attorno alla metà del sesto secolo l'impero romano d'oriente governato da giustiniano primo riconquista i territori italiani da alcuni decenni nelle mani delle popolazioni barbare che avevano causato la caduta dell'impero romano d'occidente baluardo del nuovo potere bizantino e la città di ravenna già ultima capitale dell'impero e anche del regno ostrogoto di teodorico nonostante la lontananza da costantinopoli sede imperiale giustiniano cerca comunque di stabilire il proprio controllo sulla città di ravenna nominando un arcivescovo di sua fiducia e facendo costruire la chiesa di san vitale nuovo cuore della vita religiosa cittadina nel ricchissimo rivestimento musivo che decora la
chiesa giustiniano lascia un chiaro messaggio politico a tutti i cittadini nella zona absidale proprio alla base del grande catino con il cristo in trono fa sistemare due pannelli che raffigurano la sua corte in processione verso l'altissimo nel pannello di sinistra campeggia la figura stessa dell'imperatore accompagnata dall arcivescovo di ravenna alcuni funzionari imperiali due diaconi e un manipolo di soldati a destra l'imperatrice teodora compie lo stesso gesto a sua volta circondata da funzionari e dame di corte è la prima volta che un personaggio politico si mette in diretta relazione con il dio dei cristiani nella zona
più sacra di una chiesa e tanto da farsi raffigurare con l'aureola con il dominio politico giunge così in italia anche uno stile decorativo che si discosta dai modelli occidentali tardo antichi e che lascerà un segno profondo nella penisola i fondi oro proiettano i personaggi in uno spazio di vino la ricca decorazione ne sottolinea la regalità con un intento ormai più fortemente simbolico che naturalistico