose le diciamo in giro per il mondo, hanno esattamente la reazione che avete avuto voi adesso, ma non ne abbiamo nessuna idea. Ma non è neanche soltanto questo.
Gli irani che sono i persiani valutano le etnie di dentro del loro impero con un grado di razzismo, come succede agli imperi noi molto denso. Non è che siamo razzisti, solo noi, eh. I persiani lo sono e giudicano lettine di dentro in maniera profondamente storica, come se gli eventi che le riguardano fossero capitati ieri.
Quelli che valutano meglio sono proprio i turchi. Immagino non lo sappiate, ma vale la pena ripeterlo. I persiani sono alieni nella loro regione perché sono indoeuropei.
Sono imparetati con noi o noi con loro, se dovessimo essere più precisi. I turchi sono altaici, gli arabi sono ovviamente semiti, non c'entrano niente con i persiani, ma niente dir poco, sono opposti. Tuttavia, sebbene i turchi non c'entrino nulla con i persiani, i persiani riconoscono i turchi azzeri di dentro, vivono più azzeri in Iran che in Azerbaijan, così per darvi una grandezza.
riconoscono a questi udite e udite due grandi meriti. Il primo da aver condotto 5 secoli fa, non 5 mesi fa, 5 secoli fa, lo sciismo nella grande Persia. È merito vostro, dicono, perché all'epoca una dinastia tribale turcofona, i safabidi dai berretti rossi erano conosciuti in questo modo, dominano la grande Persia, si persianizzano siccome sono cugini degli Ottomani, ma non vogliono stare con i loro cugini, come succede spesso.
Gli Ottomani erano sunniti, loro diventano usciti e lo diffondono in in Persia. giaché i persiani erano diventati musulmani con la spada, cioè gli ara avevano imposto l'Islam ai persiani. I romani ovviamente non li conoscevano come musulmani.
Sono stati sunniti per 5que secoli, finalmente diventano usciti perché non sono arabi per distinguersi dagli arabbi e di questo ringraziano i turchi safabidi oggi a zeri 5 secoli fa. Il secondo merito che riconoscono a loro è di aver condotto diverse dinastie imperiali. L'ultima dinastia imperiale dell'Iran, formalmente è quella dei Cagari, altrettanto turca d'origine, fino all'inizio del 9.
Sotto di loro ci sono i curdi per numero ed i curdi persiani hanno razzisticamente un'idea negativa. I Kurdi sono cugini dei persiani, sono iranici entrambi. Cosa non riconoscono i Kurdi?
Innanzitutto dicono che sono impostori, un intero popolo, perché si definiscono i curdi discendenti dei medi. Immagino che tutti siate versati nella storia dell'antico Iran. Oddio, se parlamo di democrazia eoccrazie, no.
Sì, forse se studiamo i popoli, sì. I medi sono stati una dinastia ovviamente iranica imperiale che ha distrutto l'Arropoli. Sono arrivati fino ad Atene costringendo gli atenesi ad andare per mare.
Lì la storia dell'umanità cambia. Gli atenesi finalmente vanno per mare, diventano una talassocrazia, una potenza marittima, proprio perché spaventati dai medi. Poi medi saranno assorbiti negli akemenidi.
I Kurdi oggi vivono nella porzione occidentale dell'Iran dove era l'antica media. Dicono in modo posticcio, ma così come anche i persiani si dicono discendenti degli akemenid in modo posticcio, dicono "Ah, noi siamo discendenti dei medi". Questi persiani non lo possono tollerare perché l'elemento imperiale antico è tutto loro, ne hanno l'esclusiva 3000 anni fa.
E poi dicono che sono stati traditori perché perché quando c'è stato lo scontro tra tra i safavidi che voi raccontate gli Ottomani, i persiani erano con i safavidi, i curdi in mezzo geograficamente era al 1514 anno cristiano, loro non sanno neanche che sia mai successo, giustamente 1514 i Cdi legittimamente non volevano stare con i loro cugini persiani e rimangono sunniti, non diventano usciti e si schierano con gli Ottomani 5 secoli fa da allora hanno questa nomea, non proprio uno stato nazionale dell'Europa occidentale, occhi e croce. Potrei proseguire raccontandovi che cosa hanno in contrario con i Baluci. I Bucci accusano i persiani di non essersi accorti che il loro madi è già capitato sulla terra in senso messianico e loro non l'hanno visto.
Sapete che gli shiti, come gli sciiti persiani attendono il ritorno dell'imam occultato da più di 1000 anni che è l'elemento messianico simile al cristianesimo. Dire a loro che questo è già tornato, ma non se ne sono accorti. È la stessa accusa dell'antisemitismo che i cristiani hanno mosso sempre agli ebrei con tono gravemente antisemita.
Già c'è stato il Messia, ma non ve ne siete accorti. Lo stessa accusa, una setta dei Baluci che si chiama Zicri. I baluci vivono nella parte orientale dell'Iran al confine col Pakistan la muovono i persiani e i persiani li detestano per questo.
Peraltro oltre a essere tribali balucci dell'Iran sono anche nomadi così per complicarci la vita se vogliamo parlare di democrazia convinti davvero che il mondo funzioni in questo modo. Vi risparmio i partton, ma per i partton, peraltro, vi consiglio, l'ho scritto nell'ultima editoriale su domino, una scena strepitosa di un film strepitoso di Abbaschia Rostam che si chiama Il sapore della ciliegia, in cui questo signore, il signor Bad, gira intorno a Tean con la sua macchina cercando qualcuno, per chi lo volesse vedere, non vi dico che cosa, qualcuno che lo aiuti a compiere un gesto estremo. fa salire in macchina diverse persone.
Non capiamo mai per tutto il film se stia cercando qualcuno che lo aiuti o qualcuno che lo scoraggi. Sale un paston. I paston noi sono quelli che noi chiameremo gli afghai.
Anche gli afghani non esistono, ovviamente sono past. Se vedete una carta demografica dell'Afghanistan, gli afghagani non ci sono. Non è proprio un dettaglio.
Questo ragazzo sale in macchina e Badic persiano gli chiede "Ma tu che ci fai in Iran? " E lui dice "Siamo gli anni 90, scappo dalla guerra". E lui risponde: "Ma la guerra è anche qui?
" L'Iran era uscito da poco da una guerra durata pressoché un decennio contro l'Iraq. Il Pasto risponde: "Sì, ma questa non è la mia guerra, a me non interessa". I partto sono considerati stranieri in Iran.
Ecco, in un contesto così che i persiani vogliono vivere come noi è perlomeno un'ipotesi, direbbe Paolo Sorrentino. Avete visto la grazia? Siete ormai non siete più in tempo, eh, per chi non l'ha visto, dovete recuperare in una celebri, ma ormai scena la critica di costume cocalori, amica del presidente della Repubblica, davanti alla dieta del presidente che costretto dalla figlia non può mangiare quasi niente.
Lei va ad una cena successiva, il presidente dice "Ma dove vai? Abbiamo già cenato" e le dice "No, ma questa non era una cena, era un'ipotesi". Ecco, immaginare che l'Iran voglia vivere come noi è oltre l'ipotesi, perché l'Iran non esiste.
Quale Iran? Di quali popoli parliamo? Dei tanti che potremmo elencare.
E poi gli irani, tutti coloro che abitano l'Iran, sono per il 75% sotto i 35 anni. 75%. Anche questo per noi è incomprensibile perché noi giovani non ce li abbiamo.
L'Italia del paese più anziano del mondo a 48. 5 anni di età media e siamo una società animale, siamo esseri animali. Quindi, come succede in tutte le società, la minoranza della minoranza, nel nostro caso i giovani prende gli atteggiamenti della maggioranza.
è una questione degli osmosi. Quindi i nostri ventenni, così come ero io a 20 anni, eh sono degli anziani, così come lo ero io, sono cinquantenni, che è la parte centrale della nostra società, ma i ventenni irani che sono la maggioranza della popolazione, non una minoranza, non hanno gli atteggiamenti al cinquantenni, non possono averli e ragionano da ventenni. Ecco, il futuro è un tema molto forte nella nostra società, anche legittimo, che non esista nelle società giovani, perché i giovani non ragionerebbero mai di futuro.
Non esiste in giro per il mondo il discorso sul futuro. È impensabile perché un ventenne e ripeto in Iran, specialmente tra i persiani, ma non solo, i ventenni, sono la maggioranza insieme ai trentenni, ragionano soltanto di presente e basta, perché un ventenne non ha nessuna idea di morire, è impossibile. Dice, "Quali generazioni dopo di me?
" Dopo di me ci sarà il diluvio ovviamente. Ma noi questo non ce lo ricordiamo più perché noi abbiamo avuto i giovani l'Italia smette ad avergli anni 60, inizio degli anni 70. Quindi non abbiamo idea.
Per noi i giovani sono i nostri. Quindi a nostra, nel nostro avviso, i giovani persiani sognano di stare a casa la sera a vedere le serie televisive, ma mica hanno 50 anni. Ma se non capiamo questo il mondo non capiamo granché.
Sono giovani. Quindi come sono i giovani quelli veri? violenti, prepotenti, sparano, vogliono il potere, pensano solo al presente, non s arrendono, sono pronti alle privazioni e infatti le stanno vivendo in questa guerra e non s'arrendono.
Ma noi noi non ne sappiamo niente. Ma niente, ma niente, forse anche troppo. Ovviamente tutte le rivolte in Iran ce ne sono spesso di rivolte, sono generazionali.
in Iran, più che mai un paese così giovane guidato da una gerontocrazia piccola così che, come dicevo, adesso si sta un po' ringiovanendo perché li ammazzano, soprattutto gli israeliani, ma sempre da una gerontocrazia guidato. Ogni volta che vediamo sono i nipoti e i figli che dicono ai padri e nonni vi dovete togliere, vogliamo il potere. Queste sono le rivolte in Iran, non sono le rivolte per dire vogliamo anche noi aspettare il weekend, come dicevo, non esattamente.
Vogliono il potere per noi fantascienza. Infatti in Italia il confitto generazionale non c'è più perché i giovani non ci sono. I figli sono alleati dei genitori in Italia, così come tutta l'Europa occidentale, no?
Nel resto del pianeta i giovani sono i nemici dei genitori, come sempre stato. Il potere se lo contendono, non è che si mettono in fila. Caro papà, quando andrà in pensione mi lasci la casa al mare?
No, non è un discorso da giovani, non esiste. Caro papà, ti devi togliere. Era così anche da noi, eh?
Non è ce lo siamo dimenticati, ma non 2000 anni fa, cioè fino a gli anni 30, anche gli anni 50 in Italia, i figli si mandavano via perché non li potevi tenere, erano giovani davvero. Anzitutto ne avevi molti, a volte anche 10, come sappiamo, e che non avevi mai visto. Quindi che ti volessero bene, anche questa era una grande ipotesi, ma non potevi averne la certezza e spesso non ti volevano bene e quindi si mandavano via.
Chi poteva li mandava in seminario, qualcuno lo faceva emigrare, qualcun altro li spediva dove poteva ed era normale. Nel resto del mondo è così perché i figli non sono alleati ai genitori. Da noi sono alleati perché sono tutti cinquantenni i figli e i genitori, anche se hanno 80 anni, i genitori hanno sempre 50 anni e viceversa i figli a 20 ne hanno 50.
vanno d'accordo. Infatti non capiamo quello che succede nel mondo perché i giovani irani per noi sono incomprensibili. Giani dicono ai genitori, ai papà, vi dovete togliere, vogliamo governare noi?
Quindi e io poi mi avvia alla conclusione, in una guerra come questa, se tu tutto questo non lo sai, vincerla un po' difficile. Se t' aspettavi che bombardandoli ti ringraziassero, si si rivolgessero contro la teocrazia, mh complicato. E molti di loro odiano la teocrazia, la detestano.
per l'altro sono un popolo mediamente laico, ma nel loro caso ragionano così. Anzitutto è uno stato che abbiamo creato noi, anche se non ci piace più. Non apprezziamo l'ingerenza esterna.
Non solo i persiani che vi ho raccontato hanno paura che in caso di rovesciamento del regime quelle forze entropiche, cioè le altre etnie di dentro, possano smarcarsi nascondendosi dentro il paravento di un nuovo regime, possano darsi eccessiva autonomia. Quando nel 2022 è stata trucidata una ragazza accusata dalla polizia morale di non indossare propriamente il velo, noi la ragazza la la conosciamo come Masamminì, ma non è il suo vero nome, perché la ragazza era curda. Questo è il nome che le hanno dato i persiani che si sono intestati la protesta, ma l'hanno rinominata in persiano per non accettare il nome curdo di lei.
Per darvi un'idea. In tutto questo c'è anche lo stretto di Ormous che vi avevo promesso. Perché che gli americani stiano perdendo la guerra fa parte delle cose.
Gli Stati Uniti, come capita molti imperi, hanno perso un sacco di guerre. Se dovessimo essere così sommari dalla seconda guerra mondiale, le hanno perse tutte, tranne la prima guerra del Golfo, cioè quella del Q8. È stata una guerra molto limitata e forse le guerre Jugoslavia, perdonerete il tono sportivo, hanno pareggiato in Corea 50-53, hanno straperso in Vietnam, ma hanno perso in Afghanistan, hanno perso in Iraq, stanno perdendo in Iran.
Non ci sarebbe niente di straordinario. Il punto della sconfitta di una guerra è che la sconfitta sia tattica, diventa un dramma se la sconfitta è strategica. Sono riusciti a rimanere sempre la prima potenza del pianeta perché tutte le sconfitte che vi ho elencato in questo sommario catalogo sono state tattiche.
Questa guerra anche non è che se gli Stati Uniti non rovesciano il regime in Iran smettono di essere la prima potenza del pianeta o se non distruggono interamente l'arsenale missilistico dell'Iran. non è una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti. Questa guerra non ha nessun tipo di senso.
Lo può diventare strategica attraverso lo stretto d'Urbus. Se non ci fosse quello stretto parzialmente occluso prima dai PASdaran, adesso dagli americani, gli Stati Uniti se la sarebbero cavata con il marketing, come si fa quando perdi una guerra. Abbiamo vinto.
Arrivederci e grazie. Abbiamo vinto perché abbiamo ammazzato tutti quelli del regime. Se non si comportano bene ammazziamo pure gli altri.
Poi dovranno venire a Canossa a trattare con noi. Si può dire quello che vogliamo, voglio dire. No, tanto va bene, la narrazione è fatta apposta.
All'inizio della guerra il ministro della difesa, che oggi si fa chiamare ministro della guerra americano, che si chiama Pete Exath, ha detto: "Abbiamo distrutto l'intera Marina Militare iraniana", il che è certamente affascinante perché la Marina Militare Irana non ce l'ha e quindi tutto è possibile, perché no? Dice, "Io sono arrivato a Corso Garibaldi a Roma, ma a Roma Corso Garibaldi non c'è. Più o meno è la stessa cosa.
C'è via Garibaldi che immagino conosciate una via tortuosa che da Trastevere conduce al Gianicolo. Però nello Stetto Tormusa la narrazione non basta. Perché non basta?
Perché non è soltanto, come si dice, la giugulare degli idrocarburi. Prima dipende dagli anni, passava tra il 20 e il 25% degli idrocarburi del pianeta in questo stretto. Il 37, tra il 37 e il 40% andava verso la Cina, il resto verso l'Asia e resta ancora verso di noi, niente verso gli Stati Uniti.
I danni macroeconomici questi più o meno li vediamo da noi, ma è molto di più di questo. è uno stretto marittimo e la globalizzazione americana, cioè il dominio americano sul mondo, si fonda sul controllo dei mari. Cioè non è un dettaglio lo stretto di Ormous.
L'anno scorso più del 90% delle merci su questa terra ha viaggiato via mare. L'unico modo per avere un mercato globale è controllare i mari. La globalizzazione americana gli anni 90 nasce così.
Quella britannica era identica, quella romana era uguale, applicata al Mediterraneo. Come si controllano i mari, non è che li puoi controllare per kilometro quad, questo è impossibile, umanamente li controlli con gli stretti, cioè quei passaggi obbligati che vanno da uno specchio ad un altro. Il compito della Marina Militare americana e gli Stati Uniti hanno la più straordinaria marina del mondo, a differenza dell'Iran, è quello di garantire il passaggio negli stretti.
Questo fa di mestiere oltre a fare la guerra. Se ti occludono lo stretto di Ormus hai un enorme problema perché scalfisce direttamente l'egemonia statunitense che si fonda su questo. Avrete notato che davanti alla chiusura di Ormus Trump è andato in perfetta isteria, sparato a zero.
Prima se l'è presa con noi altri dicendo "Voi non venite a ripristinare il passaggio ad Ormus. A parte noi non siamo proprio cuor di Leone, eh. diciamo, siamo le società più anziane del mondo.
Si muora Dormus, perdonerete la crudezza. Quindi dice io quasi quasi credo sia anche legittimo che non ci andiamo, oltre al fatto che questa guerra se la sono procacciata da soli gli americani con interessatissimo aiuto degli israeliani. Poi invitare noi è controintuitivo.
Poi hanno invitato i cinesi. Vi risparmio la risposta dei dei cinesi, ma potete immaginarlo. Poi Trump addirittura, e questo non si era mai visto, in un posto ufficiale, la più alta carica dello Stato federale, ha scritto parolacce letteralmente, non si era mai visto.
Prima ha detto pazzi bastardi nei confronti dei Pasdaran che non riaprivano lo stretto e poi ha scritto: "Riaite quel cavolo di stretto". Ma non era cavolo, potete immaginare che parola fosse? Quindi da ultimo, va bene, se l'è presa anche con Papa Leone in quest'ultima in quest'ultimissima fase, tra l'altro uno statunitense come lui dicendo sciocchezza, va bene, chi lasciamo da parte.
Tra l'altro dicendo, io ne apprezzo il fratello e che è un maga e parola di Trump, cioè sarebbe tragicomico se non l'avesse detto davvero perché un maga ha capito tutto, il fratello Luis, il fratello di di Papa Leone, quindi e alla fine ha annunciato e sta accadendo che gli Stati Uniti chiuderanno loro lo stretto che può sembrare una follia perché dice "Ma come, il tuo obiettivo è tenerlo aperto e dunque lo chiudi". In realtà è molto più di una butata di Trump che ovviamente è stato lasciato solo dai suoi apparati. Prima i suoi apparati a partire dalla CIA gli hanno raccontato che la guerra era semplice per tutto quello che ho provato io a raccontarvi.
Irani non aspettano altro in questa forma di maieutica unilaterale. Noi estraiamo con le bombe dalle loro viscere ciò che non hanno mai segnalato, ma tanto che ce ne importa. Vogliono vivere come il Lussemburgo ed è evidente che sia così.
Questa cosa gliel'avevano raccontata e adesso l'hanno lasciato solo. Negli ultimi giorni su New York Times o sul Washington Post sono apparsi, come appaiono sempre in questi casi, questi articoli puntinati di fonti anonime degli apparati americani in cui gli apparati americani dicono "Ah, ma noi glielavamo detto fin dall'inizio che non si poteva vincere questa guerra eccetera. " Vete è stato scaricato a se stesso.
Succede sempre. Ma l'abutad che non è un butad di Trump, chiudiamo noi lo stretto e molto più di ciò. Qual è il ragionamento?
Il controllo degli stretti marittimi, come dicevo, è il telaio del dominio americano sul mondo. Quindi la cognizione è la seguente: se non possiamo controllare l'ossetto di Ormussa deve crollare l'intera economia globale, né più né meno, perché il controllo degli stretti scalfisce la nostra egemonia planetaria e il rischio che una guerra così da tattica diventi una sconfitta strategica. a una sconfitta tattica, poi sopravvive a quella strategica molto peggio.
Infatti adesso si sono lanciati nell'occlusione dello stretto di Ormus, un po' per soffocare l'Iran, una specie di blocco navale, come si è sempre fatto nella storia, un po' per dimostrare che non è possibile che gli americani non controllino gli stretti, è il loro mestiere. La talassocrazia statunitense campa di questo. Tutto ciò per raccontare che cosa?
che si ritrovano in questa condizione molto precaria e non vi era motivo di trovarvisi perché questa guerra è stata pensata molto male con un piano A, ma senza piano B CD e soprattutto, come raccontavo al principio di questo mio intervento, con gravi errori antropologici, con fraintendimenti gravi. Siamo sempre lì. Se tu non sai dove vai, ma come fai a vincere il Debello gallico?
perché è rimasto nel corso dei millenni, non perché sia, dal mio punto di vista uno strepitoso trattato operativo o militare o tattico. Sì, ma non certo strepitoso. L'elemento unico eccezionale del Debello gallico è la capacità, non solo perché è scritto, diremmo, con una prosa semplice, tutti volevano il de Bello gallico da tradurre, ma la straordinarità non è questa, è il fatto che Giulio Cesare si dimostrò un eccezionale antropologo.
Questa è l'importanza de Bello Gallico. arrivato lassù, tutto ciò che fece fu studiare le popolazioni che aveva davanti, senza piglio esotico, dividendole, censendole, certo, con un tono razzista, questo capita spesso, ma dividendole, distinguendo tra Celti e Germani e tra le varie tribù di Celti e Germani che conosceva, che descriveva. È un catalogo etnografico il De Bello Gallico nella sua migliore accezione e i romani infatti vincono.
Se tu non conosci il nemico, figlio mio, anche se non è esattamente mio figlio Donald Trump, ma Trump conta poco. Il suo antura dovrebbe saperla meglio. È difficile se tu, anzi ancora peggio, non solo non lo conosci, ma applichi le tue categorie, quelle occidentaliste, agli altri, è molto difficile avere la meglio.
Non so se questo possa riguardare il futuro. Io credo di sì. Semmai ci insegnassero qualcosa questi anni è che guardare fuori dal recinto occidentale a volte, non sempre, secondo me sempre, ma almeno a volte può tornare utile.
Grazie. Bra.