fare la nostra parte. A ognuno di noi è chiesto qualcosa. È vero che il divino agisce divinamente in noi, ma il divino fa quello che può.
Se noi rimaniamo fermi, se noi rimaniamo fermi, anche il Dio dell'impossibile eh sarà bloccato. E tante volte poi diremo: "Eh, ma forse doveva andare così, forse no, non doveva andare così. C'era una grande opportunità, ma tu non l'hai colta.
E allora andiamo a vedere, grazie alla divina consapevolezza, questa cosa: fare la nostra parte. Dal libro dell'Esodo, capitolo 2, versetto 3. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di [musica] papiro, lo spalmò di bitume e di pece e viadaggiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo.
[musica] una cosa che che ci viene da capire e non potendo più tenerlo nascosto. Beh, abbiamo visto ieri che all'inizio i progetti si proteggono, gli amori si proteggono, le cose si proteggono, le piantine si proteggono all'inizio, ma quando poi cresce uno anche da distante dice "Oh, c'è c'è qualcosa". E anche lì la mamma di Mosè non può più tenerlo nascosto e quindi e quindi si inventa qualcosa perché sapete che c'era un editto di morte.
Ehm, dal faraone c'è ancora un edito di morte dal nemico della vita. Contro di noi, lo vediamo. Ci sono certe situazioni che sono avverse a noi.
L'avversario si muove attraverso persone, molte volte solo attraverso le nostre ferite, attraverso quello che siamo e eh strutturati o destrutturati, si muove cercando di opprimerci, bloccarci, farci diventare tristi e così via e fra l'altro pensare che poi è colpa di Dio, no? E invece non funziona così, non può più tenerlo nascosto e fa qualcosa, però non dice finita, non dice non lo lascia nelle mani del nemico come le altre mamme purtroppo facevano perché arrivava il popolo egiziano e uccideva tutti i maschi. [musica] Tutti i maschi.
Lake cosa fa? Dice, "Prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume di pece e via giò il bambino e poi lo depose sui giunchi sulla riva del Nilo. Ci sono due azioni, una che fa lei e una poi di fiducia.
Quella che fa lei, che cosa fa questa donna? Il cestello coperto di bitume. Questa parola bitume è la stessa parola usata per l'arca di Noè, in ebraico Tevac, [musica] immagine di salvezza.
Quindi, che cosa fa lei? Fa un qualcosa di salvezza, fa un qualcosa dove permette poi a Dio di entrare e di agire. Difatti poi l'azione dopo eh sarà condotta da Dio, ma lei fa la sua parte.
Se non avesse fatto questa cosa, sarebbero arrivati gli egiziani e anche suo figlio sarebbe morta. Se io e te non facciamo delle azioni di salvezza, beh, il nemico riuscirà a prendere autorità nella nostra vita. E allora semplicemente viene da chiederci qual è l'azione di salvezza che sto facendo adesso.
Ve ne mostro una. Questo video voi lo state prendendo, lo state ascoltando. Durante la giornata, se lo metterete in pratica, state facendo un'azione di salvezza.
Non solo qui la mamma lo fa nei confronti degli altri. Noi siamo tenuti a fare qualcosa per gli altri, sempre un qualcosa. La nostra vita deve essere amore, quindi quello che facciamo deve essere salvezza per gli altri.
Ma la prima salvezza parte con noi stessi, cioè noi siamo mamma anche di noi stessi, cioè si l'adulto che forse non hai avuto dai tuoi genitori prima. Sì, l'adulto di cui il bambino dentro di te aveva bisogno. Ebbene, dobbiamo imparare a prenderci cura di noi stessi, di quella parte, magari è anche bambina, ferita che è dentro di noi.
In che modo? Facendo delle cose di salvezza, tipo questi corsi, tipo il curati da Dio, tipo purim che abbiamo iniziato e così via. E poi ne abbiamo altri con il crocifisso risorto che sono il caris e altre cose.
Fai qualcosa, fai qualcosa. Non rimanere lì fermo, non lamentarti, non fai qualcosa. Leggi la parola di Dio, prega, inizia a leggere delle cose nuove, positive, cercati amicizie nuove, così fai qualcosa, fai questo teva, questa cosa che porti quel cestello, quell'arca.
Se Noè non faceva quell'arca, quando è arrivato il diluvio, glu glu glu, anche lui invece ha obbedito a a a quell'intuizione interiore, a quella voce di Dio che gli sarà arrivata nel cuore e ha fatto questa cosa che gli altri non facevano. Difatti gli altri moriranno tutti. Io e te siamo chiamati a fare qualcosa di diverso dagli altri e ci saranno delle prove, delle situazioni che magari arriveranno nella vita e noi andremo su e gli altri andranno giù.
Se anche noi andiamo giù quando c'è il diluvio, quando c'è la prova, quando c'è una situazione difficile, è perché non abbiamo costruito, non abbiamo fatto la nostra parte. Se invece noi facciamo la nostra parte, costruiamo la casa sulla roccia, che è la parola di Dio, che è la divina consapevolezza, ecco che quando arriveranno le varie situazioni, ecco che noi staremo in alto. E con noi Noè portò assieme eh altre otto persone, anzi erano in otto in tutto perché c'era sua moglie, tre figli e tre nuore e quindi in tutto erano otto.
il numero dell'infinito, ecco che quindi biblicamente l'infinito, ecco che quello che facciamo per noi poi porterà tanta salvezza anche a tanti altri. Tanta salvezza a tanti [musica] altri. Andiamo già allora adesso con Dio, entriamo in contatto, comunione, relazione col divino e creiamo questa nostra [musica] barchetta di salvezza, questa arca barchetta barca di salvezza, perché faremo salire anche altri.
Lì era piccolino e dice che [musica] c'era il cestello. C'era il cestello. Vi voglio aiutare a costruire questo cestello come life coach.
Era bello, Mosè, era bello. Noi siamo belli e questa bellezza [musica] dà fastidio al nemico della vita. La nostra testimonianza che si può [musica] essere felici, si può infastidire qualcuno, ma noi vogliamo proseguire, anzi non la possiamo tenere nascosta.
Non possiamo tenere [musica] nascosto i doni, i carismi, le qualità. Vogliamo allora [musica] iniziare a mettere fuori, a fare a fare salvezza, a fare la nostra parte. Ora sì, forse non abbiamo ancora capito tutto, forse siamo all'inizio.
Mosè era piccolo, ma c'era una mamma, c'è un adulto in noi, c'è una parte anche genitoriale in noi che può prendersi cura della parte che in noi ha bisogno e lo possiamo fare [musica] facendo cammini, percorsi di salvezza, [musica] di crescita, di guarigione, di liberazione. Non solo la preghiera che chiede a [musica] Dio, ma anche un'azione, un pensiero, un percorso. Mettiamo la nostra parte.
Vogliamo proprio camminare, Signore, camminare dietro te. Tu ci indichi la via, ma aspetta noi percorrerla. Tu ci dai una parola di salvezza, ma aspetta noi come terreno a cogliere il seme di questa parola, farlo crescere, meditarlo, crederlo, masticarlo, pregarlo.
E allora vogliamo fare la nostra parte perché tu [musica] vuoi che vinciamo. Ci hai creati per essere vittoriosi. Ci hai dato l'unzione regale, sacerdotale, profetica.
Quella regale è quella dei re, è quella dell'autorità. è quella della vittoria, perché noi [musica] apparteniamo al regno della luce. Il regno divino è nostro e non vogliamo farcelo rubare dal nemico e vogliamo essere vittoriosi facendo [musica] facendo questi cammini percorsi, facendoti entrare così sempre di più, facendoti agire sempre di più in noi.
Così ci sarà una costruzione dentro di noi. Anche la nostra [musica] psiche sarà ricostruita, le ferite saranno sanate, la nostra vita diventerà nuova. Come dice San Paolo, ci rinnoviamo giorno dopo giorno, grazia dopo grazia e la tua gloria, o Dio, cresce sempre di più in noi.
Vogliamo dire amen in questo giorno, così sia, così avvenga, ma anche un amen inteso ok, [musica] farò la mia parte, farò la mia parte. Parla, Signore, a noi tuoi figli, indicaci la via da seguire e noi faremo la nostra parte. Seguiremo quella parte.
[musica] Donaci ancora intuizioni interiori. Donaci ancora un intelletto nuovo. [musica] Donaci ancora la tua sapienza per vedere e conoscere le cose.
Sviluppa in noi la divina consapevolezza delle cose, così sapremo cosa fare, qual è la nostra parte. [musica] E mentre la faremo tu agirai. Sì, mentre la faremo qualcosa di bello, grazioso, potente, meraviglioso si svilupperà anzi tutto dentro di noi e poi attraverso di noi costruiremo anche per gli altri, anche per gli altri.
Diventeremo grande benedizione per tutti quelli che ci incontreranno. Anche noi [musica] terak, cioè questa cosa di salvezza. Tevac è quella è quell'unzione dello spirito che ci tiene sempre hagalla e che attraverso l'unzione trasmettiamo agli altri.
È l'unzione che trasmettiamo agli altri. [musica] Non sono più io che vivo, ma Cristo, la divinità vive in me e noi trasmettiamo la divinità agli altri che diventa salvezza. anche agli altri.
Aiutiamo gli altri a fare la loro parte, come io come life coach vi ho detto in questo momento. [musica] E come spiritual trainer esercizio e fate qualcosa. Se state già facendo questi cammini impegnatevi il più possibile.
Fate esercizi spirituali, fate l'ultimo esercizio della scorsa volta della tappa precedente era per tre mesi dire sono stato creato a immagini e somiglianze di Dio. Sono bello, sono grazioso. preziosa e bella per le femmine.
Eh, mi raccomando, ognuno secondo ci sono due generi e diciamo o a o la o la. Quindi bello, bella, grazioso, graziosa. Figli di Dio, figlia [musica] di Dio, figlio di Dio.
Facciamo questa cosa. Questo è un esercizio. L'altro esercizio, la nostra parte avere fiducia in questa giornata, in questo tempo.
L'altra parte, ad esempio, è ringraziare, lodare e benedire in ogni situazione. L'altra parte è seguire tutti i giorni, appunto, queste parole, metterla in pratica, scrivetevele anche da qualche parte, rileggetevela a pranzo, cena e così via. Facciamo la nostra parte e Dio così potrà fare la sua.
Lui che è l'Idio onnipotente, meraviglioso e misericordioso. Fino alla prossima parola della divina consapevolezza.